Dimenticare il passato…

E’ un po’ che, girando per blog, leggo di storie finite che, in qualche modo, pesano ancora come macigni. In effetti, è l’eterno problema, che porta ognuno di noi ad affrontare una stagione nuova magari non voluta, ma che non ci fa stare bene con noi stessi.

E allora…

Dimenticare il passato, non è cosa facile.
Forse, mi sembra più giusto dire: rielaborare il passato.

Il passato è una parte indissolubile di noi e la cosa migliore, secondo me, è cercare di rielaborarlo senza per questo rimuovere ciò che ci ha fatto soffrire.

E’ la rielaborazione della crescita, che ci mette nelle condizioni di affrontare un approccio nei confronti del presente e, di conseguenza del futuro, in maniera più cosciente, più matura e più responsabile.

Personalmente, e l’ho detto tante volte su questo blog, il mio passato lo guardo con tenerezza, non perchè ho in qualche modo rimosso le mie sofferenze, anzi, ma soltanto perchè, per come sono fatto, il mio carpe diem è molto più importante. Guardo avanti, perchè è l’alternativa migliore, altrimenti finirei con il passare la vita crogiolandomi nello scontento e, tutto ciò che mi si propone, non riuscirei a viverlo in maniera veramente compiuta e “ragionevole”, serena e consapevole.
Quante persone incontriamo nel quotidiano che, malgrado non abbiano motivi obiettivi per lamentarsi, si lamentano continuamente di tutto ciò che gli capita?
Tante, e pensare di vivere una vita con questo “tarlo”…per carità, sarebbe faticoso, oltre che distruttivo!

I dolori, le sofferenze, mi hanno insegnato ad apprezzare le cose che quotidianamente mi accadono e, quel “abbiamo due giorni da stare al mondo”, detto da una donna che nella sua vita ha sofferto tanto, mi ha aperto la strada verso una consapevolezza fatta di speranza, di positività, di una consapevolezza “aggrappata” alle emozioni, ma non come ultima spiaggia, ma come linfa necessaria per la mia sopravvivenza. (anche a 80 anni, vorrò innamorarmi…).

Non c’è bisogno di seppellire il passato, bisogna solo imparare a comprenderlo.

Cose già dette, ma che servono, forse, per non dimenticare.

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44 pensieri su “Dimenticare il passato…

  1. Sono d’accordo con te su tutto perchè io ragiono esattamente in questo modo. Però ci sono molte persone che forse pensano che sia più facile lamentarsi e crogiolarsi nel loro malcontento piuttosto che reagire e superare i momenti brutti che hanno passato per non portarseli continuamente dietro. Ci sono troppe persone che non riescono a farlo; forse è paura, forse mancanza di coraggio o di volontà. Secondo me è questa la differenza tra noi e loro: il coraggio, che abbiamo in misura maggiore o minore.
    Poi ovviamente c’è chi può parlare così perchè, grazie a Dio, non ha mai avuto dei momenti realmente brutti, e quindi non lo sa, però chi c’è passato può ben dirlo.

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  2. Silvia

    Condivido anch’io ciò che dici, anche se però bisogna ammettere che è difficile farlo.
    Generalmente, quando finisce una storia, si è troppo coinvolti per cercare di non pensare a ciò che è stato e cghe avrebbe potuto essere, ma la cosa migliore è guardare avanti, perché così è anche più facile, nel caso, ricominciare.

    E’ sempre un piacere leggerti. Ciao e buona serata.

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  3. Ma come fai a dirlo anche quando il passato ha ragione di ritornare?
    Tutti a dire “la minestra riscaldata non è + buona”, ma allora cosa fai, la butti nell’indifferenziato senza nemmeno riassaggiarla?
    (che poi, non è mai vero, la minestra riscaldata gl’è molto + bona!!!! XD)
    Quindi, se di norma sono d’accordo con te, e per tantissimi casi non ci si deve lamentare del passato, per altre cose… e tu sai cosa… una possibilità non gli va esclusa.

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  4. Luisa

    Quando una storia finisce, ci vuole il tempo per smaltirne le scorie. E’ un processo inevitabilmente doloroso, che prevede anche un po’ (a volte un bel po’ ) di lagne con le amiche, che possono assecondarci, o tentare con delicatezza di mostrarci le cose in un altra prospettiva. Se si trova il perno giusto, è fatta. Inizia la guarigione e penso che dopo non si voglia più tornare indietro. Niente minestre riscaldate,nemmeno se ci garantiscono che è tiepida e non ci bruceremo più…Concordo con la signora che dice che “per due giorni che viviamo” non vale la pena avvelenarsi il sangue, intossicarsi l’anima etc…io ho ragiunto la pace…in tutti i sensi :mrgreen:

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  5. salveee!!
    pensavo di <aver capito chi tu fossi…o lo sei….uhmmm ….non lo so più!!!
    cmq devo frugare ancora….ci sono alcune cose che devo ancora capire!
    Cmq, bel posto….molto rilassante….e forse anche mareggiato:-)
    vento

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  6. I napoletani hanno scritto, se ben ricordo, subito dopo la fine della guerra, una bella e romantica canzone sul dimenticare il passato e il motivetto principale fa: …Basta ca ce sta o’ sole ca c’è rimasto o’ mare, na nenna core a core e na canzone pe canta’, chi ha avuto ha avuto avuto, chi ha dato, ha dato, ha dato, scurdammece o’ passato simme e’ Napule paisa’!
    Beh, io sono del parere che, bando ai lamenti, bisogna far tesoro degli errori, altrimenti se non ti resta l’esperienza, che sbagli a fare?? I napoletani la scrissero perchè avevano “perfezionato”ancor di più, durante la guerra e nel dopoguerra, l’arte di arrangiarsi ed essendo un popolo dominato, molto frequentemente nei secoli, da stranieri, ormai l’arte di ‘trovar rimedio l’ha nel DNA… invece credo sia meglio forzare un po’ se stessi e cambiare le cose cercando nuovi stili di vita, anzichè tentare di resettare nella mente gli errori, e non so se siete d’accordo, ma la questione dell’adattamento la vedo poco positiva e soprattutto poco educativa per chi viene dopo di noi e raccoglie le ceneri di uno stato del malcostume. Per come è bella Napoli, i suoi cortili, le chiese,i musei e gli scorci, è come prendere un coltello ed inveire su un Picasso .. lo so, sono un pò borderline con l’argomento trattato oggi, ma consentitemi anche questa piccola denuncia come esempio, anche se so che, purtroppo, la mia sarà ancora una volta una voce isolata e dispersa, ed è per questo che, tornando a noi, gli errori che partono da lontano, credo vadano tenuti bene a mente ma senza inutili lamenti che non sono altro che un dispendio di energie.

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  7. @ Valentina: non so se è soltanto questione di coraggio oppure d’altro, ma alle volte lamentarsi è costituzionale, nel senso che si ha bisogno di “orecchie che ascoltano” e fondamentalmente si è poco propensi ad ascoltare gli altri.

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  8. @ Grimilde: una seconda occasione non va mai esclusa, ovviamente se si è d’accordo e se il “ritorno” non è soltanto paura di rimanere da soli. Ovviamente bisogna essere in due.

    Per quanto riguarda la minestra riscaldata… beh, amo le minestre e se devo essere sincero, le preferisco appena fatte, ma nel momento del bisogno, una riscaldatina può andare bene lo stesso… 🙂

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  9. @ Luisa: è inevitabile che nei primi momenti il dolore per la perdita e il bisogno di sfogo abbiano la meglio. Per il resto, che dirti, da quella “signora” che poi era la mia ex, ho avuto una grande lezione di vita e allora mi sono detto: se la voglia di accoglianza, il sorriso non l’ha perso lei che ha sulle spalle la morte del marito e della figlia, perché non posso averlo anch’io che nella mia vita non ho sofferto così tanto?

    E sulle minestre, come ho scritto a Grimilde, anch’io le amo appena fatte, ma alle volte capita, i torni e i ritorni sembrano le alternative migliori e qualche volta va anche bene. Diciamo che forse è giusto non scartare tutte le ipotesi, ma sempre se ne siamo veramente convinti, altrimenti la delusione, lo sconcerto è dietro l’angolo.

    Cieo e buona giornata.

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  10. @ Carlotta: i Napoletani, oltre che molto saggi, hanno imparato a vivere.

    Per il resto, concordo in pieno con te e credimi, non sei per niente una voce isolata.

    ‘giorno!!! 😉

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  11. Luisa

    La tua ex deve essere una coi “c. e contro c.”. Ha tutta la mia ammirazione, non deve essere stato facile per lei farsene una ragione, andare oltre e in più col sorriso. Però è vero, se si riesce a sopravvivere a dolori così grandi, poi sembra tutto più facile…Pensa che in tempi in cui le cose non andavano poi così male(col senno di poi), sono stata una frignona lagnosa. Poi ho scoperto cos’era la vera sfiga, l’ho attraversata, l’attraverso ancora,ma mi lagno decisamente meno(magari dalla qualità dei commenti non si direbbe,ma prima ero peggio). Certo, a volte l’ottimismo e il buonumore lo devo alimentare con integratori,ma l’importante è andare avanti con quanta più leggerezza è possibile, a dispetto di tutto 🙂

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  12. Già i vecchi tempi…
    E già chiamarli vecchi tempi ne presuppone dei nuovi e invece io tutta questa netta distinzione non la vedo, non la sento.
    Ho sempre avuto qualche difficoltà a stabilire confini netti tra passato, presente e futuro.
    Direi che i tre insieme convivono bene, talvolta sono una miscela calda e rassicurante, altre volte si rincorrono in armonioso conflitto.
    Bonne année!

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  13. Arthur mi sa tanto che sei un Angelo venuto ad allietarci!Ho letto tutte le risposte che hai dato e sono tutte pertinenti e consolatrici!Complimenti,,:-)Ti vogliamo bene.@@sono convinta di parlare a nome di tutti..

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  14. @ Luisa: non è solo questione di farsene una ragione, credo, ma di decidere che non è piangendosi addosso che si risolve qualcosa. Questa è la vita e, nel bene e nel male, bisogna e si deve vivere.

    Non ho mai amato le persone che si lamentano, anzi, alle volte ho delle reazioni, ascoltandole, di insofferenza che mi fa perdere il controllo di me stesso ed è più forte di me. Non dico che non debba esserci uno sfogo o la possibilità di capire facendosi capire, ma che se questo ritenersi sfigati diventa il life motive di tutta una vita, allora… però non fraintendermi, ognuno giustamente è padrone di gestire la sua vita come meglio crede e soprattutto, ognuno vive le sofferenze a modo suo.

    E comunque sia, alle volte è più facile vedere un sorriso dalle persone che hanno veramente sofferto che da altre.
    ps: dai tuoi commenti, non si vede che sei una che si lagna.

    Ciao e buona giornata.

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  15. @ Elle: bonne année a toi aussi ma b_Elle madame!!!

    In effetti non avevo mai considerato che passato, presente e futuro potessero essere una miscela calda e rassicurante e che addirittura si rincorrono in armonioso conflitto, ma pensandoci meglio, in effetti è così, e forse quel mio “rielaborare il passato” significa proprio questo.

    Scusa, una curiosità, ma noi ci conosciamo?

    No, perché tra passato, presente e futuro, mi sono perso un po’. 🙂

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  16. @ Carlotta: eddai, lo sai che sono (quasi) un timido e che i complimenti mi mettono a disagio… ‘nnagg… !!!

    A parte gli scherzi, comunque GRAZIE! (insomma, hai deciso di lasciarmi senza parole, dillo? 🙂 )

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  17. Io vengo dal passato. Nello specifico dal lontano 2010. Qualcuno dice che sono “una minestra riscaldata” … mah … forse che a qualcuno non è mancata la mia minestrina, con quel brodino magro, qualche cappelletto cotto a puntino e una spolverata di erba cipollina?
    Un soffice 2011 a tutti!

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  18. Luisa

    Non bisogna arrabbiarsi coi lagnosi, non funziona. Serve più da sfogo per noi stessi che per arginare il fiume di parole. Certo che in situazioni dalle quali non puoi scappare, penso al posto di lavoro, il martellamento continuo dà sui nervi e contamina pure l’umore altrui…non c’è soluzione… AAA cercasi esorcista 😉
    ciao, buonanotte 🙂

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  19. Caro Arthur, il passato non si rifiuta mai, sia nelle cose belle che non.
    Le sue radici sono in noi, e ci faranno compagnia fino all’ ultimo.
    Mettiamolo ogni tanto a dormire e continuiamo la nosta vita.
    Poi, quando ritorna, facciamolo accomodare all’ ingresso del nostra menoria, e
    lasciamolo giocare.

    Con Amicizia
    Gina

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  20. delicaterose

    il problema non è il voler rielaborare in chiave positiva, perchè quello lo si fa in automatico, ma nei nuovi approcci trovi spesso gli stessi elementi …. erronei… di alcuni predecessori.
    Ti faccio un esempio : un mio ex mi prometteva amore ” oltre ” ….sentiti completamente avvolta etc etc…. salute !!!!
    Mi ha lasciato con una @ di 6400 caratteri concludendo che mi ha sempre amata che ha visto in proiezione le nostre vite come in un film, che non gli andava di staccarmi dalle mie certezze, insomma non voleva condividere il suo futuro con il mio, non cercarmi io non ti cercherò…non mi ha lasciato nè amicizia nè solidarietà.

    Opto per qualcosa di diverso : trovo uomo che ammette di avere una relaz in corso e di volere amante, un guru della sincerità, provo non mi sento nella mia pelle, ma mi dici tu con tutta l’ offerta che c’è in giro come si fa a essere fedelissimi ?!
    Ovviamente tu mi dirai cerca ancora c’è di meglio, ma cosa vogliamo veramente ?
    Sentirci Liberi, Padroni della nostra vita, e fare bene l’ Amore !
    A volte il partner diventa davvero un gadget. ( opinabile ma vero ).

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  21. @ Solindue: la mia cara, tenera, dolce, meravigliosa amica, nonchè socia devota e sprezzante del pericolo (per le mie ogni tanto rimostranze per la gestione di The best…) una MINESTRA RISCALDATA? Dimmi subito chi è che me lo pappo senza neanche declutire anzi, lo invito ad un duello all’ultimo sangue come ai vecchi tempi, quando l’offeso sceglieva l’arma del contendere e che nel caso specifico, sceglierò io… 🙂

    Maddai, come si fa ad essere così?

    ‘porcacc… !!!

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  22. @ Luisa: mi arrabbio solo con chi fa della lagna uno stile di vita, per il resto, cerco di essere paziente e la pazienza devo dire che non mi manca affatto.

    E per più tardi… ‘notte!!! 🙂

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  23. @ Sonoqui: beh, l’idea di farlo accomodare all’ingresso della nostra memoria, non è male, ma solo se nel gioco non ci prende troppo la mano. (metafora per metafora… 🙂 )

    Buona serata cara Gina.

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  24. @ Gabry: non è facile ciò che dici, ma serve sempre provare, se non altro perché così si fa veramente tesoro degli errori commessi, importante per crescere.

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  25. Luisa

    :mrgreen: allora avresti dovuto conoscere la zia acquisita di mia madre…tutte le volte che veniva a trovare nonna, iniziava dalla sua nascita(povera, aveva anche ragione,ma ascoltarla era un supplizio, non parlava d’altro) e poi era un crescendo sempre più lamentoso…non ci graziava una volta, e non lasciava lo spazio per intervenire in alcun modo…
    Buonanotte Arthur 🙂

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  26. @ Delicaterose: in effetti, hai toccato tanti tasti a volte dolenti, primo tra tutti, ritrovarsi con delle dinamiche apparentemente già vissute, ma anche in questo credo ci sia una specie di equivoco che sarebbe meglio analizzare a fondo.

    Mi riferisco al fatto che magari siamo noi a vedere nei nostri nuovi partner le cose negative dei loro predecessori e magari si ripropongono perché andiamo (noi, sempre ed esclusivamente noi…) con una sorta di masochismo a ricercarle.

    Per il resto, beh, una relazione con uomini o donne già impegnate può essere una soluzione, ma solo per non prendersi troppe responsabilità, anche se spesso, in situazioni del genere, sono quasi sempre le donne a uscirne più maltrattate.

    E’ comunque una scelta, magari nei primi tempi anche molto stimolante, eccitante, ma poi… lascia il tempo che trova.

    Non so se in giro ci sia qualcosa di meglio oppure no, parlo di uomini e donne ovviamente, ma so che bisogna provarci e soprattutto, rendersi disponibili (dentro) al cambiamento, perché fino a che questo non avverrà, chiunque non sarà mai “IL MEGLIO”.

    E, senza volere sponsorizzare a tutti i costi il rapporto a due, ci si può sentire liberi, padroni della nostra vita e fare bene all’amore, anche con un partner accanto, anzi, dippiù, dippiù. 🙂

    Ma come sempre ho detto, non posseggo, per fortuna, la verità in tasca e quindi…

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  27. @ Luisa: facciamo così, se per caso dovessi venire a trovarti, non farmi conoscere la zia acquisita di tua madre, così evito di correre brutti rischi. 🙂

    ‘giorno e, vista l’ora, ‘pranzo!

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  28. Luisa

    Non corri rischi…perlomeno in questa vita 🙂 se un giorno molto di la da venire, ti trovassi in Cielo e venissi avvicinato da una signora grassa, con gli occhiali spessi che dice di non vedere niente,ma distingue le persone a distanze inimmaginabili…scappa a gambe levateeeeeeeeee :mrgreen: buon pomeriggio 🙂

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  29. Condivido pienamente lo spirito di questo post e poi trovo veramente emblematica, significativa, l’immagine con cui introduci l’argomento. Un caro saluto, Fabio

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  30. @ Fabio: l’immagine di questo post, gioca con la metafora, come tutte le immagini che uso a corollario dei miei articoli e questa volta, devo ammettere che è davvero indovinata.

    Un caro saluto anche a te.

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  31. daniela

    è interessante questa discussione, perchè a me è successo di uscire da una storia e buttarmi a capofitto in un’altra invece di prendere in cnsiderazione l’ipotesi di rielaborare il passato, di capire i miei errori. La seconda storia si è rivelata un disastro, però mi ha fatto capire che forse rielaborare il passato è l’unico modo per avere un futuro. Ma da dove iniziare quando si trovano solamente errori e sensi di colpa?

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  32. @ Daniela: innanzitutto, benvenuta… e poi, bella domanda la tua.
    Innanzitutto, rielaborare il passato vuol soltanto dire che s’inizia senza portarsi dietro “pesi” che possano influire su scelte future.

    Per quanto riguarda la tua domanda, provo a risponderti con una cosa che tanti anni fa mi era stata detta e che ritengo molto vera.

    Bisogna distinguere dal senso della colpa, dai sensi di colpa.

    Il primo, ovviamente dipende da qualcosa che noi abbiamo fatto in negativo, e quindi alle volte è opportuno pensarci, una specie di rielaborazione se non altro per porvi rimedio se è possibile, quindi una colpa che ricade interamente su di noi, anche se credo che nella quasi totalità dei casi, una parte di colpa è da imputare a condizionamenti esterni, sociali, d’educazione, di chi abbiamo avuto la fortuna o sfortuna d’incontrare, come dire che chi usa la violenza per “comunicare” spesso e volentieri ne è stato vittima e quindi… nel secondo caso, la nostra responsabilità spesso è solo marginale e “spesso” dipende da come noi siamo abituati ad affrontare la vita, la nostra educazione e di conseguenza i nostri problemi irrisolti “spesso” sono la causa principale, tant’è che ci accolliamo errori che invece non dipendono da noi.

    Questo per dire che se gli errori si trovano, dovremmo essere in grado di capire del perché ci sono stati e per quale motivo. Insomma, una volta tanto dovremmo fare chiarezza con noi stessi, cercando se è possibile, di non caricarci di fardelli che magari non ci competono.

    Ad ognuno i suoi errori!

    Più o meno… 🙂

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  33. daniel

    grazie per la tua risposta!!
    ..ecco ma questi pesi dove li scarico?
    Io vivo nell’ansia di quallo che avrei potuto fare, di quello che avrei potuto essere, eppure sono ancora qui, a casa dei miei, sempre più legata al mio passato e a quello che non ho fatto, ma non riesco a dare una svolta costruttiva alla mia vita..tuttalpiù nell’ultimo anno c’è stata una svolta auto distruttiva e tra l’altro ora sono a pezzi moralmente e fisicamente..sembra che io non riesca a prendere il volo..

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  34. @ Daniela: prendere il volo per dove? Probabilmente non è arrivato ancora il momento per farlo, e comunque sia può aiutare lavorare su se stessi, cercando di capire cosa si voglia veramente.
    Mi rendo conto che è un discorso troppo generico, ma non conoscendoti, non potrebbe essere diversamente.

    Abbandona l’ansia e il passato, entrambe le cose sono una brutta compagnia. 😉
    Ciao, se vuoi ti aspetto ancora.

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