Quand’è che c’incontriamo?

Ma, mi domando e dico, se due blogger dovessero incontrarsi, nel caso non si fossero mai visti neanche in fotografia, come fanno per riconoscersi?

Un tempo, (ai tempi in cui Betta filava… ), quando due persone sconosciute dovevano incontrarsi, si usava una rosa come segno di riconoscimento o un giornale ripiegato in mano… considerato che siamo nell’era multimediale, considerando che il blogger usa il pc per comunicare con il mondo intero… vuoi mettere che usa il pc anche per farsi riconoscere?

… avevo ricevuto un’e-mail dove c’era scritto: “Ciao, oggi il sole splende che è una meraviglia, se vogliamo incontrarci, ti aspetto in Piazza San Pancrazio, seduta sui gradini della chiesa (attento, ci sono due chiese, una più grande e una più piccola, non puoi sbagliare… ), non ti dico come sono, che abiti indosso, se porto la frangetta o i capelli raccolti ma, se vuoi, posso usare il mio Compact_Regimental come segno di riconoscimento, che terrò sulle mie gambe, così non potrai sbagliarti… “

“ Bella come idea…” le rispondo… “ Cercherò di arrivare un po’ prima, perché non conosco questa piazza, ma a tracolla, avrò il mio Ragtime, fiammante e nuovo di zecca, così nel caso non dovessi riconoscerti, lo farai tu…”

M’incammino per via Lorenzo il Magnifico, scanso equivoci uso il navigatore portatile, sì, quelli da polso, che sono una meraviglia, la percorro tutta, continuo per via Maqueda, butto l’occhio al piccolo visore e alla prima a destra giro nel vicolo delle Belle Donne, e mentre ci sono mi guardo in giro (‘un si sa mai… ), in fondo la strada si divide in due tronconi, con una rotonda che non promette nulla di buono, riguardo con un po’ d’apprensione il mio fido compagno da polso, e vedo che anche lui è un po’ indeciso… deve essere il software che non è del tutto aggiornato (porcacc…), comunque, decido di andare avanti e alla prima svolto a sinistra, la via si chiama… (mannaggia, dove sono le targhe? )… ecco, via della Conciliazione ( emmenomale, penso…), la percorro tutta di corsa, visto che si è fatto tardi e in fondo vedo una piazza enorme… tiro un sospiro di sollievo ed eccoci, sono arrivato in Piazza San Pancrazio… Wow!!!

In effetti, ci sono due chiese, ma c’è un sacco di gente e sui gradini, nulla… vabbè, penso, dovrà ancora arrivare e magari è andata in un bar a prendere un caffè… Vado nel centro della piazza e mi guardo intorno. Allora… Bar San Pancrazio (e te pareva…), Caffè Mauro, Trattoria delle Tre Comari, Ristorante Pizzeria Vesuvio, Baretto Bevi e Mangia… Oh mannaggia, c’è una tipa che si sta avviando verso la chiesa grande e sotto il braccio ha un portatile… però, adesso che ci penso, al Bar dell’Angolo, c’è una bionda che ha un pc sul tavolino… no, non ci posso credere, da un taxi sta scendendo una signora distinta con una borsa a tracolla con dentro senz’altro un pc portatile… ‘nnaggia, due ragazze, sedute una accanto all’altra, chiacchierano facendo dei segni verso un pc che hanno sulle gambe… oh, porcacc… era una non due, e adesso che faccio?

Uhmmmm… forse era meglio rimandare l’incontro…

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57 pensieri su “Quand’è che c’incontriamo?

  1. Suvvia Arthur! Mi hai fatto aspettare sulle scale della chiesa per quasi un’ora! Ma vergognati! Per poi darmi buca!
    Come si fa a chiedersi chi è? Quale delle due? Dopo due mesi che chattiamo_a_più_non_posso dovresti avermi riconosciuta ad occhi chiusi.
    I sensi, uomo! I sensi! Non puoi fidarti solo dei tuoi occhi, ma riconoscere il respiro, il battito del cuore di Sol’.
    …sono d’accordo con te…finchè non sarà così…rimanderemo l’incontro!
    😆

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  2. @ Solindue: cara Signora Solindue, io mi fido soltanto dei miei sensi, visto che da un occhio ci vedo poco e dall’altro, anche… 😆 (devo rifare gli occhiali…;) )
    E poi, non può dire così impunemente e in pubblico che chattiamo_a_più_non_posso da due mesi, c’ho una reputazione da salvaguardare e inszomma, inszomma… e comunque, ho guardato in giro e nulla, ho contato cinque donne e ragazze comprese, che avevano un pc più o meno sulle gambe, ma mi sorge un dubbio, vuoi mettere che siamo nell’epoca multimediale

    Porcacc… di una porcaccissima… 😉

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  3. @ Spazio: il problema è proprio questo, ci si vuole incontrare veramente? 😆

    Eddai, non scoprire gli altarini che poi il pc, portatile, Compac_Regimental (che già il nome è tutto un programma…), me lo tirano in testa… 🙂

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  4. Nei nostri viaggi in gruppo, partivamo da stazioni diverse, all’approssimarsi della stazione dell’incontro sventolavamo fuori dal finestrino una lunga sciarpa rossa per indicare il vagone in cui ci eravamo sistemati; con questo metodo così “discreto” 😆 non abbiamo mai fallito un colpo!

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  5. Ciao Arthur.

    Sono nuovo di queste parti. Mi chiamo Luciano e sono il “fratellone” di Lulù82. Beh, parzialmente nuovo, quindi, poiché finora ho comunque seguito gli incontri di voialtri da dietro le spalle della “sorellina”.

    Ganzo l’articolo. Pensavo: lei ha con sé il suo Compact e tu il tuo Ragtime con te. Una volta connessi, individuarsi è un attimo, non credi? Ci si guida l’uno verso l’altra mediante le tastiere e i monitor.
    Dici che è banale? Io dico che il romanticismo, nell’era multimediale, è fatto anche di un contatto tra bit.

    Luciano

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  6. @ Rosamaria: questo vostro metodo “discreto” in effetti non è male, la prossima volta metto anch’io una sciarpa rossa intorno al collo, chissà se passo ancora inosservato… 😆

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  7. @ Luciano: innanzitutto benvenuto, se poi sei il fratellone di Lulù, dippiù, dippiù… 😉

    In effetti mi hai dato un’idea, visto che c’è, vale la pena di usarlo il pc, ma il rischio, sencondo te, non è quello che poi uno continua in romantici bit e smette di andare a cercarsi? 😆

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  8. Hello Arthie!

    Caro, Darling, Mon Amour… Temo di averti colto in fallo!

    Ta-daaa!

    Ebbene: benché la mia mente sia leggermente obnubilata dal gin & tonic delle 2:15 della notte (donde lo stile espressivo un quanto spensierato), i fumi dell’alcool non mi ottundono al punto di non rammentare la tua reprimenda in occasione di una mia trasognata fantasia di incontrare Solindue al tavolo di un bar dove ci saremmo potute materializzare, dopo aver percorso “miglia e miglia di cablaggi”.

    Con il tuo commento di allora [http://lulu82.wordpress.com/emptia/#comment-30] azzeravi la mia semplice velleità di accogliere qualche raggio di sole al tavolino di un bar con un’amica e mi rispondevi tutto serioso: “Quando ho iniziato quest’avventura, a chi mi chiedeva d’incontrarci, la mia prima risposta è stata, perché? Andiamo a rifugiarci in un modo che per definizione dovrebbe essere diverso dal mondo reale […]”.

    Beh, sai cosa ti dico? Caspita, mi piacciono le persone elastiche, che cambiano punto di vista, che si evolvono. È questo il tuo caso?

    Cioè: la coerenza va bene, ma a essere tutti di un pezzo si rischia soltanto di farsi molto male, anche di spezzarsi, non credi? E poi, che noia, sempre uguali a se stessi e al proprio pensiero. Seri sì, seriosi no.

    Ti mando un abbraccio (virtuale, s’intende).

    Evviva!

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  9. @ Lulù: beh, forse dovresti andare a nanna alle 2.15 di notte se la tua mente è obnubilata dai fumi dell’alcol e comunque, al di là del fatto che i commenti andrebbero visti nel loro contesto originario, voglio consolarti dicendoti che hai ragione, la mia coerenza spesso e volentieri mi spezza in due, sono molto serioso e addirittura, come hai avuto modo di vedere, assai noioso, ma soprattutto poco elastico, nel concepire commenti come il tuo, che forse avresti potuto risparmiarti, ma credo che questo sia soltanto una questione di buon gusto.

    E proprio in virtù della mia coerenza, visto che non avrò modo di abbracciarti dal vero, evito di farlo anche nel virtuale.

    ps: l’unico fallo che hai colto, è la porta di casa tua, che ancora immagino tu stia cercando.

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  10. Possibile che mi sia espressa così male?

    Ti stavo riconoscendo di essere elastico, non serioso e non noioso, proprio perché vedevi le cose da un angolo diverso, rispetto alla volta precedente.

    In ogni caso, un po’ di dialettica non me la concedi?

    Va bene che non uso gli smile e che il tono della voce e la luce degli occhi non si vedono scrivendo, però il mio tono era giocoso, ti assicuro.
    No, non sto dicendo “Dai, su, scherzavo”, come per negare; dico che era un modo giocoso per contribuire con una mia piccola dose di vivacità a questo bel tema.

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  11. Cielo che freddo fa di là da me Arthur, sto un po’ qui a scaldarmi. Caspiterina stavo congelando… e poi sono passati da me dei tipi strani che volevano colorare tutto di rosso natalizio con stelle più o meno cadenti, un lavoro pazzesco. Per fortuna che se ne sono andati, ma sono preoccupata perchè sembra che nel pomeriggio torneranno. Acciderba perchè io questo pomeriggio volevo andare alla Rotonda dei Mille avrei preso poi Via Tasca e poi da lì a destra via Roma arrivavo al Teatro Doninzetti e mi sarei vista il Balletto di Romeo e Giulietta con la Molino e lo Zanotti. Ma ora dimmi tu, devo stare lì sotto la neve in attesa di quei due che ritornano e sai com’è devo fare l’ospite amorevole…evvabbeh vado a comprarmi calzettoni di lana caprina contro il freddo di questi giorni…e tu che ti lamenti che da te non nevica…maddai!!!

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  12. Grazie Kate, addirittura un mito?
    Spero tanto tu stessi pensando ad Athena 😆
    Comunque invento, mia cara, solo che mi immedesimo talmente tanto nella parte… magari da grande farò l’attrice…

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  13. @ Lulù: sai com’è, alle 3.33 del mattino, anche senza aver bevuto gin & tonic, può capirtare di prendere lucciole per lanterne, ma ciò che importa è intendersi, quindi se ti ho “letto” male, scusami, non era nelle mie intenzioni farlo. 🙂

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  14. @ Kate: beh, a quest’ora, posso soltanto dirti BUONA SERA… grazie per il sorriso e per quanto riguarda le olive, le mangierei a tutte le ore e in tutte le salse, tanto ne vado matto… 🙂

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  15. @ Solindue: se passi da te, troverai un bello scioglilingua che ti scalderà senz’altro… 😆

    E comunque, IO e ribadisco, IO, alle 20.45 del 18.12.2009, sono al Teatro Verdi a Firenze, in Via Ghibellina, a vedere il Balletto di Romeo e Giulietta con Teresa Molino e Martin Zanotti, quindi, poche chiacchiere… hihihihihiiiiiiiiiiiiii… 🙂

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  16. Ma non ci posso credere! Suvvia Arthur, IO e ribadisco IO, alle 20.45 del 18.12.2009 sono al Teatro Doninzetti di Bergamo, in Piazza Cavour, 15 a vedere Giorni Felici di Samuel Beckett, regia Bob Wilson, con Adriana Asti e Yann de Graval….ci incontriamo il pomeriggio a Bologna sui gradini della Basica di S Petronio?
    Questa volta non sbaglierei chiesa….magari giorno 😉

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  17. Grazie Arthur,
    per aver sciolto il malinteso nel quale eravamo intrappolati e che ha gettato ombra su questo mio sabato complesso.
    Può darsi che questa sera si riveli per me meno greve di come si stava prefigurando, per motivi diversi. Può darsi.
    Di sicuro, è dolce il sollievo che mi porti.
    A presto.

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  18. @ Lulù: grazie a te, come ti ho detto prima, l’importante è capirsi, anche perchè anch’io non amo i malintesi, che già nella vita reale sono dietro ogni angolo.

    E per questa sera… beh, ti auguro che vada bene, anzi, buonisssima serata, anzi, come direbbe Arthur, dippiù, dippiù… 😆

    Ciao Lulù, buona serata!

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  19. Ah beh mi sa che anche questa volta vi perderete…
    ahahahahahahahaha
    buona serata kate
    P.S. Arthur guarda che l’idea del cartello con su scritto “sono io” non è poi così malvagia…e se serve a farvi trovare perchè non provare?

    Ciaoooooooooooooooooooooo 😉

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  20. follettabacibaci

    Ciao Arthur, sono arrivata anche io attaccata al collo del mio gabbiano Jordan, con tanto di cartello, sciarpa rossa, cappellino a cono e calzino bucato con alluce bluette, segni particolari??? Ma solo le orecchie lunghe lunghe 😉
    Folletta è quiiiiiiiiiiiiii, 😀 lo vedi che mi hai riconosciuto subito??? Altro che pc, bit, bot, cct e vari titoli di stato, t’è bastato guardarti un attimo in giro e sei sbottato nella più sonora delle risate, e potevi essere solo tu, il mitico, adorabile, unico, specialissimo Arthur. Passi a prendere una fetta di panettone e una tazza di cioccolato caldo sotto l’albero????
    Ti aspetto baci baci 😉

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  21. @ Kate: dici che abbiamo poche chance? 🙂
    Comunque la tua idea non l’ho per niente scartata, anzi…

    Ciaooooooooooooooooooooooooooooo 😉 e vista l’ora, ‘notte!!!!!!!!!

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  22. @ Folletta: solo tu potevi essere così matta e credo che ti riconoscerei veramente senza nulla, solo guardandoti negli occhi… 🙂

    Passo da te per il panettone, ma scusa, non è un po’ troppo presto?

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  23. follettabacibaci

    Buon oggi Arthur, le cose buone non hanno data, sono senza scadenza. Ottima l’idea della hall di Malpensa, ma quella di Fiumicino in una giornata di sciopero degli aereoporti mi sembra migliore pensateci potete perdere tranquillamente anche il vostro bagaglio per non riaverlo mai più 😆
    Baci baci

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  24. Dio lasciamo stare l’aereoporto di Fiumicino e i bagagli…l’idea è carina ma di impegno li c’è ne vuole veramente poco…funziona già tutto malissimo da solo…sai le ore di attesa, fai in tempo a ritornare da dove sei arrivato per almeno 4 volte prima di ritrovare la valigia!
    Mamma mia che tortura!
    Però hai ragione folletta “le cose buone non hanno data….”
    nè tempo direi io, e quando ti va perchè perdere tempo, tanto di vita abbiamo solo questa, perchè sprecarla?
    Il panettone poi è buonissimo e con la cioccolata calda…va be dai vado a fare colazone….
    Buongiorno di sole Arthur
    Kate 😉

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  25. @ Kate: buongiorno a te, Kate, in effetti non è una buona idea quella di incontrarsi a Fiumicino e comunque… vado a fare una corsa da Folletta per la colazione del mattino… 🙂

    Ciao. 😉

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  26. @ Fra: ma lo sai che c’hai ragione? Solo che il telefonino non è trendy come il portatile… e poi, se va bene, ci si scambia il numero di telefono, se va male, si chiude il pc e buona notte ai suonatori… 😆

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  27. Allora sciarpa rossa, PDA e non se ne parli più! Siamo o non siamo nell’era della multimedialità sempre più portatile?

    P.S. Ahi, ahi, ahi, Arthur! Ti pare che un numero di cellulare sia così tanto impegnativo? Non hai ancora scoperto che, volendo, si può fare a meno di rispondere 😆 o temi che il numero possa essere una traccia utile per risalire alla tua reale identità? Terrore di essere braccato, assoluto disimpegno o che?
    Ora ti svelo un segreto. Noi donne abbiamo un’arma con la quale riusciamo a liberarci da ogni situazione scomoda: se è il caso, usiamo una parolina magica, basta dire NO e la persona indesiderata si dilegua.
    Questo vuol dire che, in genere, siamo capaci di assumerci ogni responsabilità e rispettiamo l’altro al punto da informarlo a dovere sulla situazione; il tutto con le dovute cautele, s’intende, ma senza infingimenti o improvvisi silenzi apparentemente immotivati… ;-).

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  28. @ Rosamaria: ma no, nessuna paura, anch’io so dire di no se non mi va e poi, non sono mica una bella donna da rincorrere… 🙂

    Il pc sottobraccio è più trendy, il telefonino è stra usato… pensa che ieri sera mi è arrivato un sms, dove m’invitavano ufficialmente ad una cena lunedì sera… ma insomma, prendere il telefono e chiamare?
    No, adesso gli inviti, importanti, si fanno tramite sms… che tristezza. 😦
    In conclusione… evvabè, in fondo è tutto un gioco!!!

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  29. Si, si, risparmio di tempo, di scatti, di centesimi, democrazia e “condivisione” portate alle estreme conseguenze: basta un clc e avvisi tutta la lista (mai nome fu più azzeccato: lista – spesa – prodotti – contatti, che sono icone e nulla più. :-)).
    Massì, torniamo ad incontrarci in piazza!

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  30. Grazie Art, sono passata da Morena e sono stata veramente entusiasta, leggerò con calma però.
    Grazie Art, avevo bisogno di un sorriso e sei riuscito a darmelo, eccolo qui 😀
    Art, sei irripetibilmente unico (per nostra fortuna)
    Baci baci

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  31. P.S. dimenticavo per Kate, ma dai che vuoi che sia una corsa intorno a tutti i tapis roulant dell’aeroporto Leonardo da Vinci??? Facciamo in fretta, sali su Jordan, il mio gabbiano, e vedrai che in un attimo saremo a Titumbcù a riprendere la tua valigia che doveva essere a Roma sei mesi fa. Baci baci

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  32. io una volta ho incontrato una persona conosciuta sul web,
    devo dire che è molto emozionante anche se tutto viene un po’ amplificato dalla virtualità, poi la realtà è sempre un’altra cosa..
    ciao

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  33. Buon oggi a tutti, in questo oggi che sono a casa e posso passare a salutare lo sapete che vi dico
    COMPORTATEVI MALISSIMOOOOOOOOOOOO
    Baci baci al padrone del castello, re Artù come và laggiù in quel di Trinacria???
    Folletta

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  34. @ Kia: in effetti il “rischio” è che quando ci si vede, c’è un po’ di delusione e hai ragione quando dici che tutto è amplificato dalla virtualità, percò dipende sempre da qual’è il motivo dell’incontro, da nient’altro.

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  35. @ Folletta: ciao… vedo che hai fatto il ponte oggi… mannaggia di una mannaggissima… 🙂

    Non so come va in quel di Trinacria, visto che ci manco da un po’ di anni, ma penso che vada bene, beh, diciamo benino… inszomma, inszomma… da quel che ho letto, non tanto bene, visto che quelli che hanno perso la casa per l’alluvione a quanto pare dovranno aspettare un bel po’ prima di avere i rimborsi… 😦 Ma, li avranno mai???
    Le solite cose Italiane, dove la gente comune ci fa sempre le spese, però il ponte sullo stretto s’ha da fare… ma lo sai cara Folletta che entro fine anno viene dato il via alla costruzione di un ponte che non ha ancora un progetto definitivo e che tutte le prove statiche fatte negli anni non hanno superato i test?
    Però il ponte s’ha da fare!
    Ciao cara Folletta, un bacio, buona giornata e buon relax… 😉

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  36. Pingback: Storti o diritti? « Luciano Marcelli

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