Odor di primavera… giochiamo ancora un po’ con le parole!

                    Che giornata oggi; malgrado il sole primaverile, una  foschia attraversa gli occhi, come l’effetto che la calura estiva rilascia in un pomeriggio assolato nella terra del sud.

Con la testa china da un lato, guardi il mio viso, forse in attesa di sapere cosa voglio fare.

                    Potrei parlare e descriverti mentre ti guardo fermo ad un passo da te, di quei pensieri che senza voler cercare a tutti i costi un contatto, lo raccontano, consapevole che difficilmente riusciremmo a mantenere certe distanze, anche a costo di farci del male.

                    Un raggio di luce, che come lama tagliente s’intrufola tra una parola e l’altra, scuote il mio respiro, che quasi muore in gola: e così tu ti alzi.

Passo dopo passo, con la coda dell’occhio cerchi di scorgere il mio viso da sopra la spalla, mentre sul legno per un attimo resta impressa l’impronta del tuo piede nudo che, senza premura, si attarda. Armonia di forme che si muove!

                    E allora, mi basta pensarti così per iniziare a scrivere queste poche righe, e varcare quella soglia che so già, prima ancora di afferrarla e darle voce, dove mi porterà.

L’aria è satura, come la calura estiva in un pomeriggio assolato nella terra del sud.

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28 pensieri su “Odor di primavera… giochiamo ancora un po’ con le parole!

  1. Forse son stanca…non so…ma io qui di giochi di parole non ne trovo affatyo.
    Trovo un intimo momento, un effetto di luce languido e opaco tanto da far intravedere un
    ricordo d’amore…
    per ora altro non so…e mi piace così…
    come una spolverata di cipria…
    un bacio
    vento

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  2. @ Semprevento: c’è sempre un gioco di parole nel ricordo di un amore o nel voler vedere un amore, bisogna soltanto mettersi lì e pensarci e se è un ricordo, senza nostalgia o rimpianti.
    Mi piace la spolverata di cipria, che tra l’altro ( lo confesso… ), adoro come profumo. 🙂

    ps: l’atto primo è quello del 23 aprile 2009, che tanto ha fatto discutere.

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  3. Laura

    Sono andata a rileggere il “vecchio” odor di primavera e l’ho trovato molto diverso da questo, forse lì hai giocato più con la metafora, mentre in questo vien fuori la sensualità, la voglia di vedersi per una donna riflessa in quell’immagine.

    Per chi non ti conosce, potrà sembrare strana questa tua voglia che hai ogni tanto di raccontare le emozioni, che ci sono state, che ci sono, che potrebbero esserci, ma per noi ormai è un appuntamento da non perdere e poi se la metafora manca nelle parole, tu la metti nell’immagine, che in questo caso hai pubblicato nel tuo magnifico blog fotografico.

    Buon fine settimana Arthur.

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  4. Colgo soprattutto quel “..anche a costo di farci male”.. Vorrei tanto avere la certezza che si possono ancora incontrare persone di entrambi i sessi che amano..” anche a costo di farsi male”.. ma viviamo in un mondo di codardia dove il più diffuso anestetico è il non provare sentimenti forti, è il vivere senza emozioni alla ricerca del piacere passeggero, il peggio è che il contagio è diffuso come la peste e,confesso, anch’io ho in parte contratto questo virus e chissà se mai ne guarirò.. e allora quel ” trasportarsi nell’aria satura come la calura estiva in un pomeriggio assolato nella terra del sud”, è una sensazione che, conoscendola bene, mi fa sognare un po’ il gusto pieno di altri momenti vissuti, come in una foto un pò sgualcita che casualmente ti ritrovi in mano aprendo un cassetto di un vecchio mobile in disuso.

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  5. @ Carlotta: mi/ci stai dicendo forse che il problema è lasciarsi andare? Ma no, dai, cosa dici mai. 🙂

    Ma nel caso non è codardia, ma solo voglia e bisogno di proteggersi, perché alle volte le batoste (chiamiamole così) nel campo amoroso fanno molto male.
    A me piace provare sentimenti forti (come li chiami tu…) e come d’altra parte potrebbe essere diversamente visto che anch’io conosco bene “quell’aria satura come la calura estiva in un pomeriggio assolato nella terra del sud?” 🙂

    ‘notte!

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  6. @ Semprevento: nel senso di stelllllla?
    Bello, mi piace.

    No, stasera non si dorme, perché, perché, perchè…

    Dai Venticello, visto che non hai sonno, andiamo a fare un giro e intato che tu ti fumi una sigarettina (‘nnagg… che viziaccio…), io ti racconto di quella volta che si era in una sera d’estate e mentre la gente accaldata dopo una giornata assolata prendeva un po’ di refrigerio mangiando al bar dell’angolo un gelatino al limone con sopra la ciliegina sotto spirito, arriva con un gran frastuono in via Condotti, ed esattamente al n. 15, si quello di fronte al giornalaio, Ernesto, che vende anche le figurine di latta stampigliate a mano, si quelle che fanno in Nuova Zelanda e si usano come sottobicchieri… arriva, dicevo, una grossa moto con sopra due centauri, quello d’avanti con gli occhiali scuri alla Moreno del Cantuccino, pantaloni neri, scarpe nere con la punta in metallo e camicia bianca aperta fino all’ombellico, con un petto villoso in bella mostra, scuro con pelle colore ambrato, capelli biondi fluenti sul collo e sguardo assassino, del tipo tutte le donne sono mie e guai a chi me le tocca, e l’altro scuro come la pece, alto un sacco e una sporta, camicia a fiori con pantaloni bianchi e scarpe in corda dell’isola di Pasqua, scendono dalla moto, si accendono una sigaretta e l’assassino fa all’altro: “ che, voi da bbere?” “uh… ” risponde l’altro girandosi… orpo, non mi ricordo più come va a finire… 😆

    … e come dicevano un tempo, stretta è la via, lunga è la fune, dite pure la vostra che ormai ho quasi detto la mia… 😆 (da Wiki_Arthur… )

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  7. ..uhm..ma che luoghi frequenti? 🙂
    e poi come sono le scarpe di corda dell’isola di Pasqua?
    mi pareva fossero tutti scalzi…
    la cicchina è d’obbligo…però non bevo!!!
    ecchediamine!!!

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  8. @ Semprevento: volevi dire stelllllla con 6 e_llllll… 😆

    E no, perché tra una cosa e l’altra ti eri fregata un paio di elle, ecccchediamine!!!

    ps: anch’io non bevo, e neanche fumo (‘nnagg…!!!), ho smesso di fumare quattro anni fa e ne fumavo due pacchetti e mezzo circa.
    Sto di un bene che non hai idea.

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  9. uff…
    lo sapevo…ho perso un uomo d’oro!!!
    🙂 nnaggiaaaaaaaaaaaaa!!!
    Io non ce la fò a smettere…son devoleee…
    diventerei una bomba, bella, ma sempre bomba…
    …ariuff!!

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  10. Un bicchiere di buon vinello non si rifiuta mai, se poi è doc e magari un buon Chianti Gallo nero, meglio ancora, se poi c’è anche un’impepata di cozze… maddai, mi è venuta fame, ci facciamo du spaghe aglio e oglio e peperoncino? 🙂

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  11. ..mi manca di leggere l’atto primo…
    non avevo visto tutta la risposta..domattina provvedo…
    cmq..devo dirti una cosa….
    io continuo a trovarlo di un Delizioso questo tuo pezzo…
    E senza giochi di parole..anzi…direi piuttosto chiaro!

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  12. Luisa

    Ciao, sono uscita dal letargo.Sentito l’odor di primavera, non ho potuto fare a meno di svegliarmi. Leggevo del gelato al limone con la ciliegina sotto spirito, del limoncello…m’assento un attimo e tirate fuori ste robe buone? non si fa!!! Comunque Arthur hai descritto un tango, ovvero il ballo più sensuale “mentre sul legno per un attimo resta impressa l’impronta del tuo piede nudo che, senza premura, si attarda. Armonia di forme che si muove!” Con certe persone è così, più si cerca d’allontanarsi e più ci si avvicina… 🙂

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  13. @ Luisa: ero in effetti un po’ preoccupato non vedendoti, preoccupato perché pensavo di aver perso una delle voci migliori del mio blog e quindi… ‘nnagg… !!!

    E sul tango… non ci avevo pensato, ma il ballo dell’amore è sensuale come un tango.
    E sull’allontanarsi e sull’avvicinarsi… capita! 🙂

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