Una serata un po’ così…

La serata era un po’ così, del malumore che armeggiava da tutta la giornata, qualche scontro tanto per cambiare, una stanchezza accumulata durante l’anno ancora più pesante con le vacanze vicine, insomma, cosa di meglio di un piatto di spaghetti pomodoro e basilico e un buon calice di vino bianco, magari del trentino, un Müller Thurgau fresco, dal colore cristallino, con la sua  tipica fragranza aromatica?

E già, così visto che ero solo soletto, decido di prenotare ad un ristorantino vicino casa. Arrivo, mi siedo ad un tavolo in una piccola saletta e, mi guardo intorno. Sono un curioso, lo ammetto, mi piace guardarmi intorno, guardare le persone per immaginare qualcosa di loro, così giusto per passare il tempo ed anche per stimolare la (mia) fantasia. Spesso, quando mi capita, rimpiango di non avere con me la mia fida macchina fotografica, perché ne verrebbe fuori un bel reportage di vita vissuta e di stati d’animo ovviamente.

Evvabè… Di fronte al mio tavolo due signori, marito e moglie, sui settant’anni e più, forse. In silenzio, anche loro si guardano intorno. Lei, un po’ grassoccia, con un seno taglia 12 o 13 (esiste una taglia simile?), ha una camicetta bianca, a guardarla non sembra contenta, ha gli angoli della bocca all’ingiù; lui, magro, molto magro, leggermente pelato e nonostante l’età, con i capelli tutti neri, ha una camicia a quadri e sopra un gilè di quelli che si usano quando si va a pescare, con tante tasche. Scambiano due parole con la cameriera, arriva il dolce e lo mangiano sempre in silenzio. Mi mettono tristezza, cerco d’immaginarli sorridenti, ma non mi riesce, chissà perché mi sembrano infelici, ma forse è solo un’impressione, magari sono solo pacatamente abituati l’uno dell’altro. Accanto a me, invece, ci sono tre signore, anche loro non giovanissime, chiacchierano e ridono in continuazione. Una in modo particolare molto elegante, una bella signora, un piacere guardarla. Chissà perché immaginavo fossero delle maestre in pensione, una rimpatriata tra amiche con i mariti a casa relegati davanti alla televisione e magari era proprio così.

Mentre dentro di me facevo queste considerazioni, entra un tipo accompagnato da due donne, sui trent’anni, alto, maglietta e jeans, orecchino nell’orecchio sinistro e… la mano ben stretta sul cavallo dei suoi pantaloni. Che spettacolo ragazzi, credetemi, senz’altro da fotografare. Parla a voce alta, ride in modo chiassoso, le ragazze che l’accompagnano non si scompongono per nulla, fa il cascamorto con la cameriera che, con un sorriso di circostanza, li accompagna ad un tavolo per fortuna lontano dal mio.

Poco più in là, due ragazze e poco più in là ancora, altre due. Le prime più giovani, sui venticinque, trent’anni, le altre poco più vecchie, e tutte e quattro, parlano, parlano, parlano, ridendo di tanto in tanto e intanto, parlano, parlano, parlano. Ho sorriso anch’io a vederle. Ho sempre ammirato la capacità delle donne di parlare sempre e di tutto, contrariamente a noi uomini sono creative persino sulla scelta degli argomenti, basta una piccolissima scusa e ne hanno anche per il giorno dopo. Noi uomini, invece, per certi aspetti siamo noiosi, politica, calcio, donne, che noia!

Infatti, quando posso, sbircio dall’altra parte, m’intrufolo in quel ci… ci… ci… e mi diverto da morire. 🙂

E a pensarci bene, quella sera, in quella sala, ero in minoranza, su cinque tavoli, tre erano di donne e, caso strano, tutte che parlavano, parlavano, parlavano.

Ero alla fine, una crema catalana per concludere in bellezza, un ultimo sguardo ai nuovi arrivati, una coppia di giovani sposi con figlioletto, un bel musino come la madre, tranquillo, tant’è che mi son chiesto come si potesse portare un bambino così piccolo alle 10 di sera in un ristorante, ma la vita è proprio bella perché è varia e, uscendo, un altro sorriso, al pensiero di cosa avessero pensato gli altri vedendomi lì in silenzio, con un sorriso velato sulle labbra, solo soletto e… beh, in fondo una serata come tante o forse solo una serata un po’ così; dopo, senz’altro in strada per i miei soliti 7000 passi serali.

Ciao!

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31 pensieri su “Una serata un po’ così…

  1. Caro Arthur,per le donne è fisiologico parlare.Non so chi una volta mi convinse ad andare da sola a Capri..Mi annoiai un pò ma stranamente,ad ora di cena,dopo un pò che ero al tavolo,lo stesso ristoratore veniva a farsi la chiacchieratina e finivo la cena che ancora parlavo con lui..eppure,volevo fare l’esperimento di non profferir parola per tutta la serata!Comunque la prossima volta fammi uno squillo,finiremo di parlare dopo 3 giorni!… 😛

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  2. Luisa

    La signora pienotta dalla camicia bianca avrebbe fatto meglio ad unirsi al tavolo delle sue coetanee ridanciane, si sarebbe divertita di più. Le donne chiacchierano tanto sopratutto se la compagnia è buona,ma garantisco sanno godere anche del silenzio…certo un marito musone non fa dipingere il sorriso su nessun volto…o forse era solo una serata no anche per loro 🙂

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  3. Tu con me faresti una brutta fine, non sopporto chi continua a guardarmi, mi innervosisco e sicuramente poi ti direi qualche cosa ahahahhah. Figuriamoci poi se ti dovessi azzardare a fare un foto, non avresti scampo ahahahha
    E non dirmi che guardi in maniera da non farti notare, uno se è osservato lo sente, almeno così è per me… 🙂
    Ciaooo

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  4. …che pena le persone silenziose al tavolo di un ristorante….
    non c’è cosa più bella che parlare e parlare e parlare…siiiiiiiiii
    a bocca piena…. 🙂 con la manina davanti….col tovagliolino a portata di mano….
    si, sottinteso che ci comportiamo educatamente….a bassa voce…
    ma una bella risata, anche due, tre, quattrocento ci devono scappare per forza!!!
    Altrimenti non vengo!!!
    La Pat però….c’ha un bel caratterino!!!!
    quindi occhio….caro Arthur…non fa troppo il guardone sennò ti lincia!!
    ..manca la Sol…chissà che farebbe lei se si sentisse osservata!!!
    Credi oserebbe dire : scusi, si vuole unire a noi? 🙂
    si sa , l’unione fa la forza…. 🙂

    Osservare….mi piace..specie dietro occhiali scurissimi!
    Al ristorante invece…tutto il resto!

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  5. @ Patrizia: Beh, metterò degli occhiali scuri così non vedi i miei sguardi e se dovessi
    notare qualcosa, ti vengo a dire che hai una scarpa slacciata, con il rischio d’inciampare e quindi… hihihihihiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii… Ciao e buona serata.

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  6. @ Venticello: e già, mi sa che Pat morsica, ma davanti ad una bella crema catalana, chissà e poi mando in avanscoperta te, insieme alla Carlotta, Luisa e Sol’. A proposito, chissà come sareste tutte voi al ristorante… 🙂

    V’immagino e m’immagino in un angolino che vi guardo e che me la rido. Dovremmo provare, che dici?

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  7. …scusa èh…
    ma dove tenevi la signora Paula Beccantini???
    da lei…lo sai son curiosa…son risalita al Paolo…
    avrò da leggere quest’inverno!!!! 🙂
    …..se c’arrivo!!

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  8. @ Luisa: più che una serata no, credo che per loro il silenzio fosse un’abitudine, e certe cose si vedono. Comunque, le signore accanto a me erano veramente simpatiche, condividevano tutto, chiacchiere, sorrisi ed anche un bel piatto di verdura grigliata. 🙂

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  9. @ Laura: 12 o 13 lo dico io, infatti quando si è alzata ho temuto per la sua incolumità, nel senso che tutto quel peso la sbilanciava troppo in avanti e quindi sembrava che da un momento all’altro cadesse.

    Evvabè, più o meno, anche se molto più che meno. 😆

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  10. …Un ristorante…a Vicarello…
    dove fanno un’ottima catalana con frutta e verdura…
    e di sera in sera varia sempre….
    🙂

    Sbadatona…..mica posso andare a vedere tutti i tuoi contatti!!!
    ne hai troppo….e io poi mi perdo…son ciacciona… apro un sacco di finestre….e dopo non so più da dove son partita!!! cioè , entrata! o uscita…insomma, vedi te!!!

    Buona serata
    buon fresco…qui è libeccio leggero ma lo si sente….
    e poi gli aerei….mi atterrano sulla testa…..ricordi?
    il mio libeccio…il mare è arrabbiato…ma stasera si calmerà….
    lo so…per lasciarmi riposare…
    …che sognatrice !!

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  11. Cara Ventolina sono a tua disposizione,lo so che noi si finirebbe dopo tre mesi altro che tre giorni!!!Arthur quand’è che l’organizzi questo Meeting?!?Vi immagino tutti voi chi un pò in disparte,chi invece studia tutti gli altri prima di farsi avanti,chi fotografa e chi si butta nella mischia come se ritrovasse tutti i suoi compagni d’aula delle medie..ed Alan ?..Che farebbe il nostro Alan??? 🙂

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  12. Luisa

    Triste che una coppia finisca così. Cenare nel mutismo più assoluto secondo me blocca la digestione. Se i malumori sono costanti, è ulcera. Le signore si sono scelte meglio, e sanno scegliere, le verdure grigliate piacciono anche a me 🙂

    Ma da Davide si mangia bene, è trattoria non ristorante chic vero?

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  13. @Luisa…è una via di mezzo…non molto trattoria ma neppure un ristorante chic 🙂
    però la padrona di casa ha un certo accento fiorentino…un modo talmente garbato di metterti a tuo agio…che alla fine l’abbraccerai….commossa!
    davide è il figlio, sta in cucina e crea….giovane e fantasioso…
    alla fine c’è la lista dei dolci…impressionante….ne avevano una decina…e erano pochissimi ( a detta della signora)
    …che te ne pare? si può fare?..
    altrimenti pe farti felice va bene anche la grigliata sulla spiaggia….cucina Arthur 🙂 ..noi si chiaccihera, voce del verbo ciabalare!
    …Uhm….son stata esaustiva? no, perchè sono esausta dall’estate estensiva
    🙂 ciao gioia….smack

    vo a ninna altrimenti mi estendo sulla tastiera
    vento

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  14. Artur,volevo dire,anzichè mangiare da solo,chiamami ,ti raggiungo a metà strada e tu ti avvicini per l’altra metà, ma non al telefono,bensì al ristorante carino carino pieds dans l’eau..e bouches sans repos 😛

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  15. Ho letto l’articolo. Bellissime le descrizioni.
    Ho letto i commenti delle “tue” donne (sempre pochi gli uomini nel tuo blog…) e mi sono domandata – una volta ancora – il senso delle cose.
    Tu scrivi che hai mangiato da solo e tutte che ti suggeriscono “Chiamami, la prossima volta vengo io, con lui, lei e gli altri….”
    E’ solo un gioco o c’è davvero tutta questa voglia di incontrarsi? E se la voglia c’è … perchè non lo si fa?
    Mi sembra un continuo lanciare il sasso per poi correre a ritirare la mano!!
    🙂 Mi sembrava carino lasciarvi con un bel quesito prima di andare in vacanza 🙂
    Vi abbraccio tutte e allungo un bacino ad Arthur. A prestoooo!!

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  16. carlotta

    Davvero Arthur sei un uomo singolare. Tua moglie o la tua compagna sarà felice di avere accanto a sè, un acuto osservatore di umori e colori, pronto ad osservare il silenzo quando è meglio della parola e a sorridere senza indugio sull’umana natura. E’ bello leggere di un uomo che ancora si emoziona per le cose semplici e per una sana risata femminile e non. Nella tua momentanea solitudine hai colto delle istantanee differenti, regalando un pò di pura emozione, come se fossi anch’io con te a quel tavolo.

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  17. Uno spaccato di vita di Arthur, uno di quei post che mi piace leggere 😀
    Anch’io spesso mi soffermo a vedere le persone accanto a me e come te cerco di “inquadrarle”…
    mah in effetti hai ragione noi donne abbiamo un ottima parlantina.. dai la prossima volta cena con tutte le donne che popolano il tuo blog così di sicuro non ti annoierai e mi stanno bene anche i 7000 passi visto che c’è tanto da smaltire XD

    PS: rimpiango anch’io ( e non so quante volte ) di non aver dietro la mia fida “bestiola” (ovvero la macchina fotografica x chi non lo sapesse) si perdono degli scatti magnifici… e ahimé il momento magico non torna più e non puoi neanche ricrearlo… rimarrà soltanto nella tua mente

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  18. @ Venticello: in ritardo… beh, una bella grigliata sulla spiaggia sarebbe bellissimo. Sono anni che non la faccio più, magari dopo una bella schitarrata, un fuocherello per togliere l’umidità e per finire la voce di ognuno di noi che racconta qualcosa al chiaro di luna.

    Wow!!! Mi ci vedo già. Fantastico!!! 🙂

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  19. @ Solindue: innanzitutto prendo il bacino e lo conservo di corsa, ‘un si sa mai.
    E poi… è un gioco, è vero, un gioco che ci aiuta a sentirci un po’ più vicino, più veri, ma non è detto che non si avveri, anzi, tutto è possibile nella vita, basta soltanto volerlo e poi… 🙂

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  20. @ Carlotta (Carlottaland): grazie per “uomo singolare” faccio del mio meglio, ma la verità è che sono un gran curioso, e può darsi sia una specie di deformazione professionale. E poi m’interessano le persone, per come sono, per quello che fanno, è un modo come un altro per imparare a camminare insieme a loro. A volte è difficile, ma a volte riesce.
    Si fa la stessa cosa, più o meno, nel blog, in questa vita virtuale, ci si scambia opinioni ma, come ho già detto in passato tante volte, alle volte ci sono anche gli sguardi, i gesti, i sopsiri di chi racconta qualcosa. E riuscire a “vederli”, è bellissimo.
    Ciao e buona guiornata. 😉

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  21. @ Gabry: la cosa più curiosa è chiedersi alle volte che lavoro fanno, perché non sempre è facile scoprirlo. Ma in ogni caso è stimolante la cosa, s’impara a guardare gli altri, e un po’ s’impara a guardare se stessi. Non credi? 🙂

    Un saluto alla mia bella terra!

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  22. @ Pensierieperline: come sempre sei molto cara con me e di questo ti ringrazio. Come ho già detto, la cosa è stimolante, anche perché alle volte certi visi, certi sguardi, certe risate, raccontano tanto degli altri. Comunque sia, se si è da soli, piuttosto che stare a rimuginare… 🙂

    Ciao Lely, buona giornata.

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  23. @ Delicaterose: oh mannaggia, ho ancora due settimane di lavoro e poi… vieni a trovarmi al mare? Però ti avverto, dalle mie parti facciamo a meno del costume… 🙂

    Buona estate anche a te!

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