M’ama… non m’ama…

Ripercorro l’onda dei commenti al mio ultimo post e soprattutto, faccio mente locale su alcuni avvenimenti successi in questi ultimi giorni e inevitabilmente, ritorno sui rapporti, sull’amore, l’impossibilità che sembra ci sia oggi nel creare un rapporto che possa dare un ben che minimo senso di serenità…

Una ragazza, giovane e bella, conosce un ragazzo, s’innamorano, fanno insieme dei progetti per il futuro, lui pensa persino di ristrutturare la casa che sarà il loro “nido” d’amore, tutto sembra filare liscio, ma poi, ecco che arriva la sorpresa, di quelle che non si vorrebbero mai… lei scopre che lui la tradisce, sì, avete capito bene, lui la tradisce con un’altra, così, apparentemente senza nessun motivo, visto che il loro rapporto sembra funzionare bene e allora?

Spesso mi capita di andare il fine settimana sul lago di Garda e il sabato sera, passeggiando nel centro di Desenzano, incontro gruppi di amiche e gruppi di amici, che s’incamminano per ritrovarsi nei soliti locali alla moda, nei bar, poche le coppie, uomini e donne dai 25 ai 35 anni tirati in maniera inverosimile, sembra di assistere ad una sfilata di moda, come quasi alla ricerca di qualcosa di speciale… e poi… alle volte mi chiedo come andrà a finire la serata, che aspettative ci saranno in ognuno di loro, cos’è che sognano… certamente una storia o magari soltanto una serata divertente… o magari chissà…

Certo, si vive con l’incognita di un futuro sempre più incerto, ma chi queste certezze in qualche modo le ha, cosa va realmente cercando?

Oggi spesso si scappa prima ancora di provarlo un rapporto, vuoi mettere che si ha sempre di più la tendenza a diventare tutti un po’ come dei rami secchi, senza germogli?

M’ama… non m’ama… una volta si usava la margherita alla ricerca della buona novella, ma se ci troviamo di fronte ad un ramo secco, come facciamo a dire “m’ama… non m’ama”?

Evvabè…

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68 pensieri su “M’ama… non m’ama…

  1. Che significa amare.

    Questo io mi chiederei prima di dire “m’ama non m’ama”.
    E un’epoca in cui il rapporto coniugale, spogliato del bisogno sociale (e anche di quello economico vista l’indipendenza femminile), spogliato forse anche dei crismi religiosi, visto che la fiducia nella Chiesa cala e il rapporto con la fede, quando presente, viene vissuto in maniera più diretta, gioiosa e spontanea, sta subendo una crisi e una trasformazione epocali. Ci si sposa perché ci si ama, ma l’amore non basta.

    Altri sono i valori che devono essere alla base di un matrimonio, primo fra tutti la volontà di difenderlo e coltivarlo. Nella bonaccia e nella tempesta. Nelle gioia e nella noia.

    Cos’è l’amore. Cos’è l’innamoramento forse lo sappiamo. L’attrazione fisica, per non dire chimica, la voglia di possesso, di stare insieme: ma a questo si aggiunge la voglia di costruire? La voglia di rispettarsi? Di essere vicini nel bene e nel male, in ricchezza e in povertà? In salute e in malattia?

    Di affrontare l’inevitabile iperbole della grande passione, che col tempo cambia forma, e richiede che il rapporto si basi su altri principi, altri valori?

    “M’ama non m’ama”? Scusate, francamente potrei pure non essere particolarmente interessata a saperlo.

    Oggi mi chiederei solo: sarà leale? Mi rispetterà per quello che sono? Mi starà vicino nelle difficoltà? Sarà felice dei miei successi? E soprattutto, mi starà vicino come parte di me, come un organo vitale, quale io lo ritengo, o mi riterrà una vettura da riportare al concessionario dopo un tot chilometri o al primo incidente, o appena esce un modello nuovo che promette mirabilie? Difenderà questo rapporto?

    “Ma io ti amo!” mi disse un uomo, regolarmente sposato e padre di tre figli che continuava ciononostante a proporsi.

    *** “E chi se ne frega” gli ho risposto a brutto muso molto poco romanticamente: “Io no” ***

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  2. A proposito di rami secchi…

    “[…] non mi sembra amore quello che nasce dalla ragione e che si configura come un legame, stretto per cause fondate ed evidenti. Considero amore quello casuale e non asservito a motivazione alcuna, concepito per improvvisa passione piuttosto che per riflessione e che arda, non perché obbligato dall’impiego della legna, ma per i vapori che scaturiscono spontaneamente dalla terra. (…)
    Proprio come nei frutteti e nei giardinetti gli arboscelli coltivati e innaffiati dalla mano dell’uomo, non crescono come sui monti il leccio e l’abete e il cedro e il pino selvatico, che nati spontaneamente, disposti senza ragione e senza ordine, sono fatti crescere non dalla fatica e dalle cure dei coltivatori ma dai venti e dalle piogge.
    (Della Negligenza – Marco Cornelio Frontone)

    ‘Giorno!

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  3. sancla

    Certo risposte non ne ho, come te posso dire quello che vedo. Vedo gente che cerca e che desidera un rapporto, gente molto ben disposta a trovare compagnia ma sempre meno disposta a mantenerlo il rapporto quando i problemi (inevitabili, visto che si tratta di vita) si fanno sentire.
    Sto generalizzando odiosamente, lo so, ma a me sembra che quello che manchi la capacità di capire (o di accettare nel migliore dei casi) che l’impegno vero non è “sto con te” ma “voglio continuare a stare insieme a te”.

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  4. Della Negligenza. Appunto.

    E la negligenza è un abito mentale che non sostiene né amore vero né legame alcuno.

    Lasciarsi andare alla passione, “alle emozioni”, come si usa dire adesso, anche qualora fosse un nostro diritto, e non ritengo che lo sia, sarebbe la strada per la felicità?

    Non ne ho conosciuto neanche uno che abbia trovato la felicità su questa via, quella del disimpegno, quella del fuoco ardente che brucia etica e buon senso.

    Questo non significa non lasciarsi andare mai: rifiutare funghi velenosi non significa non conoscere il sapore dei porcini, né gettare la polpetta avvelenata ci preclude un pasto luculliano con fiocchi e controfiocchi.

    Io sono una persona sicuramente controllata (mi diceva un mio amico “l’onestà è il tuo unico difetto”), ma questo, credetemi, non significa certo non avere conosciuto la passione, e intensa più che mai.

    E’ che mi piace girare a testa alta, guardare dritto negli occhi le mie amiche e le mogli/compagne dei miei amici. Mi piace vivere alla luce del sole, perché il sole incrementa la passione, oh sì che l’incrementa!

    Mi piace urlare la mia felicità, mi piace pure lasciare le sue lettere aperte, conservarne ogni sms, ogni parola…

    No, non credo che fuochi incontrollati portino una qualche felicità. Forse solo qualche scenario di inutili macerie.

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  5. Mah, forse un po’ viviamo di rapina. Forse ci siamo convinti che se una cosa si puo’ riuscire a prenderla, ebbene, la si deve prendere. Perchè noi siamo il Sole, e tutto ci deve girare intorno. I pianeti dei quali decretiamo notte e giorno, e primavera ed estate, e anche autunno, in fondo, devono esserci grati del fatto che noi riusciamo a fornire energia sufficiente a farceli orbitare attorno, e il bene e il male sono relativi. Pazienza se tu adesso sei triste, dato che qualcun altro ride.
    Piuttosto che un amore che dovrebbbe far crescere, dovrebbe donare, proteggere, aiutare, sostenere, noi usiamo spesso l’amore marmellata… finirò il vaso, e ne comprerò un altro, e un altro, e un altro….

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  6. piemme

    Cari amici, qui si sta parlando i rapporti… 1, 2, 3 e così via.
    L’amore è un’altra cosa!
    Concordo pienamente con sancla, l’impegno vero è sto con te… e aggiungerei, solo perché ti amo!
    Poi, se uno viene meno… pazienza, si ricomincerà a cercare amore altrove.

    Pablo Neruda
    SE TU MI DIMENTICHI

    “Voglio che sappia
    una cosa.
    Tu sai com’ è questo:
    se guardo la luna di cristallo, il ramo rosso
    del lento autunno alla mia finestra,
    se tocco vicino al fuoco
    l’ impalpabile cenere
    o il rugoso corpo della legna,
    tutto mi conduce a te;
    aromi, luce, metalli,
    fossero piccole navi che vanno
    verso le tue isole che m’ attendono. Orbene,
    se a poco a poco cessi di amarmi
    cesserò d’ amarti poco a poco.

    Se d’ improvviso
    mi dimentichi,
    non cercarmi
    che già ti avrò dimenticata.

    Se consideri lungo e pazzo
    il vento di bandiere
    che passa per la mia vita
    e ti decidi a lasciarmi alla riva
    del cuore in cui affondo le radici,
    pensa che in quel giorno,
    in quell’ ora,
    leverò in alto le braccia
    e le mie radici usciranno
    a cercare nuova terra.

    Ma se ogni giorno, ogni ora
    senti che a me sei destinata
    con dolcezza implacabile.
    Se ogni giorno sale
    alle tue labbra un fiore a cercarmi,
    ahi, amore mio, ahi mia
    in me tutto quel fuoco si ripete,
    in me nulla si spegne nè si oblia,
    il mio amore si nutre del tuo amore, amata,
    e finchè tu vivrai starà tra le tue braccia
    senza uscire dalle mie.”

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  7. piemme

    Su certe cose ci si intende subito… tutto o niente!
    …ma quanto tvb!

    ***scusa ma mi alterno su face… non sai quant’è divertente!***

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  8. Veramente mi pareva di averlo gia’ passato, ma forse mi sbaglio. Ho una certa età. E un incerto futuro.
    Comunque, se faccio sempre commuovere la gente, sarà meglio che cambi registro, che dici?

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  9. Infatti. No, non cambiare registro! Vorrei preparare anch’io un album di famiglia così! E’ che ancora non sono pronta per il “coming out” anagrafico.

    *** Ma per noi tutti i post sono buoni per chiacchierare??? ***

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  10. oh beh, mica pizza e fichi! ha fatto una domandina da niente…

    ripasso quando ho la risposta. ma poi… avrebbe senso dirla?…
    ognuno ha la sua e quella degli altri poco gli importa se non la sente come vera.

    e buona domenica 😉

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  11. Sono andato a leggere, spero mi sia concesso un commento “leggèro”:
    In “Harry Potter” il più terribile tormento è proprio … “crucio”…Ah, maghi senza fantàsia….

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  12. Questione a cui io per ultima saprei dare risposta, salvo cadere nel qualunquismo delle frasi fatte.
    Che oggi ci siano innegabili difficoltà a mantenere rapporti è evidente… ma non sottovaluterei il fatto che in passato “non si poteva” rompere. E quindi si rompeva, di fatto, salvando però la facciata. Era più amore? Non lo so… forse alcune convenzioni sociali, alcune regole religiose più sentite e rispettate da un lato potevano creare tanta ipocrisia, dall’altro, però, potevano “costringerti” a fare i conti con il fatto che la vita è una cosa seria. Con questo non voglio dire che sia moralmente deprecabile chiudere un legame affettivo. Voglio dire che forse il vero male di oggi è pensare la felicità come un fuoco che brucia e ti trascina… anzichè come il gusto dei piccoli passi, del costruire piano e a fatica, se necessario. Trovarsi e trovare gli altri scavando con zelo, passione, certo, ma anche impegno, fiducia e determinazione, anche quando non ti va, anche quando fa fatica, anche quando il tuo compagno ti sta antipatico o ti appare meno affascinante. Anche quando trovi qualcuno che ti affascina di più.
    E non si tratta solo di amore, ma di ogni aspetto della vita: troppo spesso la si vede come un possesso personale in cui giocarsi tutto (e il cadavere di chiunque, se necessario) per “prendere”. Prendi prendi, ti ritrovi a mani vuote, che ti sei bruciato tutto. E allora ti rimane la cenere delle occasioni perdute: altro che fuoco della passione!
    Io penso che sia giusto raccogliere i doni della vita, quando arrivano… ma è un modo diverso di raccogliere… è un raccogliere che richiede un attento coltivare.
    Forse oggi abbiamo perso la gioia di coltivare, e identifichiamo la felicità con il raccogliere, con il prendere, e basta.
    Così, l’amore viene interpretato come la passione, l’esaltazione dell’incontro fisico e il subbuglio nello stomaco. Certo, c’è anche questo… ma l’amore vero è un altro, e soprattutto è ALTO e si raggiunge “scalando”, arrancando, a volte.
    Siamo disposti a questo?

    Avrei molto da dire… non la finirei più! Ma ci tornerò, è troppo importante…

    ***intanto papà, come vedi, sono tornata sana e salva a casa!***

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  13. oggi durante un’escursione sull’appennino piacentino mi sono rivolta a lui e gli ho chiesto: ma c’è qcs in me che ti piace? e lui: dovresti capirlo da sola…no non lo capisco da sola…sabato scorso mi hai detto che mi ami per la prima volta e che non volevi perdermi e adesso mi dici di riflettere su alcune mie affermazioni, mi dai dell’ipocrita religiosamente parlando, mi dai della viziata, mi sgridi sempre ma di me cosa ti piace…dici che ho i rotolini….e io che avrei bisogno di sentirmi dire cose che nn sentiro’ mai…lui il vecchietto…l’uomo di nessuno…l’uomo che pensavo avesse una storia con me si ammala e sparisce x un mese senza dirmi nulla…x me la storia è finita…x lui no mi ama lui è così…anche io sono così..x me c’è un rapporto nuovo non so se è storia non so cosa è forse x paura da sabato scorso..ma è la 4 volta che da inizio duemilasei ci proviamo…forse non è cosa…non lo so…cosa provo io x lui??? no, meglio dire: cosa prova lui x me??? forse le cose su cui mi invitata a riflettere erano altre…sabato scorso gli ho ridetto che con lui un bimbo lo farei anche adesso come l’avrei fatto tre anni fa…si ma lui ha 27 anni piu di me oggi come tre anni fa??? ma lui cosa prova x me??? raga davvero non lo so…mi da della rompiscatole, ha da ridire su tutto quello che dico e faccio..si arriva a un momento in cui è necessario tagliare con tutti i fantasmi. Io ne ho cancellati due e in cuori mio so che dovrei fare la stessa cosa con lui…amare non è fare come fa lui con me…io x lui non conto assolutamente nulla io non faccio parte della sua vita…qui con voi ho capito lui non mi ama…

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  14. @stella: meglio tardi che mai…

    quando ho letto che faresti un bambino con lui sono saltata sulla sedia, perché qui i casi sono due: o ti serve un portatore sano di spermatozoi, e allora posso pure capirti (ma in quel caso, perché proprio il vecchietto?), oppure sei un’aspirante suicida.

    *** i bambini non cementano le unioni, soprattutto quelle che non esistono ***

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  15. Ma che bello tornare dopo un fine settimana e vedervi tutti qui a raccontare il vostro pensiero…
    Diemme, Engel, Brandy, Monica, Elle, Piemme, Sancla, Morena, e che bella la poesia di Neruda… allora…

    …è vero, cara Engel, i tempi sono cambiati, anche se ripercorrendo i miei, forse perché mi sono sempre sentito al di fuori da certi schemi, trovo delle corrispondenze e questo dimostra che in effetti, non sono i tempi che sono cambiati, ma il modo di approcciarsi a certi problemi.

    In effetti, le mie domande non nascono dalla convinzione che costruire oggi un rapporto possa essere più difficile d’un tempo, ma dal fatto che sembra che i tempi per farlo, si siano completamente spostati più in là, rispetto ad una volta. Io, a ventiquattro anni ero già fuori casa e “dividevo” un appartamento con una donna, convivevo, e questa scelta non l’avevo fatta perché volevo fuggire da realtà familiari che mi stavano troppo stertte, anzi, ma perché alla ricerca di una mia identità ed autonomia, alla ricerca di un modo per sperimentarmi anche con una donna, convivendo, dividendo quelli che io chiamo i calzini sporchi. Tra l’altro, ancora con una laurea da finire e una situazione economica abbastanza incerta.

    Ecco, oggi mi sembra che tutto questo in qualche modo, come bisogno, sia vissuto non come un’esigenza primaria e per tanti motivi senz’altro per mancanza di lavoro, poche possibilità economiche, la vita che costa sempre più cara, ma anche quando questi problemi si sono risolti, almeno in parte, il salto non lo si fa ugualmente.

    Ho conosciuto e conosco uomini e donne di quasi quarant’anni, con lavoro e tranquillità economica, che vivono ancora con i genitori che, se da un lato sono felici di avere a casa ancora il figlioletto, dall’altro si disperano per questa loro mancanza di autonomia.
    Uomini e donne che per qualche verso rimandano il problema, pur avendo dalla loro anche dei margini di scelta.

    E allora, ecco che il sabato diventa un momento di verifica, tutti agghindati, belli e disponibili, ma ognuno a casa propria, che coincide a volte con uno spazio che non è realmente condivisibile soltanto con se stessi.

    Costruire un rapporto è senz’altro faticoso e “pericoloso”, ma per farlo bisogna esserne coscienti, disponibili dentro e sicuri che si può anche sbagliare, che alla fine non è sempre una tragedia.

    Si può sempre ricominciare…

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  16. Non sarà una tragedia, ma neanche è indolore, e alla fine di soffrire ci si stanca pure.

    Comunque, quello dei bambini è un argomento su cui voglio tornare, perché troppe donne “giocano” con la questione.

    Un figlio non è un bambolotto di carne e ossa.
    Un figlio non è uno “strumento” per tenersi un uomo, né per ricattarlo, né per estorcergli denaro.

    Un figlio è una persona, ed è una persona dipendente da noi, e sarà dura per lui se noi siamo a nostra volta dipendenti, magari dai nostri fantasmi irrisolti.

    Un figlio è un essere indifeso, di cui ci assumiamo la responsabilità e la tutela piene. E’ un essere che mette a dura prova la nostra stabilità se ce l’abbiamo, figuriamoci se non ce l’abbiamo!

    E’ un essere che ha bisogno della nostra solidità, perché i figli hanno bisogno di spalle forti, di guide, di genitori a cui appoggiarsi, e non di problematici “amiconi” che li hanno messi al mondo solo per cercare un’improbabile realizzazione non trovata altrimenti.

    *** ci vuole più figli a crescere che ferro a lavorare ***

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  17. Guarda che il mio ultimo commento erano osservazioni di carattere generale, magari pure ispirate dal tuo desiderio di avere un figlio, ma solo preso come spunto.

    Comunque nessuna delle persone di cui solitamente ci parli ci sembrano tipi con cui progettare un figlio insieme, e questo indipendentemente dalla tua capacità o meno di essere una buona madre.

    *** o dalla loro di essere buoni padri ***

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  18. Diemme, mi riferivo sia a quel tuo commento ma sopratutto a quello prima. Non è facile da spiegare anche x una prolissa e super didascalica come me ma appena conosciuto il vecchietto ci avrei fatto un pupo. Strano da dire o da spiegare. Io per come sono cresciuta e sono stata educata sono convinta che un pupo sia il coronamento di un amore, che non esiste: faccio un figlio x’ ho voglia di fare un bambino, x’ sento il profumo di mamma. Pero’ anche alla luce di questo tutte le volte che provo a uscire con lui ho questa voglia (che ho già di mio questo si)…so che se lui si mettesse sarebbe un padre meraviglioso…non farei un pupo cosi x me stessa…assolutamente no…10 giorni fa quando l’ho rivisto e gli ho detto che per me era finita x’ non si sparisce solo x’ uno sta male (o meglio lo si puo’ fare con il mondo ma la tua donna non è il mondo) gli ho posto le mie regole…non vi so dire se accetterà queste regole ma io stavolta sono irremovibile…x una parola a difesa dello sbirro xo’ la devo dire: stavolta magari avrebbe anche voluto riprovarci ma il destino è beffardo e i gravi problemi familiari che ha al momento l’hanno tenuto lontano da questa sua promessa…il destino…un abbraccio….

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  19. Ma… sarà che io sono tendenzialmente monogama, ma la storia di questi tre mica l’ho capita. Al di là di quello che può esserci stato o no, che sono bellamente affari tuoi, dai l’impressione che per te andrebbe bene uno qualsiasi dei tre, purché ti ricambiasse.

    *** ti dirò la verità, se così è mi spiazzi un po’… ***

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  20. scusa diemme e scusate tutti ma forse abbiamo fatto un po’ di confusione…non so se questa è la sede adatta (scusa Arthur) ma effettivamente c’è un po’ di casino..io non sono tendenzialmente monogama…IO SONO MONOGAMA non ho mai tradito, non ho mai avuto piu storie contemporanee e ho avuto poche storie…tante persone conosciute ma x mille motivi non le ho volute vivere x mille motivi…ritornando ai tre uomini non si sono sovrapposte…quella dello sbirro inizio di storia è dell’estate scorsa…il vecchietto ogni tanto ci riprovo: inizio 2006 e inverno scorso (uscite a cena montagna e qualche bacio) e poi un po’ piu fisica (ma non troppo) da fine luglio e poi sparito x la malattia. Il francese l’ho conosciuto questa estate ma non c’è stata storia…li chiamo fantasmi x’ li sono…sono molto simili e x questo forse mi piacciono tutti e tre…forse ho dato l’idea della mangia uomini ma sono tutt’altro non sono la famme fatale…forse ha ragione arthur enfatizzo molto con le parole…forse il mio amore x la scrittura ha fatto diventare il mio blog il romanzo della mia vita piu che la mia vita…lo sbirro era ancora presente nella mia vita per msg e uscite a cena ma nulla di piu…ne avevamo riparlato 2 settimane fa quando il vecchietto si era eclissato…a volte nelle parole leggiamo cose che non ci sono…ieri ho visto il vecchietto si ma x fare un’escursione in montagna e sabato x’ mi ha fatto l’impianto elettrico e giovedi x cena…le mie storie sono diverse da quelle che voi forse chiamate storie…è da tempo che non ho una storia normale da quando roby non c’è piu…sembrava che stesse diventando storia quella con il vecchietto ma poi si è ammalato e ora non so io se voglio riporvarci…spero di essere stata piu chiara…

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  21. Veramente no. Nessuno ha pensato che tu fossi poligama, e avevi già chiarito che queste storie erano state più sognate che vissute, e mai contemporanee: non era di questa confusione che parlavo.

    Parlavo di confusione sentimentale, e quello che tu mi dici non solo non ha chiarito, ma anzi mi ha confermato più la mia idea.

    Sarò più chiara: chi è, Monica, l’uomo che ami, ammesso che esista? Sei innamorata di qualcuno o sei innamorata dell’amore, o hai solo voglia di essere amata, o hai bisogno di un oggetto del desiderio? E’ questa l’idea che hai dato, non certo della mangiauomini…

    *** tutt’altro… ***

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  22. Veronica

    caro Arthur il tuo post parla di me….Sono io quella alla quale le viene promesso un matrimonio e allo stesso tempo faccio parte di quelle ragazze che stanno fuori al Circus o il teatro Alberti il venerdi’ sera….Magari inghingherlata, ” a tiro” a fare serata…Una serata arida, a volte o bella divertente se viene fatta con gli amici giusti….
    Quanto è triste la mia generazione. Fatta di donne e uomini soli, basata sull apparenza, l’immagine…dietro quest’ immagine c’è tanta insicurezza, depressione, bulimie,anoressie, fissazioni….solitudine.
    E si esce, per non stare a casa, per cambiare aria….
    La sottoscritta esce per fuggire. pERCHè SE STA A CASA PENSA A LUI. Colui che sarebbe stato il suo uomo, colui per il quale cucinava, apparecchiava la tavola, lo accoglieva a braccia aperte, comprava i fiori per portare sulla tomba del papà…..per l’uomo che ho amato veramente.
    E lui, che fà? Se ne và…..Si và a divertire con una di 38 anni. Collega nuova in ufficio. 8 anni più vecchia, due figli, poco impegnativa…..
    Ed io, per non impazzire dal dolore fuggo, esco, mi butto fra le braccia dei miei amici che grazie al cielo ci sono, e vado avanti…
    E vado pure a Dese, anche se odio la passerella dei fighetti senza – il più delle volte – personalità!
    tI ABBRACCIO.e finisco qui, perchè non è il caso che pianga in ufficio. Ho saltato i commenti precedenti, mi sono buttAta a capofitto a risponderti…..Farò il resto piano piano….
    Che meraviglia di persona che sei…

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  23. forse sono alla ricerca del brivido, della passione, mentale, e poi vabbe sono umana anche io, ma tendenzialmente mentale, di parole pensieri, le emozioni quelle si, le lacrime i sorrisi…i tre fantasmi sono tendenzialmente uno la fotocopia dell’altro, con due c’è anche una’ttrazione fortissima…io mi ostino su loro tre in particolare su due (beh mi sono ostinata) (ora ho capito che è meglio cambiare aria) ma è più una sfida con me stessa che altro…amore? non sono in grado di risponderti o forse non voglio ascoltare il mio profondo io…forse ha ragione davvero il vecchietto e sono ipocrita puo’ essere…si ma nei confronti di me stessa non degli altri…lo faccio se lo faccio a livello inconscio…aria nuova totale xo’…a volte penso che mi facci del male da sola…mesi fa ho conosciuto una persona splendida…ma mi sono rifiutata di frequentarla x’ avevo gia troppi casini in testa…in realtà sarebbe stato sufficiente dire: basta in fantasmi non esistono lui si che esiste…e invece no…lui si è affezionato tantissimo e mi ha tagliato fuori non risponde al telefono e non mi scrive…lui mi ha detto che se io decido lui c’è ma devo essere presente al 100×100? vedi la differenza lui si è innamorato di me e non si accontenta di un mezzo di me o tutta o niente io invece gioco con queste tre ombre ma in realtà non si combina niente…lui vorrebbe una storia vera una donna vera ma io sono solo pensieri parole poesie…cosa ho di reale io???? sono solo come i miei fantasmi???? sono aerea non reale…sono fantasia non realtà…ecco come è la situazione….forse ha ragione alberto se non ci fossero stati i fantasmi non avrei avuto niente da scrivere…e io oggi non sarei qua a scrivere e voi a rispondermi…ma come disse qcn con i ma e con i se non si va da nessuna parte…un abbraccio a te e ad arthurino che mi ha ospitato nel suo angolo…un abbraccio a tutti gli amici …

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  24. Mia cara Veronica, sei tu una persona meravigliosa, non io.

    In un certo senso, questo mio post e la continuazione ideale degli altri miei appena pubblicati, e la tua storia me ne ha dato l’opportunità.

    Avrei anch’io voglia di capire, ma non perché mi senta lontano da questo modo di intendere la vita, ma perché questa voglia di apparire che poi è soltanto fine a se stessa, porta prima o poi a ritrovarsi con le mani vuote, oserei dire, con una parte di vita persa nei meandri delle cose inutili da fare.

    L’immagine che tu dai di certe vostre serate, è per certi versi sconvolgente, è l’immagine di una gioventù ormai matura, che non ha ancora trovato spazio in un mondo che dovrebbe essere costruito intorno a loro stessi e che invece si perde, senza rendersi conto che ciò che è perso alle volte è difficile da ritrovare.

    Comunque sia, mi spiace veramente tantissimo per l’epilogo della tua storia, soprattutto perché sapevo quanto tu ci credessi. Ma forse è stato un bene, e alla fine, nel dolore, quella che ci ha “guadagnato” sei ancora tu.

    Grazie delle tue parole e grazie per aver raccontato la tua storia.

    @Stellina: non preoccuparti, questo mio spazio è a tua completa disposizione, per parlare, per raccontare, per condividere con noi che, lo ammetto, hai ultimamente con le tue storie tenuto un po’ in ansia.

    Ricambio l’abbraccio!!!

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  25. …ecco lo sapevo…dovevo fare outing proprio la sera che tu eri in zona e potevo scroccare una cena…;-) (scusa se con il mio commento ho abbassato il livello della discussione…però io avevo avvisato il lunedi sono pessima).

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  26. Punto primo. La mia famiglia è formata unicamente da persone meravigliose, quindi, babbo e figlia, non discutete!

    Arthur è più meraviglioso (dippiù, dippiù!) solo perché è più grande, e avuto più tempo a disposizione per manifestare la sua meravigliosa meravigliosità.

    Veronica è un crescendo di meravigliosità, e gli altri 4+1 non sono da meno.

    Io, da parte mia, mi lascio incensare da voi perché da sola pare brutto (chi si loda s’imbroda), anche se sono perfettamente cosciente di essere il non plus ultra del massimissimo elevato alla potenza.

    Tutto ciò premesso, cara Veronica, quello della “relazione non impegnativa” che nulla toglie al rapporto principale è una mentalità dura a morire in tante persone, anche donne che l’accettano nei propri mariti “perché chi ha la fede al dito sono io, e l’importante è che la sera torni a casa”.

    Sarà questo che rendeva più durature le coppie di un tempo?

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  27. @Lady Ginevra: e già, la fede al dito… quante corna ha dovuto sopportare… ma poi il problema era sempre lo stesso, la paura di rimanere da soli.

    Ma non è di questo che volevo parlare.

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  28. M’ama non m’ama….
    il punto cruciale è “ci credo” o “non ci credo” nell’amore..
    “ho voglia” o “non ho voglia” di rendermi disponibile al sentimento, quello vero,quello che costa sacrifici
    quello che impone una scelta escludendone automaticamente un altra..
    La mia esperienza mi ha insegnato che sempre di più intorno a me vedo facce stanche ma curiose,con la voglia di trovarsi fino a un certo punto….
    La relazione perde interesse quando dalla fase simbiotica ,quella del “tutto insieme per sempre”, si passa a guardare l’altro con gli occhi del Vero..quello in cui ci accorgiamo che l’altro magari ha dei difetti ..o che poi ONORARE l’impegno PRESO costa troppi sacrifici..o ancora quando le” farfalle nello stomaco “si addormentano…..iECCO CHE ALLORA SI VA di nuovo in tilt..perchè quello che SI CERVAVA IN FONDO non ERA IL SENTIMENTO ..ma UN INSENSATO BISOGNO DI EMOZIONI..e quando queste scemano e con loro la passione ..ecco che torno di nuovo a caccia…E IL TRADIMENTO NON VIENE NEANCHE CONSIDERATO UNA COLPA…ma un esigenza
    Ecco perchè poi che sfogliamo rami secchi…
    L’amore quello con la A maiuscola obbliga prima di tutto ad aver superato i confini del proprio egoismo.
    Prima di “CONOSCERE TE”io devo INCONTRARE ME..
    ***e questa è davvero tutta un altra storia***

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  29. Bella questa cosa, cara Nunzy, “Prima di conoscere te, devo incontrare me”, è bella e vera.

    In effetti hai colto perfettamente lo spirito delle mie domande ed è proprio vero, si voglia o non si voglia, onorare l’impegno preso, costa tanti sacrifici.

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  30. Però…

    però non sono d’accordo a fare questi sacrifici per riuscire a restare con la persona sbagliata, e rovinarsi la vita.

    In effetti, io sono per il rispetto dell’impegno, e questo lo sapete, ma a volte credo anche che sia necessario saper perdere. Io non sono favorevole al divorzio nel senso che non sono favorevole al divorzio facile, a quell’amore marmellata (che bella definizione che ha trovato il fratellone!) per cui, finito il barattolo, o anche dopo un solo cucchiaino, si passa a un nuovo barattolo ma… se veramente si è fatta una scelta sbagliata, errare è umano, perseverare è diabolico.

    La vita è una (e pure se fossero più di una, una per volta ne viviamo, e di una per volta siamo coscienti e abbiamo memoria): e un po’ come quando a maglia si sbaglia un punto: piuttosto che andare avanti, vale la pena sciogliere il lavoro e riprenderlo da lì.

    *** ma questa è una mia opinione ***

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  31. Veronica

    bèh….dai…ha il suo fascino! forse e più piacevole ascoltarlo piuttosto che guardarlo, ma è un cantautore, un poeta così profondo, così completo che non te frega l’aspetto fisico…
    e parlato di Battiato, vi dedico questa:

    (Franco Battiato) 1983
    la stagione dell’amore
    La stagione dell’amore
    viene e va
    i desideri non invecchiano
    quasi mai
    con l’età
    Se penso a come ho speso male
    il mio tempo
    che non tornerà
    non ritornerà
    più…
    La stagione dell’amore
    viene e va
    all’improvviso senza accorgerti
    la vivrai
    ti sorprenderà
    Ne abbiamo avute di occasioni
    perdendole
    non rimpiangerle
    non rimpiangerle
    mai
    Ancora un altro entusiasmo
    ti farà
    pulsare il cuore
    Nuove possibilità
    per conoscersi
    e gli orizzonti perduti
    non si scordano
    ma ah ah ai
    La stagione dell’amore
    tornerà
    con le paure e le scommesse
    questa volta
    quanto durerà
    Se penso a come ho speso male
    il mio tempo
    che non tornerà
    non ritornerà
    più (STACCO)
    Ne abbiamo avute di occasioni
    perdendole
    non rimpiangerle
    non rimpiangerle
    mai
    Ancora un altro entusiasmo
    ti farà
    pulsare il cuore
    Nuove possibilità
    per conoscersi
    e gli orizzonti perduti
    non ritornano
    ma
    a
    a
    ai
    La stagione dell’amore
    viene e va
    i desideri non invecchiano
    quasi mai
    con l’età
    ne abbiamo avute di occasioni
    perdendole
    non rimpiangerle
    non rimpiangerle
    mai (FINE)

    perchè oggi sono felice……Sono felice perchè ho capito che sono avvolta da un sacco di splendidi amici-che, ci sono tante persone che mi vogliono bene che mi riempiono d’affetto….e che il verme palermitano non mi manca per niente ( si fà per dire…)
    smack!

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  32. Sì, ne ha fatte di canzoni belle… e sono contenta di sentirti così felice!

    In realtà, la domanda da farsi non è: “m’ama… non m’ama” ma “m’amo… non m’amo… ”

    *** tutto il resto viene da sé ***

    E felice, cara Very, di poter sperare che al prossimo raduno sarai con noi.

    *** in un modo o nell’altro ***

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  33. Un verso è arrivato a me…..
    e prima di fuggire via nel mio quotidiano indaffarato..
    lo volevo fermare qui…

    L’ Abitudine di Amare…

    “L’amore, come un corso d’acqua, deve essere in continuo movimento….Ma che cosa accade alla maggioranza delle coppie?
    Credono che le acque del fiume scorrano per sempre, e non se ne preoccupano più…. Poi arriva l’inverno, e le acque gelano…
    Solo allora comprendono che niente, in questa vita, è assolutamente garantito.”
    – K. Gibran –

    buona giornata…cugino adorato
    e signora…. (ehmem)

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  34. Bello sì. Ma io voglio pensare che sotto il ghiaccio ci sia dell’acqua che continui a scorrere…

    *** quanto dovrebbe essere freddo quell’inverno che ghiaccia il fiume fino in fondo al suo letto? ***

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  35. Su quello hai ragione ma, se parlassimo non metaforicamente ma di stagioni vere io, qualora ne avessi la possibilità, l’inverno nei paesi caldi me lo andrei a passare!

    *** eh ‘mbé! **

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  36. M’ama non m’ama.

    Non me lo chiedo…

    io lo amo. non lo so, lo sento.

    non so se mi ama, lo sento.

    Quando non lo sentirò, se avrò l’esigenza di saperlo, di chiederglielo, di chiedermelo, allora forse saprò che l’incatensimo si è spezzato.

    io lo amo.

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  37. Bentornata Osole! Ti ho cercata disperatamente, ho pure un pacco regalo da consegnarti (gentile omaggio del cuginotto).

    E bentornata con questa bella dichiarazione al fortunato oggetto del tuo amore.

    In effetti mi hai fatto venire in mente che prima di sfogliava la margherita chiedendo “m’ama, non m’ama”, adesso invece spesso si chiede a se stessi, all’amica/o del cuore, quando non allo psicanalista “l’amo o non l’amo”?

    Ma si possono avere dubbi quando si ama?

    In questo caso credo che le questioni siano due:

    “Non l’amo” oppure

    “Lo amo, ma il qualcosa che mi blocca è, in questo momento, più forte di quest’amore nascente”

    *** ai posteri l’ardua sentenza? ***

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  38. laura

    L’unico modo per dire “m’ama… non m’ama”, è quello di mettersi un attimo tranquilli, guardarsi dentro, sperando di averci visto qualcosa di vero.

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  39. Pingback: A.A.A… cercasi… offresi… « arthur…

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