Erzicovina delle Valli Ruspanti (il ritorno del ritorno…)

Mi chiama stamane al telefono Erzicovina delle Valli Ruspanti, sì, avete capito bene, proprio quella che ci ha classe, mica acqua fresca e in lacrime mi racconta di una lite furibonda che aveva avuto con suo fratello Armide da Rotterdam, poco prima delle 8 del mattino.

Lei era intenta a fare colazione con le sue solite dieci portate di brioche, frutti di stagione, ovette sode ma con il tuorlo appena appena indurito, burro di arachidi perché più leggero e digeribile, spremute varie, dal succo di ananas, al succo di arance di Sicilia, dal succo di carota, al succo di ermellino, che non è un animale come tanti possono credere, ma è un frutto tropicale della foresta Amazzonica, girato l’Angolo a destra subito dopo le Barbados, che tra le altre cose si chiamano così perché nel 1256 dopo la caduta dell’impero Ottomano, quando Alessandro IV re di Svezia abdicò in favore di Eugenio detto il Grande dalle coste meridionali del Messico al suono di Messico sì, Messico no, alcuni naufraghi capitarono in una terra sperduta, senza un’anima viva in giro e decisero di fermarsi per fare un riposino che poi è durato un bel po’ di anni.

Ecco il perché del nome. (?)

Tra l’altro, la stessa cosa era capitata a mio cugino Giovanni, che tutti chiamavano Anni, che poi può essere scritto anche con la j lunga, Annj, come il nome della moglie del mio amico, proprio quello – evvabè non si può dire – che è una gran bella donna, alta, formosa al punto giusto, con una misura di seno intorno alla quarta coppa C, che poi somiglia ad una sesta convertita a quinta di incontrovertibile misura, dipende tutto da che parte la si guarda, inszomma una bella coppona di champagne, del tipo Don Peppino e le vacche magre, l’episodio di Mastro don Rinaldo, che nel momento in cui scese in campo, nella rustichella n. 5 del Barbiere di Siviglia, cantò urlando una filastrocca che ora non ricordo più. (inszomma, inszomma… )
E allora dicevo, Erzicovina aveva litigato con il fratellastro Armide e la ragione era che Armide era geloso come un limone cedrato, nel senso che se lo spremevi un po’ si tranquillizzava, ma non dovevi fargli vedere affatto di essere interessato alla sua sorellastra, perché altrimenti tuoni e fulmini della costellazione di Re Benedetto dai frati del convento in pizzo alla montagna che cantavano sempre: “Sul cucuzzolo della montagna, mi manca il vino, ci porto l’acqua, mangio l’erbetta, con la mia capretta…”

Porcacc… come era triste e sconsolata, sembrava persino malinconica, che come disse qualcuno, la malinconia è un sentimento simile alla tristezza che spesso si ripresenta dopo una visione “nostalgica” di qualcosa. La malinconia è una sorta di tristezza di fondo, quasi non consapevole, un desiderio dell’anima che ti porta via e chi se visto se visto.

Beh, Era passato anche nonno Archimede e come al solito, non ci aveva capito niente.

*** ‘sera! ***

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14 pensieri su “Erzicovina delle Valli Ruspanti (il ritorno del ritorno…)

  1. Luisa

    Io non conoscevo Erzicovina, e spero di non risultare irrispettosa nei suoi confronti. Ma quanto mangia questa nobile donzella?Ma riesce a passare attraverso le porte? se la colazione è quella,non oso pensare al pranzo…Per me lei ti ha raccontato una mezza verità, Armide arrivato in quel momento da Rotterdam (viaggetto lungo da fare a piedi), voleva un goccio di succo d’ermellino per riprendere le forze(succo d’ermellino noto ricostituente, conosciuto anche dagli antichi e non solo da google),ma lei voleva conservarlo per il suo pretendente giacchè sapeva quanto ne avesse bisogno… 😉 ed ecco che scoppia la lite… un movimento maldestro e il prezioso succo si rovescia sul pavimento…che spreco,avranno pensato entrambi… Buon fine settimana 🙂

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  2. @ Luisa: beh, credo che tu sia una delle poche che non conoscono Erzicovina delle Valli Ruspanti, perché lei c’ha classe, mica acqua fresca… 🙂

    Erzicovina è stato uno dei miei personaggi che, all’epoca, un anno fa circa, ebbe molto successo tra i blogger che frequentavo, insieme a Mastro Don Gesualdo e Nonno Archimede… malgrado mangi tanto, c’ha le physique du rôle, nel senso che rolla a più non posso nel caso dovesse cadere per terra… 😉
    Scherzo, ovviamente, è alta, formosa (quinta coppa C), veste abiti aderenti e calze preferibilmente a rete, unghia laccate assolutamente di rosso, e sguardo assassino.
    Insomma, la classica donna odiata dalle altre donne, perché come si dice in certi posti, aumma, aumma tutti gli uomini che le capitano a tiro.

    Però vedo che sei entrata anche tu perfettamente “nel giro”, ottimo il ricostituente a base d’Ermellino, per il pretendente sempre a corto di forze… 🙂

    Ciao e buon fine settimana anche a te.

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  3. Luisa

    …non la conoscevo perchè sono nuova del “giro”, ma,piano piano mi sto ambientando e pure trovando bene 🙂 ho conosciuto il tuo blog con “Cronaca”,quindi è proprio una cosa recente…per l’avatar ho risolto seguendo il tuo consiglio,grazie 🙂 ciaooooo

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  4. @ Luisa: e ti sei ambiantata benissimo, quindi il piacere è reciproco. Contento per l’avatar, è molto creativo e al tempo stesso molto delicato.

    Scappo per il lago, sperando che il tempo sia clemente.

    Buon fine settimana!

    Ciao.

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  5. @ Solindue: maddai… triste è la vita se ci obbliga ad essere in un certo modo, ma Erzicovina è felice, perché sa di essere così come è. (come tutti i personaggi che mi sono inventato… ) 😉
    Ciao socia!

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