Wikipedia…

Credo che in assoluto sia la prima volta che Wikipedia oscuri le sue pagine in segno di protesta e la cosa dovrebbe farci riflettere; ci riguarda da vicino, come blogger e come persone che credono nella libera informazione.

Una decisione che, come spiega a L’Espresso Maurizio Codogno, portavoce di Wikimedia Italia, associazione che promuove i progetti della piattaforma Wiki, è stata presa con votazione pubblica dai Wikipediani, per lanciare una protesta contro la cosiddetta legge bavaglio, il ddl intercettazioni e la norma ammazza blog, che rischia di rendere impossibile il lavoro di chi lavora sulle biografie di Wikipedia.

Non voglio entrare nei particolari e per questo vi rimando alla prima pagina di Wikipedia.

Giudicate voi!

E così, giusto per mescolare il sacro con il profano, voglio proporvi una ricetta che a suo tempo ho scritto anche e soprattutto con l’aiuto di Wikipedia, semplice, gustosa, ideale per chi non ha voglia di perdere troppo tempo in cucina.

TESTAROLI con il PESTO

Tipico piatto della Lunigiana, una regione compresa fra Liguria e Toscana, ed esattamente tra le province di La Spezia e di Massa-Carrara.

“Secondo alcune fonti la loro origine risale all’Antica Roma, tanto che vengono considerati il tipo di pastasciutta più antico. La loro storia è comunque legata a quella dell’antica città romana di Luni.

Sono fatti con acqua e farina (anticamente farro) e si preparano mescolando gli ingredienti in una pastella fluida cotta a legna per alcuni minuti a formare una specie di crespella di alcuni millimetri di spessore. La cottura avviene in particolari contenitori chiamati testi, anch’essi di origine antica, un tempo in terracotta, oggi anche in ghisa.

I sottili dischi di pasta vengono tagliati a quadretti o rombi di pochi centimetri di lato (lasagnette). Si versano quindi i testaroli in acqua bollente aggiungendo a copertura qualche foglia di castagno e facendoli cuocere a fuoco spento per pochi minuti. Si condiscono col pesto, con olio e formaggio pecorino, oppure con pomodoro o con sugo ai funghi porcini.” (Da Wikipedia, l’enciclopedia libera)

Buon Appetito!

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22 pensieri su “Wikipedia…

  1. Laura

    Se si ferma pure Wikipedia, siamo fritti.

    Comunque oggi sembra che abbiano tolto la norma per i blog.
    Vedremo.
    Ottima la ricetta, quasi quasi la faccio, ma dove trovo i testaroli?

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  2. Un passo molto importante quello fatto da Wikipedia, mostra come il bavaglio che vogliono imporre costringerà molti a non scrivere più. L’avevo vista ieri sera proprio mentre cercavo un argomento che mi interessava e ci sono rimasta di sasso, poi mi sono detta: se tutti si facesse allo stesso modo, con questa determinazione, chissà se si otterrebbe qualche cosa di concreto.
    Mah stiamo a vedere, dovrebbero aver tolto quella norma contro i blog… sarà vero?? Boh… sarà ancora libera Wikipedia e saremo ancora tutti liberi ??

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  3. Luisa G.

    Ho capito. Alla fine non rimarrà altra fonte d’informazione oltre al TG4. Solo comunicazioni del regime. Il resto si potrà censurare, ridimensionare, aggiustare senza vergogna, tanto non avremo modo di verificare alcun che…e tutti i concerti del 1°Maggio(si festeggia ancora?) saranno sempre in differita, come è già capitato.

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  4. Sono stata fortemente colpita dalla protesta, più che giustificata, di Wikipedia che sostengo e appoggio. Quello che sta capitando è qualcosa di terribile. Sono andata a rileggermi l’articolo 21 della Costituzione. E lo consiglio a tutti. Per capire cosa stiamo rischiando.

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  5. Io a volte mi sveglio la mattina, ascolto le notizie e questo mondo inizia a farmi paura … la reazione che ho è quella di isolarmi. Smettere di leggere, di informarmi, di ascoltare.

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  6. @ Patrizia: ho voluto pubblicare questa ricetta che avevo realizzato con l’aiuto di Wikipedia, proprio per dimostrare, nel caso ce ne fosse bisogno, di quanto utile possa essere un portale come Wikipedia, sia che si tratti di cose semplici che si tratti di cose complesse.

    Questa presa di posizione è comunque sintomo di una diffusa voglia di essere protagonisti nelle scelte che riguardano questo paese. Per troppo tempo siamo stati a guardare, la gente è stufa di belle parole e di inutili perdite di tempo, senza contare che la democrazia è un bene ormai acquisito e se la si perde, è anche colpa nostra.

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  7. @ Luisa: il TG4 potrebbe anche essere un telegiornale che funziona, anche nell’ottica di una difesa del potere, in fondo delle posizioni di parte non guastano, se poi ci fanno capire quanto bugiarda e faziosa può essere l’informazione. Tra l’altro, non sarebbe ora che il suo conduttore andasse in pensione, visto che ha superato gli ottant’anni?

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  8. @ Maria: credo che l’obiettivo di Wikipedia sia stato proprio quello di fare notizia, perché oggi è diventato l’unico modo per farsi sentire. La libertà è un bene prezioso, come è preziosa la possibilità che ho io, come blogger di dire la mia opinione, senza per questo infangare nessuno.

    Sembra che la norma blocca blog sia rientrata, mentre invece si sono inasprite le pene per i giornalisti che pubblicano le intercettazioni, con addirittura il carcere.

    Mi domando, ma sono queste le nostre priorità in questo momento?

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  9. @ Antonio: sì, sembra che la norma ammazza blog sia stata tolta, al contrario hanno inasprito le pene per chi pubblica le intercettazioni. Di male in peggio!

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  10. Forse qualcuno potrebbe essere interessato a firmare la petizione contro la “legge bavaglio”
    http://www.avaaz.org/it/no_bavaglio_2/?cl=1306958434&v=10600
    oppure avere altre informazioni:
    Più informazioni:

    Corriere della Sera – Un divieto senza senso
    http://www.corriere.it/politica/11_ottobre_05/intercettazioni-un-divieto-senza-senso-giovanni-bianconi_2c8831be-ef16-11e0-a7cb-38398ded3a54.shtml

    Il Fatto quotidiano – Giulia Bongiorno: “Non sarò relatrice di questo obbrobrio”
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/04/intercettazioni-bongiorno-non-saro-certo-la-relatrice-di-questo-obbrobrio/162069/

    La Repubblica – Caselli: “Togliere le intercettazioni è come eliminare ai medici le Tac”
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/04/intercettazioni-bongiorno-non-saro-certo-la-relatrice-di-questo-obbrobrio/162069/

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  11. Luisa G.

    Il TG4 è una burla. Sostituissero pure il direttore, il nuovo si troverebbe in grande imbarazzo, se onesto. Se la linea editoriale rimanesse questa, uno vale l’altro. Si capisce che nessuno è totalmente imparziale, ma una cosa del genere è spudorata. Idem il TG1 che ha perso ogni credibilità quando si parla di politica interna. Visto che le cose vanno male, e lo sappiamo benissimo, si convogliassero le energie per tentare di risolvere la crisi, invece di perdere tempo nel tentare di insabbiare le malefatte.

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