Ore 9.00 più o meno…

          Ore 9.00 più o meno del mattino, arrivo in studio, accendo il computer e prima di leggere la posta e mettere in ordine l’agenda, leggo velocemente i giornali esclusivamente on line, una scelta fatta ormai da qualche anno e che mi dà la possibilità di sentire, come si suol dire, tutte le campane, destra, centro, sinistra e quant’altro.

Non è il modo migliore per iniziare la giornata, ahimè, visto che le notizie che si susseguono non sono certo rassicuranti; il mercato che va in malora, la politica che ad ogni costo, costi quel che costi, difende la sua sopravvivenza, morti ammazzati, disastri ambientali, incuria nella cosa pubblica, corruzione, opere d’arte che vanno letteralmente in briciole e…. beh, potrei continuare all’infinito, perché l’elenco ogni giorno che passa è sempre degno di un mal di stomaco che resiste ai migliori rimedi che la medicina ufficiale e non ci assicura.

          Ma dietro a quest’Italia maltrattata, derisa oltralpe, piena di contraddizioni e di malanni ormai fuori misura, c’è un’Italia che riesce nel silenzio e senza chiedere nulla a dare il meglio di se stessa, e parlo di tutti quei giovani che spinti solo dalla voglia di sentirsi utili, scavano tra le macerie a mani nude, spalano il fango, aiutano le persone a ritrovare la loro dignità per le cose perdute.

Non se ne parla mai abbastanza, ma l’Italia è anche questa, ed è questo che sta succedendo in queste ore a Genova, alle Cinque Terre, è questo che succede ogni volta che la cronaca ci racconta di un disastro ambientale che spesso non trova riscontro solo nelle cause naturali.

          Ma loro non hanno bisogno di tanta pubblicità ed io non riesco a rimanere indifferente davanti a tutta questa umanità di giovani che per libera scelta dedica il suo tempo agli altri.

Un gruppo di ragazzi cammina per strada, alcuni spingono delle carrozzine, alcuni a fatica riescono a stare in piedi, altri hanno lo sguardo perso nel nulla: giocano, ridono, come se nulla fosse, ed è meraviglioso vederli.

Annunci

16 pensieri su “Ore 9.00 più o meno…

  1. Martina

    Li sto seguendo a distanza, purtroppo non abito più là, i raggazzi che stanno spalando il fango a Genova. Vorrei che fossero la nuova classe dirigente. Hanno comprato le pale e ci stanno mettendo il sudore, senza che nessuno glielo abbia chiesto. Sono quello che i politici non considerano mai, il nuovo che avanza.

    Mi piace

  2. Laura

    Conosco dei ragazzi che fanno volontariato. Alcuni di loro lavorano e dedicano il tempo libero per aiutare gli anziani in una casa di cura, altri invece sono volontari della croce rossa. E la cosa più bella è che non li ho mai sentiti lamentarsi.
    Ci sono anche parecchie persone con famiglia non più giovanissimi. Li ammiro molto, perché come dici tu, è meraviglioso vederli.

    Mi piace

  3. Sarebbe bellissimo se l’Italia tutta..anzi,gli Italiani tutti,si dessero la mano,come cantava Endrigo,e si aiutassero a vicenda,da nord a sud,da est ad ovest,andrei anch’io a spalare lì se qualcuno mi accompagnasse,e sarebbe bellissimo stare tutti insieme dopo essersi passati le pietre,la pala,o un sorso di caffè .. 🙂

    Mi piace

  4. carlotta

    giusta osservazione di un’altra faccia di realtà che non viene volutamente reclamizzata, perchè le buone azioni non fanno notizia e non vendono giornali. Siamo abituati a vedere il bicchiere sempre vuoto, purtroppo.
    Un caro saluto.

    Mi piace

  5. ma in fondo l’Italia è così, solo che è rappresentata male. E poi, aggiungerei, lo Stato è quasi sempre inesistente. In questi anni di democrazia sono sempre stati i soliti a farsi carico delle necessità: le famiglie tenendo o riprendendosi in casa i figli disoccupati, i volontari offrendo il loro tempo, le gare di solidarietà per raccogliere fondi, la caritas sfamando i poveri. Mi viene quasi da pensare che il volontariato sia il sintomo di un male, cioè la mancanza di un servizio statale, efficiente, gratuito, per tutti.

    Mi piace

  6. @ Martina: e già, il nuovo che avanza, che si è stufato di stare lì ad aspettare, che ha voglia di essere protagonista del suo futuro, che non può essere fatto solo di precariato e d’incertezze. Il nuovo che avanza, è sempre temuto, lo è stato nel ’68 e se le cose non cambiano, prima o poi lo sarà anche oggi.

    Ciao, bentornata!

    Mi piace

  7. @ Laura: anche io li ammiro molto, soprattutto per la loro semplicità, sono ragazzi normali che non hanno bisogno di troppe emozioni per essere se stessi. E sempre più spesso s’incontrano questi gruppi che accomagnano i disabili, giovani come loro e anche se da lontano, si percepisce l’affiatamento che li lega ed è molto bello vederli.

    Mi piace

  8. @ Carlotta: giusto quest’estate facevo consideravo che sempre più spesso si vedono disabili in carrozzina in giro e la cosa è positiva per noi “normali”, perché ci abituiamo a vedere e a considerare il “diverso” come uno di noi. In fondo ci sono ancora dei tabù a riguardo e la cosa non è molto positiva. Ho una nipotina down ed è dolcissima. Le piace cantare, anche se è stonatissima e ballare, anche se non sa stare a tempo. Vive nel suo mondo, ma chi lo ha detto che non sia migliore del nostro?
    Un caro saluto anche a te. 😉

    Mi piace

  9. @ Pan: pensa alla sottoscrizione che ha lanciato il Corriere della Sera e La7, che è arrivata a cinque milioni di euro in pochissimo tempo, come dire che la solidarietà non perde tempo per farsi sentire e forse hai ragione tu quando dici che potrebbe essere il sintomo di un male. D’altra parte, quante di queste disgrazie sono veramente caussate dal mal tempo e quante dall’incuria di uno stato che ha altro a cui pensare?

    Mi piace

  10. Ho sempre avuto la sensazione che l’Italia si reggesse su ben altri pilastri…
    e credo di non avere torto.
    Mi auguro che tutti i soldi, e dico tutti , vadano solo ed esclusivamente a chi ha subito danni contingenti, ha perso la casa, ..le vite purtroppo non hanno prezzo…e non basterebbe tutta la solidarietà del mondo .
    Auguriamoci che almeno la giustizia non affoghi in quel fango colpevole dell’incuria di chi era responsabile, faccia il suo maledetto corso.

    dimenticare non si può…eppure c’è chi lo fa. Si vergogni.

    Mi piace

  11. Cara Venticello, se fosse solo un problema di vergogna, la cosa potrebbe risolversi in fretta, invece, purtroppo, lo spettacolo che la politica ci ha propinato in questi ultimi anni, dimostra che di come va l’Italia non importa a nessuno (di loro), è troppa la voglia di pensare alla “Roba” e sono sicuro che se Giovanni Verga dovesse riscriverla oggi, sarebbe subito un bestseller.
    Per i soldi, mi auguro che tu abbia ragione, anche perché tante di quelle offerte arrivano dalla gente comune che non ha poi tanto da scialacquare.

    Mi piace

  12. Ho un paio di amici che sono volontari alla croce rossa e, malgrado durante il giorno lavorano, sono sempre disponibili anche per fare i turni di notte se occorre. E’ bello vedere questi giovani che incominciano a fare sentire la loro voce, sintomo che qualcosa sta cambiando, come dice Martina.

    Mi piace

  13. @ Antonio: ho giusto conosciuto un signore questa estate che dirige una succursale della Croce Rossa nella sua città e in effetti mi raccontava che gl’inpegni sono tanti. Anche un nostro amico blogger, Luciano, è un volontario della Croce Rossa. Tutte persone da ammirare, senz’altro.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...