Sogni…

          “ A letto di già?”

“Sì, sono stanca, non vedo l’ora di andare a letto, così tra i miei libri e i miei sogni, riesco a chiudere un po’ meglio la giornata… “

          “E’ forse un modo per fuggire dalla realtà?”

“No, la realtà la vivo in tutta la sua immensità, solo che alle volte ho bisogno di chiudere la porta, perché altrimenti mi soffoca. ”

          “Insomma, è una valvola di sfogo, un momento… “

“Una valvola di sfogo che mi riporta a prendere contatto con me stessa, che non vuol dire che è l’unico modo per farlo, no anzi, perché durante la giornata io ci sono ed anche tanto, per le cose da fare che m’impegnano al punto da esserci senza però rendermi veramente conto di appartenere a me stessa… la cosa è difficile da spiegare… “

          “ No, non è difficile… “

“Non so cosa mi succede. Deve essere forse l’autunno o questa vita fatta solo di doveri, non lo so, fatto sta che in questi giorni mi sento strana, ho dei momenti di angoscia che mi fanno star male. E tutto così schifosamente programmato che alle volte mi verrebbe la voglia di scappare per lasciarmi ogni cosa alle spalle. Eppure ho tutto, o almeno così sembra. Un marito, un figlio meraviglioso, una casa dove sto bene e che mi piace, degli amici, tutto insomma…”

          “ Sei proprio sicura di avere tutto?”

“ Eppure… in fondo le stesse cose le ho sognate così a vent’anni. Lui è caro, lo è sempre stato, con lui ho scoperto la voglia di essere libera, di gestire la mia vita senza il condizionamento dei miei genitori, mi ha coccolata, mi ha spianato ogni difficoltà, rendendomi padrona di ogni cosa… eppure… A volte ho l’impressione di non volere tutto questo. Una parte di me si ribella. In fondo mi sento insicura. Si decido io delle cose, ma ho sempre l’impressione di ricercare ugualmente la sua approvazione. Lui è cosi sicuro, così forte, chiuso nel suo mondo, alle volte mi fa paura. Padrona di me stessa o solo padrona delle cose che mi circondano? Anche quando litigo con lui, se la spunto io, alla fine insieme alla soddisfazione ho un po’ di amaro in bocca. Anche l’epilogo mi sembra scontato. Dio mio, dove sono, cosa sono mai? Avrei voglia di sognare un po’…”

          “ Capisco… i libri e i sogni… “

“ I libri mi riportano nella dimensione che più mi appartiene, leggo perché mi piace, leggo perché divorare parole apre le porte della mia immaginazione, leggo per poi scrivere, ho fame di letture, cibo ineguagliabile per la mia mente, leggo per sognare… i sogni…  “

          “ I sogni?”

“ Sogno ad occhi aperti, sogno ad occhi chiusi, sogno la serenità che mi manca, sogno due occhi che mi guardano senza pregiudizi, sogno la tenerezza che il tempo ha cancellato, sogno di ritrovare momenti che in questo quotidiano si sono frantumati, sogno di sentirmi donna desiderata, perché del desiderio ho perso anche la voglia, sogno… “

          “ Sogni… ”

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59 pensieri su “Sogni…

  1. Un uomo che cerca di entrare e capire i “sogni” delle donne…mmmhh. Mi piace. Te lo commenterò con calma più tardi. Un po’ di suspence, non si può rivelare subito tutto agli uomini….

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  2. Ho letto tutto d’un fiato, e sono rimasta un po’ perplessa, perché so che ci sono tante donne così, e non riesco a capirle, non riesco a identificarmi.

    Rifugiarsi nei sogni ma non sfuggire la realtà… a me sembra che la protagonista la sfugga. Esserci col corpo, ma non con la mente. Col senso del dovere, ma non con un’anima appagata.

    Una ricerca di approvazione, e un rifugiarsi nei sogni, sempre gli stessi, sempre irrealizzati.

    Non so… io a volte penso di vivere una vita a dir poco spartana, ma poi vedo che il mio sogno, essere me stessa, libera, padrona del gioco, del “mio” gioco intendo, si è perfettamente realizzato.

    L’uomo forte, sicuro di sé? Dovè?

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  3. simple

    “que toda la vida es sueño,/ y los sueños sueños son” diceva Sigismondo ne “La Vita è sogno” tanti secoli fa, eppure è ancora attuale.
    🙂

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  4. A questo punto, vi sembra blasfemo ricordare Marzullo?
    Riguardo alla sua fatidica domanda ho sempre pensato che “i sogni aiutano a vivere meglio”…e non è detto che prima o poi non si avverino 🙂

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  5. “ A letto di già?”
    “Sì, lo so ma sono così stanca, delle mie lunghe giornate che non vedo l’ora di andare a letto, per chiuderle lì “
              “E’ forse un modo per fuggire dalla realtà?”
    “Si, è vero, ho bisogno di chiudere la porta, perché a volte mi sento soffocare. ”
              “ Sei proprio sicura di avere tutto?”
    “ No, non credo potrò mai dire di avere tutto. Tutte le volte che volto l’angolo vedo che ci sono nuove cose da fare e da imparare e questo rende la mia vita faticosa, me ne rendo conto ma non posso voltare le spalle alla vita.”
              “ Capisco… e i sogni… “
    “ Sogno ad occhi aperti, sogno ad occhi chiusi, sogno di piangere, sogno di ridere, sogno di correre nei prati, sogno di girare il mondo in barca, sogno di vedere i miei figli sempre felici, sogno di riuscire a perdonare gli errori degli altri, sogno di non avere più paure, sogno, sogno, sogno… sogno un semplice bacio della buona notte…”
              “ Tu sogni? ”

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  6. balibar

    Ti lascio questo commento preso da un déjà vu.
    Cosa c’entra? Forse niente.

    Chi mi ha preceduto si sofferma sul sogno, come d’altra parte titola il post. Ma a me sembra non bastare, ho idea che tocchi anche altro.

    Il sogno potrebbe non essere unicamente il luogo dove vivere l’impossibile, ma anche un modo per cercare quella parte di noi che non sentiamo realizzata.
    Riconoscere quel conflitto fra ciò che siamo e ciò che una parte di noi vorrebbe essere.

    Quindi, se ancora sogno si può chiamare, l’incontro fra le nostre contraddizioni: ci sentiamo incatenati e desideriamo la libertà, abbiamo la libertà e ci mancano le catene.

    In questo senso il sogno diventa manifestazione e soluzione del desiderio.

    Questo mi suggerisce il tuo scritto, molto ben scritto.

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  7. @ Diemme: innanzitutto, ho fatto delle modifiche al mio articolo, togliendo la parte della domanda dove chiedevo se i sogni erano sempre gli stessi, ( ripetitivi…) perché, a quel che vedo, ha creato un equivoco e non era ciò che volevo in effetti dire.

    Dico soltanto che non ci trovo nulla di male a rifugiarsi nei sogni, anche se questi potrebbero essere sempre gli stessi, i sogni fanno parte di noi e alle volte potrebbe essere la nostra valvola di sfogo, non per scappare dalla realtà, ma solo per circoscriverla in un ambito più ristretto, perché la pressione del quotidiano, qualunque sia, alle volte c’impedisce di vivere serenamente.

    Questo non significa che non ci sentiamo appagati, o forse potremmo anche esserlo, ma chi può realmente ritenersi soddisfatto delle scelte e del tipo di vita che si ritrova? Si può essere sereni, contenti di ciò che si ha, ma una parte di noi, un po’ anche per i suoi vissuti, è sempre alla ricerca di qualcosa di diverso e questo non vuol dire necessariamente che sta male nei suoi panni ed anche se lo fosse, è un modo per rileggere se stesso e questo è senz’altro positivo.

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  8. alanford50

    @DIEMME

    Tu ti chiedi “L’uomo forte, sicuro di sé? Dovè?” io in tutta onestà pur ammettendo che ormai è lapalissiano che siete più forti voi donne, comunque alla domanda risponderei:

    In linea di massima dalla parte opposta di dove sono le donne forti sicure di sè, peccato che essendo così distanti i due finiscono per passare l’intera vita a cercarsi con la quasi sicurezza di non incontrarsi mai, che giuoco strano, che strano giuoco, ahahah.

    Ovviamente scherzo…. ma forse anche no!, boh! chi ne capisce qualche cosa è bravo, è un mondo difficile…

    Ciaooo neh!

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  9. @ Balibar: hai centrato in pieno lo spirito del mio articolo, scritto prima d’ogni cosa dal bisogno che sentivo di pensare al femminile, cosa per un uomo, come tu ben sai, molto difficile da fare, ma per certi versi, affrontando delle dinamiche che sono comuni anche a noi uomini.

    Si, il sogno è soltanto una scusa (la metafora del sogno…) per ricercare una parte di noi che per tanti motivi stenta a realizzarsi, per ” riconoscere quel conflitto fra ciò che siamo e ciò che una parte di noi vorrebbe essere” (ho riportato questa tua frase pari pari, perché non avrei saputo dirlo in modo migliore…).

    E rifugiarsi in questi “sogni” potrebbe essere il modo migliore per vedere chiaro in noi stessi, cosa senz’altro per niente facile, ma non del tutto impossibile.

    Vivere queste contraddizioni, alla fine è anche liberatorio, perché quel che siamo non è sempre il risultato di ciò che avremmo voluto essere, alle volte lo diventiamo senza rendercene conto, perché come dice la protagonista della mia storia, “in fondo le stesse cose le ho sognate così a vent’anni”, ma poi crescendo, la vita si trasforma, noi stessi cresciamo diversamente da come avremmo voluto essere e allora…

    Hai saputo leggere giusto… grazie.

    @ Rosamaria: parole sante… 😉
    Bellissimo il video.

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  10. @ Solindue: tu sogni? a quanto pare si, ed io sogno? Non potrei farne a meno, perchè il sogno e l’emozione vanno di pari passo.

    Beh, avremmo potuto scriverlo a quattro mani questo “sogni… “

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  11. alanford50

    Un estremo bisogno di sognare, di abbandonarsi all’illusoria libertà del sogno, un estremo bisogno di vincere la ripetitività del quotidiano, che ci porta addirittura ad essere insoddisfatti di cose che nella realtà delle cose e a mente fredda ci appagano totalmente, forse troppo.

    Il sogno è menzognero, mente spudoratamente, perché ci regala subito il premio senza imporci l’obbligo di guadagnarcelo e di sudarcelo, troppo facile, assolutamente irreale, ma è subdolo perché lascia degli strascichi, aumenta i bisogni del quotidiano così come aumenta l’incapacità del comprenderlo e dell’accettarlo, il sogno di per se insinua il tarlo che tarla, che lavora dentro di noi, giorno dopo giorno, insinuando bisogni fasulli e visioni di mondi irreali.

    Il sogno bisogna goderselo e subito dopo gettarlo via come un kleenex usato, il sogno deve essere una fuga breve nel mondo delle favole e mai deve essere in nessun modo portato nel reale, perché è uno stato metafisico della nostra mente, una specie di forma di rilassamento e come tale non esiste, non è reale..

    Se poi il sogno è inteso come desiderio di una cosa reale può essere comunque altrettanto deleterio, perché ci si dimentica sempre che il vero sogno non consiste nella realizzazione del sogno stesso, ma nel vivere appieno i momenti che intercorrono per realizzarlo, anche perché quelli che noi riteniamo fortunati perché hanno realizzato un loro sogno, bisogna ricordarsi che da quel momento soffriranno non poco per riuscire a crearsene uno nuovo che consenta loro il giusto vivere.

    Insomma il sogno nella realtà delle cose dura e ci consente di viverlo sempre e solo per pochi secondi, tutto il resto non è sogno è realtà ed è molto differente.

    Perdonate le eventuali divagazioni dal tema proposto, Ciaooo neh!

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  12. I sogni… sai che i sogni sono fisiologicamente necessari all’uomo?

    Mi ricordo tanti anni fa che lessi, su una rivista scientifica, di un uomo cui mi pare una scheggia nel cervello avesse inibito la possibilità di sognare, indicato nell’articolo come l’unico caso di persona che non fosse impazzita in seguito a questo.

    Sto parlando da un punto di vista squisitamente fisico e fisiologico: perché sì, i sogni sono la valvola di sfogo della nostra vita, quelli che ci riequilibrano, e ci fanno fare pace con la nostra giornata e con noi stessi.

    Però… perché non rendere sogno la nostra realtà? Perché accumulare insoddisfazioni da sfogare nei sogni?

    Molta più realtà di quella che crediamo è sotto il nostro controllo, non controllo inteso nel senso arido, ma nel senso di possibilità di costruire qualcosa di bello… no, forse mi sono spiegata male.

    Intendo la possibilità di costruire una realtà in cui siamo attori, non spettatori passivi. Magari non costruiremo la villa con piscina e campo da tennis, non il principe azzurro, non questo e quell’altro, non “cose”, ma costruiremo noi stessi, appagati del fatto di riuscirci ad esprimere anche di giorno, e non dover aspettare la notte per compensare le nostre insoddisfazioni.

    A proposito, io ho l’impressione di fare dei sogni bellissimi, che purtroppo raramente ricordo. Generalmente mi sveglio col sorriso, pienamente serena, e pronta ad affrontare una realtà che non mi è nemica.

    E poi…

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  13. Carissimo Arthur,

    come spesso mi succede mi emmego nelle parole e respiro aria rigeneratrice. Bellissimo questo tuo pezzo. Leggere è immergersi in realtà forse diverse dalla mia. Leggere è confrontarmi con il mio io sognatore e bambino, quell’io che in molti è nascosto tra paure, routine quotidiane, sogni disillusi, doveri quotidiani.

    I sogni sono sabbia colorata in un deserto di aride emozioni. I sogni sono la luna di giorno e il sole a mezzanotte. I sogni sono un concerto d’archi in mezzo ai bombardamenti della guerra.

    Anche chi dalla vita ha avuto tutto non può rinunciare ai sogni e parlo di me. Sono reale, realissima, bella o brutta, simpatica o antipatica, ma sono io. Pensieri profondi e battute senza senso, ma sono sempre io. Espansiva ed estroversa e poeticamente criptica, ma sono sempre io. Studi economici e super organizzata e eterea sognatrice. Sono semplicemente io, stella fresca (come sono stata definita oggi da Piemme) e sognare forse mi dà questa quotidiana freschezza.

    Un giorno a un amico ho detto: i sogni sono vita e un giorno i sogni si realizzerano. I sogni vanno coltivati e amati, come un bel giardino. I sogni un giorno si realizzerano.

    Sognare è vita.

    Un abbraccio Arthur per il tuo splendido pezzo e un abbraccio a tutte le anime belle del tuo mondo, perchè bellissimo il pezzo, ma alcuni commenti sono magici.

    Stella sognatrice

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  14. @ Alan: mi dispiace contraddirti, ma non mi trovi d’accordo con quanto hai affermato.

    Sogni ad occhi aperti, sogni ad occhi chiusi, sono quei sogni che danno respiro, di fronte ad una realtà che alle volte soffoca, come dice giustamente la protagonista della mia storia, ma ciò non vuol necessariamente dire che questa fuga la stravolga al punto da farle perdere la cognizione del reale che così si confonde con il virtuale, dove presente, passato o futuro, acquista un’altra dimensione.

    Dire che il sogno va vissuto solo lo spazio di quell’attimo e dopo bisogna buttarlo via come un kleenex usato, oltre che riduttivo e forse non proprio carino, significa non prendere in considerazione il fatto che sognare serve anche per prendere coscienza di se stessi, di ciò che vorremmo che fosse la nostra vita, senza per questo rincorrere sogni impossibili.

    Ho solo voluto raccontare una storia di una donna che ad un certo punto, si rende conto di vivere una vita che, malgrado tutto, non la rende felice e questo suo disagio, lei va a ricercarlo nei “sogni”, domandandosi cos’era e cosa vorrebbe essere; il sogno è quella parte di lei che cerca la giusta via da percorrere, perché, in fondo, la vita se lo merita.

    Insomma, niente equivoci, perché nel caso ci fossero, probabilmente avresti ragione tu.

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  15. dedicato ai kleenex di Alan 😉

    “Se avessi il drappo ricamato del cielo,
    intessuto dell’oro e dell’argento e della luce,
    i drappi dai colori chiari e scuri del giorno e della notte
    dai mezzi colori dell’alba e del tramonto,
    stenderei quei drappi sotto i tuoi piedi:
    invece, essendo povero, ho soltanto i sogni;
    e i miei sogni ho steso sotto i tuoi piedi;
    cammina leggero, perché cammini sui miei sogni.”

    Yeats, da “The wind among the reeds”, 1899

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  16. @ Diemme: perchè pensi che uno debba per forza perdersi nei sogni? E poi, se anche fosse, cosa c’è di così sconveniente?

    Domandarsi il perchè e “sognare” un domani diverso non vuol dire affrontare passivamente le scelte della vita, perchè prima o poi, se uno ci crede, il sogno lo realizza, magari non del tutto, ma una parte senz’altro.

    Come?

    Facendo delle scelte diverse.

    Io non credo ci sia solo il bianco e il nero, mi piace pensare che il mezzo ci sia anche tutta una gradazione di grigi… 😉

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  17. Laura

    Alcuni giorni fa, parlando con degli amici, è venuto fuori che ognuno di noi deve poter contare su qualcosa che gli dia la forza per andare avanti.

    Chiamiamoli sogni, chiamiamole aspettative, chiamiamole come meglio vi pare, ma se sognare fa scattare una molla che altrimenti resta lì chiusa nell’angolino, allora viva i sogni, che nel frattempo, magari ci illudono, ma in compenso, ci fanno sentire vivi.

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  18. Non sono contraria ai sogni, sono contraria a comportamenti poco costruttivi. Ovviamente non è che uno debba costruire per forza un bene materiale, può costruirsi anche un attimo di relax, una parentesi di svago, e quindi sognare semplicemente perché è bello farlo.

    Diverso è quando “sognare” si traduce nell’essere inconcludenti, o nel trovare nei sogni un rifugio che ci toglie lo stimolo di reagire alle avversità, proprio come un analgesico che toglie il dolore senza curare la malattia, e a volte con esiti letali.

    Uno si può ubriacare perché gli fa piacere passare una serata in allegria, o può bere per dimenticare e diventare un alcolista. Il vino di per sé non è buono o cattivo, buono o cattivo è l’uso che se ne fa. Idem per i sogni.

    I sogni sono per gli adolescenti; in età adulta dovrebbero essere sostituiti dai progetti. Questo non deve impedire di sognare, molti dei miei racconti pubblicati sul blog sono frutto di sogni, proprio di quelli fatti sdraiati sul letto o sul divano guardando in su, magari con l’aria beota (oltre che beata).

    Ricordiamoci che, chi diceva “I’ve a dream”, in realtà aveva un progetto preciso che si è impegnato in prima linea per realizzare.

    Anch’io ho “a lot of dreams”… poi, bisogna vedere sempre con la parola “sogno” cosa s’intende. Aspettative, stimoli, progetti, sono una cosa; i sogni, nel senso stretto del post, tutt’altra.

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  19. @ Diemme: oh My Lady, dov’è che hai letto, di grazia, nel post che i sogni sono intesi in senso stretto?

    ‘nnagg… a me è sfuggito (vado a rileggerlo… 🙂 ) e nel frattempo, di cosa abbiamo parlato?

    “ Sogno ad occhi aperti, sogno ad occhi chiusi, sogno (vorrei, desidero… ) la serenità che mi manca, sogno (vorrei… ) due occhi che mi guardano senza pregiudizi, sogno (vorrei…) la tenerezza che il tempo ha cancellato, sogno di (vorrei…) ritrovare momenti che in questo quotidiano si sono frantumati, sogno di (vorrei..) sentirmi donna desiderata, perchè del desiderio ho perso anche la voglia, sogno… (vorrei…)

    Diemme…

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  20. @ Stellina: ” I sogni sono sabbia colorata in un deserto di aride emozioni. I sogni sono la luna di giorno e il sole a mezzanotte. I sogni sono un concerto d’archi in mezzo ai bombardamenti della guerra…” che poesia!!!

    Sottoscrivo tutto, soprattutto che sognare è vita.
    Ti abbraccio Stella sognatrice, sempre e comunque. 😉

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  21. @Arthur: mi riferivo al fatto che, sia pure probabilmente in una metafora, l’incipit del racconto è una donna che non vede l’ora di andare a dormire per chiudere la sua giornata tra i sogni. Forse ho capito male, ma si parla di una persona che ha oggettivamente tutto, ma non sente di appartenersi, è presente nella propria vita, ma non sente di averne le redini.

    Però sta sempre lì, da anni, giorno dopo giorno, mese dopo mese, lustro dopo lustro, ad aspettare la sera, stanca, per chiudere “un po’ meglio” la giornata tra i suoi libri e i suoi sogni.

    Poi, l’abbiamo detto tante volte, ognuno legge coi propri occhi e percepisce alcuni elementi piuttosto che altri. Senza contare che l’essenziale è invisibile agli occhi. 😉

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  22. Uffi!!! Sognavo di averti da me per il fuoco questa sera….avevi promesso che accedendevi il camino…non ci si può mai fidare, però. Continui a calpestare i miei sogni…

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  23. @ Diemme: non sbagli, l’incipit del racconto è proprio quello, ma abbiamo detto che sogni e libri sono uno sfogo che, se ci pensi, è comune a tanti di noi, e non è detto che perseverare in tutto questo non possa essere liberatorio per lei… magari nel farle capire la strada da percorrere…

    Beh, adesso stiamo facendo un romanzo, ma quel che conta, come hai ben detto tu, è come le cose si percepiscono e su questo, potremmo parlare all’infinito.

    *** Chiddu chi ccunta, ‘un si pò mai vidiri! ***

    ps: oh… ricordi quando usavo gli asterischi e che una volta avevo raccontato che mi avevano pregato di smettere di farlo perchè sembravo un adolescente? Mannaggia, quanta acqua è passata sotto ‘sti benedetti ponti… 🙂 🙂 🙂 ***

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  24. alanford50

    @ARTHUR
    Non devi assolutamente dispiacerti di contraddirmi, il dialogo è molto più bello nooo? Io mi riferivo al grande rischio che corre la società odierna basata molto sull’apparire e sul possesso delle cose, è troppo facile cadere e passare dal sogno “innocente e benefico” al desiderio e bisogno frenetico, io intendevo dire che per esempio sognare di possedere una Ferrari non è una cosa sbagliata, anzi, ma se poi questo mio sogno si trasforma in bisogno che mi condiziona il vivere ecco trovarmi rovinato alla grande, perché molto probabilmente la Ferrari non mi troverò mai in condizione di possederla e in compenso la mia quotidianità è diventata insopportabile ed invivibile, ovviamente il mio è un piccolo esempio, ma se analizziamo da vicino una delle malattie della società occidentale odierna è proprio quello di sentirsi in diritto di poter possedere qualsiasi cosa, quindi questa mancanza di autolimitazione è deleteria e condiziona tutti i rapporti del civile vivere e di tutti quelli con cui divido la mia quotidianità.
    Sono io il primo a dire e ribadire che darsi degli obbiettivi fa parte del giusto , normale ed auspicabile vivere, anzi ne rappresenta il motore che lo spinge verso una sana interpretazione, ma la frenesia che ci viene inculcata ed imposta dalla società che deve guadagnare e in qualche modo campare sui nostri bisogni fa sì che il senso del comune consumismo e del bisogno di sentirsi parte integrante di esso faccia si che i sogni vengano troppo spesso travistati e trasformati in esigenze non sane, in questo senso ho affermato che il sogno deve essere usato per quello che realmente è e poi abbandonato, deve essere unicamente un salto nella fantasia per sdrammatizzare e non per trasformarlo in bisogni che poi ci condizionano il domani.

    Io ho assistito a troppi casi di persone, che hanno scelto come unico scopo della vita il costruirsi dei sogni e poi una lotta contro tutti e tutto per realizzarli, per poi subito dopo ripartire alla spasmodica ricerca di un nuovo sogno che ne avvalli il senso del vivere, e così via in una maratona senza fine, non è una cosa sana, come sempre è tutto una questione di cercare e di darsi un equilibrio senza restarne schiacciato, cosa che capita spessissimo a chi cerca di vivere solo per appagare i propri sogni..

    In verità io non ho voluto assolutamente controbattere con il personaggio del tuo racconto, ne ho solo preso spunto per ribadire abitudini strane del nostro moderno vivere, che nell’utopica speranza di entrare in uno stato ludico che regala speranza, nella realtà delle cose molto sovente se non addirittura molto spesso, la cura diventa peggiore del male stesso, perché sempre più spesso ci ritroviamo incapaci di autoregolarci in forma equilibrata, ma ci lasciamo prendere dalla frenesia del vivere e del possesso.
    Venendo invece nello specifico del tuo racconto, ritengo una forma comunque deleteria il cercare nel sogno la giusta via da percorrere dopo un momento negativo, perché non riuscirà mai a fare diventare reale quello che non lo è, il sogno mente spudoratamente ed avvicina e rende facili cose che sono molto lontane e difficili da realizzare nel reale, perche non dipendono mai unicamente da noi ma anche e soprattutto da chi interagisce con noi nel quotidiano e queste variabili il sogno non è in grado di gestirle ne di tenerne dovutamente conto, quindi gli equivoci sono inevitabili.

    Ma se tutto si conclude solamente con “ma in fondo che c’è di male se uno intende chiudere una giornata abbandonandosi ad un sogno” allora sfondi una porta aperta, assolutamente nulla di male ne di sbagliato, credo che sia la cosa più normale vissuta dal genere umano, un modo per esorcizzare e digerire il vissuto, con un sogno che potrebbe anche diventare un buon proposito per l’indomani, che probabilmente sarà sicuramente tranquillamente disilluso.

    L’interloquire con te è sempre cosa molto gradita e piacevole.

    Ciaooo neh!

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  25. Ho un solo sogno nella mia vita,
    di quelli forse impossibili.

    Perché forse un giorno
    la fame nel mondo cesserà,
    forse cesseranno le guerre,
    e forse la terra tornerà ad essere verde
    e il cielo azzurro.

    Ma rivedrò mai le persone che amo?
    Vedrò chi non ho mai conosciuto
    o chi ho perduto,
    esiste un aldilà?

    Sogno,
    e nel sogno abbraccio mio padre,
    e il nonno, non più fumo in un camino,
    mi prende per mano, col gesto che,
    mia zia racconta, era solito fare.

    Sogno,
    e asciugo le lagrime,
    perché vorrei che la fede fosse certezza
    e invece chiuderò gli occhi senza sapere
    se li riaprirò sul sorriso dei miei cari.

    (Diemme, 21/11/2009)

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  26. follettabacibaci

    Ciao Arthur, ho appena letto il tuo commentino da me, e passo di corsa da te 😉
    Il sogno è un desiderio bellissimo, da realizzare, anche sognare il famoso tubino e tutto il resto.
    Sei unico, buon week anche a te e a chi ti vuole bene, buon week a tutti quelli che sanno apprezzarti
    Baci baci Folletta

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  27. Regalami il tuo sogno
    te lo custodirò
    te lo conserverò
    finchè ne avrai bisogno
    (Ligabue)

    Ho scelto queste parole perché nel dialogo con cui hai costruito il post, mi è sembrato di scorgere, tra le righe, qualcosa di molto simile alla canzone.
    Quel custodire e conservare il sogno altrui… è forse un po’ questo che ho sentito dentro all’alternarsi di domanda e risposta del post.
    C’è un amorevole cura che traspare dagli scambi di quelle battute, quasi un condurre per mano l’interlocutore, un modo delicato per far emergere altrettanto delicate verità.
    Non vorrei disquisire su quanto siano superflui o necessari i sogni per vivere la realtà, credo che ognuno di noi, in base alla propria indole ed al proprio vissuto, possa avere versioni e visioni contrapposte, ma comunque attendibili.
    Credo che una parte di sogno nella realtà serva, così come serve un pizzico di realtà anche per sognare, per far sì che i sogni siano letti più come sinonimo di aspirazioni che non come semplici angolini di evasione.

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  28. api

    sono riuscita a sopravvivere al periodo ‘ligabuiano’ di mia figlia… 😉

    e sogno, sogno ancora. chiusi, aperti, gli occhi sognano toccando i tasti della realtà, mai svincolati dalla terra ma è la terra stessa, la stessa vita che mi concede il sogno.
    modificandone l’essenza, facendosi carico e ali, senza scindere sfumature da colori decisi. com-prendendoli.
    il sogno è la pausa migrante, è il moto perenne che modifica il reale.
    deve farlo, è il succo che unge i nostri passi sul mondo.
    grazie, arthur!
    come vedi, il tuo scrivere ne genera altro…
    un abbraccio.

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  29. E’ una mia impressione o sono proprio le donne a non aver capito il senso di questo post?

    A me le parole che hanno più colpito sono state “questa vita fatta solo di doveri” e “tutto così schifosamente programmato”.

    Forse certe volte si hanno dei sogni, ci si impegna per realizzarli, ma poi tra mutuo, lavoro, impegni, conto corrente, fido, assicurazione, dentista, ci si dimentica di cosa si voleva e del perchè lo si voleva.

    Certo, nella vita si devono fare sacrifici; ma forse non si dovrebbe nemmeno esagerare, sennò per raggiungere i tuoi sogni (una bella casa, ad esempio) la tua vita diventa un incubo

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  30. @Frà: E’ esattamente come dici. Bisognerebbe soppesare bene costi e benefici delle scelte che facciamo, non andare dietro a falsi bisogni, per soddisfare i quali sopprimiamo invece quelli veri.

    Nell’esempio della casa, ridursi in uno stato di bisogno in cui non ti puoi permettere più niente, decisamente toglie la libertà e allora, che te ne fai del fatto che la prigione sia bella e spaziosa?

    (vado a risponderti anche laddove ferve la discussione… 😉 )

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  31. alanford50

    La verità che ormai il vivere moderno ci porta ad omologare anche i sogni, non solo, se tutti sognano la casa guai a non sognarla anche tu, il sentirsi non omologato è una situazione assolutamente frustrante ed invivibile, ci si sente diversi o peggio ancora figli di un Dio minore, è un po’ come quando eravamo piccolini con le figurine dei calciatori, ce l’hai Omar Sivori? noooo, io siiiiii, anche il figlio del portinaio e quello del lattaio, solo tu non ce l’hai…..che sfigato che sei….ed ecco quel povero bambino crescere con la sindrome del Omar Sivori mancante, sono cose che segnano il crescere ed il futuro vivere, così da adulti tutti a comprare le stesse cose che hanno gli altri per sentirsi uguali agli altri o anche solo non peggio degli altri, fino a cadere nella perversione del meccanismo che ci porta anche a desiderare in fondo gli stessi sogni, sogniamo tutti più o meno le medesime cose, tranne quel bambino ormai cresciuto che ne ha uno diverso in più, possedere quella maledetta figurina di Omar Sivori che gli cambierebbe sicuramente il gusto del vivere, mannaggia Mannaggina.…..
    Ciaooo neh!

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  32. Fra,

    non generalizziamo però. Io per una volta ho colto l’essenza del post, che tra l’altro mi è piaciuto tantissimo. Ne ho anche parlato con Arthur che per una volta non ho trovato per niente criptico (anche se mi piace Arthurino la tua cripticità). Diciamo forse che c’è qualche donna che…

    Arthur,

    stella sognatrice sempre, perchè rinunciare al sogno sarebbe rinunciare alla mia essenza. Si può conciliare l’essere sognatrice con l’essere reale e concreta.

    Come tutte le promesse corro a messa e poi scrivo il mio post.

    P.s. a tutti: come ho accennato ad Arthur ho fatto un sogno e ho sognato Arthur….e ne voglio fare un post….

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  33. @ Diemme: è sempre difficile, per me, commentare una poesia e poi, so che l’hai scritta di getto, pensando al “sogno”…

    Bella… e grazie per averla voluto condividere con tutti noi, qui nel mio blog.

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  34. Ciao Arthur!

    Anch’io quando ho bisogno di chiudere, di riflettere, di far passare il tempo in un momento in cui sento male, dormo.

    Tutto è diverso dopo.

    Lontano.

    E, sopratutto, più chiaro; non solo, avendoci dormito su senza modo di reagire erroneamente, meno nocivo.

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  35. @ Fra Puccino: è vero ciò che dici, anche perché alle volte gli obiettivi da raggiungere impegnano più di quanto si sarebbe voluto.. Ma più che sogni, io li chiamerei aspettative, che nulla hanno a che fare con l’evasione di una quotidianità che alle volte soffoca al punto da farci sentire insoddisfatti.

    @ Stella: ma sei sicura di avermi detto del sogno? 🙂

    @Llinda: verità sacrosanta… soprattutto, è diversa, dopo, la visione del mondo…

    @ Alan: quelli sono i sogni impossibili di una società che sempre più spesso guarda più all’efimoro, a quel non accontentarsi che per necessità di cose rende insoddisfatti.
    ps: la piacevolezza nell’interloquire è recirpoca.

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  36. @ Elle: è vero, in tutto il dialogo c’è “amorevole cura”, come d’altra parte c’è nel modo che tu hai di leggere ed interpretare tutte le cose che scrivo.

    Su questo pezzo, le chiavi di lettura possono essere tante, e la varietà dei commenti che ci sono stati lo dimostra ampiamente, quindi a modo suo, ognuno ci ha visto giusto, ma come hai giustamente detto, certe verità possono emergere solo se chi ci sta a sentire ci mette a proprio agio, è un po’ come… ricordi quando ti raccontavo delle foto che avevo fatto ad Adama?

    Le parlavo, le giravo intorno, intanto lei si rilassava, io scattavo e tutto diventava più naturale.

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  37. valeaparigi

    I sogni fanno parte di noi, ci spingono a non fermarci mai, ci spronano a continuare a cercare. E questo, secondo me, non significa che ci tolgano il gusto di ciò che possediamo e che abbiamo raggiunto, ma che illuminino la strada che ancora dobbiamo percorrere.
    Un saluto, Vale

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  38. Mi hanno molto colpita i commenti relativi ai sogni in quanto aspettative.
    Quando sono arrivata a Milano ero da sola, mi sentivo forte, mi sentivo libera. Sentivo che finalmente era giunto il momento di realizzare tutti i miei “sogni”. Non ho perso completamente di vista me stessa … ma ho vissuto intensamente tutto cio’ che mi andava di vivere.

    I sogni diventavano realta’? Forse. O forse io imparavo a capire quali erano davvero i sogni che volevo divenissero realta’. Cominciavo a tracciare un solco, tra quello che davvero volevo per la mia vita e quello che invece mi sembrava di desiderare a occhi aperti e anche a occhi chiusi e che invece non mi serviva.

    Il mio sogno piu’ grande era avere una famiglia. Proprio quando tutto mi sembrava perso, nel senso che forse non era scritto nel mio destino, ecco che si e’ avverato.

    Forse e’ di una banalita’ sconcertante … ma l’aver vissuto con un certo spirito critico il realizzarsi di altri desideri ha fatto si’ che ora vivo la realizzazione di QUESTO sogno con tutta me stessa e, anche se ci sono tante rinunce quotidiane da fare (che, potenzialmente, potrebbero tradursi in “sogni”), a parte qualche problemino accessorio (di cui ho parlato da Diemme ) sono pienamente soddisfatta di quello che ho.

    E’ normale che quando chiudo gli occhi appare qualcosa che mi manca e che vorrei avere, ma in qualche modo penso di aver capito quando e’ il momento di dire “stop” alla mia mente.

    Forse e’ li’ il punto della situazione. Sognare e’ necessario, lo credo fermamente, ma bisogna sapere “come” e “cosa” sognare.

    Bisogna anche saper dire basta ai propri sogni.

    Se non ci si riesce, allora vuol dire davvero che c’e’ qualcosa che non va’.

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  39. Io sogno cose talmente tanto assurde che spero bene che non si realizzino mai! Mannag…. I sogni più belli sono quelli ad occhi aperti, e non intendo le fantasie, ma la possibilità di vivere ogni giorno come se fosse la realizzazione di un bellissimo sogno! Aiuto mi sono incartata!!
    Tutto questo per dire che dobbiamo fare in modo di essere in pace con noi stessi, e realizzare da svegli i nostri sogni!! Con i fatti, le parole, le carezze…… rigorosamente ad occhi aperti!!

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  40. @ Vale: assolutamente vero, i sogni, come abbiamo già detto, servono anche per ricercare una parte di noi che per tanti motivi stenta a realizzarsi e quindi, anche per migliorare, per crescere, senza per questo, desiderare l’impossibile.
    Ciao.

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  41. @ Liviana: come mai sogni cose che non si realizzeranno mai?

    E comunque, ben vengano i sogni ad occhi aperti, come li hai chiamati tu, che poi gira e rigira, sono quei famosi sogni che ci “servono” per vedere chiaro in noi stessi e quindi per ricercare la strada giusta da percorrere.

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  42. @ Rosigna: beh, bisogna dire basta soltanto ai sogni che ci fanno perdere il contatto con la realtà, che diventano un’evasione per fuggire dalla realtà, in questo la rete può fare molto male, perché solo per il fatto che si è protetti dall’anonimato, si può perdere il contatto con la propria identità, per sognare di essere diversi.

    Per il resto, hai ragione quando dici che i sogni possono avverarsi, basta crederci e rendersi disponibili a che ciò avvenga.

    Come ha giustamente detto Elle, “credo che una parte di sogno nella realtà serva, così come serve un pizzico di realtà anche per sognare…”

    In bocca al lupo per i tuoi sogni. 😉

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  43. Caro Arthur,

    ti stavo pensando e sono venuta qui a dirtelo, che ti stavo pensando. E perchè qui in un post che si chiama sogni, tu ti chiederai? Perchè come ti ho accennato, almeno credevo, ho fatto un sogno. Tutto era blu. Un blu che tirava il verde. L’aria, il cielo. Tutto. Io ero trasparente e c’era un vaso bianco davanti a me. Sentivo la tua voce: stellina, stellina, ma io non ti vedevo. Stellina sono qui, ma io non vedevo nulla. E poi dopo aver pianto perchè non riuscivo a vedere nulla una grande luce sul vaso e io ho visto te grande dentro un vaso piccolo e poi mi sono svegliata.

    Questo è il sogno che ho fatto giorni fa. Volevo farne un post, forse un giorno lo farò, ma non volevo dimenticarlo.

    Un abbraccio Monica (stella è solo la parte magica di me ma io sono Monica) (nel mio post di oggi la spiegazione)

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  44. Ciao Arthur, il post e’ bello e mi riconosco un po’ in quella donna che ha bisogno dei libri e dei sogni. Concordo col fatto che la nostra vita e’ un po’ tutta calcolata. Non si avra’ mai tutto! e’ normale che quando si conquista ciò che si cerca si ha già voglia di qualcos’altro. Continuare a cercare o inseguire qualcosa – qualsiasi cosa indipendentemente da cosa sia – rende motivati e questo è il bello che continua a farci andare avanti. E sognare aiuta a liberare la mente, il bello dei sogni e’ che nessuno li puo’ percepire a parte noi, dunque nessuno ci puo’ giudicare. Possiamo pensare e sognare quello che vogliamo ad occhi chiusi o aperti senza che gli altri possano metterci il naso. Che bello!

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  45. @ Monica: maddai, mi sogni dentro ad un vaso?
    Di la verità, avevi parua di me e allora mi hai chuso lì dentro… mannaggia, mannaggia… 🙂
    Ti abbraccio e la prossima volta, sognami libero come l’aria, mi raccomando. 😉

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  46. @ Garfield: questo post è in effetti un esperimento che ho fatto, nel senso che mi sono messo nei panni di una donna e l’ho fatta parlare…

    E’ vero ciò che dici, sognare aiuta a liberare la mente e poi, è un piccolo mondo riservato soltanto a noi (per fortuna aggiungo io… ).
    Grazie e… ti aspetto ancora.
    Ciao!

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