Lui e l’altro!

E’ tanto che ci penso, ma non saprei da dove incominciare…

Non ci sono giorni particolari, ore o momenti, capita di vederli magari mentre al mattino, guardando fuori dalla finestra, mi abbottono i polsini della camicia, o per strada, mentre vado in studio, o di sera, quando torno a casa…

Lui è alto, corporatura massiccia, con una pancia abbastanza pronunciata, capelli arruffati e barba lunga ma ben curata, veste sempre con una tuta da ginnastica e ai piedi, delle scarpe che sembrano una via di mezzo tra lo scarpone e lo stivaletto, al guinzaglio, un cane, che a guardarlo sembra quasi gli somigli, lo stesso passo, lungo, svelto, ondulato, sguardo attento, davanti, senza curarsi di ciò che lo circonda e dietro, molto indietro, l’altro, che sembrerebbe il padre, forse un settantenne, anche lui in tuta da ginnastica e il passo incerto, con l’ancheggiamento leggero e onduleggiante, come di chi ha dei problemi a camminare.

Si capisce che in qualche modo si sforza di stare dietro a “lui”, al figlio, credo, infatti “lui” ogni tanto si gira, si ferma e lo aspetta, ma senza guardarlo con dispetto, lo guarda e nel frattempo gli dice che non c’è fretta, perché forse sa, immagino io, che più di tanto non può fare.

Li ho visti tante volte e ogni volta m’intenerisco; vederli così vicini e allo stesso tempo così distanti (con le forze), me li fa diventare simpatici, tant’è che qualche volta mi era venuta la voglia di salutarli, ma non l’ho fatto, perché avevo paura di rompere quell’attimo che mi sembrava li unisse.

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24 pensieri su “Lui e l’altro!

  1. Arthur carissimo amico mio,
    questa foto, questo pezzo, mi ricordano un’altro pezzo tuo. Tanto ho letto di te e leggo ancora volentieri. Pezzi ricchi di emozione.
    Questo scritto lo percepisco come triste. Gli anni che avanzano, le forze che vengono meno. Non si è piu in grado di fare quello che si faceva prima. I capelli imbiancano, si mette su qualche chilo di troppo, il fiato diventa corto e il passo pesante.
    Spesso mi ritrovo a guardare mio papà e mi chiedo fino a quando sarà così strepitosamente in forma. Credo in una vita dopo la morte, ma sono anche molto legata ai miei affetti.
    Questo pezzo mi fa tornare in mente le mie riflessioni grige, ma non tristi. Riflessioni di vita. Forse la distanza che c’è tra il padre e il figlio me lo fa percepire come un triste frammento di vita.
    Luce in riflessione

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  2. Io invece sono rimasta attratta da te che ti abbottoni i polsini della camicia.
    Ti immagino imbambolato alla finestra, con il bottone in mano e la mente che vaga magari lontano temporalmente ma vicino nel cuore. Altre situazioni simili, altri padri, e altri figli.
    Fai bene a non salutarli e non rompere l’incanto, però una volta allacciato quel benedetto bottone, potresti senza dubbio fotografarli!
    …. Di nascosto s’intende!

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  3. Luisa

    Ci ho pensato un po, e chi lo sa se sono padre e figlio, se sono due amici o una coppia. Non ha importanza. Penso dovresti seguire il tuo istinto e salutarli,non credo ci sarebbe niente di male. Lo sguardo di tenerezza che hai colto,non penso sia il solo. E non penso neppure tu possa interrompere la magia, a limite ne vieni avvolto per un attimo e questo potrebbe darti gioia….bella la foto, i giochi di luce mi piacciono molto 🙂 buonanotte

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  4. alanford50

    Complimenti Arthur, hai saputo con pochissime parole creare pura magia, quella magia buona, che sa di vita, per un attimo hai saputo tirarmi dentro il tuo raccontare e mi sono ritrovato involontariamente personaggio consapevole, quante sensazioni molto spesso provate, non nel correre perché i miei mille anni e la mia stazza non me lo consentono, ma nel mio consapevole ed attento vivere, mi sono trovato nei panni di quel vecchio di cui tu facevi cenno, che sembrava un settantenne, per un attimo ho vissuto le sensazioni di quella distanza in quella corsa con il mio amato figlio, che si trova giustamente alcuni passi davanti a me, ma non è una brutta sensazione, non c’è dolore ne fatica, solo una fredda e totale consapevolezza di quell’attimo scolpito nel tempo, come un lento sfogliare le pagine di un libro che narra le vicissitudine dello scorrere inesorabile del tempo, quindi per me e per mio figlio un altro passo in avanti in quella corsa così naturale che è la vita, tutto scorre, tutto corre. ma nessuno può fare l’andatura, ci è concesso solo l’adeguarsi più o meno consapevole o alla peggio rassegnato, tutto scorre e tutto corre, lungo la strada che ci è stata concessa, ma non ho intenzione di girarmi indietro a guardare cosa è stato, ma solo avanti perché lì c’è la vita e l’unica eternità concessami, mio figlio, che mi corre davanti per concedere a questo eterno correre, di proseguire ancora un po’ nel tempo, finché il correre ci sarà concesso.
    Ciaooo neh! complimenti per questo tuo bellissimo post.

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  5. Laura

    Sì, ha ragione Luce, abbiamo letto tante volte qui da te, di rapporti tra le persone, di questo “camminare insieme” che probabilmente ti è molto caro e immagino sia retaggio di un’infanzia felice e di una proiezione nel futuro che forse ti auspichi.

    Concordo con Alanford50, un pezzo molto bello, reso con poche parole, quelle giuste.
    Grazie Arthur, perché ancora una volta, ci fai riflettere insieme a te.

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  6. Condivido, caro Arthur, i complimenti entusiastici del nostro comune amico Alanford, che mi ha letteralmente rubato, nel suo, l’inizio del commento che mi veniva spontaneo scrivere.
    La vita che si svolge intorno a noi è anche e soprattutto fatta di quei piccoli dettagli, quasi insignificanti all’apparenza, ma capaci di suggerire sensazioni, stimoli di considerazioni, magari anche ricordi e sentimenti, agli occhi di un osservatore sensibile.
    Se poi l’osservatore sa trasmettere il tutto in un resoconto breve, essenziale e pieno di sincerità, si produce quella ‘magia’ che rende un po’ più ricco interiormente chi vi si accosta.

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  7. @ Monica: no, mia cara Stellina, non è triste questo pezzo, anzi, proietta molto nel futuro le speranze di noi uomi, che per certi versi abbiamo bisogno, sempre, l’uno dell’altro.

    Ti abbraccio.

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  8. @ Solindue: beh, mi capita abbastanza spesso di vestirmi al mattino, guardando fuori dalla finestra e nel frattempo, mentre abbottono i polsini della camicia ( 🙂 ), vedo ciò che accade, le poche persone che passano…

    Fotografarli? Potrebbe essere un’idea e chissà che magari… 😉

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  9. @ Luisa: e invece se solo li salutassi, forse quella magia la romperei, ma solo perché è un piccolo film che ormai ho nella mia testa, e chissà quale è veramente la verità…

    E comunque, magari uno di questi giorni lo faccio veramente.

    ‘notte! 😉

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  10. @ Alanford: grazie Alan, sei sempre molto gentile. Quel che tu dici, è quello che io provo, in qualche modo mi proietto in un futuro che vorrei poter vivere, un futuro da uomo anziano che ha al suo fianco qualcuno con cui condividere magari anche soltanto le fatiche, per trovare comprensione, sguardi di tenerezza.

    Questa scena, la vedo ormai da quasi due anni e ogni volta ho le stesse sensazioni: come ha detto giustamente Simple, una distanza che non divide, perché è una risorsa.

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  11. @ Franz: e grazie anche a te, non vi sarete mica messi d’accordo, tu e Alan, per caso? 😉

    Sono un inguaribile curioso e tanto di ciò che mi circonda l’osservo e se posso, cerco di farne tesoro. In effetti, se ci pensi, intorno a noi ci sono parecchi stimoli positivi, bisogna soltanto saperli vedere.

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  12. Anch’io tante volte sento la necessità di avvicinarmi, di salutare, poi mi sento di troppo , forse faccio male, non so…e proseguo per la mia strada conservando comunque dentro di me l’emozione di un momento. Un salutone, Fabio

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  13. @ Fabio: in effetti il rischio di sentirsi di troppo è forte, ma forse è solo una nostra sensazione.

    ps: The Best Magazine è in dirittura d’arrivo… 😉

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  14. Arthur, non so se te lo abbiano già scritto, ma devi salutarli, secondo me!
    Ho vissuto in un sacco di città diverse, da paesi piccolissimi al centro di Milano e sai una cosa che mi è sempre piaciuta e che in città non fa nessuno? il buongiorno quando ci ci incrocia

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  15. @ La Vale: E’ vero, nei paesini ci si saluta tutti, ed è una gran bella cosa, ma in questo caso c’è da parte mia una sorta di pudore, come se fermandoli, dovessi rompere quella magia che “io ci vedo”.
    Comunque, seguirò il tuo consiglio e visto che li incontro quasi tutti i giorni, uno di questi mi fermo e racconto loro ciò che ho provato vedendoli: un rapporto tenero.

    Ciao!

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