Ma, è tempo di crisi?

© arthur

                   Tempo di crisi, scontento che aleggia dappertutto, l’idea di un futuro, e non solo per i giovani, sempre più incerto, eppure…

Ieri ho saputo da un’amica che una ragazza senegalese amica di entrambi, ha dovuto lasciare l’appartamento dove viveva perché, da un bel po’, non riusciva più a pagare l’affitto. Vive in Italia con il marito anche lui in difficoltà con il lavoro, visto che l’azienda dove lavorava prima, un’impresa edile, ha chiuso i battenti.

                    Lei potrebbe ritornare in Senegal, ma se lo fa lasciando qui il marito, perde tutti i diritti di mantenimento per una legge Senegalese, o almeno così dicono e quindi è costretta a rimanere in Italia, nell’attesa di tempi migliori. Ha trovato un posto dove dormire in una casa occupata da altri extra comunitari e in tutta questa storia, la cosa positiva è che il figlio, un bellissimo bambino con perennemente stampato sul viso un sorriso a trentadue denti bianchissimi che contrastano con una carnagione nerissima, è riuscito a portarlo in patria, dove vive con i nonni materni.

Eppure… Martedì, giorno di festa, ho passato la giornata a Milano. Un ristorantino tipico sui navigli e poi un giro in centro. Era tanto che non ci andavo, era tanto che non giravo per negozi, così, giusto per passare il tempo. Sono entrato alla Rinascente e sono letteralmente rimasto a bocca aperta. La ricordavo diversa, sì, un bel negozio, poco più su della norma, ma niente di quello che mi si presentava davanti agli occhi. Praticamente una griffe dopo l’altra, stand che sembravano dei veri e propri negozi lussuosi, con finiture d’eccezione, con commessi e commesse che sembravano usciti da una sfilata di moda e, gente, tanta gente, che guardava, che provava, che comprava, tanta, tanta gente.

                    In genere questi posti mi fanno passare la voglia di comprare, troppa roba, troppa scelta, non so neanche cosa guardare, infatti ammiro sempre le donne che invece in questi posti si trovano benissimo. Uhmmmm, no, adoro il caro vecchio negozio di fiducia, dove sono conosciuto e soprattutto dove senza batter ciglio, trovo ciò che mi serve: entro, provo ed esco, punto.

Eppure… beh, la domanda viene spontanea, dov’è la crisi? E no, perché se esci dalla Rinascente ed entri al Multicenter Mondadori le cose non cambiano assolutamente. Niente vestiti, oggetti, profumi, accessori, ma tanta, tanta altra roba tutta tecnologica. E dove li mettiamo i supermercati tipo Iper, dove ci sono banchi pieni di… e mannaggia, mi sa che dire di tutto è un eufemismo, poi pensare che tanta di quella roba va a finire nella pattumiera, beh…

                    Lo ammetto, sono un consumista, anche se in “formato small”, ma non pensate che oggi, nell’abbondanza, si esageri un po’?

Dopo una giornata passata così, il mio pensiero va alla mia amica Senegalese e a quanti, come lei, magari anche un etto di prosciutto crudo San Daniele è un lusso.

Evvabè, considerazione scontata?

                    Già, molto scontata, ma tremendamente vera!

ps: la scarpetta che ho fotografato è di cioccalata, ed era nella vetrina di un negozio che solo a guardarlo si rimaneva incantati, oltre che faceva venire certi sgrisoli, uhmmmm… 🙂

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35 pensieri su “Ma, è tempo di crisi?

  1. Non mi meraviglia quanto hai scritto, poco più di una settimana fa sono stata a Bologna al Disney Store, il negozio non è grandissimo ma colmo di pupazzi, vestitini vari e tante altre cose. Beh c’era un sacco di gente e tutti uscivano con le borse piene… i prezzi non è che siano proprio abbordabili… e nei negozi più cari c’è sempre gente che compera. Quindi la crisi c’è, ma non per tutti, anche se ho sentito dire che molti prendono prestiti pur di vestire firmato ecc. ecc.
    Mio padre quando si parlava di vestiti firmati mi ha sempre risposto… vieni qui che te la faccio io la firma sul maglione 🙂
    E poi c’è il rovescio della medaglia, il vecchietto che va nel bidone dell’immondizia del supermercato a raccattare quello che viene gettato e ti assicuro che l’ho visto con i miei occhi… oppure che quando entra chiede due fette di mortadella e basta, per la sua cena. A me piangeva il cuore quando ho sentito questo signore anziano fare la richiesta alla banconiera… e dico la verità mi sono vergognata del mio carrello che non conteneva il superfluo, ma sicuramente molte più cose di quello che poteva permettersi lui…
    Si si, la crisi c’è… ma c’è chi spende e spande come niente fosse e spesso per cose superflue
    Ciao sgrisolino
    Pat

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  2. Caro Arthur…
    sai che ti dico? io non ci capisco più nulla!
    Forse Pisa ha una realtà diversa…ma i negozi non sono così pieni…E’ pieno il supermercato, questo si….la gente ha fame, ha paura di restare senza mangiare. Riempie il carrello di tutto e di più, ma sta attenta ai prezzi…li compara con gli altri supermercati..c’è chi spende tempo e benzina( ma non se ne rende conto) per andare dove l’olio costa meno…o il caffè…o la carne.
    le famiglie si fanno in quattro perchè non manchi nulla ai figli e la cosa che ho saputo da un’amica di Sara è che in città i negozi accettano gli acconti sulla merce in vendita….vale a dire che pian piano si arriva al saldo e si porta via il giaccone che tanto piace al figlio. Qualche anno fa non era così.Se entravi per comprare, pagavi sino all’ultimo euro …la commessa aveva solo il compito di vendere e riscuotere. Oggi è cambiata questa realtà…e non è un buon segno.
    Siamo nell’era del consumismo.E la gente si sta indebitando sino all’osso pur di restare a galla, la povertà però è già alle porte…ed entrata silenziosa.

    Viaggiando sempre in autobus ne sento tante e non sono belle. Episodi come quelli che avete raccontato tu e Pat sono all’ordine del giorno…ma questo è un popolo silenzioso con una grande dignità…e si accontenta del buon cuore di chi sta meglio , sempre che abbia occhi per i meno fortunati. ma si sa, la solidarietà vige più tra poveri che tra ricchi.
    Io sono piuttosto avvelenata con il mondo politico, tutti compresi, a partire dall’assessore.
    ma non è questa la sede adatta….ed io cadrei in quel vortice che oggi chiamano ” antipolitica”.
    Inventano sempre terminolie buffe quando si va a parare su certi interessi monetari di questi ricchi fannulloni che invece di fare il loro mestiere dormono e giocano con Ipod nel momento più critico per l’Europa…

    Mi salta all’orecchio la pubblicità che viene fatta in questi giorni…La Spezia passa al satellitare…quindi gli spezini e provincia devono correre a comprare quell’aggeggio per vedere i programmi mediaset e quant’altro….ma dico io, con la drammaticità in cui stanno vivendo secondo loro pensano a comprare il decoder???? ma dai….mi pare assurdo….improponibile.

    Chi ha un lavoro deve tenerselo stretto stretto finché può…altrimenti si ritroverà disperato…solo e se va male, suicida.
    Questo mondo non mi piace. Milano avrà un’altra realtà rispetto a Pisa…i negozi abbondano…gli hotel poi, da mille e una notte…e intanto sicuramente appena farà freddo qualcuno morirà incartato nel cartone sotto una loggia, solo..arriverà Natale e qualcuno si vestirà di buonismo dal 24 sera al 25 mattina….poi il silenzio. E intanto ti chiedono un euro dal cellulare o due dal fisso per l’ennesima causa rivolta ai paesi poveri….che poi dove vanno a finire non lo sai mai.
    ………………..penso di aver finito le parole.Quindi è meglio che io rida e scherzi con il capitano e inventi di come quella volta son caduta nella pozza d’acqua fresca per cogliere le margherite sull’altra sponda….mentre Carlitas dormiva sull’amaca. ma l’amaca aveva le corde consumate (che lei non vide) e quando si ruppe fece un tonfo sonoro sul vaso di piantine grasse del bell’Antonio, messo lì, nel centro del mondo, dalla bella Cichita….che isterica si fece venire le bolle sulle guance rosate , urlando come una posseduta….poi cadde a terra svenuta. Quando si rinvenì era comodamente seduta sulla ciambella del capitano…..(ogni tanto anche le ciambelle vengono col buco!) Da quel giorno non si capisce perchè ma ogni volta che Carlitas vede un cactus…inizia a ululare…forse pensa al coyote Willy dell’Arizona…..
    .eh che ne dici?? 🙂
    Un bacio e buona serata a tutti.
    ♫vento

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  3. Da me invece la crisi non esiste. I negozi sono sempre affollati, sempre pieni di gente che compra, compra, compra. Sì ma, vediamo un po’, se ti compri un cellulare da 600 euro e poi mi chiami con l’addebito “perchè c’è crisi” e ti sono finiti i soldi che vuol dire? Che sei scemo!
    Ecco, direi che più che crisi, in giro c’è tanta, ma tanta stupidità.
    Anche io sono una consumista, se le cose mi piacciono le compro, ma non sono una di quelli che affollano i negozi, anche perchè ho problemi a stare in mezzo a troppa confusione.

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  4. Per qualcuno la crisi c’è davvero, per altri meno e per qualcuno per niente.
    Senso del pudore e buon gusto vorrebbero che questi ultimi fossero più frugali e meno spendaccioni in un momento come questo, per rispetto verso chi non può più.
    Ma tra un po’ c’è Natale, vedrai che corse a comprare…

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  5. In questi giorni sono capitata in ospedale per far visita ad una parente. Nel letto accanto al suo, una pensionata colpita da ictus, moglie di un pensionato ancora più vecchio e malandato di lei.
    La sera veniva a trovarla il figlio, divorziato e con due figli, per aiutarla a consumare la cena e per aggiornarla sui fatti della famiglia. I suoi discorsi erano tutti incentrati sui soldi che si sarebbe fatto dare dal padre per un viaggio “di lavoro” (?) al nord e sui documenti da fare perché venga riconosciuta l’invalidità della madre. A conti fatti, l’ictus di quest’ultima sembrava che fosse provvidenziale per quella famiglia che sembrava avere ancora a carico il figlio grande e grosso.
    E quei discorsi, urlati per via della sordità della vecchietta, infastidivano e, al tempo stesso, procuravano una gran fitta al cuore.

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  6. Luisa G.

    C’è la crisi, garantisco. Io sono tra quelle attentissima alle offerte, che quando può gira 3 supermercati(distanti l’uno dall’altro poche centinaia di metri). Nemmeno io vedo negozi pieni, solo di discount dai quali le persone escono coi carrelli pieni. Quanto danno si fanno alla salute col cibo di scarsa qualità, e quanto se ne farebbero se non riuscissero a mangiare niente perchè troppo costoso? E sarà perchè abbiamo tanti, troppi, disoccupati, ma io vedo una brutta aria. Parecchie facce scontente e preoccupate per il futuro. Abbiamo anche noi negozi con superfirme, ma sono desolatamente vuoti. Non guardo nemmeno le vetrine. A che pro? Se non si sta attenti a come si spende quando si lavora, il rischio di finire “col culo per terra” è grossissimo. La mia ansia non me lo permette.
    p.s. bellissima la scarpetta di cioccolato 🙂
    buonanotte

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  7. @ Antonio: questi grossi centri sono diventati il rifugio delle persone che, nel tempo libero, cercano di ingannare il tempo. Una volta si passeggiava nel corso della città, adesso si passeggia nei centri commerciali che, comunque sia e comunque la si veda, è un momento di aggregazione che però invita la gente a spendere ugualmente: pizza, gelati ecc. ecc.

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  8. @ Venticello: sullo studio fatto a regola d’arte non ci sono dubbi, e vale per tutto, anche sula merce esposta e sul come esporla.
    L’esempio che ho portato e relativo a Milano, forse la città per eccellenza la più spendacciona, la capitale della finanza e bla, bla, bla…

    A Milano c’è Via Monte Napoleone, via della Spiga, tutte le grandi firme hanno più di un negozio, poca gente ma tutta gente che può spendere. Le griffe, e non solo oggi, sono uno status symbol, l’ultima uscita dell’IPhone 4 ha visto la gente che dalle prime luci dell’alba aspettava fuori dai negozi. Le Hogan interactive, scarpe che costano 260 euro, e quindi non certo economiche, sono diffusissime, e questo vale per i nuovi smartphone, i table, gli eBook Reader, insomma tutte quelle diavolerie elettroniche che fanno impazzire tutti, me compreso devo dire. 🙂

    L’altro giorno ero in un negozio della Vodafone e ho assistito ad un battibecco tra madre e figlia sul nuovo cellulare da comprare, ovviamente un Iphone, che ha un costo che oscilla tra i 600 e i 900 euro. La madre sobillata continuamente dalla figlia, rispondeva quasi a monosillabi ed era uno spettacolo veramente, per certi versi, divertente (insomma…!!!)

    E’ ovvio che ci sia chi più spende, ma c’è anche chi, non potendolo fare, magari s’indebita per farlo. E’ un mondo strano, e forse la cosa più difficile da sopportare è la “rinuncia”, ma concordo con te, tanta gente tira la cinghia, tanta gente per risparmiare compra cose non di marca, tanta gente non ha il necessario per arrivare alla fine del mese, è vero, ma ciò nonostante basta accendere la TV e sfarzo, guadagni facili fanno bella mostra di sé, purtroppo.

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  9. @ Venticello: quella scarpetta( l’ho fotografata pensando a voi donne golosone… 🙂 ) la trovi all’ottavo piano della Rinascente a Milano, in uno stand dove vendono esclusivamente quella roba dura e scura che se è al 99% mi fa impazzire, ‘nnagg. 😆

    Bello il video, ci voleva un po’ di musica in sottofondo.

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  10. @ Patrizia: questi grossi centri sono un po’ come il paese dei balocchi, fatti per stordire, tanto prima o poi qualcuno qualcosa compra. E sui vecchietti… tanti vivono con pensioni ridicole, al di fuori di ogni logica. Tempo fà avevo letto di un signore che sopreso al supermercato mentre “rubava” una cioccolata, ha avuto un malore ed è stato portato d’urgenza all’ospedale. Ma ci pensi vedere tanto ben di Dio e non poterlo comprare? Deve essere una cosa tremenda.

    Farò forse un discorso qualunquista, ma credo che ci sia troppa ingiustizia a questo mondo e purtroppo i deboli sono quelli che più di altri ne pagano le conseguenze.

    Non mi piace!

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  11. @ Valentina: credo invece che ci sono entrambe le cose, crisi e tanta stupidità. Strano che tu dica che da te la crisi non c’è, il meridione in genere è quello che ne risente di più, per la mancanza di lavoro soprattutto. Probabilmente la gente s’indebita e poi… si vedrà.

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  12. No beh, forse mi sono spiegata male. Con “non esiste” intendevo dire che probabilmente c’è ma non si vede, perchè nessuno si fa mancare niente. Ma sai cosa? Io questa supposta inferiorità delle regioni meridionali (che dovrebbero in teoria essere più povere) non l’ho mai vista. E infatti non si vede. Ti faccio un esempio: pure chi fa il netturbino (non sto denigrando il mestiere del netturbino, perchè è un lavoro rispettabilissimo, ma obiettivamente non guadagna come ad esempio un ingegnere o un avvocato) ha l’i-phone, così come il fruttivendolo ha il belstaff. E’ paradossale, ma è quello che vedo in giro: magari c’è chi s’indebita, chi fa il passo più lungo della gamba a costo di avere quello che hanno tutti.
    A me sinceramente poco importa di avere l’iphone, il belstaff o le hogan (tra l’altro non mi piacciono nemmeno), ma è triste che si debbano comprare tutte queste cose a scapito dell’economia familiare, solo per apparire, perchè quello è.

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  13. @ Aracne: cara Blandina, da quel che leggo, deduco che tu sia molto più sognatrice e idealista di me. 🙂 Aspettarsi senso del pudore oppure ritegno dagli altri, sarebbe bello, ma come si suol dire, è difficile che si riesca a vedere l’orticello degli altri, presi come si è dalle proprie cose.

    Martedi, facendo il giro in corso Vittorio Emanuele a Milano, ho visto tre persone che suonavano, uno era un giovane che tra l’altro suonava con la chitarra le canzoni di Simon e Garfunkel, mitici negli anni ’70, la mitica colonna sonora del “Laureato” Mrs. Robinson, (ricordi?), e così via, praticamente tutto l’album “Bridge over Troubled Water” (‘nnagg… fantastico!), era bravo, mi sono fermato a sentirlo, così come faccio sempre se vedo qualcuno suonare per strada, tant’è che sono diventato la barzelletta dei miei amici, perché a tutti lascio qualcosa oltre che rimanere lì imbambolato ad ascoltarli, perché amo la musica, perché mi fanno tenerezza, poi c’era un signore sui quarant’anni circa che suonava la tromba (ho lasciato anche a lui un po’ di moneta, ma solo perché suonava così male che ho avuto pena per lui… 🙂 ) e poi infine c’era un signore distinto, sui sessant’anni, molto composto, che suonava il violino, molto bene tra l’altro. Mi son detto, se uno suona così bene uno strumento come il violino, probabilmente ha fatto il conservatorio e magari, probabilmente suonava da qualche parte. Forse è anche questo il segno di una crisi che non guarda in faccia nessuno e ammiro sempre chi, con molta dignità, si mette in discussione magari per un pugno di monetine…

    E così, giusto per… Bridge over Troubled Water

    Mrs. Robinson…

    Buon fine settimana a tutti! 🙂

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  14. @ Valentina: Oopsss, adesso sono io che mi sono spiegato male. Quando dico che il meridione è quello che ne risente per primo, lo dico solo perché il dato della disoccupazione giovanile nel sud è altissimo, tant’è che da sempre per lavorare tanti giovani siciliani prendono armi e bagagli e vengono nel nord Italia ed io ne ho tanti di esempi, di cugini, parenti e amici vari. Ma non ritengo per questo il Sud inferiore, sono un Siciliano e quindi, in un certo senso un immigrato anch’io. Che poi la gente sia stupida e faccia spese che non può permettersi solo per apparire, sono pienamente d’accordo con te, ma è anche colpa dei media, di ciò che la TV ci propina con le varie storie del Grande Fratello e cc. ecc.

    Piccola nota a piè di pagina: ho appena comprato un telefono nuovo e dietro consiglio di un mio amico che li vende, ho comprato un Samsung smartphone con sistema operativo Android, telecamera da 5 mega pixel, che non ha nulla da invidiare per bellezza e completazza ad un IPhone. Costa soltanto 200 euro in meno. Insomma!!! 🙂

    Per le Hogan, beh, ammetto di averle coprate, ma solo ed esclusivamente perché le trovo molto comode. La moda la seguo, ma solo se non mi rende schiavo, anche perché alla fine siamo noi che facciamo la moda, con il nostro modo di fare, di essere, come dire, l’abito non fa il monaco e forse tanta gente dovrebbe rendersene conto. 🙂

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  15. @ Luisa: contrariamente a te, io non seguo le offerte, anche perché mi sa che per farlo bisognerebbe perdere tanto di quel tempo che alla fine non ne vale la pena. Però la crisi c’è e si sente oltre che si vede. Vicino casa mia hanno aperto un discount ed è pieno di gente che fa la spesa. L’unica cosa, sarà vero che le cose non di marca sono le stesse? E’ un po’ come i medicinali generici, quelli che hanno lo stesso principio attivo, ma come giustamente mi ha confessato una volta il mio farmacista, la differenza sta negli incipienti (mi pare si chiamano così), cioè in tutte quelle cosine che contengono e che spesso sono molto diverse dall’originale. Boh, non saprei cosa pensare in effetti.

    Ma c’è da dire che se uno deve dfare i conti con la fine del mese, è ovvuio che magari non guarda troppo per il sottile, giustamente. Infatti quel discounrt era pieno di extracomunitari che immagino, abbiano altri problemi.

    ps: la scarpetta di cioccolato oltre che bella deve essere anche buona, immagino. 🙂

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  16. @ Ventolino: sul fatto che piova, confermo, e anche tanto, sul fatto del “governo ladro”, è un dato di fatto, ‘nnagg… !!! 🙂

    E poi, non è vero che Antonio è “l’unico” uomo della mia vita, c’è Pan, c’è Spazio, c’è Fabio, c’è Riccardo, c’è… evvabè, sono pochini è vero, ma meglio pochi che tanti scompagnati. 🙂

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  17. Sì, sì, avevo capito benissimo, non preoccuparti!
    Comunque c’è una differenza tra comprare le cose perchè ci piacciono e comprarle perchè vanno di moda e ce le hanno tutti.
    Sai da cosa credo che dipenda anche la disoccupazione giovanile? Non voglio creare delle questioni, ma tutti i giovani che qua non lavorano sono a studiare nelle università, mentre al nord, forse perchè ci sono più posti di lavoro, molti lasciano gli studi e vanno a lavorare. Se ci fai caso, infatti, molte delle università del nord sono piene di ragazzi del sud. Insomma: là ci sono meno studenti e più lavoratori, qua meno lavoratori e più laureati.

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  18. Ho avuto ed ho un mare di cose,(ora sto correndo dall’avvocato per la cura e stipula di un contratto)ebbene posso aggiungere che venendo da un’epoca di grande benessere e di nuove tecnologie,non possiamo fare più economia,i nostri genitori-nonni si mettevano a mangiare pasta e ceci,mettevano i cavalli nelle scuderie o la cinquecento nel cortile,e spegnevano le luci in casa.Ora provate a dire ad un figlio che deve posare l’i pod,l’i pad o l’i phone o il pc e sentirete come scoppia la guerra civile dentro casa!L’unico sistema che ho trovato per far un pò di economia spicciola, è che ridotta la famiglia,si riducono i metri quadri abitati e di conseguenza i costi degli stessi.Chi non vuole rinunciare a niente significa che non ha la percezione della crisi,comunque,per me la crisi è arrivata il giorno che in banca al posto dei miei milioni ho trovato poche decine di migliaia di euro.. 😦

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  19. Luisa G.

    Già, quando si guadagnavano lire era decisamente meglio. Ora si fatica tanto e si guadagna poco, e in tasca non rimane niente. Brutti tempi e non credo passeranno presto.

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  20. @ Carlotta: purtroppo chi non vuole rinunciare a niente non è che non ha la percezione della crisi, la conosce, la vede benissimo, ma l’apparire è più forte e allora…

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  21. @ Luisa: credo che la fiducia nelle nostre forse sia importante, basta che questa classe dirigente se ne vada una volta per tutte a casa, che non ne posssiamo più.

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  22. Ciao Arthur!

    Io sono di Milano e credo che in zona centro si annidi tutta la “bella vita” della città… Il problema è spostarsi verso l’esterno… ma neanche di molto, sai? Non occorre raggiungere la periferia per vedere la cosiddetta crisi. Chi compra (fenomeno che può essere osservato anche alla Rinascente) sono soprattutto i turisti stranieri… E poi vabbè, la solita élite fatta di signorotti e signorotte. Questi non mancano mai (in fondo, in tempo di crisi sono loro gli unici che ci guadagnano). I milanesi “medi” entrano sì alla Rinascente, ma poche volte escono con una shopping bag piena… Io personalmente ho quasi deciso di non metterci più piede a priori. C’è anche da considerare che esistono persone che preferiscono comprarsi una borsa firmata e rinunciare ai libri o a quant’altro… Quindi, secondo il mio modestissimo parere, chi compra non fa più spese pazze, ma spese mirate… utili o non utili che siano.
    Tu che ne dici? 🙂

    Un bacione!
    Paola

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  23. @ Poemonapage: cosa ne dico? Dico che hai ragione, ma non a caso ho portato l’esempio di Milano e della Rinascente, perché in un certo senso è lo specchio di quella che è la società oggi. E’ vero, sempre di più la gente oggi fa delle scelte mirate, i carrelli della spesa sono meno pieni e le borse griffate magari sono quelle degli extracomunitari, ma è anche vero che se da un lato i poveri sono aumentati anche tra il ceto medio, dall’altro c’è un nuovo mondo fatto di ricchi che con la professionalità, l’esperienza, il duro lavoro e il merito non hanno nulla a che vedere. E mi riferisco a tutta quella umanità, assai variegata a dire il vero, che gira nel mondo della televisione e dello spettacolo in genere, imprenditori dell’ultima ora, magari con un pelo sullo stomaco bene attorcigliato e conoscenze nei posti giusti, tutta quella gente che al guadagno facile ha dedicato il suo stile di vita.

    Mi fa sempre senso leggere sui giornali di “soubrette” chiamiamole così, che per vivere decentemente non le bastano 10.000 euro al mese, come se fosse una cosa ovvia e naturale, ma provo ugualmente ribrezzo quando sento che il politico di turno, dall’ultimo al dirigente di partito di entrambe le parti, non ha neanche idea di quanto costi un litro di benzina, che non sa cosa vuol dire prendere un treno regionale, pagare una multa, mettersi in coda in tangenziale o al pronto soccorso.

    In via della Spiga o in via Monte Napoleone o a Forte dei Marmi, i negozi di Prada, di Gucci, di Chanel e via dicendo, non sono mai pieni di gente, ma la gente che li frequenta sono proprio quelli di cui sopra, oltre che qualche signorotto o qualche signorotta.

    E la gente normale? Guarda!

    Sì, la crisi c’è, ma prima ancora che nell’economia, grave e preoccupante, nella politica, stomachevole, c’è nei valori, che oggi non si ha più idea di cosa siano.
    Ecco cosa ne penso.
    Ciao Paola! 😉

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