Terremoto in Abruzzo. Ringraziamo coloro che stanno lavorando tra le macerie!

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Ho letto da Irish Coffee di questa iniziativa che si sta diffondendo nel web, di ringraziare tutte le forze che sono intervenute subito per aiutare le popolazioni colpite dal terremoto, e mi associo volentieri, perché tra i tanti, sia anche il mio un piccolissimo gesto di solidarietà per chi in effetti si prodiga mettendo in pericolo anche la propria vita. Dai giornali, leggo notizie disastrose e quello che spero ardentemente, è che il numero dei morti si fermi definitivamente.

Quelli che vogliono aderire possono mostrare questo banner nel proprio blog/sito. (anche senza per forza citare questo blog di origine).

Quando queste persone torneranno a casa, navigando su Internet, potranno vedere tanti siti e blog che li ringraziano, anche per il lavoro che svolgono tutti i giorni per noi. Oggi siamo tutti abruzzesi.

E come Irish Coffee, un invito a chi volesse raccontare le proprie esperienze e condividerle con noi.

 

Grazie!

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42 pensieri su “Terremoto in Abruzzo. Ringraziamo coloro che stanno lavorando tra le macerie!

  1. E si ricordino tutti che quando ci sono i terremoti c’è un giro di soldi e di ladroni incredibile, quindi fate assolutamente le vostre donazioni, ci mancherebbe, ma fate bene attenzione a chi le fate.

    Gente che è stata ad assistere i terremotati, mi racconta che la roba nuova imballata prendeva tutt’altra destinazione anche se, certo, meglio rischiare di perdere una coperta che non di lasciare una persona al freddo.

    Come disse una volta un rabbi, al quale fu detto che la persona a cui aveva fatto un elemosina non aveva alcun bisogno: “Io il mio dovere lo faccio: preferisco che la coscienza sporca l’abbia lui”.

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  2. Al di là delle posizioni politiche, leggo sul sito dell’ansa che Berlusconi ha affermato “Per quanto riguarda la spesa economica da affrontare, non ci saranno problemi per lo stanziamento delle risorse, visto che e’ stato attivato il Fondo Catastrofi dell’Ue”.

    In questo momento, non posso essere io a stabilirlo, ma veramente credo che quello che possiamo fare è proprio quello che i soldi non possono fare: donazione sangue e anche ospitalità a chi dovesse avere bisogno.

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  3. Fin da piccolo, vivendoci, ho sempre sentito parlare del terremoto di Messina del 1908, accompagnato anche da un maremoto, che distrusse le coste della Calabria meridionale e della Sicilia Nord Orientale, raggiunse il 10° della scala Mercalli, provocando il crollo del 91 % degli edifici e le vittime furono circa 70 mila.

    Messina fu totalmente ricostruita con i sistemi antisismici dell’epoca, con palazzi che non superavano i tre piani e in un certo senso, sono cresciuto con la “paura” del terremoto, infatti ogni volta che si avvertiva una scossa, si correva subito in strada.

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  4. Ho letto tutto: gli iitaliani arrivarono in forte ritardo, tra lo stupore generale del mondo intero.

    Al di là della tragedia di proporzioni titaniche (il 91% degli edifici distrutti è una cifra che fa rabbrividire solo a leggerla), per me, come italiana, che può anche con dolore rassegnarsi all’imponderabile, rimane sempre l’amarezza di fondo di appartenere a una nazione che fa sempre da fanalino di coda.

    Comunque, non si parli del governo di oggi, di ieri, o dei giovani d’oggi, o del ’68… mi pare che sia una vita che funzioni così: ma perché???

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  5. Comunque, spezziamo anche una lancia a favore di questi italiani, che di fronte alla richiesta di aiuto non si sono mai tirati indietro, e non hanno mai lesinato né sull’invio di aiuti di qualunque tipo, né sul rimboccarsi le maniche.

    Leggo:

    La risposta all’appello per la donazione di sangue, ha detto Sacconi, “é stata molto generosa ed ora è necessario un rallentamento dal momento che in queste ore si è verificata un’altissima concentrazione di donatori”.

    La risposta forse non dell’Italia, ma sicuramente degli italiani alle situazioni di bisogno e d i emergenza, e sempre stata generosa, ampia, spontanea.

    Grazie al cuore grande dei miei connazionali, che certo non disconosco: se a volte tuono, è perché vorrei essere sempre orgogliosa del popolo cui appartengo.

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  6. Non riesco a inserire l’immagine…
    Sai artur, noi corriamo ancora in strada…lo facciamo ad ogni scossa…l’ultima questa Estate…lma fortunatamente era leggera!alla metà del 1900 la città in cui vivo fu totalmente distrutta…morirono metà degli abitanti…le case erano ancora rudimentali…Io ho il terrore, ogni notte al minimo vibrare del letto balzo in piedi! ti assicuro che è un qualcosa che non passerà mai…ricordo che una volta ero dentro la doccia quando la terra tremò…ho 33 anni…da quando sono nata è il mio incubo.
    Quelle persone, chi aiuta e chi prega, chi spera e chi piange…non dimenticheranno mai.

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  7. grazie Arthur
    le immagini alla tv non si hanno tregua, il bollettino aumenta come un pallottoliere
    grandi persone che aiutano altre grandi persone che in una frazione di secondo sono diventate piccole
    alla forza della natura nessuno può opporsi
    un anno fa una scossa ha fatto tremare le mura e il pavimento di casa mia
    il letto oscillava
    non è accaduto nulla, almeno non quà
    ma la ricordo, posso immaginare anche se minimamente ciò che hanno provato questa notte queste persone
    grazie anche a te questo ringraziamento volerà nel web
    buona serata

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  8. Ho letto delle ruspe che tiravano fuori dalle macerie i lettini dei bambini, ghermiti dalla morte nel sonno.

    Il crollo della scuola di San Giuliano ancora non mi si sradica dalla mente, e adesso questo…

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  9. Anch’io ho lo stesso problema di Infinitylive non riesco ad inserire l’immagine, ma mi unisco qui al coro di solidarietà verso questo paese duramente colpito dal terremoto.

    Personalmente non l’ho mai vissuto, ma sono nata nell’anno in cui il terremoto fece parecchi danni qui dalle mie parti e mia mamma mi racconta spesso di come incinta dormì più di qualche notte in macchina, per la paura di vedersi crollare la casa addosso.

    Dev’essere terribile perdere in questo modo la propria casa, anche per il significato affettivo di tutto ciò essa rappresenta e che in essa è riposto.
    Salvarsi la vita è già tanto in questi casi ed ora, fatta la conta delle vittime, degli sfollati e dei dispersi, si pensa già alla ricostruzione.
    Mi auguro che avvenga tutto in tempi umani…ma nutro forti perplessità. In Umbria c’è chi ha dormito dentro ai container per molti moltissimi anni. Speriamo che stavolta vada diversamente…

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  10. E’ vero, cara Diemme, la solidarietà degli Italiani di fronte a tragedie di queste dimensioni, è sempre stata tanta, meno forse quella delle istituzioni, che al di là delle belle parole del momento, spesso una volta finita l’emergenza, lasciano in balia di se stessi, gente che ha creduto negli aiuti e che ha sperato di poter riprendere una vita normale e dignitosa: su tutto, la Valle del Belice insegna.

    Per il terremoto di Messina, se non ricordo male, i primi ad intervenire furono i marinai inglesi. Ho a casa un libro con le fotografie di Messina prima e dopo il terremoto, un reperto raro, da collezione e credimi, lo scorrere delle immagini, fa venire i brividi.

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  11. Conosco la paura di cui tu parli, Infinitylive, anche se ormai, non vivendo più in Sicilia da tanto, l’ho forse un po’ dimenticata.

    Per l’immagine, se vuoi te la mando via e-mail. Fammi sapere e comunque, grazie della tua testimonianza.

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  12. Grazie a te, Irish, per avermi fatto conoscere questa iniziativa.

    Ho seguito anch’io alla tv l’evolversi degli eventi, anche se certa voglia di fare notizia a tutti i costi, mostrando i morti coperti da un lenzuolo, non la capisco e non la condivido.
    Però, si sa come va questo mondo e allora…

    Comunque spero che domani questo bollettino di guerra si plachi un po’.

    Per quanto riguarda le scosse di terremoto, ne ricordo una in particolar modo, il giorno del funerale di mia nonna, in chiesa durante la cerimonia funebre, un boato che, visto il luogo e l’evento, ci ha pietrificati tutti.

    Per fortuna è passato senza alcun danno, ma con tanta paura.

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  13. Come ho detto a Infinytilive, Elle, se vuoi ti mando via e-mail l’immagine, se è quello il problema, anche se la tua solidarietà l’hai comunque espressa qui da me.

    Credo che la cosa più terribile, oltre che perdere dei cari, è la sensazione di aver perso con la propria casa e le cose personali, la propria indipendenza, la propria identità.

    Pensavo a questa cosa l’altro giorno, passando in una via dove era avvenuto, un mese fa, il crollo di una casa per una fuga di gas. Vedendo tutte quelle macerie, e cose personali che spuntavano fuori tra i calcinacci, ho avuto proprio questa sensazione di identità violata e ho provato angoscia per le persone che l’avevano vissuta.

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  14. Ho sentito ieri sera l’intervista di Giuliani alla televisione. (…)
    Gli esperti dicono che non è possibile prevedere i terremoti, quale sarà veramente la verità?

    Intanto, l’emblema della speranza è salva.
    Marta, la studentessa di 24 anni che era rimasta sepolta sotto le macerie, dopo cinque ore di scavi, in condizioni di estremo pericolo, è stata salvata e a quanto sembra, una trave in cemento armato l’ha salvata.

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  15. grazie alle mani pazienti, alle mascelle serrate, agli occhi polverosi tra i pertugi neri, a cercare e avvertire, alle orecchie tese all’istinto attento.
    Grazie agli uomini, ai cani ed al loro fiuto, alla generosità quella vera e alla commozione sincera.

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  16. Ieri sera, ho seguito lo speciale di Porta a Porta di Bruno Vespa, e più di una volta ho provato disagio, per quest’informazione che, pur di colmare qualsiasi tipo di curiosità, andava a scavare dentro ai sentimenti delle persone.

    Tu parli di generosità vera e commozione sincera, ma solo per uomini che la provano sulla loro pelle perché si mettono a disposizione degli altri, e immagino che essere oggi lì ad aiutare, potrebbe servire per ognuno di noi a vedere la vita anche con altre prospettive, che non sono soltanto la cura del nostro amato orticello.

    Mio fratello è un radioamatore e generalmente in questi casi, tramite dei ponti radio, si prodiga, insieme ad altri radioamatori, a mettere in contatto gente che cerca notizie o parenti dispersi, insomma qualsiasi cosa pur di essere utili.

    Ho aderito a questa iniziativa senza pensarci due volte, perché anche se noi siamo qua, il nostro pensiero è con quelle persone, magra consolazione, lo so, ma è comunque qualcosa.

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  17. ed il numero sale
    tutti i numeri salgono
    mentre passano le ore il dramma aumenta
    alla tv ancora un susseguirsi di immagini spaventose
    e la morte è sempre li dietro l’angolo
    hai ragione come sempre non si fermano davanti a nulla
    il far vedere è un modo per far odiens
    a noi che siamo lontani queste immagini fanno venire l’angoscia
    grazie anche a tuo fratello, ce ne sono tante di persone che cercano parenti o amici
    una mano in più in questi casi può ridare un sorriso di speranza
    quel qualcuno che ti aiuta quando sei appeso ad un filo…
    grazie Arthur, a tutti
    noi italiani abbiamo tanti difetti
    ma quando l’aiuto chiama rispondiamo tutti….

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  18. Ho letto l’articolo segnalato da romaguido, veramente eccezionale.

    Conto di riportarlo integralmente nel mio blog, e probabilmente anche questi articoli andrebbero diffusi il più possibile: magari con i tag “non impapocchiate l’Italia” e “basta nascondersi dietro un dito”.

    Ma è così fuori dal mondo dare la colpa ai colpevoli? E’ così riprovevole chiamare le cose col loro nome? E’ così “off” parlare dei fatti invece di girarci intorno?

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  19. Si, Rosamaria, l’articolo non è soltanto eccezionale, come dice giustamente Diemme, dice purtroppo delle cose vere. In effetti in questi giorni si parla di come avrebbero dovuto essere quei palazzi che sono crollati, ma tutto come sempre finirà in una bolla di sapone, passata “l’emergenza”, tranne che nei primi casi, si continuerà a costruire non rispettando le norme, solo ed esclusivamente per speculare.

    E come dice l’articolo di Alessandra Daniele, “parliamo di norma antiforfora”, che è meglio, aggiungo io.

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  20. maria-greca91

    volevo solo mandare un grazie enorme a tutti i giovani che in questi giorni si sono precipitati in abruzzo, chi per regalare un sorriso, per aiutare a trovare corpi sepolti, insomma tutti i giovani che non ci hanno pensato due volte a partire da qualsiasi regione d’italia per aiutare il loro popolo e gli sfortunati abruzzesi.
    io chiedo di dire BASTA di sottolineare solo gli aspetti negativi della gioventù italiana: drogati, ubriachi e cosi via. per un attimo fermiamo la nostra attenzione su ciò che sta accadendo in italia ora: accendete i tg, ogni canale trasmetterà un servizio che testimoniano il coraggio dei giovani, la loro solidarietà e genorosità.
    io non chiedo nulla in particolare, chiedo solo di smetterla di sottolineare i lati negativi della gioventù e di riconscere e apprezzare il lavoro di tutti questi ragazzi e ragazze…dicendogli e urlandogli: GRAZIE GIOVANI! perchè se loro rappresentano il futuro sono sicura che sarà roseo e sicuro.
    maria-greca 17 anni reggio-emilia

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  21. @ Maria Greca: sono io che ringrazio te per questa tua testimonianza e soprattutto per aver messo in evidenza una cosa che spesso è sottovalutata, e cioè il grande impegno di tante associazioni di volontariato di quasi tutti giovani, e che proprio perché non fa notizia, non è messa nel giusto risalto.

    E’ vero, alle volte ci si lamenta dei giovani, ma spesso lo si fa perché è una realtà che sfugge al controllo di noi grandi e prenderla in considerazione sul serio, comporta essenzialmente una buona dose di autocritica, che alle volte è più comodo non fare, e in questo mi ci metto dentro anch’io.

    Quindi, ancora un grazie a te e torna ancora a parlarci di VOI GIOVANI, sarà un’altra occasione di confronto e soprattutto, di condivisione.

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  22. Anche “i giovani” non sono fatti con lo stampo, e in quelli che impiegano le loro energie per il bene, l’entusiasmo e la disponibilità sono commoventi.

    E speriamo anche trainanti, per questo mondo adulto spesso addomesticato e assuefatto.

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  23. piemme

    Difatti, ricorderete l’intervento degli angeli del fango, dopo l’alluvione di firenze del 1966.
    Arrivarono da ogni parte d’italia, d’europa e tanti anche da oltreoceano, per salvare il patrimonio librario dal fango. Erano i giovani capelloni dell’epoca, mal considerati dalla società, che senza alcun tipo di comunicazione si ritrovarono in quel posto magicamente, dando vita alla più incredibile catena di solidarietà internazionale.
    Dopo qualcosa cambiò… stava nascendo la nuova coscienza di sinistra!

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  24. Che piacere averti qui da me, Socio!!!

    Si, ricordo cosa avvenne a Firenze dopo quell’alluvione, di quella catena di solidarietà e tra l’altro, alcuni di quei giovani, una coppia di americani per l’esattezza, li ho conosciuti dopo un po’ di anni, quando frequentavo l’università a Firenze, due giovani che erano venuti proprio per risanare i libri della Biblioteca Nazionale e che poi, innamorati della Toscana, si erano definitivamente trasferiti lì.

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  25. l’Italia conserva tanti bei ricordi ma anche tanti brutti momenti
    con quest’ultimo vengono ricordate milioni di persone
    vittime delle “calamità naturali” o quelle che io definisco
    “ribellioni della natura”
    ed ogni volta che accade c’è sempre quel “si poteva evitare” appeso li come un cappio al collo
    forse sono una dei pochi a non credere a questo si poteva evitare, l’uomo ha un limite, la natura va oltre
    quelli che oggi possono essere definiti dei grandi eroi
    domani possono essere vittime
    siamo la parte vivente di un grande parco dei divertimenti
    ci lasciamo trascinare dalla giostra fino al momento in cui questa non decide che è arrivato il momento di fermarsi
    e non c’è nessuno che può dire quando
    la buona manutenzione a volte non basta.

    un abbraccio

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  26. La buona manutenzione a volte non basta, ma nella maggior parte dei casi sì.

    Come ho detto da me, probabilmente non si sarebbero potute evitare tutte le morti, ma forse un buon 90%.

    *** m’hai detto niente! ***

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  27. @Arthur: letto, e non ne posso più di questa Italietta di mezze calzette, che va avanti per la buona volontà dei singoli.

    Mi ricordo una volta, che facevo la scrutatrice a non so quali elezioni, che una scheda fu annullata con una scritta che diceva più o meno “Voi mangiate e i volontari mandano avanti l’Italia”.

    L’Italia è piena di brava gente, giovani e meno giovani, gente armata semplicemente di buona volontà, ma anche gente che oltre alla volontà ha le capacità: ma tutto a livello privato. Lo Stato latita, destra sinistra, o centro, pare che in Italia la disorganizzazione, la burocrazia e la mancanza di controllo siano un fatto strutturale e cronico.

    @Irish: ho letto. Terribile.

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  28. Mie care Diemme e Irish, ieri sera ho seguito una trasmissione su LA7 , la bella trasmissione di Ilaria D’Amico, Exit, dove, diciamo, le “marachelle” di politici, costruttori, e tecnici, sono venute fuori nell’inchiesta della ricostruzione di San Giuliano dopo il terremoto.
    Lo sconcerto che ho provato, da tecnico, da cittadino, è stato immenso, soprattutto di fronte a certe soluzioni che sono state intraprese, solo ed esclusivamente a scopi elettorali dopo il terremoto, senza considerare minimamente la dignità delle persone che ancora vivono nelle baracche, in attesa che la New Town tanto decantata, sia portata a termine. (a chi serve? Non certo alla memoria, al bisogno di quella povera gente di riappropriarsi delle loro case che potevano essere ristrutturate, per mantenere il bisogno di identità che altrimenti è stato a loro negato.)

    Sprechi a non finire, opere inutili fatte solo per far lievitare i costi e per appropriarsi dei finanziamenti e la risposta dei politici presenti dell’attuale governo quale è stata?

    Provvedere a che tutto ciò non avvenga più.

    In pratica vuol dire, che chi ha mangiato ha mangiato, lo scempio edilizio ormai c’è e bisogna tenerlo, nessuna inchiesta per determinare eventuali responsabilità sugli sprechi e quant’altro.

    Come giustamente ha detto uno di loro, stranamente, si parlerà ancora per sei mesi di tutto questo, poi, l’oblio più assoluto.

    A voi le conclusioni!

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  29. Io non penso che arriveranno a parlarne per sei mesi; secondo me tra tre l’Abruzzo sarà già nel dimenticatoio.

    Ma anche se se ne parlasse per due anni, non è di chiacchiere che abbiamo bisogno. Quei morti urlano vendetta, contro chi doveva costruire case in cemento armato (e soprattutto l’ospedale!) e assolutamente antisismiche, e ha costruito casette di sabbia, che si sono sbriciolate come biscotti.

    Magari non si ripetesse più, già non sarebbero morti invano, però sarebbe anche giusto che ai colpevoli venisse chiesto conto di ciò che hanno fatto.

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  30. E infatti, vedrai che sarà quello che si cercherà, qualche colpevole così giusto per avere qualcuno su cui scaricare la propria coscienza e poi… tutto tornerà come prima.
    Che amara consolazione!

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