La vetrina.

E’ passato qualche anno da quando ho scattato questa foto, l’ho resuscitata tra una marea di diapositive che gelosamente conservo e che tra l’altro devo decidermi a digitalizzare, perché qualcuna incomincia a mostrare i segni del tempo, ma questa è un’altra storia.

Nella foto: una vetrina di abiti in una città della vecchia Jugoslavia.

L’ho pubblicata nel mio blog fotografico, dopo aver visto le foto che a loro volta avevano pubblicato Solindue e Semprevento (evvabè, lo ammetto, sono un copione… 🙂 ). Guardandole, viene spontaneo fare dei paragoni, tempi, mode, gusti che non s’incontrano, eppure non sono passati molti anni, ma al di là di ciò che vi è rappresentato, mi chiedo se questa pazza rincorsa a sentirci sempre più “nuovi” sia servita a qualcosa.

Costumi e stoffe, che magari oggi sono esposti nel museo degli orrori, ma in fondo, mi domando non senza una sorta di apprensione, cos’è cambiato realmente?

La differenza sta soltanto in qualche centimetro di stoffa in meno, nei manichini che ricalcano fedelmente le sembianze di chi deve indossare la merce esposta, nelle tasche forse più piene e nella voglia di spendere perché ci fa sentire meglio oppure… ?

Bella domanda!

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50 pensieri su “La vetrina.

  1. Caro Arthur,
    io ti voglio tanto bene, ma permettimi di dirti che la merce nella tua vetrina è proprio brutta, non puoi fare un paragone con quella di Sol, non puoi filosofeggiare sul ‘cosa è cambiato’ quando è solo una questione di buon gusto!

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  2. @ Aracne: oh mannaggia mia cara, così stronchi una carriera (la mia ovviamente)!!! 😦

    Nessun paragone con la vetrina di Solindue che è senz’altro bella e di buon gusto, come d’altra parte l’autrice della foto, infatti ho premesso che la merce esposta è adatta al museo degli orrori, ma credo che un pensiero si può fare, chiamiamola riflessione se vuoi, non è così scontata la cosa e non è per filosofeggiare, perché non è soltanto il buon gusto che è cambiato.
    Ma poi, siamo sicuri che sia cambiato il buon gusto? 😉

    Evvabè, ricambio il bene. 🙂

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  3. @ Aracne: perfettamente d’accordo con te, ma è anche vero che il (buon) gusto è figlio dei suoi tempi e soprattutto, come in questo caso, delle possibilità economiche di chi deve acquistare.

    Ma non è di questo che volevo parlare, altrimenti mi verrebbe spontaneo parlare di Romanico, di Gotico, di Rinascimento, di Barocco o magari di Neoclassico, di Minimalismo e via discorrendo, dove il gusto è indubbiamente cambiato, ma il buon gusto, ahimè, non ha sempre trionfato.:-)

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  4. simple

    Cambia la moda (altrimenti come ci costringerebbero a comprare cose nuove quando abbiano ancora tutto in buono stato?), non il buon gusto.

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  5. Io sto con Aracne … e con la mia vetrina … che ha vinto anche il Contest fotografico della scorsa settimana organizzato da Flavia Altomonte (credo che gareggiassimo in tre …).
    Però al di là del buon gusto e della bellezza della foto (grazie ragazzi!!) … ma davvero l’eleganza la fanno gli abiti costosi? o forse (manichini a parte) c’è chi sa portare anche una maglietta e un paio di jeans e c’è chi, anche se vestito Armani … resta un “buzzurro”?
    Io temo che la classe non si compri nei negozi costosi …

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  6. …ma sai che immaginavo una tua bella sortita su questo genere????
    Uhmm, da che cosa è dato il buon gusto? chi ha stabilito le regole? I costumi da bagno sovraesposti , una volta, erano di gran moda, e magari qualcuno gridava anche allo scandalo!!!
    Io credo che il buon gusto possa darlo anche chi indossa uno straccetto…dipende da come lo si indossa…
    Poi condivido tutte le vostre regole di buon gusto…dalla A alla Z, ma il fatto è che io son cresciuta sovversiva e fuori dalle regole ( del buon gusto?) A 16 anni i pantaloni stracciati e pieni di toppe non erano di moda…oggi si..e si pagano anche un sacco di soldi…io li facevo da sola…con le pietre e gli aghi…
    Ero di cattivo gusto io, all’epoca ?
    Il buon gusto magari credo sia , indossare capi che rispettano il proprio corpo, le curve e le fiancate, compreso il lato A e B.
    Alla fine son le mode che fanno le regole…torneranno i tailleur stile Armani con i bottoncini d’oro…a quadri come tovagliette americane….torneranno i pantaloni a zampa d’elefante esasperati, con qualche novità di colore…è un ciclo la moda…tutto torna. E torneranno anche i pantaloni a vita un pò più alta, per la gioa dei papà gelosi delle proprie figlie!
    Il buon gusto, spesso dipende dal portafoglio…certo che un bel completo di D&G avrà sicuramente un taglio perfetto, rispetto a quello del negozio cinese accanto all’edicola.
    E allora “la classe non è acqua , mi verrebbe da pensare!”
    Quel ciospo di Lapo Elkann, considerato un uomo alla moda da” Vogue”, perfetto con quel cappello fuxia ,che io non metterei mai…(Odio il fuxia, m’ingrassa!) ha abbastanza denaro e rendita parentale da permettersi qualsiasi stravaganza…che sia di gusto o no.
    Lui osa, sapendo che può osare…un bel tipo’S.
    Ma ce lo vedi Maurizio Costanzo con una bella giacca rossa? o il borsalino fuxia?
    onestamente no….si tratta di buon gusto!
    Parbleu!
    La moda la fa chi se lo può permettere…poi c’è chi si arrangia e fa la sua bella figura!
    Il buon gusto associato alla fantasia, non guasta…e se ci metti anche l’arte di arrangiarsi, ancora meglio.
    La miseria è un’altra cosa, assai più seria.
    vento

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  7. Luisa

    Non sono mai stata schiava della moda, e tra quello che propongono i negozi dove posso permettermi di entrare, cerco di scegliere con un minimo di cura. Spesso non trovo quello che vorrei, quello che mi valorizza, quello che non mi renda ridicola ai miei stessi occhi. Costretta a scegliere fra il meno peggio, sbaglio comunque. Non so fino a che punto il buon gusto sia innato e quanto venga affinato con l’esperienza e con le frequentazioni di altri ambienti. Forse il buon gusto non è universale nel tempo e nello spazio. Forse coloro che guardavano quella vetrina non trovano quei capi orrendi, la guardassero oggi, chissà. Avrebbero notato particolari che allora sfuggivano, o avrebbero provato un po di tristezza per come erano all’epoca e non solo per il vestire. Guardo certe mie vecchie foto… e non le mostro a nessuno.

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  8. Eh no!
    E perché mai?
    La moda è fine a se stessa..è effimera…dura una stagione e se ne va!
    Noi restiamo!
    Mi hai fatto sorridere sai…mi son ricordata di una foto sulla carta d’identità….
    rossetto rossissimo,( seppur in bianco e nero era troppo evidente la linea di demarcazione) capelli cotonati assestati da un taglio improponibile…era meglio quando osavo io con il rasoio di babbo mio , emulando la Tina Turner!
    Certo che i tempi cambiano, ma a quel tempo eravamo in simbiosi con quel tempo, con quella corrente , con uella modaanche se spiocciola, di poco valore…ma eravamo noi.
    L’abito non sempre fa il monaco! e neppure il frate!
    Ciao Luisa.

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  9. Luisa

    @Vento. Se tu vedessi quelle foto, capiresti. Ho i capelli che sembrano tagliati col decespugliatore(quella della patente è così). Le poche volte che i carabinieri mi hanno chiesto i documenti sono rimasti così 😯 …ma quella è una. Un’altra somma a quei capelli dei fuseux(sono rimasta a quelli, i leggins sono per le ragazze)a pallini. Non credo di dover aggiungere altro…si, eravamo noi che cercavamo di sembrare belline con pochi soldi e…con abbinamenti azzardati…ho portato anch’io rossetti così “vivi” che se li vedo addosso alle ragazze di oggi dico le stesse cose che dicevano le “vecchie” di allora “. L’ho comprato ancora in ricordo di quei tempi, penavo che su un viso un po più maturo mi sarebbe stato meglio. Già fuori della profumeria, ho capito che il tempo degli eccessi era passato… Ciao Vento 🙂

    Buonanotte a tutti 🙂

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  10. @ Simple: dice così anche Aracne, ma non sono d’accordo, perchè anche il gusto, non chè il buon gusto è soggetto alla moda del momento.
    Mi spiego: la moda, proprio perché tale, alle volte obbliga (detto in senso lato) anche chi non può permettersela fisicamente a seguirla e allora si vedono in giro degli scempi che sarebbe meglio non ci fossero.
    Mi viene in mente la moda dell’ombellico di fuori per le donne e dei pantaloni portati a vita bassa con gli slip che si vedono per gli uomini. Ebbene, alle volte lo spettacolo è obbrobioso. Senz’altro il buon gusto è un fatto personale, ma spesso la moda lo influenza in modo negativo.

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  11. @ Solindue: e infatti non gareggio con te, perché sono sicuro che se lo facessi, perderei. 😦

    Però, scusa, vabbè che al grido di Fiorentine DOC uniamoci mi avete distrutto la mia fotina e la mia voglia di filosofeggiare (siete fuori tema e lo segno con una matita rosso fuoco… 🙂 ), mi verrebbe voglia da dire che non bisogna farsi ingannare dalle apparenze, che dici?

    ‘nnagg… alli pescetti!!!

    Non è di gusto o di buon gusto che volevo parlare, però sono d’accordo con te, la classe non si compra nei negozi costosi.

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  12. Non capisco come mai la discussione si sia arenata sul buon gusto, tutto quello che dite è giustissimo, non lo metto assolutamente in dubbio, ma non è di questo che volevo parlare.

    Ogni cosa, credo, va vista nel suo momento storico e indubbiamente una vetrina di quel genere oggi sarebbe improbabile da noi, magari qualcosa si trova ancora nei paesini più sperduti dell’entroterra, come dice giustamente Luisa, ma non è questo il punto. Parlo di parecchi anni fa, una ventina circa, parlo di un popolo che a mala pena aveva il caffè in polvere, quello vero e non quello ricavato da surrogati, di un popolo che già allora era anni luce lontano da noi, figuriamoci adesso.

    Se vista in quest’ottica, quella vetrina può raccontare molto cose a noi che, con un po’ tanta presunzione, concedetemelo, riteniamo di essere AVANTI.

    Siamo un popolo di creativi, siamo cresciuti con l’ARTE (al maiuscolo) fuori di casa, il boom economico degli anni ’60 ci ha regalato la cinquecento, la lavatrice e il tostapane sul tavolo della cucina. Il buon gusto che però ritengo sia principalmente un fatto culturale, abbiamo avuto il modo e l’opportunità di coltivarlo, quindi è quasi scontato che debba essere una dote innata, per noi.

    Eppure, da statistiche fatte, sembra che noi Italiani siamo il popolo che tratta peggio le opere d’arte. Proprio perché le abbiamo a portata di mano, oltre a non proteggerle, qualche volta le distruggiamo.

    Nella mia rubrica “Qualche idea per il tempo libero… ottobre 2010”, parlavo proprio di questo, “le tombe romane ricoperte per paura dei saccheggi, il vescovo paladino degli abusivi, i topi veri in biblioteca, la reggia diventata condominio, Cristo morto con l’umidità, la statua gigante nascosta dalle foglie, le ossa misteriose intorno al castello, le case offerte con vista sulle ville settecentesche, la scultura dell’Italia unita trovata nel macello… “Ma allora di cosa stiamo parlando? E’ vero, ogni tanto mi piace filosofeggiare, ma guardando questa foto mi è venuta spontanea una domanda: a cosa serve tanta “civiltà” se non riusciamo a gestirla nel modo migliore?

    Non è certo un bell’abito in vetrina che ci fa essere migliori di chi, invece di quell’abito non ne conosce neanche l’esistenza. Il buon gusto, ripeto, è principalmente un fatto culturale, tutto il resto è solo monnezza.

    Ps: cara Venticello, hai ragionissima su quel ciospo di Lapo. Si fa in fretta ad essere “diversi” con i soldi e tutto il resto, perché quel che conta oggi è l’apparenza e i vari Grande Fratello insegnano.

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  13. semprevento

    Buondì.
    ( prestino vero?)
    Nella pace del mattino….ah che bello!
    Era più che semplice che la discussione si arenasse sul buon gusto.
    Infatti la miseria è un’altra cosa.Quella vetrina esprime si la miseria.
    Sulla scia della STUPENDA foto di Sol era ovvio che cadessimo nel tranello.
    I colori sono spenti, la foto è spenta (la tua) e lascia sì intravedere qualcosa di diverso
    dalla vetrina scintillante e perfetta. Due epoche diverse. Due realtà lontane.
    Signor Maestro non ci bacchetti per favore.
    Perchè a me, dopo aver letto la tua spiegazione, mi viene in mente un’altra parola: RISPETTO.
    Ed è ovvio visto gli scempi a cui assistiamo. La nostra storia è florida di bellezze antiche
    di ogni genere, ma quanto a tenerne di conto, siamo un pò tutti colpevoli.
    Assistiamo silenziosi ad un degrado totale senza precedenti.
    Napoli, ecco l’esempio più lampante.Potremo aprire un dibattito senza fine che coinvolgerebbe anche il” buon gusto”…con quale buon gusto si lascia al suo destino una città bella come Napoli? Eh…
    Suvvia, sii clemente.
    Presa dalla foto, ho perso l’obiettivo!
    Certo però che sei profondo come il mare.
    Sei una persona di buon senso.
    Buona giornata.
    vento

    PS: credevo di aver sparato grosso su Lapo.
    ..a prescindere dal’ignoranza del soggetto,
    Vogue è la Bibbia della moda!

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  14. Forse mancherà qualche centimetro di stoffa, ma poi se stiamo attenti la moda gira e rigira torna a prendere ad esempio quello che è stato creato nel passato. A volte con piccole modifiche a volte proprio riproponendo gli stessi modelli, ma è moda e quindi in tanti fanno subito la corsa all’acquisto per non essere additati come “arretrati”, come la mosca bianca che non sa seguire il corso degli anni ed essere uguale agli altri. Beh, io preferisco vestire come mi piace, in modo comodo e non me ne frega proprio nulla della moda, spesso scomoda e per nulla piacevole… Ciao ciao

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  15. Posso dire una cosa? Il signor Elkan è stravagante nel vestire, non ditemi che è elegante. Fa moda? Forse, ma secondo me non è certo icona di buon gusto.

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  16. Cara aracne, buongiorno.
    Mi hai mandato in confusione.
    Secondo me alla fine il buon gusto non è altro che “semplicità”,
    in ogni suo essere ed esprimere.
    Se son state stabilite delle regole, qualcuno si sarà prodigato nel cercare un limite da non superare…avrà analizzato ogni sfumatura e inquadrato ogni angolo…e allora rispettiamo queste regole, che poi spesso non son rispettate!
    E mi viene anche da dire: ognuno è complice di se stesso.
    Buonissima giornata.
    🙂

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  17. @ Semprevento: no, cara Venticello, lungi da me l’idea di bacchettarvi, ho solo voluto portare la discussione sugli obiettivi che mi ero proposto scrivendo questo articolo.

    Non a caso ho pubblicato questa foto, certamente non per mettermi in competizione con la tua e quanto meno con quella della mia cara Socina. Questa foto è tanto che l’ho nel computer e voi mi avete dato l’occasione migliore per pubblicarla.

    Tecnicamente la foto è perfetta, ma ciò che le manca è il luccichio delle cose belle, ecco perché ha i colori spenti, ecco perché guardandola la prima cosa che viene da dire è quello che tutti voi avete detto: che brutte cose, che brutta vetrina!!!

    Eppure, devo confessarti che a distanza di anni, ricordo ancora l’impressione che avevo avuto guardando quella vetrina, e la stessa sensazione, di sconforto, l’avevo provata andando nei supermercati e vedendo gli scaffali vuoti, che tristezza mi ero detto.

    Non voglio fare dell’inutile demagogia, ma la realtà purtroppo è anche questa e allora mi viene spontaneo domandarmi dove stiamo andando, perché tutto questo sberluccicamento che ci appartiene corre il rischio di diventare solo fumo negli occhi, quell’apparenza di cui parlavo prima, fatta di feste, begli abiti, macchine lussuose, cifre da capogiro, solo ed esclusivamente appannaggio di una categoria di persone che “deve“ rappresentare un modello, tutto all’insegna dell’inutile, del consumo, che non ha nulla a che vedere con il buon gusto, anzi, spesso e volentieri tutto il contrario e nel frattempo, ciò che conta veramente, per esempio l’arte in genere, viene abbandonata a se stessa, per non parlare del degrado ambientale, ma qui rischiamo di aprire una discussione infinita. E’ molto più semplice guardare una puntata del grande fratello, perché appassionano sempre gl’intrecci e i casini degli altri, perché l’audience fa vendere i prodotti, che prendere un bel libro, sedersi sul divano e leggere.

    Hai detto una cosa giustissima, RISPETTO, principalmente per noi stessi, e l’esempio che hai fatto ne è la riprova.

    Detto questo, nessun problema, mi piace quando un mio articolo porta una discussione, anche se questa discussione va nella direzione contraria.
    (ALAN dove sei?)
    @ Aracne: Lapo è tutto tranne che l’icona del buon gusto, ma allora, se proprio vogliamo parlarne, cosa è veramente il buon gusto?

    Anche da parte mia, BUONISSIMA GIORNATA A TUTTI con un sorriso grande quanto una casa. 🙂

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  18. @ Patrizia: siamo ancora noi gli artefici di noi stessi, quindi ben venga un po’ di personalità nel vestire, altrimenti saremmo tutti delle fotocopie.

    Ciao ciao… 🙂

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  19. @ Luisa: ben detto cara Luisa, è sempre una questione di tempi e comunque è tutto relativo, ciò che piace a me, magari non piace a te e viceversa.

    E meno male, aggiungo. 🙂

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  20. Eh…ma personalità implica anche il buon gusto?! domanda e affermazione.
    Son qui che ci rimugino..ci vuole un filosofoso di vita per sbrogliare la matassa…
    un acuto osservatore( che guarda bene bene) tipo..si, alan.
    Vado a fare un compito, studio il buon gusto e la sua origine…
    Che spasso però!
    🙂

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  21. Mi viene in mente una cosa…
    La tua polo…in quel gravatar suggerisce buon gusto!
    Immaginarti con una friut..uhm…
    E’ questione di stile, sicuramente metterai anche le fruit…
    ma nel lavoro la polo ti si addice!
    Come vedi..il mistero si infittisce, secondo me.

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  22. @ Semprevento: se non avessi buon gusto, non potrei fare il mestiere che faccio. Per quanto riguarda il vestire… beh, ho avuto degli ottimi maestri in proposito, mio nonno in modo particolare. Lui anche in casa, stava con la giacca da camera e la sua inseparabile cravatta a farfalla, il cosiddetto papillon, in Siciliano Due Mazzi; era un Siciliano d’altri tempi, e quindi… 🙂
    Mi piace vestire sportivo, (ho anche un paio di jeans talmente cosumati e di un bel colore blu/sbiancato che sono la fine del mondo e non solo…) ma non disdegno giacca e cravatta, insomma, dipende da come mi sveglio al mattino o dove e cosa devo fare.

    Per quanto riguarda la domanda che ti sei posta a proposito del buon gusto, beh, aspettiamo Alan se viene e poi ne riparliamo.

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  23. Luisa

    Concordo con Venticello, la foto esprime la miseria, e non piace quasi a nessuno rimuginarci troppo sopra. Spaventa perchè sembra che piano piano stiamo scivolando nuovamente in quella direzione. Distinzione netta fra chi può, e chi poteva e ora non può più e chi non ha mai potuto. Non solo una questione di abiti, ma di livello di vita che s’abbassa paurosamente e bisogna fare di necessità virtù. Sembrava che avessimo raggiunto un minimo di benessere che potesse durare nel tempo, ma la crisi ci spinge nuovamente la testa sotto.

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  24. Marta

    Per quanto mi riguarda no , però c’è qualcuno che questa differenza la sente profondamente. Quelle persone non le capisco gran tanto.

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  25. Tanto per far due chiacchiere…
    Il blu è un bellissimo colore, ed è anche molto elegante
    (secondo me) forse anche più del nero.
    Difatti io di blu non ho assolutamente nulla.
    Ma santo cielo!!!
    A te dona.
    Ho fatto la commessa in un negozio di abiti da cerimonia per 7 anni riscuotendo
    un buon successo.
    Ne ho viste di cotte e di crude. Ed ho pure venduto di cotto e di crudo!!!
    In me l’amore per il jeans resta sempre il primo e unico.
    Basta saper sorprendere col dettaglio!
    Che tu abbia dei jeans consumati sino allo stremo e non solo fa di te un uomo al completo!
    Cmq, ho capito la tua origine …e me ne compiaccio!
    🙂
    Rivado a leggere!!! Oggi giornata softissima…mia figlia è a casa
    e io ciondolo da una parte all’altra…uff

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  26. Silvia

    Non voglio essere una voce fuori dal coro, ma non la vedo così brutta quella vetrina. Vi ricordate quando le nostre mamme andavano in giro con i capelli cotonati? Erano i tempi, era la moda e quindi niente di strano.
    Più che miseria, ci vedo una semplicità senza tanti fronzoli, senz’altro in linea con le tasche di chi doveva andare ad acquistare.
    Sono andata a vedere la foto di Solindue ed è molto bella, come anche quella di Semprevento che mi ha dato l’impressione dell’attesa, anche quella bella, ma sono due pianeti diversi e per niente paragonabili.

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  27. @ Silvia: beh, essere fuori dal coro alle volte non guasta. Anch’io ritengo che quella vetrina non sia brutta, anzi, diversa senz’altro ma i tempi erano quelli e quindi… 🙂

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  28. Mi ero persa un bel pò di roba a quanto pare..quella vetrina mi fa tenerezza, fateci caso,chi ha l’età per tornare indietro nel tempo non potrà non notare che quella sembra una nostra vetrina di inizio anni ’70 con gonnelloni e camicioni. Quella vetrina rappresenta ciò che siamo stati anche noi, con la nostra precarietà e insufficienza di quegli anni ancorchè difficili, ma,lasciatemelo dire,con tanto bene e ricchezza umana in più,perchè è vero che nelle città c’era l’incubo delle B R e c’era l’austerity,ed è anche vero che la droga era già diffusa,ma nei piccoli centri ci si conosceva tutti e ci si voleva bene,non capitava mai che non si conoscesse il nome dell’inquilino nel palazzo dove si abitava,e soprattutto non c’erano tante leggi e regole su qualunque terreno andassi a ficcare il naso…progressi del benessere,della scienza e della tecnologia??Non so..senza dietrologie inutili,un tuffo lo rifarei volentieri,se non altro per verificare dove avremmo potuto migliorare e quale strada percorrere,sentendosi molto più protetti.

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  29. Caro Arthur, la moda è un corso e ricorso.
    Il Buon o cattivo gusto è innato in ognuno di noi.
    L’ eleganza è il tocco personale che mettiamo nell’ indossare un abito.
    Non è neccesario scimmiottare sempre gli altri, ciascuno dovrebbe
    andare ( vestire ) d’ accordo con il proprio fisico.

    Un Abbraccio
    Gina

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  30. Laura

    Non essendo neanche io giovanissima, ricordo con un po’ di tenerezza come Carlotta quelle vetrine. Si trovano anche in certi paesini sperduti, dove è caratteristico anche l’odore dei negozi, soprattutto di salumeria che un po’ per volta stanno scomparendo.

    Nostalgia? No, ma tanta tenerezza per i tempi andati.

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  31. Adesso devo proprio dirvelo: la mia vetrina non è di un negozio di vestiti.
    Ma di un parrucchiere … forse è per questo che piace tanto. Non rappresenta la vendita di nulla, solo la spensieratezza e la voglia di primavera che coglie tutte noi al primo sole marzolino.
    Niente a che fare con la moda, il buon gusto e Lapo …

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  32. ….alle 19.54 hai confessato!!!
    Bella roba..c’è cascato il tuo socio e noi tutti dietro!!
    🙂 sei un mito!!!
    hai scatenato( si fa per dire) una bella riflessione.
    Interessante perchè si ricollega ad un articolo che ho letto
    oggi nel blog di un amico.
    Credo si ricolleghi anche alla vetrina del parrucchiere!
    Sei forte Sol…ma questo lo sai….ed io imparo!!!
    http://psicocafe.blogosfere.it/2006/03/change-blindnes.html

    http://www.cafepsicologico.it/category/noi-e-gli-altri/

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  33. @ Solindue: sei una burlona, una adorabile burlona è vero, e chissà perché, conoscendoti un pochetto, sentivo qualcosa, ma ci hai dato l’occasione per chiacchierare e soprattutto hai dimostrato che l’apparenza inganna e quindi… ‘nnagg… !!! 😆

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  34. Si, lo è stato..e se ci sei cascato te che la conosci un “pochetto”:-)
    figurati io!!!
    Eh…che era ‘na tipetta lo avevo capito…
    Il prof non si è visto…uhm…
    notte Maestro!

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  35. @ Laura:ritornando alla NOSTRA vetrina causata da una burla post carnevalesca di Solindue,resta il fatto che Arthur a volte ha il gusto per l’orrido…ma ci procura anche tanta tanta tenerezza………………Che amore!!Solo lui ci riesce:-)

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  36. @ Carlotta: no, scussa (ss=s) e porcacc… la miseriaccia, come sarebbe a dire che ho il gusto per l’orrido?

    Inszomma, inszomma…

    Vi siete messe tutte d’accordo? Aracne che mi stronca la carriera ancora prima che inizi con il suo “filosofeggiare”, Solindue che si prende gioco di me con le sue burlonate fiorentine (se ti prendo ti cucino al sangue su di una piastra ollare… ), tu che dici che ho il gusto dell’orrido, ma allora?

    Evvabè, mi licenzio in tronco!

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  37. Giammai!!! Lo sai che sei condannato a vivere qui per sempre per noi, siamo tutte un po’ tue fidanzate e non puoi scappare così, quindi rassegnati Pupetto e abbassa la manina del saluto…. Cielo! Anche costringere qualcuno giammai! E allora come si fa?? Mi rimetto alla clemenza della Corte……………(segue)

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