Pasta con le sarde

E’ tanto che non parlo delle mie ricette e, considerando che d’estate il pesce, come pure la pasta, si mangia sempre volentieri, vi propongo un piatto semplice da fare, che ha come particolarità il fatto che la pasta viene cotta direttamente nel sugo di pesce e, credetemi, il risultato è strepitoso. 

Ingredienti:

    • 1 kg di sarde fresche
    • Pomodorini pachino
    • Olive nere
    • Capperi sotto sale
    • 1 cipolla (un cipollotto)
    • Olio d’oliva
    • vino bianco
    • spaghetti

Preparazione:

Prendere le sarde e sotto l’acqua fredda, aprirle, togliere le interiora e delicatamente togliere la lisca, avendo cura di non romperle. Una volta pulite, dividete i filetti in due e risciacquate nuovamente sotto l’acqua fredda.

(il segreto per non rompere le sarde, è usare l’acqua fredda, quasi ghiacciata… )

In una padella molto grande, mettete un cipollotto tagliato a fette sottili, dei pomodorini piccoli tipo pachino tagliati in due e abbondante vino bianco con un filo d’olio d’oliva.

Portate a cottura e quando il vino sarà evaporato, aggiungere ancora un po’ d’olio d’oliva, qualche cappero, delle olive nere, sale quanto basta e fate cuocere il tutto per qualche minuto, aggiungere poi tre quarti dei filetti di sarde e girare il tutto delicatamente.

A parte, in una pentola capiente, fare bollire dell’acqua con dentro del sale e tenerla sempre in calore.

Quando le sarde saranno un po’ cotte, aggiungere nella padella un mestolo abbondante di acqua calda già salata, mettere gli spaghetti adagiandoli delicatamente e tenendoli in parallelo con voi, con un cucchiaio di legno divideteli in modo che non si attaccano, e quando si saranno ammollati un po’, incominciare a girarli sempre con il cucchiaio di legno in senso anti orario, avendo cura di non rompere troppo le sarde. Man mano che l’acqua di cottura evapora, aggiungerla in modo tale che il sughetto con il liquido aggiunto, non sia troppo al di sopra degli spaghetti, che devono cuocere senza bollire. Un minuto prima della cottura della pasta, mettere dentro le rimanenti sarde, senza girarle, perché devono cuocere solamente con il calore e un po’ di prezzemolo.

Adagiate gli spaghetti nei piatti di portata, mettendo come decoro qualche filetto di sarda appena cotto e qualche foglia di basilico e buon appetito.

Piccola nota: il sugo delle sarde, si amalgama con l’amido della pasta e il risultato è meraviglioso.

Buon appetito!

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23 pensieri su “Pasta con le sarde

  1. Luisa

    Wow,deve essere meravigliosa…mi sembra quasi di sentirne il profumo…terrò da parte la ricetta,per il momento non posso prepararla perchè devo cucinare un po sciapo e con pentolini a parte per via del diabete di un familiare…fosse per me…adoro il pesce,non altrettanto dicasi per la carne…ciao,buonanotte 🙂

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  2. Appena ho letto pasta con le sarde pensavo che parlassi della pasta con le sarde classica della mia città, Palermo (che, devo dire, non mi entusiasma). Poi ho visto che era una pasta con le sarde diversa e originale.
    Buona, buona!

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  3. @ Luisa: sì, è meravigliosa e poi anche semplice.
    Una mia parente un giorno l’ha voluta fare seguendo le mie istruzioni, ma non del tutto, però.
    Dopo aver bollito l’acqua, anziché metterla un po’ per volta dentro alla padella con la pasta e il sugo, l’ha messa tutta, per cui, è venuto fuori una sbobba indescrivibile, la pasta, non sapendo se cuocere nell’acqua o nel sugo ( 😆 😆 😆 ), si è ammollata così tanto che alla fine era immangiabile… 🙂

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  4. @ Valentina: infatti non è la clasica pasta con le sarde, che tra l’altro è strano che da buona Palermitana tu non l’ami, perché se è fatta bene, è buonissima.
    Comunque, la caratteristica di questa pasta è che, cuocendo insieme al sugo, s’insaporisce e diventa gustosissima.

    Ciao e buona giornata.

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  5. Luisa

    Ho capito,la tua parente stava preparando,suo malgrado,uno sformato o un qualcosa da mangiare al cucchiaio…eventualmente utilizzabile per piccole riparazioni ai muri esterni…un tempo si mischiava fango e paglia e si facevano i mattoni,e chi lo sa che il suo non sia qualcosa di molto alternativo??? 😉

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  6. arthur

    @ Luisa: bellissimo, quanto i hai fatto ridere.
    E comunque, la signora in questione si vanta di saper cucinare e ovviamente, quando le ho detto che aveva sbagliato, mi ha risposto?

    “guarda che sei tu fuori strada, come fa la pasta a cuocere senza acqua?”

    Al che l’ho “benedetta”… nel senso che mai più le darò ricetta da fare e magari va anche a dire in giro che me le ha insegnate lei… 😆

    ‘nnagg…

    ‘riggio!

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  7. @ Valentina: non ho mai fatto la pasta con le sarde quella classica Palermitana, anche perché è lunga da fare e poi il finocchietto selvatico ho difficoltà a trovarlo, però l’ho mangiata diverse volte, a Palermo in modo particolare, (ho fatto il primo anno d’università a Palermo e abitavo in via Maqueda… bei tempi… 🙂 ) ed era veramente buona.

    Prova comunque, verdai che non ti pentirai. 😉

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  8. se non sbaglio è un piatto tipico della tua terra,
    qui da noi invece, molto simile, è la pasta con le alici,
    sai arthur le sarde non li amo molto ma la tua ricetta è stuzzicante la farò a mio marito,
    una volta le ho fatte in tortiera!
    ciao e buona giornata

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  9. Bene caro Arthur, vedo anche che ami la buona cucina.
    Saresti proprio un buon partito…
    Quale vino mi consigli da abbinare al tuo gustoso piatto?

    Un fresco saluto
    Buona giornata

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  10. @ Aurora: sì, è un piatto tipico siciliano, ma il cuoco che me lo ha insegnato è toscano… 🙂
    Puoi comunque provare a farlo con le acciughe.

    Ciao e buona giornata a te.

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  11. @ Sonoqui: Wow… grazie!
    Con un piatto del genere, ci vuole un vino bianco fermo, di media corposità. Ovviamente un vino Siciliano e potrebbe essere un Erice bianco doc, della provincia di Trapani, oppure un Bianco doc Alcamo della tenuta Rapitalà, un vino che come lo definisce la sua cantina d’origine, ha un “colore giallo paglierino, gusto fresco, sapido ed elegante con profumi e corposità mediterranei, poiché acidità e struttura sono naturalmente bilanciati.”

    E prendendomi tutto il fresco saluto, ricambio ( 🙂 ) e… buona giornata anche a te.

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  12. Ciao Arthur..
    ho letto anch’io con molta attenzione il tuo commento da me, di certo si puo’ arrivare a molto quando ci si scrive in maniera aperta e sopratutto libera…. di questo ti ringrazio.
    Mi rifiuto di leggere questo tuo post perchè ho intuito di cosa vuoi parlare e dato che non ho una lira pezzata e il frigo vuoto il leggerlo servirebbe solo ad accentuare le contrazioni addominali 🙂

    ciao e a presto

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  13. @ Gio: da quando ho aperto questo blog, il mio entusiasmo e il mio impegno, l’ho messo per cercare di comunicare con chi ha la pazienza di leggermi. Non so se ci sono riuscito, e comunque sia, se ciò che ti ho scritto in risposta al tuo post ti è arrivato in positivo, vuol dire che entrambi abbiamo fatto lo sforzo per essere l’uno in sintonia con l’altro.
    Tra l’altro, non siamo poi così lontani, anzi, in tante cose, mi rivedo in te, per come ero qualche anno fa (tu sei più giovane di me… )
    Quindi, quando vorrai, potremo parlarne ancora, perché le cose che si potrebbero dire sono tante… ora abbandoniamoci all’idea di un po’ di mare, che spero tra poco arrivi anche per me.

    Per la mia ricetta… beh, potremmo metterci d’accordo e incontrarci così te la preparo, ma tu, come me d’altronde, sei troppo sensibile al fascino femminile e quindi, lascio che sia una tua amica a farlo, che forse è meglio. 🙂
    Ciao, mi ha fatto molto piacere sentirti qui da me e… a presto.

    ps: preparati che a settembre continuerai ad essere dei nostri, se lo vorrai, su The Best Magazine, ormai hai una rubrica da portare avanti, sbaglio? 🙂

    Buona serata!

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