Chiddu chi ccunta, ‘un si pò mai vidiri…

E tra pensieri che vengono e pensieri che vanno, oggi mi è capitato di rileggere sul blog di Diemme un mio vecchio commento scritto nell’angolo delle chiacchiere, che tra l’altro avevo già riproposto nel 2009, in un post intitolato “Ci credo ancora?”…

Tra i tanti commenti che mi erano stati lasciati, ne ricordo uno in modo particolare, lo aveva scritto una carissima amica, Nunzy Conti, dove riproponeva un brano del “Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry…

“..Non sei di queste parti tu ,disse la volpe, che cosa cerchi?
Cerco gli uomini, disse il piccolo principe.
Che cosa vuol dire “addomesticare”?
Gli uomini, disse la volpe, hanno dei fucili e cacciano. è molto noioso! Allevano anche delle galline. è il loro solo interesse. Tu cerchi delle galline?
No, disse il piccolo principe. Cerco degli amici. Che cosa vuol dire “addomesticare” ?
“ E’ una cosa da molto dimenticata. vuol dire “creare dei legami”…
Creare dei legami?
Certo, disse la volpe. Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo.
Comincio a capire,disse il piccolo principe. C’è un fiore…credo che mi abbia addomesticato…
È possibile, disse la volpe. Capita di tutto sulla Terra”

Chiddu chi ccunta, ‘un si pò mai vidiri… tradotto da me in Siciliano, che nell’originale di Antoine de Saint-Exupéry è il celeberrimo “L’essenziale è invisibile agli occhi…”

Ma, cosa occorre veramente per “addomesticare” qualcuno, nell’amore o nell’amicizia, per avere bisogno l’uno dell’altro?

Ecco, oggi è questo che mi sto chiedendo; allora parlavo di “…sguardi fatti di parole, che ognuno di noi offriva agli altri senza pretese, senza volere per forza qualcosa in cambio, a volte come carezze, a volte fissi in cerca di risposte….” dietro lo schermo di un computer, parlavo di “ …sguardi fatti di parole, magari solo per dire arrivederci, buon giorno o buona notte, e chi lo leggeva il giorno dopo, vuoi che non li vedesse?
Questo per dire “…che serve la voglia per sentire oltre che per vedere l’altro. E forse non è così anche nella vita reale? Quanto di ciò che vediamo o sentiamo ci resta veramente impresso…” nella vita reale?

E poi ancora che “…in questo mondo virtuale, il fatto di non potersi guardare negli occhi si fa sentire, essere dietro ad un video e una tastiera, può creare dei malintesi, il mezzo ci limita, ma siamo sicuri che potersi guardare sempre negli occhi dia ottimi risultati? Io non ne sono del tutto convinto, ma mi concedo la possibilità di poterci credere, così come me la concedo nel credere in un rapporto che può sembrare fatto solo di parole…”

Dopo due anni di blog, non ne sono più tanto convinto, cerco ancora un pretesto per continuare a crederci, ma senza lo sguardo, anche le parole si perdono come in una bolla di sapone, a quel che si dice, perché l’essenziale è invisibile agli occhi, ma solo per chi ha voglia di crederci.

E allora, pensieri da custodire?

No, e in questo ti do ragione cara Diemme, sono solo pensieri da abbandonare.

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46 pensieri su “Chiddu chi ccunta, ‘un si pò mai vidiri…

  1. Non devi darmi ragione, non è questo il punto.

    Cosa strana (o forse no? Forse ho cliccato da lì, e ti sei ritrovato il link di quel post nelle statistiche?), proprio ieri sera rileggevo quel post, e meditavo su ogni singola parola.

    Anzi, ti dirò, che è da quel post che è nato quel mio articolo. Era tutto diverso allora, eri diverso tu quando non avevi il blog, quando il mio era casa tua, e c’era un calore e un affetto tra tutti noi che non aveva bisogno di sguardi.

    Era diverso, e oggi il ritorno tuo e di Nunzy in contemporanea (anche se fuori del blog il contatto c’è stato sempre con tutti), mi ha fatto respirare ancora quell’atmosfera.

    Cos’è cambiato? Non lo so, e non saprei neanche capire cosa intendi con quel “solamente per chi ha voglia di crederci”.

    Io sono qui da quattro anni, e di amicizie ne ho strette tante, e perse poche, quindi il mio di bilancio è positivo, e certo che ci credo ancora.

    Solo quelle perse non sono una quantità indefinita, sono persone, e anche una sola per me sarebbe stato troppo da perdere, se fosse stato qualcosa che avessi potuto scegliere, decidere, gestire in qualche modo, ma non potevo.

    Un blogger tempo fa scrisse qualcosa, che non so se riuscirò a ritrovare, su degli alberi che devono crescere vicini e tenersi stretti per non essere sradicati dal terreno, perché le loro radici sono corte, e solo il tenersi abbracciati dà loro forza e gli permette di vivere. Noi, ci saremmo dovuti tenere più stretti.

    Sono successe tante cose in questi anni, e io non lo capisco questo tuo post ma, d’altra parte, sono tante le cose che non capisco.

    Ma, alla mia veneranda età, ho imparato anche ad andare avanti senza capire tutto, e ho imparato che ci sono pensieri da custodire, e pensieri da abbandonare. Pensieri che sono energia, e altri zavorra.

    Ci sono persone che ti amano, e persone che al massimo ti permettono di amarle, e guai a non farlo.

    Io ho scelto chi m’ama.

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  2. Luisa

    Eh si, è un argomento che appassiona. Io continuo ad essere della mia opinione. Un affetto nato virtuale, a volte è più reale di quelli reali. I legami si creano e a volte durano nel tempo, si festeggiano gli anniversari,con gioia e con la consapevolezza che il legame è forte anche se non ci si è mai incontrati. Però ci si è visti,e questo è importante, fa fare un salto di qualità. Si comincia a dare un corpo ad una voce e a delle emozioni.C’è un simpatico scambio di foto, anche di quelle buffe(bigodini azzurri e gran sorriso). Ci vuole solo abbastanza empatia,da rispettare i tempi dell’altro per non sciupare tutto con la fretta…e in ogni caso sarà quello che deve essere ne più,ne meno…ciao, buonanotte 🙂

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  3. Cosa voglio dire con questo mio post? Dovresti saperlo, cara Diemme, perché ne abbiamo discusso tante volte, in privato, pubblicamente… voglio dire che è difficile “vedere” gli altri, al di là della loro fisicità, perché per farlo, bisogna dimenticarsi per una volta di se stessi e allora, quel modo di dire, Chiddu chi ccunta, ‘un si pò mai vidiri… ha un senso, perché significa che si è disposti ad andare oltre.

    Come tu sai, sono sempre stato affascinato da questa cosiddetta “vita virtuale”, e prima ancora di aprire il blog, l’ho sviscerata in lungo e in largo, cercando di comprendere cosa c’era di diverso con la vita reale, d’altronde, è proprio con un commento sui blogger da Sissunchi che ci siamo conosciuti, nel lontano 2007, se non ricordo male.

    Ma poi ho capito ( e già, è un mio difetto voler capire…) che la vita è la stessa, non ci sono gli sguardi, ma tutto il resto, se si ha voglia di vederlo, c’è tutto.
    Ho capito che come nella vita reale, la gente arriva e poi sparisce, i legami si creano con più facilità, ma sotto certi aspetti sono molto più superficiali, perché ci si appassiona, ma al primo vento in poppa, finisce tutto.

    Di amici nella mia vita e a questo punto posso dire reale e virtuale, ne ho avuto sempre tanti e indubbiamente pochi che realmente hanno contato. E, al di la di tutti i miei difetti, tanti devo dire, ho sempre avuto un pregio, credo, la costanza nei sentimenti.

    L’angolo delle chiacchiere è stata un’oasi che difficilmente potrà riproporsi, e i motivi sono ciò che hai appena detto, ma anche quel senso di benessere che si respirava e poi sapere che c’era gente che ci leggeva soltanto, che faceva le corse per vedere cosa avevamo scritto, i cosiddetti silenti… ‘nnagg… ci stimolava senz’altro a continuare un percorso che era cominciato per gioco, e che nel gioco aveva trovato un motivo per continuare a esistere.

    Poi… beh…

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  4. @ Luisa: sono ormai tre anni abbondanti che mi appassiono a quest’argomento e mi sa che prima o poi, ci scrivo sul serio qualcosa.

    E comunque, hai ragione, l’ampatia è alla base di tutto e poi…

    ‘notte!!! 😉

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  5. carlotta

    Bravo Arthur,mi piace l’argomento poi quando c’è un’introduzione come questa odierna,diventa come un giardino incantato…Quello che mi sento di aggiungere a ciò che hai esposto con estrema eloquenza,è che,più andiamo avanti nel tempo e negli anni e più ci copriamo con un manto di diffidenza che si fa sempre più spesso.. il nostro modo telematico e virtuale di comunicare ci rende più spavaldi,ma siamo sicuri di essere così se ci incontriamo vis à vis?E’ possibile,ma scontato??..Non so.. e non credo che sia così naturale con tutti .Poi ,tanto per fare un piccolo accenno al prediletto Saint Exupery, aggiungerei che il Piccolo Principe VIDE la rosa e se ne innamoro’, al punto che non voleva che appassisse mai,e l’amava tanto perchè credeva che fosse unica.Dopo aver letto questo libro la principale morale che ne ho tratto(ma ce ne sono tante altre) è ..che solo le cose che si AMANO diventano “UNICHE”,ne potranno capitare mille altre della stessa specie ma saranno soltanto “SIMILI”..Buonanotte!;-)

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  6. Sempre Saint-Exupery diceva: “Amore non è guardarsi a vicenda; è guardare insieme nella stessa direzione.”…
    E secondo me, tra amici e blogamici vale lo stesso.
    Per dire le cose + intime e + vere, quasi sempre si abbassa lo sguardo per pudore, per cercare riparo da degli occhi che ci vogliono guardare fino nell’anima…
    Guardarsi negli occhi è bellissimo, ma anche non guardarsi, lo è per altri aspetti…
    Nei blog spesso conosci dei lati delle persone che nemmeno i suoi amici sanno, ti trovi a leggere sfoghi, confessioni, sogni di un un blogger di cui non sai nemmeno il nome.
    Diventa l’esatto opposto di un rapporto non virtuale, dove ti presenti con nome e cognome e poi inizi a raccogliere informazioni per arrivare (forse) ad un certo grado di intimità.
    Non sempre succede.
    Io non conosco i trascorsi di questa community, ma su space live, dove ho militato per anni, c’era un po’ la stessa cosa.
    Ho trovato l’amore su quelle pagine di blog, molti amici che sono diventati poi di carne ed ossa. Ora l’entusiasmo per quella sorta di cumpa virtuale si è spento, ma con alcuni mi vedo ancora quando posso.
    E adesso sono qui…

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  7. Il virtuale non può che rimanere solo un’ombra od un riflesso di ciò che sei. E’ un punto d’incontro, che indubbiamente può dare tanto, ma se vuoi tracciare una retta deve comprenderne altri e necessariamente finire con quello reale.
    Ciao

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  8. @Carlotta: quoto in pieno il tuo ” solo le cose che si AMANO diventano “UNICHE”, ne potranno capitare mille altre della stessa specie ma saranno soltanto “SIMILI”.

    Ogni persona è un mondo, unico, insostituibile. Nel bene e nel male.

    @Grimilde: è esattamente quanto espresso da un mio amico, che disse “Nel mondo reale prima ti vedi poi ti conosci, in questo prima ti conosci e poi ti vedi”: ma cos’è mai un rapporto in cui ti vedi senza mai conoscerti (come purtroppo capita spesso), e cosa uno in cui ti conosci senza mai vederti?

    Yin e Yang, un dilemma che non si esaurirà mai.

    @spaziocorrente: credo che tu intenda esattamente quello che ho detto a Grimilde: non si può conoscersi tanto a fondo senza vedersi mai. Secondo me diventa un’aberrazione.

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  9. @ Carlotta: è vero, al di là della morale del piccolo principe, l’amore rende sempre unici ed è una fortuna riuscire a vivere, almeno una volta nella vita, questa unicità.

    Per quanto riguarda la spavalderia che in questo mondo virtuale è la norma, non so se conoscendosi, vedendosi cambia qualcosa. Credo che non dovrebbe, anche perché a volte il rapporto è così profondo che non possono esserci cose in grado di turbarlo.
    Da, dietro al mio video, non mi sono mai chiesto che aspetto avesse Diemme, Luisa, Solindue, Spazio, Alan, Carlotta… perché per me siete tutti belli e non ci sarebbe pancetta o difetto che tenga, perché ciò che conta è quello che ognuno di voi ha avuto voglia di darmi, con i suoi commenti, con le sue parole, perché come ho detto, sono parole che contengono sguardi e non c’è realtà che possa cancellarli.
    Certo che, vedersi, comporta senz’altro degli attimi d’imbarazzo ma nulla di più, secondo me.

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  10. @ Grimilde: guardarsi negli occhi è bellissimo, ma lo è anche immaginarli quegli occhi.
    Per me, la fisicità conta molto, ma non metto mai limite alla mia immaginazione, perché siamo fatti di tante cose che, sono sez’altro belle da scoprire.

    E quando parlo di “camminare insieme” intendo proprio questo, mettermi in un angolino, in silenzio e asclotare l’altro: qui succede, forse perché non si è distratti da altre cose, non so, il colore del cappotto, il ricciolo fuori posto… 😉

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  11. carlotta

    Gli occhi..credo che siano solo gli occhi l’elemento che mi manca per dire che già basta per avere un insieme..io son fatta così, ma probabilmente altri hanno bisogno,chessò ..della voce,o delle mani,o dell’intero corpo..ma abbiamo tutti bisogno di rassicurazioni,a modo nostro,in un mondo così poco rassicurante perchè ognuno di noi per certi versi “..Ha quattro spine da niente per proteggersi dal mondo..”Buonanotte

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  12. Beh, tu non ti sei chiesto che aspetto avessi perché in fondo l’hai sempre saputo, io qualche foto, magari minima, ma l’ho sempre pubblicata.

    Sono d’accordo con Carlotta che gli occhi sono importanti, mentre mi trovo meno d’accordo quanto tu dici “per me siete tutti belli e non ci sarebbe pancetta o difetto che tenga”, perché non è quello il punto, vedersi non significa verificare e valutare se si è belli e se si è brutti, ma conoscersi e riconoscersi.

    Come ti ho accennato ieri, ho letto recentemente una testimonianza di una donna che era rimasta cieca per quarant’anni, durante i quali si era sposata e aveva avuto due figli. Ovviamente, con i suoi famigliari c’era un rapporto stretto, di presenza, tattile, olfattiva, i figli erano stati da lei allattati, curati, coccolati, ma il momento in cui ha riacquistato la vista, vedere il volto di suo marito, dei suoi figli, il suo stesso volto, è stata un’emozione grandissima.

    Ecco, qui questo siamo, ciechi che conoscono l’altro attraverso mille altre cose, sviluppiamo il sesto e forse anche il settimo senso, ma poi vedersi è tutta un’altra emozione.

    Imbarazzo? No, da parte mia non c’è mai stato anzi, ti dirò, a volte non c’è stata neanche quella magia del primo incontro, tanto nel frattempo si era diventati familiari.

    Mi ricordo giusto quest’estate, quando sono andata a trovare Brandy, che come al solito mi sono persa nonostante il navigatore, e lui era là in strada ad aspettarmi, a fare segnali da lontano, e persino mia figlia l’ha visto da lontano e ha detto: “eccolo, è là!” come se lo conoscesse da sempre.

    Scesa dalla macchina, baci e abbracci, e non mi sono assolutamente resa conto di non averlo mai visto prima.

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  13. Io non credo manchi solo il guardarsi negli occhi, in questi nostri rapporti di amicizia.
    Questi virtuali sono rapporti “limitati” al solo parlare ed ascoltare.

    Manca la creazione di una vita assieme.

    Il condividere assieme nello stesso attimo, uno di fianco all’altro, una pizza, un cinema o una bella vacanza.
    Qui in rete abbiamo ricordi di ciò che io ho scritto da te e tu da me. Questo tuo articolo ne è l’esempio lampante.
    La mia vita va avanti indipendentemente dalla tua. Mi puoi aiutare a sorridere, a pensare, a sognare, ma non costruiamo una vita assieme. Le nostre vite le costruiamo sulla terra con le nostre famiglie e i nostri amici “reali”.

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  14. @ Carlotta: gli occhi… a me gli occhi… ( 🙂 ).
    Hai ragione e immagino che tutti querlli che leggeranno le tue parole, direbbero la stessa cosa. Gli occhi in qualche modo rassicurano, perché come normalmente si dice, sono lo specchio dell’anima.

    “Ha quattro spine da niente per proteggersi dal mondo…” bellissima quest’affermazione ed anche questa vera. Ieri sera, seduto ad un tavolo con degli amici, dopo una cena succulenta, parlavamo proprio di questo, di quanto basta poco per farci sentire fragili, alla mercè di chi vuole approfittarsene.

    Tra l’altro, raccontavo di un fatto letto sui giornali, di un uomo che dopo aver fatto la spesa al supermercato, uscendo si è sentito male, un infarto ed è morto. A nulla sono valsi i soccorsi. L’uomo, uscendo dal supermercato, aveva con se due borse della spesa, nella confusione, qualcuno le aveva portate via.

    Ecco, mi piacerebbe vedere gli occhi di quella persona che, sarà stata senz’altro bisognosa, ma come si fa a rubare ad un morto, come si fa mi domando… chissà com’erano i suoi occhi…

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  15. @ Solindue: sai che hai detto una cosa alla quale non avevo mai pensato?

    Può essere. Indubbiamente… ma mi domando e dico, quante di quelle persone con le quali abbiamo mangiato una pizza, o siamo andati al cinema, o abbiamo fatto una bella vacanza, conosciamo veramente?

    E’ proprio qui il punto. Scrivo:

    “…ma siamo sicuri che potersi guardare sempre negli occhi dia ottimi risultati? “
    Come vedi è una domanda che mi sono già fatto e la risposta è: no, non basta soltanto guardarsi negli occhi. La conoscenza, la vera conoscenza è fatta di tante altre cose, non a caso, di tutti quelli che frequentiamo, solo con alcuni, se non addirittura con qualcuno, si ha un rapporto privilegiato, che è fatto di “intima” conoscenza.

    Ebbene, questo in un certo modo succede tra queste pareti virtuali, magari perché ci sono certi filtri, magari non con tutti, ma succede più spesso che nella vita reale.

    E poi, “le nostre vite le costruiamo sulla terra con le nostre famiglie e i nostri amici “reali”… è vero, come è vero che quel reale lo hai messo tra virgolette… 😉

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  16. @ Diemme: il mio “per me siete tutti belli e non ci sarebbe pancetta o difetto che tenga”, vuol dire che non mi sono mai chiesto che aspetto avesse la persona che era dall’altra parte, perché ho sempre dato importanza alle cose che diceva (scriveva), ma anche che con la mia fantasia stravagante (diciamo così…), l’ho sempre immaginata come se fosse in carne ed ossa, ecco perché dico che siete tutti belli, perché l’aspetto fisico, in questo caso, non è predominante.

    Sulla storia che hai raccontato, posso immaginare l’emozione che ha provato quella donna nel vedere finalmente i volti del marito e dei figli, ma è giusto considerare anche che probabilmente le sue aspettative fossero d’un certo tipo, senz’altro diverse dalle nostre.

    Io non mi sento come se fossi come un cieco, un po’ perché di qualcuno, oltre ai suoi pensieri, conosco anche la sua voce, e non è poco. Poi che gli occhi siano importanti, fondamentali, è vero, come negarlo, ma lo sono nel momento in cui di quel rapporto ci si aspetta qualcosa in più. Leggo spesso di persone che si sono incontrate, ma di grandi amicizia che sono nate, ne leggo poche.

    Per quanto riguarda l’imbarazzo… beh, io un po’ lo proverei, se non altro perché ‘sto benedetto virtuale si “scontra” con una realtà che non e sempre così scontata. Al di là delle aspettative che ognuno può avere nei confronti dell’altro, senz’altro come in tutte le cose, bisognerà riabituarsi ad una voce che ha anche un volto, a delle mai che gesticolano, a dei piccoli tic, ma anche al modo di camminare, di sedersi, di mangiare o di soffiarsi il naso… insomma, voglio dire che, come in tutte le cose, la “novità” è da vivere, perché non è poi così scontato che ci si possa continuare a piacere.

    Forse… 😉

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  17. Mi dispiace, non sono d’accordo che l’incontro possa cambiare qualcosa, e oramai direi che sono un’autorità in materia, di blogamici ne ho incontrati tanti, e sì che sono nate belle amicizie, e che stanno resistendo al tempo.

    E poi, il bello, è stato anche che questi amici hanno portato altri amici, stavolta conosciuti “tradizionalmente”, e ho conosciuto anche le famiglie dei miei blog amici, e i rapporti creati sono decisamente solidi.

    Come dire, da parte mia, “Hic manebimus optime” 😀

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  18. @ Diemme: oh mannaggia, ti pareva che eri d’accordo? 🙂

    evvabè… « … sed rem dubiam decrevit vox opportune emissa, quod cum senatus post paulo de his rebus in curia Hostilia haberetur cohortesque ex praesidiis revertentes forte agmine forum transirent, centurio in comitio exclamavit: ‘Signifer, statue signum; hic manebimus optime’. Qua voce audita, et senatus accipere se omen ex curia egressus conclamavit et plebs circumfusa adprobavit. »

    Sono dovuto andare a cercarmela la frase in latino e a quanto pare, diceva anche questo. 😆

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  19. Eh Sì, ho messo quel “reale” fra virgolette, perchè anche voi blogger siete reali. So che esisti realmente.
    Non ho dubbi che tu sia mio amico. E’ certo che mi conosci meglio tu di tanti conoscenti con i quali ho preso una pizza una volta.
    Ma temo di dover dar ragione a Diemme (apriti cielo e spalancati terra!!! 😆 )
    Gli incontri non possono che dare qualcosa in più ad una amicizia perchè c’è una condivisione DIRETTA e non mediata da un video o da una cornetta telefonica.

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  20. Luisa

    Io ho scelto un amico lontano perchè volevo la libertà di potermi esprimere, il solo pensiero che scegliendo un corregionale o peggio uno dei paesi vicini, ci fosse uno che sapeva così tanto di me,mi faceva venire i brividi. Conoscendolo, l’ho apprezzato sempre più anche perchè mi ha rispettata e la confidenza è nata piano piano. Ora, dopo 6 anni meravigliosi, mi dispiace che sia lontano,non gli chiedo di venire a trovarmi, avrei così poco tempo da dedicargli, che mi dispiacerebbe troppo. Ma gli ho detto anche che deve prenotare una doppia in un ospizio, che magari in tarda età e pluri acciaccati,ma ci incontreremo, fosse pure per litigarci l’ultimo cucchiaio di semolino…
    Per me, con certe persone, la questione non è se voglio incontrarli, ma quando…e il quando deve andare bene ad entrambi 🙂

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  21. Anch’io, nei miei primi passi nel web, ho scelto persone lontane, per le stesse ragioni di Luisa, e anche per maggiore tranquillità.

    Quando poi certe amicizie sono decollate, certo che stare lontani è stato un peso, ma a volte questa è anche una prova: sono d’accordo con Luisa, quando c’è il volersi incontrare, la questione è quando, e deve rispettare i tempi di entrambi ma, ti dirò, alla fine non è poi neanche strettamente necessario che avvenga (su questo punto semmai tornerò a spiegarmi meglio, perché potrebbe sembrare una contraddizione rispetto quanto detto finora.)

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  22. Ma non riguarda te, io e te ci siamo conosciuti in altra sede, né, se ricordi, sapevo di dove fossi (tanto che un giorno andai a infilare un foglio bianco sotto il parabrezza sella mia auto, ma questa è un’altra storia 😉 )..

    Parlo di una community pre-blog, cui pure mi scrissi per Sissunchi, che a causa di elementi disturbatori dovette chiudere agli anonimi e obbligò chi voleva intervenire da lei ad essere registrato. Io neanche avevo capito bene cosa significasse quell’iscrizione, so solo che mi cominciarono ad arrivare messaggi, etc., io seguii i messaggi, e quindi i profili, e cominciai a capire come funzionava: però da quelli della mia città mi tenni alla larga, perché non volevo incontri. E in effetti, quelli di fuori, se contattavano era perché volevano fare due chiacchiere, quegli altri se non accettavi subito un appuntamento si dileguavano.

    Non mi piaceva quell’ambiente, però pure là strinsi una bella amicizia, che ancora coltivo, con una persona che fu al Taaf fin dai primi incontri.

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  23. Luisa

    @Arthur, va bene, ti farò sapere…faremo un semolino party 😉
    @Diemme, brava, hai fatto bene ad evitare i marpioni, a quelli le chiacchere in serenità non interessano 🙂

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  24. Magari non erano tutti marpioni, ma insomma, non ero lì per quel motivo (che secondo me se cerchi un uomo lo trovi pure esattamente come vuoi tu, ma diventa un lavoro fitto di selezione, bisogna dedicarcisi! 😉 ).

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  25. carlotta

    Carole Bouquet..L’attrice è Carole Bouquet film più famoso recitato in Italia credo sia :Il cappotto di astrakan ..purtroppo non è più tanto giovane come allora!:-)ma recita bene e credo ormai solo in Francia..à la prochaine fois!

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  26. Luisa

    Non credo che le olive in salamoia vadano bene, a limite i crostini di pane…le olive in salamoia le puoi mettere in un mix ipercolesterolizzante golosissimo di lardo soffritto + salsiccia +olive in salamoia, si fa scarpetta con pane casareccio, s’accompagna con vino rosso…ma non è roba da ospizio 😉

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  27. carlotta

    C’entra che il nome dell’attrice del video della nostra amica diemme è Carole Bouquet mentre lui era Nuti, credo che qualcuno nei post volesse saperlo..ecco che c’entra!:- |

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  28. Sono capitata qui leggendo il titolo del post nell’ ultimo post che hai scritto.Fa riflettere e ci sarebbe tanto da parlarne.
    Certamente guardarsi negli occhi mentre ci si parla è importante, dalla mimica del viso e dallo sguardo si capiscono tante cose e quando è fattibile lo preferisco a qualsiasi soluzione.Ma lo scambio epistolare tramite web spesso fa capire, scoprire aspetti profondi del carattere scava dentro di noi e raramente sbaglia.Lo posso dire perché l’ ho provato di persona Mi sono piaciuti anche gli altri due post inerenti l’ argomento…riproponine uno. .che dici?:)
    Ops era solo un’ idea,scusami 😊.Buona serata caro Arthur …mi rimetto a guardare Don Matteo..sono stanca di vedere guerre ed assassini.
    Un abbraccio. a domani🌹

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