Litigano nel metrò, infermiera in coma per un pugno.

(12 ottobre 2010)

L’aggressore è un ventenne romano pregiudicato. La vittima una cittadina romena, infermiera di 32 anni; è stata operata per le gravissime lesioni riportate al cranio. Il diverbio per futili motivi è avvenuto in precedenza, mentre i due si trovavano in fila per il biglietto. La donna colpita resta a lungo a terra tra l’indifferenza dei passanti.

Repubblica.it

Ma in che mondo viviamo, mi domando. Ho ribrezzo di simili comportamenti, che sono purtroppo sintomo di una società egoista e malata, che si nasconde dietro alla violenza e all’indifferenza.

Avevo già scritto  dell’indifferenza, un male violento quanto e forse più della violenza stessa, perché si è consapevoli della scelta che si sta facendo, perché dietro alla paura del coinvolgimento c’è la mancanza di rispetto per vita umana.

Ho molto paura dell’indifferenza, perchè se mai la dovessi provare, vorrebbe dire che ho smesso di provare emozioni.

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44 pensieri su “Litigano nel metrò, infermiera in coma per un pugno.

  1. a volte sarebbe bene essere “indifferenti” … penso al tassista in fin di vita linciato perchè ha messo sotto un cane che attraversava la strada … e sì che io sono un’amante degli animali come ben sai …

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  2. Vorrei trovare delle spiegazioni per questi episodi incomprensibili.
    L’unica cosa che non si possa attribuire alla pazzia, secondo me, è il disagio.
    Scarichiamo i disagi che ci attanagliano in maniera diversa: facendo sport, bestemmiando nel traffico, vessando i dipendenti, mandando in coma un innocente.
    L’indifferenza… no, quella non me la spiego.

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  3. carlotta

    Sono dell’idea che stiamo attraversando una fase di minor controllo di noi stessi’ coloro che posseggono l’autocontrollo vengono giudicati non normali..il vespaio che ha sollevato la sig. Scazzi alla notizia della morte della figlia,x nn essersi disperata e casomai rotolata a terra ne è un esempio.. forse lei era impietrita,ma è stata giudicata male dai più;credo che l’inizio del peggio sia partito dai programmi con le lacrime in tv..e tutte le serie Carràiane e Defilippiane ..troverei un solo termine x definire questo periodo privo di ottimismo e positività:DECADIMENTO SOCIALE.

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  4. Luisa

    Ormai si riesce a scavalcare un corpo umano sdraito a terra, ferito o chissà, magari morto, senza alcun moto di pietà. Certo che quel corpo lì in mezzo disturba proprio!? Non si sopporta più niente, per ogni minima cosa violenza pura. Mi chiedo come si sia arrivati a questo punto. Anche a me ha colpito l’aggressione al tassista, reazione eccessiva per azione fortuita causata dalla negligenza del padrone del cane. Non credo che il tassista giocasse a investire tutti i cani che trovava sulla strada! Si ritorna a quello che dicevamo in un altro post:la vita umana non vale più niente. Ci sarebbero altre situazioni da raccontare, ma la faccio breve. Qualche mese fa un tg ha trasmesso il video in cui un cane veniva investito da un auto, l’altro cane, rischiando la vita, è riuscito a trascinarlo sul bordo della carreggiata. Non aggiungo altro.

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  5. @ Solindue: in effetti leggendo i giornali di questi giorni, sembra che la violenza imperversi ovunque, quindi dici che alle volte sarebbe meglio non “vedere”, ma non credo sia la soluzione migliore.

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  6. @ Grimilde: il disagio… di una società disattatata, perché ciò che non si ha, lo si vorrebbe a tutti i costi e quando invece quando si ha, non è mai abbastanza.

    E’ un grosso dilemma!!! 😦

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  7. @ Carlotta: è un decadimento sociale che, nostro malgrado, sembra sia sempre più diffuso e a furia di cercare di non vedere girando lo sguardo dall’altra parte, si diventa complici e addirittura più responsabili di chi, questa violenza, ideologica o materiale che sia, la produce.

    Incominciamo a stare a guardare se un politico che ruba e corrompe, legiferando decide delle nostre sorti, e quindi, come possiamo non fare altrettanto se passando per strada vediamo una persona svenuta o magari moribonda che ha bisogno di aiuto?

    Il coinvolgimento è faticoso, perché presuppone una presa di coscienza, dapprima con se stessi, ma si sa, occhio che non vede, cuore che non duole…

    ps: non condivido e per questo non li guardo, tutti quei programmi che spacciano il “vogliamoci tutti bene”, come una verità assoluta. Poi detesto chi va a raccontare la sua vita privata in televisione…

    Ho sentito al telegiornale (non il TG1…) della madre di Sarah che aveva appreso la notizia in diretta e mi sono chiesto perché lo fosse (in diretta) e soprattutto cosa ha impedito alla regia di quel programma di interrompere la diretta e avvertire privatamente la madre di ciò che stava succedendo.
    Ma l’audience è più importante, più di ogni altra cosa.

    E senza voler fare a tutti i costi il moralista… che schifo!

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  8. @ Luisa: ciò che racconti sa di solidarietà, ma al di là dell’euro che, per solidarietà, si manda via sms, non credo che in giro ce ne sia tanta.
    La vita umana non vale nulla, perché chiusi nel nostro piccolissimo mondo, per paura non ci curiamo di ciò che ci circonda, facendoci, all’occorrenza, diventare peggio delle bestie (con tutto il rispetto che ho per le bestie vere…)

    Questo episodio, al di là del fatto che ciò che è successo non ha nessuna giustificazione logica, mette in evidenza un altro fattore molto importante e cioè, che la povera donna potesse aver bisogno di soccorso e magari un soccorso più solerte, poteva anche salvarle la vita,. Ecco, chi l’ha scansata, una volta arrivato a casa, si sarà fatto questa domanda?

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  9. Non penso che stiamo peggiorando, notizie così me le ricordo già quando ero bambino, la gente spesso fa schifo, e purtroppo nelle grandi città è peggio; la cosa che mi ha colpito di più è il luogo dov’è avvenuto il fatto, un postaccio che conosco bene, e dove ho spesso avuto paura (e sono un uomo)

    soltanto che chi mi faceva (istintivamente) paura erano i tanti immigrati, moltissimi romeni, che stazionano in quella stazione della metro; e non è razzismo, perché anche nelle mie vene scorre tanto sangue slavo

    solo che invece è stato un romano de roma ad aggredire una donna romena, e se questo tutto sommato è un indice della situazione di degrado che lì perdura da anni, è anche una (brutta) lezione per tutti, pure per me

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  10. Luisa

    Secondo me, arrivati a casa, si sono detti che in fondo c’era anche altra gente, che non era necessario un intervento in prima persona, che si aveva tanta fretta e non si poteva perdere tempo così. Tristissimo, anche perchè la ruota gira e non si sa mai: oggi a te, domani a me. Si sta arrivando al punto che finchè non si è vittime in prima persona non si riesce a capire ciò che provano gli altri. Manchiamo d’empatia e non solo…

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  11. simple

    Da quando ho appreso queste notizie mi chiedo se sia più inaccettabile la violenza ingiustificata o l’indifferenza ostentata dai protagonisti e testimoni di questi episodi. E non so darmi una risposta.

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  12. carlotta

    sono d’accordo con te,a volte il giornalismo cosidetto d’elite che si erge a modello etico e morale fa degli scivoloni -svarioni ne più ne meno di certi intrattenitori trash..la regia ha fatto addirittura avvicinare la telecamera con un bel primo piano appena hanno avuto il via x dare la notizia in diretta..uno schifo..cosa nn si fa x soldi!Io comunque x natura nn giro la faccia e poi è facile,basta incominciare dalle piccole cose..ad esempio,abitando poco lontano da una scuola di bambini di media,all’uscita ne ho scovati x caso tre che si accanivano contro un alberello,da poco piantato,a calci x spezzarne il tronco,li ho sgridati fermamente e gli chiesto il motivo di quel gesto,sono andati via mortificati ..ora mi è capitato anche con bambini che litigavano a botte..tutto sta a iniziare e prendere coraggio, se nn viene d’istinto, quanto all’aiuto ad un essere umano in difficoltà x tanti è scontato e grazie a Dio son pochi quelli che tiran dritto..almeno qui

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  13. Luisa

    Ecco il video che dicevo, la data di pubblicazione è dell’anno scorso, ma il tg ne ha parlato abbastanza di recente. In certi momenti sono più umani loro di noi.

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  14. @ Fra: non crucciarti, Fra, oggi le nostre città non sono per niente sicure e soprattutto in certe ore, chiunque istintivamente avrebbe paura. L’imigrato fa paura perché non si conosce e le storie che ci propinano tutti i giorni, non migliorano di certo l’opinione che noi abbiamo di loro. Ma come si suol dire, tutto il mondo è paese e il delinquente lo si trova tra loro come lo si trova tra noi e l’immagine che in questi giorni ci sta ritornando è proprio questa, gente violenta ITALIANA, che picchia solo per il gusto di farlo.

    Non bisogna farsi sopraffare dai preconcetti, e nell’Italia di oggi, non è cosa per niente facile.

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  15. @ Marta: il caso del tassista è vero, è emblematico di una mentalità che poi, alla fine, vince sull’onestà. E’ meglio farsi i fatti propri, così non si rischia di essere pestati, ma per fortuna non tutti la pensano così, infatti proprio per il tassista alcuni testimoni sono stati fondamentali per incastrare il colpevole di quel pestaggio inutile e senza motivo.

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  16. @ Simple: l’indifferenza la considero una violenza peggiore, perché non si ha rispetto della vita umana. Forse, come dice Luisa, queste persone dovrebbero considerare che prima tutto torna al destinatario, ma preferisco non considerarla come la soluzione del problema, perché significherebbe augurare del male a chi ha fatto del male e non è giusto. Ognuno vive con la sua coscienza, se ne ha una ovviamente.

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  17. @ Carlotta: sentivo stasera che è da una settimana che i principali programma di intrattenimento parlano di Sarah, da Porta a Porta a Matrix, da rai 1 a canale 5. E sembra che abbiano avuto tantissimi ascolti.

    Ma mi domando, cosa c’era da chiarire oltre al fatto che un povero malato ha ucciso la sua nipotina dopo, a quanto sembra, aver abusato di lei? Ma la gente ha bisogno di sapere e allora s’intervistano gli amici, i parenti, la o il giornalista si fermano sotto casa della famiglia, si filma il cancello d’ingresso e il nome sul citofono, in studio ci sono esperti che raccontano di tutto e di più e… la gente sta lì, immagino io, con i popcorn a sgranocchiare in silenzio, e sì perché ognuno ha una sua idea dell’accaduto, ma deve sperimentarla con quella degli esperti altrimenti non è contento… un po’ come la casa di Montecarlo, che ci ha fatto compagnia per tutta l’estate… e intanto ci sono i disoccupati, i precari, la gente che fa i conti con la sua busta paga, i giovani che non sanno cosa li aspetterà dopo cinque anni d’università, le fabbriche che chiudono, le imprese che non ce la fanno ad andare avanti, i mutui da pagare, gli aumenti dei beni necessari, insomma, di queste cose non si parla, non si chiamano esperti in studio per trovare delle soluzioni, no, è un argomento che non fa comodo.

    La tv è l’oppio della gente, crea chimere che, una volta spenta la luce, si dissolvono come neve al sole e a quanto sembra, il gossip una risorsa indispensabile.

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  18. @ Marta: cara Marta, il costo della verità è sempre alto, ma se ci si crede, non costa nulla.
    Questa non è retorica e la storia, anche recente, la storia di tutti i giorni, in quei paesi dove la libertà non è una parola ma è la vita, ce lo insegna.

    E poi, se non ci credi tu che sei giovane, chi vuoi che ci creda?

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  19. E’ vero, cara Martina, hai ragione pure tu… 🙂

    ps: sai che conosco una ragazza che si chiama Marta come te, ha 23 anni, un po’ idealista, un po’ fatalista, un po’ come te? 😉 Tra l’altro le ho fatto delle foto bellissime e chissà, magari uno di questi giorni pubblico un primo piano che è tutto da vedere…

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  20. Certo che lo è, ma non è poco ciò che ti ho detto e non sono poi così complimentoso come potrebbe sembrare, quindi… 😉

    E poi, ogni tanto, fa bene un po’ di sana “esaltazione”, aumenta la propria autostima e… serve soprattutto nei momenti no.

    Quindi, accomodati!

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  21. Marta

    E’ la verità!

    Bhè , comunque a questo punto per non rendere la cosa infinita ti lascio una buonanotte. Ci sentiamo presto Arthur!

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