Saper comunicare.

          Discussioni, liti, incomprensioni… sembra che al di là di ogni logica, si voglia a tutti i costi riproporre in questo mondo virtuale, tutto ciò che di pessimo c’è nel mondo reale, senza tener conto che almeno qui, potremmo confrontarci senza volere a tutti i costi sopraffare chi sta dall’altra parte ad ascoltare.

Io purtroppo, spesso, nelle discussioni inutili ci casco come un principiante, anche perchè ho sempre la pretesa di dare per scontato il buon senso delle persone che mi stanno davanti e quindi…
Però se ci pensate un attimino, anche questi sono momenti di confronto e, se ci si mette nei “loro panni”, si può riuscire a trasformare l’inutile in costruttivo, trovando così anche solamente una piccolissima cosetta in comune.

Anch’io, da buon scorpionaccio, sono in genere molto sanguigno nel portare avanti le mie argomentazioni, (qualcuno di voi inconsapevolmente ne ha già fatto le spese…mea culpa…) ma ho imparato, che a volte è necessario mediare, anzi, indispensabile, perchè altrimenti è come parlare l’uno una lingua troppo diversa dall’altro e, senza comunicazione, viene a mancare anche il motivo dello scontro. E mediare significa sforzarmi di conoscere chi mi sta davanti e aggirare così l’ostacolo della incomprensione, non per capire o essere capito a tutti i costi, ma per essere sicuro che quando mi sarò calmato, avrò quanto meno trovato uno spiraglio di verità.

          Per il resto, penso che non sia sempre necessario ferire l’altro, solo per gridare le proprie ragioni. Certe verità sono dure da accettare, soprattutto se “urlate” nei momenti di scontro e allora, sì che fanno veramente molto male e, a volte sono difficili da dimenticare. E poi, portano forse a delle conclusioni?

Anche in questo, nonostante l’irruenza, cerco di contenere il “mio essere sincero a tutti i costi”, anche perchè le verità non sono certo le mie e, quante volte ciò che rinfacciamo all’altro potrebbe essere rivoltato contro di noi?

          In fondo è una mia difesa, non ferisco per non essere a mia volta ferito, e piuttosto che ferire profondamente una persona, preferisco troncare la discussione, anche solo per un attimo, girarmi d’altra parte, e ricominciarla daccapo. Non a caso, malgrado che a volte capiti d’essere il “più maltrattato”, dopo una lite furibonda, sono sempre stato io a ricominciare il discorso, perchè mi dispiace, ho bisogno di risentirmi di nuovo in sintonia, la cattiveria a tutti i costi non la condivido e, detesto lasciare delle cose in sospeso.

Sì, ben venga il confronto e la comunicazione, siamo anche qui per questo, ma quanto siamo veramente disposti a farlo, fino in fondo, con le persone che ci stanno accanto, virtuali o reali che siano?

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21 pensieri su “Saper comunicare.

  1. E mediare significa sforzarmi di conoscere chi mi sta davanti e aggirare così l’ostacolo della incomprensione, non per capire o essere capito a tutti i costi, ma per essere sicuro che quando mi sarò calmato, avrò quanto meno trovato uno spiraglio di verità.

    Riprendendo da qui l’osservazione, perché condivido buona parte del resto, credo, che in quello che dici può esserci verità. Se però guardiamo più attentamente il senso che vuoi dare a mediare, in questo caso più che sforzarsi di conoscere chi ti sta davanti, bisognerebbe avere una mente libera.
    Mi spiego meglio, magari davanti hai un fascista, un prete o un idiota. Non è questo che è importante, perché di base hai un essere umano. Noterai con molta facilità, osservando il risvolto psicologico delle persone, che quando qualcuno ti ascolta senza “pregiudizio” alcuno di qualsivoglia forma, la persona che sta ascoltando, non recepisce l’idea passiva.
    Chiamo passiva in questo caso l’idea che arriva in un secondo momento, perché prima di essa, c’è la propria, che si vuole difendere, nella quale crediamo senza dubbio.
    Quando invece, attivamente, chi percepisce, agglomera ciò che gli è stato riferito, senza interferenza di pensiero alcuno, è l’intelletto che suggerisce immediatamente o dopo alcuni minuti di silenzio, ciò che è alla base del concetto ascoltato. Se vi si trova una verità, non vi è difficoltà alcuna.
    Se invece, magari, il pensiero suggerisce un dubbio, si prova in modo calmo e pacato, con pro e contro, partendo da punti comuni, di ragionare.
    Poi purtroppo, bisogna ammettere, che come i casi da me citati, ad esempio i preti, o i fascisti o ancora i militari, prova a spiegargli la verità, riceverai un no, ho fede; w mussolini, w la guerra e la patria, quando poi le basi mancano. Perché non si trova punto d’incontro? Perché chi ascolta, non vuole ascoltare.
    Quindi è, purtroppo, inutile, ci sono persone che non per colpa loro, ma della cattiva istruzione, della società, dei condizionamenti esterni ed interni, passati e presenti, rimangono o sono limitati. Allora la discussione non ha senso, non si arriverà mai ad un punto comune.
    Ma nonostante ciò, non puoi rinunciare in partenza, o cercare di capire chi hai davanti, perché in mille vite non riusciresti a conoscere tutto di una persona e soprattutto ciò che non vuole far conoscere che di solito è ciò che più ci condiziona.
    Per concludere, se vuoi ascoltare, o dialogare, o fare una discussione, bisogna partire dalla base che non siamo noi contro il mondo, ma noi insieme che cerchiamo di capire, crescere e costruire.

    La foto è eterna.

    Complimenti per l’articolo, sono capito casualmente dalle tag di wordpress, ma avrò occasione con calma di leggere altro.
    Saluti.

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  2. Mi inviti a nozze! 100% pronta sempre al confronto e alla comunicazione e nel mio ultimo articolo ne ho data ben prova, nonostante “qualcuno” mi abbia bacchettata urlando ” noooo, non dargli spago a quello là!”.
    Sono fra l’altro capace di trattenere il fiato e raramente perdo il controllo urlando contro chi mi sta difronte.
    Certo se capita …. Son dolori.
    Ammetto comunque di essere cattivissima (si narra anche str***a), pungente e capace di affondare delle stilettate quando uno meno se l’aspetta, ma il tutto con charme e femminilità: sempre tanta femminilità!!
    Detto ciò … Parliamone!

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  3. alanford50

    “sembra che al di là di ogni logica, si voglia a tutti i costi riproporre in questo mondo virtuale, tutto ciò che di pessimo c’è nel mondo reale”

    Questo tuo pensiero che peraltro condivido, convalida la mia convinzione che non esiste un mondo reale ed un mondo virtuale, ma unicamente un mondo, con delle persone che hanno delle caratteristiche che mettono in mostra in qualsiasi circostanza, reale o virtuale che sia, ritengo paritario anche la possibilità di nascondersi e di dimostrarsi quello che non si è, quindi la menzogna, la mistificazione è paritaria in tutti e due i mondi, le cronache giornaliere ce ne danno conferma tutti i giorni, l’uomo è quello che è, generalmente poca cosa, un animale appartenente ad una razza che ha avuto la sfortuna di trovarsi impreparati di fronte ad un evento evolutivo straordinario ed unico, la possibilità di pensare, e di avere coscienza di se, peccato che ancora non abbia imparato a farne buon uso e da buon animale razziatore in cima alla piramide compie ogni immaginale scempio su di se, sugli altri e su tutto quello che lo circonda, quindi sono assolutamente convinto che non c’è alcuna differenza tra il virtuale ed il reale, quello che succede nel virtuale succede in egual misura nel reale e viceversa, quindi non aspettiamoci nulla di diverso da quello che siamo abituati a vedere nel reale, proprio perché il virtuale fa parte del mondo reale arrivando a farne parte indissolubile e indiscindibile.

    Ciaooo neh!

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  4. Luisa

    Mi sono in parte riconosciuta in quello che hai scritto. Io sono una scorpione atipica,calmina calmina. Non alzo la voce, non faccio liti furiose,però una volta,prima e unica, ho avuto la tentazione di dare una sberla ad una che pesava quasi il doppio di me,ero anche sottopeso…Di solito lavoro ai fianchi come te,inizio una discussione,mollo e riprendo…e so far pace… Io cerco di convincere usando toni pacati affinchè arrivi il senso di quello che dico,se poi non c’è verso è inutile insistere,occorre lasciare tempo e sperare che ci riflettano. Ma con certi stupidi non vale nemmeno la pena di tentare,tempo ed energie perse. Non amo chi si approccia con me in modo aggressivo e prevaricatore, di fronte a queste persone mi trovo spiazzata ,mi chiudo a riccio,e mi chiedo che soddisfazione provino a comportarsi così,che le loro idee siano così fragili da non poter convincere se non in questa forma?oppure che siano abituati a sopraffare e non conoscano altro modo di comunicare? quasi mi fanno pena,povere bestiole…poi,se un giorno mi sarò stufata di essere quanto più comprensiva riesco, e comincerò a sbroccare anch’io,pazienza…c’est la vie… p.s. bella foto,l’anno prossimo fotografa l’ulivo quando è in fiore,è uno spettacolo. Peccato tu non riesca a vedere il mio avatar, potrebbe tranquillamente essere un dettaglio tratto dalla tua foto…

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  5. Laura

    Forse tu pretendi troppo dai tuoi simili, in questi luoghi dovrebbe prevalere il buon gusto e la pazienza, leggere, ascoltare, anche se solo con gli occhi e poi se è il caso, rispondere.

    Difficile da farsi, difficile persino a pensarlo.

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  6. @ Essere Libero: innanzitutto, benvenuto e scusa il ritardo della mia risposta, ma in questi giorni…
    Beh, gli esempi che fai, spiegano perfettamente il tuo concetto, che tra l’altro io allargherei ulteriormente, non solo le persone che credono in un ideale sono difficili da “smontare” nelle loro convinzioni, ma anche un po’ tutti noi, perché anche se non c’è l’impellenza del credere, ci sono comunque i condizionamenti sociali, culturali, l’educazione, e così via.

    Insomma, se con un idealista è difficile, non lo è da meno con chi di ideali ne ha ben pochi. Se poi ci metti la presunzione o il bisogno di nascondersi dietro a dei paraventi che servono per proteggersi, allora il discorso diventa ancora più complesso.
    Indubbiamente è fondamentale, in una discussione, sapere con chi stai discutendo o perlomeno, avere una vaga idea di dove si vuole andare a parare, e allora il punto d’incontro, la crescita, diventano obiettivi da raggiungere, sempre e comunque con qualche difficoltà.

    Ma noi amiamo il rischio, giusto, altrimenti non saremmo qui a discutere.

    Ciao e grazie della visita che appena posso, ricambierò con piacere.

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  7. @ Solindue: beh, diciamo che lo spunto per quest’articolo, l’ho preso da quello che era successo da te.
    Sei indubbiamente disponibile al confronto e lo hai dimnostrato, ma non siamo noi, in questo caso, in discusione, ma chicrede di sentenziare senza, di contro, metterci nelle condizioni di sapere con “CHI” ci stiamo confrontando.

    Quel qualcuno che ti ha “bacchettato” sono forse io, ma se l’ho fatto è solo perché detesto chi si masconde dietro ad un computer ed una tastiera, per offendere senza alcun motivo.

    Ne abbiamo parlato abbastanza? 😉

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  8. @ Alan: ancora una volta, mi trovi d’accordo con il tuo pensiero, anch’io non credo ci sia una vera e propria differenza tra questo mondo virtuale e quello reale, siamo ancora noi, ma è anche vero che l’anonimato spesso aiuta, sia nel peggio che nel meglio ovviante.

    Ciò che voglio dire è che se navigo, chiacchiero, scrivo e cerco di comunicare in questi spazi, lo faccio essenzialmente per trovare dei punti d’incontro, e perché no, anche di crescita, non vengo qua senz’altro per litigare, altrimenti me ne sto nella mia bella casina e mi leggo un bel libro, che è sempre la scelta migliore.

    C’è già tanto marcio in giro per il mondo, non facciamolo arrivare anche tra queste pagine, non serve e soprattutto, non fa bene.

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  9. @ Luisa: un paio di anni fa, ho avuto una discussione “feroce” con una persona che credevo amico, per tutta una serie di motivi, lui, ad un certo punto, ha incominciato ad essere aggressivo con me, critico e spesso anche stronzo. All’inizio non capivo e pur non riuscendo a farlo, cercavo di porgere “il fianco”, sperando che fosse solo un momento così, ma poi alla fine sono letteralmente scoppiato.

    Una sera a casa mia, a cena, improvvisamente (senza motivo…) è scoppiata la lite ed io ho detto di tutto e di più; i miei ospiti erano attoniti, non sapevano che pesci pigliare, ma pur essendo dispiaciuto per loro, ho voluto chiarire cercando anche di capire del perché del suo comportamento.

    Beh, alla fine ci siamo chiariti, siamo rimasti amici e forse più di prima.

    Questo per dire che alle volte ci trinceriamo dietro a delle paure e l’incomprensione, in questi casi, è sempre dietro l’angolo. Bisogna soltanto avere il coraggio di ribattere, perché senza chiarezza non si va da nessuna parte.

    Ps: fotograferò l’ulivo in fiore… perché non vedo il tuo avatar?

    Registrati su WordPress, anche senza aprire un blog e così lo vediamo anche noi.

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  10. @ Laura: ciò che “pretendo” dai miei simili, voglio che loro lo pretendano da me, ma poi, sai com’è, siamo persone e in quanto tali, sbagliamo spesso e volentieri. 😉

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  11. Rispondo anche a Sonoqui: no. Non siamo obbligati a comunicare, anzi, io sono la prima a mandare le persone a spigolare se, CONTINUANO a palesare il peggio … ma prima dono sempre a TUTTI una seconda possibilità.
    Possibilità che ho dato anche a Marco. La mia disponibilità al dialogo va letta in questo senso.
    Se qualcuno urla contro di me e mi offende prima cerco di capire il perchè e di comunicare.
    Se insiste pazienza … diventa trasparente in un soffio, non meritandosi neanche la mia rabbia.

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  12. @ Sonoqui: come ha giustamente detto Solindue, no, non siamo obbligati, ma resta pur sempre la possibilità che magari un punto d’incontro lo si possa avere comunque.

    Se proprio proprio, allora cambio strada o lo ignoro completamente.

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  13. Luisa

    Arthur,credo d’esserci ruscita,ci ho dovuto lavorare un bel po, ma dovresti visualizzare il possibile dettaglio della tua foto(scusa la presunzione). Ad alcune amiche ha fatto un po schifo,ma la raganella ha un musetto simpatico, e l’ho scelta per questo 🙂
    Se provocata oltre misura, sarei capace anch’io di dirne di tutti i colori, e la cosa mi fa un po paura. Non sono certa che dopo che si dicono certe cose si possa veramente ricominciare,non so non so…però hai anche ragione che certe questioni vanno chiarite…nel frattempo il tempo passa e anche se non sembra, si scava un fossato…

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  14. Ho aperto il mio blog per raccontare di me, nella massima sincerità, e soprattutto per esporre i pensieri che mi attraversano i lobi del cervello ogni giorno. Pensieri per i quali so arriveranno risposte da altri viandanti. C’è chi può essere discordante col mio pensiero, chi può condividerlo pienamente!!! Solo una volta ho trovato poco cortese il commento di una tipa ad un mio post, ma solo per il suo modo di esporre il suo pensiero!!! Sono il tipo di persona che non ha problemi a confrontarsi. Anzi nelle incomprensioni sono sempre propensa a chiarire subito invece che rimuginare.
    C’è stato un periodo della mia vita in cui avevo accanto una persona che mi ha fatta diventare una specie di animale in gabbia, quindi il mio dialogo era diventato un urlare di continuo, una vera rissa per ogni cavolata!!!
    Che poi io sono pure istintiva, quindi quello più quello, era un vero macello!!!
    Il mio essere testarda però mi porta spesso a difendere le mie idee………quando sbaglio però, lo riconosco..e sò chiedere scusa!!!

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  15. @ Mary: riconoscere i propri errori è sinonimo d’intelligenza, anche perché le verità, in assoluto, nessuno le possiede e allora può succedere di sbagliare.

    Per quanto riguarda le incomprensioni nella rete… l’equivoco è dietro l’angolo, anche perché il mezzo stesso, la distanza, non poter vedere le espressioni del volto, inducono alle volte a sottovalutare la buona fede di quello che sta al di là della tastiera, ma c’è anche gente maleducata che approfitta dell’anonimato e con arroganza sentenzia cose di cui potrebbe fare a meno, visto che magari non sono richieste. La presunzione è dietro l’angolo, sia nella vita reale che in quella virtuale, con l’aggravante che in questa “vita” si spera di stare sereni e di scambiare per quanto è possibile in maniera positiva e certamente non con cattiveria.

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  16. sono perfettamente d’accordo! assurdo riproporre qui le brutture che stanno fuori… d’altronde si è liberi di leggere o meno un blog, leggere o meno un sito, sentire o meno dei commenti, senza per questo partire all’attacco.

    viva il confronto!

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