Noi, oggi!

Stupro di gruppo su due minorenni: «Sono due puttane, tanto ci stanno»

Studentesse napoletane di 16 e 17 anni in balìa di tre diciannovenni a Frattamaggiore. Violentatori ai domiciliari.

“Il Messaggero”

                    Non voglio trasformare il mio blog in cronaca nera, ma una riflessione credo sia giusto farla e incomincio dicendo: cosa succede ai giovani oggi? Cosa fa si che delle persone normali, dei giovani con una casa, una famiglia normale, un lavoro normale, diventino delle bestie incuranti degli effetti che una violenza inutile, brutale possa avere su delle ragazze che per il resto di tutta la loro vita ne porteranno pesantemente le conseguenze?

Scusate questa mia digressione, ma credo sia giusto farla, altrimenti questo spazio non avrebbe motivo di esistere; per non essere anche noi delle bestie che girano lo sguardo dall’altra parte per paura di vedere.

                    Buon sabato e buona domenica.

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32 pensieri su “Noi, oggi!

  1. Silvia

    Sì, ho letto questa mattina e queste notizie fanno orrore.

    La cosa più sconvolgente è che uno degli stupratori ad un certo punto si è affacciato alla finestra invitando altri a continuare.
    Con un po’ di amarezza, buon fine settimana.

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  2. Stamani niente tv..ma hai diciamo, anticipato il mio pensiero su quello che volevo scrivere nel tuo articolo di qualche giorno fa.
    I nuovi adolescenti. Chiamiamoli così, perchè di adolescenziale con annessi e connessi…c’è rimasto tanto poco.
    la giornalista Marida Lombardo Pijola si è occupata ultimamente dei vari aspetti dell’adolescenza …inquietanti i suoi servizi trasformati poi in libri. Raccolte di testimonianze sul campo.
    Nella trasmissione era presente un professore di cui non ricordo il nome..ma la cosa che mi ha colpito profondamente è stato il suo resoconto riguardo un articolo pubblicato in cui si riportava la notizia di una Bambina di 11 anni che si presentava con l’amichetta al pronto soccorso per chiedere la pillola del giorno dopo.
    E’ stata accompagnata da questo prof che dirige il centro dei dasigi adolescenziali ..ma non ricordo dove…ebbene resosi conto della situazione ha chiamato la madre che è arrivata dopo oltre 4 ore , urlando e sbraitando…solo perchè si erano permessi di disturbarla nel mezzo di riunione aziendale.
    Che fine abbia fatto il caso non è stato detto…..ma il fatto sta che casi come questi non sono così tanto sporadici.
    Mi rendo conto che 11 anni son ben diversi dai 17 anni…io pensavo che ci fosse almeno un pò più di consapevolezza, Diciamo che a 17 anni c’è un percorso gia fatto su quello che possono essere le modalità di un educazione collettiva: il rispetto.
    Ma pare proprio di no.
    E allora che dire?
    Mi è capitato spesso di parlare con ragazzini che hanno da poco superato i 18 anni e che vengono riconosciuti dalla legge responsabili dei propri gesti.
    Beh, qualcuno lo è…altri invece vivono ancora nel mondo delle favole….dove tutto è permesso e si risolve con un bel finale fatto su misura.
    La svolta deve esserci…altrimenti non andremo da nessuna parte. La famiglia ha le sue colpe…gli vengono riconosciute abbastanza di frequente…l’accusano di non voler vedere…il che è diverso dal dire ” non l’ho visto, non me ne sono accorta”.
    Si ritorna alla parola consapevolezza…va insegnata all’asilo. Va insegnata a chi non la capisce. Noi adulti siamo i primi.
    Bisogna lavorare sul campo, e cioè nella scuola…nella famiglia…affrontando le tematiche del caso.
    Gli esperti lo sanno…ci lavorano da anni…qualcosa riescono a recuperare…molto si perde per la strada.
    C’è tanta assurda violenza, e bisogna capire bene da dove nasce questo bisogno di protagonismo smisurato e senza sosta.
    Caro Arthur, il fatto che io non metta mai articoli riflessivi come questo è perchè
    mi fa male vedere nel Mio Mondo tanta cattiveria gratuita. ma non mi esimo mai dal riflettere sulle tematiche…ho una figlia di 22 anni che è sempre abbastanza ingenua…almeno io la vedo così…e sto sempre attenta alle sue mosse, non perchè io non mi fidi di lei….anzi..mi ha sempre dato prova di essere giudiziosa…il fatto è che hanno le loro zone d’ombra…e non esiste un” porto franco”.Per nessuno .
    Io sto, come meglio posso, attenta alle sue sfumature..che colgo…ma non per questo sono esente da colpe…l’umiltà m’insegna che chi è senza peccato scagli la prima pietra.

    Ti auguro un bel week end all’insegna del relax….
    e non ho mai pensato che tu fossi esente da serie considerazioni sulla vita…ma questo lo sai… ( non è un rimprovero, assolutamente no…ogni tanto questa realtà va pur affrontata)
    bacio a te e alle tue grandi donne.
    vento

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  3. Io non credo ci siano motivi particolari. La mente in qualsiasi momento può smettere di funzionare e si arriva a queste cose. Perchè, diciamocelo, per fare questo genere di cose bisogna stare seriamente male con la testa, non è solo una questione di avere tanto odio e tanta violenza dentro di sè.
    Poi (e non è una giustificazione!) c’è da dire che comunque ci sono ragazze/donne che più di altre possono attirare questi malati di mente, ma in ogni caso è sempre uno schifo.

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  4. @ Semprevento: stamane, appena letta la notizia, ho sentito tanta rabbia mista a senso d’impotenza, per come senza rendercene conto questo nostro mondo sta andando. Dovremmo essere abituati ormai a notizie del genere, anzi, i giornali, i media tutti, fanno ogni giorno a gara a raccontarci particolari raccapriccianti, condite da foto e filmati “spettacolari”, come se da sola la notizia non bastasse più, come se il destinatario della stessa sentisse il bisogno di altro e quindi, ecco la necessità di accontentarlo.

    Come dire che per stupirci occorra ben altro e di conseguenza la gente si ciba di queste notizie con golosità e più sono drammatiche e più l’interesse si manifesta, tant’è che ormai è normale la proliferazione di programmi che con la cronaca nera aumentano sensibilmente la loro audience.

    Ma questo è un interesse assolutamente morboso, che non crea secondo me coscienza, consapevolezza di ciò che succede veramente. Curiosità morbosa perché il dramma si consuma sulla pelle degli altri e quindi, ci fa sentire liberi da condizionamenti emotivi.

    Invece io credo che bisogna parlarne ma, sganciati da qualsiasi forma di pura e semplice curiosità, con senso critico, cercando di capire come mai e perché queste cose avvengono. Un coinvolgimento quindi consapevole, perché ci riguarda, anche se non da vicino.

    Anche a me, cara Venticello, fa molto male leggerle queste cose, prima ancora per la loro inutilità, e questa mattina il mio pensiero è andato subito a quelle due ragazze e a come la loro vita sarà irrimediabilmente segnata da questa violenza. Loro, i maschi, purtroppo, passato magari il momento del pentimento, vivranno la cosa come una bravata, ma a che prezzo mi domando.

    Ciao e buona domenica! 😉

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  5. @ Valentina: è già, la mente in quasiasi momento può smettere di funzionare, è vero, ma ci domandiamo anche perché? Qui non si tratta di gente disattatata, tutti e tre i ragazzi a quanto pare sono “normali”, hanno un lavoro normale e tranquillo e allora? Cosè voglia di trasgessione? Sentirsi per un attimo forti e potenti? perché è di questo che stiamo parlando e se anche le ragazze si fossero mostrate più del dovuto, non è comunque sia giustificabile e tanto meno, comprensibile.

    In ogni caso, come giustamente dici, è uno schifo.

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  6. C’è un’ubriacatura generale,una mancanza di valori che non si sa nemmeno più da dove parte,non si capisce se sono più colpevoli i genitori,o se sono i figli,io penso che è la mancanza di attenzioni e l’incomunicabilità tra di loro.Sono una mamma anch’io e la mancanza di rispetto aleggia in tutte le famiglie,ma quando è successo a me,ho reagito in malo modo ho fatto “pesare”il mio disappunto,ma devo dire anche che ero sempre in casa a sentire a che ora si chiudeva la porta all’ultimo rientro con il telefonino acceso e pronta ad ogni evenienza e tutto ciò non ho permesso che iniziasse prima dei 17-18 anni.Probabilmente costumi non più consoni portano a tutto ciò,con questo non si può giustificare un atto che è un orrore,ma stesso tu hai notato che le ragazzine vestono con gonne inesistenti e i ragazzi non lo notano più,mentre quelli che lo fanno, commettono questi atti infami.Ma come possiamo pensare che non capiti ciò, quando poi in America vi sono da tempo concorsi di bellezza per bambine che sembrano un biglietto per varcare la soglia della pedofilia?”Venghino signori,venghino!!”sembra che urlino questi programmi e se dovessero arrivare in Italia?Io raccoglierei le firme per denunciare tutto il cast dal regista al tecnico della cinepresa,tutti,nessuno escluso,ma ci sono anche ragazzine(e l’ho sentito più di una volta)che fanno sapere in classe, con una certa intenzione, ai loro compagni di scuola maschi che si sono sviluppate facendo trovare loro le “prove” di ciò che affermano..anche questo è raccapricciante e dobbiamo stare ben attenti a valutare tutti gli aspetti di queste tristi vicende.I genitori dovrebbero fare qualcosa in più,non si può lasciare un figlio a vedere reality e porcherie varie pensando che non cambi in peggio la mentalità di quei bambini,che non si forgi in modo del tutto deviato quella testolina.Spero che si cambi rotta,basterebbe tornare indietro di 25 anni e si ricomincerebbe a ragionare di nuovo in modo normale, ma purtroppo sembra che la direzione sia un’altra e non dimentichiamo che il diavolo sovente viaggia anche su internet ed ha tanti approdi!

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  7. Pienamente d’accordo con te Arthur. Non si può far finta di niente. Queste vicende toccano tutti noi in una società in cui è sempre più necessario lottare per i diritti della personalità ormai troppo spesso sacrificati all’egoismo e all’istinto di sopraffazione. Un caro saluto, Fabio

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  8. Sicuramente ci saranno fior di esperti che troveranno una motivazione opportuna a questi gesti e come al solito poche soluzioni.
    Magari dietro ad ogni ragazzo/a si cela una storia particolare che non sapremo mai. Noi vediamo solo l’atto finale ma non conosciamo l’inizio della storia.
    Nessuna giustificazione, s’intende, ma solamente presa di coscienza che ogni educatore deve svolgere il suo ruolo, in primis i genitori, seguiti da professori, allenatori, amici, ecc.
    Ogni generazione deve imparare il valore della vita, che comprende il rispetto dell’altro e di se stessi, la volontà legata al sacrificio per ottenere un risultato, cosa significhi amare nella sua totalità. Alla generazione che precede tocca il compito di passare un testimone pulito e di valore.
    Buona domenica.
    Ciao.

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  9. alanford50

    Carissimo Re Arthur, credo che purtroppo la tua giustissima e sacrosanta domanda contenga l’unica risposta possibile.
    Ti chiedi, “Cosa fa si che delle persone normali, dei giovani con una casa, una famiglia normale, un lavoro normale, diventino delle bestie incuranti degli effetti che una violenza inutile, brutale possa avere su delle ragazze che per il resto di tutta la loro vita ne porteranno pesantemente le conseguenze?” ebbene a questo punto dovremmo chiederci e ristabilire cosa è normale, cosa rappresenta la normalità, c’è già da perdersi in questa prima parte della domanda, ci sono mille risposte, la maggior parte di comodo e di interesse, in un mondo dove il concetto di comunità ha lasciato il posto unicamente all’individualità più becera e sbagliata c’è poco da aspettarsi e pretendere, non trovi?
    Una famiglia normale? se individualmente si è persa la concezione di normalità figuriamoci cosa ne può sortire dall’unione di più persone con il medesimo handicap, da due egoismi e da due ignoranze che si mettono insieme cosa ci si può aspettare, che sappiano mandare avanti una famiglia con i sacri crismi? con intelligenza? con spirito di sacrificio? con volontà e determinazione volta all’interesse ed al futuro dei figli?
    Se a tutto questo aggiungiamo anche i problemi finanziari dovuti al lavoro che ormai non c’è più ne per i padri ne tantomeno per i figli, direi che la frittata è inesorabilmente fatta e la situazione ha preso un china insormontabile che richiederà decenni di un ritrovato eventuale benessere per riprendere un modus vivendi “normale” da persone civili e intelligenti, capaci di vivere degnamente e dignitosamente il loro oggi con uno sguardo anche verso il domani di chi è loro caro, purtroppo visto i tempi che corrono questa è una evenienza che è molto lontana dal potersi avverare, anzi, secondo m, per gli motivi contingenti della nostra società assisteremo ancora ad un notevole aumento del degrado sia morale che sociale.
    A chiusa di questo mio modesto intervento, posso dire che saranno proprio le persone più deboli a pagare sempre di più il prezzo di questo nuovo degrado e le donne che nonostante l’apparente conquista di una parziale parità continuano a far parte sempre comunque dell’anello debole e continueranno così a pagarne il carissimo prezzo, questo regredire della nostra società riporta indietro nella storia millenni di inutili sforzi di emancipazione delle menti e delle società.
    Insomma anche in questo senso se tutto va bene siamo rovinati e come sempre io spero che me la cavo…..
    Ciaooo neh!

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  10. Spesso mi chiedo perché i giovani d’oggi danno così poco valore al rispetto, perché la violenza è quasi sempre al primo posto nella loro vita, quali sono i valori che hanno, se ne hanno, o che cercano. Io non trovo giustificazioni per loro nei problemi dati dalla mancanza di lavoro, dalle difficoltà che la vita presenta spesso. Eh no troppo facile parlare solo e sempre di degrado o cose simili . Ammetto che ci sono ragazzi allo sbando, che non sono seguiti da nessuno e forse questo può anche influire, ma niente e nessuno giustifica la violenza di qualsiasi tipo sia. Spesso assisto a scene nelle quali si vedono i genitori che cercano in ogni maniera di far capire ai propri figli che nella vita ci sono valori molto importanti e che si ritrovano figli che sanno solamente rispondere in maniera scocciata, maleducata e anche violenta e nello stesso tempo però si assiste, anche tramite la televisioni, a spettacoli nei quali sono proprio i genitori ad inculcare ai figlio fin dalla più tenera età che conta la bellezza, l’essere famosi, fare soldi. Ma come crescono bambini sballottati da un concorso all’altro e che poi finiscono in mano a persone sconsiderate che li sfruttano e basta con il benestare dei genitori?? Già abbiamo assistiti a finali molto crudi, atroci, per questi bambini. Ma questo è solo un piccolo esempio. Sembra quasi che al giorno d’oggi se non si compiono certi atti si venga considerati delle nullità, quando invece è proprio il loro comportamento che li rende tali, perché non hanno capito che in questa maniera non si arriva da nessuna parte. Non dimentichiamo che tanti film sono un input per i ragazzi, tanta violenza gratuita nelle pellicole, nelle trasmissioni, sui giornali, non fa altro che alimentare uno spirito di emulazione che sta dilagando a macchia d’olio…. E la cosa peggiore è che sembra che la maggior parte delle persone si stiano abituando a notizie del genere, che siano solo un soffio che dopo un attimo è già dimenticato…. Non so dove si finirà di questo passo…

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  11. E avevo dimenticato un altro aspetto molto significativo di questa generazione di giovani trainati dal carro delle bestialità.A scuola ,quante volte abbiamo letto sulle cronache locali che in alcuni paesi italiani senza differenze di collocazione,dal nord al sud,genitori non soddisfatti dei voti presi dai figli hanno picchiato presidi e professori?Facciamo un salto indietro negli anni 60-70, ricordiamo prima come venivano rispettati i giudizi dei docenti di quell’epoca?Le cose sono incominciate a trasformarsi,solo dopo, molto subdolamente, con i voti politici presi “gratis”agli esami nelle università,per me, anche quello era un sopruso, perchè chi studiava sul serio, non si divertiva per niente.Ora sembra che siamo stati tutti risucchiati su un altro pianeta con modi di vivere del tutto lontani da noi,mi viene anche da sospettare un “ricorso storico”vichiano,un precipitare indietro nel tempo perchè fisiologicamente è questo il cammino dell’umanità.Restiamo noi a reggere lo stendardo del vivere civile e ciò che abbiamo generato dovrà resistere al gap generazionale che si è creato,e quanto sarà facile non so!

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  12. Luisa

    Sono delle bestie che vanno tolte dalla circolazione. Non credo che possano venir rieducati in alcun modo. Ma poi, riedecati, educazione non ne hanno avuta evidentemente,o l’hanno avuta sbagliata. Lasciati crescere come piantine in balia del vento,senza punti fermi, senza certezze su cosa è giusto e cosa è sbagliato…comincio a dubitare che lo sappiano anche le famiglie dalle quali provengono. L’idea che tutto è concesso, che la donna è una puttana e che deve subire di tutto, in qualche modo devono averla appresa. A parte il fatto che anche la poveraccia che pratica “il mestiere” non merita di venir violentata come non lo merita nessuna. Vorrei sottolineare un punto dell’intervento di Carlotta : “ho fatto “pesare”il mio disappunto,ma devo dire anche che ero sempre in casa a sentire a che ora si chiudeva la porta all’ultimo rientro”, che poi è presente nell’occhio vigile e discreto di Vento. E’ importante la presenza fisica di un genitore, la sua capacità di mettere i paletti da non oltrepassare, e il suo vigilare discreto…L’educazione è fatta di messaggi espliciti, ed impliciti espressi col nostro comportamento. Io ci sono, m’importa di te e di quello che sei e di quello che diventerai. Non mi piacciono gli scaricabarile che si sentono dopo certi fatti di cronaca, ognuno deve fare la sua parte fino in fondo e deve esserne responsabile. Ma sarà veramente possibile che non ci sia alcun segnale che si sta allevando una bestia? Recentemente un adolescente ha massacrato di botte un giovane. La famiglia del ragazzino ha detto che ha allevato un angelo, loro non sapevano,non avrebbero mai immaginato una cosa simile. Possibile che avessero in casa uno sconosciuto, un abile mistificatore, uno dalla doppia vita?

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  13. Cara Luisa,qui ci prendono in giro..cosa saranno allora,i genitori di quel ragazzo da definirlo “angelo”,cosa faceva? andava all’ “Associazione della Misericordia” ad aiutare i bisognosi ,gli anziani o di quale altra virtù era insignito secondo questi genitori?Casomai per loro era angelo perchè non si accorgevano quando era in casa, perchè viveva in un mondo suo fatto di videogiochi violenti,e rimbambito da video e siti vari sul computer nessuno che lo prelevava e lo iscriveva ad una palestra,un corso di lingue,un doposcuola,non dava fastidio perchè non “consumava molto”si aggiustava da solo, per loro esisteva solo quando doveva esistere,poi ci si dimenticava della sua presenza.Ma questi soggetti non vanno eliminati,non vanno rinchiusi e buttata via la chiave,la nostra società si ritiene così mostruosamente in gamba da poterli recuperare e reinserirli in società,io non credo che ci riescano,vorrei che la smettessero almeno di farli diventare dei divi,che scrivono su giornali o addirittura scrivono libri che vengono finanziati da case editrici importanti,ed anche se sono degli ignoranti che non sanno esprimere una frase corretta, diventano un esempio,”quelli con i soldi”..”quelli che ce l’hanno fatta”ed allora tutti giù a dire vedi che non c’è bisogno di nessuna qualifica per essere qualcuno?Anche il compiere un atto criminoso,qualcosa che ti faccia avere i titoli in prima pagina,sarai un Michele o Sabrina,il fidanzato di Simonetta, o il filippino della signora marchesa, poi scrivi un memoriale,non so come..e ti fanno le foto, ti fanno diventare un personaggio ammirato e apprezzato,e tanti ci credono che anche questo è “il Sistema”…il sogno americano a me sembra essere diventato piuttosto un incubo e scivoliamo inesorabilmente verso una strada che frana perchè così si è moderni e così ci hanno detto di fare con tesi pseudo-buoniste, ma in sostanza ci spariamo sui piedi tutti i santi giorni.Un saluto!

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  14. semprevento

    Mi pare d’aver colto che il dito viene spesso puntato sulla famiglia…
    e penso che sia così…
    Una mia cara amica, qualche anno fa, insegnante di educazione fisica e insegnante di sostegno nel liceo, mi riferiva spesso che nella scuola la famiglia è inesistenze…
    Oltre alle assenze ingiustificate, quando alle riunioni i prof si lamentavano per lo scarso rendimento ed avvisavano la famiglia, molte non si presentavano al richiamo.
    L’assenza totale dei genitori…
    Poi sento storie che mi racconta Sara e lo spaccato aumenta.
    ragazze di 26/28 anni che hanno il coprifuoco a mezzanotte, massimo alle una.
    Che non devono sforare di oltre 5 minuti, che non prendono l’auto, che non hanno il ragazzo…i genitori son peggio dei tiranni, ma appena arrivano le ferie se ne vanno via per 2 settimane lasciando la figlia a casa ….beh…immaginate voi poi che accade…
    Ma qui si tratta comunque di ragazze adulte e consapevoli, almeno parrebbe dall’età.
    Ma non è così. Usano la loro libertà tanto sospirata in malo modo…eccerto che è così!!!!
    un anno circa di pene quasi corporali…quando il gatto poi non c’è i topi ballano il can can!

    Sommariamente si son persi i ruoli…
    In discoteca, frequentata da 14 enni in su…la signora delle pulizie trova le mutandine “dimenticare sul divanetto”…la guardia di sicurezza “accompagna” fuori ragazzini ubriachi sino al “coma” etilico…e non esagero.
    E i genitori? dove sono quando alle 5 del mattino i figli tornano a casa visibilmente stravolti?….magari il padre gli dirà..”bravo…hai almeno scopato?”….scusate il termine.

    Il discorso si allunga di parecchio…nelle strutture pubbliche per il disagio adolescenziale
    si denuncia la mancanza della famiglia…e questo è il punto fondamentale…la scuola tira questo carrozzone. Altrettanto importante e fondamentale.
    l’educazione è inestintente ed è talmente rara che quando qualcuno( giovanissimi) mi dice ..prego signora…mi commuovo..sarò scema?

    Le marachelle le abbiamo fatte tutti…ma da qui ai miei tempi, non corrono millenni…

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  15. Purtroppo chi ha i figli conosce suo malgrado più facce della medaglia,io credo che la famiglia non abbia ancora preso coscienza che con i mezzi attuali in mano ai nostri ragazzi bisogna partire da un altro metro,ora non è più facile come prima essere genitori e già prima non lo era..la famiglia si è trovata del tutto impreparata,è stato come mettere in mano un razzo in mano ai nostri figli e dirgli:”Toh vai sulla luna!”ma mentre arrivi lì, hai sbagliato rotta e ti perdi nella galassia..occorrerebbero corsi propedeutici per genitori nell’era di internet obbligatori..e non è una battuta.Ciao Vento!Buona settimana a tutti.. 🙂

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  16. ..e fin qui siamo tutti d’accordo.
    ..almeno, io lo sono.
    Anche a me non avrebbe fatto male una preparazione
    a questo mestiere assai difficile e sempre in mutamento.
    Son cambiata anche io come madre…ho dovuto.
    e se tornassi indietro….forse sarei un pò più dura..
    ma questa è una buona scusa per ammettere certi errori dovuti all’inesperienza.
    all’impreparazione…benchè sapessi quale ruolo difficile andavo ad interpretare.

    Ma la frittata ormai è fatta….io sono felice di quello che oggi è mia figlia…
    orgogliosa di esserle madre….anche perchè con quel caratterino ….chi la sopporterebbe!!! …e questa cara Carlotta è una battuta!!! 🙂
    Buona giornata a tutti i naviganti…escluso uno….a lui auguro
    di inciampare su un bel sorriso … quello di un bambino.

    vento

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  17. Dirò l’ultima prima di uscire per commissioni,sono stanca di trasmissioni seguite dai ragazzi dove si assiste a spettacoli indecorosi di gente con crisi isteriche,deficienti e, come se non fosse sufficiente,di sgrammaticati. Non avendole mai seguite,ho visto qualche pezzo a dir poco sconsolante alla trasmissione “Striscia”, nella rubrica dove si rivedono le mostruosità televisive.La società futura è anche mia e non mi và di sapere che i miei interlocutori futuri non sanno niente di cultura, perchè raccolgono solo frasi disarticolate, sgrammaticate e parlano come gli ignoranti che sono in tv,di questo passo,non si potrà neanche fare una battuta con riferimento a qualche classico di letteratura o in latino perchè ti guardano basiti,o ti ridono in faccia come dei rinc…niti!!

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  18. @ Carlotta: in effetti potrei non dire più nulla, perché sia tu che gli altri (complimenti e grazie per questo… ) l’argomento l’avete sviscerato da tutti i punti di vista, dimostrazione che è molto attuale, che appassiona, proprio perché ci coinvolge ogni giorno sempre di più con fatti di cronaca che lasciano spesso a bocca aperta.

    Ma non metterei a confronto generazioni che per necessità di cose sono lontane le une dalle altre, perché nel frattempo e soprattutto in questi ultimi anni, ci sono stati dei cambiamenti cosiddetti epocali, tant’è che la difficoltà maggiore sta proprio nel riuscire a capirci qualcosa. Internet, Facebook, i nuovi e strabilianti social network ci hanno reso da un lato all’avanguardia nella ricerca di contatti e quant’altro e dall’altro dipendenti di una socialità che spesso manca di contenuti profondi. Oggi è facile conoscersi, ma con la stessa e identica velocità, è anche facile perdersi di vista, e nel frattempo ciò che è rimasto è il nulla sommato al nulla, perché tutto si basa su di una superficie che non ha bisogno di particolari approfondimenti anche solo per dire ti voglio bene, per dispensare baci e abbracci come se fosse del tutto normale farlo.

    Ecco, credo che sta proprio in questa superficialità il vero problema. Superficialità che vuol dire non rendersi conto che dietro ad un nome, ad un nick, ci sta una persona in carne e ossa, e che proprio per questo è da rispettare. E se manca il rispetto, viene necessariamente a mancare tutto il resto. Insomma, credo ci sia un’enorme confusione, come anche una sconsiderata abitudine a ritenere normale la vista del sangue che scorre dopo un attentato, con resti umani sparsi da tutte le parti, a ritenere normale intrattenere un pubblico in televisione per parlare di omicidio come se si parlasse del tempo che passa.

    Come è normale andare in una discoteca per vedere il protagonista del grande fratello, come è normale non scandalizzarsi più se un politico ruba o con la sua influenza, sistema l’intera famiglia a spese ovviamente dei contribuenti.

    Come è normale prendere a schiaffi un insegnante che ha come unica colpa quella di fare il proprio dovere.

    Di tutta questa storia, al di là delle complicazioni emotive, sociali, la cosa che mi ha stupito più di ogni cosa è il ragazzo che si affaccia al balcone e invita gli amici a violentare le due ragazze, perché tanto sono delle puttane, a quanto pare dice lui. Ecco, oggi è normale ritenere puttana una ragazza che magari è un po’ più carina di un’altra, ed è quindi normale ogni tipo di brutalità.

    Per il resto, possiamo parlarne all’infinito ma credo sia di questo che, in effetti, dovremmo parlare, di tutta questa NORMALITà dispensata a piene mani come se, appunto, fosse normale farlo.

    Invece io, mi voglio scandalizzare e indignare e se occorre, urlare per farlo.

    ps: grazie a tutti e… a più tardi! 😉

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  19. Magari ci fosse il NULLA..c’è di peggio,c’è l’illusionismo del sapere , tutti che fanno a gara per un’inquadratura televisiva che è come la gramigna che invade ogni zona anche dove, forse, c’è qualche campo seminato a grano,tutto ciò fa scaturire quell’anarchia del vivere con gli altri, priva di punti fermi e dei vecchi principi che andavano resi solo un pò più attuali e non stravorgerli come se fossimo tornati indietro agli arbori,cioè una ripetizione di Sodoma e Gomorra “de noaltri”, dove si punta il fucile per sparare all’impazzata per paura che si depredi anche una gallina!

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  20. La famiglia, la scuola, la società … la colpa è di tutti e di nessuno.
    Ma sarà poi così vero che i ragazzi sono così “peggiorati”?
    Sono davvero così più violenti di 30-50 anni fa?
    …o forse adesso se ne parla solo di più?
    Il primo ricovero, per neonati abbandonati fu istituito a Milano nel 787!!
    A Firenze è famosa la Rota delgi esposti, in S.S:Annunziata dove i bambini raccolti venivano battezzati con il cognome Innocenti o degli’Innocenti. Pensate a quante famiglie portano quel cognome.
    Erano bimbi non voluti, per povertà o perchè nati da rapporti non coniugali, ma spesso erano frutto di stupri, anche familiari.
    Il mondo cambia, non c’è dubbio e come madre mi fa paura. Terribilmente paura. Ma siam certi che prima fosse poi così migliore?

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  21. …avevo pensato anche io questa cosa…e in effetti hai ragione pure tu.
    Se si ripercorre la storia… di abbandoni e violenze ne è piena….a me viene sempre in mente la Santa inquisizione… Forse son cambiati i modo e i mezzi…oggi per torturare una mente si usano altri utensili…i mass media son bravi….
    Ma ritengo, cara Sol che la famiglia è qualcosa di antico che ha legato il mondo ad un filo doppio.
    Non posso pensare che una madre e un padre non siano presenti ai loro figli…
    Poi mi guardo intorno e vedo sempre più dei papà col passeggino, da soli, che passeggiano tra le panchine di un giardino e son tanto premurosi con i loro piccoli…che tenerezza fanno. E son pure bravi….
    E allora mi pare di aprire una bella scatola di puzzle, tutto mescolato, 10mila pezzi da ricomporre…ma che immagine uscirà?
    Quel, che è certo che io ho fatto del mio meglio e mi ritengo fortunata… ma tanto fortunata. Le mie basi le ho gettate pur non essendo stata perfetta…qualche gobba si intravede…ma la crescita è sempre una gran bella cosa….sia da una parte che dall’altra.
    E come sempre la tua voce , cara Sol esce un pò dal gruppo per aumentare la RIFLESSIONE, che certamente ci aiuta a crescere e a tenere gli occhi sempre aperti.

    un caro saluto
    vento

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  22. @ Solindue: dire che tutto cambia e che in effetti nulla è cambiato, non è la soluzione del problema. E’ vero, da che mondo è mondo, il peggio c’è sempre stato, solo che come giustamente dici una volta non si sapeva, ma non è questo il punto, ma piuttosto incominciare a vivere nell’indifferenza di questo peggio che oggi purtroppo si conosce e che a furia di sentirlo, a furia di vederlo, ci si abitua e non fa più impressione.
    Ecco di cosa sto parlando, del male che sta per diventare NORMALE: ecco in cosa questo mondo oggi non è migliore.

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  23. @ Luisa: “Lasciati crescere come piantine in balia del vento,senza punti fermi, senza certezze…”
    E’ vero, l’ha detto Venticello e lo ha detto Carlotta, ma e tutto si basa su questo “discreto” controllo e alle volte non basta anche, figuriamoci se non c’è. Anch’io mi stupisco a certi atteggiamenti di certi genitori, ma in effetti e probabilmente non conoscono i propri figli, proprio perché quel famoso controllo non l’hanno mai esercitato. Spesso sono figli abbandonati a se stessi, con la pretesa di farlo per non interdìferire troppo nella loro crescita, ma la violenza non nasce mai dal nulla, la società in quanto tale è un’entità astratta, se la si considera avulsa da tutto ciò che la circonda, genitori compresi.

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  24. @ Patrizia: e già, l’abitudine alla violenza e a tutto ciò che è deleterio per la crescita delle persone, adulte e giovani che siano.
    Ed è proprio per questo che bisogna reagire, parlandone, prendendone coscienza.

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  25. @ Alan: carissimo, non voglio ripetermi, anche perché ho già risposto in lungo e in largo e ognuno di voi, con i vostri commenti, avete aggiuto dei tasselli preziosi per conoscere e cercare di capire una realtà che spesso ci appare incomprensibile. Solindue dice che il mondo è sempre stato così ed anche lei in queto ha ragione, ma oggi si corre il rischio di abituarsi, perché a furia di sentirne parlare, si rischia di ritenerlo “normale”, necessario, insomma lo si metabolizza, rischiando così di considerarlo con indifferenza, che è poi la cosa peggiore.
    E’ tutto qui il problema secondo me. E proprio perché credo nel mio prossimo, oltre che in me ovviamente, voglio sperare che a questo non si arrivi, perché se tutto va bene non voglio sentirmi rovinato, per poi sperare di cavarmela ugualmente. Voglio essere per quanto i è possibile consapevole e partecipe e per il resto, beh… la speranza è l’ultima a morire. 🙂

    Ciao e buona notte!

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  26. @ Spazio: è proprio queto il punto, riuscire a passare il testimone senza per questo inquinarlo.

    Ciao e visto che ti rispondo in ritardo, buon martedì. 😉

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