Parole e immagini.

Parlando l’altro giorno con una mia amica (… ), è venuto fuori che le immagini che metto nei miei post, sono un pochetto, come dire, criptiche, cioè difficili da collegare alle parole, o all’argomento che sto trattando.

 

Beh, la cosa mi ha molto meravigliato, perché ogni volta che scrivo un post, cerco accuratamente nell’archivio delle mie fotografie, quella che in qualche modo lo rappresenti al meglio, in modo che immagine e parole siano complementari tra di loro.

 

Ci ho riflettuto e quindi, è stata l’occasione per andare a ripercorrere le scelte fatte, che però ho confermato ulteriormente.

Quando ho deciso di aprire questo blog (son già passati due mesi… ), l’obiettivo che volevo pormi era di esprimere in qualche modo delle emozioni, cercando per quanto mi fosse possibile di parlare poco di me e più delle cose che mi stavano a cuore, sensazioni da condividere con chi veniva a leggermi.

 

Non credo di avere una “lirica” particolarmente complessa e i concetti cerco di esprimerli nel modo più chiaro possibile, ma alle foto o alle immagini che metto, do un’altra valenza, in genere sono foto che ho scattato in giro in qualche viaggio, o magari divertendomi con gli amici, momenti magici che a loro modo esprimono un pezzetto della mia vita, e che per questo mi appartengono profondamente.

 

Le uso più come una metafora, rappresentative di ciò che ho detto, l’espressione di un linguaggio che ognuno di noi è libero di vedere con i suoi occhi, di percepire con la sua sensibilità e allora se nella lettera alla Befana parlo di coscienze che devono risvegliarsi, la foto che la rappresenta parla di purezza, di natura incontaminata che stimoli in me e in chi la guarda, il bisogno di riappropriarci di ciò che ci è stato tolto; parole e immagini, due modi diversi per esprimere la stessa cosa.

 

Insomma, questa è l’intenzione, per il resto… a voi l’ardua sentenza!

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20 pensieri su “Parole e immagini.

  1. “riappropriarci di ciò che ci è stato tolto”
    Ahi, Arthur, sei sicuro che non siamo un po’ correi della situazione attuale?
    “Riappropriarci”, però, indica una buona volontà di recupero e rientra, a mio avviso, in quel non voler “scomodare la Befana”, cui accennava Spaziocorrente. Certo, se ognuno di noi si rimboccasse le maniche, ricominciando ad assaporare le cose più belle e vere della vita, forse si potrebbe tornare ad un mondo più genuino; io continuo a sperarci nonostante tutto, ma, te lo confesso, la tentazione di non farmi illusioni è grande.
    Una nota di speranza la danno i bambini, di cui voi spesso parlate nei vs blog. ascoltandoli, a volte viene da pensare che forse, tra qualche anno, vedremo davvero realizzarsi un mondo migliore. Chissà!

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  2. Ho fatto questo gioco, di guardare l’immagine e di lasciarmene ispirare: cosa vedo? Nodi, nodi e nodi, grandi e piccoli, semplici e complicati, lineari e complessi…

    e mi viene in mente la vita, nel bene o nel male, con quei nodi che vengono al pettine, ma pure con quei nodi che sono legami (e i legami vengono al pettine?).

    Ci sono nodi che, venendo al pettine, miracolosamente si sciolgono. Poi ci sono dei nodi che credi di aver stretto forte e dei quali invece, all’improvviso, non trovi più traccia; e ancora nodi che invece vorresti sciogliere ma non riesci, e più ti impegni per scioglierli più li ritrovi stretti.

    Purtroppo ci sono anche quei nodi che, una volta venuti al pettine, non si sciolgono, non si risolvono, e allora si strappano via e fanno male.

    La vita è tutto un quiz? No la vita è tutta un nodo

    *** Ma quale nodo spesso non ci è dato saperlo ***

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  3. I nodi della vita servono a crescere, ad andare avanti, a migliorare: è bene scioglierli, è bene che vengano al pettine, è bene, sempre bene vivere e lasciarseli dietro. Buona ripresa!

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  4. ma no che ardua sentenza, non esistono sentenze, anzi
    ti dico una cosa mia…
    per tre anni ho fatto solo ed esclusivamente grafica ed ho cercato di trasmettere tramite questa le mie sensazioni, i miei pensieri, i miei stati d’animo
    a volte ho associato delle parole, molte venivano interpretate e molte no
    il fatto, bello secondo me, è che ogniuno ha un suo io interiore e con esso un modo di vedere, di esprimere diverso da altri
    esempio, cè chi un grande amore lo esprime con un grande cuore, facile associazione, cè chi lo esprime con un grande fiore bianco, difficile capirene il significato
    io lo esprimerei col fiore, qualcosa che nasce tutti i giorni e nel giorno vive
    come un’amore, appunto.
    idee mie 🙂 lo so…

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  5. bravo Arthur! Le immagini non devono sostituire il testo, e viceversa. Anzi, devono aggiungere qualcosa, stimolare, far nascere interrogativi. Devo rivedere i miei criteri di scelta quando posto qualcosa.

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  6. @Romaguido: si, in quel riappropriarci c’è tutta la volontà di rimboccarsi le maniche e fare qualcosa di costruttivo per cambiare le cose.
    Anche io ho molta fiducia nelle nuove generazioni, che però per certi versi trovo siano state contagiate dall’indifferenza dei grandi, al punto di vivere senza la voglia di coltivare nuovi ideali che, per come la vedo io, sono il presupposto per darsi delle domande e cercare in qualche modo delle risposte.

    Ho fiducia perché quel mondo genuino di cui tu parli, incomincia a farsi strada nei desideri di ognuno di noi, ed è per questo che nasce un nonno Archimede, non perché nostalgico di tempi che furono, ma perché nella sua morale esiste la voglia di scuotersi, per vedere nel bene e nel male, ciò che lo circonda, di coltivare la speranza, molla indispensabile per continuare un cammino che sempre di più, s’inerpica su strade piene di ostacoli a volte insormontabili.

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  7. Mia cara Lady, bella l’interpretazione che hai dato della foto che ho messo, e in effetti è vero, la vita è tutta un nodo da sciogliere e alcuni, fanno male e credo sia anche inevitabile.

    Però, come dice Rosamaria, i nodi servono anche a crescere, ciò vuol dire che ne abbiamo preso coscienza, li abbiamo visti e in qualche modo metabolizzati dentro di noi, ma non per questo la vita è tutta un nodo, anche perché una volta sciolti, difficilmente ritornano tali, perché altrimenti significherebbe che abbiamo soltanto voglia di “impastrocchiarla” questa nostra esistenza, e se non si sciolgono, è perché siamo noi duri a capire qual è il modo migliore per farlo.

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  8. @ Irish: ho visto la tua grafica che trovo sia molto bella, infatti, ti ho messo tra i miei preferiti dell’arte, ma al di là di questo, condivido le tue scelte ed anche io probabilmente avrei scelto il fiore bianco per esprimere l’amore, ma perché come ho già detto, do all’immagine un significato diverso dalle parole, che come dice Pan, devono aggiungere qualcosa, per stimolare, per far nascere degli interrogativi, e poi è anche giusto che ognuno ci veda quello che vuole, dando così libero sfogo alla sua fantasia, senza per questo forniglielo come un piatto preconfezionato, di troppa facile e scontata lettura.

    Anch’io convivo giornalmente con le immagini, con le idee che prendono forma e consistenza dal bisogno di comunicare emozioni, per un vivere al meglio un’esistenza già compromessa di suo, ma in questo giocoso momento, do alle parole e alle immagini un significato diverso anche se complementare e la sfida si confronta con lo stato d’animo e la fantasia degli altri, e questo, credimi, è davvero stimolante.

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  9. Dopo la vittoria contro i Persiani sul fiume Granico, Alessandro giunge alla città di Gordio. Qui, nel tempio di Giove, c’è il nodo di Gordio. Antichi oracoli predicono: “l’uomo che avrà sciolto l’intreccio, regnerà su tutta l’Asia.”.

    Dunque Alessandro, bramoso della vittoria profetizzata dall’oracolo, giunge al tempio, trova il giogo del carro e lo esamina. Il giogo era grande, intricatissimo per i molti nodi in se stessi intrecciati; i nodi stessi nascondevano l’intreccio. Intorno ad Alessandro c’era una folla e di Frigi e di Macedoni: il popolo frigio era inquieto a causa dell’attesa, i Macedoni erano preoccupati della sicurezza spavalda di Alessandro.

    Alessandro non lotta affatto a lungo con i nodi nascosti, ma con la spada trancia i nodi tutti quanti insieme: in questo modo o elude o esaudisce il responso dell’oracolo

    (Il nodo di Gordio – Curzio Rufo)

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  10. Quando l’immagine è parola…

    Confesso che una delle più grandi curiosità che avevo nel periodo in cui non avevi ancora il tuo blog, era proprio quella di poter vedere che immagini avresti affiancato di volta in volta, ai tuoi scritti.

    Curiosità che direi ampiamente soddisfatta visto che sinora hai sempre usato foto “che parlano” e se consideriamo che sono tuoi scatti, il significato è ancora più “importante”, anche se non sempre o non a tutti evidente.
    Ma del resto ci sarà sempre chi vedrà in ciò che scrivi (ma anche nelle scelte fotografiche) qualcosa che ti appartiene e qualcosa che invece non ti sfiora neppure…ed è giusto così.

    I nodi…anche questi fanno parte di un linguaggio, quello navale e marinaresco, ognuno ha una sua funzione ed un suo perchè.
    Quando l’immagine è parola, appunto.
    Bonne journée…

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  11. Grazie per la fiducia, Elle, ma soprattutto, sono contento di aver soddisfatto le tue aspettative.

    Non potrei usare immagini diverse, perché i miei scatti rappresentano, come ho già detto, qualcosa di particolare, hanno una loro storia che è parte della mia vita e proprio per questo s’incastrano con le parole, perché entrambe nascono dalla voglia di esprimere delle sensazioni, delle emozioni e, per come son fatto io, non potrei farlo con qualcosa che non mi appartiene.

    Poi, in effetti, alle volte le manipolo anche, ma soltanto per renderle ancora più corrispondenti al mio modo di sentire.

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  12. Ci vuole un’equilibrio particolare per “legare” parole ed immagini, in modo che questa loro unione, che io vedo qui rappresentata da un nodo, non sia una stretta eccessiva che soffochi l’una rispetto all’altra.
    … e vedo che tu hai questo equilibrio e lo dosi con saggezza e maestria.
    Ciao

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  13. Arthur, ho letto il tuo post, tutti i commenti e poi, riletto ancora il post. Spesso, prima di leggere le tue parole, mi fermo davanti alle tue immagini e lascio correre i miei pensieri. La cosa bella è che nessuno di noi sceglierebbe le stesse immagini, e quindi osservare quali immagini ognuno di noi scegliere, è una riflessione nella riflessione. E poi mi lascio rapire dalle parole…e cosa dire di coloro che non vogliono abbinare foto ai propri pensieri??? Quando ho deciso di aprire il mio blog, che come ho già detto più volte è nato grazie ad una riflessione che sono stata chiamata a fare, ho deciso di mettere una sola immagine legata allo slogan del blog…un cielo e in un paio di punti qualche foto mia…come dico spesso, il mio blog è lo specchio della mia anima, del mio cuore…è la storia della mia vita…ma è forse la mia una vita senza colori e senza immagini??? ASSOLUTAMENTE NO…è stata una scelta…solo parole senza immagini…una delle tante scelte che facciamo…
    un abbraccio Stella

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  14. Ma infatti, cara Stellina, ognuno fa delle scelte e non per questo sono da criticare. Il fatto che tu non usi le immagini, non vuol dire assolutamente che la tua vita è senza colori, come ti viene in mente una cosa del genere?

    Io uso le immagini, prima d’ogni cosa perchè sono mie e ognuna rappresenta qualcosa della mia vita, e poi, perchè mi piace comunicare anche con quelle, oltre che con le parole, ma questa è una mia scelta personale che non ha niente a che vedere con gli altri.

    Ti abbraccio anch’io!

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  15. Le immagini abbinate ad un testo aggiungono certamente qualcosa. Cosa sia non è mai univoco e uguale (o simile) per l’autore e per i lettori.
    Ma questo vale anche quando si scrive un testo, ad esempio un testo poetico, che assume valenze diverse secondo gli occhi e i pensieri di chi legge.
    E’ comunque comunicazione.
    buon pomeriggio, Arthur

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  16. Per me la ricerca dell’immagine è una parte importante nella pubblicazione di un post. Io non fotografo, non ho un mio archivio (a parte qualche foto di famiglia), e così devo ricorrere a quanto disponibile in rete.

    Sicuramente questa operazione è la più lunga, per scrivere un articolo impiego una decina di minuti, per cercare un’immagine a volte anche un paio di giorni, e non sempre sono soddisfatta della scelta: è divertente però cercare con altre chiavi, magari in altre lingue e poi… e poi a volte eccola, è lei, e in un certo senso mi sento capita, completata realizzata…

    *** relativamente alla pubblicazione del post, intendo… ***

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  17. Le immagini che usi nei tuoi post, sono molto belle e si sente l’impegno che ci metti, si percepisce.

    Non credo sia necessario possedere delle immagini proprie, l’importante è comunicare anche con quelle e non ha importanza come, cosa o la provenienza, alla fine ognuno di noi, come dice Morena, ci vede qualcosa di suo, come d’altra parte avviene anche con il testo.

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