Piccola Ema!

Cara Piccola Ema, dalle mie parti oggi nevica, e tanto anche.

Ieri al telefono è stato bello sentirti, parlare e ridere delle cose buffe che ci raccontavamo.

In passato, quante volte ti ho vissuta scontenta e per uno come me, che al mattino saluta il nuovo giorno con il sorriso sulle labbra, o per lo meno ci prova, la cosa suonava alquanto strana.

Ti ho conosciuto, sinceramente non lo so, certo che no, ho avuto soltanto l’occasione di vivere le tue tristezze, di sorridere con i tuoi sorrisi e l’entusiasmo per le cose in cui credevi, di leggere nel tuo blog emozioni che ogni tanto ci regalavi.

E quante volte ho sentito il bisogno di riguardare una tua foto, perché quella fragilità che tu mostravi, l’andavo a cercare sul tuo viso e poi la tentazione di porgerti una mano che, ahimè, immancabilmente restava nascosta dietro ad una tastiera.

Poi è successo quello che nessuno mai si augura possa accadere, soprattutto ad una giovane ragazza di 26 anni come te, un’emorragia cerebrale che per alcuni giorni ha tenuto tutti noi con il fiato sospeso.

Operata d’urgenza, fortuna ha voluto che trovassi delle persone competenti, riducendo così il pericolo di conseguenze ancora più gravi: dopo il coma, ti sei svegliata cosciente, ma con il braccio e la gamba sinistra paralizzata.

Poi ti ho sentita al telefono e, la tua voce mi ha ridato una Piccola Ema che, in effetti, non avevo mai conosciuto, dolce, garbata, piena di entusiasmo, di voglia di credere e di amare la vita, felice per come le erano andare le cose, e mi raccontavi parlandomi di te, delle storie che in qualche modo ti hanno aiutato a crescere, di piccoli progressi, di quando con gli occhi chiusi, pensavi intensamente a quel braccio, sperando di farlo muovere e che risate che abbiamo fatto ripensando alla scena, “Abracadabra”, una parola usata come formula magica, evocativa, l’aver scoperto quasi per caso che le dita si muovevano, e la gioia, la felicità che andava alle stelle.

Che tenerezza che mi fai, che voglia di porgerti la mano e stringere la tua, per darle forza e calore!

E allora grazie per tutto questo entusiasmo, grazie per avermelo fatto sentire, per avermelo fatto provare ancora una volta, ho imparato qualcosa, adesso, piccoli passi, continuare a crederci e poi hai un blog che ti aspetta e tante persone che hanno voglia di abbracciarti.

Ciao!

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21 pensieri su “Piccola Ema!

  1. …e si finiscono le parole, chissà dove vanno, e non si ritrovano.
    Ma fosse vero, “verba volant”, andrei fuori a cercarne di nuove per te, amica mai conosciuta, e le manderei da te, almeno col suono della mia voce….
    Scemate, lo so. E poi non ti conosco. Vedevo questo link, e non ne vedevo mai il proprietario. Ora almeno ti immagino. Tu, se vuoi, immagina me.
    Gli abbracci, pian piano l’ho capito, arrivano anche per posta elettronica.
    A te, Ema, il mio piu’ delicato. Che è tutto quello che adesso posso fare.

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  2. Cara Ema, Brandy è mio fratellOne, quindi tuo zio d’ufficio, e il suo abbraccio dà veramente un calore enorme, l’ho sperimentato personalmente nei miei momenti di maggiore difficoltà.

    Ma torniamo a noi: eri tu, Ema, a dubitare della tua forza, non io. Si vedeva in tutto quello che dicevi, facevi, scrivevi, lo stupore di una scarsa dimestichezza con la vita, ma non c’era l’incapacità di affrontarla.

    Non so se ricordi la mia amica Lucia, quella della piuma di Dumbo: lei ti somiglia un po’, con questa grande forza ma quest’intima convinzione di non averla, questo stupore nello scoprire di “essere in grado di” laddove non se l’aspettava, questa convinzione che fosse la piuma a permetterle di volare.

    Oggi, figlia mia, ha scoperto di avere le ali, ma permettimi di dire che mai ne ho dubitato.

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  3. Amicizia, verità, vita.
    Che non sono solo tre parole, tre categorie nelle quali pubblicare un post.
    E questa lettera di amicizia, di verità e di vita ci parla.
    Ci avvicina in qualche modo ad una persona come Emaki che è stata una dei miei primi “incontri” qui su wordpress, uno dei primi blog che ho iniziato a leggere, uno dei primi che mi ha letta.

    Quante volte sei venuta da me Ema a dirmi che ti eri immedesimata nelle mie parole, altre volte invece è capitato a me di rispecchiarmi nelle tue.
    Altre volte ancora, no. Come Arthur, anch’io qualche volta ho percepito in lontananza nei tuoi scritti solo un grido, quasi un lamento, che non riuscivo a cogliere e a comprendere nella sua totalità.
    Ed ora mi sento quasi a disagio, per quella “errata lettura”, per quelle errate interpretazioni che spesso capita di dare alle parole.

    Perchè le parole, soprattutto se distanti, lontane, si possono fraintendere…ma non gli animi, non le persone che stanno dentro quelle parole.
    Ed ora più che mai in questi giorni è a quella persona che penso: alla persona coraggiosa, forte, fragile, sorridente, giovane, combattiva che sei tu!

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  4. E già, la cosa più difficile da fare sentendo solo parole scritte, è di non fraintendere, perché dietro a quelle parole manca lo sguardo, mancano i gesti, le emozioni che si percepiscono, manca insomma una parte determinante di ognuno di noi, manca però anche la conoscenza che è fatta di anni, di vissuto, di cose che si conoscono, di pregi e difetti che in qualche modo si compensano; ad un amico certe cose non hai più bisogno di dirle, sono sottintese e se si sa che qualcosa può far male, la si evita, perché questo vuol dire anche volersi bene.

    Nel blog, tutto questo un po’ manca e allora lo sforzo è maggiore, perché attraverso le parole bisogna immaginare tutto il resto e se non lo si fa, l’equivoco spunta fuori prepotente, e non da scampo.

    Quindi, mia cara Elle, capisco cosa vuoi dire, e per primo, tante volte, sono cascato in quella trappola.

    @Lady Ginevra: lo stupore di Piccola Ema di fronte a questa forza ritrovata, è anche comprensibile, perché la vita alle volte ci mette davanti degli ostacoli da superare e allora reagisci, come nel caso di Ema, anche se bisogna dire che lei è tanto giovane e la forza la trova anche nella sua voglia di costruire di andare avanti, che è poi l’unico modo credo per credere in se stessi.

    @Sancla: la dolcezza che tu hai sentito non è merito mio, ma di una ragazza che, pur giovane, ha saputo insegnarmi qualcosa.

    @Xeena: credo molto nell’amicizia, uomo o donna che sia.
    Creare un rapporto è difficile anche tra uomini, e se con una donna hai chiaro quali sono i limiti che non devono essere mai superati, allora diventa come dici tu, bellissimo e personalmente è un tipo di amicizia che preferisco.

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  5. E mi spiace che non ho avuto coraggio subito di dire qualcosa sulle parole della Dama del Lago….

    Nei miei collegamenti, mi ero fermato a fare il cognato di Arthur, (invero un cognato un po’ arcigno, attento qui, bada di la’… ) ma è vero, anche zio sono!

    Ah, che bello!!!!!!!!

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  6. Caro Arthur, pensare di non cadere in “quella trappola” non solo sarebbe presunzione, ma è anche mancanza di realtà.
    Chi di noi può dire di non esserci mai, almeno una volta, caduto?
    Io personalmente, no. Non mi sento così onnipotente ed infallibile, anzi, proprio il contrario.
    Non posseggo verità nè certezze assolute su nulla, men che meno sulle persone.

    Mi è capitato di pensare di poter compensare anni ed anni di conoscenza mancata solo con le parole, quando incontri qualcuno e subito scatta “quel non so che”, che ti fa aprire, spalancare le porte del cuore per far entrare quanta più aria nuova possibile…
    Ma quelle sono solo belle sensazioni, attimi di straordinaria condivisione, ma la conoscenza, quella vera, è altro.

    E pensare di potersi far bastare le parole, scritte o pronunciate, è un po’ come pensare di poter misurare dove finisce il mare…

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  7. Il nostro Arthur è un’alchimia di generosità, buon cuore, fantasia ed intelligenza molto rare da trovare:

    per questo le attenzioni di Arthur mi hanno sempre fatto sentire speciale…

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  8. !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
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  9. @Morena: grazie da parte di Piccola Ema (appena la sento le dico del tuo grande e forte abbraccio. )

    @Roselia: benvenuta e grazie per le tue parole. Ti aspetto ancora… torna quando vuoi, sarai la benvenuta!

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  10. Ciao Papone, e ciao a tutti… bello passare di qui, trovare questo post e per giunta un salutino dalla stessa Ema! C’è da commuoversi – e una come me non se la fa sfuggire l’occasione per una lacrimuccia!
    Sono belle le parole che hai scritto, Arthur, perchè tramite esse insegni anche noi quello che tu stesso dici di aver imparato e che, infondo, è il bel regalo che Ema ha saputo farci nonostante e forse proprio a causa della difficoltà che ha dovuto affrontare.
    La vita merita di essere amata, davvero!

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  11. Pingback: Bentornata Emanuela! « arthur…

  12. Posso unirmi anch’io alla gioia per questo gradito ritorno?
    Non conosco Emaki (mi piace tanto questo diminutivo alla greca!), ma da come ne parlate dev’essere proprio una persona speciale; non vedo l’ora di leggerla!

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  13. Finalmente!!! Che dire? finalmente, posso scrivere di persona qui da te…..sono tornata alla vita tra voi, per come poteva andare anche non troppo malconcia, con tanta emoglobina in meno ed i capelli più corti….che emozione leggere ora le tue parole per me e su di me….mando un bacio che sa di buono, di speranza e di libertà a tutti voi anche se con un pò di ritardo….:)

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