La panchina.

© arthur

E sempre nell’attesa di quei benedetti buoni propositi, vi ripropongo un tenero Nonno Archimede e chi lo conosce, sa di cosa sto parlando. 😉

Eh va bene, direte voi, i tempi sono cambiati, una volta certe cose era difficile vederle per strada, invece oggi è quasi una regola.

Domenica, così per ingannare l’attesa di una serata che tardava a venire, sono andato sulla passeggiata a mare a fare due vasche (hihihihiiiiiii… beh, oggi si dice così e tra l’altro ci sta anche bene visto l’argomento… ), mentre andavo su e giù con fare disinvolto e sempre con l’occhio rivolto verso il mare (che meraviglia il mare di sera… ), vedo lontano su di una panchina una coppia di ragazzini e quasi di fronte, una coppia di anziani… evvabè, niente di male direte, ma c’era qualcosa e allora, ho accelerato il passo, mi sono avvicinato e senza dare troppo nell’occhio, mi sono seduto su di un’altra panchina facendo finta di leggere il giornale che qualcuno aveva dimenticato lì.

Insomma, direte voi, non si fanno queste cose e, in effetti, sarei anche d’accordo, ma come ho già detto prima, m’incuriosivano, e così li ho guardati attentamente; i due ragazzi, più che seduti erano abbracciati, abbarbicati l’uno all’altro, lei poggiava le gambe sopra quelle di lui, e con la faccia letteralmente appiccicata, si baciavano appassionatamente incuranti di tutto quello che succedeva intorno a loro.

Dall’altra parte i due vecchietti erano seduti composti, mano nella mano, lui aveva gli occhiali scuri e, con la bocca semiaperta, rideva alle parole di lei, che ogni tanto si fermava, lo guardava amorevolmente, s’accostava, e gli dava un bacio sulla guancia. Lui girava appena la testa, la scuoteva e dopo ricominciava a sorridere.

(… )

Beh,  l’impressione che ho avuto era che nello spazio di una panchina e di un viottolo asfaltato, sembrava di vedere due ragazzi che allo stesso tempo erano diventati grandi e che malgrado tutto, riuscivano ad amarsi alla stessa maniera. Sì, come due epoche contrapposte ma ugualmente simili nelle emozioni, nello slancio, nella voglia di far sentire all’altro d’esserci e nella seconda coppia, quella dei due vecchietti, d’esserci sempre e comunque. Che tenerezza, che voglia di fermarli e dire loro di guardarsi…

Evvabè, oggi è andata così, domani chissà e nel frattempo, buona giornata che la mia è iniziata bene, anzi, buona serata.

fr.: vostro nonno Archimede, un tempo detto anche Archi…

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10 pensieri su “La panchina.

  1. Due modi diversi di viver l’amore… è passato del tempo fra le due generazioni di innamorati, ma visto nell’uno o nell’altro modo l’amore è sempre la cosa più bella. Come cantava Claudio Villa: “… chi mi da la cosa più bella che ha… io gli do la cosa più bella che ho!” Un abbraccio e buon anno, Fabio

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  2. @ Fabio: tutti abbiamo bisogno d’amore, giovani e vecchi, anche se immagino lo si viva in maniera del tutto diversa. Un abbraccio e buon anno anche a te, caro Fabio.

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  3. Diciamo due mondi paralleli che nello stesso tempo davano modo di far vedere il presente ed il futuro di quei due ragazzini, il tutto basato sull’amore. Bello eh??? Eh si …..
    Dolce notte, Pat

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  4. @ Pat: sì, due mondi paralleli che malgrado tutto s’incontrano perché passato e futuro coincidono essendo l’uno la giusta evoluzione dll’altro.

    Dolce giornata! 😉

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  5. Pingback: Camminare insieme. | arthur_photo...

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