Il mio migliore amico.

… e, continuando a parlare di amicizia, ho visto tempo fa alla televisione un film, “ Il mio miglior amico”… e il protagonista si accorge all’improvviso che, di tutti gli amici che frequentava, nessuno era realmente il suo migliore amico, perché nessuno era veramente in grado di fare qualcosa di speciale per lui, indipendentemente dagli interessi, o dalle convenienze reciproche.

Quando poi scopre di averlo finalmente trovato, delude profondamente le sue aspettative.

 

Non aveva capito che l’amicizia era tutt’altra cosa.

 

L’amicizia…e, discutendo tempo fa con un mio caro amico, gli dicevo:


…si puoi dire, onestamente, di provare un sentimento di amicizia uguale nei confronti di tutti?
L’amico mio del cuore è sempre nei mie pensieri, nel bene e nel male, accetto di lui le sue prerogative negative, apprezzo di lui la sua parte migliore, con lui condivido alcuni miei pensieri nascosti, alcune delle pene che mi affliggono, momenti gioiosi e spensierati, litigo, discuto, mi arrabbio, ma allo stesso tempo, rido con lui e ci sto bene.


Gli altri amici, sono ugualmente amici, provo dei sentimenti diversi nei loro confronti, anche con loro condivido molto ma, solo in maniera “più spicciola”, meno profonda e, non potrebbe essere diversamente, o per lo meno non è sempre possibile il contrario.
Forse siamo inclini a trasformare le nostre necessità di dare ma soprattutto di avere affetto, in moneta sonante, però mi concedo un forse grande quanto…


Forse, forse, forse…


Per quanto mi riguarda, non do disponibilità per pretenderla, non do comprensione e amore per riceverlo. No, non lo credo assolutamente.

Sono disponibile indipendentemente da tutto questo; gli altri… è un loro problema.


Nell’amore c’è egoismo, può darsi, ma allora, vogliamo ammettere che un po’ di sano egoismo non fa poi tanto male?
L’unica cosa che chiedo è chiarezza e, quando non l’ottengo, ne traggo le dovute conclusioni.
Ho imparato ad accettare le persone per come sono e, se decido di “viverci” insieme, vuol dire che va tutto bene. Ho avuto tanti amici nella mia vita, ma, sono solo pochi che ricordo veramente con affetto.


Vogliamoci tutti bene…che grande fesseria!!!

 

Ripeto… rispetto e considerazione, lo dono a tutto il mio prossimo, rispetto, amore, devozione, lo dono, ahimè, solo a pochi.
E tutto questo non c’entra nulla con la meritocrazia…

 

Caro AMICO, (ho concluso…) del cuore, dell’anima, di quello che vuoi tu, per te, per voi, Annamaria e Francesco, non riuscirei a provare dei sentimenti uguali a tutti gli altri… non siete diversi, né migliori né peggiori, siete voi e nei miei pensieri c’è un cantuccio riservato che vi appartiene.

Impariamo a comunicare, anche a dirci come stanno realmente le cose, senza paura e senza pudore, se per te è diverso, pazienza; quel cantuccio rimarrà sempre e nulla potrà portarlo via.


Io sarò per te, una volpe uguale alle altre. Ma, se tu mi addomesticherai, noi avremo bisogno l’uno dell’altra. Tu sarai per me unico al mondo, io sarò per te unica al mondo.” (Il piccolo Principe
di Antoine de Saint-Exupéry)

 

Ed è poi così che finisce la storia di quel film.

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53 pensieri su “Il mio migliore amico.

  1. ah che bel discorso, Arthur!
    senza fare scale di valore e senza pesare, io ho tante persone che chiamo amici. poi ci sono quelli con la A maiuscola. da cosa dipende? da tanti fattori ma non di sicuro dal ‘merito’. credo ci sia altro dietro questa cosa dell’amicizia.
    e poi vorrei aprire un capitolo a parte sull’amicizia uomo-donna.
    ma non sarebbe un capitolo, bensì un’enciclopedia, perciò ve la risparmio 😉

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  2. Arthurino,
    la cosa bella è che in tutti i ns. blog gli argomenti si inseguono, si abbracciano, fanno capriole nell’aria.
    Bello leggere ancora di amicizia. Il tuo post è talmente bello nella sua semplicità e nella sua profondità che ho quasi paura lasciare il mio umile pensiero.
    L’amicizia è uno dei valori a cui sono più attaccata. L’amore, la passione, l’infatuazione passano (secondo me) l’amicizia quella vera rimane. L’amicizia vera è oggi, domani, per sempre.
    Ti abbraccio, Disastrino….

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  3. Si Morena,
    proprio oggi a pranzo una mia collega diceva: Monica secondo me non esiste l’amicizia tra uomo e donna…Beh Morena secondo me si e ho carissimi amici uomini di cui uno è praticamente la mia ombra….(ombra nel senso buono del termine)(facciamo un sacco di cose insieme) si Arthurino dobbiamo parlarne….ri ciao a tutti….

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  4. marta

    …cavoli che bel post! Non posso che condividere il tuo pensiero. “Volemose tutti bene” non vale sempre.
    Antoine de Saint-Exupéry docet.
    Più i migliori amici saranno intimi (e in numero ristretto),maggiore sarà il bagaglio di ricordi che avremo di loro.

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  5. Se esiste un capitolo fortunato della mia vita, è decisamente quello delle amicizie. Poi, certo, dipende dai criteri di valutazione: ci sono amici che la vita ha allontanato, ma questo nulla toglie alla sincerità e profondità della nostra amicizia.

    Amici con la “A” maiuscola? Tanti, e vi assicuro che non sto abusando del termine, come non ho mai abusato degli amici. Io sono stata più volte stupita, in positivo intendo, e mi sono più volte commossa per certe manifestazioni di amicizia e di affetto, e questi rapporti durano anni e secoli (ho amicizie che durano anche da 34 anni, e sono rapporti fortissimi).

    Certo, io anche dell’amicizia ho un concetto molto alto, per amica non intendo una persona che mi sta simpatica, o una con cui esco il sabato sera: mai avuto amiche “zavorra”, mai avute e mai sentita la necessità di averne, non mi annoio il sabato sera, non appartengo alla categoria di persone che non va neanche al cinema se non trova con chi andarci.

    Ciò premesso viene di conseguenza che le amicizie si sono create proprio per affinità elettive, per comunione di sentimenti e di ideali, e rispetto delle idee che invece in comunione non erano. Aggiungiamoci poi che non instauro mai rapporti superficiali con gli altri (c’è chi è capace di stare 30 anni nella stessa stanza d’ufficio con una persona, magari mangiarci tutti i giorni insieme, e non sapere chi sia) e che sono molto diretta, quindi la “selezione naturale” si fa subito, e chi resta è per sempre (o quasi… ).

    Amicizie uomo-donna? Sì, quasi tutte quelle che ho perso: o perché da una parte, e una sola, i sentimenti si sono trasformati, o perché sono incappati in una compagna gelosa di un rapporto così profondo, solido e tenace (e l’amore che fa fa’!).

    Comunque io non solo credo nell’amicizia tra uomo e donna, ma credo che spesso siano le migliori, perché tanto, è inutile girarci intorno, uomo e donna sono diversi, e questo tipo di amicizia completa di più che quello tra due persone dello stesso sesso.

    Già che ci penso… l’amicizia fra persone diverse è sempre un’amicizia che arricchisce un po’ di più, che ti fa conoscere un altro punto di vista, spesso addirittura un altro mondo.

    *** E chi sa ascoltare vive più vite ***

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  6. La gratuità del sentimento, non solo quello dell’amicizia, credo sia ciò che più fa risplendere intensamente l’animo di chi lo prova, è la massima espressione d’amore.
    Dare non per aspettarsi una contropartita, rendersi disponibili non perchè avremo un tornaconto da quella disponibilità.
    Ma esserci, per il solo semplice piacere di voler esserci.

    E in te Arthur l’ho sempre visto brillare quel diamante, impossibile non restarne abbagliati, impossibile non accorgersene!

    Riuscire a mettere da parte l’IO per far posto al NOI non è semplice, non è di tutti, ma è incredibilmente appagante in termini di ricchezza (d’animo).

    Hai scritto un post che andrebbe scomposto in ogni singola frase e per ognuna di esse, ci sarebbe un commento da lasciare, tante e tali sarebbero le cose da dire…ma per ora, mi fermo qui.

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  7. @Marta: ciao carissima, il tuo commento è arrivato mentre tentavo disperatamente di connettere col mio, con mia figlia che mi tirava i piedi e il portatile che mi ustionava le gambe (unico piano d’appoggio in una casa “usocapita” dalla pargola).

    E’ sempre un piacere sentirti.

    Per esperienza personale non sono d’accordo (pardon, non sono più d’accordo) con il gruppo ristretto, nel senso che sì, è vero, la cerchia di amicizie coltivabile non può essere troppo folta, la vita quotidiana non ci concede il lusso di questo tempo però… un mio amico dice: “Gli amici vanno e vengono, i nemici si accumulano”

    *** ma io personalmente penso (so) che anche gli amici si possano accumulare ***

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  8. @Elle: io credo che ci sia un diamante in ognuno di noi, e non si tratta tanto di capacità di scoprirlo, ma di mezzi, opportunità.

    Si dice “L’occasione fa l’uomo” e, anche se il proverbio completo direbbe “L’occasione fa l’uomo ladro e la donna […omissis…]”, l’occasione fa l’uomo tante cose, lo fa eroe, lo fa padre, oppure al contrario vile o q.a.

    Ricordi “L’olio di Lorenzo”? Io ho conosciuto tante persone che avevano figli in difficoltà, e non ce l’hanno fatta, hanno abbandonato la famiglia, oppure si sono trasformati in medici, scienziati, atleti, etc. per poter aiutare quel figlio, che alla fine a sua volta è riuscito a dare loro tanto.

    Ora non voglio andare “off topic”, ma mi ha colpito la tua frase sul diamante, perché l’amico, in fondo, è quello che riesce a tirare fuori la nostra parte migliore: perché crede in noi, perché ci ascolta, per l’amore che gli portiamo e la fiducia che gli tributiamo.

    E hai ragione, Arthur è una persona straordinaria e…

    *** […] ***

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  9. @Lady Ginevra: assolutamente d’accordo sul diamante che è in ognuno di noi, potenzialmente tutti possiamo trasformare la pietra grezza che siamo nel diamante più brillante del mondo.
    La frase era riferita ad Arthur che sappiamo essere persona straordinaria, ma è chiaro che può essere tranquillamente estesa anche a tante altre persone con pari qualità.
    L’ho scritto in chiusura…”ci vorrebbe un commento per ogni singola frase di questo post” ma quando ho scritto ero in volata ed anche adesso, a dire il vero.

    Sul discorso de L’olio di Lorenzo trasferito in questo contesto del post, ti seguo un po’ meno…ricordo vagamente il film, ma continuerò a leggere.

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  10. L’olio di Lorenzo col post non c’entra niente, l’ho messo solo per associazione d’idee per “l’occasione fa l’uomo”, che è stato messo per associazione di idee con “l’opportunità di tirare fuori il diamante che è in ognuno di noi”, che era stata messa come associazione di idee con “Il diamante che è in Arthur…”

    che era stato messo come associazione di idee con Arthur…

    *** voli pindarici… ***

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  11. Questi discorsi mi ricordano un passo del libro che ho appena terminato di leggere, “Canone Inverso” di Paolo Maurensig, e fa così:

    “Quando mi sembrava di essere giunto a conoscere ogni risvolto del suo carattere, al punto da sentirmi ammesso ai tetri rituali della sua corte, ecco che un’ultima porta mi restava inaccessibile, e a questa io potevo solo accostarmi per origliare. Provavo la netta sensazione che egli volesse servirsi di me. Eppure stavo al suo giuoco e, sordo ad ogni richiamo della ragione, mi lasciavo coinvolgere sempre più. Senza che me ne avvedessi, ciò che aveva trovato il suo supremo compimento nella folgorazione iniziale, aveva già cominciato la tempo la sua corsa retrograda, il suo conto alla rovescia o, se vogliamo usare un termine musicale: il suo canone inverso.”

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  12. @ x tutti: vi rispondo velocemente perché sono in giro per lavoro… ho riproposto l’argomento dell’amicizia, perché ultimamente fa discutere e molto anche; l’amicizia spesso è vissuta come se fosse un “bene necessario”, ma per quanto mi riguarda, non è assolutamente così.

    Credo molto anche nell’amicizia uomo/donna, e forse è quella che prediligo, anche perché le mie amiche migliori sono state delle donne, e comunque, Morena, se vuoi aprire un capitolo dell’enciclopedia sono prontissimo ad ascoltarti, anche perché il punto di vista di una donna sull’argomento mi interessa molto, poi se è il tuo…

    Per il resto, (ciao Martina, ciao Monica, ciao Pan… ) Lady Ginevra e Elle, grazie per la vostra gentilezza, ma non credete di esagerare quando vi riferite al mio essere straordinario?

    Adesso devo assolutamente scappare (sono in Sicilia e per l’esattezza a Lipari, per un lavoro… ), ma appena posso ritorno sull’argomento. Nel frattempo, chiacchierate pure che la cosa mi piace assai, assai…

    Ciao a tutti!

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  13. Arthur, uomo di rara modestia…io credo di non esagerare e poi non ho scritto solo un complimento sull’effimero.
    Il concetto che volevo sottolineare e che mi ha catturato più di tutto il resto del tuo post è proprio quello della “gratuità del sentimento” ed è lì che mi sono soffermata di più.

    La libertà di provarlo (il sentimento) e di sentirlo fluire libero è quanto di più “appagante”, almeno per me.
    Non un do ut des che il più delle volte finirebbe per restare disatteso, ma semplicemente la risposta ad un bisogno interiore che è di tutti, anche se non è un “bene necessario”.

    Forse è più un “bene voluttuario” il voler condividere un pensiero, un’idea, un’emozione, un sentimento, una parola con gli altri, il proprio spazio con l’altrui spazio.
    Anzi è forse un bene che sta diventando “un bene di lusso”, in questa nostra quotidiana e continua corsa verso…
    Verso cosa poi?
    La risposta è per ognuno diversa ed è dentro di noi, ma a volte, poter contare su un’amico/a, può far la differenza.

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  14. Che bella immagine che hai scelto per simboleggiare l’amicizia! Anche se quelle due foglie, così vicine, diverse ma uguali, mi sembrano proprio lo Yin e lo Yang, il femminile (la foglia in basso, più piccola e pallida) e il maschile (la foglia più in alto, più verde e slanciata).

    Eh sì, abbiamo tanto parlato dell’amicizia tra uomo e donna, e questa immagine, che nella sua semplicità sembra indicarci l’eterno ciclo della vita e dell’amore, la incarna con una dolcezza che solo il tuo occhio poteva cogliere.

    *** ho troppa fantasia? ***

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  15. Beh, mia cara Lady, in effetti hai colto perfettamente le mie intenzioni, anche perchè era difficile rappresentare “l’amicizia” con una immagine che, non fosse vista e rivista o forse anche scontata.

    La foto di quelle due foglie, che avevo scattato qualche anno fa a Lampedusa, ogni volta che cercavo una foto per un post, mi si parava davanti, quasi a voler rappresentare qualcosa, quasi a volermi dire qualcosa e così, quando ho scritto questo post, mi è ritornata in mente, ed è stato amore a prima vista.

    Credo che simboleggi perfettamente l’amicizia e sono felice che tu l’abbia colto. Mi piace pensare che le mie foto parlino come, se non di più, delle mie parole e riuscirci, credimi, non è per niente facile.

    Evvabè… un saluto dalla mia Sicilia che, purtroppo, tra un paio di giorni lascerò.

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  16. l’unicità… che bello… l’amicizia è un legame strano, è un rapporto che non è amore, èun’altra cosa, è una scelta di affetto, di reciprocità, è aprire quella porta che ad altri è sempre sbarrata. l’amicizia, come dici tu, Arhtur, non è un bene necessario, ma è una coperta calda quando fuori fa freddo, è una fresca pioggia in una torrida estate. L’amicizia è uno spazio mentale in cui ci si sente a casa, a proprio agio… sempre e comunque. tra tanti essere umani apparentemente tutti uguali, tu, amico, hai scoperto in me e dato valore, con la tua amicizia, a quel particolare che mi rende unico. e pochi sono gli esseri che per comunione di intenti e sentimenti riescono ad aprirsi alla scoperta dell’altro, all’autenticità,alla sincerità reciproca, al sostegno (non chiesto né dovuto, semplicemente dato perché… “perché io, che sono tuo amico, capisco cosa stai provando e ti sostengo come farei per me stesso”) che va sotto il nome di amicizia e che non costa fatica alcuna.

    Non ci sono due amici/che uguali nella mia vita. Forse l’amicizia vera è una sola, con l’unica persona che ha quel modo unico di rapportarsi a me ché io mi sento sicura che quel che farà o dirà, sia che sia in accordo sia che sia in disaccordo, sarà sempre e solo per dire la sua, in buona fede, ma mai per ferirmi, mai per colpire nei punti deboli che conosce e che le ho svelato nel tempo… perché ha avuto la pazienza di crescere con me, di conoscermi, di guardarmi, di ascoltarmi… e questo è stato possibile perché nessuno ha subito l’altro, ma è stato creato quello spazio comune (l’amicizia, appunto) dove ci ritroviamo giorno dopo giorno e dove ci raccontiamo, ridiamo e piangiamo e sappiamo che non saremo mai soli. e dove si parla non per dire qualcosa tanto per far prendere aria alla bocca, dove non si dicono frasi di convenienza o di circostanza, dove -anzi- ci si permette il lusso di prendere la vita come va e di prendere noi stessi nemmeno troppo sul serio, ma rendendosi conto della realtà, guardandola per quella che è, bella o brutta, ma con un po’ di ironia e con una spinta di positività e incoraggiamento reciproco.

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  17. Si parla tanto di gratuità del sentimento di amicizia, ma non sono troppo d’accordo, tant’è vero che tu stessa, Osole, parli di reciprocità. Questo non significa certo interesse per quello che può essere, che so io, la posizione economica o di potere dell’amico, o la sua possibilità di esserci “utile” nel senso più materiale del termine, ma che l’amicizia si fonda sulla reciprocità, che non è un dare per ricevere, ma un dare e ricevere, altrimenti non è amicizia.

    La mia amica mi telefona quando è giù di corda perché sa che troverà accoglienza, che io posso capirla, ma io so di poter fare la stessa cosa con lei: con quante persone ho chiuso perché, dopo aver passato giornate intere a piangere sulla mia spalla, il momento in cui avevo bisogno io avevano la pentola sul fuoco? (per pentola sul fuoco intendo che non avevano la stessa disponibilità all’ascolto, o a capire quanto per me il problema fosse importante).

    L’amicizia pretende una qualche comunione, altrimenti è un’altra cosa. Io posso voler bene a una persona, essere disponbilie e aiutarla, esserle persino amica, ma non essere sua amica se questa persona non è mia amica a sua volta. E poi non so se si può affermare che l’amicizia non costa fatica, perché l’amicizia costa spesso fatica, anche se è una fatica che non pesa, che si fa volentieri, né più né meno come i “sacrifici” per i figli.

    C’era un mio amico che diceva “mai grazie agli amici”, e aveva ragione, perché quello che fa un amico per noi (e noi per lui) è spontaneo che lo faccia, come un fratello, una persona di famiglia: e non è che non costi fatica, ma è una fatica resa lieve dal piacere che fa sostenere l’amico.

    Hai colto un altro punto importante quando dici “sarà sempre e solo per dire la sua, in buona fede, ma mai per ferirmi, mai per colpire nei punti deboli che conosce e che le ho svelato nel tempo”: questa è una questione non tanto di amicizia, quanto di equilibrio e maturità: i segreti di un amico sono sacri, anche laddove si dovesse diventare pessimi nemici.

    E’ comunque pur vero che se i rapporti si lacerano al punto di “desiderare” farsi del male, diventa umano, abbenché deprecabile, usare le armi che si hanno. Questa dovrebbe essere una ben rara eccezione alla regola, perché cose ben gravi dovrebbero essere successe per arrivare a un tale livello: un’amicizia che non va si rompe, non c’è motivo di portarla al massacro.

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  18. sancla

    Lady Ginevra sottolinea un punto sul quale mi sono soffermata spesso a riflettere: la reciprocità del sentimento. Senza, non è possibile nessuna amicizia (e spesso ce lo vogliamo dimenticare)

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  19. cara Diemme, secondo me concettualmente è giusto dire “non dire grazie a un amico”, eppure io lo dico sempre, soprattutto a un amico, proprio perché lui non è il mio servo o un conoscente qualunque, èuna persona speciale e allora a maggior ragione devo trattarla come merita! cavolo, è il MIO amico, mica pizza e fichi? e lo ringrazio, al meglio che posso, perché comunque nulla mai ci è dovuto e pertanto nemmeno va dato per scontato.

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  20. @Sancla: grazie, mi sento capita! 🙂

    @Osolemia: sono d’accordo a 360°, ci mancherebbe! Il fatto che un amico si presti spontaneamente e con piacere non esclude né la riconoscenza né la buona educazione , che non devono mai mancare in nessun tipo di rapporto, e men che mai nell’amicizia!

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  21. Eccomi… leggo con molto interesse la vostra discussione, Sancla, Lady Ginevra e Osolemia (… e a proposito di amicizia, che piacere sentirti Raggio di Sole… la mia dottoressa preferita… ) e forse dite le stesse cose, anche se concordo in pieno con Raggio di Sole, ad un amico dico grazie, perché niente mi è dovuto, men che meno da un amico.

    Che l’amicizia debba essere reciproca, non vi è dubbio, ma è pur vero che non rompo un’amicizia soltanto perché in quel dato momento che ho avuto bisogno di una spalla, l’amico ha nicchiato. Come in tutte le cose, ci sono momenti e momenti e, a volte può capitare di non essere disponibili come ci si aspetta, ma forse è meglio dire, che nella vera amicizia non bisogna aspettarsi a tutti i costi qualcosa in cambio, se no reciprocità vuol soltanto dire do ut des, io do una cosa a te, tu dai una cosa a me: in questi termini non mi sta più bene.

    L’amicizia, in quanto tale, è disinteressata, deve prescindere dal bisogno di ricevere in cambio necessariamente qualcosa, perché una da ciò che può e, per quanto mi riguarda, mi basta e mi avanza e, come ho scritto nel post, “per un amico non riuscirei a provare dei sentimenti uguali a tutti gli altri… non è diverso, né migliore né peggiore, è lui e nei miei pensieri c’è un cantuccio riservato che gli appartiene.”

    E’ questa la reciprocità che intendo io, avere entrambi un cantuccio riservato che ci appartiene, e poi… sia come sia!

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  22. L’amicizia disinteressata è comunque reciproca altrimenti, ripeto, è un’altra cosa.

    Poi, certo, l’amico è un essere umano, con la sua vita, i suoi problemi, le sue paturnie, e a volte capita che non ci si “completi”, nel momento del bisogno: certo che questo non rompe l’amicizia!

    “per un amico non riuscirei a provare dei sentimenti uguali a tutti gli altri… non è diverso, né migliore né peggiore, è lui e nei miei pensieri c’è un cantuccio riservato che gli appartiene.

    *** e certo che è così! ***

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  23. Ma quante volte ho scritto “certo”?

    *** però mi pare giusto, parlando d’amicizia! ***

    l’amicizia e la musica prima di tutto,
    l’amore e […non ricordo che…] poi:
    tutto il resto è utile ma non indispensabile.

    *** scritta sul muro della mia scuola ***

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  24. Bellissima! Grazie romaguido per avercela riproposta: la conoscevo, ma non sarei mai stata in grado di rintracciarla, e sicuramente questo è un contesto quanto mai adeguato per riascoltarla.

    Buona domenica e buon 8 dicembre a tutti!

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  25. @arthur
    …tu parli del piccolo principe…ed io riappaio come per magia….
    I Valori in cui credo..sono tutti racchiusi in quel libro magico per me……
    se poi parli di amicizia..va beh..quello che penso lo sai..
    “L’essenziale è invisibile agli occhi”

    E se poi parli di “QUEL” film che ho visto 3 volte….
    direi che la mia insonnia stasera aveva una ragione….
    “Una carezza sul cuore”
    nunzy

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  26. Nunzy oggi al telefono mi ha raccontato il film in questione per sommi capi e me ne ha fatto venire in mente un altro, pure francese, e che pure parla di un amicizia tutto sommato non alla pari: il film in questione è Totò le héros, film di una dolcezza e di una liricità incredibili, e che consiglio caldamente.

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  27. Adorata cuginetta Nunzy, aspettavo le tue parole e quel “Chiddu chi ccunta, ‘un si pò mai vidiri” penso che ormai ci appartiene…

    Ricambio la carezza con tutto il cuore.

    @Romaguido: bella la canzone e belle anche le parole… amicizia che va nella stesa direzione… e in effetti dovrebbe essere così… che meraviglia!

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  28. Mia cara Lady, non ho visto “Totò le héros”, ma provvederò subito dal mio fornitore video di fiducia…

    Vai invece a vedere “Il mio migliore amico” che merita veramente di essere visto (evvabè, ci ho persino scritto un post… )

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  29. Arrivo tardi e dopo lunghi giorni di assenza, perchè sono stata fuori e solo ora riaccedo a internet… che bel confronto che leggo qui, davvero… C’è stato un periodo della mia vita in cui l’amicizia per me era tutto, il vertice dei sentimenti e dei legami possibili.
    Forse è stato anche per questo che ho sofferto tanto… mi sono esposta terribilmente a quelle pugnalate alle spalle che proprio non mi aspettavo o, semplicemente, non ero – ovviamente- preparata alla rottura o all’allontanamento che poi è sopravvenuto e che può sempre accadere, nei rapporti umani…
    Oggi come oggi non saprei sbilanciarmi su considerazioni sull’amicizia – sarà che le relazioni con gli altri, per me, sono sempre problematiche, o almeno io le vivo così anche se non lo do sempre a vedere… Concordo su quello che dite sulla reciprocità, ma aggiungerei una cosa: c’è un gusto particolare nel dare solo per il fatto di dare, solo per il piacere che dà il benessere dell’altro. Credo che l’amico sia innanzi tutto quella persona a cui desideri dare.
    E’ anche vero che questo diviene possibile quando “l’altro” ti accoglie in modo tale da “farti sentire a casa” proprio nel fatto stesso di potergli dare la tua amicizia… non so se mi sono spiegata – sono un po’ stanchina e le parole mi escono così…
    Ma possiamo tornare sull’argomento!

    Però, permettetemi, AMICHETTI MIEI, di mandarvi un bacio grande grande… ora vado a nanna, che domani si lavora di nuovo… ma non potevo non passare a trovarvi!

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  30. Un giorno aprirò un forum su queste “pugnalate”: anch’io ne ho avute, da compagne di classe prima, da colleghi poi… semplicemente col tempo mi sono resa conto che non erano amici, ma persone con cui intrattenevo rapporti cordiali, e che a un certo punto hanno mostrato la propria faccia.

    Col tempo ho imparato la differenza tra “amici” e “conoscenti”, sia pure conoscenti da cinquecentotrenta anni.

    *** è per questo che sostengo che pugnalate dagli amici non ne ho mai prese… ***

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  31. io credo moltissimo nell’amicizia. in quella uomo-donna, poi, ci credo tanto. in pratica mi sembra di avere solo amici uomini…
    che poi siano pochi è giustificato dal fatto che sono, appunto uomini.
    che c’entra?
    eh… c’entra, c’entra.

    ma è anche giustificato dal fatto che i veri amici non devono essere in numero esorbitante perché sarebbe impossibile.
    comunque, io non credo nel dare e nell’avere.
    io di solito regalo molto.
    chiedo poco, ma quando chiedo mi faccio sentire, garantisco.

    ritorno dopo

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  32. Beh, cara Morena, non credere sul dare e l’avere mi trovi d’accordo, come ho già detto, mentre invece sul fatto che hai pochi amici uomini perché sono uomini, beh, non sono sicuro che c’entra veramente.

    Io sono un uomo, e al di là di quell’esempio di cui ti ho già parlato, ho anche altre amiche donne e, caso strano, ho avuto alle volte difficoltà al contrario, perché magari qualcuna credeva che la mia amicizia non fosse del tutto disinteressata… due in modo particolare che frequento ancora e che ad un certo punto mi sono trovato costretto a chiarire che da loro non volevo nient’altro che un rapporto d’amicizia… quindi, come vedi… (all’inizio si sono quasi offese, ma poi l’hanno capito e adesso siamo molto più sereni nel rapporto… mannaggia e mannaggissima… )

    Indubbiamente è molto difficile non cadere nell’equivoco, ma credo serva sapere cosa si vuole veramente e tra le altre cose, anche un po’ di attrazione non guasta (credo sia naturale… ), rende il rapporto un po’ più stimolante, ma saperla gestire aiuta a non cadere in tranelli che, alla lunga, potrebbero rovinare tutto.

    Evvabè… la pentola sul fuoco non l’ho, ma vado lo stesso a mangiare… a dopo!

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  33. Ah che bella Morena! che tu sappia regalare molto, ci credo, si sente.
    E poi, meno male che c’è ancora qualcuno che ammette di chiedere, anche poco, ma chiede.

    Io non ci riesco, io non chiedo mai e non sai quanto rimpiango il fatto di non saper chiedere.
    Per me deve essere tutto talmente spontaneo che la richiesta la vedo come una forzatura (soprattutto nell’amicizia).

    E comunque anch’io, se arrivo a chiedere, poi non faccio sconti.

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  34. Elle, quando io scrivo ‘chiedo’ significa che è una cosa di cui non posso fare a meno, che è urgente e irrinunciabile e di solito si risolve con una mia mail in cui dico che sto male (urlando) e l’altro che risponde cercando di distrarmi.
    tutto qui quello che chiedo.
    e quando lo faccio è perché sono alla frutta e anche più giù.

    e certo che non si deve chiedere ma questo vale per quando l’altro sa già come sto.
    ma se non lo sa… devo pur dirlo.

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  35. Secondo me il concetto del dare e dell’avere si presta ancora a più equivoci dell’amicizia uomo-donna: è chiaro che l’amicizia, per essere degna di tale nome, deve essere disinteressata, ma non credo che non chiediamo in cambio niente: chiediamo almeno l’amicizia in sé, e scusate se è poco (come direbbe una mia amica “m’hai detto scansate!).

    Io da un’amica pretendo che sia un’amica, da un amico pretendo che sia un amico: altrimenti, ripeto, è un altra cosa. che va dalla solidarietà alla voglia magari di sentirsi utili per complesso di superiorità o per soddisfare un bisogno emotivo.

    All’amicizia io chiedo amicizia: e ci mancherebbe che così non fosse! Dice un proverbio “Se volete che l’amicizia si mantenga, fate che un cesto vada e l’altro venga”.
    Poi, il contenuto del cesto è un altro discorso: può essere la semplice fiducia in noi, il fatto che ci conosca, che ci capisca, può essere il semplice ascolto.

    Io anche non chiedo, e anch’io rimpiango di non saper chiedere, neanche ai miei genitori: ma se arrivo a chiedere, è perché ho veramente bisogno, e allora il no non lo accetto. Non parlo certo di un prestito, grazie al cielo non ho avuto mai questo tipo di necessità, semmai il contrario.

    E tu Arthur, che mi parli di un’amicizia uomo-donna con retrogusto di attrazione “che non guasta”: guasta, altroché se guasta!. Per me esiste il “mio” uomo, l’unico che mi attragga, e tutte le altre sono persone. Se a volte, da parte dei miei amici maschi, questa “chiave di lettura” non è stata reciproca, non me l’hanno mai detto ed equivoci non ce ne sono mai stata (chiaramente, ogni regola ha la sua eccezione!).

    Io non sono una donna a cui piace essere ammirata, non me ne importa un tubo di essere attraente anzi, esserlo mi scoccia e mi concio peggio che posso: io voglio essere una persona, e per tale amata e apprezzata.

    *** Poi, certo, ognuno ha le sue idee ***

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  36. L’equivoco esiste e non lo si può negare, ma non è per questo che hai perso “amici” per strada, cara Morena, li hai persi perché non era l’amicizia che volevano da te…

    Ripeto, io all’amicizia non chiedo in cambio niente, ma non perché sono talmente generoso che mi accontento soltanto di “dare”, ma perché tutto ciò che viene dato è benvenuto e quindi… (va bene detto in questi termini?)

    Per quanto riguarda l’attrazione… ecco che l’equivoco appare anche tra le parole…

    L’attrazione di cui parlo io, va al di là di un fatto puramente sessuale, e d’altra parte, mia cara Lady, anzi, “e tu Lady Ginevra” vuoi dirmi che anche tra due amici uomini non c’è attrazione?
    Cosa mi lega ad una persona? Innanzitutto un certo feeling (attrazione… ), un modo di concepire delle cose se non allo stesso modo, quanto meno convergenti, la possibilità di trovare dei punti di contatto, di ritrovarsi certi di poter condividere senza la necessità di mettersi in competizione, mettersi in discussione e sapere che dall’altra parte non c’è un giudizio che t’aspetta e magari litigare anche, perché no, ma sicuri che dopo basta una stretta di mano ed un abbraccio, per far tornare tutto come prima.

    Questo feeling non può esistere anche tra un uomo e una donna? Personalmente ho chiara la differenza, non a caso ho amiche donne, forse più che uomini, con loro riesco a condividere cose che con certi uomini mi è quasi impossibile… vedute, desideri, aspettative, creatività, insomma, tante cose (spesso gli uomini sanno parlare soltanto di calcio, di politica, di lavoro, di donne… ) e mai, tranne alcuni casi, ma questi erano come quelli di Morena, cioè non cercavano amicizia, o forse non la cercavo io, l’equivoco ha rovinato ciò che si era creato.

    O forse è meglio dire che ho chiaro dentro di me cosa voglio da una donna (troppo presuntuoso?), ma ho anche chiaro che quando si parla di amicizia, tutto il resto non conta.

    Beh… poi c’è anche l’amicizia tra una donna e un uomo che stanno insieme… però a questo punto, è di altro che stiamo parlando…

    Evvabè…

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  37. @Morena: non l’avevi scritto prima, ma chissà perchè, per me era tra le righe che quando chiedi è perchè “è una cosa di cui non posso fare a meno”.

    Perchè è esattamente quello che porta me a chiedere e a dire “poi non faccio sconti”, perchè dò per assodato che dall’altra parte c’è qualcuno che sa riconoscere la mia richiesta.

    Grazie e buon proseguimento di discussione, ce ne sono di cose da dire…

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  38. grazie Elle. ci siamo capite bene, mi pare.

    @ Arthur: il fatto è che non solo si perdono gli amici perché volevano altro, ma a volte si perdono anche perché volevano amicizia, poi si scoprono diversi (nell’interesse) e non sono capaci di accettare la cosa.
    ecco cosa volevo dire io.
    siamo d’accordo che se volevano altro, non erano amici ma persone interessate. io volevo invece sottolineare altri aspetti che, purtroppo, ci sono e causano problemi

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  39. Io, Lady Ginevra (non sono più tua cara Lady? 😥 ) non lo so se tra due amici uomini c’è attrazione, visto che sono donna!

    Io ho attrazione per le mie amiche donne? Direi di no. A volte subisco il carisma, come nel caso di Nunzy che è fantasmagorica, ma attrazione… anche in termini decisamente non sessuali… direi proprio di no.

    Per la verità ora mi state facendo nascere la curiosità su cosa provassero i miei amici maschi per me: uno che si è “proposto” ce le prese di santa ragione, un altro ci sono stata per anni e lustri… ogni storia è a sé: in questo secondo caso, sono perfettamente d’accordo con Morena, quando comincia l’attrazione, mica si sa dove ci porta!

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  40. … quando inizia non sta a guardar confini… e chi lo mette in dubbio, certo non io.

    Mi pare che ne “La cucina gialla”, si prospettano situazioni di questo genere…

    Il discorso incomincia a diventare veramente complesso e credo sia difficile liquidarlo in poche battute. E’ vero, quando inizia non sta a guardare confini, ma credo che già in partenza si sa se inizia in quel modo oppure no, o perlomeno, se ne ha sentore.

    Voglio dire che se provo attrazione di quel tipo per una donna, non sto a giocare a fare l’amico, o perlomeno, se è reciproca quei confini benedetti si superano senza tanti problemi. Ma, ma, ma… insomma, ci sono tanti cose da prendere in considerazione e quello che volevo dire è che se si ammette la possibilità che un uomo e una donna siano anche soltanto amici, deve pur esserci un modo per vedersi soltanto come due persone che vogliono condividere e comunicare.

    Di un’amica donna io vedo anche la sua parte femminile e magari mi piace anche, ma sono attratto dal suo essere persona e non in quanto donna, onde per cui… poi, la verità non sta certo in queste parole e tutto può succedere.

    Quando la mia amica scherzando mi dice che da vecchietti ci sposeremo, magari inconsciamente sta cercando di mandarmi un messaggio che, al momento, mi sembra di non cogliere… a ottanta anni scoprirò che il suo essere donna mi affascina più d’ogni cosa e allora… sarà quel che sarà!

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  41. Non credo che nasca così dall’inizio. Almeno per me non è stato così. Io ho conosciuto il cosiddetto “Otello” (L. per gli amici) contemporaneamente a mio marito, e cercava una compagna, mentre quello che sarebbe diventato mio marito ci teneva tanto a fare lo scapolone. Tentò di “rifilarmi” L., ma a me proprio non interessava. Poi riuscii nell’ardua conquista di mio marito, e lui fu testimone di nozze. Aveva una storia problematica con una donna, e noi cercavamo di mettere pace tra di loro; io ero ben contenta quelle poche volte che li vedevo andare d’amore e d’accordo, e avrei voluto tanto che lui avesse trovato un po’ di serenità accanto a chicchessia.

    Poi un giorno ci ritrovammo a vivere insieme e, tra tira e molla, la storia si è protratta per anni e anni.

    *** come vedi… ***

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  42. Morena… uno spreco?

    Evvabè… adesso vado a Firenze, città che tra le altre cose amo tantissimo, busso alla porta della mia amica Silvia e appena lei mi apre le dico: “uhm… sai ci ho pensato su un po’, ho considerato i pro e i contro, ho rivisto tutti questi anni, lunghi anni devo dire e mi è sembrato di aver perso qualcosa… sai come quella volta di Amerigo, il comandante capo degli autisti del tram, quello che guidava la linea n. 38, che quando uno saliva lui subito gli diceva se aveva bisogno di qualcosa in particolare, non so, una ciambellina, una fettina di torta della nonna, una fermata personalizzata, un campanellino che al suo tocco sapesse di musica New Age, sedersi davanti con il panorama sotto gli occhi o all’ultimo posto per stare tranquillo e pensare ai fatti suoi… e così, con questa scusa, tutti volevano prendere la linea n. 38, fa niente se allungavano il percorso, fa niente se dopo dovevano tornare indietro e risalire su un altro tram, ma solo perché era come se con Amerigo, nel suo tram, si sentissero delle persone importanti, coccolate, piene di attenzioni che altrimenti sarebbe stato difficile andare a trovare altrove… “

    Sono sicuro che lei guardandomi, con un sorrisino sulle labbra… “ scusa Arthur, ti senti bene? E’ successo qualcosa che non vuoi dirmi?”
    Ed io: “ma no, cosa hai capito, mi è venuto in mente Amerigo, ma poteva essere zio Gesualdo, Erzicovina delle valli Ruspanti, si proprio quella che ci ha classe, mica acqua fresca… no, stavo per dire che… sai quei due vecchietti di quest’estate… come erano teneri… stavano seduti tutti e due sullo stesso muretto con i piedi penzoloni nell’acqua di mare e mentre lo facevano, si tenevano per mano… avranno avuto circa ottant’anni, magri, mano nella mano e si guardavano i piedi mentre l’acqua del mare li bagnava… lei con i bigodini in testa e lui con un cappellino che a male pena gli copriva la testa… e quindi volevo dirti, beh, veramente non saprei da dove incominciare e…
    … evvabè, potremmo essere come loro a ottant’anni, che dici, boh… certo tutto ‘sto tempo… evvabè, ci penso su e poi ti faccio uno squillo… però, pensandoci bene… “

    … uno spreco? Boh, lasciami pensare un po’…

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  43. Oggi sei particolarmente sul tenero… se mi liquefaccio pure quando parli di un’altra sto proprio messa male!

    Comunque, se si fa il referendum, io voto per il sì: perché credo che l’amico/a di tanti anni sia veramente la persona della nostra vita, quello/a con cui stiamo bene, ci capiamo al volo, ci sono tutte le affinità di questo mondo e q.a.

    La persona di cui ci innamoriamo, per contro, è spesso la meno adatta, il rapporto è conflittuale…

    “Il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce”, ma dell’amicizia le ragioni si conoscono benissimo!

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