Così, giusto per dire…

                     Oggi vado al bar per un panino e chi t’incontro? Giuseppe, fratello di Carletto detto anche Pischello di paese, che non ha nulla a che vedere con Guagliuncello, termine importato dall’Australia il giorno che Giuliano Verne approdò a Formentera per via di una storia cominciata tanti anni fa, che ad onor del vero, non è mai finita e che inizia più o meno così:

… era una sera d’estate e mentre la gente accaldata dopo una giornata assolata, prendeva un po’ di refrigerio mangiando al bar dell’Angelo un gelatino al limone con sopra la ciliegina sotto spirito, rosso arancione e giallo canarino, arriva di soppiatto senza fare alcun rumore Giuseppe, si siede sulla panchina del vicolo numero 147 della borgata dei Sangiovanesi e guardandosi con fare circospetto tutt’intorno, si accende una sigaretta che tra l’altro l’aveva presa dal pacchetto dell’amico Ernesto che poco prima l’aveva comprata al bar dell’angolo, giusto dove c’era Cosima Benedetta, dell’ordine certificato delle sorelle Sesta Coppa GH, con l’aggiuta della S (SUPERIOR), con doppie frange e sostegni laterali, per compensare certe cadute libere che ogni tanto potevano capitare, soprattutto se tra il dire e il fare, s’intraprendeva una corsettina serale, detta anche dei Vespri Carmelitani, fatta con passo sostenuto tra le vie deserte del centro cittadino, passando per via Ansimando con le Correnti d’Aria, Piazza delle Correnti già avvenute e procedendo per via Armando Garibaldi, che non era per niente parente dell’eroe dei due mondi, che poi se devo essere sincero, non ho mai capito di quale mondi si trattasse, perché in ogni caso, la Sardegna insieme alla Sicilia erano sotto la dominazione delle popolazione Longobardate senza alcun ritegno, che si distinguevano per certi particolari copricapo fatti con corna di bisonte impauriti, cacciati nelle notti di luna calante, perché se si sbagliava la tornata, c’era il rischio di rimanere a bocca asciutta e…

… stavo dicendo, orco, ho perso il filo e chissà che questa volta mi si dice ancora che sono troppo serio, perché altrimenti, salgo sui monti Peloritani, svicolo per le Alpi Apuane, scendo nel bel mezzo del fiume Arno e m’insedio sotto la torre di Pisa e con estrema pazienza, tra un VENTICELLO e l’altro, aspetto che il nemico passi tre volte…

Evvabè, così giusto per dire! 😆

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24 pensieri su “Così, giusto per dire…

  1. Luisa

    😯 Ma che conta passi hai? dove l’hai comprato? mi sembra per fare il giro sui monti Peloritani, svicoli per le Alpi Apuane, scendi nel bel mezzo del fiume Arno e t’insedi sotto la torre di Pisa…mi sembra siano un po più di 7000 passi..t’hanno fregato! Tu con la scusa del panino vai a trovare Cosima, ne rimani ammaliato e quando passa il Pischello del paese con i prodotti Made Australia, compri… Rimedi un frullatore anche per me? se non ti scoccia troppo…

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  2. semprevento

    hahahahhahahaha….iommei!!!!
    se la canta da solo!!!!! che tortello ttussei!!! 🙂
    uhm…era cantata per qualcuni????..mi ci son persa tra sigarette e suore con la erre furba!
    Ti vorrei avvisare…siccome l’Arno è po’ ..come dire…color verde acidoso tendente al marron glassè….con pantegane e piccioni vegetariani….ti consiglio una canao e un ombrello a seguito..un po’ come le tartarughe ninja giapponesi…stivali a coscia e un disiffettante alla nitroglicerina. ci sono anche i TARPONIIIII…parenti dei TUOPI. ( per dirla in modo fine) sono i parenti altolocati dei TOPI. La peggior razza roditora.

    Quando sarai ai piedi della torre, mettiti gli occhiali da sole di quelli belli scuri..perchè la Pisana l’è stata ripulita e brilla da morì….un si pole guardà tanto è bella.
    Poi attento…ci sono un sacco di turisti..ma tanti…boiaaaa …..un ci ‘apisce più nulla.
    Secondo me faresti bene a aspettà una volta sola…il vento si sa, l’è tanto bonino ma birbante! ..magari mentre sei lì lui va di là, dalla Cattedrale e ti fa ” cucù”!

    Quest’aria mi piace…assai….mi riflette…. 🙂
    Poi vado di là…c’ho da esternare qualcosina….sui nostri giovani!

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  3. ..A proposito, Luisa ( mi confondo sempre tra Luisa e Laura) …qualcuno me lo ha fatto notare…antepa’tio!
    Cmq..ti manca il frullatore? a me manca il contagiri!!!! dato che vado in bici ..è fatata ma non sa l’aritmetica!
    Ora arriva roba anche dall’Australia???? maremma zucchina…un lo sapevo!
    Speriamo sia tennologia buona…e non che dopo una frullatina alla macedonia tu ci debba fare un fermacapelli di plastica tipo arte povera…
    ma lo vuoi a pile o a corrente? con vari accessori o uno solo…specificalo al Capitano perchè altrimenti appena va via Pisa corre all’Ikea..eda lì…mi sa che torna pieno come l’arca di Noè!!

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  4. @ Luisa: mannaggia alli pescetti, cara Luisa, il frullatore gli è finito or ora a qual pischello dell’Ettore, perché si era fermato in via della Cimarrosa e le comari del paese, Serena, Giuditta e Rosetta detta anche lei della Cimarrosa, perché in cima al monte Ortobene in quel di Nuoro, l’ultimo paese sperduto nelle Langhe prima che Noè e i Filibustieri s’insediasse per coltivare la canna da zucchero che, per l’appunto doveva servire a colorare quella sbobba che Fiorello era solito mangiare, dopo averla frullata ben bene per almeno tre volte, perché non è detto che l’ultima parola sia quella giusta, soprattutto se viene dal Lungarno dell’Arciboldo, sai quello che dipingeva usando gli ortaggi, che dopo anche lui, frullava ben bene almeno tre volte… 😆

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  5. @ Venticello: guarda che se tu Tortelli, tu c’inciampi e questa è una massima che nei canti gregoriani va molto di moda, soprattutto all’ombra dlla Torre di Pisa. E poi, io uso sempre gli occhiali scuri, infatti se tu fiossi incappata prima nel mio blog, c’era una foto di me splendita splendente con occhiali scuri che più scuro non se pote, infatti la cosa mi ricorda quel pazzo di Graziano, detto anche Orbetello delle braccia incrociate, perché era avvezzo a non fare nulla da mane a sera e al calar del sole, andava a pettinare le bambole che, a suo dire, lo facevano sentire in forma.
    Inszomma, inszomma… la Pisana si è ripulita e brilla da morì? Oh ‘nnagg… attivo subbitissimo la videoconnversione e me la guardo da tutte le parti… 😆

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  6. Laura

    Arthur, vedo che ogni tanto inciampi nei tuoi disorientamenti letterari e se non sbaglio il termine l’aveva coniato la tua amica Elle, dobbiamo darle tutta la responsabilità? 🙂

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  7. Luisa

    Va bene, darò indicazioni precise perchè se Arthur non mi prende un frullatore, va bene anche un minipimer…Però, sapere che quel pischello dell’Ettore li ha finiti, mi scoccia. Volevo il frullatore a dinamo…ricaricabile con le pedalate di Vento sulla bicicletta fatata…Ogni mezz’ora di pedalate avrebbe dato al frullatore un’autonomia di un’ora…Mi serve una pedalata costante anche per alimentare la macchina che produce lo zucchero filato, giacchè abbiamo chi ci produce la canna da zucchero, e io ho il senso degli affari…Fiorello ci fa la pubblicità davanti la Torre di Pisa e da lì non si muove più…Insomma, non so quante pedalate dovrà fare Vento, ma sospetto qualcosa tipo allenamento giro d’Italia…Ri-insomma, Graziano dalle braccia incrociate dovrà trovare un po di grinta e andare personalmente in Australia a procurare ciò che ci serve…No frullatore, no parti…è così che l’economia si ferma!

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  8. E che dire se ti fai un giro da queste parti con la bici di Vento a turbina di frullatore di Luisa,fai un salto sui monti Lattari e prepari un bel frappè con le fragole delle mucche che qui hanno il muso rosso perchè non mangiano altro e sembra che hanno il rossetto e infine ti dirigi in costiera a Minori che è più in alto di Maiori tanto per far dispetto e poi t’infili verso Cava e,tanto per riprendere l’argomento fai il Guaglione e “passi e spassi sotto a stu balcone,dimme tu sta verità “.. 🙂

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  9. P S. Liberamente tratta da “Guaglione “di Renato Carosone, l’originale prevede che “nun cunosc ‘e femmene tu si accussì giovane..ma nel caso specifico…..eehm……………!Vabbè!

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  10. @ Carlotta: io e dico IO, sensibilmente IO, ci sguazzo nei miei disorientamente letterari, ma vedo che TU non ti tiri per niente indietro, anzi, vai a braccetto con Luisa e Venticello e quasi quasi arrossisco per cotanto disssipamento del pensiero pensato e ben condito, così come si fa con le tagliatelle zucchero e miele, cche con un pizzico di mostarda delle valli Argentine, viene fuori un bel condimento per i giorni di festa e anche per quelli comandati, da chi? Evvabè, che vi devo dire tutto? 🙂

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  11. @ Luisa: no frullatore e no parti? Spetta, mi sembra di averla già sentita… No, scussa, inszomma, mannagg… e porcacc… , evvabè che come nonno Archimede non ci ho capito niente, e come Erzicovina delle Valli Ruspanti ci ho classe che sembra acqua fresca, considerando il fatto che a quest’ora della notte spesso e volentieri sono mezzo assonnato e l’occhio destro, che non è simile a quello sinistro per via di una papinona ricevuta alcuni anni fa, mentre leggevo il giornale, in un bar dell’angolo, si proprio quello tra via Camillo Benso conte di Cavour e piazza Reginetta Fiorentina (forza Napoli… ), infatti per tutti quelli che non lo sanno, ho un occhio di vetro che mio fratello, oculista, ha fatto arrivare espressamente dal Paraguay, terra di mille risorse e tante biglie di cristallo, poi mentre che c’era, mi ha procurato anche una dentiera fatta con osso di coccodrillo e un ginocchio di cocco essiccato esclusivamente al sole delle Maldive… quindi, nel caso mi riconoscereste subito, perché zoppico un pochettino e quando parlo strascico la lingua come se fosse una locomotiva che va per il rifornimento nel capannone accanto a quello dell’ESSELUNGA, ma così lunga che più lunga non si può… dicevo, orco, non me lo ricordo più… e no, dicevo che mi viene da ridere pensando a tutte ‘ste bocche chiuse, che come dire, “‘un parlate che se no ci scappa la sorpresa” e quale sorpresa mi domando?
    😆 😆 😆

    Cara Luisa, intercetterò con Venticello (e già, dov’è finita la ciospina?) e una pedalata lei, una pedalata io, vedrai che di frullate ne faremo tante.

    Contenta? 🙂

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  12. …..scusate…mi son persa….
    voi ditemi cosa devo fare e io lo faccio…me lo ha suggerito Pino la lavatrice!!!!
    spetta un pò…che…. . mi vien da ridere come leo buzzanca!!!

    uno dei tanti…ma direi che io la pina in bicicletta la farei bene!

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  13. wowwwwwww…allora è vero….caro Arthur ho scoperto l’arcano…ihihihihiih
    ma guarda te!!!
    che ganzaaaaaaaaa che sono…ci sono arrivata da sola…roba da chiodi!!!
    🙂

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  14. @ Semprevento: arrivata dove di grazia? E no perché dopo cotante cose dette, arrivarci non è così semplice, e vedrai che appena arriva Carlotta (tra poco compare, più o meno verso l’una di notte… 🙂 ) ci svela l’arcano, che poi non ha nulla a che vedere con l’arcàno, cosiddetto a Roccalumera, ovvero sia, l’argano. 🙂

    Insomma, dove hai trovato i chiodi? 🙂

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  15. @ scusa Luisa….ma sei sicura che ti son simpatica?
    no perchè mi pare d’andà a fare il tour de France…pedala qui pedala là…madonnina santa…arriverò alle Mauritius!
    tanto c’ho le turbine…un genero meccanico e fantasioso…che al posto del fanalino di coda ci mette un siluro terra/mare , mi spara lontano in un colpo solo..e si libera di me!
    Uhm….
    …..cmq…vedo e noto che a fantasia un vi regge nessuno!
    ……mah!

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  16. Eccome ..Eccome… Lo so che ho fatto tardi, ma sono andata a recuperare uno che aveva la marmitta bucata e la bicicletta a terra ma che dico bici…terra!E per prenderlo mi ci è voluto l’argano perchè da solo non si sollevava ed allora me lo sono caricato per il braccio della bilancia ma ho fatto due pesi e due misure e allora ho chiesto quando andava al chilo il pesce e mi hanno risposto:”Per lei faremo un trattamento speciale”…e mi sono portata a casa tre libbre di sardine che venivano dalla Sardegna e,chi se le mangia domani puzza, perchè il pesce puzza sempre dalla testa!!!!’Notte,domani è un altro giorno!taa ta ta Taà..Ta taaà..Ta taaaaaà..

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