E già, e poi?

“Oggi non te l’ho detto è vero… perché abbiamo parlato di altro, ma… maglioncino a V abbottonato sul davanti color zafferano e pantaloni di velluto borgogna, dentro agli stivali color castoro. Oggi niente collana ma una sciarpetta nera attorno al collo per non sentir freddo sulla scollatura a V.

E poi… diresti adesso.. “

   “E già, e poi?”

E’ vero, non ho mai fatto mistero della mia curiosità, anzi, perché essere curiosi, di quel tipo di curiosità, stimola la fantasia e la rende creativa, crea un contatto che in un gioco iniziato non si sa come può diventare una miscela esplosiva, dove anche i suoni, i colori, i particolari più insignificanti, fanno a gara in un primato di seduzione che come premio finale ha un solo obiettivo: emozionarsi, sentirsi complici, stare bene insieme.

Complicità quindi, un segreto poi mica tanto segreto, nel senso che in una coppia, tra due persone che si amano, che si desiderano, il gioco prima ancora e la curiosità dopo o ambedue insieme, sono gli ingredienti indispensabili per tenere vivo l’interesse che altrimenti rischia di perdersi nei meandri di un rapporto che molto spesso si vive come per scontato.

E allora, non è certo sapere di un maglioncino color zafferano oppure di una guêpière in tulle con pizzo e merletto molto seducente che fa la differenza, ma quella sottile ironia che nel chiedere ha solo voglia di sentire una voce che mormora e racconta, per poi ripercorrere con la mente sentieri che appaiono sconosciuti, in un gioco che, invece, ogni volta si diverte a ricominciare.

          “ E già, e poi?”

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30 pensieri su “E già, e poi?

  1. Luisa

    E poi si va avanti col sorriso ricordando quell’espressione stupita e interessata, in fondo si pensava d’aver fatto così poco, apparentemente niente di speciale, eppure…

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  2. Noi donne diamo molta importanza a quel certo non so che, l’allure, direbbero i francesi, o l’essere stilizzate in un certo modo che non ha niente a che vedere con le più sanguigne valutazioni maschili… questo discorso capita, come si dice…”a fagiolo” e credetemi mi è capitato un fatto assai strano… giorni fa ero in un locale ed un mio amico mi ha detto: “Sai da quando sei più morbida sei migliorata, prima eri ossuta”… “OSSUTA??” (penso tra me e me..”Davvero? io pensavo, appena decente per non classificarmi sovrappeso!”) Oggi un altro mi fa: “Le donne si sentono belle quando agli uomini non piacciono più”e poi .. “Non dimagrire!”. Infine un altro che mi dice “Se perdi peso non ti telefono più”.. Devo precisare che nessuno di loro ha una relazione con me,mi hanno vista al massimo in costume da bagno, eppure la loro valutazione estetica è lontana mille miglia dalla mia! Ora, tornando al tema, mi rendo conto di avere un’idea sballata del mio sentirmi in pace con lo specchio, zafferano e borgogna non potrebbero darmi l’idea di un abbinamento adatto a conquistare un uomo,eppure..sarà quel certo non so che..(boh.. vattelapesca!)che cambia tutto. Io mi sono limitata a smettere di fumare e mi ritrovo con 2 o 3 maledetti dannati chili in più che per me restano e saranno sempre un obrobbrio e invece per gli “estimatori”(?) sono un piacevole riscontro (e-o) novità! Ed ora, dopo questo post, mi rendo conto di non avere più alcuna, seppur minima coordinata! Saluti & Baci!

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  3. Immagino che la curiosità e la fantasia siano proprietà (ahimè!) presenti in pochi uomini, non in tutti. Questo, lasciatelo dire, è un tuo pregio.
    Molti, o forse i più, avrebbero visto un golfino giallo, su dei pantaloni rossastri e degli stivali marroni.
    Non sempre un uomo riesce a vedere lo “zafferano”, sentire il “borgogna” e assaporare un “castoro” … Più facile portare il suo sguardo sulla V del golfino!

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  4. E poi, la voglia di avere l’altro accanto anche per un secondo, un secondo che dona felicità.
    E poi, una carezza sul viso
    E poi, emozioni che si rincorrono
    E poi, un sorriso di amore e felicità

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  5. @ Luisa: è proprio ciò che sembra apparentemente niente di spaciale che invece, alle volte, da il meglio di se e il gioco se inizia così per caso è ancora meglio.

    Buona serata cara Luisa. 🙂

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  6. @ Carlotta: pensa che io, quando ho smesso di fumare (ormai da quattro anni circa… fumavo dalle 40 alle 50 sigarette al giorno…) ho messo su una diecina di chili che, e poi solo con le camminate a passo svelto la sera dopo cena ( cinque, sei, settemila passi…) ne ho persi 8, quindi, si può dire che sono praticamente in forma (a parte un mal di stomaco allucinante in questi giorni, uno strappo alla schiena e tanta, tanta tanta voglia di andare al mare… 🙂 ).
    Quindi come vedi se po’ fare. E comunque, non sono carini i tuoi amici che stanno a misurarti i centimetri in più e in meno.

    Per quanto riguarda il maglioncino color zafferano e i pantaloni color borgogna… beh, come ho detto, quella è solo una scusa per incominciare un gioco che va al di là delle cose tangibili. Non sono mai stato un feticista ed anche l’intimo lo vivo, credo, nella giusta misura, ma ho invece avuto sempre la voglia di creare un piccolo mondo che s’incastrava nel “suo” mondo (di lei, dell’altra…), fatto d’immaginario, fatto di emozioni che prima ancora di “toccar terra”, mi riportavano in una dimensione fantastica. Immaginarla per poi riviverla nel reale dippiù, dippiù e ancora dipiiù… 🙂

    Saluti & Baci! 😉

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  7. @ Solindue: sarà che tra di noi c’è sempre stata tanta sintonia, non lo so, ma fatto sta che hai letto nel profondo delle mie parole, come dire, ne hai colto l’essenza e ovviamente l’intenzione.

    Praticamente c’hai azzeccato in pieno!

    ‘nnagg… !!! 🙂

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  8. @ Monica: mi sono preso a pizzicotti, schiaffeggiato più volte e poi sono andato sotto l’acqua fresca a rinfrescarmi le mie ormai stanche pupille, convinto di aver preso un abbaglio: disastrino che si è fatta viva? No, non posso crederci, non è possibile!!! 🙂

    Che piacere, che meraviglia, un evento senz’altro da festeggiare.

    E per favore, non scappare più, altrimenti vengo a prenderti… 🙂

    Ti abbraccio!!!

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  9. Luisa

    Ripensavo al maglione e alla scena di un film con Goldie Hawn e Steve Martin, non ne ricordo il titolo…Lui e lei stanno litigando, lei indossa un vecchio maglionaccio di lui. Lui le grida…”e non indossare più quel maglione, non mi piace come mi fa sentire quando te lo vedo indosso” :mrgreen: era solo un vecchio maglionaccio, apparentemente non ci poteva essere nient’altro di meno invitante…
    Vado a dormire, buonanotte 🙂

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  10. Ma guarda un pò,io che credevo..io credevo e invece..facciamo tutti a gara per non sentirle le sensazioni per sognare più che toccare, perchè ormai ci riesce difficile immaginare una continuità,ed allora preferiamo descrivere ciò che vorremmo più che volerlo sul serio, come si fa con una farfalla che tieni chiusa tra le mani , a coppa perchè hai paura di soffocarla ma così, chiusa tra le dita, non la vedi,non le sue ali, non i suoi colori e,poi..all’improvviso, non te la senti più di tenerla prigioniera e così le apri pian piano quelle dita,che lei sente come la sua prigione, ma, lentamente come se tutto andasse fatto con delicatezza,anche il distacco ed a volte lei ti resta attaccata e solo se scuoti la mano delicatamente le vedi spiccare il volo.E noi che siamo sempre lì a chiederci quanto è più bello immaginare che vivere..

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  11. @ Carlotta: immaginarla per poi riviverla nel reale… ecco cosa ho veramente detto, perché così, almeno per me, il desiderio si amplifica. Immaginare e allo stesso tempo vivere, perché i sogni son belli, ma è ancora più bello realizzarli.

    Bella la metafora della farlalla. 🙂

    ‘notte!

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  12. Buongiorno Arthur, scorre facile e senza apparenti scossoni la
    vita di coppia, quando la passione e il sentimento brilla ancora.
    Poi, come è naturale che sia, arriva la stanchezza, e chi non possiede l’ emotività, la
    voglia , la curiosità nel ricercare ancora” la bellezza” anche in un semplice particolare,
    lascia morire anche l’ ultimo sospiro d’amore.

    Un caro saluto per un felice giorno
    Gina

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  13. @ Sonoqui: in un rapporto a due, aver voglia di ricercare sempre nuove emozioni credo che sia una linfa vitale, altrimenti c’è solo sopravvivenza.

    Un caro saluto anche a te, Gina, e buona giornata.

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  14. già che una donna e un uomo si dicano …e poi ?
    è tantissimo
    significa che vogliono costruire un poi
    io incontro solo uomini che mi usano e mi gettano, scusandosi anche un pochino per non volermi illudere, sul costruire si parte per argomentazioni fallose come il work in progress che non ho e lo star sistem di cui non faccio parte, e finisco per annotare numeri su numeri balordi e bagordi e non ottengo se non solitudine e indifferenza, divento dura e inizio a usare a cementare su me stessa a diversificare cambiare e disilludere quelli sgraditi e fastidiosi e sentirmi come loro quando sono io che cerco di prendere un cuore , ma cos’è un cuore Arthur se non un muscolo intriso di sangue che batte in una sottile cuticola, e quel movimento continuo è come un orologio a corda, che si sgretola, non ha bisogno di chiavi e sigilli, nè di padroni, proprietari, nè donazioni, o missive, diventerà secco e marcio, per poi polverizzarsi di un marrone simile alla terra messa ad asciugare al sole, terra rossa di sangue che poi se non fa attecchire nulla è malsana e desertica, loro non mi vogliono, io non voglio loro, loro si entusiasmano per pochi minuti al primo appuntamento, poi dimenticano, non vi è poesia.
    Sono stata tante ore ad ascoltare il racconto di un ragazzo, sembravano le onde che si infrangono ” Io ho fatto questo, e poi questo, ho desiderato e ho raggiunto, ho forgiato e venduto, io sono e sarò ” non ho capito dove era il cuore, non mi ha mai detto di aver pianto per una donna, di aver amato veramente, solo carne, solo occhi e mani, credevo di elettrizzarmi per lui, perchè sarebbe stato bello creare qualcosa pedalando insieme, ma credo che il suo secondo pilota non avrà mai potere … lui è come me si emoziona per un poco, poi si sente soffocare se non cambia, se non trasloca.
    Se avessi una botte ci metterei dentro tutto quello che sono riuscita a scriverti, ma non ce l’ ho, te lo lascio, sperando che tu almeno capisca.
    Se senti il mare allora forse capirai come mi sento.

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  15. @ Delicate: Non so se ho veramente capito come ti senti, forse, ma più che capire, percepisco una sorta di sofferenza, di disagio, per delle conclusioni che ritieni facciano ormai parte di te, come se le alternative oppure la possibilità di un cambiamento non esista, perché come dici, “lui è come me si emoziona per un poco, poi si sente soffocare se non cambia, se non trasloca. “
    Ma quanto veramente vorresti ricercarla questa emozione, oppure quanto non vorresti sentirti soffocare da un rapporto che duri più dello spazio di un mattino?

    E in questo disagio ci vedo la paura di un coinvolgimento che può farti ripercorrere storie già vissute, che ti hanno lasciato dentro delle tracce che non riesci a cancellare. E se così fosse, è normale che tu debba incontrare uomini che si approcciano ad uno stile di vita che non dia loro troppo tempo alla riflessione… è normale.

    Non ho ricette da consigliare, ma l’unica cosa che posso dirti è che se riuscirai a sentire il bisogno di costruire un “poi”, tutto il resto viene da se.

    Mi è piaciuto molto ciò che hai scritto e come lo hai scritto, ho avuto la sensazione di ascoltarti, di vedere le tue mani e i tuoi occhi seguire il suono delle tue parole, e senza conoscerti, l’impressione di averti già incontrata.

    Lo sento il mare, nelle ossa e nell’anima e, allo stesso tempo, sento anche di aver capito.

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  16. delicate

    Arthur mi dispiace infrangermi sulla tua comprensione, io il poi lo costruirei non sono vittima del passato, e non avvicino uomini col cartellino scritto “niente poi”, quelli che mi chiedono un poi non mi entusiasmano più di tanto, e non so mentire, quelli eclettici e brillanti non si fermano sono schiacciasassi da una notte e via, a me non importa perchè mi dò importanza più di loro, non sono io che non riesco a raggiungere loro sono loro che si arrampicano su per una corda che a un certo punto è troppo corta per arrivare fino a me e io soffio tutto via, non senza una lacrima, perchè forse un po’ ci speravo che si allungassero…tendere la mano ? neanche se mi mettessi a testa in giù !!
    può sembrarti molto da gran diva questo discorso forse si lo sono forse no è solo che siamo pianeti diversi
    Ah per quanto riguarda il gesticolare mentre parlo, in genere tengo le mani tra le gambe ( non sempre le mie )

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  17. @ Delicate: nessun “infrangerti nella mia comprensione”, tranquilla, che comunque resta. Avevo capito più o meno cosa intendevi, avevo soltanto ampliato il discorso.
    E per quanto riguarda le mani… beh, un modo come un altro per tenerle al caldo. 😉

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