A.A.A… amici dei tempi felici ricercasi…

18.07.2008 © arthur

A.A.A… amici dei tempi felici ricercasi, perché la vita è un attimo, e non dobbiamo rinunciare mai a tenerci stretti.

L’ho letto nella pagina di un post di Diemme, l’ho copiato pari, pari ( Oopsss… 🙂 ) e mi sono detto: che strano, anch’io da un po’ di tempo penso la stessa cosa; non che adesso non stia bene con gli amici che ho, anzi, ma solo perché vorrei che ci fossero tutti, anche quelli che per un motivo o per un altro sono spariti, si sono persi o semplicemente non vengono più a bussare alle porte di questo mio “mondo”.

Tempi felici… i tempi prima di quel 1 novembre 2008, quando ho deciso che avrei potuto anch’io correre il rischio di essere giudicato per quello che ero capace di dare a chi, leggendomi, veniva a trovarmi nel mio blog.

‘nnagg… !!!

I tempi quando anch’io annaspavo tra le pieghe solitarie di questa rete, per cercare di capire cosa ci stesse dietro a questo bisogno di mettersi in mostra, parlando di sé, di emozioni, di speranze, di aspettative, quando timidamente cercavo di commentare pensieri di persone a me sconosciute, ma che piano piano si materializzavano nella mia mente, con un cuore, degli occhi, delle mani che gesticolavano, degli sguardi smarriti o dei sospiri appena appena avvertiti.

Gli amici delle grandi risate, che non passava giorno che non avessi voglia di sentire, di leggere, perché erano amici invisibili, ma pieni di sentimento,  pur non potendoli vedere, amici, alcuni, più veri di quelli veri.

E allora… non li chiamo ad uno ad uno per nome, perché ognuno di loro sa di essere nei miei pensieri…

A.A.A… amici dei tempi felici ricercasi, perché la vita è un attimo, e non dobbiamo rinunciare mai a tenerci stretti.

 

Eddai… !!! 🙂

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47 pensieri su “A.A.A… amici dei tempi felici ricercasi…

  1. Luisa

    Un po mi ci sono ritrovata in quel timido tentativo di commentare,in quel bussare piano e a volte maldestro, aggiungo io. A volte gli amici se ne vanno e a volte ritornano, quando non li aspettavi più, quando i punti di contatto diventano più profondi e forse quando hanno più bisogno. L’importante è che non si abbia solo voglia di prendere ma anche di dare…Se l’amico serve solo per riversarvi gli sfoghi(è un amico?),meglio stiano alla larga…inutile suonare,non vi aprirà nessuno…

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  2. Luisa

    Scusa il commento a rate. Particolarissima foto,nel lato superiore dx,c’è quel filo che sembra sostenere la foto come fosse un lenzuolo e sembra pure che i giochi siano appena scivolati dallo stesso…strana,ma bella 🙂

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  3. Apro il tuo blog. Chiudo il tuo blog. Apro il tuo blog. Chiudo il tuo blog. Apro il tuo blog.
    Non essendo un’amica dei tempi felici … Mi sento un’intrusa.
    Chiudo il tuo blog e torno alle mie letture serali.

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  4. @ Luisa: a me piacerebbe averli tutti accanto, gli amici, ma non è sempre possibile, anche perché è la vita stessa che ad un certo punto divide.

    Pensa, per esempio, i miei amici d’infanzia che ormai non vedo più da anni, essendo andato via dalla Sicilia quando avevo 16 anni, o magari, compagni d’università con i quali ho diviso momenti particolari e che non so più che fine hanno fatto.

    Oppure amici, alcuni anche cari, spariti per motivi inspiegabili, incomprensioni, malintesi mai chiariti.

    La stessa cosa capita in rete, conoscenze che, magari proprio perché anonime, impossibile da ricontattare.

    E’ capitato più o meno così tra queste pagine, alcuni ci sono ancora, ma altri… peccato, con alcuni c’era veramente un bel feeling.

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  5. @ Luisa: la foto sembra strana solo perché non è una vera e propria foto, ma uno dei miei soliti fotomontaggi, infatti la foto “originale” (per modo di dire ovviamente… 🙂 ) la trovi in questo mio articolo ” Un anno di blog” , che a sua volta l’avevo fatto quando ancora non avevo il blog e frequentavo il blog di Diemme. I bambini che tu vedi, siamo noi da cuccioli (sempre un fotomontaggio… ) seduti in posa in riva al mare.

    Appunto, sono gli amici di una volta… ma sono rimasti, nei nostri cuori, gli amici di sempre.

    Discorso complicato? 🙂

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  6. @ Solindue: maddai burlona, sai benissimo che non è così, visto che oltre che amica (felice) di tante avventure (pochi mesi, è vero, ma intensi… ), sei anche la mia socia, e insieme abbiamo partorito un The Best che più BEST di così non è possibbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbile.
    ‘nnaggiatte!!!

    Prova a dire il contrario? 🙂

    ps: a proposito, non amo le correnti d’aria, quindi, smettila di aprire e chiudere il mio blog e assettete, che in Toscano, nonché in Fiorentino, vuol dire SIEDITI… 😆 😆 😆

    ari_’nnaggiatte!!!

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  7. Anche io sono un’amica recente, e non ho condiviso molto con te, ma abbastanza direi per sentirti amico e “Capo” ovviamente
    😀 , sai cosa penso, che in tutte le cose, anche nell’amicizia non conta la quantità ma la qualità dei sentimenti…e qui ce ne sono cosi tanti…ma forse non sempre ci si sente pronti o disponibili ad accettarli e condividerli perchè si danno per scontati?…o si seguono altre strade…ma la volontà può fare miracoli te ne rendi conto, wow!

    In un mondo come quello di oggi ricorda Arthur l’amicizia che si da e si riceve è uno dei doni più belli che un altro essere umano possa farti…
    Un abbraccio e un bacino Kate

    😉

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  8. @ Kate: sì, lo so, l’amicizia è sempre un bene prezioso e non bisogna sciuparla inutilmente.
    E come recita quel detto che ho copiato da Diemme… non dobbiamo rinunciare mai a tenerci stretti.

    Un abbraccio e… ‘nnagg… un bacino?

    Maddai, volevi dire un bacione. 🙂

    ps: sì, non conta la quantità, ma la qualità dei sentimenti, cara amica mia.

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  9. Caro Arthur,
    le situazioni si sono evolute e, come puoi constatare personalmente, le persone che facevano parte della nostra meravigliosa blogfamiglia non fanno più blogvita.

    Se oggi non sono qui con la tastiera, a lasciare un commento, posso testimoniare io per loro che hai lasciato in tutti un segno indelebile e riporterò loro questo tuo messaggio, che accoglieranno con gioia:

    perché per noi, Artù non è semplicemente un commentatore, non è semplicemente un blogger, ma è soprattutto e prima di ogni altra cosa il nostro Artù.

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  10. Luisa

    Sono andata a vedere e a leggere l’ “originale”. Troppo bellini quei cuccioli. E’ bello che possano stare assieme,come nella foto, persone che non si conoscono, di età differenti,di varie città,hanno almeno qualcosa in comune:il reciproco piacere di farsi compagnia :)se poi qualcuno si perde,è un peccato,ma mai dire mai,a volte ritornano e a volte per restare definitivamente… 🙂

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  11. Bene, ho trovato il commento che cercavo (o forse sono più d’uno, io per ora ho trovato questo). Lo riporto qui, perché l’angolo delle chiacchiere attualmente è oscurato e il link non funzionerebbe.

    Guardo ancora la foto di noi cuccioli, e non riesco a credere che non sia vera. La guardo e la riguardo, cerco di ricordare quando è stata scattata.

    Forse, sicuramente un autoscatto, mi ricordo Arthur che preparò tutto e si mise seduto all’ultimo momento: ecco questo me lo ricordo. Per il resto mi viene or ora in soccorso Arthur con i suoi ricordi: come si stava bene in campagna!

    Beh, voi correvate un po’ di più, io sempre pigramente seduta a godermi il sole e quell’aria profumata, vi sentivo ridere mentre vi rincorrevate, e mi faceva piacere, ma adesso, come vorrei tornare indietro e godermi anch’io quelle scorribande: sono sempre stata troppo seriosa, e ora… ora dove la trovo quella campagna, e voi compagni di scorribande, sparsi in tutta Italia?

    Beh, hai ragione, non ero l’unica “sedentaria”: Ema era sempre sull’altalena, Engel che aspettava fiduciosa il suo turno che non arrivava mai, chiedendo ogni tanto se fosse finalmente giunto; pure la Pétite aspettava, ma lei non si prendeva più pena di tanto, guardava avanti a sé, e pareva non accorgersi del tempo che passava.

    E Pan? Te lo ricordi il cugino Pan, come correva fuori casa ogni volta che pioveva, con grande disperazione della zia? Lui era così, gli piaceva la pioggia, tornava a casa zuppo, inzaccherato, e felice.

    E la cugina Nunzy, con quegli occhioni, che sembrava sempre vedere quello che gli altri non vedevano e… anche lei è rimasta così.

    E Piemme? Lui stava bene sempre, con il sole con la pioggia, vestito di tutto punto o col costume, indipendentemente dalla situazione: era il simpaticone del gruppo, ti ricordi le risate che ci faceva fare? E così è pure oggi.

    E tu? Tu organizzavi i giochi, tu ci facevi notare il paesaggio, tu vedevi in ogni sasso e in ogni filo d’erba qualcosa in più. Tu che davi un’anima a tutte le cose, che ti si accendeva la fantasia anche davanti alle cose dimenticate, le mura screpolate, i tubi arrugginiti, le finestre scorticate dalle intemperie, la grande vetrata, senza vetri… tutto prendeva vita nella tua mente, ma le parole con cui ci descrivevi il tuo mondo non riuscivano a star dietro al tuo pensiero che guizzava ancora più veloce.

    Io ti ascoltavo assorta, e incantata, e ti chiedevo spesso di ripetermi, di raccontarmi ancora. E tu allora mi rispiegavi tutti, con tanta pazienza, mi prendevi per mano, e mi indicavi quello che tu riuscivi a vedere anni luce prima degli altri. Sei sempre stato protettivo nei miei confronti.

    *** E anche tu sei rimasto così ***

    Non nego che ancora oggi, a rileggere le ultime due frasi, le lacrime mi sono scese a fiotti.

    Facciamo così. Per oggi, magari per qualche giorno, riapro questo 10° angolo delle chiacchiere per chi, tra i nuovi amici di Arthur, voglia capire più a fondo quanto sia stato grande l’affetto che ci ha legato e perché ci procuri sempre tutta questa nostalgia, e per chi, tra quelli che “c’erano”, voglia risorridere a quei ricordi.

    Buona giornata a tutti!

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  12. @ Luisa: Avendo girato l’Italia, di amici ne ho persi tanti, ma per mia fortuna, ne ho trovati degli altri meravigliosi. E’ la vita che va così, e in questo mi sento un po’ uno zingaro, ma certi ricordi sono difficili da cancellare e alora restano dentro di noi per sempre.

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  13. @ Diemme: maddai, allora hai deciso di farmi emozionare a tutti i costi e tanto anche.
    Ho riletto tutto l’angolo delle chiacchiere e la nostalgia è tanta, per come eravamo uniti, per tutta quella sintonia che ci faceva sentire complici e al tempo stesso, desiderosi di condividere.
    Elle, Piemme, il mio socio, la cuginetta Nunzy, Engel la papona, Anto2, Antonella, Ivano, Cytind, Pan, Piccola Ema, Osolemia, Stellina… solo alcuni nomi delle persone che giravano in quegli angoli e ognuno a modo suo, portava un pezzo del suo mondo, mettendolo a disposizione degli altri, senza paura di perderci.

    Che nostalgia… vorrei che tutti oggi fossero ancora qui, insieme ai nuovi amici, e la cosa sarebbe veramente bellissima, perché il tempo passa, è vero, ma ciò che lascia, alle volte, è una meravigliosa traccia indelebile.

    ‘nnagg… Diemme!!!

    Evvabè… vado a fare il mammasitter… 🙂

    ps: ecco la famosa foto dei cuccioli, la seconda se non ricordo male.

    null

    16 giugno 2008 –

    E questo è quello che ho scritto:

    Ricordo da piccolo che si andava sempre in campagna con mia nonna, magari nel periodo della vendemmia, spesso con noi veniva anche mio cugino Franco (che oggi purtroppo non c’è più…), e l’occasione per un divertimento fuori misura, c’era sempre.
    Durante la vendemmia, noi bambini stavamo più che altro a guardare, correndo da vigna in vigna e facendo i dispetti ai contadini che dovevano lavorare e poi, quando l’uva la portavano nel casolare per essere pigiata, entravamo anche noi dentro alle vasche, ci toglievamo le scarpe e come matti incominciavamo a saltellare, riempiendoci di acini e di tanto altro, da capo a piedi.

    Poi, un altro nostro passatempo preferito, era andare nelle case abbandonate, entrare dentro, girovagare in cerca di cose dimenticate e quelle mura, così logore, con i segni del tempo impietoso e del degrado, erano fonte di misteri da sviscerare, da sognare, era un po’ la ricerca del tesoro nascosto e ci sembrava di venir fuori da un romanzo di Mark Twain, anche noi parte delle “Avventure di Tom Sawyer”.

    Che fascino quelle case…

    Nella “Foto di noi Cuccioli”, ho voluto infatti ricreare quei luoghi abbandonati, scarni, spogli di ogni cosa, quasi surreali, come le cose dimenticate, mura screpolate, tubi arrugginiti, finestre scorticate dalle intemperie, che accendono la fantasia di noi bambini e noi, siamo proprio lì, con dietro alle spalle una grande vetrata, senza vetri, ahimé e, il verde e l’acqua che fanno da contrasto, oltre che da contorno, e l’incontro è l’occasione per poter vivere insieme quelle fantasie, che ad ognuno di noi servono per vedere, poi da grandi, il mondo un po’ più colorato.
    Ci siamo tutti, e come al solito, Piccola Ema cerca di appropriarsi di un’altalena abbandonata. C’è anche Engel, con il suo eterno sorriso, Petite_Adorée_Elle che ci guarda aspettando qualche cenno, Pan che non abbandona un momento la sua borsetta, la nostra Diemmuccia che un po’ spaventata da tutto quel degrado, preferisce stare seduta ed io che la consolo, cercando di farle coraggio.
    Arrivano anche due nuovi compagni, Nunzy, che ci guarda con i suoi grandi occhi, con i boccoli un po’ dispettosi, che subito si avvicina a Diemme come per incoraggiarla anche lei e Piemme, che deve aver pensato di andare al mare, infatti, perplesso, è ancora in costume, ma poco male, visto che fa caldo e siamo tutti sudati e accaldati.
    Bene, ci riuniamo, e prima di giocare a nascondino, prima di incominciare a correre e a sognare… pronti, tutti in posa, stavolta eccitati per le cose da scoprire e… fermi tutti… clic, clic, la foto, un’altra nostra foto è pronta per essere stampata.

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  14. Ma che bella questa foto….
    è bellissima e da una sensazione di famiglia…
    bravi….magari più in la ne facciamo una con i nuovi arrivati????

    abbracci kate

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  15. Cara Kate,

    quella foto era nata con meno persone, poi a mano a mano si sono aggiunte e Arthur ha creato sempre nuove foto: ma quella era la foto dell’angolo delle chiacchiere, appartiene a un periodo storico particolare, per di più conclusosi (gli stessi angoli delle chiacchiere oggi sono chiusi e, quando nuovamente oscurerò quello riaperto oggi, scomparirà anche come categoria).

    Ti dico la verità, tu sei un’amica d’oro, sicuramente piiù amata di qualcuna che in quella foto c’è ma, se venisse creata un’altra foto, sentirei inflazionato un momento magico che è stato solo nostro, oltre alla tristezza che già provo a saperlo concluso.

    Poi, naturalmente, Arthur farà quello che più si sentirà di fare, ma io ti ho espresso quello che ho nel cuore.

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  16. Sono d’accordo caro Arthur. Anch’io sento spesso il desiderio di rivedere o risentire amici che hanno percorso con me un tratto di strada. Tutti lasciano una traccia, dei ricordi, delle emozioni nella nostra vita e, per questo, credo sia veramente importante cercare il più possibile di non perdersi. Un caro saluto, Fabio

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  17. Caro Fabio, sante parole. Bisognerebbe cercare di non perdersi, perché poi ritrovarsi potrebbe essere difficile: non si dice che prevenire è meglio che curare?

    O forse no: si dice che le cose si apprezzano dopo che si sono perdute e forse è così. Quando tornano, si tengono più strette, di proteggono in maniera speciale, e si fa in modo di non perderle mai più. Se tornano.

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  18. @ kate: in effetti, l’intenzione era proprio quella, dare l’idea di una grande famiglia e in un certo senso, lo eravamo veramente…. di persone che non si erano mai viste però… 🙂

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  19. @ Diemme: stai tranquilla, riproporre ancora delle foto del genere, sarebbe una ripetizione e come tutte le cose già viste, non sarebbe più spontanea e quindi…
    E poi a me non piace ripetermi, indugiare nella nostalgia, questo sì, ma nient’altro.

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  20. @ Fabio: pensa che, avendo vissuto in posti diversi, certe radici le ho perso strada facendo. Sarà per questo che, oggi, sono un po’ più nostalgico, soprattutto se certi ricordi sono legati a delle forti emozioni, ma tant’è… 😉

    Ciao!

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  21. @ Diemme: non credo molto nel detto che ciò che si è perduto lo si apprezza di più, anche perché significherebbe che il bene lo si vede dopo e non prima.
    Si può “perdere” un amico, per tanti e tanti motivi, ma se l’amicizia era veramente sincera, se c’erano state delle emozioni e si provava affetto, qualcosa resta sempre dentro di noi e la nostalgia, se non è rimpianto, fa rivivere momenti che magari non ci sono più. Qualche volta ritornano, ma non sempre purtroppo.

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  22. Non sempre. Purtroppo.

    Quando alla perdita è legato un dolore che lascia il segno, forse a rivivere quella situazione si avrebbe paura di rivivere anche quel dolore.

    Quando perdere qualcuno ti ha messo in ginocchio, magari ti rendi pure conto che in ginocchio non ci vuoi più stare.

    Hai ragione Artù, apprezzare ciò che si è perduto significherebbe non aver visto il bene quando c’era: ma, questa, non è cosa che mi si possa rimproverare.

    Ti auguro buone vacanze, io partirò (forse) oggi in mattinata.

    Approfitto per dare un saluto a Luisa, che non conosco ma che mi sembra una persona davvero cara e… insomma…

    A.A.A. ristoro dal caldo cittadino cercasi
    A.A.A distacco dalla routine quotidiana bramasi

    ergo… provo a fare la valigia, ché pare proprio che, quando si va via, sia impossibile non portarsi qualcosa dietro 😉

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  23. Luisa

    @Diemme Grazie per il saluto e per il cara :),ho approfittato del link e ho letto tutto. Mi è sembrato di starvi spiando, ma tu mi hai aperto la porta…Certe parti davvero toccanti e …capisco perchè Arthur dice” chi è stato accolto è in grado d’accogliere” 🙂 Buone vacanze e, scusa, non scordarti di prendere un dolcetto 😉 ciao

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  24. alanford50

    Lo sai vero che noi quasi millenari siamo estremamente lenti, ma arriviamo, quindi se non mi vedi spesso è solo perché sono per strada e sto arrivando, il leggerti è un piacere che non mi voglio assolutamente perdere.

    Ciaooo neh!

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  25. @ Alan: beh, ormai sei diventato, per tanti di noi, una voce piacevolissima, stabile e rassicurante, quindi quando non ti vediamo (ti vedo… ) in giro, ci preoccupiamo un pochetto, e che ci vuoi fare?

    Bene, bene, anche perché tra quegli amici (anche se nuovo, per modo di dire… 🙂 ), ci sei dentro ormai anche tu, e quindi…

    Mi raccomando, abbi cura dei tuoi neuroni. 🙂

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  26. Antonella

    Ciao Arthur,
    credo che abbiamo vissuto un bel periodo. Si era creata una “rete ” particolare fra noi. Direi per certi versi speciale. Sono contenta di aver partecipato anch’io. Oggi, sinceramente, non credo si possa ritrovare quello stesso spirito. E questo non e’ ne’ bene ne’ male. Semplicemente e’.
    Avendo vissuto pienamente quell’esperienza, onestamente, oggi non riesco a provare nostalgia, anzi, ripenso a quel periodo con serenita’ e gratitudine verso chi ha saputo insegnarmi tanto, chi mi ha concesso spazio, chi mi ha permesso di esprimermi. . E poi i contatti con alcuni continuano.
    Ciao !

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  27. @ Antonella: come sei saggia!!!

    Beh, un po’ di nostalgia magari è anche comprensibile, ma sono d’accordo con te che con alcuni i contatti sono continuati e poi, oggi, ci sono tanti altri amici nuovi ed è bellissimo.

    Ciao Tremensdisia junior, ricordi la nostra gita sulla moto? 😆 😆 😆

    ‘nnagg…

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  28. Pingback: Nemico mio… torna, ‘sto wordpress ‘spetta a te! « Diemme

  29. Ogni tanto rileggo questo post. Me ne sono chiesta spesso il senso, senza capirlo mai.
    Oggi sono tornata su questo blog, e ho visto che hai rinnovato la testata, davvero deliziosa, ma era bella anche quella che avevi proposto nei giorni scorsi. Bella anche la prima, quella storica, quella della sua nascita.

    C’è qualcosa però in questo blog che ancora manca, e che mi stride, ma forse sono solo pensieri di una persona fuori tempo che ha sempre creduto a troppe cose.

    Buon anno Arthur.

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  30. @ Diemme: questo mio post non ha nessun senso nascosto, è tutto lì, scritto nero su bianco, con un pizzico di nostalgia forse. Il fatto è che li vorrei ancora vicino quegli amici che ci hanno accompagnato per tanto tempo, tra riflessioni e risate spensierate.

    L’immagine di testata che ho messo, fa parte di un murales che avevo dipinto alcuni anni fa nella camera del mio figlioccio e che per fortuna avevo fotografato. Era ispirato al Kenia, con una visione fantastica dell’Africa. Quella casa è stata venduta e immagino che il murales cancellato, chissà. 😉

    La prima immagine di testata, quella della nascita del blog, con la mia foto in bella vista, ha ormai fatto il suo tempo ed è giusto che sia andata in soffitta, nel mio archivio storico, lì dove tengo anche tutte le immagini e i fotomontaggi che ho fatto, tanti per il tuo blog, l’angolo delle chiacchiere, ricordi?

    E per il resto, manca qualcosa in questo blog? Maddai, che domanda, manchi tu! 🙂

    Buon Anno anche a te.

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  31. Già, manco io. E’ stato un grande dolore quando mi hai cancellato, dolore che non ho mai nascosto, non me ne è mai importato di salvare la faccia, di fare quella superiore, non è da me nascondermi dietro un dito: per me l’amicizia è una cosa importante, i miei amici non passano mai di moda.

    Quando ho scritto che non ne capivo il senso, non intendevo che questo post avesse un senso nascosto, intendevo solo dire che io l’avrei mai pubblicato per un vago senso di romantica nostalgia, ma solo se avessi avuto davvero voglia di fare un passo in più per recuperare quanto perduto. Se uno tende una mano, poi non deve lasciarla così in aria, magari per grattarsi un attimo il naso.

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  32. Diemme

    Caro Arthur, probabilmente non pubblicherai questo mio commento, ma passo comunque a farti gli auguri. Da una blogamica ho trovato questa citazione, e voglio dedicartela:

    Socchiudo gli occhi e riconosco il mio mondo. Poi dedico una preghiera a tutte le persone che a un certo punto si sono allontanate da me. Le persone con cui avrei potuto avere un rapporto diverso, e con le quali, invece, per qualche ragione non è andata bene. In questo mondo, a causa delle circostanze in cui li ho incontrati, tra me e loro le cose non hanno funzionato in nessun modo. Ma sento, ne sono certa, che da qualche parte, in un mondo profondo e lontano, su una bellissima riva, ci sorridiamo, ci offriamo gentilezza, e trascorriamo insieme momenti felici.

    Banana Yoshimoto
    dal libro Ricordi di un vicolo cieco

    Non c’è bisogno che ti dica perché questa dedica e i miei auguri te li lascio su questo post, che per me rimane l’emblema di ciò che è stato, e di quello che tutti abbiamo perduto.

    Buon 2013, buon tango nella milonga che hai scelto per trascorrere il San Silvestro. Per me il 2013… va beh, non te lo dico.

    Auguroni!

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