La scatola.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Mi allungo sulla sedia e quasi mi sdraio, oggi è di quelle giornate in cui non ho voglia di pensare a nulla e così mi stiracchio, con lo sguardo perso un po’ su quella scatola e un po’ fuori alla finestra.

E’ strano, quando vuoi annullare ogni pensiero i pensieri ti vengono incontro e fanno capolino malgrado tu dica loro di andar via, prepotenti, senza alcun ritegno.

Torno di nuovo a guardare quella scatola e chissà perché sembra diversa, non è solo questione di colore, anche quello, o di materiale, anche quello, vederla rinchiusa in quell’angolo ne amplifica la forma e le dimensioni, come se il suo contenuto volesse a tutti i costi spuntar fuori, e al pensiero mi vien quasi da ridere, perché m’immagino due guance gonfie di vento e lettere disordinate che in un’esplosione di linee rette e curve provano a dar forma a parole mute, ma che hanno l’aspetto di grida che libere da ogni pudore, portano sorrisi, portano lacrime, ricordi ingarbugliati sommersi dalla polvere del tempo, una matassa di fili da sbrogliare, che si percorrere solo se le dita, tra pollice e indice, trovano il ritmo giusto.

No, non ho voglia di pensare a nulla, come in un cartone animato, sento l’aria che si smuove risucchiata dal sordo rumore di un coperchio che si chiude, e un raggio di sole che filtra dai vetri appannati della finestra mi rammenta la giornata che da poco è incominciata, beh, tiriamoci su le maniche che son tante le cose che m’aspettano e nel farlo, sorrido al nuovo giorno, perché oggi sono quel che sono.

Annunci

40 pensieri su “La scatola.

  1. Saper aprire e chiudere quelle scatole che sonnecchiano negli angoli delle stanze fa parte di quella saggezza che gli uomini dovrebbero imparare, per essere forti quando serve e forse più se stessi quando è il momento di lasciare e ripartire.
    Buona giornata,
    sia quel che sia… 😉

    Mi piace

  2. L’hai scritto da qualche parte, come hai aperto o stai per aprire quella scatola.
    L’hai detto e non l’hai detto e non so… ma forse che il segreto sta nel trovare il ritmo giusto.
    Potresti continuare a guardare la scatola allungato semi sdraiato, oppure balzare dalla sedia e aprirla con foga, con impeto, col fiato in gola.
    Questione di ritmo…

    Mi piace

  3. Pure io ho una scatola, ce l’ho nella stanza qui accanto, insieme alle scarpiere e agli armadi, infilata lì, aspetta da qualche mese che qualcuna se la venga a portare via…

    Intanto sta lì, con quella “faccia” da trasloco in attesa di portare via anche le ultime tracce di ciò che era stato e ora non è più…

    Mi piace

  4. alanford50

    L’importante è sapere che quella scatola c’è ed è lì, l’importante è il non dimeticarci che quella scatola esiste, poi l’aprirla o il non aprirla non è importante, sarà l’appagamento di un bisogno o di un attimo di vita.

    Ciaooo neh!

    Mi piace

  5. Giovanna Amoroso

    Tutti noi possediamo delle “scatole” che vorremmo aprire… O forse no… Dipende dal momento…

    Un bacio caro Arthur!
    Giovanna

    Mi piace

  6. Ogni scatola che abbiamo chiuso in un angolo racchiude una parte di noi.
    Spesso i ricordi di cio’ che c’e’ dentro sono diversi da cio’ che ritroviamo quando andiamo a riaprirla. La mente gioca brutti scherzi.
    Io, come nei cartoni animati, lascio che le mie scatole chiuse si muniscano automaticamente di gialle cicciose gambe e braccia e se ne vadano per la loro strada.
    A me bastano i ricordi dei contenuti, che accarezzo nel mio cuore.
    ‘giorno Arthur

    Mi piace

  7. Bravo! A quanto pare tu sai dire di sì o di no ai ricordi.
    Hai la mia ammirazione. Saper scegliere quando è importante in ogni cosa.

    Io, come ho scritto, non sono altrettanto capace: c’è un film in proiezione costante, qua da me.
    È come vedere due immagini diverse contemporaneamente, che si sovrappongono.
    Vabbé, quando ci nasci, ci fai subito l’abitudine e così la mia vita sa raggiungere vette eccelse lo stesso.

    Un abbraccio

    Mi piace

  8. @ Spazio: il problema è in effetti quello, non riuscire ad aprire e chiudere quelle scatole quando se ne ha voglia e solo per ricordare…

    Sia sempre quel che sia… 🙂

    @ Rosamaria: anche se in ritardo, ‘giorno, sempre e comunque con un sorriso. 🙂

    Mi piace

  9. @ Elle: sì, è solo questione di ritmo, che è poi quello che ci da la possibilità di rivivere i ricordi senza “attaccarsi” ai rimpianti, Carpe diem, ricordi?

    @ Fra: beh, c’è sempre un modo, alternativo ma un modo, prendere un bel corriere e spedirla quella scatola, così veramente ciò che è stato non lo sarà più, a meno che tu non voglia ogni tanto guardarla e allora… 😉

    Mi piace

  10. @ Alan: guai se non ci fosse quella scatola, sarebbe come dire che si è vissuto per nulla, poi, sia quel che sia… 😉

    @ Giovanna: il momento è importante, altrimenti si corre il rischio di crogiolarsi nei ricordi e allora le vie d’uscita si riducono a ben poche.
    Un bacio anche a te.

    Mi piace

  11. @ Sol’: bella l’immagine di quelle scatole che, con gambe e braccia cicciose, vanno per la loro strada. Concordo comunque con te, e cioè che sono i contenuti quelli che contano, il resto…
    ‘giorno… immagino che il tuo sarà un ‘giorno pieno di neve, visto che in montagna nevica tantissimo…

    Buona continuazione di vacanze!

    Mi piace

  12. @ Luciano: non credo di essere bravo e non credo di saper dire sì o no ai ricordi, il fatto è che ho sempre vissuto la mia vita proiettandomi nel futuro, ho sempre colto quell’attimo che mi ha aiutato ad andare avanti, senza per questo rimuovere le cose che mi hanno fatto soffrire e rinnegare il passato, che fa parte di noi e la cosa migliore è cercare di rielaborarlo.

    E la rielaborazione della crescita, come l’ho chiamata una volta, che ci mette nelle condizioni di affrontare il presente e di conseguenza il futuro, in maniera più cosciente, più matura, più responsabile.
    Ho sempre detto che il mio passato lo guardo con “tenerezza”, non perché ho rimosso le mie sofferenze, anzi, ma soltanto perché, per come sono fatto, il mio carpe diem è molto più importante. Guardo avanti perché è l’alternativa migliore, altrimenti finirei con il passare la mia vita crogiolandomi nello scontento e, tutto ciò che mi si propone, non riuscirei a viverlo serenamente.

    Quante persone incontriamo nel quotidiano che, malgrado non abbiano seri motivi per lamentarsi, si lamentano continuamente di tutto ciò che gli capita o di quello che hanno?
    Tante, e pensare di vivere una vita con questo “tarlo”… per carità, sarebbe oltre che faticoso anche distruttivo.

    I dolori e le sofferenze, devono insegnare ad apprezzare la vita, che poi è soltanto una e non sono tanti i giorni che ci toccano da vivere, e quindi… la mia vita (vissuta…) mi ha aperto la strada verso una consapevolezza fatta di speranza, di positività, di una consapevolezza “aggrappata” alle emozioni, ma non come ultima spiaggia, ma come linfa necessaria per la mia sopravvivenza.

    Quella scatola so che è lì…

    Mi piace

  13. api

    prima di organizzare un viaggetto in Tibet…devo rimettere a posto tutte le cose rotolate fuori dalla scatola..sarà una faticaccia! sono stata frenetica nel tirarle fuori, ora devo lavorarci di più! 😦
    buongiorno, arthur!

    Mi piace

  14. @ api: dai apina, che passo a prenderti, magari anche Linda, Elle e Rosamaria e perché no, anche Claudio, Sol’, Luciano, Fra’… inszomma, inszomma, facciamo una bella spedizione in Tibet… 😉 e chi se visto se visto… 🙂

    Mi piace

  15. ‘nnagg… Rosamaria, come fanno a venirti certe idee… 🙂

    Mi sa che di ventagli dovrò portarne tanti, onde evitare scottature e poi, beh, all’arte non si comanda… 😆

    Mi piace

  16. Ovidio… Ovidio… per caso quello che ha scritto l’ars amatoria, dove insegnava alle donne cosa dovevano fare per piacere agli uomini? Ma si, dai, al massimo (le donne…) insegnano a me la loro sensualità dietro ad un ventaglio… 🙂 e comunque sia, all’arte non si comanda!

    Mi piace

  17. simple

    Io penso che i ricordi abbiano il modo di richiamare la nostra attenzione se e quando servono.
    Sapere dove sono è buona norma, poi basta lasciarli tranquilli per poter crearne degli altri.
    🙂

    Mi piace

  18. Diciamo che sono piuttosto confusa a riguardo e che un viaggetto in Tibet o in qualche monastero in meditazione lo considererei molto volentieri….
    Eh si ne ho bisogno…
    noche kate
    🙂

    Mi piace

  19. @ Simple: in un certo senso bisognerebbe metabolizzarli (i ricordi…), in modo da viverli senza che creino dei condizionamenti, quindi è giusto ciò che dici, lasciarli lì tranquilli, in attesa che se ne aggiungano degli altri.

    Mi piace

  20. @ Kate: farebbe beno non soltanto a te… io intanto parto per la Sicilia (lavoro…), sperando di trovare lì un po’ di bel tempo e… una rimescolata di bei ricordi… 🙂

    Mi piace

  21. Carissimo Arthur e carissimi tutti,

    questo è uno dei tuoi pezzi che mi sono piaciuti di più (ho rubacchiato parole di Fra che spero non si arrabierà per questo).

    Spesso abbiamo discusso sul ruolo che i ricordi e che il nostro passato dovrebbe avere nella nostra vita. Come recentemente io e Alan ci siamo detti, noi siamo quelli che siamo grazie al nostro passato.

    La scatola è dentro di noi, e lo sarà sempre. Sia che la scatola rimanga li come per Fra o che un corriere la venga a ritirare sarà sempre dentro di noi. Con il tempo verrà metabolizzata, concordo con te Arthur, ma i graffi della nostra anima rimarranno. Le ferite non sanguineranno più, ma le ciccatrici rimarrano. Domani un sorriso su una lacrimuccia, ma a volte il domani non si sa dove sia.

    Io ho attraversando il ponte lasciando una marea di scatole e valigie al di la del ponte. Non ho rinnegato nulla del mio passato, nulla, ma non li ho voluti traghettare. Non dimenticherò nessuno e niente, ma a volte il cambiamento è necessario.

    Non amo conservare lettere o mail o ricordi in genere, perchè la scatola dei ricordi è nel mio cuore.

    Un abbraccio di stelle da Stella

    Mi piace

  22. I pensieri sono proprio così … più li cacci più quelli saltellano nel tuo cervello cantilenando come bambini dell’asilo … sono maledettamente cocciuti e dispettosi ! A volte meglio lasciarli fare … e aprire le scatole!

    Mi piace

  23. rosigna

    Ciao Arthur e buon anno!!!

    A me e’ cara l’immagine del puzzle. Uno di quei puzzle composto da infiniti pezzi, che quando apri la scatola e li butti tutti sul tavolo all’inizio non sai da dove cominciare. Poi tu, o Qualcuno che ti guida, che ti aiuta, inizia a separare quelli che compongono una certa figura, un’altra … cosi’ fino alla fine, quando tanti mucchietti sono sul tuo tavolo.

    Poi cominci a mettere insieme le tessere. All’inizio lentamente, poi piu’ in fretta. Un giorno ne fai un pezzo piu’ grande, un altro non riesci a mettere insieme neppure due tasselli.

    Magari un giorno decidi anche di abbandonarlo, perche’ non ti piace piu’, perche’ ti sei stufato, perche’ magari sei preso da altro, o da un altro puzzle.

    Un bel giorno ritorni.

    Magari Qualcuno ha gia’ pensato a ricomporre i pezzi, magari ci riesci tu, in poco tempo.

    Chi puo’ dirlo?

    La vita e’ cosi’. Accadono episodi inspiegabili. Continui a domandartene il perche’, non li accetti, non vuoi accettarli, non li comprendi.

    Per un po’ continui a domandarti cosa fare, che approccio avere con essi. Poi li lasci li’.

    Un bel giorno dal buio nasce la luce.

    Tutto e’ li’, chiaro, quasi palpabile.

    A me di solito capita cosi’.

    ciao Arthur!

    Mi piace

  24. @ Monica: contrariamente a te, io invece amo conservare cose che mi ricordano il passato, lettere, e-mail, foto, ma solo perché, anche se alle volte l’emozione la fa da padrona, non mi condizionano più di tanto e visto che la mia vita è stata abbastanza piena di cose, da un lato mi sento fortunato per questo, perché ho una visione più sgombra da impicci di vario genere per affrontare il futuro senza troppi rimpianti. Guai se non fosse così, perché altrimenti il “mio ricominciare” si sarebbe arenato alle prime difficoltà.

    E questo non vuol dire essere più bravi, vuol dire soltanto che io sono fatto così, per mia fortuna aggiungo.

    Quindi, quella scatola alle volte la apro, altre volte la lascio lì a decantare, come una buona bottiglia di vino e quando è pronta…

    Mi piace

  25. @ Rosigna: beh, capita alle volte di vedere la luce all’improvviso, cose che prima erano inspiegabili diventano chiare, limpide, ma forse dipende dal fatto che sono rimaste lì nella mente a “decantare”, come dicevo a Monica, ne hai consapevolezza perché finalmente le hai viste sotto la luce migliore e quindi… capita, capita… sì, dalle scatole spesso vengono fuori dei puzzle, il problema incomincia ad esserci se dalla loro composizione viene fuori qualcosa di spiacevole, a allora son dolori.

    Buon anno anche a te, Rosigna.

    Mi piace

  26. Carissimo Arthur,

    la scatola è nel mio cuore, è nella mia anima, è dentro di me. E’ stata inglobata nel mio essere. Le emozioni mi hanno fatto vibrare. I sorrisi hanno illuminato il mio volto. Le lacrime hanno rasserenato il mio sguardo e purificato la mia anima. Il passato non è rimpianto, è parte di me. Non ho bisogno di una scatola fisica per ricordare chi sono. La scatola è dentro di me. Non sono più fredda o meno dolce di altre persone. Ho riflettuto molto sulla presenza di una scatola o di un baule ma poi ho sorriso perchè è tutto dentro di me. Non sono diversa per questo. Anche noi stessi siamo una scatola, un contenitore per ricordi.

    Mi piace

  27. Sai Moni, a volte facendo anch’io come Arthur e tenendo piccoli pezzi di passato, riguardandoli, mi rendo conto che non sempre ricordo tutto e che magari la mia visione cambia e che magari posso scusarmi con persone che credevo avessero torto o chiudere con altre che magari giuravano di avere ragione ma non era così….a lungo andare alle lunghe distanze con l’età e la ragione i sentimenti restano ma magari si modificano, lasciando spazio a nuovi inizi che magari credevamo impossibili…
    Un abbraccio kate

    Un super abbraccio Arthur!

    Mi piace

  28. Carissima Kate,

    quando dico che la scatola dei ricordi è dentro di me e te lo dico con un grande sorriso penso che, come ho detto tantissime volte, quelle che siamo li siamo grazie al nostro passato. Il nostro passato, i nostri ricordi, sono dentro di noi. Chi ha una scatola nella stanza accanto e ogni tanto ci sbircia dentro, chi in cantina, chi sotto il letto, o chi come me nel mio cuore. Non ho mai rinnegato e mai lo farò il mio passato. Ogni piccola o grande scelta ha suscitato emozioni e reazioni, in me e ad altre persone. Un sorriso, una lacrima, un brivido. I rapporti evolvono come fiori: qualche fiore sfiorisce, qualcuno rimane bello per sempre, qualcuno da bocciolo diventa fiore, così i rapporti umani.

    Un abbraccio di cuore

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...