Come canne al vento

L’altra sera stavo per mettere un po’ d’ordine tra la moltitudine di cose che ho scritto in questi ultimi tre anni e mi ritrovo a leggere uno dei miei soliti e (un tempo) inevitabili “Disorientamenti Letterari”, (termine coniato un bel giorno da Elle, mentre ne leggeva uno…)

Leggo che ti rileggo e… evvabè, lo scrivo lo stesso… dunque, la prima cosa che mi piace fare, che poi forse sarebbe meglio chiamarla terza, perchè la prima veramente sarebbe stata un altra, e quindi non insistete, perchè sapete benissimo che poi me lo dimentico e non faccio altro che girarci intorno, per cercare di ricordarmelo, a proposito, la sapete l’ultima? E già, perché tra la prima, la seconda e la terza non c’è poi molta differenza, mentre l’ultima è sempre la benvenuta, soprattutto se la racconti nel bel mezzo di una conferenza stampa, sai di quelle che si fanno spesso tra capo e collo che poi Vattelaapesca cosa vuol dire, senz’altro diverso da Vattelaapescà e sì, perché sono talmente tanti i modi di dire che alle volte vien voglia di mandare tutti a quel paese e non chiedetemi quale è perché non saprei proprio cosa rispondere…

Mannagg… questa cosa mi fa venire in mente quando nel 1932, nei meandri delle pieghe più nascoste dell’abito blu con strisce verdi e rosse di Stefano Quintino, detto il bello della contrada Filibustieri, che generalmente quando non giocava in casa, andava al supermercato che a quei tempi non esisteva neanche, perché se c’era il pizzicagnolo era già una gran cosa e, dicevo… nei meandri c’erano conservate, una piegata sull’altra, delle lettere scritte su carta pergamena, di un bel colore giallo, con delle striature tendenti all’amaranto, con inchiostro verde fermento, colore assai noto ai pittori dell’epoca, in onore ai Vespri Peloritani, che più o meno si erano svolti in quell’anno, tra una rivoluzione culturale ed una gastronomica… e, dicevo… c’erano queste lettere che lo Stefano Quintino – della dinastia dei Quintini Etruri, che venivano dai Balcani ed erano approdati a Ustica, dopo essere passati da Pantelleria, con una capatina a Bolgare alti e stretti -aveva scritto alla sua fidanzata di allora, certa Giulietta delle Riserve Capitoline, figlia di Norimberto del Ciglio di Strada, da non confondere con Ludovigo del Lago dei Cigni che era tutt’altra cosa… e, dicevo… orco, non me lo ricordo più…

… scusate ho deviato un po’… stavo dicendo che la prima cosa che mi piace fare è andare al mare… uhmmmmm… continuo dopo con la seconda cosa che mi piace fare o forse la terza, boh… ma la sapete l’ultima?

Beh, se siete riusciti a leggere fin qui, vuol dire che siete miei lettori affezionati (e molto ma molto, ma molto pazienti…), ma credetemi, non scrivo sempre così, ma alle volte capita… ‘nnagg… se capita!!!

Forse… 🙂

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53 pensieri su “Come canne al vento

  1. Carlotta

    Arthur..dì la verità! Però quella vera vera… Cosa hai portato a casa il gelido giorno del fatidico 7 marzo 2011 insieme alle pagine dei tuoi disorientamenti, un ottimo Sassicaia o un altrettanto nobile Barolo di buona annata ?? Perchè ammesso che avevi fumato qualcosa tanto tempo fa che non sapevi cosa fosse.. perchè ora lo so non fumi più.. e perchè i fumatori, lo so, quando sono a corto con le tabaccherie chiuse fumerebbero anche la segatura.. e tu hai trovato qualcuno che te l’ha offerta, lo so, e sei andato a casa con un bel grazie stampato in faccia pensando: “Arrivo a domani e smetto di fumare” e per ammazzare il tempo ti sei messo a scrivere “quelle cose” ma ora …dimmi caro Arthur, che effetto ti fa questo freddo pungente e paralizzante? A me fa venir voglia di scrivere fin qui..!!! 🙂 😉

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  2. semprevento

    🙂
    rido di gusto…non ho letto il tuo passato ma da quello che hai postato , devi esser stato
    davvero senza un orientamento letterato, o letterale?
    Ma …mi sfiora un’idea pazza…o perchè non ti sei dato alla politica, perchè da ciò che narri….parli un buon politchese…e tu sai quanto sia incomprensibile quanto due parallele che s’incontrano e fanno il botto.
    Ok, me ne vado, mi dò all’ippica…Io.

    la tua veste è simpaticissima e per scrivere il nulla,( mica è facile sà!)
    sei stato chiarissimo.
    Buona serata
    vento
    😉

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  3. @ Carlotta: Cara Carlotta, vuoi veramente tutta la verità? Anche a costo di sentire altri sproloqui a fior di labbra e sì, perché se mi metto a urlare vengono senz’altro a prendermi con la cintura di forza e, inszomma…

    T’immagini uscire di casa un giorno che fuori ci sono fulmini e saette, acqua a catinelle, e tante pecorelle che pascolano per le via della città come se nulla fosse… a proposito, dalle mie parti, davanti alle finestre di casa mia, ci sono dei prati verdi (d’estate) e ogni tanto arriva un pastore e ci fa pascolare le sue pecorelle. Lui si accampa con una roulotte tutta sgangherata, trainata da un fuori strada che sembra uscito dalle guerre Puniche, è alto, capelli neri, barba incolta ma tenuta corta, un codino lungo lungo e degli stivali in perfetto stile da amante di Lady Chatterley.
    Come faccia a vivere dentro quella roulotte lo sa solo lui, a meno che anche lui… un cicchettino ogni sera, toglie il freddo dal pancino…

    Comunque sia, come giustamente hai fatto notare, non fumo più, bevo solo vino d’annata e le canne ho smesso di farle da un bel po’.

    Quindi, ti posso assicurare che i miei “Disorientamenti Letterari” sono dentro al mio DNA e tra l’altro possono portare assuefazione a chi, ignaro, ci s’imbatte.

    Donna avvisata, mezza salvata!!! 😆

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  4. @ Semprevento: no dai, politico giammai. Ho fatto le barricate all’università (più o meno), mi è venuta l’ulcera e così… no, non fa per me.
    Però, visto che non hai studiato abbastanza (il mio mondo… 🙂 ), ti riporto un’altro dei miei passati “Disorientamenti Letterari” e così, magari, facciamo ancora due risate, che non guasta mai. (giusto per continuare a non prenderci troppo sul serio… )

    … beh oggi è una gran bella giornata e Giacomo è uscito da casa, ma se viene via lui poi Lina si sente esclusa e quindi si accomodano anche Alessandro, Giuliettina insieme a Rocco e i suoi fratelli, non quelli del Gattopardo, Luciano, Vincenzo e Gabriele, le sorelle Vika, Ika e Katia, padre Don Salvatore, che ha salvato le popolazioni del Lago Trasimeno, quando si era inondata Firenze, nel luglio del 1947, giorno dello sbarco degli americani a Portofino e Alessandro fa i capricci perché si è rotta la serranda in casa sua ed è ancora tutto buio, ma non come quella volta a Cesenatico quando sulla spiaggia arrivarono i vu cumprà e senza batter ciglio Evelina si spalmò di crema protettiva, sai quella numero 5, perché c’era Vittorio che doveva arrivare ed allora si trovarono tutti sul Ponte Vecchio a scartare quei regali che erano rimasti nel baule della macchina, in quel parcheggio di viale Gismondo da Verazzano, angolo via Paleocapa dove fanno anche le frittelle e, nonna Pina ci passa tutte le mattine, perché la nipotina, quando viene, si ritrova tutta innervosita, con i capelli in disordine che Marco ed Emanuele si divertono a rimescolare, come fosse un mazzo di carte, si quelle carte che trovi tutte le mattine davanti al tuo portone, e quello stronzo di Giuseppe fa finta di non vedere, come se la casa non fosse anche sua, ma verrà il giorno, o forse non verrà, fatto sta che l’altra sera, mentre bevevo una birretta, mi dissero che Rosina era sotto la doccia e, tutti a guardare fuori alla finestra, che nel frattempo s’era chiusa, per non far passare tutta l’acqua, perché quel rubinetto rotto non era stato più aggiustato, e giusto per non dimenticare, volevo dire che s’inaugura una mostra, in quella galleria d’arte a Castrovillari, dove espongono i nani, tutti e sette ma senza Cenerentola, che nel frattempo è stata mangiata dal lupo cattivo, che l’aveva presa in giro dicendole quant’erano belle le sue orchidee, da non confondere con i gerani di zia Giuseppina, che bagna una sera si e una sera no, senza curarsi che Duilio ha perso i capelli, e che non stava bene dirlo al suo collega…

    Beh, come vedi sono recidivo. 😆

    Buona serata anche a te, Venticello.

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  5. Luisa

    E meno male che ho inforcato gli occhiali della Rottermaier, altrimenti li avrei persi e non avrei potuto leggere le lettere di Giulietta al fattore di Ledy Chatterley…perchè ti sbagli, quella che hai visto è Francesca dall’ abito blu con strisce verdi e rosse non Stefano…se poi lo hai visto a Cesentatico non è Ludovigo del Lago dei Cigni, lo sanno tutti che i cigni son finiti nel sugo delle pappardelle da tempo…e poi nella passeggiata sul Ponte Vecchio la pesca è proibita, inutile che insisti, e non è da gentiluomo, a dire Vattelaapescà…Ecco, minimo minimo ti butti e peschi qualcosa, va bene anche un vecchio scarpone da montagna da fare arrosto… 😯

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  6. Che ridere ahahaha, io ci sono arrivata alla fine anche se non ho ben capito di cosa hai parlato, ma mi sono divertita molto e questo fa bene, quindi scrivi pure sconclusionato o in maniera disorientata ogni volta che vuoi ahahah
    Ciaooo

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  7. @ Luisa: emmenomalechehoioidisorientamentileterari… 🙂

    Vedo che anche tu te la cavi benisimo, però, dammi retta, non potremmo soprassedere sull’arrosto del vecchio scarpone da montagna che ho il sospetto che sia poco digeribile? 😯 😆 😯

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  8. Carlotta

    A me più che altro, i tuoi “Disorientamenti”mi hanno fatta diventare strabica tanto che vedo 6 teglie di lasagne anzichè due..ed ora, per tornare come prima, “Vattelapescà”!!!P.S.(Sbattendo contro usci e ante varie prima o poi arriverò al mio letto e..) Buonanotte!

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  9. Carlotta

    Mi travestirò da Adriano Meis il Fu Pascal con l’occhio stabico e con Romilda e Adriana daremo la caccia ai cacciatori di dote che si impossessano dei beni altrui facendo una vera e propria CARNEficina ed a Carnevale si sa che si pùò ,altrimenti che Carnevale è?? 🙂

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  10. La sensazione netta è che tu sia in astinenza … e non voglio neanche sapere da cosa!
    Coraggio Arthur caro, resisti: non puoi mollare proprio adesso!!
    Grazie per gli auguri!!

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  11. @ Morena: è un po’ che tento di materializzare la Mimosa Virtuale, ma non ci riesco e allora, non mi resta altro da fare che sniffarla. 🙂

    Ciao Morena!

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  12. @ Carlotta: Scussa, ho capito bene? Vuoi fare qualche esproprio proletario? 🙂

    Evvabè, a carnevale ogni scherzo vale.

    però, ripeto, te la cavi benissimo con i disorientamenti, vuoi mettere che anche per te è una dote naturale?

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  13. @ Solindue: cara Socina, fai bene a non domandarmi di che astinenza si tratta, perché altrimenti potrei diventare tutto rosso ( 😳 )

    Comunque, forte delle tue invocazioni, mi farò coraggio.
    Non mollo più!!! 😉
    ‘ego.

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  14. Ciao Arthur, vedo ( si fa per dire) che anche tu, di tanto
    in tanto sei sulla nuvoletta, e ti lasci trasportare ( fai molto bene) senza meta
    nei meandri dei pensieri.

    Felice sera
    Con affetto
    Gina

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  15. semprevento

    Nooooooooooooo!!!!
    Arthurrrrrr, hai detto una parolaccia!!!!
    🙂 eeeeeh se me la rido….la leggerò a Sara, la mia ciospina,
    chissà se una mente fresca come la sua trova il filo d’arianna e ci fa un bel fiocco come quello che Giuditta portava tra i capelli che la zia un po’ guercia le tagliò una sera in cui le giravano le scatole, come quelle che portò Girolamo per rimediare al danno dell’incendio nel capannone, in cui Palmirina stendeva i panni e rimase chiusa per due giorni , come quando andò sul lago in vacanza e ce restò 5 …eccetera eccetera…..

    uuh ma che fatica però!!!
    ;-)e te…molto molto molto bellino!!!!
    vento

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  16. Luisa

    Sai, non è che se cucino carne o pesce(che dovresti pescare tu) possa venir tanto più morbida dello scarpone da montagna, purtroppo 😦
    Comunque possiamo fare un brindisi, ho una cassa di XXX, mandata da mia cugina C.J. che vive so far awey from me, nel far west…ha una distilleria clandestina, ma non dovrei dirlo pubblicamente…e se ti chiedendo a cosa corrispondano le XXX, ecco la risposta MaaloXXX, vuoi vedere che digeriamo anche lo scarpone? siamo in tempo di magra, non si butta via niente!!!! 😉

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  17. @ Semprevento: oopsss ( 😳 ), ho detto una parolaccia? (oh ‘nnagg… sembro davvero un così bravo ragazzo che non dice parolacce? Ragazzo… vabbè, lasciamo perdere che è meglio… 🙂 )
    Se è per questo, ne dico anche più d’una di parolacce, quando ce vò ce vò. 🙂

    Comunque sei bravissima a disorientarti anche tu e fammi sapere se Sara riesce a capirci qualcosa, altrimenti la prossima volta cerco di essere ancora più criptico, anzi, assaidippiùdippiù.

    ‘sera! 😉

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  18. @ Luisa: Corbezzoli… sei sicura che se cucini carne e pesce viene più morbida dello scarpone da montagna?
    Comunque, il console onorario della Confraternita dei Mangia e Bevi a Sbafo è un gran magnone, oltre che un viscido maialone, se guarda le aderenze delle signore che si bagnano alle fresche e dolci acque, da non confondere con quelle che sgorgano dal monte Ortobene, e dopo come un fiume in piena passano da Roma, tingendosi di biondo e prendendo il nome dal preposto alla sicurezza di palazzo Bellisario, Alfonso Tevere.
    Corbezzoli… mannaggia, mi hai fatto perdere la tramontana, che poi se succede così, finisce che anche Gilberto incomincia a fare il matto e insieme a Clementina, salta sui tavoli e balla una bachata di quelle conturbanti, da non confondere con Alì Babà e i quaranta ladroni, che di turbanti ne avevano da vendere, infatti li chiamavano anche i turbatori della quiete pubblica, tant’è che ad un certo punto fecero le squadre di vigilantes per contrastare questa ondata di perbenismo che in ogni caso è da considerare una forma inverosimile che trascende dalle regole fondamentali che sono scritte a caratteri cubitali sulle tavola rotonda di Re Artù e… Si, forse era proprio il caso di ripensarci…

    Inszomma, inszomma… 😉 😉 😉

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  19. Parole che sospinte dal vento dell’ispirazione si lasciano trasportare. Un po’ per caso, un po’ per volontà.
    Proprio come canne al vento. Bellissima l’associazione con la foto.

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  20. Passo a ringraziare per gli auguri dell’8 marzo ed a fare un sentito reclamo per non aver citato il famoso fatto successo a Castrovillari. Ma ‘zomma, se po’???
    Ciao, Arthur, ciao a tutti!

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  21. @ Elle: sei andata in moderazione, ‘nnagg…!!! Hai cambiato qualcosa?

    E già, un po’ per caso e un po’ per volontà e la foto non poteva che essere quella, tra l’altro fresca di stampa, visto che l’ho scattata domenica sul lago.

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  22. Carlotta

    Au contraire..caro Arthur,au contraire…… noto con compiacimento che la “famosa” del 1991 continua il suo effetto controverso che a Carnevale si esplica al meglio..Elementare Wathson!Ma ti pare che io son tipo di espropri??L’unica cosa che mi sentirei di espropriare è la capacità di godere del godibile che siccome è una cosa che non mi entra nella cucuzza non mi fa approfittare nemmeno del carnevale abbinato alla festa della donna che come si sa, è una Libidine è una Rivoluzione…ecc.e infatti stasera estoi al computer come una str..ana donna!Sarà che come dicono a Napoli, la lanterna sta sempe ‘mmano ai cecati!Ed io lo fui….

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  23. @ Rosamaria: assolutamente, la chat non m’ispira per niente, anzi, quelle volta che l’ho fatto (un paio in effetti), mi sono annoiato da morire.
    Intendevo chattare qui da me, nel senso che Carlotta aveva appena messo il suo commento e anch’io ero in linea, quindi… 🙂

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  24. ..e lo devo dire…
    magari poi mi morderò le mani….
    anzi..facciamo così: lo dirò tra un pò di tempo…
    diciamo prima dell’estate!!!
    uh, uh…
    Arthurrrrr!!!!
    …..siete tutti quanti un incantevole LIBRO!
    ufffffffff..l’ho detto!!!
    🙂

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  25. Carlotta

    Acc!!.. Ce n’è voluto ma mi sono riavuta!Quando ho letto che volevi.. c-c-chattare (nientepopodimenochè)con me durante la notte di Carnevale nonchè festa della donna..ora che ci ripenso quasi “arisvengo”ed io che per debolezza di spirito me la sono persa una notte così ..chissà se mai mi perdonerò di aver preferito un insulsa trasmissione su” skycielocieloalto”Ok mi tengo pronta per Pasqua, chissà che quella volta sarò sola davanti allo schermo giusto.. 😉

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  26. Art, eccomi qui da te passando non so neppure da dove mannaggialapupazza come sei difficile da raggiungere. E va bè, che ce voi fà, idee poche e molto confuse, solo che m’hai circonfuso l’ultimo neurone che m’era rimasto e così adesso non lo so più neppure io che sto a blateratte quà. Grazie di essere passato da me, ti lascio la buona serata e tanti baci baci e aspetto nuove da te e Sol per la prossima edizione. Attento che se poi faccio da me riesco a esse peggio de te 😆
    Folletta
    P.S. ti aspetto quando vuoi col caffè nero bollente e l’amaca da appendere (chiaramente a carico tuo se ne vuoi l’usocapione), tra poco è primavera (spero), non mi far fare ste faticacce per raggiungerti, lo sai che c’ho ‘na certa 😀

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  27. Carlotta

    PS. Ormai devo constatare che tra noi tutti c’è una capacità intrinseca di capirci al volo..avevo dimenticato di scriverti precedentemente con quale sorpresa ho notato la tua perspicacia nel comprendere che, dato il titolo da te dato a questa pagina,la sottoscritta aveva in mente che vi fossero state “ingerenze” da parte di altri tipi di canne anche quelle,per ovvi motivi,al vento o ai fiati,che dir si voglia..very compliments!Ma si sa,”U figghiu mutu”…

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  28. @ Semprevento: cara Venticello, siamo, non siete, perché nel caso dove sei? 🙂

    Hai detto comunque una bella cosa. Grazie (se ho capito bene) a nome di tutti.

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  29. @ Carlotta: ‘nnagg… !!!
    Ti ho aspettato tutta la notte, facendo spesso capolino tra una pagina e l’altra, ma tu… evvabè, dovrò competere anche con “skycielocieloalto”. Vuol dire che era il mio destino. 🙂

    e per l’ultimo commento: 🙂 ( 😆 ) 🙂

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  30. @ Folletta: ma scussa, come mai hai difficoltà a raggiungermi? Se tu cerchi Arthur su Google, io sono lì tutto pittia, ehhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh… 🙂

    Per l’amaca non ci sono problemi, tutto a mie spese, ma la metto dove voglio io, d’accordo?

    Ciao bellissima, un bacio e a presto.

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