Ibisco

Ibisco

Ibisco

Effimero.
Nasce al mattino,
ma i suoi petali
al tramonto cadono.
Che tristezza!
Petali soavi, bianchi
o rosa
o petali vermigli 
non vedranno più novelle aurore.
E il fiore dell’ibisco ha vita breve,
come la gioia: di attimi.
Ma quel che mostra
non è inutile splendore: 
solo che esista è sempre bello un fiore.

Santi

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20 pensieri su “Ibisco

  1. Effimero, come il volo di una farfalla. Ci appare. Ci incanta per un breve momento o per un giorno. Ma subito dopo vola via o si richiude in se stesso.
    Segno che dobbiamo amare il presente.
     
    Lungo, silenzioso applauso. Poesia veramente suggestiva.

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  2. Ci insegna che è inutile rincorrere la felicità eterna , perchè se tale fosse davvero , saremmo cosi abituati da non scorgerla nemmeno … felicità è saper godere l’attimo , sapere che finirà e per questo starci dentro fino all’ultimo secondo ! Rinasce sempre , si trasforma , mai uguale a se stessa , mai eterna … come un fiore scarlatto che nasce e muore nello spazio di un giorno !

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  3. Il bello delle poesie di mio padre, Rosamaria, è che lui riesce (riusciva…) a dire delle cose vere con semplicità, non senza giocare, Laura, con la metafora, e sarà per questo che piace anche a me.

    Dovremmo imparare ad amare il presente, Solindue, perchè è molto quello che ci viene dato in cambio, e quel cogli l’attimo, Koala, dovrebbe aiutarci a godere meglio quella felicità che spesso inseguiamo, come la gioia, Giovanna, che ha vita breve, proprio perché è fatta di attimi.

    E poi, come dice Rosigna, cos’altro dire di più?

    Ho sempre pensato che le poesie sarebbero soltanto da ascoltare, in silenzio, ed era poi quello che facevo io, tutte le volte che andavo a trovare mio padre e che lui mi leggeva l’ultima nata. Spesso mi chiedeva un parere ed io gli rispondevo quasi sempre: “tu che l’hai scritta, tu, come la vivi?”
    Lui faceva un sorriso a mi rispondeva: “aspetta… aspetta… senti questa… “ 😉

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  4. Quante volte da piccola andavo lì ad annusare l’ibisco, perchè un fiore del genere avrebbe dovuto avere un profumo fantastico, no?!
    E mi trovavo con la punta del naso piena di polline giallo…. ogni volta eh!

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  5. @ Liviana: l’ibisco è un fiore molto bello, di una delicatezza indescrivibile. Quando ho scattato questa foto, l’ho guardato attentamente, come fosse una persona, come se avessi dovuto fare un ristratto e lui mi ha ripagato con la sua bellezza.

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  6. Carissimo Arthur,

    è semplicemente magica. La magia dura lo spazio di un attimo, ma rimane magia nel nostro cuore e nella nostra mente.

    Io che per una vita non sono riuscita a godermi gli attimi perchè pensavo a cosa sarebbe stato dopo ora vivo ogni istante, come se fosse il primo, come se fosse l’ultimo.

    Breve, ma intenso e meraviglioso.

    Le persone magiche rimarranno sempre dentro di noi, e se noi un pochino magici li siamo, dipende da loro.

    Sta volta mi sono magicamente persa nelle mie parole.

    Magicamente Stella

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  7. Adoro l’ibisco: è allegro, variopinto, esotico eppure familiare, rustico eppure elegante nel contrasto tra le lucide foglie scure e i mille colori in cui la natura ce lo offre, robusto e al tempo stesso fragile, miracolo e meraviglia di ogni giardino assolato…

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  8. Sai Arthur cosa vivo io come l’ibisco? Proprio tuo padre. Non so ovviamente come sia stato nella tua vita né come padre, ma nella mia è apparso con una poesia, quando già non c’era più.

    Noi qui la nostra vita la viviamo con te, non con lui, eppure ogni tanto, prezioso quanto raro, rinasce dalla tua memoria un suo ricordo, una sua poesia, preziosa quanto rara…

    … come un ibisco.

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  9. @ Diemme: l’avevo scritto da qualche parte tempo fa, comunque, mio padre nella mia vita ha contato molto, l’ho amato e vissuto sempre con molto rispetto, per come era, per quella parte di me che in qualche modo gli somigliava. Ho avuto anche un altro “padre” nel frattempo, mio zio, che mi è stato molto vicino e in un certo senso, entrambi e in modo diverso, sono stati dei modelli per me, dei riferimenti saldi su cui contare.

    Ho amato entrambi e a entrambi, devo molto.

    Come avevo già detto, lui spesso, quando andavo a trovarlo, mi leggeva le sue poesie, che tra l’altro scriveva con un computer portatile che aveva comprato, e non essendo per niente un tecnologico, ogni tanto gli si bloccava e allora io ero il suo HELP… 🙂

    Ha incominciato a riscrivere poesie, quando è andato in pensione e la sua attività era molto intensa, tant’è che ha poi pubblicato due libri di poesie e io ovviamente ho curato la parte grafica ed editoriale. Nel frattempo, scriveva anche delle recensioni per artisti, pittori, scriveva e collaborava con un giornale locale, insomma probabilmente la “mania” della scrittura l’ho ereditata da lui, ma in casa siamo sempre stati tutti un po’ artisti, mia madre che suonava il pianoforte, mia sorella che anche lei dipingeva, insomma…

    Tornando a lui e alla tua domanda, ha contato molto per me, ecco perché forse riesco a comunicarvelo.

    Grazie comunque per le tue parole e probabilmente, aprirò una pagina dedicata esclusivamente alle sue poesie.

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