Sassolini…

Vi siete mai fermati a guardare i sassolini sulla spiaggia in una giornata di fine settembre?

Io l’ho fatto domenica, verso le sette del mattino camminavo in riva al mare e ad un certo punto, all’improvviso, ho avuto l’impressione che i sassolini mi stessero a guardare. C’era pochissima gente, niente ombrelloni, niente sdraio, niente salviette stese, niente persone che prendevano il sole e con ancora negli occhi il pienone di quest’estate, mi sembrava di vivere in un’altra dimensione. L’unico rumore, i miei passi e il suono delle onde, soffice, attutito, come una carezza, il mare era talmente piatto che quasi veniva voglia di camminarci su.

Ed allora li ho visti uno accanto all’atro, alcuni appoggiati, altri che spuntavano fuori quasi volessero fare a gara per le prime posizioni, mi sono chinato ad osservarli e con quelle forme e colori così diversi tra di loro veniva voglia di accarezzarli, lì tranquilli senza che nessuno li calpestasse, lì abbandonati al loro destino, nell’attesa magari di migrare altrove, come fossero parte di un mosaico ancora da completare, piccoli frammenti incustoditi che, uno ad uno, trovano spazio senza mai una fine.

Mi sono seduto e cingendo con le braccia le ginocchia, mi sono messo a guardare, lasciando che lo sguardo andasse per i fatti suoi, libero di vagare tra tassello e tassello, senza per questo cercare perfezione negli incastri, rendendomi all’improvviso conto di quanto mi mancasse.

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51 pensieri su “Sassolini…

  1. Io adoro i sassolini; guardandoli mi chiedo quale sia la loro storia, la loro provenienza, il loro offrirsi, docili, a quella levigazione che dà loro le forme più curiose.
    I sassolini presi dalla spiaggia erano la passione della mia nonna paterna. Eravamo al mare quando ci chiamarono per dirci che se n’era andata; rientrammo immediatamente in città… e fu così che una manciata di piccoli, candidi sassi accompagnò mia nonna nel suo ultimo viaggio.

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  2. Bello questo ricordo, Rosamaria.

    Ho un’amica che ha una libreria piena di sassolini e vasetti con la sabbia…. I sassolini sono come i nostri pensieri, spesso diversi tra loro, ma uniti nella stessa avventura.

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  3. quest’estate un nostro amico è tornato dalla spiaggia con un regalino per la sua ragazza.
    Le ha portato un piccolo sassolino che l’acqua aveva levigato a forma di cuore.

    L’ho trovata una cosa mooooolto romantica….
    persino io avevo gli occhi a cuoricino !

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  4. @ Eppi: in effetti è un pensiero amorevole e tra l’altro, se si guarda attentamente, tanti sassolini somigliano a tante cose… la natura o forse il tempo che passa, ha sempre qualcosa da proporre.

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  5. aquilotta71

    siamo dei nostalgici del mare…
    io praticamente lo vivo quotidianamente abitando sul mare, letteralmente e di fatto,
    dal mio terrazzo la vista è incantevole…
    adoro il mare e tutto ciò che è legato al mare…

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  6. @ Aquilotta: anch’io, essendoci nato, amo visceralmente il mare, ma purtroppo non ci abito più. Infatti, come ormai anche le pieghe più nascoste della rete sanno, vorrò passare la mia vecchiaia sul mare e se è possibile, anche prima, magari una casetta a Filicudi, dove c’è solo natura e mare.

    Comunque, quando riesco ci vado sempre, altrimenti, mi accontento del lago di Garda, che tra l’altro è molto bello, ma non è mare, purtroppo.

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  7. laura

    Parlare di sassi è un po’ come parlare della vita, una metafora che ci fa riflettere sulle nostre origini.

    Scritto, come sempre, con molta delicatezza, mi riporta alla mente alcune poesie lette da bambina, dove ad ogni passo corrispondeva un sasso, un gioco d’equilibrio che è poi l’essenza della nostra esistenza.

    Ciao.

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  8. Quale magico potere possiedono i sassolini vero??????
    Sono molto simili ai candidi fiocchi di neve, ti ci puoi perdere mentre li osservi cadere lievemente dal cielo………
    Due ambientazioni diametralmente opposte ma terribilmente legate tra loro da un magico fascino.

    Hai solo da aspettare……tra poco potrai perderti con il pensiero seguendo little white snoflakes.
    A presto

    un mucchietto di sassolini colorati

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  9. @ Laura: indubbiamente c’è un legame tra i sassi e la metafora, significati che si prestano a tante interpretazioni, come d’altra parte le mie parole, che se da un lato riflettono su di un paesaggio solitario, dall’altro, così come il mio sguardo, si perdono alla ricerca di tasselli che fanno parte del mosaico della vita.

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  10. @ Mistral: mi piace questo tuo paragonare i sassolini con i fiocchi di neve, che tra l’altro amo in modo particolare… ci sarà pure un motivo, non credi?

    Aspetterò i little white snoflakes e così lascerò che lo sguardo vada di nuovo per i fatti suoi. 😉

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  11. Affondare le mani in quei sassolini, per scoprire che ce ne sono tanti altri sotto la superficie, ognuno diverso, ognuno con la sua storia, ognuno levigato dallo scorrere del tempo. Un pò come “affondare” nella vita di ogni uomo, nei suoi colori e nelle sue ombre, andando oltre lo sguardo in superficie e ritrovando nella diversità una storia, un unico ed irripetibile scorrere del tempo.
    Per quel “… quanto mi mancasse…” un sorriso di speranza.
    Ciao

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  12. @ Spazio: come sempre, con le tue parole riesci ad entrare nel cuore del problema. Mi piace questo “affondare le mani in quei sassolini, che è poi come “affondare” nella vita di ognuno…” rende perfettamente l’idea di questa simbiosi tra i sassolini e la nostra esistenza.

    E poi… la speranza o per lo meno, la voglia di credere sempre in positivo, non mi abbandona mai… 😉

    Ciao e grazie.

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  13. la domanda sorge sempre spontanea…
    quanto mi mancasse…
    cosa? o chi?
    capisco il momento, a volte ti copio
    perchè credo che questi siano i “nostri” momenti, quelli fatti di noi e lo spazio infinito, noi e ciò che ci circonda
    a volte anche un sassolino può portarci una immensa riflessione
    noi, esattamente come lui, viviamo in attesa di un qualche cosa che esattamente non sapremo mai cos’è
    qualche giorno trascorso su spiagge quasi deserte, eppure son sempre li ad aspettare che qualcuno, come noi, ci si sieda sopra e lanci i propri pensieri al vento, o tra le onde del mare…
    momenti…io li chiamo i miei momenti…
    vado…ma torno
    si torna sempre, prima o poi.
    buona giornata Arthur

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  14. @ Irish: cosa o chi mi mancasse… poteva essere quell’atmosfera che si respirava, poteva essere quella fuga dalla gente, dalla confusione delle spiagge estive, come poteva anche essere qualcuno che in quel momento condividesse con me quei pensieri e soprattutto quell’emozione, qualcuno che fosse sulla mia stessa lunghezza d’onda, insomma, potevano essere tante cose messe insieme, ma soprattutto, l’occasione per riflettere su ciò che la vita è in grado di dare alle volte, perchè, come hai giustamente detto, in fondo noi siamo come quei sassolini, nell’attesa? Forse, anche, ma credo piuttosto pronti a trasformarci, un po’ come loro che, il tempo leviga, frantuma fino a farli diventare sabbia, l’evoluzione che è l’essenza della nostra esistenza.

    Paradossalmente, sarà che io amo il mare, ma quella mattina ho vissuto “la vita”, in comunione con la natura che mi ha generato.

    Anch’io li chiamo “i miei momenti”, ma non ho paura di definirli anche “i nostri momenti”…

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  15. Caro Arthur,

    ieri sera mi sono addormentata con la voglia di scriverti una lettera, e stamattina pronta davanti al mio pc mi è venuta l’idea di scrivertela in risposta a questo post, che avevo letto, ma che non avevo potuto, e forse voluto commentare.

    Il mare ad inizio autunno, con un sapore nostalgico. Ricordi a colori nei nostri occhi e nel nostro cuore, e ora scene in bianco e nero.

    La mia fisicità mi chiede di immergermi nei sassolini o nella sabbia o nei fili d’erba, così come la mia anima si tuffa nei miei pensieri.

    In quei colori che mancano, nonostante un giorno di sole, un piccolo o grande rimpianto, o la consapevolezza che se quei colori mancano è anche colpa nostra. Quando un ingranaggio si rompe sono tanti i motivi, anche se i tecnici ci dicono subito che non abbiamo usato lo strumento come andava usato. Ciò che bisognerebbe fare a parte farlo riparare è capire cosa abbiamo fatto per danneggiarlo.

    Parole che si rincorrono. Parole da cui sbocciano come boccioli di rosa, nuove parole. Parole che lette fanno male, nelle dune del deserto, nel manto di petali di rose, nelle nuvole del cielo. Parole dirette al nostro cuore.

    Ogni giorno è un nuovo giorno, speciale per il suo essere nuovo. Questo nuovo giorno ci dona la possibilità di creare nuovi colori. Sta a noi scegliere se lasciare il nostro cuore in bianco e nero o dargli un nuovo colore. Questo nuovo colore può portare un sorriso su un cuore che ora soffre.

    Caro Arthur,

    nelle mie parole la mia anima.

    Un bacio Monica

    (P.s. io sono reale e con me le mie parole. Anche il dolore di noi anime erranti è reale)

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  16. Che strano….. sassi che sono belli da tenere in mano, da ammirare, da diventare i protagonisti di chissà quale magico peregrinaggio tra i fondali, le alghe, le correnti.
    Sassi che diventano fastidiosi, tanto che occorre togliersi dalle proverbiali scarpe.
    E se unissimo le due cose, e togliendoci i nostri metaforici sassolini dalle scarpe ci fermassimo a riflettere sul perchè sono arrivati a darci dolore, fastidio, rimpianto?

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  17. Giovanna Amoroso

    Sassolini…
    così uguali e così diversi tra loro…

    La spiaggia in autunno è bellissima. Rende inclini all’introspezione… Estremamente poetica e malinconica…

    Buona giornata, carissimo Arthur!

    Giovanna

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  18. C’è un intimo scambio di pensieri e sensazioni tra te e questi sassolini e sai che quando scrivi così “intimo” arriva tutto in modo molto più forte ed incisivo. O almeno, a me che leggo, arriva così.

    Affondare le mani in quei sassolini è il tuo passare al setaccio i pensieri: ne hai osservato le forme, i colori, le dimensioni, li hai mescolati e poi di nuovo raccolti e raggruppati.
    Li hai separati dai rumori e dall’ambiente circostante, isolando ogni singola sensazione che toccarli, calpestarli, tenerli e poi rilasciarli ti rimandava.

    Passeggiare sulla ghiaia del mare è passeggiare dentro sè stessi, quei sassi siamo noi, di sassolini è fatto il nostro cammino, intarsi di un mosaico sempre nuovo da comporre… la simbologia dei sassolini è infinita e tante le letture possibili. Così come infinito è il pensiero che infine libero si posa su qualcosa che manca.
    Una mancanza che però non diventa struggimento, la sento pacata, calma, come quel mare su cui sembrava di poter persino camminare.

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  19. api

    una pausa, necessaria. quella che, per come ti leggo, hai avuto ma, oltre quel mare descritto come strada da poter percorrere, arriva anche a darmi tregua e riposo.
    sotto scrosciante temporale…e pochi tiepidi raggi di luce che ora bucano le trame delle nuvole.

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  20. @ Liviana: è vero, alle volte i proverbiali sassolini dentro le scarpe bisognerebbe toglierli, se non altro per prendersi delle soddisfazioni, ma se queste soddisfazioni portano altri sassolini, allora è meglio lasciar perdere… 😉

    @ Giovanna: la spiaggia deserta è sempre un po’ malinconica, ma solo perchè la si vorrebbe sempre così, almeno per me. In Kenia, una delle cose più belle che ricordo, sono appunto chilometri e chilometri di spiagge deserte, dove al massimo c’erano alcuni bambini che giocavano con le onde, infatti ho delle riprese che ho fatto da una jeep in corsa, che ogni volta che le guardo, provo sempre una profonda emozione… 😉

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  21. @ Monica: siamo solo noi quelli che coloriamo o rabbuiamo le nostre giornate, incuranti alle volte del fatto che il colore è lì a portata di mano.
    Le parole poi… vanno e vengono, non sempre vogliono dire ciò che realmente dicono, sono talmente tanti i significati che bisognerebbe poterli vedere tutti con l’animo sgombro da qualsivoglia coinvolgimento.

    Quante volte parlo per metafore, quante volte do ad una parola un significato diverso da quello che sembra possa avere… e nel farlo, mi aspetto che chi mi ascolta, conoscendomi, riesca a viverle per quello che sono, senza equivoci, perché il vero equivoco sta nel non volere ascoltare insieme la stessa musica.

    Per il resto… molto romantiche le tue parole, che nascono dalla voglia di vedere il mondo con semplicità… 😉

    Ciao Stellina!

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  22. @ Elle: si, quella mancanza non è struggente, è vero, è parte di un insieme, dove l’emozione è la protagonista principale.

    Amo molto quel tipo di paesaggio, perché lo ritengo il momento più adatto per sentirmi meglio in sintonia con la natura, la gente non mi da fastidio, anzi, alle volte è la scusa per fare nuove riflessioni, ma una spiaggia deserta, un mare calmo come una tavola, passeggiare sulla ghiaia e godere di quelle simmetrie scomposte e al tempo stesso in simbiosi l’una con l’altra, mi riporta alle mie radici, una estrema condivisione con l’altra parte di me.

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  23. api

    …immagine reale. non volevo usare metafore ma è quello che accadeva quando scrivevo.
    un elemento di piacevole temporale che d’improvviso ha rinfrescato il cielo. il tanto giusto per farmi staccare tutto compreso il ‘coso’ che usavo 😉
    mi son ‘presa’ l’immagine dei sassolini…mai come questi giorni sento di esserne parte.

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  24. api

    pre-mente ossia pressante oppure presente…insomma, sono abbastanza confusa, in ultimo, con la testolina vagante ma immobile, come fossi una di quelle tante pietruzze dell’immagine…come si fà la faccina che arrossisce? ché mica ho studiato!

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  25. api

    ecco, così (:oops:)
    ho solo ricopiato,,,che dirà mai la direttrice didattica? 🙂
    vado a lavorare, che è meglio! buona giornata a toi, arcleto.

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  26. api

    ma non è mica venuta fuori, scusa…HO RICOPIATO MALE! lo sapevo, non son brava! 😦
    solo farfugliamenti originali, devo fare! 😉

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  27. api

    scusa, però…allora perche me le metti, le parentesi? lo sai che son di coccio, vero? lo sai pure tu, ormai! 😦
    la prossima sarà la faccina dagli occhietti roteanti…
    ora vado che, davvero, è meglio! 😳

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  28. silvia

    Mi piacerebbe metterli tutti insieme quei sassolini della foto, confrontarli con i colori, la forma, lo spessore, sentire se sono levigati o rugosi, se hanno tracce di salsedine o invece ne sono ancora intrisi, toccarli con le mani per sentirne la consistenza, il peso, la sensazione che lasciano andare, e poi uno ad uno, rimetterli al loro posto, così come li ho trovati.

    Che dici?

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  29. sancla

    Ecco, a me piace guardare i sassi appena sotto l’acqua, quelli leccati dalle onde, che si spostano appena o dondolano seguendo l’energia dell’acqua. Allora le storie che raccontano diventano infinite.
    🙂

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  30. @ Sancla: in effetti i sassi sotto l’acqua, hanno delle sfumature che variano a seconda della luce che filtra e quell’impressione di dondolare, li rende affascinanti.

    E’ vero, chissà quante storie… 😉

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  31. follettabacibaci

    Ciao Arthur, che bello che bello e che bello. Sapere che ci sono persone che come te alle sette di mattina sono in spiaggia e godono di questo silenzio, sapere che dall’altra parte del mare c’è chi ti assomiglia mi fa venire voglia di alzare la mano e fare ciao, mi vedi? Io sono qui vicino ai pescatori che rientrano con le lampare, fa fresco e quando sono scesa sul mare c’era all’orizzonte la striscia della notte che se ne andava, io non ho sassolini Arthur, ho sabbia umida che si appiccica all’orlo dei jeans, ma ho la voglia dentro di gridare al mondo intero che sono felice di essere qui in questo momento. Ecco, io c’ero ma era ieri mattina dopo una notte senza sonno e senza sogni, ma col desiderio grande di un oggi.
    Baci baci amico mio Follettina

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  32. @ Folletta: mannaggia, se me lo avessi detto, avrei guardato dalla tua parte e insieme a te, avrei gridato anch’io che ero felice di esserci.

    La prossima volta mandami un fax, un telex, un uccellino con un fischietto nel beccuccio, oppure visto che eravamo al mare, una bottiglia con dentro un bigliettino… ‘nnaggia… 🙂

    Però, una cosa l’abbiamo in comune, ed è la voglia di fare sempre un sorriso.

    Ciao Follettina! 😉

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  33. @ Aquilotta71: hai detto una cosa verissima, l’energia e il buon umore di Folletta è davvero contagioso.

    Buon fine domenica anche a te e vista l’ora, ‘notte!

    ps: scusa, ma il tuo commento era andato in moderazione, probabilmente avevi cambiato indirizzo e-mail… 😉

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  34. Sono nata a 300 mt dal mare,ci vivo e grazie a Dio ho anche la fortuna di lavorarci e poter alzare lo sguardo dalla scrivania e vedere il porticciolo…mi sono sempre considerata un essere marino,l’acqua è il mio elemento non per nulla i tatuaggi sul mio corpo parlano della mia passione…tutto questo preambolo per dire che quando qualcuno ne parla o ne scrive non posso fare a meno di intervenire,scusatemi,ma è più forte di me 🙂 D’estate non se ne parla,ma l’inverno…ah l’inverno! adoro i sassolini,quando voglio riflettere o rilassarmi prendo i miei cani e “mi butto” in spiaggia…mi siedo ed inizio a giocare,anch’io li divido per colore,forma,grandezza…li fotografo,li raccolgo e spesso me li porto a casa…come tanti di Voi ho ciotole di sassi sparse un pò ovunque 😀

    Tenerli in mano,sentirne il calore mi aiuta a pensare,mi trasmettono pace e sintonia con il mondo ed a volte (cosa rara) anche con me stessa.

    Gran bel blog complimenti Arthur e complimenti anche a tutti i tuoi lettori…tornerò spesso per il piacere di leggerVi.

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  35. @ Amaramara: innanzitutto, grazie della visita e dei complimenti, ho fatto una capatina nel tuo blog ed ho scoperto che abbiamo una passione in comune, la fotografia.

    Per il mare… che dire, anch’io sono nato sul mare, lo amo visceralmente, ma purtroppo non ci vivo più, infatti, appena posso, scappo e vado a “respirarlo” e la sensazione che provo è bellissima e difficile da descrivere.

    Però, prima o poi ci tornerò, diciamo che è il mio obiettivo in un futuro che spero non sia troppo lontano.

    Se troni, sarai la benvenuta.

    Ciao!

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  36. Già tornata!!! 🙂 immagino quale mancanza sia vivere lontano dal mare…io non ce la farei,ma capisco che a volte nella vita certe scelte bisogna farle e non c’è storia.
    Se hai fatto un giro nel mio blog avrai sicuramente visto le foto dei “miei”sassi 😀 Conosci le mie zone?

    A presto e grazie davvero per la gentilezza (cosa rara ultimamente)

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  37. @ Amaramara: grazie a te!

    @ Paolo: benvenuto… beh, può anche darsi, ma allora, anche tu ti sei fermato a guardarli a quanto pare… 🙂

    @ Polvere di Riso: belli anche i tuoi sassolini, forse un po’ più intimi, che dici? 😉

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  38. @ Paolo: io invece ero a Marina di Massa, in Versilia, anch’io un occhio al cielo, uno alla terra e… un occhio al mare (quello non lo perdo mai di vista… 😉 )

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  39. …sassolini..ne raccolgo sempre qualcuno…è il mosaico dei ricordi…
    Bellissimo ricordo il tuo, bellissimo pensiero.
    Una volta , la mia prima ed unica volta…a Milano in un ristorante giapponese…
    rubai tre sassi…piccoli…son sempre qui…6 anni e nulla è cambiato.

    …conosco quel momento di pacifica solitudine..il momento del mare più vero…

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