Pensiero.

Pensierino serale…

          … sarebbe meglio dire che dopo una giornata passata a riordinare le idee per pensare al meglio, la sera i pensieri bisognerebbe lasciarseli alle spalle e invece…

“’Sera… “ faccio al portiere chiudendo la porta dell’ufficio.

          “Buona serata “ mi risponde facendo mille salamelecchi. Lo guardo sorridendo, m’incammino verso l’uscita e nel mentre arriva un sms che leggo… ’serata e bacio” … sorrido all’idea di chi me lo ha mandato.

Poi però mi rendo conto che manca qualcosa che avrebbe reso quella serata, veramente una gran bella serata, una stretta di mano calorosa al portiere e magari anche una pacca sulle spalle, sedersi sui gradini delle scale e parlare del più e del meno, chiedergli come stanno i suoi bambini, se la nonna prepara sempre il minestrone o come è andata la sua vacanza al mare, insomma, la voglia di essere per una volta qualcosa in più di un semplice saluto, detto forse più per convenzione che per altro e… un abbraccio per la “’serata e bacio”, un abbraccio per dire che la serata vorrei che fosse la migliore, tranquilla, serena, con i pensieri… beh, quelli veramente sì fuori dalla porta, un abbraccio che non riscalda ma da calore, che non confonde, ma da conforto.

          Forse, tutto sommato, fa bene pensare.

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31 pensieri su “Pensiero.

  1. Carissimo Arthurino,

    la nostra giornata è fatta di un alternarsi di pensieri, di riflessioni. Sono frammenti della nostra vita. Sensazioni a pelle. Emozioni. Un messaggio che arriva all’improvviso e sorridiamo al pensiero di chi ce l’ha mandato. Una telefonata che arriva all’improvviso mentre stiamo facendo un’altra cosa e ci emoziona. Uomi e donne. Emozioni. Sensazioni. Pensieri. Riflessioni.

    Qualcuno che vediamo tutti i giorni nel suo ruolo. Qualcuno che magari avrebbe bisogno di un nostro sorriso, di un nostro abbraccio al cuore, e noi magari ci limitiamo ad un Buona sera con un sorriso di circostanza.

    Pensieri che ci fanno compagnia quando sorge il sole. Pensieri che rimangono con noi tra un sorriso e una lacrima. Pensieri che ci avvolgono mentre scende la sera e si coricano con noi la notte.

    Un abbraccio e un sorriso di luce, semplicemente Stella

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  2. mispecchio

    In quei saluti c’è un’umana convenzione, la sintesi estrema, il contorno di una corazza che, tutti, io per primo, indossiamo quando ci troviamo al cospetto del mondo.
    Siamo profondamente attenti a non farci coinvolgere dal mondo che, invece, velocamente ci travolge.

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  3. Da mettere insieme ai biglietti al profumo di cipria (il rossetto è troppo! :-)), vergati con la Montblanc:

    P.S. Chissà perché il tutto mi ricorda una una commedia di Mastelloni di tanti anni fa… Ecco, ci sono: anche lì c’erano tinte rosa e un forte profumo di cipria.

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  4. @ Stella: i pensieri fanno sempre compagnia, soprattutto se ci aiutano a riflettere, a vedere le occasioni che spesso lasciamo correre, per pigrizia, perché coinvolti in un vortice che ci lascia poco spazio.

    Quante volte mi è capitato di entrare in ascensore con persone che conosco da anni e non riuscire a scambiare una parola, se non quelle di circostanza?

    Da quando ho aperto questo blog, spesso ho parlato di “condivisione”, di “camminare insieme”, di complicità”, insomma, di quelle cose che dovrebbero far parte della nostra vita, che dovrebbero insegnarci a scegliere un cammino forse più difficile e pieno di ostacoli, ma pur sempre l’unico che valga la pena di vivere.

    Siamo presi da tante cose, corriamo alla ricerca di uno stile di vita che alla fine ci rende insoddisfatti, che ci da la sensazione di aver raggiunto obiettivi che non sono mai abbastanza, ingoiamo giorni dopo giorni, senza renderci conto che il tempo passa e la nostra vita scorre implacabile come un orologio che non ha più bisogno di essere ricaricato.

    Chiedere ad una persona come sta, o abbracciarne un’altra per farle sentire il nostro calore, sarebbe l’unico modo per fermarci un attimo e riflettere su quello che siamo e su dove stiamo andando, un po’ soltanto, quel tanto che basta per abituarci all’idea che non tutto è perduto.

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  5. @ Mispecchio: in sintesi, hai detto ciò che ho appena scritto a Stella e pur essendo un inguaribile ottimista, il peso di quella sensazione di essere travolto, lo sento tutto.

    Benvenuto nel mio blog!

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  6. @ Eppi: mai esagerare con i pensieri, tranne con quelli positivi, che non sono mai abbastanza. 😉

    @ Rosamaria: tinte rosa e profumo di cipria? E perchè no, ma non soltanto… 🙂

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  7. Buongiorno Arthur, prenderò il caffè qui da te…pensando ad alta voce.
    Credo che i cambiamenti nella vita siano sempre possibili. Per riuscire però bisogna pensare, riflettere ed essere consapevoli di ciò che stiamo facendo. Questa è la nostra forza. Siamo inghiottiti dalla nostra vita solo se glielo permettiamo.
    Questa sera quando uscirai dal tuo ufficio, oltre al buonasera prova ad allungare al tuo portiere un “A casa tutti bene?”
    P.s. E’ a forza di piccoli, ma concreti passi che si trasforma un’esistenza.

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  8. Un pensiero che arriva inatteso, saluta e va.
    E nel suo breve passaggio lascia la porta semi aperta, non socchiusa.
    Per distinguere i pensieri, quelli di circostanza da lasciare fuori e quelli che non riscaldano ma danno calore, che non confondono, ma danno conforto.

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  9. nonnamelia

    buona sera a tutti
    vi voglio raccontare invece a me cosa è capitato…
    io ho l’abitudine di salutare qualunque portiere o uscere o quel che è…. stando in un ospedale di milano ho chiesto spiegazioni del perchè nn mi rispondeva mai allora mi è stata rimproverata questa abitudine perchè infastidiva il suddetto portiere…
    – se dovesse rispondere buon giorno e buona sera a tutti
    farebbe solo quello…
    ma sono strana io?????

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  10. @ Nonnamelia: benvenuta, Nonnamelia, quello che hai scritto mi ha fatto sorridere, perchè anch’io ho l’abitudine di salutare le persone e quando non rispondono, l’unico mio pensiero è che non sanno cosa si perdono con il loro mutismo, con la loro non voglia anche soltanto di scambiare due parole.

    Sei andata a leggere la pagina di Nonno Archimede? E’ un mio personaggio, che ogni tanto faccio rivivere e che porta con se tutta la saggezza delle persone che hanno capito come va il mondo e soprattutto, come va affrontato.

    Ciao e torna a trovarmi… 😉

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  11. @ Solindue: oggi sono andato a pranzo nella mia solita trattoria, c’era tanta gente e visto che ero da solo, la proprietaria mi ha fatto sedere ad un tavolo dov’era seduto un altro signore e dopo cinque minuti, è venuto a sedersi anche un ragazzo sulla trentina.

    Situazione paradossale e imbarazzante, perché tutti non sapevamo che pesci pigliare; dopo il classico cenno della testa, ognuno si è buttato a capofitto nel proprio piatto, mangiando immerso nei pensieri. Due o tre volte, ho guardato i miei commensali, sperando di poter scambiare con loro qualche parola, ma la loro “indifferenza” mi ha fatto desistere, ormai convinto che qualsiasi dialogo, anche soltanto formale, era del tutto impossibile.

    Questo per dirti che alle volte, i piccoli o i grandi passi non servono, perché per farli, serve trovare dall’altra parte terreno fertile, altrimenti è tutto tempo sprecato.

    Stasera, uscendo dallo studio, mi fermerò senz’altro a parlare con il portiere, che tra l’altro, è un gran chiacchierone e se alle volte lo evito, credimi, è solo per quello.

    Come ha notato Elle, io lascio sempre la porta semi aperta, contrariamente a tanti altri che, per paura delle correnti d’aria, la chiudono a doppia mandata… 😉

    Era ottimo il caffè? 🙂

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  12. @ Val Tidone: io penso sempre in positivo, o perlomeno, ci tento e comunque, se leggi i commenti a questo post, scopri che non sono l’unico ad avere un’anima serena.

    Grazie della visita… verrò a leggerti.

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  13. alanford50

    @ARTHUR

    Ora che ne hai parlato hai riaperto antichi ricordi, anche io ogni volta che andavo in trattoria per lavoro (non capitava spesso in verità) ho sempre notato quella sensazione di disagio che si provava quando qualcuno di estraneo veniva a sedersi vicino, e se non era disagio era indifferenza, assuefazione, abitudine, nulla di buono, nulla che lasciasse aperta quella porta che da spazio anche solo a poche parole, molto imbarazzante, ma anche io non sapevo essere differente e il silenzio vinceva sempre e partecipavo a rendere la sensazione di stare nel deserto in mezzo alle folla, siamo più asociali di quanto crediamo.

    Ciaooo neh!

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  14. Arthur, in genere é proprio degli uomini lasciare la porta semiaperta :-).
    Le donne, invece, tendono ad essere più decise e, se le cose sembrano non andare per il verso giusto, si chiudono come un’ostrica, a volte nel vano tentativo di dribblare un nuovo dolore, altre solo per esigenza di conferme. Così può capitare che restino dietro la porta chiusa, tendendo l’orecchio agli echi che giungono dall’esterno, con l’intento di spalancarla dopo una pausa di riflessione o nutrendo la segreta speranza che qualcuno abbia l’ardire di arrivare a sfondarla, una volta per tutte, quella benedetta porta! 😉

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  15. valeaparigi

    Pensare fa bene, ma fa bene soprattutto fermarsi ogni tanto e posare lo sguardo su qualcuno. Vedere gli altri, non guardarli e basta. Riuscire a vedere un po’ anche noi stessi, senza trascurarci.

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  16. @ Spazio: e da parte mia, un buon fine settimana… 😉

    @ Valeaparigi: sagge parole, che è poi quello che cerco di fare, se ne ho la possibilità. 😉
    Grazie del passaggio e del commento.

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  17. @ Alan: “la sensazione di stare nel deserto in mezzo alla folla”… un’immagine perfetta ed è quello che ho provato ieri in trattoria.

    Tra l’altro considera che, visto che ci vado tutti i giorni, ormai ci conosciamo un po’ tutti di vista, con qualcuno mio saluto anche e mi fermo a chiacchierare, e quindi poteva essere diciamo un po’ più facile scambiare due parole, non che io avessi qualcosa di speciale da dire, ma solo il fatto di dividere lo stesso tavolo, non so, magari parlare dei moscardini con i piselli che erano buoni, poteva essere un passettino verso la comunicazione e invece… 😉

    Evvabè!

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  18. @ Rosamaria: in questo, è vero, noi uomini siamo diversi da voi donne, ma forse perché voi non riuscite a scindere le cose e a considerarle come un fatto a se stante e allora, le caricate di significati ben più importanti. Poi, ovviemente, dipende dalle situazioni.

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  19. Un pensiero che dà calore…… io l’ho sentito ieri………………..e mi ha proprio dato calore………………alle volte dare calore è così facile, immediato, naturale, scontato…………….non bisogna essere dei genii per trovare o dare pensieri del genere, ma, a mio parere, solo essere persone buone…… 🙂

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  20. follettabacibaci

    Arthur, buona serata a Roma freddina da te spero mooooooooolto calda 😀
    Che dire, io sono una persona che ha continuamente bisogno di contatti umani, di sentirmi dare conferme, di fisicità, la stretta di mano e l’abbraccio sono importantissimi per me. Se ne fossi stata capace di avrei mandato il video di Pensiero stupendo, chissà perchè questo tuo sensibilissimo post mi ha fatto venire in mente la canzone di Patty Pravo.
    Un abbraccio Folletta baci baci (ps domani crostata di visciole 🙄 )

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  21. Buonasera Arthur,
    il caffè di venerdì è stato molto piacevole, ti ringrazio. Pensavo anzi di fermarmi un po’ qui a leggere anche questa sera se non disturbo.
    Ma vista l’ora niente caffè, mi faccio una cioccolata calda, forse farà bene anche alla mia gola infiammata!!
    A presto.

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  22. @ Folletta & Rosamaria: ottima “Pensiero Stupendo”… ,)

    @ Solindue: il portiere ha reagito benissimo al mio saluto, tanto che non mi lasciava più andare… 🙂

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  23. @ Emaki81: hai perfettamente ragione, alle volte basta pochissimo per dare calore, una parola, uno sguardo… non bisogna dare nulla per scontato, anzi…

    Ciao Piccola Ema, appena ho un minuto libero, vengo a trovarti. 😉

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