Fili d’erba.

© arthur

Mi giro e vedo brina gelata che ricopre fili d’erba ripiegati su se stessi, tormento inevitabile che per un attimo è padrone indiscutibile di una stagione che volge lo sguardo altrove, lontano da colori con tinte accese mischiate dal tempo, che degradano fino a scomparire in tenue sfumatura.

E ripercorro sterminate praterie, suoni di giornate vissute all’insegna di risate senza pensieri, sguardi che sapevano cosa cercare, ma non lo davano a vedere, perché fuggire per poi rincorrere era il sussulto del battito di un cuore.

Cielo, terra scura arsa da un sole che non risparmia calore, aria, fine, sottile, che sospesa si lascia intravedere, mare, lo spuntare di nubi all’orizzonte, tratti che linea dopo linea, lasciano traccia su di un foglio bianco che man mano si scolora, fino a diventare pagine sfogliate più per inerzia che per altro, lembi che si spostano per poi accucciarsi uno sull’altro, trasportate da un alito di vento che s’adagia silenzioso come per trovare riparo, per poi ricominciare la sua folle corsa spesso senza sapere dove andare.

E dalle labbra un accenno a parole mai dette o forse sussurrate in momenti che hanno perso ogni sembianza, confusi in quotidiani discorsi che non conoscono emozioni, e mentre sono lì, ascolto una voce che non ha voglia di aspettare il tempo che passa, come quei fili d’erba ripiegati su se stessi, acchiappa l’attimo per rincorrere il passaggio delle sue stagioni.

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36 pensieri su “Fili d’erba.

  1. Che scrittura difficile stamani! Sembra che la brina abbia ripiegato non solo i fili d’erba nei prati, ma le nostre anime felici, di una felicità illusoria e in contrasto con questo inverno senza sole.
    Ti invio un alito di vento silenzioso ma sorridente.
    Buon lunedì!

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  2. Laura

    Sembra una scommessa con il passare del tempo, ripercorrendo la vita.
    Ma non leggo rimpianto o felicità illusoria, piuttosto voglia di vivere senza aspettare che la vita faccia delle scelte per te.

    E’ vero, per un lunedì mattina, come dice Solindue, un pezzo difficile da leggere, ma che scorre come una musica che si lascia ascoltare.

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  3. Il cielo è di un azzurro terso. Non ci sono nuvole. L’aria è gelida. Il freddo entra nella mia anima. Il freddo è nei miei pensieri. L’aria fresca aiuta a concigliarsi con se stessi e con la propria anima.

    Spesso noi siamo come i fili d’erba ripiegati su se stessi. Siamo ripiegati nel nostro piccolo grande mondo e crediamo che la nostra verità sia l’unica verità. Siamo ripiegati su noi stessi a ridere o a piangere. Siam ripiegati su noi stessi in balia del vento, del freddo che sopraggiunge dietro un raggi di sole, della pioggia, della neve. Siamo ripiegati su noi stessi ma non siamo liberi di sorridere o di piangere. Noi ci crediamo liberi, ma in realtà noi non li siamo.

    Il silenzio di alcuni giorni, il rumore di altri, il suono delle nostre risa, il suono delle nostre lacrime. Noi siamo ripiegati su noi stessi e questa è musica di sottofondo.

    Le tue parole mi hanno fatto compiere questo viaggio in un mondo fantastico e impalpabile e mi sono vista filo d’erba. Ripiegata su me stessa, fuori il grande freddo. Fredde le voci di chi non conosco, freddi gli sguardi di pietra sopra di me. Silenziosi i momenti di attesa. Dolci e calde le voci di chi mi circonda. Caldi e soffici gli abbracci di chi mi vuole bene.

    Un abbraccio di sole e brina dalla regina dei fuori tema…

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  4. Bastano fragili fili d’erba a riportarci indietro nel tempo, a
    ricordo di momenti della nostra vita. Non possiamo
    fermare il tempo. Tutto è passeggero. Oggi ci resta una dolce malinconia.
    Ciao Arthur

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  5. @ Sol’: in effetti ieri ero molto criptico, persino io che l’ho scritto, ho avuto dei momenti di “sconforto”… 🙂

    Scherzi a parte, a volte l’inverno mette a dura prova la nostra resistenza, e quest’anno in particolar modo, ma c’è sempre del positivo nelle cose, la brina gelata in qualche modo preserva e così quei fili d’erba al momento opportuno, risorgono, riemergono… e tutto questo, cosa c’entra con quel che ho scritto e con quello che hai detto tu? Nulla, ma stamane la vedo così. 😉

    Buon martedì!

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  6. @ Laura: hai colto nel segno, Laura, quel “vivere senza aspettare che la vita faccia delle scelte per te” l’ho sentito l’altro giorno da un’amica ed è stato come se avessi improvvisamente visto quel che è stata la mia vita soprattutto in questi ultimi anni, vivere cercando di non perdere l’occasione di farlo, e questo, al di là dei risultati, mi ha dato molto.

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  7. @ Stella: Inszomma, come ti debbo chiamare, Stella, Monica… non sei assolutamente andata fuori tema, hai soltanto dato una visione tua di quel che ho detto, nel modo che ti è più caro, cioè in un modo sognante e con un pizzico di coscienza di ciò che ti circonda. Bello vedersi come dei fili d’erba e allora basta il calore di chi ti vuol bene per risollevare il tuo capo chino.

    Abbraccio!

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  8. @ Sonoqui: sì, il tempo, purtroppo non è possibile fermarlo, ma da un lato è forse meglio così, perché nel frattempo andiamo avanti. Ciò che importa è di non vivere nei rimpianti, la vita passata deve essere come un dolce film da rivedere ogni tanto… e se deve esserci malinconia, come dici tu, che sia dolce.

    Ciao!

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  9. @ Rosamaria: cerco di vedere le cose sempre con ottimismo e d’altra parte, i miei “fili d’erba” siono da leggere in positivo, come un inno alla vita che scorre…

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  10. Monica è il nome che la mia mamma ha scelto per me e a me è sempre piaciuto molto. Il suo significato è solitaria e questo ha fatto si che unito al mio nome preferito, il nome della mia anima, Stella ne è uscito STELLA SOLITARIA. Va bene Monica, Stella, Stellasolitaria, ma il nome doc è Disastrino…

    Bella la lettura che hai fatto del mio scritto e di me. Effettivamente io sono così, una sognatrice con i piedi per terra. La mia parte bambina è sempre molto viva dentro di me. Sono molto affezionata alle mie emozioni, alle mie sensazioni, ai miei sogni. I sogni vanno coltivati, mai sradicati. La mia vita corre tra poesia e raggi di sole e poi in una giornata di pioggia a piedi nudi nella terra ritrovo me stessa.

    Un abbraccio, Luce, come mi chiama il mio maestro

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  11. @ Disatrino: ‘nnagg… eri andata in moderaziione… probabilmente wordpress è troppo pragmatico e le sognatrici come te che cambiano nome continuamente non le riconosce… 🙂

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  12. C’è tanto freddo in questo post , sento il brivido su per la schiena e il vento tagliente sulla faccia … eppure c’è anche tanto caldo , sento il sole scaldarmi il petto e il vento caldo di scirocco scompigliarmi i capelli e mozzarmi il fiato !
    Perchè ci sono sempre , caldo e freddo , nella vita ; spesso non così distinguibili , ancora più spesso ostinati e ribelli : un pensiero gelido che ci lascia stesi durante l’estate afosa , un ricordo caldo e confortante che ci scioglie in una fredda giornata d’inverno.

    Naturale equilibrio che mitiga il clima dei nostri cuori!

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  13. Qualche settimana fà ero a Modena e c’erano molti cespugli con le foglie ricoperte dal ghiaccio ed anche a me questa cosa ha fatto pensare………era uno spettacolo un pò irreale, ma io subito ho pensato: “poverine………..non penso che stiano molto bene sotto a quella patina di gelo” ma alla fine erano vive, perchè anche circondati dal gelo si può sopravvivere, si deve sopravvivere, perchè si sà che dopo arriverà la primavera, con il suo sole, ed allora bisognerà fiorire e ricominciare……..

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  14. Mio caro Arthur,

    io sono semplicemente così. Sognatrice, eterea, ma poi anche molto reale. Io ho un mio equilibrio raggiunto tra stella e Monica. Disastrino è opera tua.

    Io mi ritrovo molto in quei fili d’erba. Ora che splende il sole nel cielo azzurro, ora che non ci sono nuvole intorno a me, ora che l’aria rimane fredda, mi sento libera e distesa, come se una qualche forma di calore avesse sciolto il guscio intorno a me. Solo frammenti di vita. Sono pensieri disordinati al vento. Sono la mia anima.

    Un abbraccio mio caro amico.

    Stella

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  15. @ lateladipenelope: che bello sentirti dire delle cose sulla speranza, sul ricominciare… i miei fili d’erba sono così, accucciati e pronti a risorgere, perché la vita continua.

    Ciao!

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  16. burberry

    Piacere di conoscerti. Le tue parole sono dolci e malinconiche al tempo stesso. Mi ci ritrovo, forse proprio perché io sono così.
    E’ cmq un piacere leggerti. Bravo. Continua così. A presto. Burby.

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  17. Il mio sguardo va oltre quella siepe verde e si posa sui tuoi fili d’erba, che immagino come i tanti giorni trascorsi e gli altrettanti giorni a venire…

    Il vento delle tue parole accarezzano quei fili d’erba che si muovono lenti, a volte sembrano immobili, inerti, eppure volteggiano, dentro.

    Sottili, fragili, talvolta ricoperti di brina, gelati ma brillanti, non perdono la loro vitalità. A cercare ancora e ancora la fertilità di una terra che li accolga, li nutra e li faccia crescere.

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  18. @ Elle: sembra quasi una poesia… potrei aggiungerle al mio articolo queste tue parole, e chissà che non lo faccia veramente… fili d’erba che si aggiungono ad altri fili d’erba, sottili, fragili, talvolta ricoperti di brina, gelati ma brillanti, non perdono la loro vitalità… lo stesso modo d’intendere lo scorrere della vita, senza lasciare che il tempo diventi protagonista, da solo, senza aspettare il tempo che passa…

    Grazie Elle!

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