Ciao… Elle!

E così un’altra voce se ne è andata e lo dico con grande dispiacere.

Non era una voce come un’altra, aveva dentro di sé qualcosa di speciale, sapeva dire le cose e subito arrivavano dritte al cuore; una tenerezza senza esitazione che non conosceva confini.

Ieri il suo blog ha compiuto quattro anni e oggi, non c’è già più. Il mio primo commento da lei il 17 gennaio 2008, l’ho conosciuta ed è subito stato amore a prima vista. Leggerla e riuscire a vederla era la stessa cosa. Di lei, tra le parole, si scorgevano i gesti, i sorrisi, i sospiri, le lacrime, s’intravedeva il battito di un cuore che tante volte ha urlato perché alla ricerca di una tregua che, nel silenzio forse trovava la pace.

In risposta ad un suo bellissimo articolo “Solstizio d’estate”, in quel lontano giugno 2008, per descrivere quel suo modo insolito che aveva per dire, le scrivevo:

“Passando stamane da qua, ho sentito il tipico odore di colori ad olio, d’acquaragia, d’olio di lino, vedendo la porta socchiusa ho sbirciato dentro e incuriosito, sono entrato a dare un’occhiata.

Dappertutto c’erano tele accatastate una sull’altra, alcune finite, altre ancora da finire con grandi lenzuola buttate lì, nel centro della stanza; un cavalletto un tempo forse color ebano e sopra una tela, non grande, la misura giusta, ancora lucida di colore fresco, con un panno di tela bianco appoggiato accanto, e su un tavolinetto sgangherato la tavolozza con i colori mischiati l’uno all’altro e sopra pennelli ancora bagnati di diluente. Dalla vetrata aperta si sentiva l’odore del mare, e un raggio di sole illuminava la tela di sbieco e l’effetto da un lato mi lasciava senza parole, dall’altro con quei chiari scuri profondi, decisi e netti, era come in un sogno, quasi volesse entrare dentro, no, quasi quel raggio di sole fosse già dentro.

Mi sono avvicinato e una miriade di colori mi ha investito, il rosso, il giallo, il verde, si mischiavano al blu e all’arancio, con sfumature tenue tendente al violetto, dei luccichii sfavillanti di bianco fuoriuscivano dal rosa, e un azzurro purpureo serviva uno sfondo che pareva non finisse mai. Segni di pennellate, spatole larghe e strette ma date con arte, date di corsa, come se il tempo fosse stato tiranno e la voglia di finirlo un bisogno dell’anima.

Linee abbozzate che sembravano finite; guardarlo ed esserci dentro era la stessa cosa, e più lo guardavo e più mi sembrava di averlo già visto, come di un ricordo sopito ed improvvisamente risvegliato.

Che quadro meraviglioso ci hai regalato…”

E lei…

Io a voi?
O piuttosto tu a me, Arthur…

Hai dipinto quel bisogno dell’anima che non è solo mio, ma di tutti coloro che amano sentirsi parte di quei colori, di quei profumi e soprattutto di quelle emozioni che l’estate, ed in particolar modo le sere d’estate, sanno regalare…

Hai preso un po’ di colori dalla mia tavolozza e li hai fatti tuoi, hai respirato quegli odori di tele e pennelli, di legno e corda, e sabbia e vento e mare in tempesta…
Per sentirteli addosso quei colori…perché, non è con gli occhi che succede…che è solo un altro modo per dire che… “chiddu chi cunta un si po’ mai vidiri”.

Un nome misterioso, “Elle…oui c’est moi”,  una dolce, meravigliosa, misteriosa creatura, che già mi manca.

Ciao… Elle!

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21 pensieri su “Ciao… Elle!

  1. Capisco bene cosa vuoi dire. Molti dei miei primi contatti hanno abbandonato o chiuso i blog e sinceramente hanno lasciato un gran vuoto per tanti motivi. E’ un vero peccato, specialmente quando capita da un giorno all’altro e non ne capisci il motivo. Ma va così, c’è poco da fare….. anche se rimane un pochino d’amarezza dentro…
    Ciao, Pat

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  2. A volte s’incomincia a riversare su di una pagina bianca e si va avanti fin quando ce n’è.
    Poi si chiude il primo capitolo e s’inizia a scrivere il secondo, e il terzo, e il quarto… e così via.
    Ma arriva il giorno in cui c’è anche la necessità di scrivere la parola “Fine”.
    E a volte anche di cancellare tutto, per risorgere nuovamente.

    Non ho mai avuto il piacere di leggere il blog di Elle… ma capisco cosa vuoi dire.

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  3. Pingback: 404 Page not found « Diemme

  4. Laura

    L’ho letta tante volte qui da te e hai ragione, aveva un modo tutto suo di dire le cose. Credo faccia parte della vita della rete, come tutte le cose della vita d’altronde.

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  5. Accipicchia! So bene quanto sia doloroso per te Arthur. Spero possiate avere la possibilità di mantenere viva la vostra amicizia ad di fuori di questi spazi.
    Chissà perchè si chiude un blog. Capisco che si possa smettere di scrivere, ma chiudere uno spazio che ha vissuto per così tanti anni, non lo comprendo. Le pagine del suo blog contenevano momenti veri di vita. Risate e lacrime. Cancellare tutto è un gesto di negazione del passato che non comprendo.
    Ma andra bene così almeno per lei. Chissà. l’importante è che stia bene con se stessa.
    bacino di consolazione 🙂

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  6. Luisa

    Non conosco questa ragazza se non per averla sentita nominare. Se ha chiuso, avrà i suoi buoni motivi, però è vero, dispiace quando non si trova più alcuna traccia del blog, di lei in quella forma. Ho visto chiudere altri blog, alcuni per causa di forza maggiore, e per espressa volontà, le pagine sono state chiuse. Una perdita per chi conosceva e per quanti avrebbero potuto apprezzare ancora i suoi scritti e l’autrice. Ma questa ragazza, se un giorno vorrà, potrà ancora scrivere ed essere sempre e comunque amica di chi ha conosciuto nel tempo grazie allo spazio virtuale. La chiusura di un blog non è la fine di tutto, ben lo so, viste le amicizie che continuano e si sono rafforzate in privato. Buona fortuna Elle.

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  7. @ Paula: la parola fine è sempre brutto scriverla e leggerla, perché vorremmo continuare sempre fianco a fianco con le persone che in qualche modo hanno contato e, dall’altra parte della tastiera e di un monitor, c’è sempre una persona.
    Ecco, questa è la cosa che conta. Ecco perché spiace.

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  8. @ Solindue: sì, è doloroso, ma solo perché credo nei rapporti tra le persone che, senz’altro potra continuare in altri modi. In questi pochi anni, tre in effetti, ho visto passare tante persone e tante sono sparite, ma a quanto sembra è la dura legge della rete, o forse è meglio dire della vita?

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  9. Del fatto che le manifestazioni d’affetto mi facciano piacere ma che mi imbarazzino anche, non ho mai fatto mistero.
    Così come è risaputo che io non ami le celebrazioni e non sappia gestire i distacchi.
    Ho un rapporto controverso con tutto ciò che mi crea piacere, forse perché conosco fin troppo bene il rovescio di quella medaglia.
    Si chiama dispiacere.
    Ma la difficoltà maggiore ce l’ho quando devo chiedere qualcosa. Non ho mai imparato, non mi piace chiedere, mi pare di disturbare o di disturbarmi anche.
    Ora caro Arthur, benché abbia perso da tempo l’abitudine e l’interesse a girare per blog, non potevo certo astenermi dal venire a commentare.
    Innanzi tutto per ringraziarti delle parole, presenti e passate, delle immagini, di tutto ciò che nel tempo abbiamo condiviso all’interno di queste pagine elettroniche.
    E poi sono intervenuta perché non vorrei che questo post si trasformasse in una sorta di necrologio.
    Quindi rispondo a te, ma rispondo anche a chi è intervenuto qui e si è posto delle domande e ha provato a darsi delle risposte.
    Ho chiuso il mio blog ma questo non ha niente a che vedere con chi lo scriveva: io e tutte le voci che per quattro anni l’hanno popolato, sostenuto, incoraggiato, coccolato, o anche semplicemente letto e dimenticato, continuano a vivere, come è giusto che sia.
    Ho chiuso perché non mi sono mai piaciuti i post(i) abbandonati: diventano altari della memoria, ricettacoli di polvere e di parole consunte, di pensieri inospitali.
    Ho chiuso perché nell’ultimo anno, ogni volta che scrivevo e pubblicavo qualcosa, lo facevo con fatica e la soddisfazione di dire ciò che volevo dire era poco soddisfacente, il coraggio poco coraggioso, il pensiero troppo poco definito quando l’avrei voluto nitido e troppo preciso quando invece l’avrei voluto sfocato.
    Ci vorrebbe più distacco lo so, ma non saper mantenere la giusta distanza da ciò che scrivo è sempre stato il mio peggior difetto.
    La scrittura è sempre stata per me un’amica fidata e chiudendo il blog non mi sento di averle fatto un torto, così come non mi sento di aver girato le spalle a nessuno. Ho semplicemente agito seguendo ciò che sentivo di voler fare.
    Poi chi lo sa, un giorno potrei anche decidere di ricominciare tutto da capo.
    Ché ammiro chi porta avanti e difende le proprie idee. Ma forse ammiro di più chi ha la capacità e la forza di cambiare idea.
    Un caro saluto a tutti voi e grazie.

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  10. @ Elle: nessun necrologio, per carità, ma solo un pensiero (affettuoso) per una “voce”, la tua, che ormai manca da tempo da questo blog e che spero ogni tanto avrà voglia di tornare. Abbiamo sempre detto che il blog non è la vita e su questo non ci sono dubbi, ma il blog apre delle porte, offre un tipo di comunicazione totalmente diverso dalla realtà che, spesso, crea assuefuazione, insomma, ci si abitua e quando manca, manca del tutto. Non entro nel merito di quest’abbandono, che rispetto come sempre ho fatto d’altronde con te e se un giorno vorrai tornare, visto che sei assolutamente emotiva, decisamente testarda, dannatamente sensibile, lunaticamente mutevole, intenzionalmente ermetica, perfettamente vulnerabile, verbalmente fantasiosa, ombrosamente sorridente, godibilmente ironica, visceralmente appasionata, sempre che anch’io sarò ancora qui, sarà un piacere rileggerti
    Ciao…

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  11. Evviva !!Elle ha risposto ed è tutto così poco tragico che fa pensare che ci leggerà sempre,l’importante è che sta bene !! 😛 Dai,avrà di meglio da “concertare”..cerchiamo di capirla ..Ottime vacanza a lei e tutta la company..Anch’io tra poco per motivi che non sto qui a spiegare,avrò un periodo di black out ma sto bene raga’!..Baci!

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  12. @ Carlitass (? 🙂 ) : ebbene sì, è tutto a posta, Elle sta partendo per le vacanze e così ci ha lasciato a noi il compito di intrattenere gli internauti. (che parolona!!! 🙂 )

    Ma scussa (ss=s), dov’è che vai tu tra poco?

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