Qualche idea per il tempo libero… ottobre 2010

          Nella mia rubrica “Qualche idea per il tempo libero… “ avevo già parlato del Fondo Ambiente Italiano, FAI, che da oltre 30 anni, si occupa di salvaguardare e proteggere con interventi di restauro e conservazione, un patrimonio artistico Italiano che va “dai castelli e complessi monasteriali, ai giardini e luoghi di natura, dalle ville e case d’arte alle piccole gemme che impreziosiscono il territorio.

Da una parte i grandi progetti di restauro conservativo, adeguamento impiantistico, manutenzione degli impianti tecnologici di sicurezza; dall’altra i tanti piccoli e grandi interventi di manutenzione ordinaria su opere e ambienti, azioni costanti che permettono un continuo monitoraggio sullo stato di conservazione e una corretta programmazione degli interventi di restauro.” (fonte FAI  )

          E proprio in questi giorni, il Presidente FAI, Ilaria Borletti Buitoni, ha lanciato una campagna, “Difendi l’Italia del tuo cuore”,  e con pochi euro, tramite sms o telefonia fissa, si può contribuire alla salvaguardia di beni che altrimenti andrebbero perduti.

Tanti i testimonial che si sono schierati al fianco del FAI, che vanno da Franco Battiato, a Paolo Conte, da Susanna Tamaro a Corrado Augias e tra i luoghi da salvare, c’è Villa Fogazzaro  Roi Oria, Valsoda (Como), Punta Don Diego Palau (Olbia Tempio), Casa e Torre Campatelli San Gimignano (Siena), Baia di Ieranto, Massa Lubrese (Napoli), Bosco di San Francesco Assisi (Perugia), Fontana delle 99 Cannelle l’Aquila, per dirne alcuni.

          Tra l’altro, con la quota annuale di 39 euro ci si può iscrivere al FAI, diventando così socio ordinario, usufruendo di ingresso gratuito in tutti i beni del FAI e nelle proprietà del celebre National Trust nel Regno Unito e di sconti e agevolazioni in musei, dimore storiche e parchi convenzionati.

Si può partecipare a corsi di storia dell’arte organizzati dal FAI a Milano, Roma e Torino, oppure a viaggi del FAI in Italia e nel mondo, in compagnia di guide esperte.

Insomma, i vantaggi sono tanti, ma soprattutto diamo con poco, una mano a preservare un patrimonio che è un bene di tutti.

         E per finire… l’altro giorno leggevo un interessantissimo articolo su di un libro inchiesta scritto da Roberto Ippolito, giornalista, professore universitario e autore di vari libri, “Il bel paese maltrattato”, edito da Bombiani 2010, ( le tombe romane ricoperte per paura dei saccheggi, il vescovo paladino degli abusivi, i topi veri in biblioteca, la reggia diventata condominio, Cristo morto con l’umidità, la statua gigante nascosta dalle foglie, le ossa misteriose intorno al castello, le case offerte con vista sulle ville settecentesche, la scultura dell’Italia unita trovata nel macello… ) una denuncia amara e appassionata di come gli Italiani trattano il loro patrimonio artistico e paesaggistico.

Sembra che non ci sia coscienza della ricchezza che disponiamo e quasi da masochisti, trasformiamo la bellezza in bruttezza, incuranti del fatto che queste bellezze sono anche un enorme potenziale economico.

          Un libro da leggere senz’altro, perché a quanto pare, anche la coscienza è un bene da coltivare. (scusate, volevo dire da curare… 😉 )

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21 pensieri su “Qualche idea per il tempo libero… ottobre 2010

  1. 1. Io son convinta di una cosa. Che gli italiani sono troppo abituati a vivere tra i reperti archeologici e a bellezze naturali e architettoniche, e non solo le sottovalutano, ma alla fine le disprezzano anche.
    Dopotutto in Italia abbiamo tra il 60 e il 70% dei beni culturali mondiali. E non li sappiamo apprezzare.
    2. Ho partecipato molte volte a scavi archeologici, ed è un’immensa frustrazione sapere che quella scoperta che ti è costata tanta fatica ed emozione, verrà rinchiusa in un magazzino per lustri…
    Nella mia zona ci sono interi PALAZZI pieni zeppi di reperti di varie epoche, che il Ministero tiene lì fermi per mancanza di fondi, luoghi dove esporli e interesse.
    Alla fine preferirei di gran lunga che quel vaso etrusco che ho trovato, facesse bella mostra di sè in casa di un collezionista!!!!
    Buondì!!!

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  2. @ Grimilde: L’Italiano soffre, secondo me, di un male che ormai è dilagato a macchia d’olio, la cultura intesa come optional, sarà per come dici tu perché si è troppo abituati a vivere tra i reperti archeologici, bellezze naturali e architettoniche, sarà, come penso io, che ognuno pensa agli affari suoi, fatto sta che spesso e volentieri il degrado e l’incuria imperversano.

    A questo proposito mi vene in mente una cosa che mi è successa alcuni anni fa in Inghilterra. Ero in viaggio e sulla guida, erano menzionati dei reperti archeologici romani. Decidiamo di andare a visitarli e così, seguiamo le indicazioni stradali che ci avrebbero portato sul luogo.

    Insomma, per farla breve, avremo percorso almeno una settantina di chilometri, seguendo affannosamente dei cartelli stradali che, con dovizia di particolari, ci indicavano la meta prestabilita, ma una volta arrivati… sorpresa, erano delle pietre (romane), che segnavano un recinto e pochi altri scavi.

    Siamo rimasti a bocca aperta, tanta fatica, tanta pubblicità e, più o meno nulla. Certo, noi siamo abituati a ben altro, ma la considerazione che ho subito fatto è: ci mettiamo, noi Italiani lo stesso impegno e la stessa cura?

    I musei, le chiese, all’estero, sono quasi sempre aperti a tutte le ore, spesso non si paga nulla oppure il biglietto è puramente formale e c’è il massimo rispetto. Quest’estate sono stato a Firenze e visto che era stata appena restaurata, sono andato a visitare la chiesa di Santa Maria Novella.

    In due, tra biglietto d’ingresso e guida multimediale (la classica cuffia… ), non abbiamo certo speso una somma esagerata, ma immagini una famiglia di quattro persone che viene a Firenze e vuole fare, oltre al classico giretto per il centro, una visita a qualche museo o in qualche chiesa quanto spende? Domanda: perché bisogna pagare per entrare in una chiesa? La cultura da noi, purtroppo, si paga a caro prezzo e spesso è un deterrente per chi magari avrebbe voglia di avvicinarvisi.
    Sempre a Firenze, una volta si poteva entrare liberamente nel Giardino di Boboli senza pagare nulla, visitarlo e magari sedendosi sui gradini della scalinata, riposarsi per riprendere fiato dopo aver girato in lungo e in largo per le vie di Firenze. Ebbene, oggi per entrare si paga… non lo trovo giusto, perché questi monumento speso e volentieri si autofinanziano grazie alle manifestazioni che sono organizzate durante tutto l’arco dell’anno e allora…

    Il bello è qualcosa che va senz’altro coltivato e non può essere relegato soltanto ad una certa categoria di persone, perché altrimenti succedono quelle cose che il libro di Ippolito denuncia, che poi non è altro che una scarsa sensibilità verso tutto ciò che ci circonda e che, per tanti versi, non conosciamo e allora ben vengano le iniziative del FAI, un’occasione per rimediare a questi inconvenienti.
    Buona giornata anche a te.

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  3. Silvia

    Sì, ricordo di quell’articolo che avevi scritto sul FAI, e ho anche sentito alla radio la pubblicità che facevano a quest’ultima iniziativa..
    Resta comunque relegata in ambiti troppo ristretti, la gran parte delle persone non ne conosce neanche l’esistenza, come la gran parte delle persone non ha coscienza di un patrimonio artistico che proprio per questo, come dice Grimilde, sottovalutano e disprezzano.

    Ma vogliamo parlare anche di quanti soldi mette a disposizione lo stato per la salvaguardia di questo patrimonio?

    Come vedi, ci sarebbe tanto da discutere.

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  4. Intanto io che sono fiorentina entro in Boboli gratis così come in tutte le chiese dela ciittà … giusto per farvi rabbia …
    Poi se per entrare in Stoccolma servono ogni giorno 2 euro …perchè non dovrei far pagare per visitare il Colosseo che sta lì dall’80 dc. Avremmo pure bisogno di un aiuto per il restauro…o mantenimento di ciò che è rimasto.

    A parte questa polemica specifica, sono rimasta impressionata dal fatto che si continua a scavare in italia e a fare scoperte di tombe romane importantissime. Non ultima ad agosto quella sulla Flaminia che sembra adesso appartenere al “gladiatore” Marco Nonio Macrino .. il Russel Crowe dell’epoca!

    Stiamo davvero camminando sui cadaveri! 🙂

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  5. Oh Cielo! Gli scavi sono sulla Flaminia non sulla Flamia!!
    Non posso dare colpa all’ora, quindi è l’età ragazzi, perdonatemi…
    p.s. tralascio gli altri errori di battitura…

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  6. @ Solindue: non mi fai rabbia, anzi, dippiù, dippiù ( 🙂 ) e poi non è giusto. Le chiese non possono essere a pagamento, sarebbe come dire che se devo andare a pregare sotto il crocefisso di Giotto, prima devo pagare 3,50 euro per l’ingresso, farmi anche la fila, sperando che nel frattempo non mi passi la voglia di farlo. Come non condivido il fatto che si debba pagare per visitare una città. Se gli amministratori locali o i politici, provassero a guadagnare di meno e a non sperperare il denaro pubblico, forse non ci sarebbe bisogno di far pagare al cittadino, oltre a tutto il resto, anche il biglietto per entrare in città e per andare in una chiesa a pregare o soltanto per ammirare delle opere d’arte, che nel caso l’avessimo dimenticato, sono patrimonio di tutti. Perché nascono secondo te organizzazioni come il FAI? Perché lo stato è assente e certe opere, magari minori, ma non per questo meno importanti, rischiano con questa politica del “non fare”, di andare perdute. Non ho problemi a pagare un biglietto d’ingresso, ma non è senz’altro il modo migliore per avvicinare la gente all’arte.

    La gente è distratta, ha bisogno di essere educata e soprattutto spronata, infatti, quando ci sono manifestazioni del tipo “Musei aperti e gratuiti per un giorno e una notte intera” la gente si precipita a visitarli, perché la voglia di partecipazione c’è, non ci si sente come delle galline da spennare e sì, perché andare in giro, oggi, è diventato un lusso, qualsiasi cosa si paga e a proposito, vicino a Santa Maria Novella ci sono dei bagni pubblici molto puliti e ben fatti… ecco, quelli sono soldi spesi bene, perché l’igiene e la pulizia dovrebbe essere sempre una garanzia, insieme alla possibilità di poter godere di un bene che dovrebbe essere alla portata di tutti.

    Se fosse per me, farei entrare tutti gratis, perché come ho detto a Grimilde, la cultura non deve essere un optional, ma una conquista.

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  7. Non c’entra nulla, lo so, ma voglio segnalarvi un interessante congresso che si terrà a Roma dall’8 al 10 ottobre, (da oggi fino a domenica) organizzato dall’AISS, Associazione Italiana Studi Semiotici, al Centro Congressi Facoltà di Scienze della Comunicazione in via Salaria 113, che ha come tema “La Fotografia, oggetto teorico e pratica sociale”.

    Si parlerà della forma e l’impronta del dolore, i percorsi nella fotografia della sofferenza, la fotografia e le arti, l’evoluzione delle tecnologie, la fotografia, comunicazione, cultura, della Fotografia, Memoria e Informazione ed altro ancora.

    Per chi ne avesse voglia, e si trova a Roma, ci vada e poi magari ci racconta. 😉

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  8. Si vede amico mio che non vivi in una città d’arte così tanto d’arte come è Firenze.
    Dobbiamo difenderci dal turismo spicciolo, mordi e fuggi e caciarone che molla bottiglie di birra ovunque, che si accampa sulle scalinate delle chiese, e si rinfresca i piedini d’estate nelle fontane del ‘400.
    Firenze sta diventando un bagno pubblico e per tenerlo pulito, ‘sto bagno, i costi sono enormi.
    Se poi vogliamo limitare le auto blu … son la prima a firmare la petizione!
    Ulteriore precisazione:
    nelle chiese di Firenze più importanti (e quindi quelle a pagamento), il turista non è ammesso durante l’orario delle funzioni. Quindi se vuoi andare a pregare e a prender messa puoi farlo senza pagare: nell’ ora delle funzioni e senza macchina fotografica …

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  9. @Solindue: Il tuo commento mi ha fatto venire in mente una cosa che penso spesso quando sono in giro in città come Firenze.
    Come tu sai, Firenze la conosco benissimo, malgrado questo, tutte le volte che ci ritorno, scopro sempre qualcosa di nuovo o magari quel qualcosa lo guardo con occhi diversi.

    Ho sempre sostenuto che una città d’arte, ma non solo, come primo impatto va visitata girando per le strade con l’occhio di chi è alla ricerca di cose nuove da scoprire, quindi niente musei, chiese o quant’altro, soltanto respirare l’atmosfera che ogni città ha dentro di sé, le strade, i vicoli, l’androne di un portone, le terrazze fiorite, una facciata austera ma al tempo stesso misteriosa, la gente, certi negozietti caratteristici che non fanno parte delle solite catene di franchising, insomma tutto ciò che caratterizza la sua identità andrebbe visto, guardato, assaporato, come una piacevole scoperta che alla lunga rimane dentro di noi. Arriva sempre poi il tempo per i musei e le chiese.

    Ecco, quando giro per Firenze e scorgo l’indifferenza delle persone che spesso, come dici tu, sono impegnate a mangiare, a bere e a fare la foto ricordo, senza mai alzare gli occhi al cielo (certi tetti di palazzi sono una meraviglia… ), beh, mi meraviglio sempre, perché non sanno cosa in realtà si perdono.

    La mia non è soltanto una sensazione, spesso mi è capitato di parlare con persone che erano state qua o là, e quell’indifferenza c’era tutta.

    Per il resto, cara amica mia che per tua fortuna vivi in una città d’arte come Firenze (beh, non è malaccio neanche la mia come città d’arte…), concordo mio malgrado con te, ma l’educazione si può anche insegnare, non credi?

    E a proposito di alzare gli occhi al cielo…


    giusto per augurarti buon pranzo…

    e poi… (vediamo se riconosci cos’è questo palazzo… 🙂

    hihihiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii… 😆

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  10. simple

    Sono d’accordo con Grimilde dato che io ho vissuto in un continente dove la storia e la cultura è recente (poco più di un paio di secoli) ed i relativamente pochi monumenti si cercava di tenerli al meglio proprio in quanto preziosi. Ci si dovrebbe rendere conto invece della meraviglia e delle opportunità che stiamo trascurando. E agire di conseguenza e in fretta.
    E grazie per i preziosi consigli, arthur.

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  11. @ Simple: per rendersi conto delle meraviglie che ha a disposizione, la “gente” dovrebbe essere più coinvolta oltre che più informata dei rischi che certi atteggiamenti, diciamo così, disinvolti, possono procurare.

    Sono infatti molto utili certe iniziative che, per esempio, vengono prese per la pulizia dei parchi, delle spiagge e così via. Ecco, dovrebbero essere molto di più e il FAI in questo senso, si da molto da fare.
    Grazie a te!

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  12. Carlotta

    Se vi trovate casualmente nei luoghi dove si è girato il film “Benvenuti al sud”vi segnalo il paese di Colliano vicino Battipaglia direzione Salerno in Campania fino a domenica c’è la fiera del tartufo (se ne trovano di neri e bianchi) e prodotti tipici locali tra cui una grappa al miele prodotto da loro e x niente stucchevole, l’ho assaggiata e ne capisco un pò,inoltre pecorini e vini locali… gli espositori sono molto gentili ti fanno lo sconto senza che lo chiedi e ti vogliono far provare tutto.. carini! Per mangiare bene si scende giù verso il mare e c’è il risto “la taverna del pescatore” a santa Marie di Castellabate.. ma a Contursi che è senz’altro più vicino ci sono parecchi punti di ristoro.

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  13. @ Carlotta: ottima proposta. Grazie e peccato di non essere da quelle parti, perché alla “taverna del Pescatore” due spaghetti ai frutti di mare li avrei mangiati volentieri.

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  14. Giovanna Amoroso

    L’Italia è un paese straricco di opere d’arte… purtroppo, noi italiani neanche ce ne accorgiamo… mannaggia!!!

    Buona serata
    Giovanna

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  15. Un anno e un giorno… è l’anniversario di un blog che per un anno ci ha fatto compagnia, il blog di Solindue… , Amica di tante avventure (malgrado sia passato soltanto un anno… 🙂 )

    Auguri e buon Compli_Blog.

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