Dolore

(AP Photo/The Day, Abigail Pheiffer)

Duecentododicimila le vittime, più di trecentomila i feriti, Haiti distrutta, interamente ricoperta di macerie, un tappeto di sassi, polvere e… cadaveri, una tragedia paragonabile allo tsunami che ha coinvolto più di 3 milioni di persone, aiuti umanitari che tardano ad arrivare e quelli che ci sono, faticano ad intervenire… cento bambini sepolti sotto le macerie di una scuola, saccheggi, razzie, la disperazione degli haitiani…

Questo elenco di cose potrebbe continuare all’infinito, ma per pudore lo faccio finire qui.

Il pudore chi, come me, non capisce, non riesce a spiegarsi del perché certe tragedie debbano colpire popolazioni che la tragedia l’hanno già conosciuta, perché è un male che condividono giorno dopo giorno, per la sopravvivenza, che consumano in baracche che del provvisorio non hanno più nulla, degrado, povertà… la povertà degradante di chi vive con meno di un dollaro al giorno.

Ecco, ritengo che sia ingiusto, per carità, non auguro ad altri tragedie di questa portata, ma perché questo accanimento con chi forse merita un po’ di pace, senza cercarla, merita un po’ di tregua, per un dolore compagno di tutta una vita?

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23 pensieri su “Dolore

  1. La natura del mondo non si accanisce su particolari uomini ma se proprio, colpisce di più laddove l’uomo non l’ha rispetta o non la conosce. Inutile dire che in Giappone costruiscono in modo tale che queste scosse telluriche non causino danni. Purtroppo dove c’è povertà e disprezzo della vita da parte di chi dovrebbe tutelarla, ciò non succede.
    Siamo talmente tecnologici che molti disastri potremmo evitarli ma come ben sai sembra che il dolore possa avere pesi e misure diverse. Qualcuno sostiene che se noi soffriamo è vero dolore, quello degli altri è solo destino.
    Ciao Arthur
    Ti auguro un sereno fine settimana.
    Ciao

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  2. Laura

    Ormai sembra che non passi anno senza che ci sia una tragedia. Capisco il discorso che fai e anch’io ritengo ingiusto che della povera gente debba soffrire più di quello che soffre già, ma è anche vero quello che dice Spaziocorrente, a quanto pare, la tecnologia è un lusso che la povera gente non può permettersi, tranne poi correre ai ripari, vedi esempio dell’Abruzzo.

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  3. ah, caro mio, potessimo scegliere … ma per fortuna non è così, è la natura che lo fa per noi, ed è colpa nostra quando la sfidiamo apertamente (non sto chiaramente entrando nello specifico della tragedia di haiti) . posso solo dispiacermi molto di quello che è successo e aiutare con quello che ho ! ciao

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  4. @ Spazio: già, l’incuria dell’uomo… viviamo ormai in un’epoca che ha perso completamente l’interesse su tutto ciò che la natura può darci e di conseguenza toglierci, forse perché siamo lontani da questa natura, che pensiamo non sia più la fonte della nostra sussistenza. Un tempo si coltivava la terra, si nutrivano le piante, si cacciava e si pescava, ma solo perché tutto ciò che veniva dalla terra, serviva per il nutrimento e quindi non si abusava di risorse che, proprio perché bisognose di cura, si capiva che potevano venire a mancare.

    Oggi, sulla terra da concimare, crescono le città, sulle montagne da preservare, palazzi e interi condomini oppure villette in cerca di panorama, sulle coste, al posto della sabbia, su aree demaniali, crescono villaggi turistici, lidi e camping, e tutt’intorno la natura è brulla, deturpata, offesa e sofferente, per cui se con l’incuria ci mettiamo anche le calamità, la tragedia acquista proporzioni enormi e dopo è sempre troppo tardi per intervenire.

    Esempi che sempre di più ogni giorno leggiamo sui giornali, l’Abruzzo, la Calabria, la Sicilia, tanto per stare dentro ai nostri confini e dopo… dopo che la tragedia si è consumata, inizia la caccia alle streghe, le responsabilità che chissà perché non si riescono mai a determinare in maniera concreta, qualche nome, degli indagati, titoli di giornali a caratteri cubitali, telegiornali che c’intrattengono con immagini raccapriccianti e dopo… dopo tutto torna nella normalità, si costruisce da un’altra parte, si corre per dare le case agli sfollati, ma la natura, con le sue ferite, rimane lì ad aspettare, e mi sa che l’attesa sarà lunga, sempre troppo lunga.

    Grazie e buon fine settimana anche a te.

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  5. @ Laura: come ho appena detto a Spazio, dopo è sempre troppo tardi, perché ci stiamo avviando verso un’epoca in cui il danno rischia di diventare irreparabile.

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  6. @ LaVale: aiutare senz’altro con quel che si ha, ma è importante anche essere coscienti di dove “l’uomo” ci sta portando con la sua pazzia megalomane…

    Ciao e buona serata!

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  7. Le tragedie non chiedono il permesso per arrivare, che siano di famiglia o di nazioni o dell’universo…avvengono e basta!
    Hai ragione molte di quelle tragedie le stiamo causando noi, sfidando la natura, e molte altre l’uomo le sta provocando sfidando se stesso al limite di ogni regola…
    Ho paura che non si possa tornare al passato, e che saremo costretti a camminare verso qualcosa che spesso odiamo e che ci fa ribrezzo.
    Ma l’uomo ora è vittima del suo mal…e quindi immagino debba piangere se stesso.
    Un abbraccio forte kate

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  8. Silvia

    Ho visto su di un giornale on line, le foto dei morti di Haiti e sono sconvolgenti, tanto che mi domando del perché pubblicarle. Al diritto di cronaca, c’è un limite che credo non debba mai essere superato, ed è il buon gusto, d’altra parte a chi può servire vedere la foto di un morto con annodato sulle dita dei piedi il cartellino con, immagino, il suo nome?

    Credo che l’immagine e il pensiero di quel poveretto debba farci riflettere.

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  9. @ Kate: non è tutto perso, serve maggiore coscienza, la consapevolezza che le nostre risorse non sono inesauribili e allora ben vengano le lotte contro le discariche che inquinano irrimediabilmente il terreno circostante, contro il disboscamento di intere aree per oscure manovre edilizie, la morfologia delle nostre coste in questi anni è cambiata in maniera impressionante, se non corrode il mare, ci pensa la crescita incontrollata delle nostre città a fare il resto, più controlli e meno burocrazia, per combattere gli abusi e gli arricchimenti illeciti che poi avvengono quasi sempre sulla pelle delle persone, pilastri con tanta sabbia e poco cemento che alla prima scossa tellurica importante, crollano inesorabilmente e poi… e poi… potrei continuare all’infinito, ma la cosa più sconvolgente è che malgrado le mille denunce e le mille inchieste, si continua imperterriti, fino alla prossima tragedia…

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  10. @ Silvia: anch’io non condivido questo voler a tutti i costi proporre immagini cruente, che poi non servono altro che a soddisfare la curiosità morbosa delle persone, pronta sempre a voler vedere se non riguarda se stessi.

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  11. follettabacibaci

    Arthur, perdonami, non ti ho dimenticato, è solo che lo sai come sto messa in ufficio e da casa non sempre posso.
    Ti lascio velocissimo il mio saluto e ti aspetto quando vuoi da me, anche via maialas è sempre un piacere. Vado a trovare un attimo anche la dolcissima kate, mi raccomando fai il tuo dovere come sempre COMPORTATI MALISSIMO
    Ti aspetto per le persone speciali c’è sempre il caffè pronto da me, tra poco si riaprirà il giardino, adesso accontentati del divano davanti al camino accesso.
    Baci baci Folletta

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  12. Come credente spesso mi chiedo perchè Dio renda possibile catastrofi e tragedie in cui persone giò sofferenti perdono il poco che hanno. Il male non è voluto da Dio. Dio vuole solo il bene degli uomini. Il male ha spesso il sopravvento.

    In casi di tragedia, invece che concentrarsi su chi sta male, su chi non ha più niente, su chi non c’è piu si mettono in mostra i vari politici per vedere chi ha fatto di piu di un altro. Invece che cooperare li litiga e fanno persino gli offesi. Ecco perchè non parlo di politica.

    Migliaia di bambini soli e invece che sveltire le adozioni internazionali enormi orfanatrofi. Invece che aiutarli ad avere un briciolo di felicità enormi edifici che ormai nei paesi evoluti sono andati nel dimenticatoio, ma loro sono poveri, e chissenefrega.

    Tutto questo mi fa star male perchè non ho mezzi per farmi sentire.

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  13. Giro e mi rigiro il mouse fra le dita, senza riuscire a decidere cosa scrivere.
    Ci sono momenti in cui sembra che la vita sia stia accanendo contro di noi. E’ ciò che devono aver pensato gli abitanti di Haiti, così come tutti gli altri popoli nati in povertà, sfuttati che non riscono ad alzare la testa perchè anche la natura sembra continuare a tramortirli.
    Se un giorno ne avrò la possibilità vorrei partire per una “vacanza” non a Cortina (dove non sono mai stata fra l’altro) nè per la Costa Smeralda, ma per l’Africa o l’India: un mese di ferie mie per aiutare altre popolazioni che sono sempre in Ferie perchè non hanno un lavoro, ma hanno un solo scopo nella vita: la sopravvivenza su questa terra.

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  14. api

    quel pudore che senti, arthur…ha dignità e condivisione. sappiamo tutti del perchè gli elementi naturali si accaniscono maggiormente su suoli già provati da saccheggi, inganni, violenza. siamo ‘noi’ i primi ad accanirci sul mondo.
    Haiti non è la prima e neanche l’ultima, purtroppo,
    finchè permetteremo la scelleratezza e l’uso improprio e innaturale delle risorse del pianeta e del nostro stesso significato d’umanità.
    la terra si ribella a noi, noi dovremmo ribellarci a chi fà scempio di essa.
    baciotto…

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  15. @ Solindue: è molto bello ciò che vuoi fare, ho un amico medico che ogni anno, dedica un mese del suo tempo per andare ad offrire la sua opera negli ospedali in Africa. Sono questi sentimenti nobili, degni di ammirazione e tra l’altro sono tanti i giovani che dedicano il loro tempo libero per il volontariato.
    Dovrebbe essere prioritario aver coscienza che esistono delle realtà bisognose di aiuto.

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  16. @ api: sì, dovremmo ribellarci a tutta questa scelleratezza, ma il problema andrebbe risolto alla radice, infatti, non è sfamandoli i poveri che si risolve la loro povertà.

    Il mio “imbarazzo” deriva da quel senso di impotenza che avverto di fronte a tragedie del genere, so che vorrei, ma purtroppo, posso fare ben poco.

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  17. Viene , è vero , da chiedersi “Perchè?” . Ma chissà che invece di porci domande a cui mai troveremo risposte , la Terra voglia condurci ad una consapevolezza altra … chissà che , per ogni dolore che noi causiamo a Lei , Lei punti il dito a caso e causi un dolore a noi (che NOI , per Lei , siamo tutti uguali!)

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  18. Caro Arthur, perché la natura (se è colpa sua) che si dice sia madre, ma a volte è matrigna, si accanisce sempre e solo contro popoli che già versano in uno stato di miseria e abbandono?
    Ecco, tu affermi sia ingiusto, e io mi unisco a te, ma l’unica ingiustizia è che loro sono nati in quei luoghi e noi no…

    Buona serata!

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  19. @ Koala: In un certo senso, ciò che dici è vero, la terra si ribella perché è continuamente ferita a morte, una natura privata da condizioni essenziali per la sua sopravvivenza.

    E chissà che un giorno ci troveremo veramente quel dito puntato contro…

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  20. @ Sonoqui: sì, è ingiusto che succedano queste tragedie, è ingiusto che chi soffre debba subirle, è tutto ingiusto, come è ingiusto il danno che nasce dalla mano dell’uomo.

    @ Giovanna: dove purtroppop non c’è dolore in questo mondo?

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