Cronaca di una gita annunciata…

© arthur

          Vi voglio raccontare di una giornata all’insegna del diverso: l’Artigianato in Fiera nel nuovo polo fieristico Rho-Pero (Milano)… tutti gli anni mi riprometto di non tornarci più e, tutti gli anni mi ritrovo in coda, davanti agli stessi botteghini. ormai, sono senza speranze, è l’età…mannagg…

Ebbene, da dove incomincio… Per abitudine, sono poche le manifestazioni fieristiche che frequento, il salone internazionale del mobile, lo SMAU ma, la fiera dell’artigianato, credo si distingua per le sue peculiari caratteristiche. Innanzi tutto, non si paga il biglietto d’ingresso, quindi vi lascio immaginare la moltitudine di umanità che la visita e poi, essendo enorme come esposizione, riuscire ad orientarsi, diventa un “bel problema” anche per uno come me che è riuscito ad arrivare in macchina nel centro di Londra, senza mai sbagliare strada. Il problema sono i cartelli che, ora t’indicano un percorso e, a metà strada, ti ritrovi, senza volerlo, a seguirne un altro. Insomma, è facile ritrovarsi nello stesso punto di partenza, magari dopo aver girato per tre quarti d’ora in lungo e in largo… Oops!!!

          E la gente che mangia, ma quanto magnano…

Le donne, è bellissimo osservarle… ero con amici e amiche, ogni bancarella di ninnoli, collane, bracciali e gingilli vari, le signore si fermavano, palpavano tutto, si consultavano, facevano le prove, indossavano, chiedevano informazioni e poi…via di corsa fino alla prossima bancarella (ovviamente senza comprare nulla…). Sembrava di essere nel paese dei balocchi, erano tutte eccitate e noi, poveri uomini, lì ad aspettarle, senza neanche la consolazione di una sigarettina, visto che ormai non è più possibile fumare da nessuna parte (che sfiga, ho anche smesso di fumare…).

          La gente… mi piace osservare le persone, è quasi una deformazione professionale, ma in questi posti, verrebbe la voglia di sedersi in un angolino e, indisturbato, annotare con una macchina fotografica, tutto ciò che ti passa davanti agli occhi. Abituati come siamo a vedere in TV, nei giornali, tante bellone e belloni, all’inizio, tutti sembrano di una bruttezza indefinibile ma poi, se ti soffermi a guardarli uno per volta, ti accorgi che ognuno è diverso dall’altro e di ognuno, ti verrebbe la voglia di conoscerne la storia, le abitudini, il lavoro che fa, se è felice, quali sono le sue speranze, i suoi desideri. All’inizio colpiscono per come sono vestiti, le capigliature che hanno, il loro modo di camminare, se sono da soli, se sono delle famiglie, se sono solo delle amiche o amici, a gruppi, in coppia, alcuni con gli zaini, altri con i borsoni, ma poi, gli abiti, le capigliature, tutto passa in secondo piano. Mi rendo conto che per loro è una giornata di festa, e nella festa cercano riparo, senza pretese o false aspettative. Sono come sono e, non gliene importa un bel fico secco, insomma, alla fine ti accorgi che sono anche tutti belli…

E la gente che mangia, ma quanto magnano…

          La ricerca di un posto per mangiare… ci sono ristoranti, bancarelle con leccornie, paninoteche, specialità regionali…anche qui è difficile scegliere, orientarsi nella scelta giusta, se poi si è in compagnia, ancora di più. Uno vuole sedersi, l’altro si accontenta di mangiare velocemente in piedi, perché non vuole perdere neanche uno stand e, il problema è accontentarli entrambi, perché posti a sedere, niente e angolini liberi neanche. Che stress!!! La roba da comprare…verrebbe voglia di comprare tutto, cose utili, cose inutili e, senza neanche accorgersene, ci si ritrova pieni di pacchetti e, ovviamente tutto diventa sempre più complicato.

Che fatica però, ragazzi! Visitare queste fiere è da incoscienti. Il caldo, il caos, le musiche, il vociare, gli odori, le puzze, le correnti d’aria e…le scale, i corridoi, il caffè nei bicchierini di carta, il panino con i würstel, la senape e i crauti, la birra gelata e, la bottiglietta d’acqua che ti porti appresso, il cappotto sottobraccio, stare attenti al portafoglio, cercare un posto per sedersi e…le statuine di ceramica, le saponette colorate, i cappellini del Nepal, le collanine indiane, le cornici variopinte, gli strudel caldi, caldi, la salsiccia calabrese, le croche monsieur (come si scrive?), cose viste e riviste, sempre le stesse, ormai omologate…che fatica ragazzi, mi sa che, il prossimo anno non ci torno più e, se ci casco…tiratemi le orecchie.         

          E la gente che mangia, ma quanto magnano… 😉

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48 pensieri su “Cronaca di una gita annunciata…

  1. very

    Pensa te! Io ieri ero al Palazzo Reale, a lavorare per l’innaugurazione della mostra sul Giappone…e poi, a evento finito, i miei amici mi hanno catapultato pure a me alla fiera del artigianato…che caos!!!

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  2. alanford50

    Mannaggia mannaggina quanto hai ragione, che sofferenza atroce, seguire la propria Lei per ogni banco ad osservare, palpare, toccare, vagliare, soppesare, stropicciare ogni cosa che lo sprovveduto omino del banchetto ha osato impunemente esporre, tutto quello che prima aveva un senso ed un ordine, dopo conosce l’onta del caos irreversibile, ed ovviamente si passa al banchetto successivo senza comperare mai nulla, io sono portato a credere che è una forma di ribellione interna al loro grande senso di ordine che tengono, mantengono e obbligano in casa, una sorta di compensazione, poveretti questi espositori, io fossi in loro fotograferei certe personaggi che si avvicinano per rovistare impunemente e passerei la foto a tutti gli altri espositori, una specie di WANTED per le persone ritenute pericolose, in modo da allontanarle dai propri spazi espositivi prima di vedersi distrutto il paziente lavoro di una dure e lunga giornata.

    Una mia conoscente si è invece specializzata per le bancarelle che espongono generi alimentari con assaggio, non se ne perde uno, come Attila passa e dopo avere giustamente ringraziato se ne va pronta per la successiva razzia, sempre ovviamente senza comperare mai nulla, probabilmente a fine giornata quando torna a casa anche se non è del tutto soddisfatta almeno non deve mai preparare cena…..

    Sicuramente gli espositori a fine serata da una parte sono contenti per avere avuto segni di apprezzamento se non altro per gli assaggini che sono andati a ruba……

    Ciaooo neh!

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  3. Hai ragione…che stress….ma fa parte del colore di Natale, anche se poi si torna a casa più stanchi di prima è un modo per annullare questo mondo così impersonale e frustrante!
    A dirti la verità quando vado nei mercatini lo faccio da sola e ci vado nelle ore più tranquille, per vedere un pò di più e per fare più in fretta a tornarmene a casa…però a dirti la verità credo sia sbagliato…ci lamentiamo che non ci sono più tradizioni e poi scappiamo quando ci sono…boh!
    Comunque buon 8 dicembre Arthur

    😉 kate

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  4. Ah ah ah questo post mi piace molto perchè
    1) la penso come te su tutto ma proprio tutto
    2)ho lavorato nelle bancarelle e mi hai ricordato quei momenti, da vero panico
    3)la gente non fa altro che magnà, è vero
    4) non capisco perchè gli uomini seguano le donne, io per esempio, entro con le amiche ma spesso ci dividiamo, ci consultiamo solo se vogliamo a tutti i costi una cosa e abbiamo bisogno di un secondo parere sperando dicano che quella cosa lì ci sta davvero bene
    5)nelle fiere sto sempre male dopo un po’, la calca mi innervosisce e il caldo mi fa venire mal di testa.
    6) io ho i miei mercati e bancarelle di fiducia che non svelo mai 🙂

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  5. api

    la cosa più bella è la tua voglia di osservare quel fiume di vita…in questo mondo che corre a mille e più, di vuoto e nel nulla, è da apprezzare il cogliere gesti, voci, espressioni che ancora ci tengono all’umano…

    ps: se mai ti vorrebbe voglia d’incontrare una che blogger non è…sai dove cercarmi! mica posso andare in giro con ornamenti che non si con-fanno alla mia personcina…ne verrei schiacciata! 😉
    Via Majore,,,ma giù giù ché in alto c’è troppa confusione 🙄

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  6. @api
    Ma questo è un colpo basso! Dove l’hai presa quella faccina?
    E’ proprio vero: “tristo é quel discepolo che non supera lo suo maestro”.

    @ Arthur
    Mai foto fu più azzeccata!

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  7. Ma buonasera Arthur!Ma come…ti lascio tre giorni e tu che fai? Ti ingolfi alla mostra dell’Artigianato….Suvvia, la prossima volta vieni con me a vedere Chagall? Tanti colori onirici …emotivamente entusiasmante…
    Pensa un museo senza bar…nessuno che magnava…e nessuna possibilità di comprare un quadro…almeno per le mie finanze!!
    ‘notte ….

    p.s. oh cielo…quanti puntini di sospensione stasera…

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  8. @ Alan: devo confessarti che invidio (benevolmente s’intende…) le donne, per questa loro capacità di interessarsi anche del superfluo, come se fosse una cosa importante… e poi, contrariamente a noi uomini, hanno la capacità di parlare di qualsiasi argomento e, infatti, in una comitiva di uomini e donne, preferisco stare ad ascoltare le donne, perché gli uomini sono noiosi, quando cambia, parlano di calcio, politica, donne, e dopo un po’… 🙂

    Simpatica la tua amica che assaggia tutto, ma quando arriva a casa, oltre che non deve preparare la cena, non c’ha il mal di stomaco?

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  9. @ Kate: beh, io ho un po’ esagerato nel raccontare i fatti, ma alla fiera dell’artigianato c’è anche roba interessante. L’unico problema è la confusione, ma sai com’è, se non ci fosse, non sarebbe più una fiera… 😉

    I mercatini, quelli dell’antiquariato, li visito spesso, ma ultimamente non c’è più molto da vedere, le solite cose senza alcun pregio e allora passa la voglia di andare a vederli.

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  10. @ Lindalov: quello del magnà è un classico e la cosa più sconvolgente è che incominciano a mangiare al mattino e la sera, sono ancora lì con qualcosa in bocca… 🙂

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  11. @ Lindalov: quello del magnà è un classico e la cosa più sconvolgente è che incominciano a mangiare al mattino e la sera, sono ancora lì con qualcosa in bocca… 🙂

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  12. Bella l’atmosfera dei mercatini, bella se accantoniamo la (troppa) gente che magna (troppo) e la ressa che impedisce qualunque visuale.
    Se si riesce ad andare presto o in orari poco canonici, quindi evitando metà mattina o metà pomeriggio, privilegiando il presto o il tardi quasi in chiusura, qualcosa di tutto ciò che hai già ben descritto tu, si riesce a fare.
    Incrociare gli sguardi della varia umanità, provando ad indovinarne pensieri e desideri, studiando camminate e gesti, ascoltando qualche parola a caso qua e là.
    E spesso si torna a casa a mani vuote, ma con il pieno di belle sensazioni.

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  13. @ Solindue: inszomma, inszomma… io sarei anche venuto a vedere Chagal, ma tu non mi hai invitato e allora, cosa dovevo fare, invitarmi da solo? senza contare che c’era anche il rischio, nel caso, di non trovarci… 😆 😆 😆

    Inszomma, inszomma… !!!

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  14. @ api: se c’è una cosa che mi piace fare è osservare la gente, trovo che sia istruttivo in un certo senso. In queste occasioni, non porto mai la mia fedele macchina fotografica o la telecamera, perché per la Privacy non possono essere usate, ma la tentazione è tanta… Comunque, chissà che non c’incontreremo veramente, visto che voglio fare un revival sardo… 😉

    Ma dove hai preso quella faccina? 🙄

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  15. @ Elle: in effetti è la cosa che preferisco fare, anche perché in genere non compro quasi mai nulla e spesso, visto che ormai si vedono sempre le stesse cose, mi annoio anche un po’. La gente è interessante, in tutte le sue manifestazioni, alle volte anche curiosa, altre singolare, insomma, se prestassimo più attenzioone anche agli altri, forse la nostra vita sarebbe meno grigia.

    Quindi, viva le sensazioni, ma su questo siamo perfettamente d’accordo.

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  16. valeaparigi

    Gentile ragazzo, nelle tue righe si percepisce il sapore di queste giornate di festa…sapore che stanca e che annoia, ma che alla fine coinvolge e travolge! Ed io sono una di quelle donne che si ferma e guarda e riguarda le collanine e gli orecchini e che finisce per perdersi nei mercatini…paziente chi ancora mi segue! E comunque, la sigarettina ci stava tutta, mon ami!
    1abbraccio,
    Vale

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  17. @ Vale: purtroppo non fumo più, ho smesso da tre anni e sono contento di averlo fatto. Voi donne siete fantastiche quando curiosate tra le bancarelle, e la pazienza nell’aspettarvi, viene compensata dal piacere di guardarvi.

    Il “gentile ragazzo” ringrazia, sia per il gentile, ma soprattutto per il “ragazzo”… 🙂

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  18. ” Voi donne siete fantastiche quando curiosate tra le bancarelle, e la pazienza nell’aspettarvi, viene compensata dal piacere di guardarvi….”
    Ti meriti un bacio, quello che hai detto è un bellissimo complimento per le donne!
    Bravooooooooooo 😉 kate

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  19. Arthur, la foto è bella non solo perchè è nitida, ma sopratutto perchè lo scatto rende bene l’idea del mercato, del sacro misto al profano, del mucchio in cui divertirsi a trovare ciò che é carino, originale, spiritoso, meravigliosamente inutile. Bravo!

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  20. @ Very: ero indeciso perchè mi era sembrato che il tuo indirizzo e-mail fosse diverso.
    Ma scusa, tu non fai la commercialista? Come mai eri a lavorare per l’innaugurazione della mostra sul Giappone?
    Bentornata!!! 😉

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  21. @ Rosamaria: oh mannaggia, ti sei messa d’accordo con apina stamattina?(e fa anche rima…)
    E no, perché anche lei ha sentito il bisogno di precisare le sue intenzioni con il commento e guarda caso, entrambe per una foto… 🙂

    Grazie della precisazione, ma avevo capito ciò che intendevi dire, anche se ti ho risposto tutt’altro. E in effetti, la scelta della foto e l’averla fatta in quel modo, voleva appunto evidenziare un po’ questo sacro misto a profano… e sono contento che un occhio attento come il tuo, l’abbia notato e messo in evidenza.
    Grazie!

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  22. @ Kate: Buongiorno a te!!! (anche se è un po’ tardino per dirlo… )

    In effetti potremmo andare a perderci un paio di frittelle, sai quelle zuccherate di un bel colorino ambrato che sa di olio fritto a ripetizione? 😆

    E la gente intanto magna, ma quanto magna… 😉

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  23. ” E la gente che mangia, ma quanto magnano…”
    Hai ragionissima! E’ quello che penso pure io…… ma ‘ndò la mettono poi tutta sta roba? Solo io ingrasso con un bicchiere d’acqua?!
    Scherzi a parte, il prossimo anno anche a me toccherà la Fiera del Mobile a Milano….. In questo caso sarò io l’accompagnatrice del mio lui che vorrà visitare TUTTI gli stand!
    Mi sto già preparando psicologicamente….
    Baci, L.

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  24. Beh le frittele mi ispirano, soprattutto zuccherate, in Spagna le accompagnano con la cioccolata calda….mmmmmhhhhh buone!
    Livy perchè non accompagni amorevolmente il tuo lui?
    Pensi di strattonarlo contro i mobili?

    😉 kate

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  25. @ Liv: oh povero “lui”!!!
    Certo che l’accompagnerai amorevolmente, lo guarderai amorevolmente, gli terrai la mano amorevolmente, gli mescolerai il caffè nel bicchierino di carta amorevolmente…

    Prova a dire di no? Guarda che se v’incontro e ti vedo amorevole con lui, dirò, tra un saluto e l’altro: “ma non avevi detto a Kate che lo strattonavi AMOREVOLMENTE contro i mobili?” 😆 😆 😆
    Ma per quel poco che ti conosco, sono sicuro, anzi, scommetto che sarai senz’altro amorevole con lui, anzi, dippiù, dippiù. 😉

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  26. Adoro la Spagna da tutta la vita, ho vissuto li per molti anni a Madrid per essere precisi, il mio bimbo è nato li, e mi sento spagnola anche se no non lo sono.
    Ma si è del luogo di cui ci si sente giusto!
    E io non ho dubbi! 😉
    Buongiorno Arthur un abbraccio kate

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  27. @ Kate: adesso capisco come mai scrivi così bene lo spagnolo e comunque hai ragione, si è del luogo di cui ci si sente, io per esempio, avendo vissuto un po’ in giro per l’Italia, mi sento senza radici, ma ci sono dei posti dove ho vissuto che li vivo visceralmente, come se ci fossi stato da sempre… evvabè, anche se in ritardo, buona giornata anche a te.
    Ciao!

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  28. Acciderbolina … ci saremo mica incontraaaaaaaaaaaaati!!!!
    Io ci sono andata il 5 , giorno di apertura , per il secondo anno consecutivo !!!
    Devo confessarti che quest’anno sono rimasta un pò delusa … tanta paccottiglia , tante cose tarocche passate per originali etc !
    Però … HO RICOMPRATO IL MIO AMATISSIMO “RON MIEL AREHUCAS” … sono una ubriacona drogata di quel fantastico rum che non saprei dove altro comprare . E non ci crederai ma … non mi sono fermata in nessuna bancarella di collanine e braccialetti !!!!! 😀

    Ehm … e mangiavo , mamma mia quanto mangiavo !
    Ehmmmm… e bevevo , mamma mia quanto bevevo !

    E mi sa che l’anno prossimo ci tornerò … il rum sarà finito e io dovrò fare scorta!!! eh eh eh

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  29. @ Koala: io sono andato il 7, e più o meno ci vado quasi tutti gli anni. Avevo saltato l’anno scorso, ma siccome mi sentivo un po’ in colpa e volevo farmi del male, ci sono tornato anche quest’anno, senza nemmeno l’alibi che avevi tu, cioè di comprare il rum… 🙂

    Quindi non ci siamo “incontrati” per un pelo e tra l’altro nel caso mi avresti riconosciuto subito, perché stavo ai margini della/e sala/e a guardare la gente, meravigliato per quanto magnavano.

    E da quel che dici, mi sa che eri tra quelli… 😆

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  30. Carissimo Arthur,

    sai dove dovevo andare ieri, prima con i miei amici e poi, con alieno e fidanzata? Proprio li. Non vedevo l’ora di perdermi tra pensieri e bancarelli. Ferfarmi, ammirare, guardare, contrattare. Cercare qualcosa di particolare. Le lucine (stile vecchio bordello) dell’albero della gomma che prima erano a far compagnia al mio splendido letto in ferro battuta e ora illuminano il mobile della sala provengono dalla fiera dell’artigianato dello scorso anno. E invece, l’we a letto, a stare male. Mi assaporavo gia colazione, pranzo e merenda, ma invece nulla. E tutti gli anni mi riprometto di andarci e tutti gli anni succede qualcosa.

    Solindue,
    vengio io!!!

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  31. @ Monica: mi spiace Monica, ma non ti sei persa comunque nulla di veramente particolare. La fiera se la si guarda con occhio sgombro da preconcetti, è anche interessante, l’unica cosa è l’omologazione di prodotti, tante bancarelle vendono più o meno le stesse cose e poi, tante di queste cose sono viste e straviste, insomma, in un certo senso sono finiti i tempi in cui si rimaneva sorpresi per le novità.

    E poi, la gente… quanto magnano, quanto bevono, quanto chiacchierano… (alcuni), quanto puzzano…

    Vorrei però fare una precisazione, non ho nulla contro la gente, ma la calca, la ressa in questi posti è davvero enorme, per cui in certi settori ci si muove a fatica e il fatto che l’ingresso è gratuito, rende le cosa ancora più problematica.

    Evvabè… diciamo che magari è l’occasione per andare a cercare, come per Koala, un prodotto che altrimenti è difficile da trovare altrove e poi anche per passare una giornata diversa dalle altre, in compagnia di amici, se nel frattempo non li hai persi strada facendo… 😆

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  32. Lorena

    Cari amici “vecchi e “nuovi” di tastiera, molti di voi mi conoscono già da tempo, altri di recente, chiedo scusa a tutti di questa “forzata” latitanza perché è da martedì 2 dic. che non sono entrata nelle vostre pagine di blog. Quindi eccomi qua a dedicarvi un’altra pagina intima della mia vita. Il 5 dicembre molti di voi erano a Roma, ebbene anch’io ero in un mio viaggio personale, ANCH’IO VESTIVO DI VIOLA per la mia battaglia personale… Il 4 dic. sono entrata in ospedale a Sant’Arcangelo (Rimini) per essere operata ai seni. Rammento: il 6 dic.2007 fui operata di mastectomia al seno sinistro (tutto andò per il meglio, non feci terapie, ne ci furono recidive di sorta), ma l’intervento che mi fecero di ricostruzione al seno, andò peggiorando di giorno in giorno…, mi fu messa una protesi più grande della mia capienza per questo si formarono orribili aderenze (che ultimamente mi facevano pure male)…insomma mi vergognavo di me stessa non ne potevo più. Già l’impatto dal punto di vista psicologico fu devastante. di dover “obbligatoriamente” accettare una mutilazione del genere, a questo dovetti aggiungere una ricostruzione difettosa al massimo grado da vedermi tutti i giorni davanti allo specchio… E finalmente a distanza di due anni, come un miraggio, ecco arrivare la soluzione. Dopo gli opportuni accertamenti, preventivi, dei giorni precedenti l’intervento, il 4 dic. .sono stata operata dalle 12 alle 14,30, lentamente giorno dopo giorno, sono andata migliorando e il pomeriggio tardi del 7 dicembre sono stata dimessa. Ho avuto vicino parenti ed amici meravigliosi, che tuttora mi riempiono di affetto e di amore, amici che sapendo il mio calvario da allora ad oggi, sono più felici di me di sapere che ho risolto per sempre questo problema. Ricapitolando: al seno sinistro mi hanno rimosso la protesi, mettendone una più piccola e più morbida e togliendomi tutte quelle schifosissime aderenze, per eguagliarlo all’altro al seno destro mi hanno applicato una nuovissima tecnica di lipofilling cioè mi hanno tolto del grasso dalla pancia (così ho snellito anche questa) e me lo hanno riempito, così da sembrare il più naturale possibile e da non creare nessun tipo di rigetto verso un corpo estraneo. Tutto è bene quel che finisce meglio di così non potevo auspicare. Le mie festività natalizie, alle porte, saranno, gioiose, dolci e serene all’insegna (prima di tutto dei miei famigliari) poi degli amici che mi stanno contendendo per avermi tra loro nei festeggiamenti (mi trovo ad avere anche l’imbarazzo della scelta). Ieri sono andata a togliermi i punti sempre a S.Arcangelo e il chirurgo si è complimentato e mi ha detto che e tutto ok. Così da ieri ho “ufficialmente” ripreso tutte le mie attività ” (sono le mie linfee ed energie di vita), sport ecc. E questa mattina sono tornata al lavoro. Come?? Nonostante la nevicata (lieve) di ieri su Bologna, ovviamente in bicicletta. Ed ora GIOVANNA cara, amica mia, questo pensiero è per te, in un tuo post di qualche tempo fa, parlammo di svolta epocale della nostra esistenza, questa è la mia svolta, riappropiarmi di me stessa per vivere per sempre nel migliore dei modi. Giuro non mancherò più sulle vostre pagine. Un abbraccio e un bacio con tutta la carica positiva che ho dentro ad ognuno di voi. Vostra Lorena.

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