Ci credo ancora?

Ci credo ancora?

Pensare che tutto ciò che c’è dato, può non essere all’improvviso più lo stesso, per una parola detta, forse “malevola”, ma quale poi, per un momento di stanchezza, per un malinteso non chiarito, o forse difficile di chiarire, per uno sguardo che non c’è stato, ma solo perché impossibile da vedere.

Non sono scuse che cerco, e neanche giustificazioni da proporre, e poi perché mai, se qualcuno di voi mi ha letto durante questi mesi, sa che non vado cercando appigli dove aggrapparmi.

Solo un attimo per riflettere, per darmi e darvi la possibilità di rivedere con occhi sgombri dove può andare a parare un rapporto che può sembrare fatto solo di parole.

Ho iniziato per caso e poi per gioco questa avventura, in nome forse di una libertà che, dietro la parola, poneva la fiducia, che dietro uno sguardo che non c’era, l’accento alle emozioni, che dietro ad un paravento ben protetto, cercato, voluto e non voluto, la disponibilità a condividere.

Non mi sono posto troppe domande, mi sono “tuffato” nella rete e ho cercato di dare qualcosa, ma senza l’assillo di pretendere dell’altro.

Non ho aperto subito un blog e d’altra parte sono sempre stato scettico sul farlo e la mia coerenza me lo ha quasi imposto, ma mi sono messo dall’altra parte, dalla parte di chi, prima di dire ascolta e dopo, se proprio è il caso, dice qualcosa.

Sono scappato da quei diari riproposti in chiave quasi patetica, da quelle letture che nascevano da malcontenti,o da occasioni mancate, da situazioni noiose a volte solo per il gusto di esserlo. Ma anche da chi, dietro ad un blog, poneva l’immagine di sé al di sopra d’ogni cosa, senza creare alternative, senza offrire o dire niente.

In questo spazio ho trovato una via da seguire, e senza che me ne rendessi conto, è diventata lunga, a volte piena di ostacoli, di silenzi non contemplati, di lunghe code nell’attesa di risposte non sempre ricevute.

Ma gli sguardi continuavano a non esserci.

E poi, pian pianino, ho trovato le persone, semplici persone che avevano voglia di dividere e questo “spazio” le lasciava libere di farlo, proprio perché non era ad un post che dovevano rispondere ma solo a quel bisogno che è un po’ di tutti, di parlare solo per farlo, di parlare per ricevere, se era il caso, una risposta.

Ed è in quelle parole, dette senza volere chiedere e in quelle risposte date solo con la voglia di esserci, che ho incominciato a scorgere gli sguardi.

Pazzia, direte, o forse un attimo d’incertezza? No, assolutamente no.

Seduti uno accanto all’altro, alla ricerca di calore, il suono della voce di chi parlava, era un sottofondo alle cose che diceva; a volte risate incontrollate, a volte poesie sussurrate, a volte canzoni strimpellate, a volte racconti di storie che con le storie non avevano niente a che vedere, a volte arringhe appassionate su cose che purtroppo potevano dividerci, a volte confessioni fatte sottovoce e, in tutto questo, potevano non esserci gli sguardi?

Erano sguardi fatti di parole, che ognuno di noi offriva agli altri senza pretese, senza volere per forza qualcosa in cambio, a volte come carezze, a volte fissi in cerca di risposte. Erano sguardi fatti di parole, magari solo per dire arrivederci, buon giorno o buona notte, e chi lo leggeva il giorno dopo, vuoi che non li vedesse?

Questo per dire, che serve la voglia, per sentire, oltre che per vedere l’altro. E forse non è così anche nella vita reale? Quanto di ciò che vediamo o sentiamo ci resta veramente impresso?

In questo mondo virtuale, il fatto di non potersi guardare negli occhi si fa sentire, essere dietro ad un video e una tastiera, può creare dei malintesi, il mezzo ci limita, ma siamo sicuri che potersi guardare sempre negli occhi dia ottimi risultati?

Io non ne sono del tutto convinto, ma mi concedo la possibilità di crederci, così come me la concedo nel credere in un rapporto che può sembrare fatto solo di parole.

E oggi che anch’io ho un blog, ci credo ancora.

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65 pensieri su “Ci credo ancora?

  1. non ho capito tanto bene. C’è il “ci credo ancora” finale, ma prima un lungo post che alle mie orecchie parla di delusione. Ma non so delusione per cosa

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  2. ecco, se si toglie l’ultima frase, anche a me sembra di leggere delusione in questo tuo post.
    penso, però, che anche se c’è delusione, tu voglia dire con questa frase finale, che sei disposto ad andare avanti.
    io ho avuto tante volte l’idea di mollare ogni cosa, compreso il pc, ma in fondo non ci ho mai creduto manco io. passato il momento della delusione forte ricominciavo a scrivere nel blog e a scrivere mail

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  3. Mi è piaciuta molto, Arthur, questa tua analisi lucida, fedele, eppure presentata col cuore in mano, come a voler condividere un pensiero espresso ad alta voce. Da tempo ci andiamo domandando che significato abbia questo nostro voler riempire l’aria di parole, questo desiderio di comunicare sentimenti, pensieri, dubbi, ai quali probabilmente non siamo capaci di dare da soli una risposta.
    Il tuo post rivela una chiarezza di pensiero, una onestà d’idee e d’intenti, che sarebbe difficile (se non impossibile) non riconoscerti.
    Sono felice che tu voglia proseguire in questa avventura che, come tu stesso hai evidenziato, non presenta di sicuro tanti più problemi e incongruenze rispetto a quelli che incontriamo nella routine quotidiana della nostra vita “off line”.

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  4. @Chiaratiz: è la seconda volta che mi dici che non capisci ciò che scrivo e la cosa, se devo essere del tutto sincero, mi preoccupa un po’, anche perché non credo di avere una prosa cosi criptica e quindi… , comunque, accetto sempre volentieri le critiche che in questo contesto servono senz’altro a migliorare.

    Tornando a noi, io parlo di quel sottile filo che lega la vita reale a quella virtuale, l’una fatta di parole e sguardi e la seconda soltanto di parole. Ciò in cui credo soprattutto oggi che ho anch’io un blog, è che anche i rapporti che nascono dietro ad una tastiera, fatti quindi solo di parole, possono essere ugualmente importanti, così come lo sono quelli reali, dove alle parole si aggiungono gli sguardi, i gesti, la mimica che generalmente accompagna ognuno di noi quando comunica con un altro.

    Nella prima parte del post, parlo delle mie esperienze in rete, degli equivoci che sono tipici del mezzo, del comunicare solo con le parole senza poter vedere l’altro in faccia, e la lunghezza del mio post e data dall’aver voluto comunicare emozioni, che sono poi quelle che ho provato in questo ultimo anno.

    Quindi niente delusioni, e facendo riferimento a ciò che ha detto Morena, la voglia di andare avanti c’è e con il tempo è sempre più forte.

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  5. Bellissima analisi
    Non ti conosco, del resto è la prima volta che entro nel tuo blog, ma mi dai l’idea di una persona diretta anche se sognatrice, ferma ma disposta a farsi trasportare dalle emozioni.
    Continuo a conoscerti meglio…
    A presto e grazie della visita!
    😉

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  6. e dopo anni di blog mi schiero dalla parte di quelli che come te ci credono
    forse è perchè ho avuto delle ottime soddisfazioni dal mondo blogger che i social network non mi vedono presente
    credo molto, come te, a ciò che sento, ciò che percepiscono
    non è cosa da tutti i giorni incontrare persone che pur scrivendo poche parole hanno la capacità di trasmetterti un mondo di parole
    come già forse detto, si inizia per caso, per se stessi nel mio caso
    ma succede che quando uno spazio è pubblico e molte persone possono leggere, ecco succede che queste persone iniziano a far parte di una finestra facile da aprire,
    ed il paesaggio che ti si presenta cambia giornalmente, grazie alle persone che come te abitano quà
    i blog sono in via di estinzione, dicono, destinati a morire
    per lasciar spazio a quelle finestre che dovrebbero farci condividere bei momenti con persone che arrivano, per caso,
    eppure sono due cose che, a parer mio, non andrebbero messe a confronto
    finchè me ne daranno il permesso sicuro resterò tra queste finestre, dopo questo non so…penso che il web avrà uno spazio libero
    il mio.

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  7. Che bella questa immagine Arthur!
    Acque calme, limpide, chiare sui cui si riflette un tramonto, con quel lieve rossore che le colora come fossero le gote di un bambino…
    Ed il mio sguardo sopratutto su di esse si è posato stavolta oltre che sulle tue parole, chè forse è vero, come ho scritto un tempo, che “…da certi tuffi non si riemerge mai uguali a prima…”.
    Bagnarsi nelle stesse acque non è semplice, talvolta ci concediamo la possibilità, forse anche un po’ illusoria, di poterlo e saperlo fare, tuttavia non sempre ci riesce.
    Ma è importante darsela comunque quella possibilità, perchè in essa c’è la nostra volontà, la nostra disponibilità, la nostra voglia di comunicare, c’è la fiducia in sè stessi e nel prossimo, che guai a perderla!

    Questo nostro scrivere talvolta assomiglierà ad un percorso ad ostacoli, tal altre sarà discesa, altre volte ancora salita e quando sentiremo il fiato corto e ci sembrerà quasi di arrancare, non sarà perchè non ci si crede più, forse è solo il nostro sguardo che in quel momento non è abbastanza ampio per accogliere tutta la visuale.
    Qui abbiamo “solo” (tra virgolette perchè per me è comunque tanto) sguardi fatti di parole, di immagini e le sensazioni e le emozioni che, nel bene e nel male, da esse riceviamo di rimando.
    Non si tratta di farsele bastare o meno, ma semplicemente di riceverle, così come sono, nè più nè meno, se se ne ha voglia, facendole entrare in noi, facendole proprie, respirandole all’unisono laddove è possibile.
    Insomma, in una parola: crederci!

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  8. A volte nella vita succedono cose strane, ma cosa e chi non sono strani???

    Oggi, in pausa pranzo, ho scritto un pezzo che mi ha preso molto, in risposta alle tue parole di ieri, tra i commenti di “il mio blog”. E’ una sorta di dialogo tra me stessa, rivolgendomi a te. Poi appena terminato sono venuta qui e ho trovato questo tuo post, emozionatamente bellissimo (spero tu voglia concedermi questa licenza) e di getto scrivo per mezz’ora e poi all’improvviso: errore e perdo tutto.

    Ma il tuo post mi ha talmente colpito che sono tornata, lottando contro le avversita’ dell’informatica.

    Mi hanno colpito le parole di Luca che qualche giorno fa su f.b. mi ha scritto: torno alla vita reale, basta internet.

    Riflettevo perchè io sono sempre io, sia nella vita di tutti i giorni, che tu mi incontri sul lavoro, in palestra, in un giorno a sciare in montagna, a ballare i latini o su blog. Sono sempre io, con le mie sicurezze e le mie incertezze, sempre io.

    Non concordo con chi demonizza la rete. Il bello e il brutto, il buono e il cattivo è ovunque.

    Tanti sono i blog in cui mi sono chiesta come si facesse a scrivere certe cose, blog volgari, blog aggressivi, arroganti o semplicemente finti, o banali o scontati, ma tanti anche veri e semplici. Così nella vita di tutti i giorni. Non tutta la gente che abbiamo incontrato nel nostro lungo viaggio è splendidamente meravigliosa e non tutta ci ha voluto bene.

    La rete è un piccolo grande mondo come noi siamo piccoli grandi uomini.

    Non leggo delusione nelle tue parole, leggo luce, sole, luna, stelle, energia nuova.

    Ti abbraccio amico mio e ti aspetto tra i miei pensieri.

    Monica o Stella o Disastrino ma sempre io sono.

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  9. Giovanna Amoroso

    IO CI CREDO!

    In una società dove non ci si guarda più negl’occhi, dove non si vuole “vedere” oltre le apparenze, dove la comprensione sembra estinta… Forse, una via d’uscita c’è!

    Io l’ho trovata dialogando in rete!
    Un luogo dove le persone mettono a nudo la propria anima senza pregiudizi. Un isola felice di calore umano.

    Ho “inaugurato” il mio blog esattamente due settimane fa. Sentivo il bisogno di avere uno spazio tutto mio, una sorta di diario, dove scandire il ritmo della mia vita.

    Prima di ciò ho sempre scritto in rete, in blog e forum di varia “umanità”. In rete ho conosciuto persone fantastiche, con alcune è nata una bella e sincera amicizia, altre sono state solo piacevoli compagni di viaggio… In ogni caso il dialogare sul web mi ha arricchito l’anima. Mi ha aperto “visioni” nuove sulla vita. Ogni giorno per me è una piacevole scoperta…

    Felice di avervi incontrato, splendide anime errati come me…

    Un bacio!

    Giovanna

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  10. @ Lorella: dici che sembro una persona diretta, si abbastanza, sognatrice molto e sempre alla ricerca di emozioni, tanto, almeno finchè reggo… 😉 grazie anche a te della visita e… continueremo a conoscerci.

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  11. @ Irish: come ho già detto, questo mio è una sorta di percorso che mi ha portato a vedere con occhi sgombri da preconcetti, tutto questo mondo che ruota intorno ai blog, che è vero sembrano in via di estinzione, ma è anche vero che forse stanno finendo soltanto quelli che non avevano nulla da dire.

    Bella quella cosa che hai detto, “che queste persone iniziano a far parte di una finestra facile da aprire… “ di questo paesaggio che cambia giornalmente e che in qualche modo, aggiungo io, ci da l’opportunità di continuare a condividere un pezzetto di vita insieme.

    Tra le altre cose, t’immagino già che apri le persiane, che ti affacci, sbirci qua e là, e incontri lo sguardo di qualcuno di noi che passa sotto le tue finestre… ovviamente per me, succede al contrario. 😉

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  12. Mia cara Elle, tu hai posto l’accento sull’immagine, sulla foto che ho pubblicato e ti ringrazio molto per questo, perché come tu sai, le mie foto non le scelgo a caso per rappresentare un mio pensiero, fanno parte di quella metafora che l’accompagna, rendendo l’uno complementare all’altra.

    Tra le altre cose, quella foto l’ho scattata per caso una sera a Desenzano del Garda, mentre stava tramontando e non avendo con me la mia inseparabile macchina fotografica, ho usato il cellulare, che malgrado tutto, mi ha ridato una foto con una risoluzione eccellente.

    E’ stato un attimo, anzi, pochissimi secondi prima, c’era uno spettacolo ancora più bello, ma l’emozione in qualche modo l’ho fermata ugualmente, come quegli occhi che stanno dietro le parole e che alle volte cerchiamo, senza sapere che invece sono la a portata di mano.

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  13. Cara Stellina, che bello sentirti ( come licenza poetica, emozionatamente bellissimo è concesso, anzi, dippiù, dippiù… ).

    Anch’io come te, non concordo con chi demonizza la rete, forse anche perché ho chiaro quali sono le differenze tra vita reale e quella virtuale, non ho mai mischiato le due cose, e ciò che c’è di buono e che mi sta in qualche modo aiutando a crescere, lo tengo accuratamente da parte, come un bene prezioso.

    Fino adesso, non ho ancora incontrato nessuno delle persone che ho conosciuto, alcune le sento per telefono, magari ho uno scambio di e-mail più fitto, ma il gran passo non l’ho ancora fatto, ma la cosa non mi preoccupa più di tanto, se avverrà, bene, altrimenti il rapporto continuerà a crescere senza per questo chiedere di più.

    La rete è piena di blog inutili, ma con questo non voglio condannare nessuno, ognuno fa le sue scelte e di conseguenza…

    Comunque, se mi hai letto, sai che non è la prima volta che parlo di queste cose e il tutto fa parte di quella voglia che ho sempre avuto di capirci qualcosa, anche se alle volte, resto letteralmente senza parole.

    Evvabè… poi tornerò da te per continuare la nostra discussione, che vedo si sta facendo molto interessante.

    Ti abbraccio!

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  14. Cara Giovanna, anche tu tocchi un tasto dolente, questa incapacità che malgrado tutto, nell’epoca multimediale, c’è di guardarsi negli occhi… “saper vedere” così l’ho intitolato un mio post precedente, anzi, il mio primo post, avere cioè la percezione delle persone che ci stanno accanto, e non vivere solo come un’isola avulsa da ogni tipo di contatto.

    La rete in questo aiuta, sarà l’anonimato, sarà la certezza di non essere giudicati, non lo so, certo ci si lascia andare e allora è più probabile incontrare delle persone con le quali condividere, anche se poi inevitabilmente, le scelte si fanno comunque.

    Sono anch’io felice di averti incontrato e per quel poco che ho letto di te, la voglia di continuare a farlo è tanta, quindi, aspettati di vedermi spesso dalle tue parti…

    Un abbraccio anche a te!

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  15. Ma guarda che la mia non era affatto una critica. Non avevo capito del tutto il senso di quello che volevi dire: con la spiegazione già meglio. Comunque ho visto che certe volte uno crede di essere molto limpido nell’esposizione e poi gli dicono che non lo è per niente (siamo sulla stessa barca, insomma)

    Io anche, ci credo. Ma per me conta il fatto che non sono una tipa molto estroversa, e questo mezzo mi è congeniale perchè mi fa superare qualche barriera. I rapporti si stabiliscono anche così, comunque.
    ciao, C.

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  16. Se siamo impressi in questi caratteri neri è perchè ognuno crede in quelle parole che scrive, nel bene o nel male.
    Non pretendo dalle parole se non quello che possono dare, immagini, emozioni, sorrisi, riflessioni o niente.
    Sarebbe utopia scambiarle per un vero rapporto personale fatto di gesti, movenze, odori, contatto, dialogo istantaneo. Ma non si può non attribuirgli un’importanza reale se in queste parole si cela coerenza, fiducia, amore e voglia di comunicare per crescere insieme.
    E la miglior cosa che posso augurare a chi scrive è sinceramente sapere che le nostre parole non sono diverse da quelle che pronunciamo lontano da questa tastiera.
    Grazie Arthur
    Ciao

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  17. sancla

    Anch’io ci credo. Apro una finestra e guardo e certamente quello che vedo non è tutto e non è nemmeno molto (così come non lo è per chi guarda dentro la mia) ma quello che vedo è vero, perchè se è finto difficilmente torno a guardarci per più di due volte. Ecco, credo soprattutto che il tempo che le persone dedicano al mio piccolo spazio (leggendo, commentando) sia un grande regalo che mi fanno, ed è un regalo tutt’altro che virtuale!
    🙂

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  18. @ Polvere di Riso: beh in effetti, questo post è un po’ lunghetto, ma visto che le cose da dire erano tante…
    Comunque, se vai a leggere “Un soffio”, appena lo inizi a leggere è già finito, insomma è proprio un soffio… 🙂

    Grazie di essere passata!

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  19. @ Chiara: niente di male e se critica c’era, non l’ho vissuta in negativo. E’ vero ciò che dici e in effetti, se da un lato il non potersi vedere crea alle volte degli equivoci, dall’altro può aiutare e comunque senz’altro ci da del tempo per sentirci a nostro agio.

    Ciao e… torna!

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  20. @ Spaziocorrente: no, nessun equivoco tra reale e virtuale e mi sembra di averlo anche detto, hai ragione anche quando dici che se c’è la voglia di condividere con sincerità, senza voler vendere del fumo, l’importanza che gli si da è reale, soprattutto se riusciamo ad essere noi stessi davanti e lontano da una tastiera.

    Grazie a te!

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  21. 🙂 eccomi alla finestra, sai al mattino presto c’è molto silenzio lungo le vie, a me questo silenzio piace tantissimo
    ed anche quà quando il caos è troppo purtroppo può far solo del male, quando troppa gente parla solo per il gusto di parlare, che se si fermasse a ragionare spenderebbe meglio il suo tempo…
    anche quà molti vestono l’abito del politico, quello che ogni giorno “dice messa” e noi li…ad ascoltare
    sai, non so te, ma da qualche tempo son un pò stufa di ascoltare sempre gli stessi predicatori
    e poi…e poi riflettendo un pò. per quando mi consente la mente alle 7.23 del mattino, posso dire che spesso in questo mondo mi sono trovata a dover esclamare “ma che è?” o “ma che dice questo?”…
    situazioni che, credimi, nella vita non han mai fatto parte del mio quotidiano…

    oggi piove ancora, giornata veramente buia…
    vorrei starmene sotto il piumone…troppo bello 🙂

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  22. Anch’io stamattina, cara Irish, guardando fuori dalla finestra, ho “visto” tanto silenzio, solo pochi mattinieri che si affaccendavano per raggiungere il posto di lavoro…tra l’altro abito in una casa con davanti una bellissima collina verde con qualche casetta qua e là.

    E poi… sui predicatori di turno, mi sa che siamo stanchi un po’ tutti e il guaio è che nessuno li schioda, neanche le loro malefatte legali, anzi, più ne fanno e più sono riconfermati al loro posto (… )… tempo fa dicevo scherzando che vorrei rifugiarmi a Filicudi, dove ci sono pochissime case, tanta natura e soprattutto tanto mare, che io amo in modo particolare, non sarebbe una fuga, anche perché la “civiltà” volente o nolente è dietro l’angolo, ma sarebbe un modo come un altro per riappropriarmi di me stesso, alzarmi al mattino, aprire la porta, vedere il mare, fare una bella nuotata, e poi sedermi sul terrazzo per la prima colazione… che meraviglia, e forse riuscirei a gustare un po’ di più certi sguardi fatti solo di parole…

    Buon giorno a te, buon giorno a tutti!

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  23. Arthurino carissimo.

    lo sai che disastrino c’era, come d’altronde c’eri tu. Non sempre pero’ ci si sente di confrontarsi fino in fondo. A volte si lascia un commento e basta, senza replicare ulteriormente. A volte invece ci si trova nella condizione ideale per tirare fuori cose che credevamo sepolte e invece sono li, nel nostro cuore e nella nostra mente, per essere analizzate e discusse.

    Proprio tu un giorno mi hai detto: ti leggo ma poi devo metabolizzare quello che ho letto. Ebbene si, il mio blog non sempre è facilmente comprensibile, così come cio’ che scrivo. E’ la rappresentazione della mia vita e della mia mente, qdi tutt’altro che facile.

    In questi giorni ho notato invece una sintonia particolare. Arthur le cose che uno scrive all’altro devono sicuramente essere metabolizzate ma poi puo’ essere che diano i propri frutti, anche se a volte deve passare tempo e ci vuole tanta cura.

    Io per natura non demonizzo niente. Come ho già detto ho conosciuto in chat prima, ora mezzo blog e anche su f.b. tanta gente. Uomini e donne. Qualcuno è diventato un caro amico solo virtuale mai incontrato che sento solo al telefono, ma che è amico nel vero senso della parola, non meno amico x’ è solo virtuale, Mi viene in mente Gio, ma ce n’è anche un altro di Ferrara mai incontrato a cui sono molto legata (amico). Qualcun altro incontrato di persona e forse sarebbe potuto essere ma non sono pronta x una nuova storia e mi viene in mente Apo…qcn era solo un fantasma e mi viene in mente l’uomo sulla fune…e poi ci sono persone splendide come te, come Nunzy, come Diemme, come Brandy, come Piemme, come Vernonica che sento o qui o via mail (beh tranne te su f.b. )ma con cui ho un rapporto particolare. Beh Veronica dovrei incontrarla ma mi bidona sempre!!!

    Si, concordo con te, la conversazione sta diventando molto interessante anche da me. Ti aspetto sia la che qua.

    Un abbraccio Monica

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  24. Dea Silenziosa

    Ciao Arthur, capisco bene che vuoi dire, ci sono passata anch’io tante volte, a essere scontenta del fatto di non poter vedere negli occhi le persone, e specie alcune persone, quelle a cui tenevo di più. Ho avuto un blog per tanto tempo, in altra piattaforma, poi ho dovuto smettere, per più d’un anno, perché per motivi personali non potevo curarlo…Mi dispiaceva tanto, avevo incontrato tante persone, era una consuetudine bellissima scambiare opinioni con loro nel blog: che soddisfazione quando le persone esprimono la loro opinione, anche diversa dalla tua, e ti dànno in questo modo qualcosa…E’ per questo che ho ripreso, dopo tanto tempo, qui su WordPress…perché avevo tanta nostalgia dell’intelligenza, sì, dell’intelligenza dei miei interlocutori: capivano che se racconto di un film che ho visto è per raccontare un poco di me, di uno dei miei hobby, e che non è fine a sé stesso: ha un duplice scopo in verità… usare i film come pretesto per svelarmi un poco, io che non riesco a farlo più apertamente qui nel web; e poi…mi piacerebbe lasciare un segno parlando di cose che rischiano di cadere nel dimenticatoio, e farle tanto conoscere a chi non le conosce.
    Purtroppo qui sul nuovo blog non mi riesce di avere quegi sguardi, di cui parli, che non ci sono…
    Le persone che conoscevo un tempo, e mi conoscevano e capivano, in molti casi non hanno più blog, o li hanno abbandonati (che mondo di veloci cambiamenti è questo del blog, ti allontani e in un anno tutto cambia, e trovi un’ecatombe)…
    Altre persone a cui mi avvicino, o tento di farlo, guardano superficialmente il blog, vedono qualche titolo di film e mi scambiano per uno dei soliti blog di cinema tenuti da gente che il cinema lo studia come materia, e non si soffermano a leggere, né a lasciare una parola, perché se leggessero capirebbero che là dentro in verità ci sono io, e non delle recensioni.
    E tuttavia voglio continuare e ci credo, anche se la mancanza di interlocutori mi scoraggia spesso, e a volte rinuncio a scrivere, per ovvie ragioni.. parlare da sola non è il mio forte..
    Tu sei molto fortunato, ma questo lo sai, e lo dimostri con la bella analisi che hai fatto.
    Io, per ora, ho quel che mi ha lasciato il vecchio blog, e direi che è stato un bel dono: alcune persone che sono passate anche nella mia vita reale, e qualcuno c’è anche rimasto, nella mia vita reale!
    Perciò ci credo.
    Ciao

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  25. @artù
    Ci credo ancora 😦
    “L’essenziale è invisibile agli occhi”
    titola il mio BLog..e tu sai Quello che penso

    “..Non sei di queste parti tu ,disse la volpe, che cosa cerchi?
    Cerco gli uomini, disse il piccolo principe.
    Che cosa vuol dire “addomesticare”?
    Gli uomini, disse la volpe, hanno dei fucili e cacciano. è molto noioso! Allevano anche delle galline. è il loro solo interesse.Tu cerchi delle galline?
    No, disse il piccolo principe. Cerco degli amici. Che cosa vuol dire “addomesticare” ?
    “ E’ una cosa da molto dimenticata. vuol dire “creare dei legami”…
    Creare dei legami? >>
    Certo, disse la volpe. Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo.
    Comincio a capire,disse il piccolo principe. C’è un fiore…credo che mi abbia addomesticato…
    È possibile, disse la volpe. Capita di tutto sulla Terra”
    (dal Piccolo Principe)

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  26. Nunzy cara… ” Chiddu chi ccunta, ‘un si pò mai vidiri!”, ricordi la mia traduzione del “Piccolo Principe” in siciliano che tra le altre cose dovrò prima o poi riprendere?
    Hai raccontato uno dei brani più belli del Piccolo Principe, quello che forse più di tutti ci fa capire cosa vuol dire creare dei legami e noi, che ormai da un anno ci scriviamo, senza esserci visti mai, lo sappiamo benissimo, quell’addomesticare che va al di là delle parole, ormai ci appartiene.

    Mi mancano certe presenze, Raggio di Sole, Very, Engel, la mia papona che ogni tanto sento per e-mail, Piccola Ema e Antonella che sento a volte per telefono, quella meraviglia dell’Angolo delle Chiacchiere, momenti di storie raccontate per caso che riempivano le nostre giornate e quanti sguardi di parole che ho percepito sulla pelle, quante emozioni vissute e che difficilmente potrò dimenticare…

    Resta comunque sempre la voglia di esserci “sempre e comunque”, uno vicino all’altro, magari anche soltanto per dirci “’notte e sogni d’oro”, come se fossimo lì che ci tocchiamo, che ci guardiamo negli occhi, che sentiamo il rumore del nostro respiro… ” Chiddu chi ccunta, ‘un si pò mai vidiri!”… crederci ancora… io non ho mai smesso di crederci, e anche tu lo sai come la penso.

    *** Ti abbraccio, anzi, dippiù, dippiù!!! ***

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  27. @ Dea Silenziosa: è molto bello ciò che hai scritto, e il tuo ci credo lo si percepisce in pieno.

    Le cose cambiano, lo è nella vita reale e a maggior ragione lo è in quella virtuale, l’una poi è legata all’altra e quindi questa diventa una considerazione inevitabile.

    Anch’io ho perso per strada tanta gente, ma nello stesso tempo ne ho incontrata dell’altra, la mia ricerca non si è mai fermata, le difficoltà mi hanno spronato e nel frattempo ho trovato persone meravigliose che avevano voglia di condividere, ma il percorso non è stato facile.

    Hai ricominciato e questo ti fa onore, vuol dire che hai voglia di metterti ancora in discussione, di confrontarti anche con mentalità opposte, quindi, buona fortuna, e se mi dici il link del tuo blog, sarò uno dei tuoi visitatori più accaniti, visto che sono anch’io un cinefilo di lunga data.

    Grazie della visita!

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  28. laura

    Io non ho molta esperienza della rete e quindi quel “ci credo” lo metto tra parentesi, ma ho esperienza di rapporti che si sono consumati tra le lettere, e oggi le e-mail e quindi credo che più o meno è la stessa cosa.

    Che poi, come dici tu, bisogna anche saper vedere, è vero, ma è così difficile!

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  29. Scusami, pensavo di essere loggata quando ho scritto il commento…infatti stranamente è comparsa l’icona del mio occhio e non il lnk al blog! Misteri! 😉 Adesso comunque ho lasciato il link, ne sono certa… per essere ancora più certa lascio anche questo: http://laragazzadeisogni.wordpress.com

    Sì, ho ricominciato, perchè, più ancora che esprimere me, attraverso cose che guardo, soprattutto le uso come un pretesto e spunto per discutere di tutto: della vita, delle persone, anche della politica talvolta, o di qualsiasi altra cosa sia composta la vita e sia presente nel mondo…
    Mi serve uno spunto di discussione che parte da una cosa qualsiasi, come un film, nel caso della mia scelta (vorrei precisare che non sono una critica o aspirante tale né una che fa studi specifici: i film sono come i libri per me, un hobby culturale che, in molti casi felici, fa bene al cervello), ma potrebbe essere un libro o un fatto di cronaca, poco importa: l’importante è confrontarmi, è avere un dialogo costruttivo e piacevole…

    Confesso che talora leggendo il blog vecchio e alcuni commenti particolarmente acuti, mi sono commossa, specie al pensiero che quelle persone non erano più presenti con un loro blog…

    Un’osservazione, che non so se condividi: so per certo, per averlo letto in mail o in blog abbandonati, che molte persone… si son fatte molto prendere da FaceBoook e il blog è restato indietro fino a essere morto del tutto..
    Ecco, mi chiedo se Facebook, che è nato come mezzo di utilità pratica, ora non sia andato oltre, e come ho letto in vari articoli in giro, presto determinerà davvero la decadenza del blog…Io spero davvero di no…

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  30. Cara Stellina, ovviamente ti rispondo anche qui da me, per dirti che è importante metabolizzare ciò che si è letto, anche perché questo mezzo è così imperfetto che l’equivoco sta dietro l’angolo e quindi le parole devono essere dette con consapevolezza, e non buttate lì come se fosse una conversazione occasionale e soprattutto senza voler fare del male.

    Io una volta sono stato duro con te, ma in qualche modo mi hai costretto a farlo e da allora, il nostro rapporto è stato diverso, questo dimostra che chiarirsi è fondamentale, se si ha voglia di condividere qualcosa, altrimenti…

    Per quanto riguarda le conoscenze fatte in rete, io fino adesso ho conosciuto persone meravigliose, le altre… è avvenuta una specie di selezione naturale, ho sempre frequentato blog che avevano qualcosa da dire e l’obiettivo che mi sono posto con l’apertura del mio, è stato quello di parlare poco di me, in prima persona, ma farlo raccontando delle cose, ponendomi delle domande, perché credo sia l’unico modo per stimolare negli altri una risposta, insomma, la discussione mi piace e trovo che sia uno dei modi migliori per crescere.

    Non mi sono mai iscritto a face book perché non m’interessa, ho questo blog per comunicare ed è più che sufficiente, visto che non è facile farlo neanche così, e poi non ho mai amato molto il “mordi e fuggi”, rincorrere le mode e quant’altro.
    Ti abbraccio e… mi sposto dall’altra parte.

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  31. Oops… Dea Silensiosa, scopro solo adesso che avevi lasciato un commento, che era finito in spam…

    Beh, come avrai avuto modo di vedere, sono riuscito a rintracciati e a lasciarti anche un commento e invito chi viene a leggermi di fare altrettanto, perchè hai un blog singolare e che si fa leggere con piacere.

    Su facebook l’ho appena detto, non mi interessa e spero che non sia veramente la scusa che fa morire i blog, e in ogni caso, io resisterò 🙂

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  32. Ho lìimpressione che tra il blog e FB ci sia la stessa differenza che intercorre tra un libro ed uno spot pubblicitario: riflessivo, ponderato, curato il primo, vivace, frizzante, divertente, immediato, disordinato, pettegolo, promiscuo, più o meno genuino il secondo. Probabilmente ha ragione Spaziocorrente quando dice che i due ambienti non sono in antitesi, che possono tranquillamente coesistere. Tutto sommato, anche di FB si può fare un buon uso, così come non è raro che tante pubblicità d’autore possano far riflettere e aiutare a crescere.

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  33. Che dire Rosamaria, bella la descrizione che hai fatto tra blog e FB, che mi trova d’accordo, anche se onestamente devo dire di non conoscere più di tanto Facebook, se non per sentito dire, ma se devo far fede alla tua descrizione, allora ammetto senza ombra di dubbio di preferire un bel libro ad uno spot pubblicitario.
    Vedo comunque tanta gente che dopo i primi entusiasmi, torna al caro vecchio blog…

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  34. mah…a volte non bisogna farsi troppe domande. Si deve proseguire, finché ci sono gli stimoli e la voglia. E finchè rimane un piacere.

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  35. Arthurino caro,

    quache giorno fa sorridevo quando sono approdata per caso al blog di splendidiquarantenni, che mi ha attirato forse x’ diametralmente opposto a me e al mio blog. Non ama le abbreviazioni di cui io faccio uso smodato e ama leggere e rileggere cio’ che scrive. Io sono, come ben sai, una che scrive di getto, che non rilegge mai, che lima pochissimo. Sorrido anche quando mi hai detto che quando leggi i miei scritti devi pensare e riflettere. Io per natura leggo e scrivo cio’ che la lettura dice al mio cuore, poi magari torno con una riflessione aggiunta.

    Tu, mio caro, sei stato anche piu’ di una volta duro con me, ma questo mi ha dato modo di scuotermi, anche se la patina ha impiegato un po’ ad allontanarsi dal mio cuore e dal mio animo. Questo tuo scuotere, ha scosso anche la gente che mi leggeva ma mi vedeva invisibile. Forse invisibile avevo bisogno di essere.

    Da quel giorno si Arthur il nostro rapporto è cambiato. Poi ho avuto bisogno di allontanarmi x’ a me i rapporti troppo stretti non sono mai piaciuti e riflettere da sola. E ora che non ho piu’ fantasmi dentro di me sono tornata e ora il rapporto con te, (ma non solo con te) è cambiato ed evoluto.

    Ti voglio bene amico mio e ti aspetto presto.

    Oggi ho finalmente traslocato i vestiti invernali e vado a dormire nella casina nuova. Domani mattina si va a sciare.

    Baci e a presto….

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  36. E’ vero Pan, come sempre sei saggio, ma il mio “Ci credo ancora”, nasce dalla voglia di scoprire se quegli stimoli di cui tu parli ci sono ancora, nient’altro.

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  37. Buongiorno, sono venuto a leggerti, ricambiando il favore della visita.
    La blogosfera mi pare una sorte di seduta collettiva dove si confessano al mondo paure, desideri, tristezze, perversioni e delusioni.
    Dalle risposte ai tuoi post e dal favore che incontrano i tuoi commenti ai post delle tue blogfriends, direi che svolgi un ruolo determinante nel consigliarle, sgridarle, consolarle… insomma sei il dott. Freiss della blogosfera.
    Dico, non vorrai mica mollarle adesso no?

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  38. @ Splendidiquarantenni: mannaggia, non mi era ancora capitato di essere paragonato al dott. Freiss di “Tutti pazzi per amore”, anche se la cosa mi fa ovviamente sorridere, visto il personaggio, simpatico, ironico, però con qualche chilo di troppo rispetto a me…
    Comunque, le “mie” blogfriends possono stare tranquille, resto al mio posto, almeno per un po’ ancora, e a questo proposito volevo quasi quasi invitarti a darmi una mano, nel caso ci fosse bisogno… 😉

    Grazie della visita e torna quando vuoi.

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  39. Tutti i rapporti si evolvono, mia cara Stellina, crescono, nel momento in cui si chiariscono certi malintesi o cose poco chiare.

    Io non ho mai avuto realmente l’intenzione di essere duro con te, anzi ho sempre provato tanta tenerezza nei tuoi confronti ma se ti ricordi, all’inizio nell’angolo delle chiacchiere, sembravi un piccolo pianeta vagante, quasi incurante di ciò che ti stava intorno ed è allora che ho sentito il bisogno di “scuoterti”, perché il ruolo che più o meno ci imponiamo in questo percorso fatto solo di parole, richiede una condivisione a 360 gradi, secondo me, altrimenti è solo un soliloquio che si fa e la cosa non mi piace per niente.

    Il mio ci credo, nasce anche da questa esigenza e da allora, anche con alti e bassi, tu stessa sei cambiata, o forse è meglio dire che sei venuta fuori per quello che sei, una ragazza con tanto da dire, ma che sta facendo un percorso tutto suo, tutto da rispettare.

    Più tardi vado dall’altra parte… 😉

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  40. Arthurino caro,

    ho letto tutto ad un fiato quello che mi hai scritto.

    E’ vero, tutti i rapporti evolvono, anche se in modi diversi. Ci sono strade che non si incrociano mai, e scorrono sempre parallele e poi improvivsamente ci si trova ad un bivio e si gira uno a destra e uno a sininistra. Ci sono casi in cui pensi che le strade scorrevano parallele e in realtà è stata sola un’illusione. Questo in amore, amicizia, o in qualsiasi altro rapporto.

    Sorrido quando dici che hai sempre provato tenerezza. E sai perchè sorrido? Perchè la tenerezza mi fa pensare a una mamma con il suo bambino, a un cucciolo che ha bisogno di attenzione e protezione. E io forse sono davvero così. Mi sento un arbusto che ondeggia al vento, ma che tutti gli altri intorno vedono come grande quercia.

    Con me sei stato duro, e non solo una volta, ma con te non mi sono mai arrabbiata. E questo è strano per me. Mi arrabbio, ma mi passa presto, ma con te non è mai successo. Ci sono rimasta male, ma questa è un’altra cosa.

    Io sono un piccolo pianeta vagante, con tanto da dire, ma in ogni caso piccolo pianeta vagante. Non è invece vero, come tu ben sai, che ero incurante di cio’ che accadeva intorno a me. Anche gli altri sembravano incuranti di me, anche se forse non lo erano. E’ un po’ il discorso sulle strade. Molte strade non ci incroceranno mai.

    Arthur, sorrido per le tue parole. Sorrido, perchè mi emozionano. In questo lungo viaggio, diverso per ognuno di noi, cerchiamo sorrisi, cerchiamo abbracci, cerchiamo sguardi. Ogni tanto pensiamo di non riceverli, e invece siamo solo noi che stiamo guardando con occhi non attenti.

    Con alti e bassi? Io Arthur ci sono sempre stata, anche se io sono un animale selvaggio, che non ama stare in branco. Ci sta per un po’ ma poi appena sorge il sole corre nella foresta a cercare quel qualcosa che non ha ancora trovato.

    Il mio percorso è singolare, sicuramente e non facile da comprendere, ma le tue parole mi fanno nuovamente sorridere perchè avverto che tu, almeno in parte, lo hai compreso.

    Da me ho visto il tuo pensiero sulla poesia della pioggia. L’ho riletta. Mi piace ancora di più, anche se era un incontro di pensieri e ne è risultato un incontro fisico. La magia delle parole.

    Giorni fa ti avevo dedicato un lungo pensiero tra i commenti del mio blog. A volte scrivere così tanto nei commenti fa correre il rischio che la persona a cui è dedicato se lo perda. Non ho letto la tua riflessione. Spero indipendentemente dal tuo commento che tu l’abbia letto. Come sai considero i commenti un dono e un aiuto prezioso per le riflessioni e come tutti i dono possono essere ma non devono per forza essere.

    Ti abbraccio e ti aspetto tra i miei pensieri, prima che il sole sorga di nuovo e che io fugga alla ricerca di me stessa.

    Stella

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  41. Benvenuta Manu, felice di sapere che il nostro primo approccio è stato così positivo.
    Farò un giro nel tuo blog e… grazie e torna quando vuoi, ti aspetto. 😉

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  42. Sì, io ci credo.
    Ci credo perché in anni di “navigazione”, ho riscontrato che il virtuale è solo uno schermo che permette di mantenere distanze e invulnerabilità. Una sorta di protezione, ma che, gradualmente, assume le stesse sembianze del reale. Ci si lega. Può far sorridere, ridere… piangere e a me è successo spesso. Forse accade quando siamo sinceri.
    Segno di immaturità o di trasparenza?

    La differenza sta, secondo me, nella personalità di chi si mette in gioco: può aver bisogno di creare un personaggio che spesso è difforme dalla sua personalità, oppure, sceglie di essere se stesso, mettendosi a nudo, come davanti allo specchio… o davanti ad un amico, perché, alla fine, c’è il bisogno di comunicare e socializzare.

    Nel primo caso, la matassa si attorciglia attorno al “personaggio”, il quale non potrà trarre alcun beneficio da questo mezzo.
    Nel secondo caso, credo più ricorrente, i fili si riannodano e nascono, con il tempo, contatti che diventano amicizie… anche reali. A me è successo, e che amicizie!

    Kristalia

    Ps: il bello di questo villaggio virtuale è che le case sono aperte, non ci sono chiavistelli e sacchi di sabbia davanti alle finestre. Si entra e si esce in punta di piedi, nel rispetto delle regole di ogni casa. Si sorseggia un caffè insieme e poi… tutto può essere.
    Così, mentre attendo che il mio caffè salga per offrirtelo… 😉 ho fatto un salto a casa tua e ho gradito un pasticcino.

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  43. Grazie Kristalia del caffè e mentre io lo sorseggio da te…

    Questo tuo “si io ci credo”, detto anche da tutti gli altri che sono venuti qui a leggere il mio “ci credo ancora?”, mi conforta, perché dimostra quanta condivisione può esserci in questo mondo virtuale, che come dici, assume le stesse sembianze del reale, sempre di più aggiungo io.

    Sul differente modi di proporsi, io credo che prima o poi la verità spunta fuori e allora, chi ha barato si trova immancabilmente solo con le sue bravate, solo con le sue tristezze.

    Grazie della visita, continuerò a leggerti, ché mi sa che avremo ancora tante cose da dirci…

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  44. Ho vagato senza meta nel blog di Kristalia e alla fine sono giunta da te Arthur. Un proverbio cinese a cui sono molto legata dice: se non sai dove stai andando arriverai sicuramente da un’altra parte. Vagavo come persona al buio, leggevo, incuriosita e affascinata, contenuti piccanti per il mio animo, ma affascinata e poi sono arrivata qui, dove mi sento a casa.
    Vi abbraccio tutti e due. Tornero’ Kristalia

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  45. Mia cara Stellina, se ti senti a casa tua qui da me, vuol dire che anche tu ci credi a ciò che ho detto, e la cosa mi fa enormemente piacere.
    Ricambio l’abbraccio.
    Ciao Monica!

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  46. facebook è un fenomeno del momento. io non capisco a cosa serva. ho puntato i piedi per mesi dicendo che non mi sarei mai iscritta, poi all’improvviso (come tutte le cose che faccio) ho fatto l’iscrizione.
    non ho cercato vecchi amici e ci vado solo quando mi arrivano messaggi o richieste d’amicizia.
    ieri mi è arrivato un messaggio:
    a cosa serve essere amici se non si chiacchiera mai? mi dispiace, ciao.
    e poi mi ha cancellata.

    ho risposto: non lo so proprio. se volevi chiacchierare bastava dirlo.

    comunque sia, io scrivo nei blog dal 2003 e non ho intenzione di smettere. anche se il mio ‘scrivere’ è a volte anomalo da ciò che forse si intende per scrittura nel blog.
    non so.

    vabbè, ho appena pranzato. cosa pretendete? 😉

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  47. Io invece mi sono sempre rifiutato di farlo e per il momento resisto. Vedo che tanti, dopo i primi entusiasmi, tornano ancora al vecchio caro blog, d’altra parte, come dargli torto?

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  48. In realtà, Arthur, si tratta di due forme di comunicazione sovrapponibili solo in alcune funzionalità di FB, ma per altri versi completamente diverse.
    Facebook è un po’ una giungla di applicazioni. Ho notato che prima sei disorientato, poi cominci a sperimentare, quindi selezioni ciò che ritieni utile rigettando tutto il resto.
    Si vive bene anche senza fb, ma iscrivendoti ai gruppi giusti puoi ricevere un sacco di informazioni utili. Certo la cosa ti porta via del tempo, per cui va gestita con oculatezza.

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  49. Hai ragione Rosamaria, so che blog e FB possono essere complementari, ma, in effetti, la mia resistenza c’è solo perché il tipo di comunicazione che mi offre il blog mi interessa di più, e non per niente ci ho impiegato più di un anno a decidere prima di aprirne uno mio (sono un po’ lunghetto nelle decisioni… )

    La stessa cosa vale per le chat, quando ci ho provato, dopo ho smesso perché in qualche modo mi annoiavo, questo botta e risposta senza alcun riscontro vero e proprio mi lasciava spesso perplesso, insomma non m’interessava, e comunque, come per FB, non ho gli elementi per poter giudicare veramente, se non cose lette anche nel tuo blog e diciamo che per il momento mi va bene così.

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  50. In realtà, il blog offre maggiori possibilità di riflessione; in più, essendo a tema, riesce a riunire più facilmente persone con interessi comuni; così, per forza di cose, alla fine dei conti, risultano molto più affiatati i gruppi di blogger che si scambiano opinioni, pensieri, informazioni che non i i gruppi di fb molto eterogenei nella loro composizione.

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  51. Athurino caro,

    certo che ci credo. Se no non sarei qui.

    Anni fa chattavo e ho conosciuto gente. Qcn l’ho incontrato e ho avuto anche una storia importante (ora è il mio angelo e mi protegge dall’alto). Non sono mai stata interessata ad avventure o simili quindi ho liquidato tanta gente. Molti si sono persi nel giro di qualche telefonata o mail. Molti dopo anche scambi di mail di mesi. Secondo me tante balle. Poi dopo l’uomo sulla fune (francese) non sono mai piu andata in chat.

    Sono su blog da fine luglio, dopo aver letto il suo blog, ora è fermo ma era un bel blog anche se tanti post ora li ha privatizzati x’ dice che ha superato i momenti bui. Sara’….sono in contatto con tanta gente uomi e donne, ma ho incontrato solo Apo. Lui voleva qcs che io non sono pronta a dare. E quindi ci siamo allontanati. Non voglio una storia e non voglio avere vincoli e legami o regole. Anche nello scrivere. Se oggi mi va di commentare dieci articoli lo faccio e se non mi va di leggere per un mese lo faccio. Lui invece fissava regole che io non accetto. Io sono un animale libero.

    Sono su f.b. da novembre e dopo la foga dei primi dieci giorni ci vado solo per scambiare quache chiacchiera, ma preferisco sempre di piu messanger per parlare con i miei amici.

    Anche il rapporto con i msg e le mail è cambiato. Prima facevo i romanzi per msg o per mail ora sono molto piu stringata.

    Nella vita si cambia pero’ ci credo ancora e per fare riferimento ai miei racconti e a tutto cio che ho scritto nel mio futuro mi vedo da sola ma vorrei non vedermi cosi

    un bacio ste

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  52. Scusa, Arthur, ho aggiunto il secondo commento senza rendermi conto che avevi già replicato.
    A questo punto, vorrei aggiungere qualcosa sulla chat, che è’ senz’altro utile quando si ha bisogno di risposte immediate o si ha voglia di fare quattro chiacchiere stando al computer. Inoltre, dando la possibilià di registrare le discussion,i permette di conservare dati che potrebbero risultare utili.
    Come per tutte le cose, tuttavia, anche per la chat, più che la netiquette in senso stretto, vale il buonsenso ed il rispetto per l’interlocutore; così, a volte diventano penose le discussioni in cui l’altro fa contemporaneamente altro, facendoti perdere un sacco di tempo: è una cosa che io trovo riprovevole, oltre che decisamente fastidiosa.
    Inoltre, c’è chat e chat. Così qualcuno, sentendo parlare di chat, pensa a quelle cosiddette “pubbliche”, in cui uno si dichiara disponibile a parlare e viene contattato da perfetti sconosciuti che, in genere, sono in cerca di appuntamenti e, sotto l’ala dell’anonimato, si sentono autorizzati a dire tutto e i contrario di tutto.
    Ben diversa è, invece, la situazione di chi contatta gente di cui conosce con certezza l’identità.
    L’equivoco con le comunicazioni che potremmo definire “al buio” ha dato alla chat un alone negativo, che in realtà sarebbe bene ridimensionare: anche in questo caso, infatti, gli interlocutori e gli argomenti di discussione fanno la differenza.
    A tal proposito, ti voglio raccontare un episodio che mi è capitato proprio su FB.
    Un giorno vedo on line un amico di vecchia data, che sento spesso al telefono o per e-mail, e che ha una certa idiosincrasia per la rete. Mi è venuto spontaneo contattarlo per salutarlo attraverso la chat, anche per spiegargli alcune funzioni di FB, che lui non conosceva, essendo nuovo dell’ambiente.
    Beh, al mio saluto, lui risponde: “Oddio, sono in chat!”, 😀 quasi che per sbaglio fosse entrato in un locale peccaminoso o proibito o comunque inadatto a lui; eppure dall’altra parte c’ero sempre io!
    Inutile aggiungere che da allora abbiamo ripreso tranquillamente a sentirci con i soliti mezzi e non abbiamo mai più chattato.
    Ecco, è bene che ognuno scelga, come hai fatto tu, gli ambienti tecnologici a lui più congeniali, anche perchè è importante che in ogni comunicazione ci si senta il più possibile a proprio agio. Si, perchè, la comunicazione “è un piacere”, se procura disagio “che piacere è?”.

    Buona serata, Arthur

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  53. @ Rosamaria: è vero, in effetti forse sono un po’ prevenuto con le chat, come il tuo amico, ma come hai sottolineato tu, per il momento il blog è una mia scelta, non tanto per trovare persone con interessi comuni, (se così fosse, sarebbe bellissimo… ), quanto per trovare persone disponibili a discutere, a confrontarsi, un po’ come stiamo facendo noi ora, e credimi, sono contento di averlo fatto, per i riscontri che ottengo da tutti voi, e per essere ancora un neofita (appena tre mesi e mezzo… ), la voglia di fare è tanta, poi si vedrà.

    Poi inevitabilmente magari la cerchia si stringe, e, in effetti, alle volte sembra di rincorrersi, da un blogger ad un altro, ma anche questa è la dimostrazione che vita reale e virtuale si incontrano, si mischiano, al punto da perdere completamente ogni pur minima differenza.

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  54. Mia cara Monica, lo so che ci credi, come so anche di questi tuoi percorsi, e se le scelte che hai fatto sono consapevoli, non pensarci, vai avanti senza nessuna remora.

    Ecco, forse l’unica cosa che non vorrei sentire da te è che nel tuo futuro ti vedi da sola e non vorresti vederti così… io non sarei così drastico se fossi in te, sai, si dice non dire mai mai ed è una grande verità, e poi, come tu sai, a me piace vedere il bicchiere sempre mezzo pieno, chissà, c’avessi sete…

    Ciao Stellina!

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  55. Ma Arthur, per interessi comuni non ntendevo affatto argomenti di chissà quale specificità; per esempio, se tu avessi deciso di parlare di calcio o di motociclismo, per quanto curiosa, credo che non mi sarei affatto soffermata sul tuo blog. In effetti, girovagando per la rete, si effettua una scelta in base ai contenuti e al modo di esporli; se entrambi ci piacciono, siamo portati a leggere con attenzione, a commentare, a ritornare e, se altri effettuano scelte simili alle nostre, alla fine ci si ritrova con una cerchia di lettori/commentatori che si incontrano più spesso e volentieri nel web. Ma questo non significa che si tratti di club esclusivi: la rete è democratica, sicchè si entra, si esce…il resto lo fa la selezione naturale.

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  59. Un piacere leggere i tuoi pensieri … profondo, limpido, sognatore ma anche determinato!
    Insomma “sei una bella persona” … rimani sempre cosi! Lisa

    Tutti abbiamo un pensiero… filosofia&internet&blog …
    LA (mia) FILOSOFIA E L’INTERNET
    http://poesilandia.wordpress.com/2009/10/10/la-mia-filosofia/
    “La vita è piena d’avversità, delusioni, ma è la nostra vita ed è la cosa piu meravigliosa che abbiamo. Basterebbe soffermarci ogni tanto a capire le ragioni delle persone, a vedere oltre gli occhi entrando il loro cuore.”
    buona vita a te con sorriso, Lisa

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  60. ” Basterebbe soffermarci ogni tanto a capire le ragioni delle persone…” se solo lo facessimo cara Lisa, sarebbe l’occasione per capirci meglio l’un con l’altro, mentre invece spesso la vita passa senza neanche conoscersi e senza neanche conoscere gli altri.

    Grazie per le tue parole, davvero. 🙂

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