Il tempo che (ci) dedichiamo.

Niente da dire per questa sera, e così vi lascio a  Nonno Archimede, che con parole semplici, molto semplici, vi racconta una storiella. Buona serata! 😉

Sai cosa c’è, miei cari, che oggi non si ha più il tempo da dedicare a se stessi, quel quarto d’ora in più che magari risolverebbe tante cose.

Si corre e al tempo stesso ci si rincorre, alla ricerca di domande che sempre più spesso non trovano risposte e allora, Giove, Marte, Saturno magari se ne approfittano e ci fanno stare male.

A questo proposito, mi viene in mente una storiella che devo senz’altro raccontarvi.

Capitava alle volte di tornare a casa stanco e avvilito per delle cose successe durante la giornata o magari, certe incomprensioni con Lei, ci portavano a creare dei muri impenetrabili che, se nessuno dei due riusciva a superare, rischiavano di continuare per giorni interi.

Beh e allora quando capitava, avevamo preso l’abitudine di uscire e andare a fare una camminata, così senza una meta fissa, magari nel parco, magari in riva al mare, e camminando, ognuno era intento nei suoi pensieri e camminando, a mala pena sentivamo il rumore del respiro dell’altro, ma soltanto quello dei passi, uguali, con lo stesso ritmo… capitava anche di fermarci a guardare che ne so, una barca attraccare, una mamma con un bimbo in carrozzina, gli uomini della nettezza urbana che con l’idrante pulivano la piazza che, poco prima, era servita alle bancarelle del mercato…

…e camminavamo, in silenzio.

Dopo un po’ i nostri sguardi erano più rilassati, vedevamo con più attenzione ciò che ci circondava e allora magari ci fermavamo ad aiutare una vecchietta che non riusciva ad attraversare la strada da sola, incominciavamo a sentire i nostri respiri, il calore del corpo dell’altro, e di sottecchi, anche gli sguardi che incominciavano a cercarsi, sempre però in silenzio, senza dire una parola.

Poi, una volta tornati a casa, era giunto il momento di parlare e poi… Lei che chinava la testa da un lato, e sorrideva… e già, è troppo poco il tempo che ci dedichiamo.

Però, non chiedermi quando, perché sinceramente non ci ha mai capito niente con i mesi, gli anni, e così via…

Evvabè… buona serata a tutti!!!

ft: nonno Archimede, detto Archi. (4 settembre 2008)