Guardo…

Raggio
© arthur

          Che cielo che c’è oggi, ragazzi, un cielo davvero bello, di quelli che, quando li guardi, ti sembra di andare oltre, limpido, sereno, di un azzurro così intenso che se dovessi dipingerlo, avrei senz’altro mille difficoltà.

Già, direte voi, come al solito nonno Archimede non ci ha capito nulla, ma questa volta non è così, credetemi, questa volta il cielo e il mio cuore li sento battere allo stesso modo, quasi fossero accovacciati l’uno accanto all’altro.

          E allora mi guardo intorno e cerco di cogliere ogni minimo movimento di ciò che mi circonda e magari mi sento dire, guardami, esisto anch’io, sono un pulviscolo, è vero, ogni alito di vento mi porta via, di qua, di là e stanco di tanto correre, mi appoggio, assaporo il morbido e il duro, sento l’odore che mi circonda, piango e rido dei pianti e delle risate di chi mi ospita per un po’, fino a quando un altro alito mi sposta e allora ricomincio, sempre, comunque ricomincio, senza stancarmi mai…

E magari penso a Nino, a Germano, chiusi in quella stanzetta sorda e stanca come loro, quel pulviscolo lo guardano appena, mentre si muove dentro ad un raggio di luce che attraversa i vetri opachi della finestra, ma in realtà non lo vedono, non lo sentono neanche parlare, perché i loro occhi umidi e sbiaditi, fissano un cielo che non c’è… un sorriso sulle labbra e il ticchettio di due dita che giocano con il bracciolo della poltrona, nell’attesa che minuti, ore, giornate passino senza lasciare traccia, perché dimenticate.

          Ecco… è vero, la vita io l’ho un po’ vissuta, ma quel pulviscolo ho ancora voglia di guardarlo, magari discuterne anche con qualcuno, se il suo riesce a raccontargli qualcosa e magari cosa, vorrei trovare qualcuno che come me ha voglia di guardarlo quel pulviscolo, che come me ha voglia di percorrere un pezzetto di vita, sorvolando, come lui, sulle cose inutili, perché un raggio di sole a modo suo sa raccontare ed anche tanto.

 Evvabè, ci avete capito qualcosa? Come al solito, io ben poco, ma questo è ormai assodato… e già… !

 Fr. vostro nonno Archimede, un tempo detto anche Archi…

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31 pensieri su “Guardo…

  1. Guardare quel pulviscolo vuol dire sospendersi, aver tempo di mettersi di lato ad osservare quel raggio di luce che scappa ad una fessura e rileva l’invisibile.
    Guardare quel pulviscolo è respirarlo, consapevole che è fuori ma nello stesso istante dentro di te. Non puoi raccontarlo non vedendolo, non puoi afferrarlo non capendolo.
    Ma forse anch’io di questo pulviscolo ci ho capito poco. Chissà.
    Ciao Arthur

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  2. Io da ragazzina ne ero affascinata, ci passavo le ore ad osservarlo. Cosa ci trovassi ora, a distanza di anni, che forse ho perso quella capacità di vedere e sognare, non saprei più dirlo però… da ragazzina quel pulviscolo erano mondi interi 😉

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  3. @ Solindue: conoscevo la pittura di Luca Alinari, un misto tra surreale e naïf, ma non sapevo fosse stata allestita una sua mostra a Palazzo Vecchio a Firenze, intitolata “Pulviscolo”.
    Che strana coincidenza… comunque, bello il video e la musica che l’accompagna e ovviamente le opere del maestro.

    Grazie Solindue!

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  4. @ Diemme: un mondo fantastico che nasce da un raggio di luce…

    @ Spazio: guardare quel pulviscolo e respirarlo, significa anche entrare in un mondo per niente sconosciuto a chi ha voglia di vedere al di là delle apparenze, e la difficoltà sta proprio in questo.

    @ Liviana: e già, come si fa a dire che nonno Archimede non c’ha ragione? 😉

    @ Simple: che cielo oggi!!!

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  5. alanford50

    Guardare quel pulviscolo, significa rallentare il proprio vivere, ascoltare il rumore del silenzio, ascoltare il battere del proprio cuore e quel silenzio tra un suo battere ed un suo levare, quell’attimo di silenzio che concede alla nostra anima di esprimersi libera dai legami del tempo, che non richiede superflua risposta, un attimo in cui il mondo è inesorabilmente chiuso fuori, quell’attimo che la nostra anima ci concede per poterla ascoltare, un attimo che non consente menzogna, l’unico attimo che ci regala la sensazione di poter sconfiggere il tempo e di lasciare al nostro cuore la voglia e la capacità di godere di un attimo che sa di serenità di gioia per l’unica libertà a noi veramente concessa .

    Ciaooo neh!

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  6. mysteria

    Un vetro separa il mondo reale da un mondo fantastico, fatto di sogni, di aria, di pensieri che corrono. Un vetro appannato, il ticchettio delle dita che scandisce il tempo reale, quello che per alcuni vola e per altri non passa mai. Un mondo fatto di sogni, di desideri che forse non si realizzeranno mai, di pensieri colorati e profumati. Per un istante, breve o interminabile, lo scorrere del nostro tempo solo nei nostri pensieri si ferma e entriamo nel mondo magico di quel pulviscolo. Un attimo, ma un attimo che ci ridona energia, energia nuova, e un sorriso.

    Che bella descrizione Arthur, e sopratutto scusa se mi intrometto così nel tuo mondo.

    Io sono Misteria e sono già stata a casa Diemme.

    Bello il tuo blog. Io tempo fa ne avevo uno, era bello ma non mi rispecchiava più. Adesso preferisco fare qualche giro ogni tanto, senza obbligli. E ogni tanto lasciare segno del mio passaggio.

    Un misterioso abbraccio Mysteria

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  7. Buongiorno Arthur,
    Sono così desolata per le brioche di stamani!!! Ma che testa che ho! Scusami.
    Comunque per domattina ne ho ordinate un vassoio intero.
    Sai com’è, questa mattina ho sistemato un po’ le mie foto. Solo tre per adesso…ma da qualche parte parte dovevo cominciare.
    Vieni a vedere quando torni a casa. Ti abbraccio.

    http://solinduephoto.wordpress.com/

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  8. @misteria: che significa che il blog non ti rispecchia più? E’ chiaro che le persone si evolvono, e il loro diario, anche quello on line, segue questa evoluzione.

    Che dovremmo fare allora, ripudiare i nostri album di foto, perché quella bimba/quel bimbo sorridente o imbronciato non ci somigliano più?

    Eppure in qualche modo ci rispecchiamo ancora in loro, guarda il nostro Artù, che la sua foto da bambino l’ha scelta come biglietto da visita (e non solo lui).

    Ciao misteriosa!

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  9. @ Alan: la tua è una visione ancora più fantastica, “ascoltare il rumore del silenzio, ascoltare il battito del proprio cuore” che con la mia ha in comune la libertà di concedersi il lusso di esprimersi al di là dei legami del tempo, in pratica, riuscire a fermarsi per un attimo (ecco perché l’ho chiamato lusso…) e dedicarsi a se stessi, che prescinde da qualsiasi forma di egocentrismo, anzi, al contrario, la propensione ad un dialogo che nasce innanzitutto da noi e dentro di noi.

    Quante volte ci perdiamo in discussioni inutili, in lotte di “potere” finalizzate solo ad ottenere soddisfazioni momentanee, quante volte non riusciamo ad andare al di là delle apparenze, ma solo perché è senz’altro più comodo, costa fatica riflettere, per vedere quel pulviscolo, bisogna prima d’ogni cosa fermarsi, superare l’abbagliamento del raggio di luce, cogliere tra quelle particelle magari la più invisibile e poi, volteggiare insieme a lei nell’aria, posandoci un po’ qua, un po’ là… rendendoci conto che non siamo mai da soli.

    Bella la tua analisi, soprattutto precisa e profonda.

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  10. misteria

    Diemme,

    non sono l’oracolo della mia verità, figuriamoci della verità degli altri. Non impongo la mia verità a nessuno, ma solo a me stessa. Avevo un blog e l’ho curato finché mi trasmetteva qualcosa. Quando non mi ha più dato niente ho smesso e ora mi faccio qualche giro in rete, ma in modo libero ed autonomo. Il legame con il mio blog era troppo stretto e ora ho bisogno di aria. Tanti sono i blog abbandonati a se stessi e mi fanno un pò tristezza. E’stata un’esperienza bella ma è finita. Niente litigi, niente polemiche è come un amore che svanisce. Non rinnego me stessa e nemmeno ciò che è stato ma ora è una’ltra fase. Aria nuova.

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  11. @misteria… e poi il blog abbandonato si riempirà di pulviscolo, e così potrai sostenere di essere restata in tema 😉

    Don’t worry, be happy!

    Comunque, i blog amici sono una gran risorsa quando si vuole riposare un po’ dal proprio, ci si estrania un po’ dai doveri di ospitalità, come nel salotto di un’amica in cui ti siedi a prendere il caffè, senza preoccuparti di prepararlo, e devi solo sorseggiarlo conversando amabilmente.

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  12. Ehm… premessa : sono allergica alla polvere!!! 😀

    Però di quel maledetto pulviscolo che quando mi si ficca nel naso mi fa istantaneamente sussultare e lacrimare e tossire etc .. una cosa mi affascina sempre (per quello mi frega , il malandrino , perchè resto li come un ebete a fissarlo!) : lo guardo volteggiare in controluce armata di acchiappapolvere supertecnologico , tento di catturarlo … ma non posso ! Il pulviscolo non si lascia prendere … è un immortale ! Volteggia leggero , si posa , ritorna in volo verso meta sconosciuta , non puoi prenderlo , non puoi imprigionarlo …è nato libero e libero resterà per sempre !

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  13. mysteria

    Il mio blog Diemme non esiste più. Non frequento più i blog amici. Dimmi pure che sono senza cuore ma avevo bisogno di aria nuova.

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  14. @ Mysteria: quell’attimo che ci dona energia, ci da anche la possibilità di entrare in un mondo che non sempre è possibile comprendere, non a caso i vecchietti alla fine della loro “giornata”, guardano quel raggio di luce e non vedono nient’altro. Più che un mondo fatto di sogni e di desideri, è un mondo fatto di cose, e vederle o non vederle dipende soltanto da noi.

    E se ci pensi, nulla è prevedibile (l’ho giusto sentita oggi questa parola…), né persone né cose, guardare per vedere, per conoscere, ecco cosa secondo me è importante e allora, basta pochissimo per entrarci dentro a questo mondo, perché ci appartiene e ne facciamo parte, un piccolissimo puntino che insieme a tanti altri, diventa raggio di luce.

    Mi rendo conto di essere un po’ ermetico nelle mie descrizioni, ma la storia del pulviscolo è nata da sensazioni scaturite da alcune discussioni che ci sono state in questi ultimi giorni… sono sensazioni.

    E’ un po’ come quando si scrive una poesia, come fai a spiegare del perché di certe parole?

    Evvabè, direbbe l’Arthur e sono sicuro che nonno Archimede sarebbe senz’altro d’accordo.

    E poi… se hai deciso di chiudere il tuo blog, ci sarà senz’altro un motivo valido e quindi non discuto su questa tua scelta, anche perché quello che conta è star bene con se stessi.
    Quando vorrai riprendere, se lo vorrai, fammelo sapere che verrò a farti visita.

    Ciao e grazie di essere passata a trovarmi.

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  15. @ Koalanation: beh, innanzitutto, benvenuta e poi… mannaggia alla polvere che tra l’altro fa anche starnutire… 🙂

    Una mia amica una volta ha detto una cosa verissima, e cioè che la polvere non fa male a nessuno, è lì poveretta, tranquilla, si adagia delicatamente sulle cose e le avvolge, direi che quasi le protegge e non chiede granché, vuol solo essere lasciata tranquilla… povera…

    La libertà è un bene prezioso e il pulviscolo lo sa bene… lo saresti anche tu, lo sarei anch’io, se riuscissi a volteggiare come lui… 😉

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  16. @ Solindue: sono andato a visitare il tuo nuovo blog, Solindue Photo, e le foto sono veramente bellissime…
    Invito tutti a visitarti e mi sa che quanto prima, ti seguirò anch’io in questa scelta, un blog solo di foto, un modo diverso per raccontare.

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  17. Oh Cielo! Arthur caro, avvertimi prima di prendere queste iniziative! Sono corsa a ripulire le stanze del mio nuovo blog…dentro c’è ancora profumo di vernice fresca!
    Ho inserito anche una delle mie foto più “famose” fatta quasi tre anni fa in una delle città più affascinanti del pianeta terra….non consumatemela con gli sguardi!
    Grazie. 😉
    Avvertimi non appena il tuo spazio fotografico sarà aperto al pubblico!

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  18. Ho abbassato la tendina ed ho cercato anch’io un po’ di pulviscolo in granelli iridescenti da guardare.

    Perché la gioia di sapere che c’è qualcuno che guarda le cose con il nostro stesso sguardo, che ha voglia e volontà di vederci qualcosa e di raccontartela, pure se non è la stessa, è già così una gran bella cosa.

    Un volteggio di pensieri che come polvere si posa, a mostrare nel contrasto con la luce, tutta la luminosità e la complessità di forme e colori, che anche un po’ di polvere può avere.

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  19. @ Elle: se parlo di metafore, come potrei non aspettare le tue parole?

    Sarebbe bello ogni tanto fermarsi e, insieme a “qualcuno”, mettersi lì ad osservare il mondo che ci circonda, alla ricerca di qualcosa che accomuni, magari sensazioni diverse, ma che riescono a farci sentire ugualmente in sintonia.

    “ma quel pulviscolo ho ancora voglia di guardarlo, magari discuterne anche con qualcuno, se il suo riesce a raccontargli qualcosa e magari cosa…”

    E’ bello guardare insieme le cose, anche se lo sguardo non è lo stesso.

    Ti aspettavo!

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  20. … bella questa immagine … anch’io mi sono rivista bambina a fissare il pulviscolo. Ho riflettuto che ogni tanto lo faccio ancora, ma senza farci caso, o, almeno, non con lo spirito di un tempo.

    Quello che mi piace e’ che nelle giornate cosi’, quelle autunnali con il sole e il cielo azzurro mi ci sento ancora bambina, con lo stesso sorriso e lo stesso cuore.

    Grazie per questo salto nel (mio) tempo, mi ha fatto bene!

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  21. @ Rosigna: è molto bello riuscire a vedersi bambini, con lo stesso sorriso, lo stesso cuore, vuol dire che una parte di noi è rimasta intatta… vuol dire che una parte di te è ancora bambina, perchè riesci a vedere le cose con gli stessi occhi e magari a fare gli stessi sogni…

    Grazie a te.

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