E… stasera per cena: U Piripacchiu…

 E visto che nel mio post precedente, il pensiero è andato ai piattuzzi siculi, voglio proporvi un piatto che ha inventato mia nonna e che, in effetti, altro non è che una variante della caponata.

E’ un piatto estivo, e quindi da fare tra poco, ma chi volesse cimentarsi, può sperimentarlo anche adesso… sappiate che ogni volta che lo faccio, dopo, devo a fatica cacciare gli ospiti da casa mia…

 

Piccola nota a margine: non ho purtroppo foto che lo rappresenta, ma la prossima volta che lo faccio, provvederò senz’altro.

 

Le quantità dipendono dalle persone e dall’uso che se ne vuol fare di questo piatto, come antipasto, come secondo… difficoltà: praticamente nulle…

 

Ingredienti:

 

2 peperoni verdi 2 peperoni gialli e 2 peperoni rossi

6 melanzane lunghe, ne troppo grosse e ne troppo piccole

3 cipolle bianche

4 gambi di sedano

6 o 7 pomodorini del tipo a grappolo, o anche perino

olive verdi in salamoia

capperi possibilmente di Pantelleria sotto sale

aglio

olio di oliva, aceto di vino rosso

formaggio parmigiano grattugiato

e… tanta buona volontà.

 

Preparazione:

 

Togliere la pelle alle melanzane, lasciandone ogni tanto qualche striscia, tagliarle a tocchetti dello spessore di due o tre dita (larghezza, altezza… ) e metterle in uno scolapasta con una spolverata di sale fino e lasciarle riposare.

Tagliare i peperoni, dopo aver tolto la parte centrale con i semi, a tocchetti grossolani, lavarli e dopo aver messo dell’olio d’oliva in una padella abbondante, metterli a cuocere girandoli con un cucchiaio di legno per non farli attaccare e bruciare. Appena cotti, (il peperone fritto ha l’aspetto appassito… ), toglierli dal fuoco e riporli in una terrina.

 

Cambiare olio di cottura e dopo aver strizzato delicatamente le melanzane, per eliminare l’acqua che nel frattempo si era formata, metterle a friggere, girandole sempre delicatamente con una forchetta. Una volta fritte, versatele nella terrina dove prima avevate messo i peperoni, ovviamente avendo cura di non versare anche l’olio di cottura. (la stessa cosa vale per i peperoni… ).

 

Dopo aver ripulito il padellone, metteteci dentro le cipolle affettate fine, farle cuocere in un po’ d’acqua per ammorbidirle, e quando l’acqua sarà evaporata, soffriggetele con un po’ d’olio d’oliva, fino a che diventeranno appena dorate, mettete quindi dentro i pomodorini tagliati a metà, i capperi che avete lavato per togliere il sale, salate quanto basta e fate cuocere a fuoco moderato, finché i pomodorini si saranno sfatti un po’. A quel punto, mettete dentro le melanzane e i peperoni che avevate cotto in precedenza, le olive verdi tagliate e snocciolate, il sedano tagliato a pezzetti, e fate cuocere a fuoco vivace per almeno cinque minuti abbondanti, girando di tanto in tanto, dopo spruzzare con dell’aceto di vino rosso, fare evaporare e…

 

U piripacchiu è pronto.

 Versare il tutto in un contenitore ampio, pareggiare e completare con abbondante parmigiano grattugiato. Dopo averlo coperto, riporre in frigo il contenitore e aspettare almeno il giorno dopo per mangiarlo.

Il segreto di questo piatto è che gli ingredienti vengono cotti tutti separatamente, mantenendo così il loro sapore originario e poi, lasciato riposare in frigo, i sapori si amalgamano ulteriormente e il gusto si enfatizza.

 

Va mangiato freddo, ma non gelato, è ottimo come antipasto o come secondo e, una volta assaggiato… un cucchiaio tira l’altro e… buon appetito!

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80 pensieri su “E… stasera per cena: U Piripacchiu…

  1. Giovanna Amoroso

    Caro Arthur,

    sono solo le dieci e mezza e già il mio stomaco brontola…

    Ricetta interessante!!!

    Buona giornata

    Giovanna

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  2. allora… la Pasqua, cara Diemme, è andata bene, anzi, benissimo, we al lago (no mare… ), tanto rilassamento, tante cose buone da mangiare, tra le quali delle ottime zucchine al forno ripiene fatte dal sottoscritto, camminate sulla spiaggia, sole solin soletto preso in abbondanza (sono quasi abbronzato… ), tanta buona compagnia e, cosa voler di più?

    E per lo stomaco brontolone di Giovanna… mannaggia… facciamo due spaghe? 😉

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  3. non ho fatto in tempo a finire di leggere la parola “caponata” che già immaginavo delizie estive nella mia PANCIA
    Io resisto a… praticamente niente, ma alla caponata meno che meno: mi fa impazzire la caponata. E questa cosa qui anche, a occhio.

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  4. @diemme: Non so se ce la faccio a reggerle tutte 😉

    @arthur: dov’è che stai? No, perchè mi sa che devo fare un giretto da quelle parti, non è che mi inviti a pranzo? Voglio quella roba lì tutta fritta, io porto il pane 😀

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  5. @ Chiara: posso assicurarti che “U Piripacchiu” è ancora meglio della caponata… provare per credere!
    Vanno mantenute alla lettera le indicazioni della ricetta e soprattutto, non va mangiato caldo (ugualmente buono, ma freddo ancora di più… ) 😉

    ps: abito a Bergamo, e per l’invito… se ne può parlare, anche se non porti il pane… 😀

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  6. Mannagg… Splendido, non stai attento… 😉 (Mio caro Splendido, se per te non fa nulla, ci verrei anch’io a fare un soggiorno dalle mie parti, visto e considerato che sto in tutt’altro luogo… )
    E intanto, buon pranzo a tutti!

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  7. Hai trovato il modo per tenermi lontana dal tuo blog cher Arthur…un post di culinaria e ricette!
    E’ più forte di me che ci vuoi fare…ognuno ha i suoi limiti ed io ne ho taaaanti, ma così taaaanti che non sto certo qui ad elencarli tutti, altrimenti si (con)gela persino u Piripacchiu 🙂

    (dai, poi torno…ti lascio solo l’illusione di esserti liberato di Elle, non c’avrai mica creduto, naaaaaaaaaa)

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  8. Ah è così allora, vuoi strozzarmi!!! hai ragione, meglio estirpare dalla radice 🙂

    Comunque, ironia a parte, ‘sti giorni faccio fatica a mandar giù pure il patè de fois gras cheri…ma passerà!

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  9. laura

    Eh no, Arthur, dopo una ricetta come questa la cena è d’obbligo, non ti pare?
    E comunque mi accontenterei anche delle zucchine ripiene come quelle che hai fatto al lago… 😀

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  10. Ooooooooh le zucchine ripiene! quelle so farle anch’io, figurati….pfui!
    Arthur sei andato a farti bello al lago con la MIA ricetta delle zucchine ripiene?!? dì la verità, confessa a Elluccia tua…tanto rimane tutto qui tra noi e un duecento barra trecento visitatori al giorno…che vuoi che sia 😉

    @Laura: glielo dici tu ad Arthur che è ora che ce li presenti per bene ad uno ad uno i suoi amici del lago oppure presto o tardi sarò costretta a fare l’infiltrata, spacciandomi per l’amica di quell’amico di quell’altro amico che adesso ‘spetta non mi viene in mente come si chiama…
    Comunque…piacere, Elle 🙂

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  11. @Elle: beh, è normale che in questo blog tutto venga “nature”… comunque, siccome con Pan si scherza sempre e le battute non sono mai abbastanza, in tutto questa pan-tomima prendo pure il pan-dan e lo metto nel pan-iere, così appena mi ricapita di rendergli il pan-per-focaccia, scateno con tutte queste battute un pan-demonio, che spero però non gli faccia scoppiare il pan-creas perché io lo sapete che a Pan voglio bene…

    anche se secondo me è un pan-tofolaio, viaggia bene con la fantasia oltre che sugli autobus romani, comunque, siccome qui stiamo parlando di ricette e non di pan-irlipe, pan-cia mia fatti capanna e viva il piripacchiu!

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  12. Venia? Ma se ne ho fatto il pan-egirico!

    E poi, pensare a lui nel corso di una scorpacciata pan-tagruelica non è segno d’affetto?

    Pensare… pan-sare era meglio, ma non esiste…

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  13. Elluccia mia, nostra, vostra, universalmente Elluccia, scussami per le zucchine, ma non credevo che avessi tu il copyright… mannaggia… ma tu nel ragù, ci metti anche la salsiccetta e qualche fetta di mortadella?

    Mannaggia alli pescetti fatti a forno con i cotechini farciti di rucola e formaggio delle valli!!!

    @Laura: anche tu a cena? No problem, però mi sa che devo invitare anche qualche maschio, se no altrimenti, chi vi tiene a bada tutte insieme? 😀

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  14. Anzi farò di più: vi fornisco una ricetta più buona del piripacchiu e delle zucchine ripiene:

    Tagliate tante cipolle (io di solito ne uso cinque o se, a seconda della grandezza) sottili sottili, e fatele rosolare con un po’ di burro e un po di olio.

    Passate dello spezzatino nella farina, e fatelo rosolare nel soffritto.

    A questo punto aggiungete piano piano un’uguale quantità di brodo e di vino bianco (ne richiede ALMENO un litro di uno e un litro dell’altro, ma la quantità varia a seconda delle patate che andate ad aggiungere).

    Aggiungete una piccola quantità di noce moscata e di pepe.

    Tagliate delle patate a tocchettini, e aggiungetele a seconda della consistenza che desiderate .

    A me piace che diventino come purè, che mischiato a cipolle, burro, olio, vino, brodo, noce moscata e pepe non vi dico che delizia, ma se le volete più solide aggiungetele più in là nella cottura, che in totale è di un’ora e mezza/due.

    Se cucinate per un lui che è stato troppo mellifluo con qualcuna, aggiungete alla sua porzione una dose massiccia di arsenico.

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  15. No, no, no, Diemmuccia, Elluccia, Morenuccia, Giovannuccia, Sancluccia, Rosamariuccia, Irishuccia, Lauruccia, Silviuccia, Nunzyuccia, Stelluccia, Antonelluccia, Pan-uccio … tutte siete uccia/uccio pimmia!!! hihihihihihiiiiiiii… 😀

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  16. Giovanna Amoroso

    Buongiorno Arthur,

    com’ è il tempo a Bergamo??? (Anch’io ti credevo a rosolarti in spiaggia a Taormina…)!!!

    Baci
    Giovanna

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  17. stavolta non mi cogli impreparata 😀
    ho un amico siciliano che spesso nelle tavolate che organizziamo tra amici prepara la caponata
    e confermo che è fantastica
    come antipasto sul pane caldo, con olio e sale
    come condimento per le orecchiette o pasta fresca
    come secondo o come contorno
    impossibile utilizzarla come dolce, ma volendo uno lo può anche fare 😀
    io la preferisco calda, forse perchè amo mangiare le verdure come piatto caldo
    ed ora che ho la ricetta
    ihihih…la sopresa gliela faccio io…
    grazie mille più mille
    buona giornata
    😦 oggi acqua….

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  18. @ Irish
    Se ti piace calda, mettila in un padellino con accanto un uovo e riscalda il tempo necessario per cuocere quest’ultimo.

    P.S. Ora mi dirai che nel tuorlo c’è il colesterolo; hai ragione, ma se non lo prepari tutti i giorni va benissimo (qualcuno sostiene che, preso con la giusta frequenza, l’uovo sia addirittura protettivo per il fegato).

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  19. Il colesterolo (è più corretto parlare di eccesso di colesterolo nel sangue, “ipercolesterolemia”) si combatte con una dieta sana e bilanciata, ricca di frutta e verdura, e con l’attività fisica.
    Il colesterolo presente negli alimenti influisce in minima parte su quello presente nel sangue (l’organismo lo produce da sé), tuttavia si consiglia di mantenersi su valori totali inferiori ai 300 mg. al giorno. Tra gli alimenti più ricchi di colesterolo abbiamo il cervello bovino (100 gr. ne contengono 2000 mg.), le altre frattaglie, i grassi animali, i formaggi, il tuorlo d’uovo (l’albume ne è privo), le carni rosse.
    Si suole dividere il colesterolo in “buono” e “cattivo” (quello che provoca all’arteriosclerosi); favoriscono la produzione del primo, oltre alla regolare attività fisica, la presenza nella dieta di sostanze antiossidanti ed un consumo moderato di vino rosso, uno (per le donne) o due bicchieri al giorno.

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  20. Però, Rosamaria!!!
    ma tutto questo per dire che il mio Piripacchiu è un attentato al colesterolo? 😦

    Evvabè, perdonata! 😀

    ps: non la sapevo quella del padellino e dell’uovo…

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  21. No, Arthur, tutt’altro!
    Il piripacchiu è ricco di fibre e, visto che va preparato con olio d’oliva, rappresenta un piatto tipico della cucina mediterranea, anticolesterolo e antietà per antonomasia (ricordare tuttavia che la frittura non è il massimo per il nostro fegato; quindi, anche in questo caso, sarà bene non esagerare).

    Quella dell’uovo è una mia “invenzione” (ma la mamma sicula, che aborrisce le contaminazioni, arriccia il naso).

    P.S. Nell’ipercolesterolemia familiare si consigliano pesce e legumi come fonte di proteine.

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  22. Giovanna Amoroso

    Oggi ho acquistato un ricettario di piatti siciliani…

    L’ho trovato su una bancarella nel centro storico di Albenga.

    Arthur, mi sei venuto in mente e così l’ho comprato!!!

    Interessantissime le ricette dolci!

    Buona domenica

    Giovanna

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  23. @romanoguido: lo so che le uova fan bene se mangiate con moderazione, che contiene grassi eccessivi è la parte gialla,tuorlo, se togli quello e ti cucini solo il bianco, albume, non ti farà male alcuno…anzi…
    dopo anni di palestra qualcosa ho imparato 🙂
    comunque l’uovo non mi piace, o almeno mi piace solo quello della nonna, sbattutto con lo zucchero
    diventa una crema squisita
    con la caponata associo cubetti di pane croccante
    qualche cucbetto di formaggi saporiti e una buona mozzarella di bufala
    ecco
    😦 così mi è tonata la fame!!!

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  24. @ Irish:
    Promossi la mozzarella e i formaggi (io in questi casi li preferisco poco stagionati); che ne dici se la tonnata la teniamo buona per un prossimo capitolo?

    Al padrone di casa:
    Mi viene ora in mente che, nel caso di dolori molto forti, al farmaco che già hai preso aggiungono anche il Muscoril (entrambi per iniezione intramuscolare); ma quando ti decidi a chiedere lumi ad un medico?

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  25. Cara Rosamaria, da buon figlio di medico (purtroppo mio papà non c’è più… ), cerco di non andare mai dal medico, anche se ieri in effetti mi ero deciso, ma sorpresa delle sorprese, arrivo nel suo ambulatorio e lo trovo chiuso. Beh, penso, essendo la prima volta che ci vado dopo averlo cambiato dieci anni fa, avrò sbagliato giorni di ricevimento e invece, indovina un po’? Incontro una signora e chiedo notizie e lei, gentilissima: “è andato in pensione da un paio di giorni… ”

    Mannagg… non ho fatto in tempo a vedere la sua faccia e, conclusione, devo tenermi il mio mal di schiena fino a lunedì, così dopo aver cambiato medico all’ASL, forse troverò un po’ di refrigerio… 😉

    @ Irish: per l’uovo sbattuto con lo zucchero, sottoscrivo subito, praticamente una bonuria indescrivibile, con la caponata, anzi con il piripacchiu, una michetta o una baguette è perfetta, un boccone tira l’altro… 🙂

    @ Giovanna: grazie del pensiero e mi raccomando, provane qualcuna e facci sapere. 😉

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  26. Ricordo ad Arthur che per gli interventi urgenti esiste la guardia medica. Telefona subito e, se è il caso, vai tu; magari ti somministrano loro i farmaci necessari e domani sarai pronto come un grillo per la fila alla ASL.

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  27. Giovanna Amoroso

    Ciao ROMAGUIDO,

    ti riferisci alla NOBERASCO?

    Conoscevo bene uno dei fratelli, una splendida persona che purtroppo è mancata qualche anno fa…

    Ciao Arthur, corro a cucinare qualcosa di “siciliano”!!!

    baci

    Giovanna

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  28. Giovanna Amoroso

    @ROMAGUIDO

    No, è Poligi…
    Purtroppo è mancato qualche anno fa, ormai…

    I suoi figli hanno circa la mia età, ed è stato un triste avvenimento…

    Allora conosci la mia Albenga?

    @ ARTHUR
    Attendo il tuo nuovo post!!! Baci

    Giovanna

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  29. No, Giovanna, in Liguria sono stata solo (e di passaggio) a Sanremo e Bordighera, ma conoscevo loro ed il Prof. di cui ti parlavo. Una parte dei loro prodotti veniva trattata e confezionata qui ed io ne certificavo (allora) la qualità bromatologica. Ricordo, per tornare all’argomento cucina e dintorni, la descrizione che Poligi faceva della preparazione del pesto; diceva: “dev’essere fatta rigorosamente a mano, col pestello di legno e il mortaio di marmo”. Credo proprio che avesse ragione: certi preparati industriali fanno davvero pena!

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  30. Carlotta

    ed io qui sul finale mi divertirei con le melanzane al cioccolato..ricetta di famiglia un pò più complicata di quella che si fa in costiera(amalfitana ovviamente)non ve la passo perchè già soltanto x radunare gli ingredienti, mi buttereste giù dalla rupe tarpea, con arthur in testa al corteo che inneggia alla mia fine imminente……

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  31. @ Carlotta: no, le melanzane al cioccolato, no, ti prego. Tra le verdure, è quella che preferisco e poi fritte con due spaghetti al pomodoro e basilico e un po’ di ricotta salata infornata grattuggiata sopra sono la fine del mondo.

    Uhmmmmmm… 🙂

    Comunque, se vuoi darmi la tua ricetta, la pubblico volentieri qui sul blog, magari con un bel titolo: “A tavola con Carlotta… “, che dici?

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  32. Carlotta

    Vedi che queste sono arrivate anche al palato dei cosidetti vip… ma quello che più mi ha convinto è stato il fatto che una sera ho organizzato una festa sulla spiaggia ed è venuta tantissima gente che diceva di non apprezzarle dolci,eppure ..saggiando saggiando… sono finite tutte, l’ultimo piattino messo da parte x un ritardatario e ben nascosto, sparito già a metà serata… ed io con la nomea della gourmandise alla Ratatouille, nonostante il mio aspetto nn proprio da cuoca e non proprio da topa… la tua proposta mi interessa ci penso un pò su… kiss.

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  33. @ Carlotta: beh, anch’io non ho un aspetto da cuoco e soprattutto mi manca la stazza e il pancione per esserlo ma, come vedi, anzi, come hai avuto modo di leggere, mi diletto di cucina e scrivo di ricette. Ed è proprio perché non ho dubbi che la tua ricetta sia buona, che ti invito a scriverla (puoi ovviemante mandarmene un’altra… ). Se decidi per il sì, ti mando la mia e-mail, tu me la spedisci, io la confeziono per benino e la pubblico.

    WoW… è così che si fa! 🙂

    ps: scusa, cos’è la topa? 😉

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  34. Carlotta

    Nei film-cartone animato Ratatouille avrai sentito parlare di un topo che vive a Parigi e sogna di fare il cuoco?Ebbene io quando l’ho visto, mi sono immaginata così, ed ho paura che gli altri o immaginano me come Mamie di via col vento o come il topo che appunto si chiama Ratatouille..ok ti mando la versione quasi originale ma se vuoi anche altre.Oggi, x esempio ho realizzato la “schiacciata d’uva”che non ho ancora assaggiato ma ha un ottimo aspetto..è un dolce stagionale,si realizza con l’uva nera da vino e se nn la scrivo ora tra un pò l’uva sarà esaurita quinsi “E’ TARDI!..E’ TARDI!..come diceva il coniglio di Alice..la prendo nel ricettario e te la scrivo col prossimo post..ok?

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  35. Carlotta

    SCHIACCIATA D’UVA(la preferita di mio nonno)
    1 kg di uva da vino
    400 gr di farina4 cucchiai di zucchero+4 x il ripieno 4 cucchiai di olio extravergine +4 x il ripieno1 pizz.di sale cannella,vainiglia;
    In una tazza d’acqua tiepida sciogliere il lievito e versare nella farina preparata a fontana sul tavolo;aggiungere i 4 cucchiai di zucchero 4 cucch.d’olio e 1 pizzico di sale.Far lievitare la pasta x 1 ora coperta da 1 canovaccio e lontano da correnti d’aria.L’impasto và diviso in 2,una parte più grande x la base in una teglia leggermente unta con i bordi che fuoriescono un pò,ricoprire con chicchi d’uva lavati e asciugati,2 cucch.di zucchero con 1 pizzico abbondante di cannella,2 cucch d’olio 1/2 bustina di vainiglia spolverizzata,ripiegare il dolce e stendere il secondo strato premendo con le dita la pasta tra gli acini sottostanti ed evitando di rompere la pasta con le unghie,(le maliardone si astengano..)ripetere l’operazione versando nuovamente tutti gli ingredienti acini d’uva,zucchero ecc. Mettere in forno nn troppo caldo (150° circa)e far cuocere 45 min. circa E’ buona il giorno dopo..esperienza da fare….ciao

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  36. carlotta

    Caro Arthur,rileggendo un pò qua e là..A proposito della “topa”certamente il tuo interrogarsi sul significato, sarà stato un modo malizioso x provocarmi..ma da autentica ingenuona,d’istinto nn ho raccolto il doppio senso e ti ho sciorinato tutto,ma proprio tutto,sul malcapitato Ratatuouille..!su questo potrai “incastrarmi facilmente xchè io scrivo di getto e non rifletto..di conseguenza,lo sa bene chi mi frequenta,avviene che devo precisare xchè molto spesso con me ci si diverte sulle parole sibilline che sovente ma involontariamente tiro fuori..
    2)Devo osservare che,come dice “solindue”che ti conosce in modo più diretto,come ogni “masculo siculo”che si rispetti,hai la sindrome dell’harem..(le terre dove scorazzava Lawrence of arabia sono ad un tiro di schioppo e un pò di influenza c’è)e ti faccio i miei complimenti xchè, pur assecondando la tua inclinazione genetica,se hai una compagna,fai in modo di nn renderla gelosa,visto che questa folla di”fimmine” ti contatta, in linea di massima,x post ..dovremmo consigliare la terapia-stategia a tutti i fedifraghi non solo siculi..;-)KISS

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  37. carlotta

    p.s. visto l’omaggio rivolto a me del tutto inaspettato,se a te fa piacere,ogni fine settimana proverò a cercare una ricetta di famiglia o tradizionale,e visto che ami la cucina,te ne farò omaggio come augurio di buon week-end..chissà che non organizziamo uno di questi anni un simposio di tutti gli amici di Arthur in un posto spazioso dove conoscerci da vicino e cucinare qualcosa insieme..<3<3

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  38. @ Carlotta: Oopsss… cara Carlotta, credimi, non c’era nulla di malizioso nella mia domanda, anche se ammetto che di provocazione ce ne era tanta (beh, mi piace provocare… ), perché, in genere, non amo mettere il carro davanti ai buoi, come si suol dire, ecco perché ti chiedevo cosa intendessi dire.
    Poteva essere un modo di dire e comunque sia, poteva soltanto significare “una strafi… “

    Per quanto riguarda il punto due… beh, anche qui devo deluderti, perché non soffro per “mia sfortuna o fortuna a dir si voglia” ( 😉 ) della sindrome dell’harem e chi mi conosce anche soltanto virtualmente, lo sa benissimo. E’ vero, il mio blog è frequentato soprattutto da donne, la cosa mi fa enormemente piacere e sarei un ipocrita ad non ammetterlo, stimola molto il “masculu siculu” che c’è in me, ma al di là di tutto ciò, quello che veramente m’interessa è comunicare, comunicare emozioni, che probabilmente sono recepite in maniera particolare più dalle donne che dagli uomini. (‘nnagg… è una domanda che mi sono sempre fatto… come mai?)

    Tutto questo, non senza un po’ d’ironia, che è poi l’eterno gioco tra uomini e donne, qualche sorriso, qualche ammiccamento, baci e abbracci, giusto per non parlare sempre di cose serie, così come potrebbe essere (anche) nella vita “reale”.

    Quindi non saprei cosa consigliare come terapia-strategica a tutti i fedifraghi non solo siculi, se non di stare attenti, perché men che se lo aspettano… 😆 😆 😆

    Sulla gelosia di voi donne… beh, è risaputo che esiste, anzi, dippiù, dippiù, in amore, in amicizia (sapessi quante amiche gelose che ho… 🙂 ), e guai se non fosse così, altrimenti poi, come è che si farebbe la pace?

    Ciao Carlotta, leggi, leggi, così mi conoscerai meglio.

    KiSS!!!

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  39. @ Carlotta: bella l’idea delle ricette tradizionali di famiglia, se vuoi posso aprire una pagina dedicata a queste tue ricette “A tavola con… Carlotta”.
    La cadenza però è meglio mensile, così posso giostrarlo meglio insieme agli articoli che scrivo. Se vuoi, potresti scrivere qualcosa anche sul nostro magazine. vai a sfogliare le copertine che ci sono a lato in questo blog “The Best magazine”, (questo è il penultimo numero, il nuovo, il numero 6, esca tra qualche giorno…) una delle tante idee che sto portando avanti con Solindue e con tanti amici blogger che ci aiutano a farlo diventare sempre più bello e interessante.

    Puoi anche andare nel nostro blog http://thebestmagazine.wordpress.com/ a leggere gli articoli e commentarli, se vuoi.

    Comunque, parliamone… 😉

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  40. carlotta

    Caro Arthur,brevemente..(i dettagli al prossimo post)la ricetta mensile mi và a pennello..Le donne ti preferiscono xchè hai una “confidenzialità”, che è più di una semplice confidenza,nel proporti a loro,che ti contraddistingue..Totò avrebbe esclamato “Ma che ci faccio io alle donne???BOH!!!”che in alcuni film pronunciava con enfasi e con incredulità..Ecco come sei e in più ti piace il fatto che sai che alcune hanno capito il tuo gioco e ti assecondano.. Ti leggo ancora??Lo farò ma tra un pò tranne il tuo aspetto il resto mi risulta sempre più in chiaro..kiss !La tua fan Carlotta

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  41. non sapevo che la caponata si chiamasse anche piripacchiu. E’ qualcosa di celestiale, ma faticosetta da preparare, però il risultato è garantito, anche senza parmigiano. Pensa che a volte ci condisco due maccheroncini o la uso per farcire i panini!
    L’hai provata al forno? Tutto tagliuzzato a crudo, senza olive, parmigiano e aceto e con aggiunta di piselli e patate. Non è la classica caponata, ma eviti la frittura e ti assicuro che è buona buona.

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  42. IN effetti è una leggera variante alla caponata, non ci sono i pinoli e ci sono invece i peperoni (una peperonata/caponata) e alla fine anziché mangiarla calda, si mangia fredda, dopo averla fatta riposare nel frigo almeno per una nottata.

    E’ buona anche a forno, ma la morte della melanzana è fritta, e ogni tanto ci sta anche bene. D’estate preparo spesso anche la parmigiana (la trovi nella pagina delle mie ricette https://ilmondodiarthur.wordpress.com/le-mie-ricette/le-mie-ricette/ ), e anche quella la mangio fredda. Preparo alle volte quella velove, melanzana fritta, un po’ di pomodoro e formaggio parmigiano sopra, buonissima anche quella, così come faccio spesso le melanzane fritte da mettere sulla pasta e se trovo la ricotta salata a forno da grattuggiare sopra, ancora meglio. 🙂

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