Panni stesi al sole…

Ieri sera, ero seduto comodamente sul divano a guardare la tele, il Grande Fratello, e…  a questo punto devo dire a mia discolpa che non c’era nient’altro di bello da vedere… (evvabè….)

In effetti, lo guardo raramente e ogni volta, mio malgrado, faccio delle considerazioni che a volte mi lasciano l’amaro in bocca.Quest’anno, come ormai è consuetudine, ci sono delle belle figliole e dei bei figlioli, la casa è sempre più bella, arredata con un gusto ed una perizia che non trova riscontro nella maggioranza di case abitate dalle persone normali, (e già soltanto per questo bisognerebbe aprire un capitolo a parte… ), uno sfarzo quasi sottomesso, che appare quel tanto che basta, ma che senz’altro fa la differenza, come al solito, urla, atmosfera che crea aspettative, gridolini, smorfie, risate isteriche e pianti, insomma, il tutto ovviamente all’insegna dell’audience.E fino a qui, niente di nuovo e niente di male, per carità.Ad un certo punto, suono di campane, la presentatrice annuncia un evento storico, l’ingresso nella “grande casa” di un ragazzo non vedente e per rendere la cosa ancora più appetibile, prima di farlo entrare lo invita nello studio per intervistarlo. Applausi, baci e abbracci, il ragazzo è simpatico e dimostra di essere molto a suo agio, insomma, fosse stato un ragazzo normale, sarebbe entrato e basta, (vuoi mettere che si discrimina al contrario?), ma essendo un non vedente, si è voluto caricare di aspettative il suo ingresso, manco fosse stato un’attrazione da circo equestre…

Come se non bastasse, alla fine l’opinionista di turno (non si capisce bene cosa ci stiano a fare questi opinionisti che tra l’altro non hanno opinioni particolarmente intelligenti… ), esordisce dicendo che questo evento è l’occasione (unica… ) che hanno gli Italiani, per vedere come vive la sua giornata un non vedente… (…), e la presentatrice: “mi hai tolto le parole di bocca… “
Scusatemi, mi è concesso di rimanere io senza parole?

E già, perché il punto è proprio questo, tutto fa spettacolo, a maggior ragione l’handicap, perché ci è data la possibilità di spiare, non solo le giunoniche forme delle ragazze che partecipano, ma anche i movimenti sicuramente impacciati di un ragazzo che dovrà muoversi in un ambiente che non gli appartiene, con tutte le conseguenze del caso.

Direte, ha voluto liberamente partecipare, è vero, ma cosa ci sta dietro le motivazioni che spingono gli autori a fare certe scelte o a gestire il programma in un certo modo, cosa si vuole realmente dimostrare, forse che l’universo giovanile è rappresentato da quattro scalmanati in cerca di notorietà, che le punizioni inflitte, alle volte in maniera sadica e senza motivo, i tradimenti di ognuno nei confronti degli altri, i pianti che spesso suscitano pietismo, questo volersi raccontare a tutti i costi, lo stare 24 ore al giorno per tre mesi senza fare nulla, con la speranza di uscirne vincitori e con un bel bottino nelle tasche, diventare famosi e ricchi senza fare poi più di tanto, siano un’ottima alternativa alla vita di tutti i giorni?
Se ci pensate, in tutti i programmi che riguardano i giovani, tipo amici e reality vari, la competizione è vissuta come un libero arbitrio, baci e abbracci, ma di rispetto e consapevolezza degli altri, non c’è neanche l’ombra.

Panni stesi al sole, senza forma né sostanza…