A proposito di cambiamenti…

Non ci sono momenti migliori o momenti peggiori determinati, magari, da situazioni critiche, oppure da particolari scontenti, fatto sta che ogni tanto sento dentro di me una strana voglia di cambiare (che poi, forse, non è neanche la parola giusta…), come se tutto ciò che mi circonda mi stesse stretto, o mi sentissi inadeguato nel viverla, oltre che nell’affrontarla.

Badate bene, non è una fuga da responsabilità o da realtà scomode da affrontare, assolutamente no, anzi, devo dire che per carattere di fronte alle difficoltà, soprattutto le peggiori, do il meglio di me stesso; è invece una sorta di disagio che avverto come se non mi trovassi in quel momento nel posto giusto, come se tutto ciò che faticosamente ho costruito e del quale, a volte, vado fiero, dovesse per una sorta di strano marchingegno ricominciare daccapo.

Capita in momenti del tutto inaspettati, magari come ieri, mentre passeggiavo in riva al lago da solo al mattino presto con un sole pigro che si specchiava nell’acqua e che sembrava finta per quanto era immobile. Sarà stata forse l’aria fredda che entrava nelle ossa, che libera e purifica, sarà stato il cielo azzurro e limpido che veniva voglia di toccare, oppure, forse è quel sentirmi dentro un po’ come uno zingaro, sempre e perfettamente a mio agio in qualsiasi luogo, come se il mondo fosse la mia casa e l’emozione di esserci, una grande liberazione.

E gli affetti, le persone che mi sono care, direte? Porterei tutti con me e come un perfetto padrone di casa, farei vedere ad ognuno le cose nuove da gustare, con il sorriso, con la voglia di scoprirle un po’ per volta, senza però la sensazione di dover ricominciare.

Sogno o realtà?

Chissà, forse un po’ l’uno e forse un po’ l’altro, o forse è soltanto voglia di viverla questa vita, senza per questo rincorrerla, standole al fianco.

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32 pensieri su “A proposito di cambiamenti…

  1. Una strana voglia di cambiare? Ma che bellezza, questi sono brividi di vita che ci distolgono dal tran tran e dall’abitudine, guizzi di energia che muovono il cuore e la mente…Voglio provarli anche io, prestissimo e di nuovo.

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  2. Sono i momenti dei respiri profondi, dei ricambi d’aria, dove la sfumatura di un impercettibile odore ti pare evidente. Eppure un attimo prima non l’avevi sentito!
    Sono speciali proprio perchè si manifestano senza preavviso.
    Ciao

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  3. Luisa

    Conosco quella voglia di evadere, di materializzarsi in qualche altro posto, di godersi un po di pace…non concordo sul portarsi altre persone, pur se care…almeno per un breve periodo unica compagnia:se stessi.

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  4. Luisa

    Estratto di un esercizio di dattilografia…è stato una vita fa…lo conservo da anni.
    “Come il giorno tra mattino e sera, così la mia vita trascorre tra impulso a viaggiare e desiderio della mia casa. Forse un giorno arriverò ad assimilare viaggi e lontananze alla mia anima in modo da avere le loro immagini in me senza più doverli sperimentare di fatto. Forse scoprirò di avere anche la mia casa dentro di me, e allora non ci sarà più alcun vagheggiamento di giardini e di casette rosse. Avere la propria casa dentro di se! Come sarebbe diversa allora la vita! Avrebbe un centro, e dal centro vibrerebbero tutte le energie.”
    Non so di chi sia, ma mi è sempre piaciuto tantissimo 🙂

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  5. @ Marta: non è facile capire il senso della vita, però malgrado questo, nessun affanno, la rincorro soltanto per starle a fianco.
    Ricambio l’abbraccio (saggia Marta… ) 😉

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  6. @ Luisa: le persone le porto insieme a me, ma solo perché è bello condividere anche i momenti sereni, i cambiamenti.
    Poi, magari, un piccolo spazio me lo riservo ugualmente.

    Ma vuoi mettere stare in silenzio con qualcuno accanto che sta, anche lui in silenzio? 😉

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  7. Quando sembra esserci la “stabilità” nella nostra vita ci fermiamo a pensare e zac ci accorgiamo che ci è stretta che è monotona che non abbiamo dato/vissuto come volevamo, limitandoci nelle esperienze da fare ed evitando, talvolta, di buttarci nel vuoto senza un paracadute(concedimi questo “esempio”)
    Anche io, spesso, mi sento così: è come se in quei momenti uscissi dal mondo mi mettessi ai bordi ad osservarlo e a osservare me facendo confronti e paragoni e capendo che questa monotonia non va bene…
    poi, ovviamente, c’è che vive nella monotonia (stesso bar, stessi orari, stessi programmi per la settimana, ecc ecc) forse “noi” Arthur siamo alla costante ricerca di qualcosa che ci appaghi che ci faccia finalmente dire “è questo vivere la vita” ma quando pensiamo finalmente di averlo trovato è proprio ora che ricomincia il circolo vizioso alla ricerca di un altro cambiamento che ci appaghi anche solo per un po’ e che ci dia, appunto, la certezza di VIVERE
    … mi dispiace ammetterlo … ma sarà l’età a fermare questa sorta di continua ricerca… ma a quel punto avremo qualcuno accanto che avremo trovato in uno dei tanti “cambiamenti” 😀 (almeno si spera!!! 😆 )

    Come dicono : “il tempo ha le scarpe di lana, cammina e non fa rumore”

    PS: un giretto in barca non mi dispiacerebbe (oh io ci provo male che vada è un no per sovraffolamento!!! 😛 )
    ‘nnaggia!!!

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  8. Luisa

    “Stare in silenzio con qualcuno accanto che sta, anche lui in silenzio”. Si, questo l’ho provato. E’ un silenzio pieno, uno star bene profondo, un godere fino in fondo della compagnia e di ciò che ci circonda…

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  9. @ Pensierieperline: non credo che sia qualcosa che ha a che vedere con una continua ricerca di cose che appaghino, o con l’essere in compagnia anziché da soli e neanche che l’età (beh, non sono giovanissimo, quindi… ) possa mitigare questo senso di continua ricerca. Credo che sia, più che altro, un bisogno di proiettarsi al di là delle cose stesse, come se esistesse un mondo parallelo che il più delle volte passa inosservato e che ogni tanto “spinge” per dire: guarda, ci sono anch’io, cosa aspetti, datti una mossa… 😉

    Io, questa sensazione l’ho sempre provata, a periodi alterni e nei momenti più impensati. E’ un po’ come se stessi in contemplazione… mi ricordo che una volta, dopo un viaggio in Kenia, avevo deciso di dipingere un murales nella camera del mio figlioccio. Ebbene, ho dipinto ciò che mi era rimasto dentro di quel viaggio, che tra l’altro era durato un mese intero. Un mondo fantastico, dove tra cielo e terra, c’erano uomini e donne che camminavano che ceste sulla testa per ore, giorni interi, per arrivare magari soltanto al mercato, capanne che si confondevano con terra arsa dal sole e… evvabè, per farla breve, spesso, prima di mettermi a dipingerlo, mi sedevo sulla sedia e lo guardavo, così per mezzore intere ma senza un vero motivo. Non era una contemplazione che ricercava l’ispirazione, anzi, al contrario, erano i miei occhi che oltrepassavamo quella parete dipinta e andavano oltre… non so se mi sono spiegato. 😉

    Per la “fuga” in barca… c’è giusto una cabina con sopra inciso “Lely”… pensi che possa andarti bene? 🙂

    ‘nnagg… !!!

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  10. Trovare rifugio nel rifugio.Una barca a me fa questo effetto soprattutto se a vela;nello spazio circoscritto seppur con l’infinito davanti a te,ritrovi i tuoi ricordi accarezzati dal vento ed accompagnati dal “suono”delle onde,cosa c’è di meglio per raccogliere un pensiero che credevi perso per sempre?Io sono sempre pronta a salpare,considerami tra gli iscritti,se mai dovessimo partire per questo viaggio immaginario, porterei con me come bagaglio solo tanta voglia di conoscere gli altri per conoscer e me stessa un pò di più,ma forse siamo già insieme su quella barca verso la meta che tutti noi immaginiamo sia la stessa per tutti ma che ognuno di noi trasforma come in un caleidoscopio dai mille colori passato di mano in mano.

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  11. Certo il bisogno di cambiare prende un po’ tutti ma poi, dove si va? Io mi ricordo spesso un monologo del film Radiofreccia in cui il protagonista dice, più o meno, così: “…scappare da un paese con poche migliaia di anime, in fondo, vuol solo dire scappar via da se stessi ma… da te non riesci a scappare manco se sei Eddy Merckx…” Questa sensazione l’ho provata spesso. Un caro saluto, Fabio

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  12. @ Fabio: ricordo che la stessa cosa l’avevo detta ad un amico, alcuni anni fa, quindi, sono concorde con quanto detto in questo monologo, ma la mia in effetti è più che altro una fuga “virtuale”, come se improvvisamente vedessi al di là delle cose e del luogo che mi appartiene. E’ più una sorta di disagio che avverto e che mi rende, diciamo così, inquieto, o forse è meglio dire, irrequieto.
    E comunque sia, io vado a Filicudi, dopo aver trovato una casa con una terrazza sul mare, tipo Montalbano, ma dippiù, dippiù… 🙂

    Un caro saluto anche a te, caro Fabio.

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  13. @Arthur: cavolo allora ho “toppato” con la mia interpretazione 😦 sorry…
    però l’idea della cabina con il mio nome *___* siiiiii ci vengo subito 😀 e magari porto anche un po’ di provviste 😛

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  14. @ Pensierieperline: assolutamente no, non è vero che hai toppato con la tua interpretazione, ho soltanto allargato il concetto, ma ciò che avevi detto ci stava tutto, anzi, dippiù, dippiù… 😉

    ‘nnagg… Lely!!! 🙂

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  15. Carissimo amico mio,
    riprendo le parole di un comune amico, che ha appena scritto nel mio spazio di luce…stella che sempre c’è ma che spesso non si vede. Io ci sono sempre, amico mio, leggo ciò che scrivi, ti penso, ma sono leggera e trasparente come l’aria. Ci sono ma nessuno mi vede. Chi come me può capire questa tua voglia di cambiare. Non è, come tu ben dicevi, la ricerca di nuove cose che mi appaghino, perchè la mia vita è semplicemente fantastica. Come dice il mio maestro la vita è fatta di tappe e io ho superato le mie. Non so dove mi porterà la ricerca di me. I conflitti interiori hanno portato il mio corpo a reagire bruscamente e ora si che mi sento trasparente, dopo giorni di dieta idrica, ma spero di ritornare presto in forma e di ritornare in forma smagliante. Ho apprezzato gli auguri di Natale e i tentativi di chiamarmi. Ci sono, ma in un mio mondo parallelo. Ti abbraccio amico mio e ti rinnovo gli auguri per te e per i tuoi cari, e per tutti gli amici di blog comuni e non.
    Stella solitaria

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