La ricerca di un motivo.

Non ricordo come sia successo, so che un giorno improvvisamente tutto è cambiato, giravo per la stanza alla ricerca di un perché, sicuro che non sarei mai riuscito a trovarlo, inconsapevole ma inesorabile certezza, l’assurda convinzione di esserci già passato, un giorno, un anno, forse in un’altra vita, o chissà.

E poi, sarebbe inevitabile cercare un seguito, o per lo meno aspettarselo da un momento all’altro, sapere di aver voglia di metterli insieme tutti quei mosaici, contare e ricontare ogni piccolissima tessera sperando che nulla vada perduto, colore che con colore s’accompagna, piccole sfumature che danno vita ai contorni, ora sbiaditi,  che vivevano un tempo di luce riflessa, ombre e luci che incupiscono, che rischiarano, ricerca di percorsi ancora inesplorati, voglia di cavalcare praterie sconfinate, occhi che curiosi cercano conferme, labbra che s’atteggiano a sorrisi, parole dette su parole ormai risapute e poi, ricominciare un percorso senza fine.

 

 Cos’è che mi ricorda tutto questo? Forse l’odore della primavera, l’afa insopportabile di un’estate torrida, di stagioni che cavalcano l’eco dei miei sentimenti e senza volerlo, ritrovarsi in un domani che nessuno aveva mai richiesto.

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18 pensieri su “La ricerca di un motivo.

  1. “Ritrovarsi un domani che nessuno aveva mai chiesto”: quanti, in un momento di bilancio della propria vita, o di improvvisa malinconia, si ritrovano con questa considerazione nella testa!Un domani diverso dai propri sogni di bambino, o di bambina, e con la finestra spalancata su un futuro sempre più esiguo.

    Sarà l’odore della primavera – che a sentirlo l’11 gennaio ce ne vuole! -, quel puzzle della nostra vita i cui pezzi si confondono, contornano e scontornano, hanno un senso e lo perdono, e a volte sembrano a stare nel posto sbagliato, anche se i conti tornano e il disegno è nitido e forse, chissà, persino sensato.

    Voglia di rompere non gli schemi, ma gli argini, voglia di libertà dal tedio che si è accavallato sulle nostre spalle. La ricerca di un motivo che ci spieghi il presente, che ci cambi il futuro, che collochi il passato in una dimensione che non ci impastoi la mente…

    La ricerca di un motivo… e poi, perché?

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  2. Un post che si legge d’un fiato (che io ho letto d’un fiato), parole che escono fuori come respiro, che dal diaframma si allunga e si allarga nella cassa toracica per poi risalire a fior di labbra, trasferendosi infine sulla punta delle dita che battono sulla tastiera…
    Un respiro di sollievo, forse…certamente un respiro di riflessione sui tanti perchè che ci circondano.

    E sebbene un motivo ci sia sempre, anche se spesso non ricordiamo come o quando “tutto è cambiato”, in queste parole non sento una a ricerca affannosa ed ostinata, bensì pensieri pacati che si srotolano attraverso ricordi, immagini, luci, suoni, colori di un tempo che si mescolano e ritrovano vita anche nel presente.

    La ricerca di un motivo credo richieda il giusto tempo, a nulla serve rincorrerla…sarebbe come placare la fame mangiando ciò che non si desidera, invece di scegliere la pietanza che si preferisce, tanto vale non ordinare nulla!

    I mosaici spesso si compongono da soli, talvolta ci fanno persino ritrovare in quel “domani che nessuno aveva mai richiesto”, ma l’odore della primavera e l’afa estiva, che tu sai ritrovare ed ascoltare persino a gennaio, ti diranno sempre esattamente dove sei e perchè.

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  3. sancla

    quanti spunti di riflessione in un testo che si legge senza accorgersi e poi ti rimane dentro a chiedere.
    Ci penso un po’ e ci torno con calma
    🙂

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  4. “Non ricordo come è successo…” e molte volte non ha neppure importanza. Del resto perchè chiedere ad un tramonto il motivo dei suoi colori quando ci basta guardarli e lasciare che sia? Domani sarà un’altro giorno da vivere… e forse con un motivo… attendere con un sorriso quel odore di primavera nell’aria che oggi ci hai fatto sentire.
    Bravo Arthur… controlla che non sia sbocciata una rosa nel tuo giardino!

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  5. All’improvviso un deja vu inaspettato, il desiderio di “contare e ricontare ogni piccolissima tessera sperando che nulla vada perduto”, la sensazione di rappresentare un ponte tra quel passato non si sa quanto remoto ed un futuro “che nessuno aveva mai richiesto”, ma che forse è già qui; e le stagioni che, cavalcando l’eco dei … sentimenti, si presentano come fuori dal tempo…
    Credo che abbia ragione Elle, è inutile cercare un risposta: verrà a tempo e a luogo e non è detto che non sia meravigliosa:

    La primavera in anticipo – Laura Pausini feat. James Blunt

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  6. è la molla del voglio cambiare, voglio provare, voglio essere, che scatta
    e quando scatta vuol dire che è arrivato il momento di trovare la strada che cerchi
    i saggi dicono….quando in te sarà grande il bisogno di trovare una strada, sarà la strada stessa che trova te….
    ed è vero, l’ho sperimentato anni fa ed è andata così che è andata
    e la voglia di cambiamento era così forte che è stato proprio come voltare la mano, prima da un verso e poi dall’altro…
    basta seguirla…

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  7. … si, nessuna ricerca ostinata, come dice Elle, ma “pensieri che si srotolano attraverso ricordi, immagini, luci, suoni, colori… “

    A volte capita di svegliarsi un mattino e rendersi conto del tempo che è passato, di come la vita a volte con solchi profondi, ha cambiato la nostra esistenza e allora, senza volerci chiedere il perché, è inevitabile che tutto lo vedi come in un film, da spettatore impotente che nulla può togliere o aggiungere, proprio perché, come dice Spaziocorrente, è inutile chiedere al tramonto il perché dei suoi colori.

    Ciò non toglie che può succedere di sentirsi improvvisamente diverso da come pensavi d’essere, quasi fossi una pedina inconsapevole su di un tavolo da gioco, alla ricerca di una mossa vincente e allora viene spontaneo la ricerca di un motivo, anche se poi ci si rende conto che la risposta non è mai troppo convincente, soprattutto se serve a spiegare un cambiamento che è avvenuto, inevitabile conseguenza del tempo che è passato.

    L’odore della primavera o l’afa insopportabile di un’estate torrida, ricordo di un’infanzia lieta passata in luoghi ormai lontani, mi riporta in una dimensione di quiete, una piacevole sensazione che a quel punto non ha più bisogno di chiedere, ma soltanto la voglia di percorrere “pensieri che si srotolano attraverso ricordi, immagini, luci, suoni, colori… “ voltare pagina senza rendersi conto di averlo già fatto.

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  8. Quasi sempre si volta pagina senza rendersi conto di averlo fatto, e forse è persino un bene, visto che l’essere umano è generalmente prigro e tende all’immobilismo:il rischio di non vivere è sempre in agguato, e la vita pretende, e a volte ci forza la mano.

    E poi (sempre “e poi… “!) si può godere di un tramonto senza chiedersi il perché dei suoi colori, ma i colori del tramonto il perché ce l’hanno eccome: allora siamo di volta in volta scienziati, o pittori, o poeti, e il chiedersi o non chiedersi il perché può avere la sua ragione d’essere.

    Sentirsi diversi… io ogni giorno mi sento diversa persino da me stessa, altre volte invece mi sento uguale, ed è l’essere uguale che forse mi rattrista di più, che forse dà un senso di inutilità.

    Quando invece sei diverso, allora parti alla ricerca di un motivo, e allora forse, fosse pure solo per la ricerca, qualcosa cambia, e sei diverso ancora.

    Buona giornata!

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  9. Concordo con ciò che dici May Lady, soprattutto sul fatto che ci si rende conto soltanto dopo aver voltato pagina, ed in questo ha anche ragione Irish, quando succede, è la strada stessa che trova noi.

    Sul sentirsi diversi… quella è una sensazione che viene realmente quando sei convinto d’essere in un modo e allora…

    Mi viene in mente a questo proposito quando, un po’ di anni fa, nei miei primi approcci con la figura di “padre”, mi sentivo dare del lei dalle compagne di scuola di Simona e, avendo vissuto fino allora una vita da scapolaccio, mi suonava strano, come se improvvisamente fossi invecchiato, così tutto d’un colpo, al punto che il ragazzaccio che albergava in me, fosse sparito del tutto. Gli anni erano soltanto 30, ma quel “lei”, me ne faceva sentire molti di più e la cosa, malgrado tutto, mi meravigliava, ma soltanto perché in quella veste non mi ero mai realmente visto.

    Questo per dire che, sentirsi diversi è anche ammettere con se stessi di essere cambiati, non di fuori, ma dentro e in quel caso, ero il padre che non ero mai stato.

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  10. il cambiamento fuori è dato dagli anni, come il cambiamento dentro
    solo che se fuori si invecchia dentro si torna sempre più giovani
    vero è come dicono che più si invecchia più si torna bambini
    sono i livelli che cambiano, quelli della coscienza, spariscono le cose inutili ed passano in rilievo quelle che han più importanza
    quelle vere.
    buona serata.

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  11. Il cambiamento “dentro” non è tanto dovuto al tempo, quanto alla capacità di trarre insegnamento dall’esperienza, e penso ci siano molte persone che questa capacità (o forse solo volontà) non ce l’hanno.

    Per molte persone i giorni, i mesi e gli anni passano aridamente, senza lasciare loro alcun insegnamento, senza riuscire a farli smuovere un millimetro dalle proprio posizioni e convinzioni.

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  12. Arthurino caro, disastrino è tornato a leggere i tuoi pensieri. Sorrido x’ anche se non hai lasciato segno del tuo passaggio so che mi hai letto è un momento di riflessione e di cambiamento…a volte hai ragione Diemme quando dici che i cambiamenti avvengono in noi senza che noi nemmeno decidiamo di attuarli…io non sono pigra e forse era già in atto in me ma ho deciso di fare un bel falo’ … li nel grande fuoco bruciano le case costruite senza fondamenta, brucia la determinazione insensata, bruciano i fantasmi (tre scimuniti diemme xo’ mi piace di più e mi è entata nel cuore) bruciano le armi da combattente…brucia la fiducia data a gente che non se la meritava…ma io non mi fermo davanti al grande fuoco ma corro sempre piu forte verso di me…e man mano la mia anima e il mio corpo prendono forma…il calore del grande fuoco mi aiutano a costruire me stessa…energia nuova energia pulita energia grande
    Bellissimo il tuo post…bellissimi i commenti…bello sapere che dalle esperienze, dagli errori, dai sorrisi, dalle lacrime, dai giorni belli e da quelli brutti si impara e si cresce
    un abbraccio arthurino e ti aspetto
    un abbraccio a tutti

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  13. Bentornata Stellina, spesso ti leggo è vero e alle volte non lascio alcun commento, ma ciò dipende dal fatto che magari in quel momento non sono ispirato, oppure ho soltanto bisogno di riflettere su ciò che ho letto.

    I cambiamenti servono anche per rinnovarsi, l’importante è esserne coscienti e sicuri di volerli fare.
    Poi, a volte avvengono senza renderci conto e il cammino è comunque difficile da intraprendere, ma come ha detto qualcuno, l’importante è iniziare a camminare.

    Ricambio l’abbracccio e… verrò a trovarti.

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  14. Arthur, questo mi dispiace x’ commentando il dialogo continua….io penso che mi sono laureata con una tesi applicata e parlava proprio di cambiamento….la vita…
    il cammino è lungo…dura una vita…ma l’importante è camminare un abbraccio Stella

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  15. I cambiamenti… strano che proprio questo tema mi rimbalzi negli occhi oggi che finalmente mi decido a ritornare tra le tue pagine…
    Mi affaccio ogni tanto tra te e mammina, ma sempre più difficilmente sento “l’ispirazione” per scrivere… e penso a tutto l’anno appena passato, fatto di incursioni continue sui vostri blog, sul mio – i nostri angolini, le nostre chiacchiere.. E sì, ti accorgi che sei cambiato, che qualcosa è cambiato. Non l’affetto, nè il legame, ma tu, tu senti che hai imboccato una strada nuova, che ti ritrovi, tuo malgrado in “un domani che nessuno aveva mai richiesto”.
    Questi ultimi mesi mi hanno costretto a rimettere sottosopra tutto il mio vissuto, e ora, una volta rimescolati per bene i sentimenti, i ricordi, i sogni e le delusioni, io sento di non essere più la stessa.
    Per questo vivo sospesa, forse, tra la nostalgia di quello che è stato e la forte sensazione di andare avanti, di voltare quella pagina che forse è già stata voltata…

    Quanto è difficile esprimersi!
    Ma, papone, rileggendo il tuo post credo tu possa capire chiaramente come mi sento in questo momento!

    Un abbraccio forte!

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  16. Si, mia cara Engel, capisco perfettamente ciò che vuoi dire, anche perché di cambiamenti nella mia vita ne ho avuti tanti e a volte sono avvenuti senza che io me ne rendessi conto.

    Può darsi che in questo tuo non sentirti più la stessa, vi sia la molla per continuare a percorrere una strada che spesso non è altro che la continuazione di quella già intrapresa, e magari adesso ne hai più coscienza, sei consapevole che è inevitabile questo percorso, perché sa di crescita, di nuovi orizzonti che se da un lato ti danno l’impressione di essere “sospesa” tra ciò che è stato e quello che sarà, dall’altro la ricerca di nuove energie sarà indispensabile per intraprendere un cammino sconosciuto che sa di nuovo.

    E l’ispirazione per scrivere… non ti preoccupare, so che ci sei sempre, e probabilmente al tuo posto farei la stessa cosa; sono altre le cose che contano e tu, con le tue parole, lo dimostri ampiamente e, come ha ricordato qualcuno: “chiddu chi cunta ‘nun si po’ mai vidiri”…

    Ti abbraccio forte anch’io, e come direbbe l’Arthur, dippiù, dippiù!

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