Casa mia, casa mia…

Casa mia, casa mia, che piccina che tu sia, tu mi sembri una badia…

E già, questa filastrocca, quanti anni avrà?

La ricordo da piccolo, quando ancora la casa era soltanto una grande stanza con un camino, una cucina economica e una camera da letto, dove dormivano i miei genitori, il bagno (si fa per dire… ) nel cortile, uno sgabuzzino dove dentro c’era una turca che alla bisogna…

Casa mia, casa mia… quanti ricordi di cose fatte senza mai avere il tempo di annoiarmi; i giochi con mio cugino nel cortile, i soldatini di legno fatti a mano da mio nonno… beh, forse chiamarli soldatini è un po’ troppo, gli somigliavano vagamente ma per noi erano il massimo dello spasso.

Le serate d’inverno passate davanti al camino e il nonno che raccontava sempre la solita storia, ma per noi era comunque bella, lo guardavamo stupiti e pur sapendo come andava a finire, eravamo sempre lì con il fiato sospeso.

Rimpianti? Bei tempi? Soltanto altri tempi.

ft: Vostro nonno Archimede, un tempo detto anche Archi…

                    Nonno Archimede, un grande.. e noi, chiusi come una morsa nel silenzio, cosa ne sarà dei nostri tempi?

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45 pensieri su “Casa mia, casa mia…

  1. Anche io, a volte, mi ritrovo a rimpiangere fatti e momenti della mia infanzia.
    Ora sembrano lontanissimi e dimenticati da tutti…….sarebbe bello poterli rivivere.
    Ti auguro una serena giornata,
    Luciana

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  2. Silvia

    Nonno Archimede come sempre è tenero. Certo i suoi tempi, i tempi dei nostri nonni erano ben diversi, la gente stava di più insieme agli altri ed era una bella cosa.

    Alla fine ti domandi cosa sarà di questa epoca che è chiusa nei suoi egoismi e anche se non lo dici, mi sembra di cogliere dello sconforto e ti confesso che sono d’accordo con te.

    Ciao e buon lunedì.

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  3. Bella domanda!!!
    Raf, allora cantava ..cosa resterà di questi anni 80…adesso che siamo nel 2011…30 anni in più…e nel frattempo, quanta fatica e amore metto nel ricordare quello che fu parte della mia infanzia.
    Mio padre aveva l’abitudine di citare quel “detto” per esprimere la sua gioia nel rientrare a casa dopo tanto lavoro…o magari perché io facevo qualche bizza perché volevo uscire a giocare con le amichette…Lui era severissimo.
    Eppure oggi di quella sua severità ne sento la mancanza.
    Ancor di più quando vado a trovare mia madre. Quella casa che mi ha visto a 6 anni,
    crescere e diventare donna ed andare via…
    Oggi c’è quel senso caldo nel ricordare quante storie ha raccolto quella casa di quartiere. Io l’amo. Come tu ami la tua, che rende la Pienezza di un infanzia estremamente bella. Bella con tutti i suoi risvolti ormai lontani.
    E oggi siamo il risultato di ciò che eravamo in quel lontano ieri?
    Niente è uguale per tutti…io credo di si, di esser ciò che da bambina si delineava in me.
    Son quelle impronte , come nel DNA, che son lì, indelebili.

    Tu hai Nonno Archi, io avevo nonna Evangelina.
    Ma di lei la durezza della vita, ha lasciato un ricordo quasi muto.
    Pochi sorrisi, poche parole ma sempre un grande bene nel mio cuore.
    Oggi capisco a fondo quelle sue smorfie di dolore, di risolutezza.
    Da bambina mi arrabbiavo.
    E come tu dici, si erano altri tempi. Semplicemente belli , straordinariamente semplici.
    Il camino l’ho conosciuto, di quelli grandi grandi…dove ti ci andavi a sedere dentro, su una seggiolina…altri tempi…adesso mancano certi sapori e certi odori…
    te lo ricordi il cardano? …che spasso!!!
    e il coltrone di lana che pesava una tonnellata?
    però che bel caldo lì sotto!
    E la nonna che profumava di saponetta alla rosa.

    Via , basta….
    La foto dei nonni in Jugoslavia…che nostalgia….

    Ops…bel post!!! sempre intriso di tutto!
    T’ho preso un pò di spazio …ma te ci sorridi vero?
    vento 😉

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  4. Ps: i tempi cambiano..e forse anche la gente…le mode…il tran tran di oggi ci seppellisce in una freddezza irriverente…non mi piace…poi però i fanno degli stani incontri…e si sorride…come sorrisi quando incontrai la signora Rosa.
    Ma anche lei era un pò come nonno Archi…persona d’altri tempi.
    ………………………….smack

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  5. …non ho conosciuto i miei nonni. Però mia mamma cantava anche lei quella filastrocca. Io abito in una casa grande e sarebbe scemo canticchiarla.
    Sarà un ricordo in meno per i miei figli…
    Però quanta nostalgia in questo post caro Arthur cosa c’è che non va in questi tempi moderni?

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  6. @ Luciana: io più che i fatti e i momenti ho un po’ rimpianto dei tempi, del modo d’intendere i rapporti tra le persone.

    In ritardo… buona gionata anche a te.

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  7. @ Semprevento: persona d’altri tempi, come nonno Archi… e già, in queste semplicissime parole c’è racchiusa tutta una filosofia di vita, che è fatta di rispetto per se stessi e per gli altri. Non è che la vita di un tempo fosse meglio perché più semplice, anzi, un tempo c’erano meno comodità, economicamente, in genere, si stava peggio, per tanti aspetti erano tempi oscuri, ma c’era una consapevolezza di sé più aderente alla realtà.

    In fondo c’erano meno grilli per la testa, come si suol dire.

    Ma senza voler per questo ripercorrere discorsi già fatti, magari quella semplicità aiutava ad essere più sereni, probabilmente meno chiusi nei nostri egoismi.

    Sì, quel detto esprimeva la gioia nel rientrare a casa dopo tanto lavoro, anche, era un po’ come dire che era bello proprio perché c’era, insomma, senza lamentarsi più di tanto.

    Nonno Archi direbbe che era il massimo, io, suo degno nipote, dico che in fondo aveva ragione.

    Ps: cara Venticello, puoi sempre prenderti tutto lo spazio che vuoi e te lo dico con un sorriso, anzi, dippiù, dippiù… 🙂

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  8. Luisa

    Mia nonna sapeva tante filastrocche, ma proprio tante. Già grande, le chiedevo di raccontarmele, e lei lo faceva. Non le ho mai imparate, mia madre non le sa, ora lei non c’è più e di tutto questo è rimasto solo un dolce ricordo. Casa sua in estate era molto fresca, in certe stanze il pavimento era ancora in terra battuta, che bei riposini nel suo lettone 🙂 L’odore più legato alla mia infanzia è quello del brodo di pollo, quello che facevano loro era semplicemente perfetto. Il mio s’avvicina,ma non sempre. Al solo sentirlo mi si scatena una forte nostalgia.
    Forse prima i legami erano più forti o solo diversi, non so. Ora siamo tutti più moderni,sembra che tutto ci vada stretto, corriamo corriamo ed è più facile perdersi…e non ritrovare la strada di casa…

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  9. Luisa, che bella questa cosa…
    Io di mia nonna ho, e ci sono sempre attaccatissima , la voglia del latte con l’orzo!!
    Quell’odore della Vecchina, la pentola di smalto bianco col bordo blu e lei con il mestolo che girava, girava…il pane abbrustolito e poi la cena con quel tazzone di latte…
    e quando mi prende la nostalgia, la sera ceno così…che bello però…
    Mia figlia è tutta sofisticata….lei non apprezza il pane secco!
    eeeeh…quante cose da riempire…quante da non dimenticare…

    sai per quanto riguarda i legami non saprei…conosco persone “moderne” ma che hanno un amore smisurato per la famiglia…un rispetto globale per tutto….altre invece sono l’esempio opposto.
    Sarà questione di fondamenta!
    Ciao Luisa…ci faremo anche il brodino di pollo, con la rucola per contorno…

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  10. Luisa

    😳 grazie Arthur
    Le mitiche pentole in ferro smalto, con mestolo uguale. Le abbiamo ancora, non le si usa più, ma non si buttano! Se hai del pane vecchio, lo tagli a pezzi, lo butti nel piattone di brodo di pollo e te lo gusti tutto. Slurp 🙂 La rucola sta bene ovunque;)Per la figliola non perdere le speranze, basta un attimo e la nostalgia t’avvolge…Io mi sono sempre vantata di non avere nostalgia di casa, eppure una domenica mattina,mentre ero intenta ad altro, mi è arrivato quell’odore, c’era pure la messa in sottofondo, è stato un attimo…oppure, quando era autunno, vedevo il fumo uscire dai comignoli, nessuno in giro tranne me, tutti al calduccio e io…pensavo ai primi fuochi a casa mia, a quel pane abbrustolito, ai miei seduti in cucina…che dire, anche lì, è stato un attimo…io ho un forte senso della famiglia, io mio motto è lo stesso di D’Artagnan “uno per tutti e tutti per uno”, e so anche stringere parecchio i ranghi…

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  11. 🙂 Luisa!!!
    Il brodino si, col pane…:-) la mi’ bimba mi guarda e scuote la testa!
    Ma che ne sa lei quanto è buono!! In cucina non si butta via nulla, men che meno il pane!
    ah si, per certe cose son ferrea pure io!
    Per il resto mia cara Luisa…se son rose fioriranno…
    @Arthur manca Carlotta con una ricettina!!! ce la chiami?
    gli ingredienti sono pollo, rucola e pane secco…lei farà miracoli…attenersi ai sapori antichi di Luisa, please!

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  12. @ Semprevento e Luisa: ho cercato di recuperare Carlotta, ma la SIGNORA in questione è in vacanza e non vi dico dove, altrimenti vi fa venire un attacco di bile (cosa che è successo pure a me… 😆 )

    Comunque sia, la ricetta proposta da Luisa mi piace, ma possiamo metterci dentro il

    Mi ci piace un sacco, ma che dico, un sacco dippiù. 😆

    Buona serata e buona cena!

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  13. Luisa

    Mi vergongno un po, ma il formaggiono Mio, nel mio brodo di pollo noncivà, ok? me lo rovina! a limite, puoi metterlo nella minestra vegetale, questo si. Possiamo fare le bruschette, Venticello ci aiuta nella preparazione e poi ci spalmiamo quintalate di formaggino…ma, una volta ho visto in tv una bruschetta toscana con patè di fegatini e prosciutto crudo, mi pare…mamma mia, doveva essere meravigliosa…ma se preferisci il formaggino… 😉
    p.s. nel formaggino ci sono le figurine?

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  14. semprevento

    🙂 CHE SPASSO!!!
    Arthur col formaggino mio in frigo e poi nel brodino!!!!
    che ciospetto!!!
    Luisa, io il formaggino nel brodo???? MAI!!! e sin qui ci siamo!
    Manco il formaggio grattugiato ci metto…tutto natur!!
    Per quanto riguarda la bruschetta..ehm..posso assicurarti che con i fegatini ci si mette su qualche chiletto..una tira l’altra…il prosciuttino toscano, la spalla, e il lardo di colonnata…mammaaaaaaaaaa!!! Con la bruschetta è tutto troppo bono…..ad Arthur gli lasciamo il formaggino…:-):-) e pane secco!
    Impossibile non ridere…le figurine..ci fa la collezione e poi le scannerizza 😉
    Vi bacio entrambi.
    vento

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  15. Luisa

    Grazie del bacio,che contraccambio. Sto per andare a dormire…a dire il vero, le figurine le volevo io 😳 un tempo c’erano quelle morbidose che sapevano di buono…chissà se le fanno ancora…coi formaggini Susanna, ho fatto la collezione di automobiline da formula 1…ma è stato tanto tempo fa, ecco 😳
    Guarda, metto su volentieri qualche chiletto con bruschette simili, meglio quelle delle patatine Pai!
    ‘Notte…a domani 😀

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  16. @ Semprevento: beh, cara ciospetta, non sai cosa ti perdi a non mettere il formaggino nel brodo, è una delizia e non solo, dirò di più, è un po’ come mangiare un piatto di Lumache alla provenzale, un piatto da intenditori.
    Per quanto riguarda la bruschetta con il prosciutto toscano tagliato con il coltello o il lardo di colonnata, ci sto alla grande, per quanto con i fegatini non mi tiro affatto indietro.
    Le figurine non le colleziono e le passo volentieri a Luisa… ‘nnagg… vi divertite senza di me, vedo. 🙂

    Colto al volo! (il bacio… 🙂 )

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  17. @ Luisa: maddai Luisa, il formaggino no e perché no? Giuro che lo metto soltanto nel mio piatto e poi ci aggiungo anche un po’ di parmigiano grattttttugggggggggiato, tanto, perché mi piace tanto ma tanto. 🙂
    le figurine te le regalo tutte, ho ben altro da scannerizzare… 😳 (dillo alla tua amica Venticello… 🙂 )

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  18. Esageratoooooooooooooooo…quante G!!!!!
    Ma ti sale il colesterolo, sà!
    E non puoi mangiare la spalla tagliata col coltello!
    e tantomeno il lardo…con le bruschettine calde si scioglie in bocca!!!
    prrrr!!!
    …Ma chissà che scannerizzi!!!!
    Ma che credi che non l’abbia messo il fromage nel brodino?
    evverto che si…ppperò a me piace senza! Al massimo un ovetto sodo trifolato!
    O ma tra un brodino e l’altro, un cucchiaio tira l’altro…è mezzanotte e 38 e le streghe vanno a ninna…e pure i maghi….
    Notte Maestro Ciliegia!
    faccio du foto e vò!( per non perdere il ritmo)

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  19. Son tornata!!!!!!E non vedevo l’ora di scrivervi 🙂 Sono stata presa in ostaggio ad Ischia dal sole e.. mare mare mare quanta voglia di arrivare ( o di tornare?) non ricordo.. ma vi posso dire che chi ha fatto conquiste è stata la mia cagnolina che ha collezionato tre (dico 3) proposte di matrimonio ed io a dire “No,è piccola!!” Ma vedi come sono finita male.. a far la suocera!!! E leggendo qua e là ho scoperto che si voleva da me la ricetta del pollo con pane secco rucola e formaggino (???!!!) ma dico..ma dite sul serio??
    Proviamo: (all’impronta)

    Pollo tagliato a pezzetti piccoli come bocconcini1\2 kg,
    olio e burro sciolto un cucchiaio per ciascuno,
    pane secco passato al forno
    formaggino Mio ( e se non è quello non vale!)
    rucola selvatica dolce a foglie lavate e senza gambi
    poca farina,sale pepe q.b.
    scalogno
    brodo (quel tipo nuovo in buste và bene)

    ESECUZIONE
    prendete il pollo, infarinatelo e ponetelo in una padella antiaderente dove avrete messo a soffriggere uno scalogno tritato con burro e olio. Irrorarlo con un po’ d’acqua e brodo poco per volta finchè non cuoce ma non del tutto (diciamo 10 min. fiamma media) grattugiate il pane e tenetelo da parte. Sollevate il pollo ancora caldo e fate soffriggere il pan grattato nella stessa padella, dopodichè in una padellina a bagnomaria fondete il formaggino, rimettete in padella il pollo dov’è il pangrattato senza colorire troppo il tutto,aggiungete sale e pepe e il formaggino fuso rivoltandolo continuamente. Servite con julienne di rucola ancora caldo.Spero che non sia difficile, l’ho inventata ora e non so come viene..provare per credere.. ma non vorrei fare la fine di Aiazzone! Ciao.

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  20. @ Semprevento: e maremmina sì, la nostra Carlotta è un vulcano e altro che bomba calorica la sua ricettina, mi sa che devo portare i miei 7.000 passi serale a 14.000… 🙂

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  21. @ Carlotta: Wowwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwww… che tempismo creativo!!! 🙂

    La ricetta sembra buona, anzi, dippiù, dippiù ed è senz’altro da fare e poi c’è il formaggino e quindi, è la ricetta pimmia (per me… ) 🙂
    E nel frattempo, bentornata, ma scusa una domanda, perché non sei rimasta a Ischia visto che potevi?
    Sole, mare, mare, sole… cos’altro chiedere di più?
    ‘nnagg… evvabè, meno male che sei rientrata, altrimenti la sognavamo una ricettina succulenta come questa.

    Grazie!

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  22. …ehmm..per colpa tua Arthur, stanotte ho dormito male…ho avuto un incubo!!!
    un grosso formaggino sopra un’automobilina di gomma , voleva investirmi…per poi aggiungermi ad un bel mix di formaggi!!!
    🙂 m’è venuta cos’…dai scherzo, ho dormito profondamente!
    😉 vento

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  23. Prima che si faccia ora di pranzo,consiglierei di modificare la ricetta facendo saltare prima il pollo con il formaggino e poi aggiungere il pane grattugiato per far venire la crosticina e per chi ce l’ha 10 min. di grill non guastano..anzi!Cavolo ieri ero annebbiata da un viaggio che non prevedendo di guidare, ho fatto dall’Isola a casa con patente scaduta da un mese..roba da brivido freddo!!Ma confesso che, anche se avessi saputo,non avrei controllato la patente perchè erano 10 anni dall’ultima volta.Controllatela tutti!Non potete immaginare che sorprese ne vengono fuori..una volta ricordo un ancor giovane generale della finanza in vacanza con noi a Porto Cesareo……

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  24. Preciso che purtroppo non amo il brodo e galleggiamenti vari..Scusatemi ma per me i consommè hanno rappresentato da bambina solo il pasto dell’influenzona con febbre a 40 o l’intervento di tonsille purtroppo da me nessun altro ricordo brodesco,mia mamma la carne lessa ,per renderla appetibile a noi, che eravamo un pò così..ce la girava in padella con uovo , piselli e prezzemolo e in quel caso ci piaceva, ma molto di rado… 🙂

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  25. 🙂 già già…un pò tutti associano il brodino all’ospedale!!
    io son stata fotunata con le tonzille…l’ho tolte a 5 anni, d’estate ed ho mangiato un bel pò di gelati….e allora perchè mi si raffredda sempre la testa se ne mangio uno? 😦
    opto per il semifreddo…un bel tiramigiù!!!

    Bono il lesso così…mi fai venire delle reminescenze, TE!!!!
    bonAPPE’.

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  26. Un commento veloce veloce… Ed ecco che Carlotta mi ha mandato la terrina di Pollo, pane e rucola, già fatta e tutta da mangiare…

    Gnamm, gnamm, gnammmmmmmmmmmmmmmm…

    Da Carlotta stasera alle 20.00, io porto il vino… ASTENERSI PERDITEMPO!!! 🙂

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  27. Della mia “piccina” ho diversi ricordi.
    Era la casetta dei nonni, tutta in pietra, in mezzo ad una campagna ancora
    “inviolata”. Era una casa fatata, in cui regnava la serenità e il
    rispetto per la natura e gli animali.
    Ora, vivo sempre in campagna, la casa è nuova e grande, ma … mi manca
    la mia “piccina”.

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  28. Ma che vuol dire Astenersi Perditempo?????
    io quando mangio, mangio…mica mi perdo a grattare il formaggio!!!
    e poi non ho visto la mail, non sapevo dell’invito, quindi va reinvitato la vento.
    Sennò…sciopero!!! niente post, niente foto, niente commenti soprattutto!
    EHEHEHE…ti garberebbe eh??? invece nulla ….vado da Lucia, UHM!!!
    prendo un bel fragolino…..e ce lo beviamo alla faccia tua…
    la sera dopo tutte da Carlotta e mi metto d’ accordo…quando te suoni il campanello un ti si apre…TIE’—–ihihihihihi
    E ora vò a letto..son devastata…..un so perchè….la vecchiaia? no, la primavera!
    nottolina a tutti.
    baci e abbbracci
    vento&Carmen
    🙂 😉 🙂

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  29. @ Sonoqui: la “piccina” non si scorda mai… 🙂

    Io, purtroppo ne ho cambiate tante di case, da piccolo, da grande, per cui in un certo senso non ho dei veri e propri legami ma, di ricordi legati a molte di quelle cose, tanti.

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  30. @ Semprevento: conosci una Lucia che non è venuta ancora a trovarmi?

    Oh ‘nnagg… e comunque stai tranquilla che mi trasformerò in una moschina e all’ultimo momento mi materialezzerò… hihihihihiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii….

    Scappo che altrimenti l’Arthur mi licenzia in tronco. 🙂

    Un bacio a Carmen. 😉

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  31. Alternando tra esercizi di cinismo e rimpianti da soap opera, le cose del passato a volte sono di un altro e a volte non me ne statto.
    Mi piace la casa che ho adesso. Piccina, beninteso.
    Anzi giusta.

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  32. Dirò una cosa poco popolare a proposito della casa,fermo restando che le vecchie case dell’infanzia rappresentano l’immagine della spensieratezza dei dì che furono, ricordano la fucina dei nostri sogni che eravam certi potessero realizzarsi,l’onnipotenza degli anni verdi e l’allegria della meglio gioventù,penso spesso che una serie di bei bilocali in vari punti dell’Italia sarebbe la soluzione più appropriata per le esigenze attuali della nostra vita.Un tempo si potevano avere case grandi,tanti di noi l’hanno avuta, perchè i nostri genitori o nonni avevano servitù e factotum di tutti i tipi che si occupavano dentro casa di tutte le riparazioni,ma attualmente chi c’è più che si prende l’impegno di tutti quegli oneri assicurativi e fiscali per avere un pò d’aiuto?Ora, tranne i paperoni italiani,che per giunta,sono sempre meno, chi vuoi che si imbarchi in gestioni di case del tutto usuali qualche generazione fa,che dalle soffitte alle cantine prevedono manutenzioni pazzesche?Meglio far da soli per quel che si può e,facciamocene una ragione,non è più tempo di comodità per tanti di noi seppur delle comodità siamo stati,in un certo modo,anche il prodotto.Se volessi concedermi un lusso,vivrei in una barca con tutti i confort,non grandissima e in albergo, svernando in posti temperati dove il mare è sempre in calma piatta,ma vendendo tutto ciò che è eccessivo sulla terraferma.Inoltre avrei la speranza di avere un ricovero se qualche catastrofe naturale si abbattesse in una delle regioni da me abitate perchè altrove,un nuovo rifugio,piccolo,comodo e funzionale sarebbe pronto ad accogliermi.Purtroppo siamo della generazione “no memory no emotions”anche se,quelle case lì nel ricordarle,facevano tanto “Mamma forever”,culla, cocoon, sicurezza insomma..ma ora?Dove troviamo una parvenza di tutto ciò che sembrava dovesse essere la “certezza”della vita?Adeguiamoci ai tempi e,seppur facendo uno sforzo,tirando un bel respiro, resettiamo il cervello,accantoniamo felici ricordi di latti, pappe e giochi e armiamoci di praticità che è l’unico strumento adatto per questa non facile esistenza che purtroppo”storto o morto” dobbiamo accettare.Non avrei mai voluto prendere coscienza di ciò ma la vedo così e scusatemi se ho certamente infranto un bell’amarcord…..

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