E-mail, lettera, chissà…

          Ricevo stasera una e-mail e prima di aprirla, ci giro intorno con il mouse, la guardo e la riguardo e non mi so decidere ad aprirla. Eppure è così semplice, non c’è la busta, non ci sono bordi da strappare o francobolli da guardare, l’unica cosa certa è il mittente che spunta fuori e, lì in bella vista, sembra che dica, dai, cosa aspetti a fare un clic?

          E già, sembra semplice a dirsi e se poi ciò che c’è scritto non è quello che m’aspettavo? Almeno una volta, con la lettera, potevi per un po’ far finta di niente, te la giravi tra le mani e malgrado la curiosità, centellinavi la voglia per scoprirla a poco a poco, se era di una donna, annusavi la busta per sentire il suo profumo e visto che spesso sapeva di postino, cercavi d’immaginarlo e nell’attesa, te la rimiravi girandola tra le mani, per poi aprirla e leggerla tutto d’un fiato.

          Con l’e-mail invece… è sempre lì, vedo il nome che continua a farmi l’occhiolino, con il mouse già pronto per cliccare, mannaggia, tutto è ormai così veloce e… dieci o forse venti righe che sembrano un quadretto dentro allo schermo del mio computer, le leggo, sorrido e ricomincio a pensare alla carta che non c’era, ai caratteri tutti uguali, messi lì in fila, ordinati, niente sbavature, niente lettere scritte di sbieco perché la mano era emozionata o incerta, solo parole, senz’altro belle parole, anzi, bellissime, parole che con la mente mi portano a pensare a chi le ha scritte e, chissà se fosse stata una lettera, se ci fosse stata quella carta magari stropicciata, quella scrittura, chissà…

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41 pensieri su “E-mail, lettera, chissà…

  1. simple

    Ci sono 3 o 4 lettere che conservo gelosamente e che ogni tanto prendo in mano per ricordare le sensazioni che descrivi. La scelta della carta, della busta, della penna, magari qualche errore corretto al volo, un leggero tremolio o la fretta di dire parlavano anche esse. Ora bisogna trovare altri modi per trasmettere questa cura, questa voglia di dire qualcosa che non sia con parole, ma sono certa che chi ti ha inviato la mail è riuscito/a a farlo.
    🙂

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  2. Arriva una mail. La bustina ancora chiusa. Il nome che appare davanti ai tuoi occhi. Mille pensieri, mille dubbi, mille speranze. Chissà.

    La leggi.

    Se fosse fosse stata la mail di chi dicevi tu, o forse se ci fosse stato scritto quello che il tuo cuore o la tua anima avevamo bisogno di leggere forse non ti saresti fatto prendere dalla questione della carta da lettere. Se il nome che ti appariva fosse stato di colei a cui tu stavi pensando forse l’avresti aperta con la fretta adolescenziale. Se le parole che essa racchiudeva fossero state quelle che ti sarebbe piaciuto leggere sarebbero state nutrimento per la tua anima.

    Ricordo di avere scritto mail meravigliose, che nulla avevano da invidiare alla vecchia carta da lettera. Sfondo azzurro, carattere arzigoggolato blu, musica dolce il sottofondo, e le mie parole, tra prosa e poesia. Forse splendide per me, forse troppo impegnative per chi le leggeva, che forse in quel momento aveva bisogno di altro.

    Sai, io sono una persona molto fisica, e quindi non posso che amare la lettera cartacea, ma la mia fantasia e la mia creatività mi hanno sempre portato a personalizzare le mail di un certo tiro.

    Anch’io adesso vorrei ricevere una mail, non da un amore, ma da un amico, allora sai che faccio? gli scrivo un messaggio…

    Un abbraccio stellare,

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  3. @ Sancla: non è nostalgia la mia, ma solo una considerazione che nasce dal fatto che oggi, con tutta questa tecnologia, si è perso un po’ di spontaneità.

    Anch’io conservo ancora gelosamente delle lettere e ogni tanto, raramente devo dire, le leggo e il piacere di ritrovare quella scrittura o tutte quelle imperfezioni, oltre ovviamente al ricordo, è veramente tanto.

    Per il resto, faccio la stessa cosa con l’e-mail, tutte catalogate e conservate, stessa emozione se voglio bene alla persona che leggo, però se ci fosse la carta, chissà… 😉

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  4. @ Stellina: mi piace, alle volte, centellinare il piacere, è un privilegio che mi concedo, anche per godere per un attimo di qualcosa che, normalmente, visto che spesso corro come un forsennato, mi viene a mancare.

    La fretta adolescenziale c’è sempre, nonostante l’età incalzi inesorabilmente, mitigata magari dall’esperienza, e d’altronde, cosa si cresce a fare?

    Anch’io ho scritto e ricevuto e-mail meravigliose, la mia considerazione nasce soltanto dal fatto che, con tutta questa tecnologia, stiamo forse perdendo qualcosa, con questo non disdegno, anzi, sapere di non dovere aspettare più di tanto ripaga di quella fisicità che manca, però… 😉

    Tempo fa, ho ricevuto un pacco con un libro in omaggio che mi ha mandato un’amica conosciuta tra queste pagine. Su una cosa mi sono subito soffermato, la sua calligrafia e il mio indirizzo scritto a penna… beh, di quell’amica avevo scoperto una cosa diversa, quella parte di lei (la sua scrittura…) che normalmente nelle e-mail, nel blog o con i commenti non c’è.

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  5. Ho un rapporto “carnale” con tutto ciò che è fatto di carta, libri e lettere in particolare.
    Stringere tra le mani è un valore aggiunto, ecco perché qualche mail, io la stampo.
    Poi la leggo.
    La prima volta è una lettura d’insieme, vorace, silenziosa, interna.
    La seconda è più ordinata, più attenta ai particolari, più concentrata e meditata.
    A queste due fasi, segue, talvolta, la stampa e la lettura a voce alta, infine, soddisfatta questa personale perversione, posso anche strappare la carta e conservare tutto nella memoria.

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  6. le care vecchie lettere di carta…
    sporcate dal tempo.
    con una loro storia…
    beh!
    insostituibili direi.

    con tutto il rispoetto che ho per la tecnologia….ci mancherebbe!

    però….

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  7. Ciao,
    continuo ad introdurmi nei vostri pensieri, oramai da quattro giorni. Le lettere di un tempo non me lo avrebbero mai permesso.
    Certo è che il profumo della carta senza dubbio manca. L’inconfondibile profumo sprigionato dall’apertura di un vecchio libro chiuso da troppo tempo.

    p.s. Però pensa a quanti alberi stiamo salvando…

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  8. Niente supera il valore di una lettera scritta a mano per tutti i motivi da Voi descritti…forse perchè amo scrivere a mano,forse perchè anch’io annuso le lettere per sentirne il profumo di chi ha scritto o anche solo della carta non importa…che malinconia mi hai fatto venire Arthur.

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  9. @ Elle: e perché mai la definisci perversione? Non ho, come te, un rapporto carnale con la carta (beh, amo molto il legno, fa lo stesso?… ), però mi piace, un libro per esempio, io non riesco a leggerlo a computer, perché malgrado sia diventato la mia seconda pelle, non mi fa concentrare a sufficienza.
    E come te, alle volte anch’io leggo a voce alta delle cose, però alla fine le conservo nel mio archivio informatico, sempre più pieno, ma solo perché non ho un’ottima memoria.

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  10. @ Solindue: hai perfettamente ragione, se ci fossimo scambiati delle lettere, non saremmo qui a condividere questi pensieri. In casa mia, il libro è sacro, quando qualcuno vuol farmi un regalo, sa che l’unica cosa che non rifiuto mai è un bel libro, magari di arte o di architettura, perché malgrado internet, una storia, una recensione, un trattato o un romanzo, preferisco leggerlo sentendo tra le mani le pagine da sfogliare.

    Per il resto e come ho già ripetuto la tecnologia ed io siamo la stessa cosa, anzi, dippiù, dippiù… 😉
    E per gli alberi… in ufficio, mi batto sempre perché non si sprechi carta inutilmente, alle volte si stampano delle e-mail di poche righe, che potrebbero essere lette tranquillamente a video, ma questa è solo coscienza civica e nient’altro.

    Benvenuta e… verrò a trovarti, ma non aspetto quattro giorni per dire la mia, quindi, arrivoooooo… 🙂

    Grazie comunque della visita!

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  11. @ Amaramara: no, malinconia no, magari un po’ di nostalgia, anche se poi nessuno c’impedisce di usare la carta anziché l’e-mail… ma scusa, quanto c’impiega una lettera per arrivare?

    Ed è proprio qui che casca il famoso asino… 🙂

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  12. Malinconia perchè nessuno mi scrive più lettere!!!! 🙂 scherzi a parte,in un giorno la letterina è bella che arrivata volendo….pensa che a casa in soffitta ho un baule pieno zeppo di tutte le lettere che mi sono state spedite da quando ero ragazzina ad oggi,non le ho mai buttate.
    Chissà che non mi venga la voglia di rileggerne qualcuna…

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  13. Laura

    E’ tanto che non scrivo più lettere, sono diventate ormai un ricordo.

    Ogni tanto qualche bigliettino, per una ricorrenza, un compleanno, ma per il resto, l’abitudine di scrivere a computer è tale che mi ha tolto anche il gusto di scarabocchiare su di un foglietto.

    Di lettere ne conservo tante, ma anche quelle sono sprofondate nel dimenticatoio. E’ il guaio della tecnologia, della fretta, di voler fare le cose di corsa e non fermarsi un attimo anche soltanto per dedicarsi a se stessi. La lettera, scritta a penna, era come un atto d’amore, la scelta della carta, il colore dell’inchiostro, la calligrafia, che era il nostro marchio indelebile, niente scelta del font o della misura del carattere, veniva come veniva, poi io ero una che scriveva di getto, rileggevo velocemente e via, dentro la busta pronta per essere spedita.

    Ma non mi manca, se devo essere sincera, forse perché so che se voglio potrei rifarlo in qualsiasi momento, quindi non la vivo come una cosa che mi è stata tolta, anzi, piuttosto, mi mancano altre cose, un po’ più di attenzione dalle persone in genere, un po’ meno chiusura ai problemi altrui, un po’ meno egoismo, voglia di condividere che, paradosso, si trova più in rete che nella vita reale.

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  14. api

    e perchè non fermarsi due minuti a comprare busta e francobollo, per fermarsi davanti ad un foglio ancora bianco e lasciar andare la mano alla penna? o alla matita, dipende…
    vuoi mettere?! 😉

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  15. api

    il fermarsi scritto due volte è intenzionale…fermarsi un pò, andare piano, acchiappare. cosa che avviene quando la pagina diventa la carta assorbente dei pensieri e non digitate veloci alla tastiera.
    ma io sono antica :oops :

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  16. @ Aquilotta: beh, nostalgia credo che sia un sentimento diffuso e forse, dovremmo ricominciare a scriverle queste lettere.

    Il fatto è che siamo talmente abituati alla velocità delle e-mail che aspettare l’arrivo di una lettera ci mette senz’altro in “panne”, ma se ne vale la pena… 😉

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  17. @ apina: infatti, lo stavo giusto dicendo a Aquilotta, però credo che in questo senso siamo (plurale maiestatis… 😉 ) diventati un pochetto pigri e allora…

    E non credo si tratti neanche di essere all’antica o moderni, l’e-mail è immediata, se si ha la fortuna di avere dall’altra parte una risposta in breve tempo, si finisce con lo scrivere talmente tanto che alla fine ti domandi: ma non era meglio telefonarsi? 🙂

    Comunque, teniamo conto che quello che conta è il contenuto, senza il quale, una bella scrittura, un bel foglio di carta sono del tutto inutili.

    E allora… l’idea che ci ha dato Elle è magnifica, si stampano le e-mail, si leggono ad alta voce e se si ha voglia, si conservano in una scatola, magari con un po’ di profumo, come ci ha detto Aquilotta.

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  18. api

    ne vale la pena, arthur. credo proprio di si. qualsiasi foglio si usi o una grafia disordinata e tentennante…leggere una lettera ha un valore ‘aggiunto’.
    certo…il contenuto dev’essere all’altezza delle aspettative!
    ma, detto tra noi, quando mai non lo è? 😉
    e poi, diciamolo, mettiamo un pochino al bando la pigrizia – che quella, ahimè, non manca!- per gustare modi di comunicare che non si usurano mai! 🙂 e, soprattutto…hanno un ritmo di cui dobbiamo riappropriarci!
    inzomma…prendi carta, qualsiasi, e penna, pure pastello se vuoi…e scrivi! a chi vuoi!
    (come si fà il visino con gli occhi roteanti?) 🙄

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  19. @ apina: ti ho messo la faccina con gli occhi roteanti 🙄 (:roll:) da scrivere senza parentesi ovviamente… 😉

    Tu hai non ragione, ma ragionissima e allora… prendo carta e penna, la carta e la penna più bella che ho, riordino le idee e scrivo una bella lettera, a chi?

    Lo saprei anche a chi spedirla e quasi quasi… 🙂

    Buona serata apina e buona serata a tutti!!!

    ps: se domani trovate una lettera con mittente “Arthur”, sono io che ve l’ho spedita… 😆

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  20. follettabacibaci

    Eccomi adoratissimo arturino, sono passata a trovarti e a farmi un giro tangero con te mio novello Rodolfo 🙄 questa non la conoscevo, dovevi farli neri sul mio blog 😆
    Allora, penso che sei più giovane di me perchè non mi ricordo dove mi sembra di aver letto, ma forse mi sbaglio anzi sicuramente mi sbaglio, che sei del 1964 o 74, ma poi che importa se dentro abbiamo sempre 15 anni ❓ , e poi se quel figaccio in alto a sinistra sei tu, bè o hai barato oppure sei giovane come dico io. A me piace molto scrivere e penso che te ne sei accorto, quindi parlare di carta e penna con me è sfondare un portone aperto, una lettera ti resta una mail (anzi maials che mi piace di più) prima o poi la cancelli e poi magari ti penti. Però io ho una mia cartella dove conservo in archivio le più importanti, e questo vale anche per gli sms ho una memory card aggiuntiva. Però il fascino della carta. Allora, come al solito mi sono dilungata e come al solito è stato un vero piacere e come al solito non so quando potrò ripassare qui, ma io sono sempre li no la no qui no qua, vabbè m’hai capito e se c’hai fame vieni da me che lo sai come finisce 😳
    Adesso riprendo il volo col mio gabbiano, oggi mi hanno fatta nera tra Francesco e Giò, appena c’ho due minuti ti mando un paio di cosine dal pc aziendale te vojo fa rinturcinà dalle risate, o domani o venerdì. Una serata di calde follie mentre metto in moto Jimmy, frrrr frrrr le senti le ali????? A presto Folletta baci baci (mi dici come si fa lo smailino con il bacio se lo sai???)

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  21. @ Folletta: Folletta, Folletta… allora, incomincio col dire che ricordi male e che probabilmente lo hai letto in qualche altro blog del 1964 o ‘74.
    Quel figaccio in alto a sinistra come lo chiami tu (grazie, grazie, nessuno mi aveva ancora chiamato figaccio… 😆 ), se lo guardi bene, malgrado la foto sia piccola, vedi che i capelli non sono di un nero corvino ma, abbastanza brizzolati e la faccia non è certo di un ragazzino alle prime armi quindi, tranquilla, che non ho barato, dimostro soltanto meno dei miei anni… beh, diciamo pure che dentro anch’io mi sento come quando avevo 15 anni, beh, diciamo 18/20 che è meglio, onde per cui, mi sa che quel tango intorno al tavolo possiamo farlo tranquillamente… 🙂

    Tornando alla carta, anch’io conservo le e-mail delle persone più importanti, così come ho conservato le lettere, che ogni tanto, molto raramente devo dire, vado a rileggere.

    Però ho fatto una promessa alla mia amica apina, prendo carta e penna e scrivo una bella letterina… tra l’altro devo fartela conoscere che, chissà come mai, mi sembra che voi due avete qualcosa in comune… apina, Follettina… chissà come mai… 😆

    Ci vediamo da te domani per la colazione, se nel frattempo, quella orda di mangioni che ti frequentano, non se la sono mangiata tutta. 😉

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  22. Giovanna Amoroso

    La cara vecchia carta da lettere dove si versava il profumo e si “baciava” per lasciare il segno del rossetto…

    Quante volte l’ho fatto da ragazzina…

    BEI TEMPI!!!

    Salutoni

    Giovanna

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  23. Che nostalgia!!!!!
    Adoravo ricevere lettere, soprattutto quando portavano il francobollo straniero. Erano piccoli scrigni magici, che contenevano tesori inestimabili al loro interno.
    Era una gioia immensa quando rientrando a casa, scoprivo dentro alla cassetta delle lettere, un’ombra chiara che attendeva solo di essere aperta.
    Ora non mi scrive più nessuno, ahimè!!!!!
    Anzi ho degli ammiratori insistenti che si presentano puntualmente ogni due mesi,(enel,telecom,gas….) tutti buoni partiti per carità,ma sai com’è, sono solo pronti a chiedere soldi!!!!!
    ::::))))))))))))))))))
    Un abbraccio epistolare alla vecchia maniera

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  24. @ Mistral: in effetti anche i francobolli avevano il loro fascino, tra l’altro ho avuto un paio di fidanzate straniere e quindi c’ho una bella collezione… bei tempi!!!

    Per quanto riguarda invece gli “ammiratori”, posso assicurarti che ne ho abbastanza anch’io e se devo essere sincero, rompono, sono insistenti, non si lasciano scoraggiare da nulla, e mi sa che non possiamo farne a meno.

    E su quel “ahimè… “, fossi in te non dispererei, perchè nella vita non si sa mai cosa può succedere… 😉

    Ricambio l’abbraccio epistolare vecchia maniera, ma… scusa, com’era? 😆

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  25. Avete scritto tutti cose bellissime e non basterebbe un post per riepilogarle, commentarle, quotarle; ma cercherò di essere breve.
    Conservo tutto, amche le lettere degli “ammiratori” che a volte mi tocca riesumare, catalogare, rileggere attentamente.
    Bigliettiini e francobolli particolari li metto da parte per chi ha più pazienza di me, ma scrivere per me è sempre stato un problema con la grafia che mi ritrovo, così la cosa mi ha sempre portato via molto tempo; ho accolto perciò molto volentieri il pc che mi permette di fare quello che non riuscirei mai a realizzare a mano, anche i biglietti personalizzati da spedire per posta.
    E’ vero, il galateo imporrebbe di scrivere a mano ed ho un’amica lontana che rispetta la regola; ma ha una grafia ordinata e, al tempo stesso, indecifrabile. Quanto le sarei grata se, in barba alle buone maniere, decidesse un giorno di mandarmi delle belle mail finalmente intelligibili!

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  26. @ Rosamaria: hai toccato un tasto dolente, infatti, anch’io ho una grafia indecifrabile, complice il fatto che mio padre era un medico e che forse anch’io avrei dovuto seguire la sua professione 😉 , ma ciò non toglie che se devo scrivere un biglietto d’auguri, lo faccio esclusivamente a mano, stesso dicasi se devo spedire un mazzo di fiori o un regalo.

    E’ vero, è tanto che non scrivo lettere senza l’ausilio del computer, ma il vero motivo è che l’e-mail è così immediata che difficilmente riesco a farne a meno.

    Sono anch’io vittima del tempo che scorre inesorabilmente, di quel tutto e subito che mi è entrato nelle ossa, d’altra parte, sono anche quello che ha rinnegato l’uso del pennello e della tavolozza di colori, per dipingere su di una tela virtuale, quello che ha barattato il tavolo da disegno con “Autocad”, ma sono anche quello che ha capito che al di là del mezzo o dell’uso che se ne fa, ci sono ancora io, con la mia testa, la mia creatività, le mie emozioni ed il mio cuore.

    Insomma, non rinnego nulla. Come ho già detto, l’unico lusso che mi concedo, è di leggere un libro tenendolo tra le mani, per il resto, che sia un mouse o una Montblanc, non cambia niente, sono uomo del mio tempo e come tale, vivo ed agisco, traendo da tutta questa tecnologia la parte migliore, che poi serve per farmi stare meglio.

    E poi, ben venga un po’ di nostalgia, che fa parte della nostra storia che serve soltanto per ricordarci che esistono altri modi, come si suol dire oggi, alternativi, quindi… 🙂

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  27. Dai, con la Montblanc verrebbe una grafia bellissima persino a me 😆
    Quando andavo a scuola, ad ogni esame compravo una penna nuova, stilografica, convinta che mi aiutasse a scrivere meglio.
    Chissà che fine avranno fatto quelle pernne da parata! Proprio non lo ricordo (accidenti come si rimuove, quando una cosa non va giù!).

    Nel 2001, per un corso/concorso, alla prima prova scritta chiesi (e ottenni) di usare il pc; ma alla senconda, quella ufficiale, non mi fu concesso.

    Notte!

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  28. alanford50

    E-mail, lettera, chissà, tutto è cambiato, tutto in relazione al nuovo concetto di tempo, certo che le vecchie lettere avevano un loro fascino un loro perché, si sapeva che chi l’aveva scritta e spedita, ci aveva speso sopra del tempo e dei pensieri lenti, ragionati o semplicemente suggeriti dal cuore e allora ecco dare la giusta importanza alla scrittura manuale, un’impronta, un segno tangibile del proprio essere e del proprio dire, generazioni di grafologi hanno imparato a riconoscere le conformazioni caratteriali da quello strano modo di comunicare, la nostra mano involontariamente ci rendeva unici ma riconoscibili e capace di dare un senso a quei segni neri abbandonati su di un foglio bianco.

    Com’era bello nel giungere a casa accorgersi che nella buca delle lettere qualcuno aveva pensato a te e ti aveva scritto una parte dei loro pensieri, e se quei pensieri non erano belli e ci facevano male ci regalavano un ultimo gesto, il gusto di poterle strappare con tutta la rabbia di cui eravamo capaci.

    Certo che oggi le e-mail sono un’altra cosa, si ha paura a fare quel clic per aprirle, e se ci fosse un virus?, ecco allora cestinare tutta la corrispondenza di chi non si conosce, ma non è tutto così negativo, questa scrittura può essere mille volte riveduta e corretta prima di spedirla ed il tempo di arrivo è incredibilmente veloce, portando la parola scritta molto simile a quella parlata, tutto diventa quasi un colloquio tra persone vicine o al telefono, sicuramente è una comunicazione che gioca sul vantaggio del tempo.

    A consolarci e confonderci oggi ci sono i caratteri che imitano le scritture corsive di un tempo, così tanto per farci contenti e donarci un po’ di sana nostalgia di quando quei segni avevano un senso, erano vivi e parlavano di noi.

    Ciaooo neh!

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  29. @ Alan: l’emozione di ricevere una lettera ormai è paragonabile a quella di ricevere una e-mail e dipende ovviamente dalla persona che te la spedisce.

    Questo post in effetti è servito per mettere in luce tutta la nostalgia che ci portiamo dentro, però nulla è perso, anche perchè è soltanto una questione di scelta e null’altro, sapere che l’una cosa non sostituisce l’altra e viceversa.

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  30. alanford50

    Arthur, hai ragione anche tu, se guardiamo i contenuti, sicuramente hai ragione, sia per la lettera che per la mail conta chi la manda e cosa ti dice, ma la lettera è legata ad una forma di romanticismo, sicuramente ora fuori dal tempo, ma capace comunque di darti e lasciarti sensazioni antiche, cosa che credo la mail non sia riuscita ancora a dare ne a tramettere, tutto è molto più veloce e freddo, così come il mondo moderno richiede, ma i tempi allungati avevano un loro fascino ormai perduto.

    Ciaooo neh!

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