Immerso nel silenzio

 Immerso nel Silenzio

Immerso nel silenzio
come in un mare tiepido,
sento l’onde vibrare
come corde di violino e d’arpe
in un concerto d’armonie sublimi.
Nel silenzio il suono è più dolce
come nel vuoto brillano
i colori più belli.
Naufrago resto in questo mare
dall’onde carezzevoli
e non curo di cercare la sponda,
da che parte essa sia non mi chiedo;
dell’onde seguo il mormorio,
fatuo mi sento
e mi crogiuolo in questo incantamento.

Santi

Ciao e tutti e con questa poesia di mio padre, vi auguro buon inizio settimana.

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22 pensieri su “Immerso nel silenzio

  1. Grazie Diemme, alle volte, quando decido di pubblicarne una, ho l’imbarazzo della scelta.

    Questa, in un inizio settimana carico di pensieri, ci sta alla perfezione.

    Ciao! 😉

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  2. Ciao Arthur, sai che anche mio papà scriveva le poesie???
    Le sue, però, sono in dialetto….
    Ha scritto anche un romanzo sociologico e delle commedie, non ha mai pubblicato nulla, però, scriveva per se stesso a mano e su fogli volanti… 🙂
    A presto e buona settimana anche a te…

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  3. La parole

    “e non curo di cercare la sponda,
    da che parte essa sia non mi chiedo;”

    rispecchiano proprio il mio stato d’animo di questo momento, e non è la prima volta che mi ritrovo nelle poesie di tuo padre, in quella sua rinuncia che non è mai triste, ma coscienza di quello che trattiene.

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  4. @ Deborath: beh, potresti pubblicarle tu le poesie di tuo padre, ne sarebbe senz’altro contento. E poi le poesie in dialetto sono molto belle, perché ripercorrono le nostre radici. Quanto prima farò un sito dedicato a mio padre con tutte le sue poesie. Due libri, dei quali ho curato la grafica, li aveva già pubblicati, ma ne ha scritte talmente tante che… 😉

    Ciao e buona settimana anche a te.

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  5. Luisa G.

    Bellissima poesia, pubblicata nel mese adatto a godersi la musica della natura… una pace meravigliosa ci avvolge.
    Buon inizio settimana anche a te 🙂

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  6. Non mi hai dato il tempo di commentare ma dò comunque il mio piccolo contributo di apprezzamento a questa bellissima poesia.Credo che tuo padre abbia,con animo fine e sensibile,descritto il distacco da questa vita verso l’aldilà e lo fa con la metafora del naufragare volentieri “senza cercar la sponda” che è tipica sensazione di coloro che,momentaneamente in coma,non si curano più dei dolori della Terra e si lasciano scivolare in un”concerto d’armonie sublimi”..Probabilmente,in quanto medico,aveva trattato la materia,almeno a me dà questa netta sensazione..Un bacio forte!

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  7. @ Carlotta: beh, anche la tua interpretazione ci sta, ma ciò che importa, è l’emozione che trasmettono quelle parole e in questo ci riesce sempre.

    Un bacio forte anche a te.

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