Il mare.

… beh, sapete com’è, io la mattina mi sveglio presto, purtroppo, perchè dormo poco, forse perché non ho il sonno del giusto, come dicono certe sagge dicerie popolane. Evvabè, stavo dicendo, mi sveglio presto e allora apro la portafinestra, m’affaccio sul terrazzo e… ragazzi che giornata, il cielo è talmente limpido che quasi viene voglia di toccarlo, e poi lo spettacolo sotto di me, quel magnifico golfo con le barchette che si riflettono dentro nell’acqua, tutto in silenzio e il mare immobile che sembra una tavola, quasi volesse vedere se mi fermo a guardarlo, o forse è lì che m’aspetta, boh, non saprei.

Il mare…

Ho appena fatto tre giorni di mare e lo sento ancora tutto dentro nelle ossa; non lo so esattamente perché lo ami così tanto, anche a pensarci bene non riesco a trovare una risposta che in qualche modo mi chiarisca le idee, ma al di là del fatto che probabilmente la spiegazione più ovvia è che sono nato in una città di mare, per il resto è come una droga, una specie di sensazione inspiegabile che mi possiede tutte le volte che lo guardo e la provo a volte quando dall’autostrada, scendendo verso il mare, lo intravedo e allora mi viene spontaneo fare un sospiro di sollievo, come di un’attesa che per troppo tempo è rimasta lì ad aspettare.

E poi al mattino presto è un incanto, le spiagge vuote, deserte, il sole che si è appena alzato, ancora tiepido, la schiuma delle onde sulla battigia, l’occhio che si perde nell’orizzonte limpido, netto come la linea di una matita più volte ripassata e poi, camminare sulla spiaggia e non pensare a niente, qualche barchetta con il pescatore che tira su le reti e un silenzio che alle volte quasi non si riconosce e poi, al tramonto…

Il mare!

E’ verdeazzurro il mare.

E’ verdeazzurro il mare, fiotta l’onda
e sull’arenile
dilaga morbida schiuma.
Soffia da ponente un venticello,
le chiome sciolte ad una fanciulla bruna
mentre che ella sta con gli occhi chiusi
e al sogno inclina.
Più lontano, la carraia si perde
nella foschia, pare
un battello alla deriva,
dissipa il tempo,
come chi del suo tempo mal si cura.
E il sole brilla sul mare
e sulle sponde, sui passi montani
e sui declivi; nei sentieri frana
ove digrada l’ulivo
che sulle fratte domina sovrano.
Ora mi siedo sopra quel muretto
ad ascoltare un merlo
che, nel fogliame, spensierato trilla:
delirio al cor mi adduce, mentre attendo
di vedere un bel tramonto
ad inebriarmi ancora a quell’incanto.

Santi.

©_Copyright
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62 pensieri su “Il mare.

  1. laura

    Arthur, c’ero anch’io al mare, come mai non ci siamo visti? 😆

    Come sempre, tenera e delicata la poesia di tuo padre.

    Qualis pater, talis filius…

    Ciao!

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  2. Che meraviglia Arthur! E’ vero, a leggere te che racconti il mare, uno lo sente dentro e poi… la poesia di tuo padre: che dirti, sono rimasta senza parole.

    *** e per rimanere senza parole io… ***

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  3. Ma certo che te lo permetto, Api e, benvenuta tra le mie pagine, compagna, insieme a Rosamaria e a Elle, di musica speciale…

    Torna che ti aspetto… 😉

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  4. Hai ragione cara Giovanna, questa poesia è molto dolce, come tutte le poesie di mio padre d’altronde e, aggiungo io, anche molto tenera.

    Ricambio l’abbraccio. Ciao!

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  5. @ Rosamaria: grazie anche a te e il tuo doppio “bravo”, lo dedico a tutti quelli che come me amano il mare.

    @ Sancla: pensa che ricordo raramente mio padre al mare, probabilmente lui riusciva a sentire le onde del mare in un modo tutto suo… 😉

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  6. forse perchè sei nato in una località di mare?
    mmmm io sono nata a Milano eppure ho questo attaccamento al mare, l’ho sempre detto e probabilmente lo farò, appena raggiungo l’età della pensione faccio i bagagli e mi trasferisco
    trascorrere gli ultimi anni di una lunga vita in quei posti che mi han vista bambina, che sono nel mio cuore
    e poi come dici quando apri la finestra e lo sguardo si perde in quell’immensità azzurra dentro di te si scatena un’energia indescrivibile
    capisco il tuo adorare, e lo condivido
    buona giornata Arthur.

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  7. Mannaggia, Irish, mi sa che siamo già in tanti ad avere questo desiderio.

    Giusto oggi ne parlavo con Morena, le dicevo che il mio sogno nel casetto, per volermi ancora più bene da vecchietto, è di avere una casa in riva al mare, sai di quelle che hanno la porta direttamente sulla spiaggia… alzarsi al mattino, fare due bracciate e ritornare dentro casa per fare colazione con una brioche e una granita di caffè con panna…

    …e poi, poi seduto in riva al mare di sera, quando il sole si tuffa per diventare tutt’uno con il mare, sento di esserci dentro anch’io, uno con tutto quel mare…

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  8. In questa poesia si sente forte il profumo del mare e le sensazioni di chi in quel momento lo ha vissuto. E solo chi ha saputo farsi cullare da queste emozioni può sigillarle in parole che sopravvivono al tempo.
    Grazie

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  9. Giurin giuretto… neanche io ti dico niente, ma ricordati che

    quando il diavolo ti alliscia è segno che vuole l’anima!

    *** quando le visite non sono disinteressate… ***

    ma io niente sacciu 😆

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  10. Ciao Giovanna, benvenuta Barbie…
    Il mare, il mare, il mare… quasi quasi ci ritorno per un altro fine settimana… 😉

    @ Diemme: dovrei sapere qualcosa?

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  11. Accidenti!!!!
    ti avevo lasciato un messaggio splendido ( modesta non è vero???) ma come d’incanto è sparito :::::((((((

    Potere della magia

    Come molte persone nate all’ombra delle guglie, tra le fitte nebbie autunnali, lo smog ed i vecchi tram sferraglianti, ho il mare dentro me.
    Non per altro la mia città ha dato i natali a famosi velisti….
    Mai ho smesso di portare in me, il dolce,lieve dondolio così amabile e foriero di momenti contemplativi.
    Ora più che mai attendo giunga l’ora di ricingiungermi a lui: il MARE ,signore del silenzio e padre della tranquillità.
    Un abbraccio senza rotta

    ps: o prode cavaliere, sempre atteso sarai alla mia tavola.

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  12. Mi dispiace Mistral della tua disavventura con WordPress, ma alle volte è capitato anche a me, infatti, adesso, tutte le volte che lascio un commento, lo copio prima e poi do l’ok per l’invio, così scanso equivoci non devo riscriverlo di nuovo.

    E poi… sei dunque una Meneghina che ama il mare e mi sa che ormai la schiera di chi si vuol ritirare in riva al mare si fa sempre più ampia, sarà anche perché le nostre città sono sempre più invivibili?

    Evvabè, non sarebbe male ritrovarsi tutti nella stessa isoletta e ritrovarsi ogni tanto, tra una cenetta e un chiaro di luna… 😉
    E per il resto… aggiungi un posto a tavola… 😆

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  13. Un mio commento nel blog di Elle al suo post “Sur la route”

    “Il cammino che porta al mare, è un cammino verso l’ignoto, verso qualcosa che ti sembra di toccare, ma che invece più ti avvicini e più lo vedi lontano.
    Alcuni anni fa in Kenia, guardando l’orizzonte sembrava che quel mare non finisse mai, e più cercavo e più mi sembrava di andare avanti, senza fine, impossibile da toccare.
    E forse è questo che mi affascina del mare, sapere che c’è, ma allo stesso tempo non riuscire a toccarlo tutto, a sentirlo, perché ogni onda è una nuova carezza, perché ogni metro guadagnato, è un piccolo tragitto in un mare che non finisce mai.
    Ed anche se lo guardi dalla battigia, c’è un onda uguale all’altra?
    No, ogni piega, ogni rigagnolo di schiuma, persino ogni gorgoglio che si infrange, non è uguale all’altro. E continua per ore e ore, giorni, mesi, anni, secoli, ma non è uguale all’altra.
    Il cammino che porta al mare… è sempre un’emozione diversa, mai l’una uguale all’altra.”

    *** Buona serata! ***

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  14. ecco, sei caduto pure tu nel sogno fantastico 😦
    io vado oltre, casetta sotto le noci di cocco direttamente sulla spiaggia, giusto tre locali ma con una bella veranda davanti
    e al mattino ciuffff come dici tu, bagnetto e colazione
    solo che il mio sogno sarebbe perfetto se la spiaggia fosse quella bianca del mar dei caraibi
    non perchè non amo il nostro mare, ma perchè da vecchietta voglio togliermi la soddisfazione di vivere sempre in costume, o con parei
    libertà e benessere
    che dici, si può fare?

    buon week end, come te volo sul mio laghetto
    tranquillità, amici e tanto sole
    che benessere….. 😉

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  15. Ebbene si, lo ammetto Irish, sono caduto nel sogno fantastico, ma la casetta sulla spiaggia tre stanze e patio coperto da cannucce la sogno anch’io, anche perchè l’ho già vissuto un po’ di anni fa questo sogno e mi è rimasto scolpito nel cuore.
    Mannaggia, tutto il giorno in pareo (oops… sono un naturista e quindi il costume preferisco non metterlo… 😉 ) sarebbe il massimo.
    Ma siamo sicuri che non andiamo allo stesso lago e che non abbiamo amici comuni?

    Bene, tra qualche ora parto anch’io, tranquillità, amici e tanto sole… altro che benessere, dippiù, dippiù… 😆

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  16. quindi è già ora di prova costume? Me ne accorgo quando vado a correre: le piste sono popolate da donne, indaffarate a perdere i chili di troppo.

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  17. “Uomo libero, tu amerai sempre il mare.
    Il mare è il tuo specchio:
    tu contempli la tua anima
    nell’infinito travaglio delle sue onde,
    e il tuo spirito non è un abisso meno amaro.”
    (Charles Baudelaire)

    Grazie Arthur e grazie Santi per questi spruzzi di mare…

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  18. ‘giorno Elle…
    Il mio post sul mare senza un tuo commento, non sarebbe stato più lo stesso…

    Bella questa citazione di Baudelaire e tra l’altro, mi rispecchio molto in quel profilo di uomo, secondo te, ci sarà un motivo? 😉

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  19. Caro Arthur, infatti la citazione mica l’ho messa lì a caso, tanto per scrivere qualcosa…
    Ci ho ritrovato condensate in pochi semplici versi ciò che tu avevi espresso in prosa nel tuo post, quando dici “è come una droga, una specie di sensazione inspiegabile che mi possiede tutte le volte che lo guardo…”, quel senso di appartenenza a quel mare, a quelle acque talvolta calme, altre volte impetuose, cui non si può restare indifferenti.
    E non avrei certo potuto mancare un post come questo…

    @Rosamaria: non mi crederai anche tu a tutte quelle leggende metropolitane sui poeti maledetti che li volevano sempre imbottiti di oppio e ubriachi del nettare degli dei…
    L’animo tormentato è notoriamente più ispirato di quello quieto 🙂

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  20. @romaguido: e perché povero Baudelaire?

    Anche se poi, tutto sommato, Satana non è mica così antipatico!

    *** Non è così brutto il diavolo per come lo si dipinge ***

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  21. ciao arthur,
    avrei voluto andare al mare nel we, ma non sono riuscita per via di mille cose che ho dovuto fare…spero di recuperare il prossimo.
    Buona giornata e buona settimana.

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  22. Benritrovato Arthur,
    un post sul mare non si poteva non commentare…ma ti sei dimenticato il profumo del mare al mattino presto…prima dell’invasione dei vari odori delle creme solari. Un abbraccio.

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  23. Benritrovata a te Simo, e… hai ragione, il mare prima dell’invasione delle creme e quant’altro è senz’altro meglio, anche se devo confessarti che amo il mare dove tutti quegli orpelli ci sono ma il meno possibile.

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  24. @ Morena: il mare ricorda sempre tante cose, e infatti i ricordi più belli li ho proprio con il mare. Grazie!
    @ Rosamaria: insomma, sto ancora spettando di sapere del povero Baudelaire… mannagg…

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  25. @Simo: beh, è vero, romanticamente e spiritualmente parlando, che l’odore del mare sa d’infinito e di felicita, è vero che respirarne il profumo inebria di libertà ma…

    planando a terra, l’odore delle creme solari sa tanto di vacanza e di allegria, di spensieratezza e, finalmente, informalità.

    *** mens sana in corpore sano ***

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  26. Da Wikipedia
    “Temi quali la morte, l’amore e lo slancio religioso vengono estremizzati col gusto dell’orrore, il senso del peccato e il satanismo […] A detta dello stesso Baudelaire l’opera va intesa come un viaggio immaginario che il poeta compie verso l’inferno che è la vita […] La causa della sofferenza del poeta è lo spleen (letteralmente “milza”, ritenuta dai greci la fonte del male corporeo), un’angoscia esistenziale profonda e disperata che lo proietta in uno stato di perenne disagio […] I fiori del male sono i paradisi artificiali (tanto cari all’autore, che vi dedicherà un’intera opera) e gli amori proibiti e peccaminosi che danno l’illusoria speranza di un conforto. Quando anche questi effimeri piaceri vengono a svanire al poeta non rimane che “La revolte”, il rinnegamento di Dio e l’invocazione di Satana che tuttavia non si rivela utile alla sua fuga.
    L’ultimo appiglio per lo spirito disperato del poeta è la morte, intesa non come passaggio ad una nuova vita ma come distruzione e disfacimento a cui tuttavia il poeta si affida nel disperato tentativo di trovare nell’ignoto qualcosa di nuovo, diverso dall’onnipresente angoscia”

    Preferisco una visione del mondo che sia illuminata dalla speranza e dalla fiducia, che non ha bisogno di stare sopra le righe per realizzarsi, che non si senta superiore, che si ponga l’obiettivo raggiungere la pace, con se stessi e con li altri, la serenità, l’armonia, che non speri nella distruzione come soluzione ai propri mali.
    Utopia? Forse. Ma è sicuramente una disposizione d’animo che rende la vita più gradevole e vivibile.

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  27. ciao arthur,
    ieri pomeriggio ho vissuto un primo contatto, di passaggio dal lungomare non ho saputo resistere alla tentazione di fermare la macchina e scendere su uno scoglio per un pò, solo io e lui!!!
    Un incontro bellissimo!
    Buona giornata.

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  28. Bisogna conoscere la faccia del male per poterlo evitare. Il male esiste, la sofferenza fa parte della vita.

    Avere una visione irrealisticamente rosea potrebbe avere come effetto collaterale delusioni che non si è in grado di affrontare, perché arrivano nella nostra vita con l’ “effetto sorpresa”.

    Io, con un lavoro che spesso mi ha portato a contatto col fior fiore della società, ma un’attività sociale che me ne ha fatto conoscere la sua parte infima, vi dirò che ho imparato dalla seconda non meno che dalla prima.

    Forse è proprio dalle prostitute che ho imparato il valore dell’amor sacro, forse dai ladri quello dell’onestà, dai genitori degeneri l’importanza del contatto, della cura, della protezione, l’accoglimento e l’affettuosità nei confronti dei figli.
    Non dico che non fossi già predisposta a tutto questo, ma vedere quello che può accadere quando un tale rigore viene meno, mi reso più lieve il fardello di una vità in cui ho scelto sempre la strada in salita.

    Per cui, ben vengano i dannati se ci servono, come i tre fantasmi del canto di Natale, a farci vedere la faccia del male. e indurci a schivarlo.

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  29. Non ho detto che bisogna andare avanti con i paraocchi o negare l’esistenza del male, ma che una visione fiduciosa nelle possibilità di risalita, un profondo rispetto per l’uomo, in ogni stato o circostanza si trovi, il rifiuto della disperazione quale conseguenza ineluttabile, cui solo l’idea morte e dell’ignoto potrebbe dare una risposta, è, a mio avviso, una disposizione mentale che aiuta il singolo e chi lo circonda, predisponendo il terreno per ricadute positive sulla società tutta.
    La disperazione è paralizzante, distruttiva; al contrario, è dalla fiducia nella possibilità di porre rimedio al male esistente che nasce la spinta a migliorare il mondo.

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  30. Anch’io sono nato e cresciuto in una città di mare, dalla parte opposta dell’Italia rispetto alla Sicilia, ma condiviso le stesse sensazioni e lo stesso infinito amore per l’elemento mare.
    Leggo che anche chi abita a Milano può amare il mare come noi, ma mi chiedo se davvero è la stessa passione di chi è cresciuto accanto a quest’elemento.

    In ogni caso, invidio a te il fatto di vivere ancora vicino al mare, mentre nel mio caso sono confinato (per motivi di lavoro) in una cittadina ricca, prospera ma assolutamente priva di mare.

    Goditelo.

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  31. Arthur,

    amico carissimo, mi sei mancato tanto e allora come dice la buona amica diemme se qcn ci manca andiamolo a cercare.

    E poi ho trovato questo bel post.

    Io, come ben sai, vivo lontano dal mare, tra la nebbia, le zanzare e l’umidità. Amore e odio con la mia città, ma questa è una costante della mia vita.

    Io, altro controsenso, ma la vita è fatta anche di questi, da buona escursionista amo…eh si no non è la risposta scontata…amo il mare. E tu mi chiederai: ma se ami il mare perchè vai in montagna? Adoro la montagna ma l’amore per il mare è una cosa diversa…adoro il mare d’inverno, il mare quando piove, il mare deserto, il mare che il mondo vede triste e che mi ha ispirato tanti pensieri….

    un abbraccio amico mio

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  32. Benvenuto, Fra’ Puccino, tra le mie pagine. In effetti, non vivo neanche io vicino al mare, abitando nell’operosa Lombardia, ma quando posso, ogni scusa è buona per andare a vederlo, oltre che sentirlo, sono poi 2 ore e mezza di macchina, che faccio sempre volentieri… 😉

    L’alternativa è il lago, quello di Garda, che gli somiglia un po’, ma per quanto bello possa essere, non è mai come il mare.

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  33. ‘giorno Barbie, no, questo we niente mare ma… c’è sempre il lago che mi aspetta e anche se non è la stessa acqua e soprattutto la stessa atmosfera (almeno per me… ), al grido “non lamentiamoci”, domani parto, sperando di trovare bel tempo. Di certo, la compagnia buona c’è, quindi… 😉

    ps: ti ho messa ta i miei “amici, anzi dippiù… “

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  34. Fermo che la compagnia è fondamentale, da uomo di mare a uomo di mare ti dico che io, pur essendomi trasferito non lontano da un grande lago, non ho mai voluto andarci, il mare è tutta un’altra cosa, imparagonabile.

    Ho pure fatto il bagno in (a memoria) 4 laghi italiani, parlo per esperienza, eh

    Al limite, quasi meglio una piscina.

    Spero di non averti rovinato la gita, al limite vai a Gardaland, valà che c’è pure la nuova attrazione

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  35. E infatti, Fra’ Puccino, concordo con te che il mare è un’altra cosa, ma vado sul Lago di Garda, perchè ho degli amici, dei cari amici, che tra l’altro hanno una casa con piscina, e quindi l’acqua del lago non l’ho mai praticamente assaggiata.

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