Pomeriggio quasi afoso di una domenica quasi estiva.

Pomeriggio quasi afoso di una domenica quasi estiva… guardando l’orario, il treno doveva partire alle 17.40, regionale, un sacco di fermate e vedendo la gente stipata sotto le pensiline, non dava certo la sensazione che si sarebbe viaggiato in tranquillità.

Passeggio su e giù, mi fermo a prendere una bottiglietta d’acqua minerale ghiacciata e intanto mi guardo in giro. Tanti giovani, tante ragazze con i costumi che s’intravedono sotto al vestito, magliette colorate, pantaloncini jeans ridottissimi, qualcuna rossa come un gambero, insomma, di tutto un po’…

Arriva finalmente il treno, salgo, giro per le vetture cercando un posto il più possibile tranquillo, anche qui segni di gente che c’era stata, cartacce abbandonate, bottigliette pigiate alla rinfusa nei cestini che, chissà perché sono più piccoli del necessario, poltrone macchiate e dall’aspetto, niente affatto rassicurante… uno spettacolo davvero indecente e se poi penso che il biglietto è anche salato, beh, mi viene quasi quasi la voglia di scendere, e adare sull’autostrada con il dito alzato a fare l’autostop, come ai vecchi tempi della scuola… ‘nnagga… !!!

Trovo un posto tranquillo vicino al finestrino, mi siedo, guardo l’orologio e pensando che arriverò a destinazione alle 11 (alle 23,00), sospiro e così cerco di far passare il tempo guardando il paesaggio sfrecciare fuori dal finestrino.

Cinque minuti ed è già fermo alla prossima stazione… entra un po’ di gente, guarda distratta i posti a sedere e passa avanti, arrivano tre ragazze, entrano, mi guardano, guardano il sedile accanto libero, sistemati i bagagli sul porta pacchi, si siedono e incominciano a ridere e a chiacchierare.

Una è alta, con lo sguardo allampanato, un sorriso a 86 denti leggermente sporgenti, l’altra è un po’ più piccoletta, occhiali da sole, frangetta anni ’60, magliettina aderente che mette in evidenza un seno che, purtroppo per lei, non c’è, pantaloni fosforescenti con un sacco di tasche, viso simpatico, da ragazzina sempliciotta e senza tante pretese, età circa 25/27 anni come la prima già descritta, la terza, tutta vestita di nero, maglietta nera scollata a V, pantaloni neri, scarpe Hogan argentate, borsa a tracolla, età… circa 30 anni, più o meno, carina, molto carina, capelli neri, lisci, raccolti e occhiali da sole che continua a togliere e mettere…

Ridacchio dentro di me sentendole ridere e parlare, reduci di una breve vacanza, se la spassano al ricordo delle loro avventure. Il problema del treno è che, se la gente parla, e magari anche ad alta voce, è inevitabile ascoltare i loro discorsi e allora, cercando di fare il più possibile lo gnorri, prendo il mio Ipod, metto le cuffie e guardando fuori dal finestrino, cerco di rilassarmi ascoltando un po’ di musica jazz. (…)

Oh Cielo, direbbe la mia amica Solindue… improvvisamente sento un rumore pazzesco, mi giro e, telefono in mano con suoneria viva voce, vedo le tre ragazze cantare a squarciagola canzoni di Biagio Antonacci, la trentenne, la capa del gruppo, cantava e gesticolava e intanto mi guardava ridendo, gesticolava ballando seduta, e le compagne la seguivano con il ritmo scatenato delle canzoni, cantavano, gesticolavano, e ridevano, insomma, un gran casino, tant’è che ho dovuto aumentare il volume delle cuffie, perché non sentivo più nulla… beh, mi sono detto tra me e me, sono giovani e si divertono… ‘nnagg…

La capa ad un certo punto si alza, si specchia nel mio finestrino e saltellando incomincia a ballare ridendo e cantando e girandosi all’improvviso verso di me, mi fa: “ forte Biagio, mi fa impazzire… “

La guardo, sorrido alla sua uscita inaspettata, tolgo una cuffia e… “già, magnifico… “ le dico cercando d’essere il più possibile adatto alla situazione… 😉

“Magnifico?” risponde indispettita, “ vuoi dire fantastico… uhmmm… che stai ascoltando?” e nel dirlo si siede vicino a me guardandomi con due occhioni che non lasciavano presagire nulla di buono… Oh mannaggia, penso tra me e me, ho finito di star tranquillo… “un po’ di jazz… “ le rispondo… “Tracanna, Bill Evans… “

Si mette ancora a ridere, mi lancia uno sguardo assassino e torna a sedersi con le sue amiche, e intanto canta, gesticola, al ritmo scatenato delle sue canzoni, ride e, con fare insolente, mi guarda… si rialza, apre la porta dello scompartimento, si sporge per cercare chissà cosa, gira la testa e con un sorriso disarmante… “ anche tu sei stato in vacanza? E magari eri in spiaggia e non ci siamo neanche incontrati?”

Oh Cielo, ridirebbe la mia amica Solindue, vuoi mettere che… ?

Bella domanda, e visto che non capita tutti i giorni, anzi, per niente… beh, sono un gentiluomo, la fine della storia la prossima volta… forse! 🙂

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31 pensieri su “Pomeriggio quasi afoso di una domenica quasi estiva.

  1. eh certo!! una tua assidua visitatrice, legge fino alla fine nella speranza di gustarne il finale e invece tu rimandi tutto alla prossima puntata?
    ma questa è cattiveria però 😦

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  2. bah stando a quanto hai scritto potrebbe forse essere una che ha bevuto dannatamente prima di prendere il treno…
    Bevuto…non acqua…no…
    Oppure potrebbe essere una che ti aveva come vicino di ombrellone, ma non mi pare tu abbia scritto che stavi tornando dal mare!!!
    oppure , in ultimo, potrebbero essere tre donne che volevano solamente passare piacevolmente un viaggio parlando con uno sconosciuto!!!
    Oppure se metto in moto la fantasia…ce ne sarebbero tante altre di possibilità…
    ma se proprio devo aspettare la prossima puntata….

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  3. Laura

    E già, Tappotuo, anche tu hai ragione, oppure magari si era incuriosita perché avevi un ciuffo sbarazzino e fuori posto, tipico delle persone annoiate (sai come siamo noi donne, che vogliamo che tutto sia a posto) e allora aveva deciso che voleva farti compagnia, oppure vedendoti solo soletto, le avevi fatto tenerezza… 🙂

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  4. 1) è scappata dal centro di salute mentale più vicino alla stazione!!!
    2) è una ragazza che mentre stava per prendere i voti ecclesiastici s’è accorta che non è proprio quello che voleva…
    3) fuma marjuana dalla mattina alla sera
    4) ha fatto una cura cortisonica ed è eccessivamente eccitata (in senso motorio visto che si muoveva tipo anguilla)
    5) ha mangiato il funghetto magico di ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE
    mmmmh…non me ne vengono più in mente!!uff

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  5. Oh Cielo Arthur! Dovevi chiamarmi subito, mandarmi un sms occhessoio…ti avrei dato immediatamente delle dritte, ti avrei suggerito l’atteggiamento giusto, ti avrei instradato verso LA serata “giusta”!

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  6. Laura

    Fantastica, Tappotuo.

    Oppure era affetta da verme solitario e quindi si muoveva in modo ossessivo, per non dar troppo nell’occhio.

    Oppure era rimasta a secco, diciamo così, di carburante e cercava un oasi per dissetarsi.

    Oppure le piaceva così tanto Biagio Antonacci che vedeva in te il suo sosia o per lo meno, sperava che tu lo fossi… 🙂

    hihihihihihihiiiiiiiiiiiiiiiiii 😆

    ps: Solindue, tu che lo conosci meglio di noi, dici che Arthur si arrabbbierrrrrà? 🙂

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  7. Tranquille Arthur non si arrabia, anche se temo le vostre “soluzioni” siano tutte sbagliate.
    La nostra ragazza, son certa, non era affetta da nessuna delle “malattie” da voi rammentate. Maddai ragazze!
    Pensate alla scena.
    LEI giovane, con la giusta esperienza in compagnia di amiche poco sexy, entra sul treno e vede LUI, il nostro Arthur bello brizzolato, occhietto ammiccante sotto l’occhiale da sole, sorriso tranquillizzante, aria da architetto alla moda, un po’ abbronzato, sicuramente elegante con la sua polo colorata e l’Ipod negli orecchi.
    Il cuore di LEI ha iniziato a sobbalzare innavertitamente muovendo il resto del corpo a ritmo di Biagio Antonacci…. il resto … lo avete letto!

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  8. Luisa

    Io sostengo il punto 3 dell’ipotesi di Tappotuo. Marijuana dalla mattina alla sera,in più rilancio con manovre diversive ad opera del diabolico trio,banda di note rapinatrici specializzate in azioni su treni regionali. Arthur,s’è distratto da tutto quell’agitarsi,la carina con lo sguardo assassino gli si avvicina e vede se può arrivare al portafoglio. No,non riesce a sfilarglielo,c’è seduto sopra… oppure è una nuova strategia di marketing della casa discografica di Biagio, marcatura a uomo in treno,musica a palla affinchè arrivi dritta al cervello, vapori di marijuana per stordimento definitivo e poi…ti chiedono 20 € per il cd, e pur di farle smettere, lo comprerebbe pure un fan di Luciano Tajoli

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  9. Luisa

    Però però…e se già Arthur, fosse stato contattato da un amico che lavora per la casa discografica di Biagio il quale gli avesse chiesto il favore di trovarsi su quel treno,quel giorno,a quell’ora, per mettere alla prova le capacità di vendita delle 3 ragazze “ingnare e dallo sguardo assassino”? Quanto più Arthur resisteva al lor fascino,quanto più loro dovevano impegnarsi,poi…sempre cd da 20€ e poi…questa è una candid cameraaaaa:)

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  10. Oh Cielo, ma io non sarei affatto sicura che il “nostro Arthur” sia restistito al fascino delle tre “ragazze venditrici” … nessuno di noi ha letto ancora il finale della storia!
    … e se così non fosse avremo un finale a luci rosse?

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  11. @ Tappotuo, Laura, Luisa, Solindue: porcacc… sto ridendo come un matto e voi, a quanto pare, siete più matte delle cui sopra ragazze menzionate ma… indovina indovinello, ogni vostra possibile interpretazione potrebbe esser vera e allora, cosa migliore che rimandarvi a domani?

    Risponderò ad ognuna di voi e magari, chissà, la verità, vittoriosa, verrà a galla.

    Forse!!!

    ‘nnagg… 😆 😆 😆

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  12. Mannaggia mannaggina, sono diviso tra le ipotesi elencate da Luisa e quelle di Solindue, con una leggera propensione per quella di Solindue, non oso pensare a quale sarà il seguito di questa storia, non mi lascia del tutto tranquillo l’atteggiamento della capa quando con aria sorniona apre la porta dello scompartimento e poi si sporge per cercare chissà cosa, gira la testa e con un sorriso disarmante……….

    Lo scopriremo solo vivendo, anzi, aspettando la prossima puntata…mannaggia mannaggina, non si fa così però!!!!!

    Ciaooo neh!

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  13. adesso aspettiamo l’esito!!
    però mi hai fatto ricordare i miei viaggi in treno, con il regionale e tutte le sue fermate,
    non so se hai mai fatto la tratta napoli- agropoli, il treno sembra entrare dentro le case, verso la zona di portici..mi sono rivista garzie al tuo racconto in quei bei giorni !
    alla prossima

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  14. non è che mi assomigli pure a Biagio e le ragazze, stordite da cotanta bellezza, dopo essersi scottate la testa al sole, hanno pensato fossi il Rozzanese cantante?

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  15. Ebbene, sì, sono un birbantone, cara Tappotuo, ‘nnagg…

    Insozmma, inszomma, può succedere alle volte quello che mi è successo e comunque è stato un viaggio davvero simpaticissimo, anzi, oserei dire interessantissimo e già perché la psicologia delle donne non è facile da capire in quattro e quattr’otto, spesso (loro) dicono in un modo e poi intendono dell’altro e noi poveri uomini ci caschiamo come delle pere cotte e lo ammetto, è un nostro grandissimo limite. (vero Alan?)

    Partendo dalla teoria interessantissima di Luisa, ottima stratega, una nuova strategia di marketing della casa discografica di Biagio poteva starci tranquillamente, anche perché era così evidente che la MUSICA fosse l’argomento sul quale, la tipa, nonché la capa, carina, molto carina, insisteva senza alcuna esitazione e poi, anche gli occhioni che all’inizio non promettevano nulla di buono, sembravano fatti apposta per far cadere nella trappola il sottoscritto, magari con chissà quale scopo recondito.

    Però, adesso che ci penso, anche Tappotuo non era poi tanto fuori strada, l’atteggiamento faceva senz’altro pensare ad una ragazza che stava per prendere i voti ecclesiastici (ci avevo pensato anch’io… 🙂 ) e per disperazione aveva fatto un mix di marjuana e di cortisone, tant’è che ballava saltellando, cosa che, in effetti, una persona normale evita di fare, soprattutto se si trova di fronte ad uno sconosciuto, per giunta che stava anche sulle sue.

    Beh, anche la teoria di Laura, e cioè che fosse affetta da verme solitario, può essere plausibile, in effetti, aveva uno sguardo, come dire, un po’ circumnavigante, nel senso che aveva due occhietti talmente vispi che non si sapeva bene cosa guardassero veramente, anche se, come dice Alan, girava la testa con un sorriso disarmante…

    Per quanto, essendo così “intricante”, non mi sento di scartare l’ipotesi che fosse un po’ a corto di “carburante” e… sai com’è, quando capita… 😉

    A questo punto, mi sembra però giusto sprecare due parole sulla tesi di Solindue, perché, in effetti, corrisponde più alla realtà, se non altro per quanto riguarda la parte del vestiario.

    E’ vero, sono leggermente abbronzato (il sole delle passeggiate all’aria aperta… ), porto volentieri gli occhiali da sole, non per nascondermi, ma per ripararmi dalla luce, indossavo una polo color mandarino, l’aria era veramente rassicurante, in quanto non andavo alla ricerca di avventure e l’Ipod era appiccicato, con le cuffie, nelle orecchie e quindi…

    In fondo, anche per me, come Aurora, tutto ‘sto intreccio per niente affatto comprensibile, mi aveva fatto venire in mente viaggi fatti in treno in epoche pressochè remote, ormai… 😉
    Però voglio tranquillizzare La Vale, perché non assomiglio per niente a Biagio Antonacci… magari!!!

    Ma, chissà perché capitano certe cose e guarda caso, capitano proprio a me ? 😆 😆 😆

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  16. Luisa

    Grazie per “ottima stratega”. Mi sono proprio divertita 🙂 Non sapremo mai che intenzioni avesse la tipa carina, magari era solo timida e cercava di darsi un tono per prendere coraggio con te…e chi lo sa? però, sapere che non assomigli a Biagio mi conforta,non ha aspetto rassicurante. Nel corridoio ci sono ancora quei micro sedili a scatto? 😉 Ciaooo

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  17. @ Luisa: beh, l’avevo detto fin dall’inizio, sono un “gentiluomo” e quindi, è ovvio che non saprete mai le vere intenzioni della tipa, ovverosia della capa, carina molto carina… 🙂
    D’altra parte, potrei aver sognato il tutto, compreso viaggio in treno e… ‘nnaggia di una mannaggina, come direbbe l’amico Alan.

    No, non ci sono micro sedili a scatto nel corridoio, perché non ci sono corridoi nei treni regionali (nuove vetture…), però ci sono nella piccola hall d’ingresso, tra uno scompartimento e l’altro. E comunque, non sono più così esperto di treni, lo prendo raramente e… meno male. 😉

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  18. 😉 che peste che sei!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Però ci fai divertire, e scommetto, perchè me le vedo davanti che anche le ragazze si sono divertite sul treno, l’impressione è quella di ragazze degli anni 2000 che vanno in giro con le amiche, tipo SEX END THE CITY sorridendo e ammiccando per divertirsi e scoprire quanto forte sia la loro capacità di ammaliare i poveri malcapitati, che per giunta ignari credono anche di condurre il gioco…ihihihihih
    ma che peste che sei Arthur…con la maglia mandarino e l’abbronzatura…Wow sai che strafigo!!!!!!!

    😉 kate

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  19. @ Kate: in effetti, oltre che essere un birbantone, come dice Tappotuo, sono una peste (hihihihihiiiiiiiiiiiiiiiiiiii… 😆 ), lo so e… un saluto dal mare, che oggi è una meraviglia.

    Buon fine settimana a tutti, a lunedì! 😉

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