Ma, è quel che appare?

Che strano vederti pian pianino camminare dall’altra parte del marciapiede, un passo dopo l’altro, dinoccolato, come se la fretta per te fosse tutt’altra cosa, eppure ti riconosco da quell’affanno che non hai ancora abbandonato, un respiro lieve ma intenso, così come il tuo sguardo, che sembra fissare qualcosa d’importante, ma che per un attimo si gira come una carezza.

Che strano averti persa, senza neanche sapere come mai, sì, persa per strada, nell’attimo in cui mi stavo domandando cos’era che alla fine ci aveva relegato in quella folle corsa nata per rincorrere emozioni, persa per strada, girato l’angolo, l’ultimo a destra, quasi in fondo al viale, prima ancora che pensassi a qualcosa da inventare, prima che capissi il dono migliore da farti come regalo.

Che strano sentire senza percepire di rimando un sentimento, un filo di voce che può voler dire altro, tante parole ma che non hanno più alcun senso, perché ciò che veramente avrei da dire, mi muore in gola e l’attesa per il momento giusto, è ormai passata.

Che strano, oggi c’è il sole che risplende e ciò che mi era parso ieri, forse non ha più alcuna importanza; Bull terrier cucciola di colorazione ambrata, con un occhio color tenerezza, cercasi disperatamene!

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35 pensieri su “Ma, è quel che appare?

  1. api

    ma ti accorgi che, qualunque cosa cerchi…è già dentro il pro-fondo delle tue parole?
    connessione ballerina, arthur, la mia! e scrivo altrove ed in prestito.
    ciao! api

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  2. Si perde ogni giorno un qualcosa, ma fingiamo indifferenza.
    Poi la” perdita”di una dolce creatura ci procura dolore, e
    tutte le più belle parole, non potranno consolarci.

    P.S.
    Amo gli animali e mi si stringe il cuore.
    Un caro saluto

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  3. follettabacibaci

    Solo un attimo per un bacio bacio poi ti leggo con comodo.
    ASPETTATE SE POTETE, SE CI RIESCO APRIAMO IL NUMERO CON LA NEVICATA A ROMAAAAAAAAAAAAAAAA
    Corro scappo e ci provo per martedì/mercoledì le idee ce le ho in testa, ma c’ho un casino intorno.
    Art, io lavoro in un quartiere che si chiama Casal de’ Pazzi, un programma solo il nome nè???? Comunque ti stavo aspettando.
    Baci baci baci a tutti Folletta dalle recchie gelate 🙄

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  4. Di occhi color tenerezza non ce ne sono tanti in giro, non farai fatica a ritrovarla, è un segno distintivo troppo particolare e importante. Inconfondibile.

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  5. alanford50

    Perdere…… perdersi………… per poi eventualmente ritrovarsi, quello che più mi ha stupito stando seduto sulla riva del mio sacro fiume ad osservare il lento scorrere della vita, è stato il constatare quanto l’uomo debba perdersi per potersi eventualmente ritrovare.

    Ciaooo neh!

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  6. E’ semplicemente quello che è e così semplicemente appare. Segni come margherite in un prato. E’ ma noi non sempre lo percepiamo. E’ come vento che soffia sul nostro cuore. E’ come neve che ci coglie improvvisamente. E’ una voce silenziosa. E’ un bagliore cieco. E’ un profumo che non c’è. E’ semplicemente quello che è e così semplicemente appare. Una lacrima perchè pensiamo di averlo perso, ma una magia sottile e semplicemente sarà ancora e sarà come non sarà mai stato.

    Stella e Luce il mio nome sarà….

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  7. Antonella

    Ciao, questo post e’ bello, mi ha sorpreso e mi e’ piaciuto il modo in cui l’hai scritto, ma non ho capito se hai perso veramente un cane !!
    Torno da queste parti dopo molto tempo e mi sembra di ritrovare un blog piu’ ricco rispetto a qualche mese fa. Sono piacevolmente sorpresa. Mi piacciono le foto e soprattutto le poesie .
    Un saluto a tutti voi che state cmmentando i vari post, forse con qualcuno di voi ho gia’ scambiato qualche messaggio in passato ma , sinceramente, non lo ricordo.
    E’ passato davvero molto tempo. Comunque siete simpatici ! Baci Arthur !!

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  8. alanford50

    @ARTHUR “perdersi, ritrovarsi, credo sia un destino…”

    Destino? Forse!

    Io sono più propenso a credere che caso del perdersi e dell’eventuale ritrovarsi, il destino ce lo facciamo quasi sempre da soli, oppure diciamo che gli diamo una gran bella mano….

    Ciaooo neh!

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  9. @ Alan: è come dire “Chi è cagion del suo mal pianga se stesso…”
    Non posso che darti ragione, però non sempre siamo noi gli artefici del nostro destino e mi riferisco a quel “destino” che si accanisce con chi non ne ha colpa, a quelle giovani vite sperzzate non per colpa loro… ma questa è tutt’altra cosa.

    Caro Alan, è un piacere vederti ancora bazzicare tra i nostri blog, grazie.

    @ kokeicha: sagge parole… 😉

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  10. Antonella

    CIAO !
    Mi sa che non mi conosci ancora bene !!! Ormai lo dovresti sapere che ogni tanto “sparisco” , ma poi torno sempre con piacere. Chi di voi si sente un po’ come l’onda del mare ? o come un respiro ? Con l’esigenza di andare e con la consapevolezza che a questo moto si accompagna una direzione opposta da dover percorrere ?
    Amo starmene per conto mio almeno quanto condividere piacevolmente il tempo con le altre persone.
    I rapporti sinceri durano nel tempo, dici.
    Si , sono d’accordo.
    La sincerita’ e’ una di quelle cose che annulla il tempo.
    L’altra e’ l’Amore ….. miiiii com’e’ romantico sto ritorno !!!!!
    p.s.
    ma sto cane s’e’ perso sul serio ?

    BACI

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  11. Nulla è mai come appare , non completamente almeno ; e ciò che ti è parso oggi , davvero domani non avrà più importanza , o ne avrà ancor piu …forse!E ciò che stavi per dire , ciò che pareva stessi per dire , anche quello non è come appare , per questo non lo dici , per questo aspetti , per questo perdi le parole nelle parole , i pensieri nei pensieri !
    Ed è tutto come quel mare : sembra calmo ma c’è corrente giù , in fondo , sembra mosso ma c’è quiete giù , in fondo , sembra solo mare e invece é uomo , giù … in fondo !

    ps: ma il cane ??? ma il corsivo ?

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  12. Anch’io piano piano sto ritrovando me stessa e gli affetti che sembravo aver perso, piano piano lentamente con mille sorprese, con tantissimo amore e tenerezza circondata da un abbraccio infinito che si unisce per proteggermi dal male e dal dolore che in qualche modo cerca di colpirmi…quell’abbraccio è il tuo, quello di Monica, quello di Solindue, quello di Alan quello di Folletta e di Koala…e di altri che si tengono per mano e che si sono, ognuno a suo modo uniti in una preghiera.
    Volevo dire grazie anche da parte della mia mamma a cui a raccontato di quanto siete speciali.
    Se il dolore serve per trovarsi per scoprirsi e ritrovarsi allora lo accetto con meno dolore e con più felicità, perchè ho scoperto voi e anche l’affetto che credevo non esistere più…
    Un abbraccio infinito kate

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  13. @ Antonella: ma si, dai, certo che lo so che ogni tanto sparisci, ma il gioco sta proprio in questo, ma è quel che appare? Spesso mi sento come l’omnda del mare, che tra l’altro è il mio elemento naturale, e poi… mi piace come definizione, “La sincerita’ e’ una di quelle cose che annulla il tempo…” condensa in poche parole un modo di vivere.

    ps: adesso che mi sto abituando alla tua presenza, non scappare di nuovo. 🙂

    @ Simple: la visione delle cose è spesso subordinata al nostro modo di percepire la realtà che ci circonda, e allora il condizionamento è inevitabile.

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  14. @ Koala: credo che tutto dipenda dagli stati d’animo, da come ci si sveglia la mattina, da quelli che sono i bisogni interiori e se poi ci mettiamo anche le contingenze, bollette da pagare, i punti della patente tolti, un collaboratore che non fa il suo dovere, il gioco è fatto.

    E’ tutto come il mare? In un certo senso sì, alle volte è calmo prima di una tempesta.

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  15. @ Kate: grazie delle tue parole, ma la vera persona speciale sei tu, che riesci a cogliere in ognuno di noi la nostra parte migliore.
    Un abbraccio infinito anche a te.

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  16. Antonella

    @ kate : cara Kate, mi prendo un po’ di confidenza anche se non ti conosco , per mandarti un caloroso abbraccio. Ti faccio tanti auguri.
    Torno a riflettere sulla positivita’ di certi spazi virtuali condivisi, dove ci si conosce appena , ma dove spesso non mancano manifestazioni di sincera vicinanza.

    @Arthur : e chi scappa se mi parli di gotico !!! vado a commentare …..

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