Che peccato, le vacanze sono finite…

* l'immagine è di arthur *
© arthur
Stamattina mi sono svegliato e, guardando fuori dalla finestra, ho visto la neve cadere soffice… quando succede, mi meraviglio sempre di tanta magia, ma… a pensarci bene, questa è tutta un’altra storia.

… evvabè, oggi gira così e allora, vi lascio con le parole di nonno Archimede che forse è meglio…

 

Beh, ormai sono un po’ vecchietto e la sera anch’io casco dal sonno come una pera cotta, già alle prime avvisaglie del coccodè delle galline, che forse è il mattino che cantano… boh, per queste cose, non ci ho mai capito niente.

Stasera ho voglia di chiacchierare e allora, visto che siete tutti a nanna e che nell’altra stanza si parlava di famiglie, voglio raccontarvi una storiella, di quelle che fanno forse un po’ sognare e dopo, perché no, persino addormentare.

Cosa credete, non sono stato sempre un vecchietto, e se adesso mi chiamano nonno, un tempo era diverso, alto un bel pochetto, spalle larghe e mani grandi, di uno che sapeva come usarle, e poi per la mia “topolina” ero soltanto Archi… , e quando mi chiamava, mi sentivo come trafitto da quella vocina, così tenera, così dolce e calda.

L’ho conosciuta che era ragazzina e la incontravo sempre al bar dell’angolo, mentre parlava con Beppino, l’oste gagliardo che con il suo vocione copriva tutti quanti, lei rideva ad alta voce, e mentre lo faceva, piegava da un lato la testa e gli occhi erano come se parlassero… com’era bella e tenera, più la guardavo e più mi si stringeva il cuore, avevo voglia di dirglielo ma, poi mi fermavo, tanta era la paura di non riuscire più a guardarla.

Un giorno gli ho parlato e fu una sera di maggio, che fuori si stava bene, l’ho incontrata quasi per caso nel vicolo dell’Addolorata e proprio mentre l’incrocio, lei mi guarda, mi sorride e con fare disinvolto mi dice: ” Ciao, lo sai che tu mi piaci?”… Non vi dico di quanti colori sono diventato, ho incominciato a balbettare e quando mi ha chiesto come mi chiamassi, le ho detto: ” Archi… “. “Bello” mi risponde subito senza lasciarmi finire di parlare e da allora, mi ha sempre chiamato così.

Quanto tempo che è passato, quante sere insieme tenendoci per mano, quante volte ho continuato a guardarla mentre pensavo che non mi vedesse, ma poi tutto d’un tratto, si metteva a ridere, chinando la testa da un lato, dicendomi che se n’era accorta e, mentre lo diceva, com’era tenera…

Ora son solo soletto, la sera prima d’andare a letto  faccio il giro delle camere, così per controllare che tutto sia al suo posto. Mi siedo sul mio letto, e se c’è, mi chino sbirciando fuori dalla finestra e guardo la luna brillare e mentre la guardo, mi sembra di vederla chinata da un lato e allora…

Beh… ma scusate se insisto, secondo voi la luna si può chinare da un lato?
Boh, di queste cose non ci ho mai capito niente.

Vostro nonno Archimede, un tempo detto anche Archi…

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14 pensieri su “Che peccato, le vacanze sono finite…

  1. E già, cara Sancla, se si ha voglia di “saper vedere”, anche la luna può chianare la testa da un lato e ispirarci sentimenti d’amore.

    @Romaguido: grazie!

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  2. Ti ringrazio della visita e delle parole che condivido. Sai, c’è chi con FB si è montato talmente la testa da trascurare affetti profondi e sinceri che la vita aveva messo sul suo cammino. Il tuo è un sentire diverso; verrò spesso a trovarti.

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  3. Mi accorgo solo ora che al mio ultimo commento manca un pezzo. C’è da dire che se nonno Archimede si fosse lasciato distrarre dalle lusinghe di FB probabilmente ora non avremmo questa bellissima storia.

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  4. Cara Rosamaria, come ti ho già detto, non conosco Facebook e tra l’altro non ne sono neanche attratto più di tanto, ma probabilmente hai ragione tu, certe storie, per poterle raccontare, bisogna “saperle” vivere e soprattutto, avere dentro di se la consapevolezza che le emozioni fanno parte di noi, ed io per quanto mi riguarda, non ne potrei fare a meno.

    La storia è vera, proprio perché è semplice, e rapportata nel nostro quotidiano, appartiene a tutte le persone che hanno sempre e comunque la voglia di “sentire”.

    Grazie!

    @Xeena: in effetti la tua raccolta è abbastanza insolita e forse anche singolare, ma devo dire anche interessante. Lo sguardo è lo specchio dell’anima, almeno così dicono ed essendo io un cultore dell’immagine, uno che usa la macchina fotografica per ricercare, per scoprire, apprezzo molto questa tua iniziativa e la sensazione che ne viene fuori guardando i tuoi “sguardi” in qualche modo mi fa riflettere, oltre che ovviamente incuriosire.
    Grazie anche a te per lo scambio di visita.

    @Stellina: non ti ho censurato e ti ho scritto nel tuo blog…

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  5. C’è un’intima contentezza in quella luna, come c’è sempre del resto nell’animo e nello sguardo di nonno Archimede, che guarda dalla sua finestra semi aperta il mondo circostante.

    Che il suo sguardo si posi sulla luna o sulla spiaggia spopolata, sull’estate che pian piano volge in autunno e poi in inverno, sull’intera vita che scorre, è la purezza di cuore che emerge.
    Quella che fa chinare di lato la luna, che la fa brillare così intensamente, che le fa assumere forme e colorazioni sempre diverse.

    Tranquillo nonno, non c’è nulla da capire… basta schiudere lentamente la finestra lì accanto.

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  6. Ciao Arthurino, sarò disastrino io ma anche la tecnologia ci mette del suo. Purtroppo scrivo le cose col cuore e di getto e qdi non so esattamente cosa io ti abbia scritto ieri sera. Come sai, leggendo i miei commenti e le pagine del mio blog, non sono così forte e dura come vorrei apparire, ma ho un continuo bisogno di conferme. Quindi se dici che ti fa piacere ci credo, che io lo sappia è tutta un’altra storia. Questo è infatti un periodo della mia vita in cui cerco di fare una cosa anti monichiana e quindi di non ascoltare le mie sensazioni, di non leggere tra le righe, ma leggere solo ciò che è scritto. Lo so è brutto, ma ho bisogno di questa cosa fredda e dura per riprendere il controllo della mia realtà. Non mi si addice, perché per me le foto più belle e importanti sono quelle non scattate, sono le foto del cuore, quelle custodite nel mio cuore e nella mia mente; le parole più importanti sono quelle di un sorriso o di un abbraccio…o quelle nascoste dietro altre parole…questo è il periodo che sto vivendo…

    Il racconto di nonno Archimede, il nonno che anche io vorrei avere, mi ha colpito per la sua delicatezza. Me lo immaginavo li, appoggiato alla finestra, a spostare la tendina, e a sorridere a questa luna che si chinava da una parte e poi magari sorridere con un attimo di commozione per la neve che iniziava a cadere e in attimo tutto intorno a lui coperto di un manto bianco. La luna è magica, come lo sono le stelle e il sole. E noi a volte ci sentiamo magici, ma solo perché in quel preciso istante vogliamo esserlo…le persone che ci stanno accanto, parole che ci hanno scritto o che ci hanno detto, la magia sta dentro di noi, sta a noi tirarla fuori. E ieri sera leggendo il racconto di nonno Archimede me lo vedevo li davanti a me, tenero e commovente, e lo avrei voluto abbracciare. E come per magia il mio commento è sparito…

    Oggi mi sento così…un abbraccio Stellina_Disastrino

    P.s. la mia realtà è fatta di reale e virtuale, ma chi lo dice che il virtuale non è reale anche lui? X me lo è e non è meno importante di tutto il resto. E’ la mia vita e quello che faccio l’ho scelto io e lo faccio x’ mi piace.

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  7. Ciao, stellasolitaria,
    sottoscrivo quanto detto da te, anche il “non (voler) ascoltare le … sensazioni, … non leggere tra le righe, ma leggere solo ciò che è scritto”: è l’unico modo per difendersi da sogni che potrebbero rivelarsi irrealizzabli e dai “graffi del cuore” (Baglioni docet!) che ne deriverebbero.

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  8. Ciao Romaguido, ho fatto una visitina nel tuo blog lasciando un mio pensiero. Per me le sensazioni, i sorrisi, gli sguardi, le parole non dette fanno parte del mio DNA. Ho imparato a fidarmi di quello che provo più di quello che non viene detto o scritto, ma ora mi sono imposta questa nuova regola, per versare meno lacrime, per costruirmi un muro, per riuscire a difendermi, per cercare di soffrire meno. Un giorno qcn mi disse solo le anime graffiate riescono a riconoscere altre anime graffiate. Ti invito a leggere un mio racconto nato da un mio commento a un blog.
    http://stellasolitaria.wordpress.com/2008/10/23/il-graffio-di-stella-solitaria/
    a proposito di graffi…
    un saluto Stellina o come mi chiama qcn Disastrino
    ***un abbraccio ad Arthurino, e scusa x questa invasione***

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