Hai la sindrome di Down? Non sali sulla giostra!

L’ho letto nel blog di Semprevento e la rabbia per una cosa così stupida è stata tanta. Ho una nipotina Down, qualche volta ne ho parlato ed è dolcissima, ma non dico altro.

Vi lascio a quello che ha scritto Antonella. Parlatene anche voi!

 Hai la sindrome di Down? Non sali sulla giostra!  

Trisomia 21 Firenze insieme al CoorDown (Coordinamento Nazionale Associazioni delle persone con sindrome di Down) del quale fa parte, ritiene chiusa la fase interlocutoria di trattativa, avviata con la Direzione Generale  del parco divertimenti Gardaland e, alla prossima assemblea, voterà per dar via libera alla procedura legale.
Obiettivo della trattativa era quello di arrivare a una soluzione condivisa rispetto alle gravi discriminazioni ai danni delle persone con sindrome di Down, alle quali è sistematicamente vietato l’accesso a numerose attrazioni dagli addetti alla sicurezza del parco.
La non idoneità, da parte degli addetti, viene stabilita esclusivamente in virtù dei tratti somatici.
L’intento era quello di valutare una possibile soluzione che da una parte salvaguardasse la sicurezza del parco e dall’altra rispettasse la dignità di tante  persone che si recano al parco divertimenti per una giornata di svago. A Mirabilandia, come in altri parchi in Italia e nel mondo, non avvengono episodi simili di discriminazione, anche se sono operative le stesse attrazioni presenti a Gardaland. I gestori si limitano a sconsigliare e non a proibire alcune attrazioni cosiddette “adrenaliniche”. Al di là di ogni considerazione, resta il fatto che a Gardaland avviene sistematicamente una irragionevole discriminazione incompatibile con una società civile ed evoluta.Ribadiamo con forza il diritto di tutti a vivere in una società dove i servizi aperti al pubblico non devono chiudere l’accesso a una persona, basandosi esclusivamente sui tratti somatici e deducendone erroneamente  l’idoneità a usufruire o meno di una attrazione.
Le persone con sindrome di Down hanno ormai acquisito un ruolo attivo nella società: studiano, lavorano, fanno sport, anche a livello agonistico. Dal punto di vista sanitario sono seguite con protocolli medici ormai standardizzati a livello mondiale.
I motivi di sicurezza addotti dalla Direzione non possono essere accettati e rappresentano un grave atto discriminatorio in quanto:
Se il motivo dell’esclusione è il ritardo mentale:
questo è spesso sovrapponibile a quello di persone che non hanno nessuna evidenza fisica di questo ritardo e a volte persino di persone che hanno un Quoziente Intellettivo nella media, e alle quali non è impedito l’ingresso.
– Se il motivo dell’esclusione è il rischio cardiologico:
questo è variabile e in molte persone con sindrome di Down assolutamente inesistente o in percentuali minori di persone che non hanno evidenza fisico-somatica di queste problematiche. Di nuovo, a parità di rischio cardiologico, una persona con determinati tratti somatici è fermata all’ingresso.
Se il motivo dell’esclusione è il deficit motorio:
il problema non sussiste perché la sindrome di Down in sé non comporta alcun problema motorio.Pertanto la conclusione è evidente; di fatto, non potendo in linea generale accertare la disabilità intellettiva degli ospiti, le uniche persone a cui è fisicamente impedito l’accesso alle attrazioni dagli addetti alla sicurezza del parco sono quelle con sindrome di Down e vengono quindi discriminate unicamente sulla base dei tratti somatici.
Nel corso dell’anno, il CoorDown ha attivato una serie d’incontri con tutti i soggetti coinvolti per individuare possibili soluzioni al problema, ed ha predisposto un protocollo che è stato presentato lo scorso 8 luglio a Salsomaggiore Terme dove si è svolto un incontro internazionale per la revisione della norma europea EN13814. Alla presenza di progettisti delle attrazione e responsabili della sicurezza dei maggiori parchi europei e di oltreoceano, il protocollo riceve apprezzamento e condivisione. 
E mentre il Presidente della Repubblica firma il decreto che approva il testo del Codice del Turismo con parziale modifica dell’art. 4 …”lo Stato assicura che le persone con disabilità motorie, sensoriali e intellettive possano usufruire dell’offerta turistica in modo completo e in autonomia, ricevendo servizi al medesimo livello di qualità degli altri fruitori senza aggravi di prezzo. Tali garanzie sono estese agli ospiti delle strutture ricettive che soffrono di temporanea mobilità ridotta…E’ considerato atto discriminatorio impedire alle persone con disabilità motorie, sensoriali e intellettive, di fruire, in modo completo ed in autonomia, dell’offerta turistica, esclusivamente per motivi comunque connessi o riferibili alla loro disabilità”. Gardaland non esprime in merito nessuna posizione ufficiale ed è nuovamente protagonista di ulteriori casi di diniego.
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5 pensieri su “Hai la sindrome di Down? Non sali sulla giostra!

  1. La dolcezza dei bambini down non ha eguali,io a volte mi sono incantata a guardarli non so come si possa essere discriminatori nei loro confronti,avendo constatato che c’è tra di loro chi si è dato allo sport,chi al cinema.Se è vero che il parco dei divertimenti non è un luogo che mette a repentaglio la loro incolumità,essendo per certi versi più indifesi,non vedo il motivo per cui non debbano entrare ovunque,essendo certi che hanno la capacità di riconoscere il pericolo.Sono con voi!

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